THISTLEGORM: UNO DEI PIU’ BEI RELITTI DEL MONDO parte seconda

QUESTA E’ LA SECONDA PARTE DI UN ARTICOLO
CHE DESCRIVE L’IMMERSIONE SUL THISTLEGORM.
PRIMA DI LEGGERE QUESTO POST
SUGGERISCO DI LEGGERE POCO PIU’ SOTTO LA PRIMA PARTE

La seconda immersione sul relitto prevede la visita delle stive interne.
Un vero dedalo di passaggi angusti dove a volte si impigliano le fruste degli erogatori e la rubinetteria delle bombole. Si procede in fila indiana, seguendo la guida. Consiglio di osservare bene le pinne di chi ci precede, le colonne di subacquei che si dipanano nel relitto spesso sono più di tre o quattro e una semplice distrazione ci farebbe proseguire la visita seguendo la colonna sbagliata. Capita di continuo, colonne di sub italiani che riemergono con un russo o viceversa. In quelle situazioni i marinai egiziani si urlano di barca in barca in arabo. Non si capisce nulla, ma il senso più o meno potrebbe essere: “Chi si è perso un russo?” “Abbiamo un italiano che si è imboscato qui da noi!!” oppure “Abbiamo perso 4 sub, chi li ha ritrovati faccia un fischio!” Capita infatti che se il decimo sub di una fila di 14 sbaglia colonna, si tira dietro la coda di quelli che seguono lui. Insomma, è un vero casino!

Una volta ricontrollata e indossata l’attrezzatura ci si tuffa nuovamente nel blu.
Di nuovo lungo la cima, di nuovo sul relitto più conosciuto del mondo.
L’immersione comincia nuovamente con un volo radente sulla prua. Ci si avvicina al ponte di comando e di colpo si svolta, si entra all’interno dello scafo. Il primo ambiente che si visita è la cabina del capitano. Appena entrati si scorge un termosifone, incrostato fino all’inverosimile. Lo sguardo si posa sulla manopola della regolazione e non si può evitare di immaginare il capitano che regolava la temperatura della sua cabina. All’interno non è rimasto ovviamente nulla. Mobili e arredi sono stati divorati dal mare e dal tempo. Ma una cosa rimane, irreale, imprevista: la vasca da bagno!
Una vasca da bagno contenuta nella stessa acqua che contiene!

Usciti dalla cabina del comandante si entra in una prima stiva. Scale e scalette corrono tutto attorno, pesci di ogni tipo e colore ci accompagnano in questo viaggio surreale. Corrimano e ringhiere arrugginiti sono ricoperti di coralli, madrepore, spugne.
Davanti a noi decine di casse di munizioni che contengono ancora i proiettili. E poco sotto mine anticarro e mine antiuomo. Inesplose! Certo, non saranno armate, ma…….. non pensiamoci neppure!!

La seconda stiva è sicuramente la più emozionante. Da un groviglio di lamiere e camminamenti sempre seguendo le pinne di chi ci precede all’improvviso la luce della torcia illumina la sella di una motocicletta. Colpita dal fascio di luce della torcia la moto si accende di un colore rossiccio dato dalle incrostazioni dei coralli. Una ruota con i suoi raggi, un manubrio, un fanale. Una moto bellissima, una BSA che farebbe felice qualsiasi collezionista. Perfetta, evidentemente nuova. Allarghiamo lo sguardo e ci rendiamo conto che non è una, sono una decina, perfettamente allineate e stivate, ancorate in qualche modo allo scafo per non subire danneggiamenti durante la navigazione. Chi le ha fissate sapeva il fatto suo. Nonostante tutto sono ancora immobili nel loro eterno viaggio.

Poco avanti delle auto d’epoca. D’epoca per forza. Sono le classiche automobili degli anni 40, con i loro fanaloni a goccia, i loro vetri rigorosamente dritti senza la minima bombatura. Automobili militari, destinate a portare ufficiali e comandanti su e giù per le piste del deserto. Immobili con le loro capottine, con i loro volanti che di anatomico non avevano nulla. Rigidi cerchi di bachelite ai quali dovevi appenderti per effettuare una manovra. E gli pneumatici! Certe biciclette da fuoristrada sembra abbiano pneumatici più larghi. Le auto sono della Morris, una fabbrica inglese che negli anni 60 sarebbe divenuta famosa per l’immortale Mini.

Sotto di noi scorgiamo un’altra sezione di stiva. Anche lì si scorgono le Morris, camion militari e casse piene di fucili oltre che una serie di pezzi metallici che solo consultando la guida scopriremo essere ricambi per carri armati e aerei.

La seconda e la terza stiva si assomigliano molto per contenuti. Moto BSA, auto Morris e ricambi. Ma la cosa curiosa di questa ultima stiva sono gli stivali di gomma. Decine e decine di stivali di gomma,  se ne vedono dappertutto. E la domanda sorge spontanea: che cacchio se ne facevano di stivali di gomma nel deserto???

Un’immersione favolosa! Unica al mondo

Peccato che a causa degli innumerevoli subacquei si stia pensando di regolamentare o addirittura vietare le immersioni sul Thistlegorm. Le bolle d’aria si insinuano ovunque, creando sacche d’aria che corrodono oltre il dovuto  le lamiere dalla nave

Si sta pertanto valutando la possibilità di interrompere le immersioni per un certo periodo, in modo da consentire l’uscita dell’aria e ripristinare la situazione iniziale

Bene, sono alla fine di questo lungo racconto. Spero di essere riuscito a comunicarvi almeno una parte delle emozioni che ho provato nel corso di queste favolose immersioni. E’ stato un lavoraccio, ho visionato decine di siti, di fotografie e di filmati per potervi raccontare la meglio questa avventura

E per concludere, voglio postarvi il più bello dei molti filmati che ho visionato su youtube capace di raccontare con le immagini quello che milioni di parole non potrebbero descrivere altrettanto bene. Molto belle le immagini (vi consiglio di gustarle a schermo pieno data la buona risoluzione delle riprese) e molto appropriata anche la scelta dei brani musicali di accompagnamento. Fate caso anche alla quantità e alla varietà di pesci che vivono nel relitto!!
Ringrazio Denis Zorzin autore di questo filmato e vi lascio promettendovi che presto vi regalerò un’altra splendida avventura che potrete vivere a Sharm

240410  090910

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2 Responses to THISTLEGORM: UNO DEI PIU’ BEI RELITTI DEL MONDO parte seconda

  1. E’ incredibe, suggestivo al massimo, soprattutto per chi non pratica sub. Bellissima anche la colonna sonora che sembra accompagnare ogni cambio scena in un crescendo. Complimenti!

  2. Pingback: IL RELITTO DEL THISTLEGORM « Egittiamo "Blog sull'Egitto e località del Mar Rosso"

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