L’EGITTO CHE I TURISTI NON VEDONO

Come promesso oggi pubblico il terzo scatto di Tiziano Taddei.

Ho ritenuto molto belle le sue foto sull’Egitto che i turisti non vedono

Se avete voglia e tempo, vi consiglio di dare un’occhiata agli scatti di questo fotografo! Sono veramente belli e mi sembra giusto ringraziare la sua collaborazione postandovi il link alle sue fotografie!

Per vedere tutte le foto di Tiziano Taddei clicca qui

NEL SINAI TRAPPOLE PER CACCIARE DI 2300 ANNI FA

A circa metà del 1900, i piloti della RAF osservarono alcune linee composte da bassi muri di pietra sopra Israele, Giornania ed Egitto, e da allora non si è mai smesso di domandarsi che cosa fossero. Le ipotesi che sono state fatte sono molte, da errori di costruzione fino all’ipotesi simil-Nazca secondo la quale siano state realizzate per essere visibili da antichi astronauti.

Ma la spiegazione sembra essere arrivata, ed è molto più terrena (ed affascinante) di quanto le teorie più bizzarre abbiano mai ipotizzato: sono enormi trappole per animali.

Queste linee, composte da bassi muri di pietra, sono disposte secondo uno schema che le ha rese note come “kite lines”, linee ad aquilone, e formano catene lunghe anche 60 km. Lo studio effettuato su 16 linee nel Deserto del Sinai ha evidenziato come queste strutture compongano una complessa trappola per animali, che instrada le prede verso punti precisi in cui i cacciatori si piazzavano per abbatterle.

Le linee sembrano essere vecchie di circa 2300 anni, ma sembra siano state abbandonate e mai più utilizzate 2200 anni fa. “La ricerca mostra che la costruzione di queste kite lines era molto più sofisticata di quanto apparisse in precedenza, il loro utilizzo decisamente diverso di quanto pensavamo, e che la conoscenza degli antichi dell’etologia animale era più profonda ed intima di quanto si potesse pensare” sostiene Uzi Avner, della Ben-Gurion University-Eliat in Israele. “Non abbiamo alcun dubbio che le kite lines fossero utilizzare per cacciare”.

UNA FOTO AL GIORNO

Muoversi ieri e muoversi oggi!

Sarà progresso??

Per gentile concessione di: wrrroah

IL DVD ANTICO EGITTO – LE GRANDI SCOPERTE

Un’ora e mezza di full immersion nell’antico Egitto, fra piramidi e sfingi, tombe e tesori, a frugare con curiosità sempre maggiore fra tutte quelle scoperte che hanno permesso di riscrivere il mondo dei faraoni e capire i perchè di una civiltà millenaria affascinante e per certi versi ancora misteriosa. Tutto questo grazie a Antico Egitto – Le grandi scoperte, un DVD firmato Discovery Channel e distribuito da Cinehollywood.

E’ il più autorevole archeologo egiziano e sovrintendente alle antichità di tutto il Paese, ovvero Zahi Hawass in persona (che non a caso è il segretario generale del Consiglio Supremo delle antichità egizie), a guidare lo spettatore alla scoperta dei più importanti ritrovamenti, quelli maggiormente rappresentativi dell’eccezionalità della civiltà egizia. Ne vien fuori un elenco delle dieci più grandi scoperte sull’antico Egitto, che vengono però descritte con una precisa funzione, quella di comprendere l’influenza delle conoscenze di allora sul mondo moderno.

Si parte con La barca solare di Cheope e La cava dell’obelisco incompiuto, che fanno capire le incredibili tecniche di costruzione messe in pratica dagli antichi egizi. Le tombe delle operai delle piramidi, scoperte nella grande piramide di Giza, fanno invece riflettere sulla struttura sociale che prevedeva anche un tipo evoluto di assistenza per i lavoratori. Il tesoro di Tutankhamon e La Tomba di Seti I, invece, ci rivelano metodi di sepoltura e particolari concezioni dell’al di là, mentre La città dei costruttori di tombe dà un enorme contributo per capire la vita quotidiana della società di allora. Il tempio perduto di Akhmim ci porta nei meandri di un incredibile mondo sotterraneo, mentre Il grande tempio di Abu Simbel rivela il rapporto tra natura umana e divina. Si chiude con La grotta segreta delle mummie, che riesce a raccontare molto sulla politica di allora, e con la Valle delle mummie d’oro, indicatore preciso di un momento di fusione fra civiltà diverse.
Grazie a una sapeinte alternanza di immagini mozzafiato, interviste e rivelazioni interessanti, ne vien fuori un documentario riuscito, dal quale traspare l’imponente eredità che in moltissimi campi quella civiltà ha saputo trasmettere fino ai nostri giorni.

PROBLEMI DI CONNESSIONE IN EGITTO

Navigazioni sul web rallentate dall’Egitto al Pakistan a causa di una parziale rottura di una cavo sottomarino. Riparazione in mare in corso

Nel 2008 le ancore di due navi tranciarono i cavi di SeaMeWe-4, una importante backbone sottomarina lunga più di 20mila chilometri che passando per il canale di Suez collega l’Asia all’Europa. Ora è stato rilevato un ulteriore guasto, che starebbe rallentando fortemente la rete del Medioriente: secondo i primi accertamenti non si tratta di una lesione completa ma solamente parziale, sufficiente tuttavia a rendere inoperativa la struttura.

Una nave preparata appositamente per questo tipo di interventi di riparazione è già sulle coordinate del danno, localizzate nel Mar Mediterraneo, alla ricerca del cavo, che dovrebbe essere portato in superficie e riparato in loco. Per ora i problemi si sono registrati dall’Egitto al Pakistan, costretti ad affidarsi solamente ai vecchi cavi SeaMeWe-3 e FLAG, che garantiscono prestazioni decisamente inferiori.

Rispetto alla situazione del 2008, il danno sembra dunque di entità più lieve: in quell’occasione vennero interrotte ben quattro backbone e la perdita di connettività coinvolse 15 paesi. Entro la fine dell’anno dovrebbero entrare in servizio nel corso dell’anno cinque nuovi cavi sottomarini che dovrebbero alleggerire la dipendenza da SeaMeWe-4.

L’EGITTO PUNTA A RADDOPPIARE I TURISTI

Italia quarto mercato per l’Egitto con oltre un milione di italiani nel 2009, con prospettive di crescita del 20% per l’anno in corso. Gli obiettivi dell’Ente sono di raggiungere nel 2020 quota 25 milioni di turisti provenienti da tutto il mondo a fronte dei 12,50 che hanno visitato il paese dei faraoni nel 2009.

Per accogliere nei prossimi anni questi turisti, sono pronte 215.000 nuove stanze in prevalenza sulle coste del Mar Rosso.
Primi paesi visitatori dell’Egitto sono la Russia al primo posto con 2 milioni di arrivi, Inghilterra con 1,3, la Germania con 1,2. E proprio in Egitto, a Port Ghalib, è stato aperto il 48simo congresso Fiavet, alla presenza del presidente dell’Ente del turismo egiziano El Ezabi e del presidente Fiavet Cinzia Renzi. Dopo il saluto del vice console onorario e console di Hurdaga Alberto Barattini sono stati evidenziati i buoni rapporti sia diplomatici che commerciali tra Italia e Egitto. Questa importante cifra sarà raggiunta sia con la promozione verso i mercati europei tradizionali, fra cui l’Italia occupa il terzo posto dopo Inghilterra e Germania, sia attraverso lo sviluppo dei mercati dell’Europa orientale, con la Russia in primo piano con circa 2 milioni di arrivi nel 2009, senza dimenticare il mondo arabo e i mercati lontani promettenti, come Giappone, India, Cina e Corea del Sud”.

Credo che chi ha intenzione di vedere la barriera corallina (quello che ne è rimasto!) debba darsi una bella mossa! Personalmente alzerei i prezzi e diminuirei l’affluenza che sta deteriorando purtroppo irreversibilmente un paradiso!

L’EGITTO CHE I TURISTI NON VEDONO

A causa dell’aumento dei prezzi, tre diverse organizzazioni in Egitto hanno invitato i cittadini a boicottare l’acquisto della carne.Secondo quanto riportato da News Editor, due gruppi facebook e la Egyptian Chamber of Tourist Establishments (ECTE) hanno chiesto agli egiziani di non comprare carne rossa il 26 aprile. Su uno dei gruppi facebook si legge “una famiglia su cinque in Egitto non riesce a soddisfare i suoi bisogni essenziali, una percentuale di loro è costretta a far lavorare i bambini per andare avanti…le famiglie povere stanno aumentando.”
Secondo quanto riportato da alcune stime, il 23 percento dei bambini al di sotto di 15 anni vive in povertà, con un salario di meno di 1 euro al giorno.

“Dobbiamo essere efficaci, dobbiamo avere un forte impatto, per abbassare di nuovo i prezzi,” così i gruppi esortano i loro fans e si spingono oltre la ECTE chiedendo un’intera settimana di boicottaggio. Questa operazione implica che gli alimentari non dovranno vendere carne il giorno 26, pena la punizione più alta secondo le leggi dell’ECTE.

AL VIA LA CAMPAGNA PRO POLIGAMIA

Una campagna a favore della poligamia che mira a “combattere il nubilato” e a “proteggere le vedove e le divorziate”. E’ questa l’iniziativa, prima nel suo genere, lanciata in Egitto dall’associazione locale ‘Wifaq’, secondo quanto riferisce il quotidiano kuwaitiano ‘Al-Ray’. Con un volantino diffuso nelle moschee e nei caffé dei quartieri popolari del Cairo e di Alessandria, l’associazione ha annunciato di aver dato il via ai colloqui tra uomini sposati e donne vedove, divorziate o nubili che desiderano unirsi in matrimonio e che non hanno nulla in contrario ad accettare lo status di seconda moglie. E’ uno scopo “altamente sociale” quello che si prefigge l’associazione con questo servizio. Un problema, quello del nubilato, che “può essere risolto solo con misure coraggiose”. Secondo il volantino, “non si può continuare a nascondere la testa sotto la sabbia, respingendo senza alcun motivo ciò che Dio ha reso lecito per motivi sociali”. La reazione della ‘controparte’ femminile non si è fatta attendere e un gruppo di associazioni per i diritti delle donne ha presentato ben 14 ricorsi al procuratore generale egiziano perché vieti immediatamente la campagna a favore della poligamia, che rischia di rafforzare la discriminazione e la disparità tra i sessi.

“Se anche la sharia ha dato all’uomo il diritto di sposare più di una donna, la stessa sharia e la legge puniscono l’uso arbitrario di un diritto”, ha detto l’avvocato Ahmad Abd al-Mawjud, che assiste una delle organizzazioni contrarie all’iniziativa. Senza contare che l’attività di ‘Wifaq’ è tutt’altro che benefica, dal momento che “il servizio costa 100 ghinee”, pari a circa 14 euro. “Una somma molto elevata” se rapportata al potere d’acquisto dell’egiziano medio, ha sottolineato l’avvocato.

PS le foto dell’harem è ovviamente ironica!
Non iniziate a mandarmi mail dandomi del maschilista per favore!