UN PROGETTO FARAONICO A SHARM

Non si sa ancora molto!
Certo è che sono stati stanziati 5,5 miliardi di dollari.
Certo è che il progetto ha ricevuto l’equivalente del premio Oscar per i progetti immobiliari.
Si parla di costruire, nei dintorni di Sharm, la più grande laguna artificiale del mondo che sarà a sua volta circondata da altre 11 lagune più piccole. Il nome del progetto è City of Stars
Attorno alle lagune sorgeranno numerosi hotel a 5 stelle oltre a 30.000 (trentamila!!!) alloggi di super lusso. L’acqua delle lagune verrà pompata dal Mar Rosso che dista solo 3 chilometri. Una volta riempite le lagune l’acqua verrà continuamente filtrata e purificata. In tal modo i progettisti prevedono di non avere un prelievo costante di acqua del mare, ma di riutilizzare sempre la stessa (ma l’evaporazione l’avranno calcolata??)
E’ previsto anche un faraonico campo da golf, ampie zone commerciali, un museo e perfino un canale navigabile di un chilometro e mezzo.

Numerosi investitori privati si sono uniti alla cordata.
I realizzatori del progetto sono i costruttori della piscina più grande del mondo realizzata in Cile.
A questo primo progetto ne seguiranno altri 3 sempre in Egitto che punta in questo modo a raddoppiare il numero di turisti attualmente attestato sui 13 milioni all’anno.
Il primo, Suma Bay sorgerà 45 km a sud di Hurgada: previsto un porto turistico, un campo da golf 18 buche, 6 nuovi hotel e numerose situazioni abitative tra ville e appartamenti.
Altri due progetti si svilupperanno sulla costa mediterranea, a 150 km da Alessandria.
Il progetto prenderà il nome di Costa Azzurra Nord Egitto. Il primo progetto prevede un’urbanizzazione di 1 milione di metri quadri, il secondo addirittura di 2 milioni!

UN PESCE INVISIBILE: IL PESCE RANA

Nonostante abbia al mio attivo centinaia di immersioni in Mar Rosso, non mi è mai capitata la fortuna di incontrare questo buffissimo pesce. O meglio, molto probabilmente l’ho incontrato, lui sicuramente mi ha visto, ma finché resta immobile è praticamente impossibile vederlo.

La cosa bella è che se si è così fortunati da riuscire a vederlo, è facilissimo da fotografare in quanto, sicuro di essere invisibile, non accenna a muoversi.

E’ un incontro abbastanza raro nelle acque del Mar Rosso sebbene la presenza di questo tipo di animale sia ormai documentata da alcuni anni, Helmut Debelius ne recensisce 4 specie diverse nel suo famoso libro sulla Guida alla fauna corallina del Mar Rosso.
Un pesce dal nome singolare e dalle abitudini alquanto sedentarie. Buffo, con le sue pinne pettorali a forma di zampe palmate, da quil il nome di Frog Fish, se ne sta in agguato per ore. Aspetta paziente il momento migliore per sferrare, alle sue piccole prede, un attacco micidiale.
Appartiene alla genere Antennarius ed associa alle eccezzionali doti mimetiche anche elevate capacità predatorie.
E’ un animale stanziale dotato di un temibile apparato predatorio. L’illicio è una speciale antenna frontale, lunga e trasparente. In cima all’illicio penzola l’esca, un piccolo frammento di tessuto carnoso che l’animale agita con grande maestria per attirare piccoli pesci e predarli con una velocità impressionante. La tecnica è semplice ma nello stesso tempo molto efficace: l’esca si muove attirando l’ignara vittima che lentamente si avvicina, la bocca del pesce rana si apre in una frazione di secondo ed inghiotte il malcapitato risucchiandolo ed ingoiandolo in un solo boccone. Il movimento della bocca è così rapido e lo spostamento dell’acqua così veloce che durante l’attacco viene emesso uno schiocco.
E’ un animale davvero particolare, non solo nel modo tutto personale di procurarsi il cibo, ma anche nel modo in cui si muove: spesso non nuota, si sposta saltellando con le sue buffe pinne pettorali. Una speciale articolazione. Le femmine depongono ogni anno migliaia di uova plantoniche inserite all’interno di una massa gelatinosa, alcune specie restano a difenderle altre invece le abbandonano al loro destino.

MA LA NUBE E’ SCOMPARSA??

Di colpo la nube islandese è scomparsa! E’ scomparsa solo dai media però! Ieri hanno bloccato nuovamente gli aeroporti di Svezia e Norvegia. Il vento ha girato, tutto qui! Al momento la chiusura dello spazio aereo non riguarda tuttavia gli aeroporti delle capitali Stoccolma e Oslo. Sono invece stati chiusi gli scali di Goteborg, Malmoe e Bergen. Secondo i meteorologi il cambiamento dei venti non ha portato alla prevista dissoluzione della nube già presente nella regione, mentre nuove ceneri vengono spinte in direzione della Norvegia.

Ieri si è registrata una vigorosa retromarcia di Bruxelles! Abbiamo sbagliato tutto! Calcoli matematici sbagliati! E intanto della nube non si sa più niente! Tra le ultime righe di un articolo pubblicato su La Stampa (vedi link in fondo al post) il presidente islandese annuncia che si attende una nuova eruzione molto più violenta della prima!

E nel frattempo tutto tace, è meglio che i passeggeri si tranquillizzino e riprendano a muoversi! E i rimborsi? Non se ne parla neppure! Causa di forza maggiore, quindi se vi propongono un voucher, uno spostamento di data o cose del genere prendeteli “al volo”!!

Leggi l’articolo pubblicato su La Stampa

THISTLEGORM: UNO DEI PIU’ BEI RELITTI DEL MONDO parte prima

Oggi vi voglio parlare di una delle più belle immersioni su relitto al mondo.

Le caratteristiche che rendono un’immersione su relitto interessante sono le seguenti:

  1. Profondità del relitto: deve essere il più vicino possibile alla superficie. Entro i 50 metri consente immersioni della durata di circa un’ora a sub con brevetto di secondo livello (Open)

  2. Raggiungibilità del relitto: deve essere raggiungibile con poche ore di navigazione

  3. Posizione del relitto: un relitto capovolto è meno interessante di uno posizionato correttamente

  4. Tipicità del relitto: un cargo che trasportava piastrelle è meno interessante di una nave da guerra

Il relitto che vi vado a presentare si trova tra i 30 e i 40 metri di profondità, richiede circa 4 ore di navigazione per essere raggiunto, è perfettamente ruotato e trasportava mezzi militari ancora ampiamente visibili. Queste caratteristiche rendono questo relitto uno dei più apprezzati al mondo e non a torto è considerata probabilmente la più bella immersione su relitto del mondo.

Vi sto parlando del relitto del Thistlegorm, e cercherò di fare in modo che anche chi non fa immersioni possa gustare questa meravigliosa immersione.

Quindi mi scuso se la lunghezza di questo post sarà eccessiva, o se dovrò raccontarvi questa meravigliosa immersione in due puntate. Se non vi interessa o non vi appassiona…. andate oltre!


Il Thistlegorm è una nave mercantile britannica varata nel 1940 e affondata il 5 ottobre 1941 nel Mar Rosso, nei pressi della barriera corallina di Sha’ab Alì, nel golfo di Suez, Sinai occidentale.
Lunga 128 metri e larga 18, è affondata praticamente intatta se si esclude la parte poppiera.
La stiva numero 4 infatti era carica di munizioni e la sua esplosione ha causato il sezionamento dello scafo. Giace su un fondale assai basso (33 metri circa) e accessibile, ed è quindi meta ambita dei diversi sommozzatori da quando, nei primi anni cinquanta, Jacques-Yves Cousteau ne scoprì la posizione.

Questo mercantile aveva solo un anno quando venne affondato. I suoi costruttori sicuramente mai avrebbero immaginato una simile sorte per la loro nave. Fu armata per navigare e lo fece solo per pochi mesi, non fu certo progettata con particolari canoni estetici ed è diventata la nave più fotografata e filmata della storia della navigazione! Un destino assolutamente imprevedibile!

STORIA DELLA NAVE: Durante il 1941 era di fondamentale importanza per l’esercito inglese, impegnato nella campagna del Nord Africa, mantenere le linee di rifornimento aperte; non si poteva raggiungere il quartier generale inglese (Alessandria d’Egitto) attraverso il Mediterraneo e si rendeva necessaria la rotta atlantica: la circumnavigazione dell’Africa, con scalo a Città del Capo, e l’attraversamento del Mar Rosso e del canale di Suez. Il Thistlegorm, varato il 5 aprile del 1940 era stato dapprima utilizzato sulle rotte verso l’America, compiendo diversi viaggi di rifornimento. Nel 1941 un grande convoglio lascia l’Inghilterra verso il nord Africa; dopo il consueto scalo tecnico a Città del Capo, il convoglio si ferma presso il Reef di Sha’ab Alì, perché la Royal Navy deve effettuare operazioni di sminamento nel canale di Suez. La notte tra il 5 e il 6 ottobre un gruppo di bombardieri tedeschi decollati dall’isola di Creta attaccano il convoglio: Il Thistlegorm viene colpito da un’unica bomba sulla stiva nr.4 dove erano immagazzinati esplosivi, munizioni per obici da campo, fucili, stivali di gomma.  Si sviluppò un incendio e le munizioni presero ad esplodere. Ben presto un’esplosione causò una grossa falla e la nave si inabissò rapidamente. L’equipaggio ebbe comunque il tempo di abbandonare la nave anche se si dovettero registrare 6 vittime.
Il Thistlegorm fu l’unica nave persa dal convoglio, che fu attaccato nuovamente la sera seguente. La Luftwaffe perse un bombardiere.

L’immersione sul Thistlegorm è abbastanza impegnativa. Qualche diving permette di effettuarla anche a sub con brevetto open, ma io lo sconsiglio. Tale brevetto prevede che si possa scendere ad una profondità massima di 18 metri, andare a 40 è un azzardo! Oltretutto l’immersione ha e sue difficoltà, quindi sconsiglio anche i sub con brevetto Advance di farla come prima o seconda immersione della settimana!
La sveglia è attorno alle 4 del mattino! Quindi a nanna prestissimo la sera prima! Verso le 5 si arriva sulla barca e si prosegue la giornata con 4 ore circa di navigazione. Ovviamente molti si abbioccano su cuscini, materassini e ogni possibile superficie piana. Circa un’ora prima dell’arrivo le guide vi chiameranno per il briefing. La giornata si svolge in due immersioni: nella prima si fa un giro del Thistlegorm esternamente, nella seconda si esplorerà l’interno.

Al briefing vi verrà mostrata questo bellissimo disegno dove potete prendere visione della nave e di tutte le situazioni che potrete ammirare

Clicca qui per vedere la mappa del relitto!


Una volta pronti per la prima immersione ci si tuffa in acqua e in fila come grani del rosario ci si calerà lungo una cima che dalla boa galleggiante arriva direttamente sulla prua della nave.

Personalmente ho avuto la fortuna di andare tre volte su questo meraviglioso relitto e tutte le volte la prua della nave mi è apparsa davanti all’improvviso e nonostante sapessi esattamente dove stessi andando, l’emozione ogni volta è stata forte. Sarà che calandosi lungo la cima si tiene la testa in alto e quindi lo sguardo è limitato parzialmente dalla maschera. Sarà che nei primi minuti di un’immersione siamo sempre attenti al computer, alla macchina fotografica, a non andare addosso a chi ci precede lungo la cima di discesa e a non prendersi pinnate da chi ci segue. Sarà quello che volete, ma tutte le volte di colpo, una incerta macchia scura diventa improvvisamente la prua della nave. Enorme, solenne, incredibilmente silenziosa. L’unico suono percepito è quello dell’aria aspirata dalla bombola e soffiata dall’erogatore. Sembra incredibile che attorno alla nave ci sia quel silenzio. Una nave perfettamente dritta, è molto facile immaginarla attraccata a un molo mentre effettua le operazioni di carico e scarico. E intanto siamo scesi di qualche altro metro. Un carangide ci passa vicino, una coppia di pesci farfalla si lascia cullare dalla corrente.

La prima immersione servirà a girare intorno alla nave guardandone l’esterno. Dal meccanismo salpa ancora di prua voliamo letteralmente sul ponte della nave. Mai come su questo relitto facendo un’immersione si ha la sensazione di volare. Voliamo sopra la nave, sopra siluri inesplosi, sopra il ponte di comando. A destra e a sinistra vagoni di treni, gru per caricare le merci a bordo.
Particolari. Dettagli. Un pesce luna, la ruota di un vagone, una cernia, una scala. Chi ha l’hobby della fotografia non riesce a staccare il dito dal pulsante dello scatto. Chi ha la telecamera subacquea ha l’impressione di essere nel più fantastico set subacqueo del mondo!
Il nostro volo prevede una planata, si scende lungo la fiancata della nave, si passa sotto. E’ quasi incredibile! Nonostante la nave sia in posizione orizzontale timone e eliche sono perfettamente visibili. L’esplosione che ha quasi spezzato in due la nave, ha consentito alla poppa di ruotare di circa 40 gradi, lasciano in vista timone e eliche. Enormi eliche, impressionanti! Sono immobili ma ancora bellissime, ci si aspetta che da un momento all’altro possano iniziare a ruotare sollevando dall’abisso tutta la nave.
Si ruota attorno alla poppa e si risale a bordo. E ci appare subito un bellissimo cannoncino, molti si siedono sul seggiolino che usava l’addetto al fuoco. E poco più in là una mitragliatrice pesante. Scatti e scatti, il dito sul pulsante di scatto non riesce a fermarsi. Perdiamo la cognizione del tempo, della profondità. Se non ci fossero le guide gli incidenti da decompressione sarebbero quotidiani. Per fortuna siamo in colonna, dobbiamo procedere. Ecco lo squarcio provocato dalla bomba, la nave in quel punto mostra la ferita che l’ha resa immortale. Quasi sbalzato fuori dalla stiva ma ancora tenacemente abbarbicato alla nave un carro armato leggero capovolto. I cingoli, la torretta nascosta. Lo sguardo si allontana dalla nave e un’irreale locomotiva solca perfettamente posizionata la sabbia del fondo pochi metri più avanti. Una murena, un banco di maestosi pesci luna ci ricordano che siamo nel Mar Rosso. Risaliamo sul ponte della nave e ricominciamo a volare percorrendo a ritroso la strada dell’andata. La guida ci fa cenno di muoverci, uno sguardo al computer ci dice che siamo immersi da 45 minuti! QUARANTACINQUE????? Ma se sono appena arrivato?!?! sicuramente il computer si è guastato! Porca miseria, ci mancava solo questa!! E quello cosa stressa?? Pechè ci manda alla cima di risalita?? Devo ancora fare delle foto!! Risalgo lungo la cima fino a tre metri di profondità. Tutti attaccati alla cima di risalita, ci guardiamo e a gesti cerchiamo di farci capire! Avremmo mille cose da dire, ma l’erogatore ci impedisce di parlare. Aria! Porca miseria, sono in riserva di aria! Sento che faccio fatica a respirare. Non è più una cosa automatica, devo succhiare letteralmente l’aria fuori dalla bombola! Meno male che la guida ci ha fatti risalire in tempo!!!
Tre minuti di sosta e poi su, verso la luce, verso l’aria! Tolgo la maschera e intorno a me decine di voci eccitate: hai visto questo? hai visto quello? come non lo hai visto, era lì? come sono venute le foto? Hai fotografato la murena che usciva dalla bocca del cannone. Eccitazione pura!
Questo è il Thistlegorm. E per ora abbiamo visto solo la parte esterna. Ora si sale a bordo, si mangia qualcosa e tra un paio di ore l’avventura ricomincia. Le stive col loro incredibile carico ci aspettano!

Per chi volesse gustarsi un filmato consiglio quello qui sotto, sicuramente diverso dalla maggioranza di quelli visibili su youtube. Non sono assolutamente d’accordo con determinati atteggiamenti del sub, ma devo riconoscere che il filmato ha una sua storia e che tutto sommato non ha danneggiato nulla. Assolutamente da sconsigliare questa immersione senza muta a causa delle innumerevoli occasioni di ferirsi con pezzi di ferro taglienti e sporgenti

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