ANTICO EGITTO – LA VALLE DEI RE

Oggi ti consiglio di dare un’occhiata a questo documentario sulla Valle dei Re! Ci vuole circa un’oretta per guardare tutto il documentario, ma ne vale la pena!

Fammi sapere, se la cosa ti piace ho selezionato altri straordinari documentari da proporvi! Domani ti proporrò un documentario veramente straordinario sulla corrispondenza tra l’allineamento delle piramidi della piana di Giza e le stelle della cintura di Orione. E’ veramente impressionante e non riesco a capire come sia possibile che l’egittologia ufficiale ostacoli una teoria con così tante corrispondenze!

Ma ora gustati la Valle dei Re! (ps ti suggerisco di gustarlo a pieno schermo dato che la qualità delle immagini lo consente! clicca sulle 4 freccette dell’ultima icona in basso sotto il filmato)

PROBLEMI SERI PER LA LOTUS AIR

Questa notizia è del mese scorso,ma ritengo importante pubblicarla ugualmente

23/5/2010: Esplode il motore dell’Airbus 320 Lotus (compagnia charter egiziana) in partenza per Sharm El Sheik da Torino. Nessun ferito. Ma scalo di Caselle chiuso per ispezione e pulizia della pista da olio e detriti, su richiesta dei vigili del fuoco. Il guasto tecnico nel momento della prima spinta: il 320 aveva già raggiunto il raccordo F quando, con un boato, un motore ha ceduto.Il pilota aveva ancora tempo per rinunciare al decollo e si è fermato. Dopo pochi minuti lo scalo è stato chiuso. E’ stato riaperto dopo trenta minuti. I 171 passeggeri (il volo era quasi al completo) sono stati subito fatti scendere nell’area merci.

CONTINUANO LE SCOPERTE NEL PALAZZO DI CLEOPATRA

La settimana scorsa, alcuni esploratori subacquei si sono immersi al largo dellle coste di Alessandria per studiare le rovine sommerse del palazzo e del complesso templare di Cleopatra, che ora si trova incastrato tra blocchi di calcare creatisi più di 1600 anni fa in seguito a terremoti e tsunami. Il team sta scavando accuratamente uno dei siti subacquei più ricchi del mondo, recuperando meravigliosi manufatti appartenuti all’ultima dinastia che regnò sull’antico Egitto prima dell’annessione a Roma, avvenuta nel 30 a.C.

Usando una tecnologia avanzata, la squadra di esploratori sta esaminando gli antichi Quartieri Reali di Alessandria, incassati in profondità nei pressi del porto; i dati confermano l’accuratezza delle descrizioni della città lasciate più di 2000 anni fa da geografi e storici greci.

Fin dall’inizio degli anni ‘90, gli esami topografici hanno permesso al team, guidato dall’archeologo subacqueo francese Franck Goddio, di superare il problema della scarsa visibilità delle acque del porto e di scavare sotto il fondale. Gli oggetti scoperti vanno da monete e oggetti di uso quotidiano a enormi statue in granito di sovrani d’Egitto e templi dedicati ai loro dèi.

“E’ un sito unico al mondo,” dice Goddio, che ha passato 20 anni a cercare relitti e città perdute sotto il mare.

I ritrovamenti provenienti dalla costa egiziana saranno esposti al Philadelphia’s Franklin Institute dal 5 giugno al 2 gennaio in una mostra intitolata “Cleopatra: alla ricerca dell’ultima regina d’Egitto”. La mostra sarà ospitata da numerose altre città nord-americane.

A differenza di molti siti archeologici distrutti dalla mano dell’uomo, i Quartieri Reali di Alessandria – porti, un promontorio e isole piene di templi, palazzi e avamposti militari – semplicemente scivolarono nel mare in seguito a devastanti terremoti nel IV e nell’VIII secolo. La squadra di Goddio l’ha scoperto nel 1996. Molti dei suoi tesori sono completamente intatti, avvolti nei sedimenti che li hanno protetti dall’acqua salata del mare. “E’ proprio come era al momento dell’affondamento,” ha affermato Ashraf Abdel-Raouf del Consiglio Supremo delle Antichità egiziane, che fa parte della squadra di ricerca.

Nel palazzo esplorato martedì, Cleopatra sedusse il generale romano Marco Antonio prima di suicidarsi in seguito alla sconfitta contro Ottaviano, il futuro imperatore romano Augusto. Le immersioni hanno permesso a Goddio e alla sua squadra di studiare alcuni momenti chiave della vita drammatica della coppia, compreso il Timonium, commissionato da Antonio dopo la sua sconfitta per avere un posto dove ritirarsi dal mondo, ma si uccise prima che fosse completato.

E’ stata anche ritrovata la testa di una statua colossale che si ritiene essere quella di Cesarione, figlio di Cleopatra e di Giulio Cesare, e due sfingi, una delle quali rappresentante forse il padre di Cleopatra, Tolomeo XII.

Gli esploratori hanno fotografato una sezione di fondale eliminando i sedimenti con un potente apparecchio di aspirazione. Hanno fotografato rovine di un tempio dedicato a Iside e collocato vicino al palazzo di Cleopatra sull’isola sommersa di Antirodi.

Tra i grandi blocchi di calcare caduti nel quarto secolo c’era anche un enorme blocco di quarzo con un incisione rappresentante un faraone, Seti I padre di Ramses II. “Abbiamo trovato molti oggetti appartenuti ai faraoni, che furono portati da Eliopoli, l’odierna Cairo. Quindi, i sovrani tolemaici riutilizzarono oggetti tolemaici per costruire i loro edifici”, dice Abdel-Raouf.

Tra gli oggetti esposti sul ponte della barca, c’erano ceramiche importate e copie locali, la statuetta di un faraone, vasi rituali bronzei, amuleti poco più grandi di un’unghia, e piccoli vasi in piombo gettati in mare oppure sepolti nel terreno da parte dei poveri in segno di devozione verso gli dèi.

Il porto orientale di Alessandria fu abbandonato dopo un altro terremoto, nell’VIII secolo, e fu lasciato intatto come baia aperta, eccetto per alcuni frangiflutti del XX secolo, mentre la costruzione del moderno porto proseguì presso il porto occidentale. In questo modo, l’antico Portus Magnus (Grande Porto) rimase indisturbato nelle profondità del mare.

Che filmato straordinario! Il sogno di ogni sub!!!

PROGETTO DEL MUSEO SOTTOMARINO DI ALESSANDRIA

Sono al momento riuscito solo a trovare un filmato francese che descive il meraviglioso progetto che sta per prendere vita ad Alessandria!

Sono più che convinto che le immagini che potete vedere saranno più che esaustive anche per chi non comprende il francese

La realizzazione di questo museo sicuramente darà all’Egitto un nuovo incredibile impulso al turismo! Un progetto faraonico e in nessun paese del mondo meglio che in Egitto questo termine ha un significato ben preciso!

Nota polemica: l’Italia non ha assolutamente nulla a che invidiare all’Egitto in termini di patrimonio artistico e archeologico. Resto allibito di fronte a quello che una nazione molto più povera e tecnologicamente arretrata dell’Italia sta realizzando. Sono convinto che l’Italia potrebbe vivere di turismo, se solo avesse il coraggio di investire e valorizzare il proprio patrimonio, eredità lasciata dai nostri antenati, scarsamente valorizzata e divulgata.

Ma lasciamo le polemiche e ammiriamo quello che sta per essere realizzato in Egitto

UNA GIORNATA DIVERSA A SHARM

Molto bello questo spot di Pianeta Terra

Ti piacerebbe visitare una vera oasi e fermarti con i suoi abitanti a bere un te?
Una proposta lontanissima dal turismo di massa, a 35 chilometri da Sharm,
Un modo assolutamente diverso di trascorrere una giornata di vacanza anche mentale!

clicca qui per vedere il filmato

L’EGITTO SI BUTTA SULLE FONTI ENERGETICHE ALTERNATIVE

L’Egitto continua a costruire un futuro a energia pulita. Dopo l’ annuncio del via libera ai lavori per la costruzione del primo impianto solare termodinamico della sua storia, ora la nazione punta sull’energia del vento. La Banca Mondiale ha infatti deciso di erogare un prestito di 220 milioni di dollari all’Egitto per sviluppare le infrastrutture necessarie e collegare gli impianti eolici alla rete nazionale e supportare il progetto del parco eolico di Gebel el Zeit.
Un’euforia, quella per l’energia del vento, che ha contagiato anche molti investitori, tanto che il governo è alla ricerca proprio di privati che possano finanziare lo sviluppo e di un parco eolico da 1 GW nel Golfo di Suez, che rappresenta uno dei passi più significativi che il Paese sta compiendo nel comparto della produzione di energia da fonti rinnovabili. Il ministro dell’energia elettrica Hassan Younes ha assicurato che il progetto verrà appaltato entro pochi giorni e porterà alla realizzazione di uno dei più grandi parchi eolici off shore del mondo, paragonabile per dimensioni e potenza a quelli istallati nel Mare del Nord.
Gli impianti eolici attualmente in funzione contribuiscono a meno dell’1% del mix energetico della nazione ma il governo spera di poter arrivare fino al 12% entro il 2020. L’impegno dell’Egitto a favore dell’ambiente prevede anche un programma per ridurre del 30% i gas serra e generare entro il 2020 il 20% della sua elettricità (escluso l’idroelettrico) da fonti rinnovabili.

Conto alla rovescia per l’inaugurazione del primo impianto solare termodinamico della storia Egiziana. In un report pubblicato sul sito web del suo ministero, il Ministro dell’elettricità e dell’energia egiziano, Hassan Yunis, ha annunciato ufficialmente che l’impianto verrà aperto entro la fine di quest’anno. Secondo quanto si è appreso dal report, l’impianto solare termodinamico sarà il quarto al mondo con una capacità di 140 MW.
Yunis aveva già annunciato nei mesi scorsi che l’impianto gestito dal Governo a sud della capitale sarà collegato alla rete elettrica nazionale in modo da consentire all’Egitto di raggiungere l’obiettivo del 20% di energia prodotta da fonti pulite entro la fine del 2020.
Le riserve di petrolio e gas del Paese potrebbero esaurirsi entro i prossimi trent’anni, e la produzione di energia da fonti rinnovabili potrebbe essere quindi la vera strategia energetica vincente per il futuro della nazione. Dopo l’annuncio da parte degli Emirati Arabi di dare vita all’impianto solare termodinamico più grande al mondo in collaborazione con la francese Totale e la spagnola Abengoa Solar, ora anche i cugini egiziani si preparano a vivere la loro prima “rivoluzione solare”.

IL MEDITERRANEO SI TROPICALIZZA

Il Mediterraneo si “tropicalizza”, ed è invaso da specie aliene mai viste prima. Il fenomeno è in atto. “I dati lo confermano. Ci sono stati due grandi picchi, nel 2003 e nel 2006, in cui l’acqua ha superato di diversi gradi la temperatura media”, spiega Stefano Angelini, biologo marino, responsabile dei servizi educativi dell’Acquario di Genova. Perché succede, però, è ancora da capire. Il sospetto ricade sui cambiamenti climatici in corso a livello planetario.
Il volto del Mediterraneo, insomma, sta cambiando. Il Mare Nostrum si sta popolando di nuove specie. Ma il dato più importante riguarda la velocità del fenomeno: negli ultimi cinque anni è stata rilevata più di una nuova specie aliena al mese. Esseri tropicali che dal Mar Rosso entrano nel Mediterraneo, attraverso il canale di Suez.
A contribuire, poi, alla tropicalizzazione è anche l’uomo. “Specie aliene sono arrivate in Mediterraneo tramite le navi”, dice Angelini. Secondo alcuni scienziati, così sarebbero stati introdotti 6 mila nuovi esemplari. Ma c’è anche una “invasione” studiata: “Nell’Alto Adriatico sono state importate per l’allevamento le vongole orientali. Si sono ambientate così bene che stanno soppiantando quelle autoctone”.

CERCHI LAVORO COME ANIMATORE??

Cerchiamo animatori/trici per Luglio e Agosto. Partenza immediata per Egitto. Indispensabile possesso passaporto in corso di validità. Gradità pregressa esperienza. Gli interessati possono inviare CV a:

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AMBASCIATOR NON PORTA PENA
pubblicato su Kijiji

PROBLEMI PER I MERIDIANA ORIO – MAR ROSSO

Sigla: Meridiana 5906. Destinazione: Cagliari. Orario: 12,20. Un volo come tanti, poco meno di un’ora e zac, 150 vacanzieri scaricati al sole della Sardegna. Nessuno poteva sospettare, invece, che quella sarebbe stata la sigla iniziale di una domenica da dimenticare. Tutto sembrava filare liscio: imbarco puntuale, procedure di routine. L’intoppo è avvenuto sul più bello.

Ottenuta l’autorizzazione al decollo, l’Airbus 320 di Meridiana (che nei mesi scorsi ha inglobato nella sua flotta i mezzi dell’ex Eurofly) comincia la sua corsa sulla pista di Orio. Ma prima di ruotare il muso, l’improvvisa frenata. Le strumentazioni di bordo hanno segnalato al pilota un’anomalia a uno dei due motori. Il comandante ha così interrotto la corsa, «inchiodando» il velivolo e facendo immediato ritorno alla piazzola di sosta. Aereo in manutenzione, impossibile decollare, tutti a terra. Compreso il morale dei passeggeri.

La procedura ha suscitato comprensibile apprensione tra i passeggeri per l’irritualità della frenata, ma si è svolta nella massima sicurezza. Non è certo una situazione usuale, ma non è nemmeno una vera e propria emergenza: i piloti sono addestrati per volare ma anche per fronteggiare gli imprevisti. Tutto è finito con un grande spavento.

Quello che è invece cominciato è l’effetto domino. Perché quell’Airbus non aveva in programma solo il volo per Cagliari. Rientrato a Orio dalla Sardegna alle 16,15, avrebbe avuto giusto il tempo di una veloce ripulita e di un rifornimento e poi via di nuovo, destinazione Marsa Alam, località egiziana sulle coste del Mar Rosso. Tempo di volo poco più di quattro ore. E poi da lì, subito nuovo rientro a Orio: altre quattro ore. Arrivo previsto alle 3 di questa notte, e spostato alle 14.

Ma il guasto accusato nel decollo per la Sardegna ha fatto saltare tutti i programmi. Volo per Cagliari a terra con 150 passeggeri. Altrettanti sono rimasti a terra in Sardegna, in attesa di tornare a Orio. Altrettanti sono rimasti fermi a Orio, in attesa di partire per le loro vacanze egiziane. E altrettanti sono rimasti bloccati in Egitto, in attesa di rientrare a Bergamo.

Ma la domenica sfortunata di Meridiana non era ancora finita. Perché ha accusato problemi anche un altro aeroplano, atterrato da Sharm el Sheikh alle 21,22 (in leggero ritardo) e programmato per ripartire per il Mar Rosso – destinazione sempre Sharm – alle 21,40. Ma una volta appoggiato il carrello sulla pista di Bergamo, i tecnici hanno riscontrato un problema tecnico all’Airbus, che dunque è finito «sotto osservazione». La nuova partenza, inizialmente slittata alle 23, è stata ulteriormente rimandata alle 00,30: pessimo segnale, l’effetto domino rischia di ritardare anche i voli di questa mattina.

UN LIBRO IN VALIGIA. NEFERTITI

Nefertiti: l’amore di una regina eretica nell’antico Egitto
di Jasmina Tesanovic
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Si tratta di un romanzo storico “sui generis”, concepito e scritto con approccio e ottica moderni. La vita della protagonista, la regina egiziana Nefertiti, è infatti narrata in chiave femminista – esistenzialista. Nefertiti, figura storica di grande fascino, è personaggio di cui in realtà si conosce ben poco. Circostanza, questa, che fatalmente ha rafforzato l’alone di mistero che lo circonda, e che ne fatto molto parlare, più però come figura mitica che come personaggio, e soprattutto donna, reale.
Nefertiti è in un certo senso una proto-femminista, poiché incarna il mito della bellezza femminile al potere, un mito che però subisce il destino di invisibilità che la storia ha quasi sempre riservato alle donne, sia famose che anonime: quello che l’autrice, Jasmina Tesanovic, definisce “l’immortale anonimato”. In tal senso, “Noi donne siamo tutte Nefertiti.”
Ma il romanzo è anche una storia d’amore, una riflessione sulla dannazione del potere, sul fascino e l’oscurità dell’antico Egitto.
L’autrice ha deciso di dare una voce credibile a questa donna di un’altra epoca, tentando di immaginare la sua vita dal vero, indagando anche nella sfera interiore della protagonista. In ciò consistono la modernità del personaggio di Nefertiti e la novità dell’opera di Jasmina Tesanovic.
L’antico Egitto non è poi così remoto.

SAQQARA:SCOPERTA LA TOMBA DI PTAH MES

Egitto, Saqqara. Scoperta la tomba di Ptah Mes

La tomba di Ptah Mes, generale e scriba reale della XIX dinastia, è stata ritrovata a Saqqara, località situata 40 km a sud del Cairo. Lo scavo è stato effettuato dalla facoltà di archeologia dell’università del Cairo sul lato meridionale della rampa della piramide di Unas.

La tomba, databile al 1203-1186 a.C., è lunga 70 metri ed è composta da diversi corridoi ed ambienti. La sua struttura è simile a quella della tomba di Ptah Im Wiya, scoperta sempre a Saqqara nel 2007 ma più antica di oltre un secolo. Ptah Mes era un alto funzionario insignito di diverse cariche, tra le quali quelle di sindaco di Menfi, di scriba reale e di supervisore del tempio di Ptah.

Lo scavo ha portato alla luce una serie di stele, una delle quali mostra la famiglia del defunto di fronte alla triade tebana, costituita Amon, Mut e Khonsu, a testimoniare una ripresa del culto del dio Amon dopo la “rivoluzione amarniana”. All’interno della tomba sono stati trovati anche vari frammenti di statue in calcare di Ptah Mes e dei membri della sua famiglia, recipienti d’argilla, figurine funerarie (o “shawabti”) ed amuleti. Alcune colonne invece sono state riutilizzate in epoca cristiana per costruire delle cappelle, mentre una parte dei muri è stata ritrovata tra le macerie, facendo pensare che la tomba sia stata oggetto di saccheggio nel XIX secolo.

Prima di essere dimenticato, il luogo della tomba è stato noto fino alla fine dell’Ottocento. Alcuni oggetti allora prelevati sono in mostra presso diversi musei negli Stati Uniti, in Olanda, in Italia ed in Egitto. La camera funeraria ed il sarcofago di Ptah Mes, non ancora ritrovati, restano gli obiettivi principali del recente scavo.

CHE PERSONAGGIO ZAHI HAWASS!!!

Nei suoi jeans e camicia, con lo sfondo delle piramidi e di un mattino non ancora contaminato dal traffico si direbbe quasi un Indiana Jones egiziano. Ma dietro questa apparenza si nasconde un uomo che in Egitto è diventato quasi un’icona. Nonostante il suo ruolo non sia quel che si definisce “glamour”, Zahi Hawass ha al suo attivo numerose apparizioni nella tv egiziana. Innumerevoli volte lo si è visto mentre si calava con una corda in un’antica tomba egizia o mentre si sporgeva su un sarcofago alla luce di una fioca lanterna. Il mantra è sempre quello, le parole sono poche, ripetute ossessivamente, ma efficaci: «mummia, sabbia, segreto, eccezionale».

Quando parla di sé Zahi Hawass non usa mezzi termini e, soprattutto, non conosce modestia. Si definisce “conosciuto a livello mondiale” e non esita a raccontare ai giornalisti i lussi che si concede o a snocciolare liste di amici celebri. Racconta con nonchalance delle serata in smoking nella villa del presidente Hosni Mubarak e, senza che venga richiesto, mostra con orgoglio una foto che lo ritrae con il presidente Barack Obama di fronte alle piramidi di Cheope. I giornali, che hanno cominciato a conoscerlo grazie alla sua frenetica attività internazionale, lo descrivono con un misto di ironica derisione e di ammirazione. Qualcuno l’ha soprannominato l’ “elefante volante dell’Egittologia”.

Zahi Hawass è, difatti, un pezzo grosso dell’egittologia. Il suo ruolo di presidente del Concilio Supremo delle Antichità lo rende il più importante dignitario dell’Egitto in fatto di archeologia, di musei, di politiche culturali. A differenza di molti suoi predecessori, Hawass ha fatto uscire il suo ruolo dall’ombra della burocrazia araba per trasformarlo in quello di un attivista engagé e di un provocatore infaticabile. Der Spiegel lo ha chiamato “il vendicatore dei faraoni”.

Sì, perché Hawass non si limita a lanciare spacconate ai giornalisti. Da anni, il presidente del Concilio sta menando una lotta senza quartiere per riconsegnare all’Egitto alcuni capolavori dell’arte dei faraoni che, ritiene il dignitario, sono stati illegalmente trafugati. «La nostra eredità è stata rubata – dice – Durante i secoli scorsi i popoli hanno violentato il reame del Nilo». Questo lo rende determinato a perseguire il suo scopo: il ritorno in Egitto degli artefatti culturali. Hawass non si è limitato agli annunci. Qualche risultato l’ha già raggiunto. Negli scorsi anni sono tornati in Egitto 31.000 oggetti d’arte trafugati in scavi illegali e per lo più venduti da case d’asta come Sotheby’s e Christie’s ai musei negli Stati Uniti. In patria Hawass è stato recentemente festeggiato per essere riuscito a rintracciare il corpo imbalsamato di Ramses I nella lontana Atlanta. Racconta di essersi sporto sul volto mummificato del faraone e di averlo annusato. Poi ha detto: «Lo sento. E’ l’odore di Ramses». Le analisi in seguito gli hanno dato ragione.

Negli ultimi mesi Hawass ha alzato la posta, intavolando trattative, o per meglio dire facendo annunci bellicosi, con alcuni dei principali musei del mondo, colpevoli, a suo dire, di possedere illegalmente, oggetti d’arte del patrimonio egizio. Il Louvre ha già avuto un assaggio della sua furia. Quando il più grande museo del mondo ha respinto la sua richiesta– restituire degli splendidi affreschi acquistati illegalmente da un mercante d’arte – il dignitario egiziano ha terminato le numerose collaborazioni archeologiche con la Francia, espellendo tutti i ricercatori francesi. Poche settimane dopo, Nicola Sarkozy era al telefono con Mubarak e prometteva il ritorno dei capolavori trafugati.

Il sogno di Hawass è però forse irraggiungibile. Chiedere, come ha fatto, la restituzione della Stele di Rosetta al British Museum di Londra o il Busto di Nefertiti al Museo Egizio di Berlino sembra, agli occhi di molti, poco più che una provocazione o, nel migliore dei casi, un bluff da giocatore di carte. Molti dei numerosi oggetti che Hawass ha richiesto sono infatti arrivati in Occidente in un periodo in cui non esistevano trattati internazionali e vige per questi dunque il principio “nulla poena sine lege”.

Chiedere l’impossibile sembra però, malgrado tutto, convenire a questo personaggio insolito. Se pure Hawass non riuscire nei suoi piani grandiosi, qualcosa di buono l’avrà fatto comunque. La sua mentalità e la sua capacità di conversare con l’Occidente in posizione di equità ha liberato l’Egitto da una posizione di umiltà. Inoltre, Hawass sta restituendo agli egiziani, soprattutto alle classi più basse, un passato accantonato per secoli. Per questi il mondo ruota da sempre esclusivamente intorno a Maometto e al Corano. Adesso, piano piano, grazie a uomini come Hawass, si fa strada l’idea di un passato prestigioso, più antico, più complesso e stratificato.

CHE TEMPO FA QUESTA SETTIMANA IN EGITTO??

Che tempo fa questa settimana in Egitto?
Ecco i link ad un sito che fornisce previsioni del tempo, temperature minime e massime in varie località egiziane

Previsioni del tempo a Sharm

Previsioni del tempo a Hurgada

Previsioni del tempo a Il Cairo

Previsioni del tempo a Luxor

DIVINITA’ DELL’ANTICO EGITTO

Autore/i: Tosi Mario; Ruo Redda Carlo
Editore: Ananke
pp. 96, ill. b/n, Torino Prezzo: € 8,00

Il pantheon delle divinità dell’Antico Egitto era estremamente ampio e variegato, ed anche quando, per un breve periodo, si adorò una sola divinità imposta dal faraone, continuarono a rimanere attivi i culti locali minori. Questo volume, tratto dal Dizionario Enciclopedico delle Divinità dell’Antico Egitto, raccoglie le divinità più significative, sia per l’importanza che hanno avuto nella storia della religione egizia, sia per le curiosità legate ai loro riti.

UNA TAPPA DEL MONDIALE KART A SHARM!

E’ pronto a partire il primo weekend WSK World Series, serie mondiale del karting promossa e organizzata da WSK Promotion. Nuova la serie, fresca di realizzazione la location: la “premiére” è fissata dal 30 giugno al 3 luglio in Portogallo, al Circuito do Algarve, appena ultimato nei pressi della città turistica di Portimao, sulla sponda dell’Atlantico. La European Race si svolgerà su un tracciato tutto nuovo da imparare per piloti e tecnici,le cui misure sono 1532 metri di lunghezza per 8 metri di larghezza, con rettilineo principale che si allarga a 10 metri.

La WSK World Series è il primo evento internazionale a svolgersi su tre continenti. Al lancio in Europa seguirà nel weekend dal 29 luglio al 1 agosto l’American Race, seconda tappa negli Stati Uniti, fissata al circuito di Millville, New Jersey. Si chiuderà con l’African Race, in calendario in Egitto dal 28 al 31 ottobre, sul circuito di Sharm el Sheik.

SI PREVEDE UN’ESTATE TORRIDA!

In Egitto meridionale, giovedì 24 giugno massime 47,8°C ad Assuan, 46,8°C ad Abu Simbel, 46,6°C a Luxor, 45,4°C a Kharga, 45,3°C a Dakhla. 41,0° e 38,9°C le medie delle massime di giugno di Assuan e Dakhla.

In Egitto, un’altra onda di calore aveva portato, domenica 20 giugno, il termometro fino a 45,2°C al Cairo, un valore quasi 11°C superiore alla media delle massime di giugno, ma ancora lontano dal record di 48,4°C. Sempre domenica 20 giugno, 48,6°C a Kharga, 48,2°C a Luxor e Asyut, 47,8°C a Minya (media 36,9°C).

PISA: MOSTRA FILATELICA SULL’ANTICO EGITTO

Sabato 26 giugno alle ore 11.00, nella Sala storica della Biblioteca Universitaria di Pisa verrà inaugurata una Mostra filatelica dal titolo “Immagini dell’Antico Egitto” a cura della Biblioteca e del Circolo Filatelico Numismatico Iconografico Pisano, con la collaborazione dell’ Archeoclub di Pisa.

Dopo i saluti introduttivi sarà tenuta una relazione su “L’Egitto e Ippolito Rosellini”.
La Mostra resterà aperta dal 28 giugno al 3 luglio con orario 9-13.
Saranno esposti anche disegni originali della spedizione in Egitto di Ippolito Rosellini e, grazie alla cortese collaborazione della Fondazione Cerratelli, un prezioso costume di scena per Cleopatra, creato da Gino Carlo Sensani e indossato da Maria Carbone nell’Opera “Antonio e Cleopatra” per il IV Maggio Musicale Fiorentino del 1938.


OGGI ALLE 16,10 SU RAI 1 MAR ROSSO

Un documentario sul Mar Rosso verrà trasmesso oggi sabato 26 giugno alle 16,10 su RAI1

Un servizio ricorda l’esperimento realizzato da J. Cousteau nel 1963 che portò un gruppo di subacquei a vivere un mese sott’acqua nel reef di Sha’ab Rumi, di fronte a Port Sudan.

Poi vediamo un sub che nutre i pescecani e le immagini di una nave inglese affondata dai tedeschi nel 1941

Speriamo sia il Tistlegorm di cui ho parlato a lungo in un post in questo blog!!

BUONA VISIONE!

ENRICO LUCCI, INVIATO DELLE IENE, A SHARM

In un vecchio filmato del 2001 Enrico Lucci è inviato dalle Iene a Sharm in occasione dell’inaugurazione del locale di Umberto Smaila.

Tra le esilaranti battute dell’inviato delle Iene, emergono parecchie purtroppo vere realtà! La cementificazione della costa che da allora non ha avuto un attimo di tregua, i negozi per turisti, l’impressione di essere in una Las Vegas egiziana

Ospiti del meraviglioso Coral Bay che a mio modesto avviso pur essendo enorme, è molto meno devastante della maggioranza delle altre strutture, decine di VIP hanno partecipato a questo evento. Tra gli altri si riconoscono nel filmato Galeazzi, e Carmen Russo. Da segnalare che il Coral Bay continua a tutt’oggi ad essere la destinazione preferita dai VIP nostrani quando si recano a Sharm. Evidentemente la struttura è di buon livello!

Per vedere il filmato di Enrico Lucci a Sharm clicca qui

IL MUSEO EGIZIO DI ROMA

Sara’ presto inaugurato a Roma il primo Museo egizio della capitale. L’iniziativa e’ dell’Accademia d’Egitto, un istituto che si occupa di divulgare la cultura egiziana ed araba in Italia. Come ha spiegato ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL il direttore dell’Accademia, Ashraf Reda, il progetto non prevede solo il museo, ma anche “nuove sale per le mostre di pittura dove gli artisti egiziani potranno esporre le loro opere al fianco di quelle dei colleghi italiani, una sala dedicata all’arte contemporanea egiziana, un teatro e un cinema”. Il tutto dotato delle piu’ moderne apparecchiature, ha precisato Reda, il quale ha ricordato che una sala sara’ destinata ad esporre le collezioni personali di re Farouq I, ultimo re d’Egitto.

Oltre agli spazi espositivi, saranno create una serie di strutture di servizio, come un ristorante, una foresteria e laboratori per giovani artisti.

Ma il fiore all’occhiello del progetto e’ senz’altro il Museo egizio, un’anteprima assoluta a Roma. Reda ha assicurato che lo spazio “sara’ pronto tra qualche settimana” in occasione dell’80mo anniversario dalla fondazione dell’Accademia.

Saranno piu’ di 120 i pezzi in esposizione, che copriranno la fase faraonica ma anche quella copta e greco-romana fino al periodo islamico. “La scelta dei reperti e’ stata fatta dal ministro della Cultura, Farouq Hosni, e dal segretario del Consiglio supremo delle antichita’ egizie, Zahi Hawass”, ha spiegato il direttore dell’Accademia, precisando che tra i pezzi vi sono anche “oggetti provenienti dalla collezione di Tutankhamon”, mentre altri sono “frutto di scoperte recenti”.

ASTRONAVI ALIENE IN UN PAPIRO DI 3500 ANNI FA

Dopo decenni di silenzio, viene per la prima volta diffusa al pubblico la notizia di un ritrovamento che ha dell’incredibile. Un papiro risalente al 1500 avanti Cristo in cui vengono descritte astronavi aliene!! Torna oggi in auge spinto forse anche dalle insistenti voci che parlano di un ritorno degli alieni nel dicembre del 2012

Ma vediamo nel dettaglio la storia di questo antichissimo papiro nel quale vengono descritte nei particolari delle astronavi (sicuramente aliene quindi) che sono state avvistate in Egitto durante il regno del faraone Thutmosis III.
Protagonisti del ritrovamento, avvenuto nel 1934, il prof. Alberto Tulli (direttore nientemeno che del Museo Egizio Vaticano) e il di lui fratello Monsignor Augusto Tulli. Nella bottega di un antiquario del Cairo scoprirono questo preziosissimo reperto, ma a causa del prezzo troppo elevato l’affare non fu concluso e il papiro scomparve. Fortunatamente i due copiarono il testo del prezioso documento e con l’aiuto dell’allora direttore del Museo del Cairo ne fecero una trascrizione il più possibile fedele.

Il papiro narrava di una serie di misteriosi avvistamenti fatti nel cielo: ne furono testimoni il faraone in prima persona e numerosi sudditi!
Di seguito riporto un’immagine della preziosa trascrizione a cui segue la traduzione in italiano.

Alla traduzione lavorarono vari esperti anche perchè il papiro non era integro: quello che emerge da quelle poche righe sepolte per più di 3000 anni oggi è sconvolgente!
Ecco la traduzione italiana del testo riga per riga:

1…il ventiduesimo giorno del terzo mese d’inverno, alla sesta ora del giorno
2 gli Scribi, gli Archivisti e gli Annalisti della Casa della Vita si accorsero che un cerchio di fuoco  … (lacuna).
3 Dalla bocca emetteva un soffio pestifero,
4 ma non aveva “testa”,
5 il suo corpo misurava una pertica per una pertica
6 ed era silenzioso.
7 Ed i cuori degli Scribi, degli Archivisti tutti furono
8 atterriti e confusi ed essi si gettarono nella polvere col ventre a terra…. (lacuna) essi riferirono allora la cosa al Faraone. Sua Maestà ordinò di. (lacuna)
9 è stato esaminato. (lacuna) ed egli stava meditando su ciò che era accaduto, che era registrato dai papiri della Casa della Vita.
10 Ora, dopo che fu trascorso qualche giorno, ecco che queste cose divennero sempre più numerose nei cieli d’Egitto.
11 Il loro splendore superava quello del sole
12 ed essi andavano e venivano liberamente per i quattro angoli del cielo. (lacuna).
13 Alta e sovrastante nel cielo era la stazione
14 da cui andavano e venivano questi cerchi di fuoco.
15 L’esercito del Faraone la osservò a lungo con lo stesso Re.
16 Ciò accadde dopo cena.
17 Di poi questi cerchi di fuoco salirono più che mai alti nel cielo e si diressero verso il Sud.
18 Pesci ed uccelli caddero allora dal cielo.
19 Grande fenomeno che mai a memoria d’uomo fu in questa terra osservato… (lacuna)
20 ed il Faraone fece portare dell’incenso per rimettersi in pace con la Terra
21 . (lacuna)
22 e quanto accadde il Faraone diede ordine di scriverlo e di conservarlo negli Annali della Casa della Vita, affinché fosse ricordato per sempre dai posteri”

Il papiro, o meglio, la sua trascrizione, a questo punto scomparve. Nessuno seppe mai che fine abbia fatto il documento originale. La teoria più accreditata è quella secondo la quale il Vaticano ha ritenuto opportuno, per motivi religiosi, di insabbiare la cosa impedendo che la notizia si diffondesse. Solo pochi studiosi erano al corrente della scoperta e ottenerne il silenzio evidentemente non fu particolarmente complicato. Probabilmente anche l’originale venne acquistato in un secondo momento e fatto scomparire ad arte.

Dal 1934, anno della scoperta del papiro, al 1963 tutto tacque.
Nel 1963 il Professor Boncompagni, studioso di egittologia, venne a conoscenza dell’esistenza del papiro, la cui traduzione era stata anche pubblicata nel 1956 da una rivista di ufologia inglese. La rivista Settimana Incom nel 1964 pubblicò la traduzione del papiro (la traduzione è quella sopra riportata)

Di nuovo (inspiegabilmente vista l’importanza delle rivelazioni contenute nel papiro) la notizia venne nuovamente insabbiata presumibilmente direttamente da parte di governi o addirittura da parte di importanti organismi sovranazionali.

Ora che la notizia si è nuovamente diffusa sarà più difficile far passare la cosa sotto silenzio, date anche le profezie Maya che riguardano il 2012.

L’ipotesi attualmente più accreditata è che sia stata fatta trapelare ad arte per permettere ai media di occuparsi finalmente della cosa e diffonderne la conoscenza.

Ma esiste una seconda ipotesi sul Papiro di Tulli di cui vi parlerò  nel post qui di seguito!

LA BUFALA DEL PAPIRO DI TULLI

Un ignoto autore, in vena di creare una BURLA COLOSSALE, ha inventato di sana pianta il papiro Tulli copiando dalla Grammatica del Gardiner le frasi che più convenivano al suo scopo! Un mattacchione, indubbiamente, che però aveva dimostrato acume e grande fantasia. Ma quale mattacchione! Un GENIO! Un genio vero e proprio che con la sua creazione ha condizionato nel mondo migliaia e migliaia di ingenui creduloni che hanno abboccato alla sua bufala come tanti candidi pesciolini! E dire che molti di questi semplicioni hanno fatto del sedicente ‘papiro Tulli’ una bandiera! Il cosiddetto ‘papiro Tulli’ ha fatto la sua comparsa nel 1934. Ebbene, Gardiner ha pubblicato la prima edizione della sua ‘Egyptian Grammar’ sette anni prima, nel 1927. Quindi il Nostro Autore (qui lo fregio delle lettere maiuscole: se lo merita) ha avuto tutto il tempo di escogitare la sua BURLA e di darla in pasto a quanti ci avrebbero creduto. Semplicemente copiando di sana pianta alcune delle frasi riportate sulla prima edizione della grammatica di Gardiner, ha creato un falso storico clamoroso! Tutto quadra: ora sappiamo per certo che il ‘papiro Tulli’ è una colossale BUFALA, paragonabile, direi, alla burla degli studenti livornesi con le teste di Modigliani e ad altre stupidaggini che circolano fra i cultori delle cosiddette ‘scienze alternative’.

PRESTO IN EGITTO L’ENERGIA DEL SOLE

L’energia fotovoltaica comincia a divenire un settore ormai appetibile per numerose aziende di tutto il mondo, e si assiste ad un inarrestabile aumento dell’interesse verso quella che qualcuno si appresta a definire, la nuova energia del futuro.

Presto toccherà all’Egitto, che allo scadere del 2011 inaugurerà il primo impianto solare termodinamico.
Si tratta di un progetto di enorme portata innovativa per la potenza dell’impianto che permetterà al Paese di raggiungere una posizione di spicco nel panorama delle rinnovabili data la possibilità di contare su una capacità energetica complessiva di ben 140 MW.

Grazie alla potenza ottenuta l’impianto arriverà a posizionarsi addirittura al quarto posto nella classifica dei migliori impianti ad energia solare in tutto il mondo.

A confermarlo, il Ministero dell’elettricità e dell’energia egiziano che, tramite il proprio sito web ha reso note alcune principali informazioni al riguardo.

L’impianto avrà un ruolo assolutamente strategico per il Governo e per l’economia del paese che, nell’arco di meno di trent’anni, rischia di rimanere completamente a secco di carburanti visto che i principali giacimenti di gas e petrolio stanno per esaurirsi.

CARTA IDENTITA’ ELETTRONICA CON PROROGA? NON PARTIRE!!!

La Carta di Identità Elettronica con l’attestato cartaceo di proroga non consente di entrare in paesi come Egitto, Turchia, Tunisia, Croazia, Macedonia, Romania, Bulgaria e Svizzera. Sembra incredibile eppure la pervicace italica ottusità burocratica ha trasformato la Carta di Identità Elettronica in uno zimbello internazionale.

Poiché non è stato ancora escogitato un rimedio adeguato, cosa si fa quando la CIE è scaduta e va rinnovata? Semplice. Si stampa una proroga su foglio A4 e la si consegna al cittadino.  L’unico sistema per far entrare in tasca il foglio, ovviamente, è piegarlo in quattro.

Succede – è successo, succederà ancora (!) – che quando ci si presenta alla frontiera in Egitto, Turchia, Tunisia, Croazia, Macedonia, Romania, Bulgaria e Svizzera – gli agenti di polizia guardano la bella card elettronica e l’allegato, spiegazzato, foglio di carta con la proroga, guardano sbigottiti il viaggiatore e lo invitano gentilmente a tornare in Italia.

La proroga cartacea della Carta di Identità Elettronica

Sul sito Viaggiare Sicuri del Ministero dell’Interno, a proposito dell’Egitto, c’è scritto: “[…] Si segnala che le Autorità di frontiera egiziane non consentono l’accesso nel Paese ai viaggiatori in possesso di carta di identità elettronica con certificato di proroga (cedolino cartaceo di proroga di validità del documento). Si raccomanda in tal caso di utilizzare altro tipo di documento (passaporto), onde evitare il respingimento alla frontiera”.

Questa storia va avanti da un anno e le autorità italiane si limitano a consigliare ai cittadini di andare all’estero con un altro tipo di documento!

PRIMA CHE SUCCEDA UN DISASTRO!

Il governo egiziano sta valutando l’ipotesi di ridurre il numero delle piattaforme petrolifere nel golfo di Suez, dopo la comparsa, a metà giugno, di alcune chiazze di petrolio a nord della stazione balneare di Hurghada, sul Mar Rosso. Il ministro del Petrolio Fami ha assicurato che i responsabili delle perdite di petrolio, una volta individuati, saranno puniti a norma di legge. Secondo il ministero in mare sarebbe finito l’equivalente di 30 barili di petrolio, ma secondo l’Ong Hurghada Enviromental Protection and Conservation Agency (Hepca) la cifra è sottostimata. Inoltre, nota il responsabile della stessa ong Amr Ali, solo una parte delle perdite è stata ripulita e solo in prossimità della popolare stazione balneare. L’Egitto produce quasi 700 mila barili di petrolio al giorno e, secondo fonti ministeriali, vi sono 188 piattaforme tra il Mar Rosso ed il canale di Suez.

LA GROTTA DELLE BESTIE

Gli archeologi stanno studiando i disegni rupestri preistorici scoperti in una remota caverna, nel 2002, con figure danzanti e strane bestie senza testa, che propongono nuovi indizi circa la nascita della civiltà egizia.

Esploratori dilettanti sono imbattuto nel grotta, che comprende 5.000 immagini dipinte o incise nella pietra, nel vasto deserto vicino al confine sud-ovest dell’Egitto con la Libia e il Sudan.

Rudolph Kuper, un archeologo tedesco, ha detto che il dettaglio dei dipinti nella “Grotta delle Bestie” indica una datazione del sito di almeno 8.000 anni fa, probabilmente ad opera di cacciatori-raccoglitori, i cui discendenti possono essere stati tra i primi coloni della Valle del Nilo, allora paludosa e inospitale.

La grotta si trova a 10 km dalla “Grotta dei nuotatori” romanzata nel film il “Paziente inglese”, ma con un numero molto maggiore di immagini, e meglio conservate.

Attraverso lo studio della grotta in pietra arenaria e altri siti nelle vicinanze, gli archeologi stanno cercando di costruire una linea temporale per confrontare la cultura e le tecnologie dei popoli che abitavano la zona.

“E’ la grotta più sorprendente… in Nord Africa e in Egitto”, ha detto Karin Kindermann, membro di un team a guida tedesca che ha recentemente fatto un viaggio sul sito, 900 km a sud-ovest del Cairo.

“Prendi un pezzo del puzzle e vedi dove potrebbe adattarsi. Questo è un pezzo importante”, ha detto.

Il Sahara orientale, una regione della dimensione dell’Europa occidentale che si estende tra Egitto, Libia, Sudan e Ciad, è il più grande deserto arido e caldo del mondo. Le precipitazioni medie nel centro del deserto sono di meno di 2 millimetri l’anno.

La regione era una volta molto meno arida.

Verso l’8500 a.C., la piovosità stagionale fece la sua comparsa nella regione, creando una savana e attraendo gruppi di cacciatori-raccoglitori. Intorno al 5300 a.C., le piogge si fermarono e gli insediamenti umani ritornarono sull’altopiano. Nel 3500 a.C., gli insediamenti erano scomparsi del tutto.

Movimento verso la valle del Nilo

“Dopo 3-4000 anni di ambiente e vita da savana nel Sahara, il deserto tornò e la gente fu costretta a spostarsi ad est verso la valle del Nilo, contribuendo alla fondazione della civiltà egiziana, e verso sud sino all’Africa sub-sahariana”, ha detto Kuper, un esperto presso l’Istituto tedesco Heinrich Barth.

L’esodo di massa corrisponde con la nascita della vita sedentaria lungo il Nilo che poi sboccia nella civiltà faraonica, che ha dominato la regione per migliaia di anni e la cui arte, architettura e il governo hanno contribuito a formare la cultura occidentale.

“E’ stato un movimento, credo, passo-passo, perché il deserto non ha fretta. Le piogge si ritirano, per poi tornare, e così via. Ma passo dopo passo la regione diventava più secca, e la gente si muoveva verso la Valle del Nilo o verso il sud “, ha detto Kuper.

Kuper e il suo team stanno registrando le prove geologiche, botaniche e archeologiche attorno alla grotta, inclusi gli strumenti in pietra e ceramica, e le confrontano con altri siti della regione orientale del Sahara, per aggiungere nuovi pezzi di un puzzle preistorico.

“Sembra che i dipinti della Grotta delle Bestie siano precedenti all’introduzione di animali domestici. Ciò significa che essi sono precedenti al 6000 a.C.”, ha detto Kuper, che ha condotto il suo primo viaggio sul campo alla grotta nel mese di aprile 2009. “Questo è ciò che riusciamo a dire”.

L’opera d’arte visibile copre una superficie di 18 metri di larghezza e 6 metri di altezza. Nel mese di ottobre, la squadra di Kuper ha rilevato e fotografato la grotta con il laser per acquisire immagini ad alta definizione, tridimensionali.

Un test di scavo di un paio di settimane fa, durante la terza visita della squadra alla grotta di arenaria, ha scoperto ancora più disegni che si estendono verso il basso, sino a 80 cm sotto la sabbia, ha detto Kindermann.

“Ora abbiamo sempre più prove di quanto fosse ricca la cultura preistorica nel Sahara orientale”, ha detto Kuper.


IL FUTURO DEL TURISMO EGIZIANO

Storia, cultura e Mice (turismo congressuale, meeting ecc). Sono tre gli asset su cui scommette l’Ente del Turismo egiziano per alzare la posta a livello mondiale. Obiettivo del Paese, infatti, è arrivare in un decennio a raddoppiare il numero degli arrivi internazionali, e per ottenerlo il canale scelto è valorizzare sia l’Egitto classico che le nuove possibilità di turismo, non solo leisure, che offre il Paese, alleggerendo il peso del Mar Rosso sullo share complessivo degli arrivi.

Una linea d’azione che si sviluppa in più mosse. Da un lato, un intervento promozionale forte sul consumer, con una campagna di impatto fortemente emozionale che ruota sul claim “L’inizio di tutte le storie. Anche la tua”. Dall’altro un rafforzamento del rapporto con tour operator e agenzie di viaggi, per cementare la partnership e offrire un pacchetto di nuovi prodotti da commercializzare. In particolare, sull’Italia si è concluso da poco il workshop dedicato al trade ‘The other Egypt’, un viaggio attraverso proposte alternative per  turisti, con itinerari inediti e circuiti in zone meno battute.

Accanto al turismo culturale, il Paese gioca la carta Mice. La sviluppo di nuove aree, da Luxor ad Aswan a Taba e la nascita di nuove strutture a 5 stelle dotate di sale per meeting e congressi sono il passaporto per attrarre il mercato degli eventi in Egitto. Il Paese si è inoltre dotato di nuovi spazi per accogliere congressi di livello internazionale, come il Congress center del Cairo, a cui si affiancano la rinata Biblioteca Alexandrina di Alessandria, il Maritim Sharm El Sheikh international congress center e il Port Ghalib international congress center.

Da Venezia sulla via del mare
ho già parlato di questa nuova possibilità per raggiungere l’Egitto

Un assaggio di antichità
Per far innamorare gli italiani dell’Egitto classico basta mandarli a Torino. La città ospita, infatti, il Museo Egizio più importante del mondo dopo quello de Il Cairo, e chi lo visita viene preso dal desiderio di conoscere meglio il Paese. A maggior ragione, questo accadrà a partire dal 2011, quando avrà termine la prima parte dei lavori per il rinnovamento del museo e si troverà nuovo spazio per i 4mila nuovi reperti che lo Stato ha conferito alla Fondazione Antichità Egizie di Torino, che si aggiungono ai 6.500 oggetti già esposti oggi.

EGITTO MAI VISTO A REGGIO CALABRIA FINO AL 18 LUGLIO

Superati i 20 mila visitatori, la mostra Egitto mai visto ha riscosso uno straordinario successo di pubblico per la città di Reggio Calabria. Un risultato positivo confermato anche dalla presenza dei giovani e dalla grande affluenza delle scuole nel periodo primaverile.
A grande richiesta, quindi, la mostra non chiuderà i battenti domenica 20 giugno come previsto, ma è prorogata fino al 18 luglio, per animare anche il periodo estivo di Reggio Calabria.
La mostra svela i segreti sconosciuti delle necropoli di Assiut e Gebelein. Quattrocento straordinari reperti datati al 2000 a. C. scoperti all’inizio del ‘900 dal grande egittologo e filantropo Ernesto Schiaparelli e chiusi per un secolo nei depositi del Museo Egizio di Torino.
L’esposizione ruota intorno ad uno straordinario nucleo di dodici sarcofagi a cassa in legno stuccato e dipinto con iscrizioni che tramandano formule d’offerta e rituali funerari magico-religiosi. In molti casi grazie alla lettura dei geroglifici è possibile svelare i nomi di questi uomini e donne appartenuti alla classe media, amministratori e piccoli proprietari terrieri, vissuti nel Medio Egitto intorno al 2.000 a.C.
I sarcofagi, alcuni dei quali contengono ancora la mummia, sono arricchiti da tutti gli elementi del corredo funerario che accompagnavano il defunto e attraverso i quali oggi possiamo ricostruire le loro storie e quelle delle loro famiglie: vasi, poggiatesta, specchi, sandali, bastoni, archi e frecce, cassette in legno, modellini di animali, barche con equipaggi, modelli di attività agricole e artigianali. Dall’osservazione di tutti questi materiali emerge la sorprendente capacità degli artigiani egiziani nella lavorazione del legno, che fece di Assiut uno dei centri dove fu raggiunto il massimo livello di espressione artistica alla fine del Primo Periodo Intermedio.
Per la prima volta sono esposte circa 40 pareti di sarcofago con geroglifici incisi e dipinti e 10 stele recentemente restaurate, che svelano i segreti della scrittura geroglifica e permettono di conoscere le credenze funerarie e le principali divinità del pantheon egiziano.
Il progetto scientifico e la curatela della mostra è dovuta a Elvira D’Amicone e Massimiliana Pozzi Battaglia, della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie e della Società Cooperativa Archeologica.
L’allestimento della mostra, progettato da Costantin Charalabopoulos e arricchito da una suggestiva ricostruzione della necropoli e da un interessante documentario etnografico sui siti, si sviluppa sui due piani della Villa Genoese Zerbi con una successione di ambienti di grande qualità espositiva.
La visita in mostra può avvalersi di un articolato progetto didattico, curato da Giovanna Gotti e Federica Scatena, che comprende un ampio apparato di testi in mostra, la possibilità di visite guidate e laboratori per le scuole e un servizio di audioguide per singoli visitatori.

PAPYRUS E I MISTERI DEL NILO

Per i meno vecchietti un remainders della sigla di Papyrus cantata dall’onnipresente Cristina D’Avena

LE PIRAMIDI DI GIZA E LA CINTURA DI ORIONE

In un breve filmato la sorprendente descrizione della corrispondenza tra l’allineamento delle piramidi della Piana di Giza e le stelle della cintura di Orione. Uno dei più grandi misteri dell’Egitto e probabilmente del mondo!

NUOVA DATAZIONE DELL’EPOCA DEI FARAONI

La storia dell’antico Egitto è conosciuta piuttosto bene: non mancano infatti i documenti scritti né i manufatti archeologici da studiare. Grazie all’enorme messe di dati raccolti, è stato possibile costruire una cronologia delle dinastie dei Faraoni: prima questo, dopo quello, poi quell’altro ancora. Ma è una cronologia relativa: si sa chi veniva prima e chi dopo, ma non si sa esattamente quando questo accadeva. Non ci sono insomma date precise e sicure alle quali ancorarsi. Ci si può avvicinare alla datazione assoluta grazie ai riferimenti ad alcuni fenomeni astronomici, per i quali oggi si può risalire, se non al momento esatto, almeno a un intervallo di tempo non troppo ampio. Ma finora l’errore era di uno o due secoli: ancora troppo per le ambizioni degli archeologi. Adesso però un team internazionale guidato da un fisico inglese ha spinto oltre la precisione grazie al metodo del radiocarbonio.
Il radiocarbonio, o carbonio-14, è un isotopo radioattivo del carbonio che viene prodotto nell’alta atmosfera dai raggi cosmici e poi entra in ogni organismo vivente. La sua concentrazione è nota e rimane stabile finché l’organismo è vivo. Quando muore, l’organismo smette di scambiare carbonio con l’ambiente, il radiocarbonio comincia a decadere e la sua quantità diminuisce. Così, se noi oggi misuriamo il carbonio-14 presente in un tessuto o un osso o un frammento di legno, possiamo risalire al momento in cui è morto l’organismo dal quale è stato prelevato. E quindi a datare il manufatto. Perché non si è fatto questo anche con i manufatti egizi? In realtà, questo metodo è stato usato. Però in Egitto mancano le apparecchiature più sofisticate e precise. E gli Egiziani moderni sono molto restii a lasciar uscire dai confini nazionali i reperti archeologici dei loro antenati.
Perciò i ricercatori guidati da Christopher Bronk Ramsey, dell’Oxford Radiocarbon Accelerator Unit, in Inghilterra, hanno lavorato con 211 campioni prelevati da musei europei e statunitensi e rinvenuti in tombe facilmente associabili ai regni dei diversi Faraoni. Per assicurarsi che i campioni organici risalissero davvero alla stessa epoca dei manufatti studiati, i ricercatori hanno evitato il legno e l’osso e si sono concentrati invece sulle ceste, sui tessuti e sui cibi. Poi hanno applicato una tecnica chiamata “inferenza statistica bayesiana” per trovare la migliore correlazione possibile fra la datazione ricavata con il radiocarbonio e le epoche dei regni faraonici. In questo modo sono arrivati a una precisione di 76, 53 e 24 anni rispettivamente per l’Antico, il Medio e il Nuovo Regno, ossia i tre grandi periodi storici dell’antico Egitto fra il 2650 e il 1100 a.C., ciascuno con molte dinastie. Il risultato, pubblicato pochi giorni fa su “Science”, è una cronologia non solo internamente coerente, come quella relativa già nota, ma molto più vicina a quella assoluta.
Questo risultato consentirà di risolvere alcune dispute fra gli archeologi. Per esempio, quando iniziò il Nuovo Regno, che vide il dominio di Faraoni famosi come Akhenaton, Tutankhamen e Ramses II? Nel 1550 oppure nel 1539 a.C.? Ed ecco la risposta: fra il 1570 e il 1544. E l’Antico Regno? Fra il 2691 e il 2625 a.C. e non fra il 2667 e il 2592 a.C. Non sono correzioni grandissime: una prova che la cronologia tradizionale non era poi troppo lontana dalla verità. Però la maggiore precisione raggiunta consentirà di comprendere meglio le interazioni fra la civiltà egizia e le altre grandi culture del Mediterraneo orientale. Anche attraverso evento precisi e importanti per le loro conseguenze, come l’esplosione vulcanica dell’isola di Thera (oggi conosciuta come Santorini), che devastò l’area e influenzò la civiltà egizia. E, si scopre ora, avvenne prima dell’inizio del Nuovo Regno, non dopo.

UN LIBRO IN VALIGIA: IL TEMPIO DEGLI ELETTI

Conosciuto dai lettori italiani nel 2006 con il romanzo ‘L’apprendista fiammingo’, torna in libreria lo scrittore tedesco Jörg Kastner con il romanzo storico ‘Il tempio degli eletti’ (Das Wahre Kreuz), pubblicato in Italia dalle Edizioni Piemme, una storia di devozione che potrebbe unire cristiani e musulmani attraverso il mistero di una reliquia perduta.

Un romanzo che alterna basi storiche reali a una splendida cornice di fantasia realizzata con maestria dall’autore, la trama è ambientata nel 1798, in Egitto, Napoleone Bonaparte ha conquistato Il Cairo e oltre ai soldati lo accompagnano artisti e scienziati che esploreranno i segreti di questo paese straniero.

Tra questi c’è il giovane artista Bastien, sconosciuto disegnatore senza particolari meriti professionali che ha accettato di accompagnare lo zio, un famoso archeologo, in questa spedizione scientifica affiancata alla campagna di Napoleone in Egitto e quando il gruppo di scienziati scopre un tempio sotterraneo, per Bastien è davvero un’emozione.

Mentre cammina lungo i corridoi stretti e bui, tra le tracce della misteriosa civiltà egizia, il grido agghiacciante di una donna gli raggela il sangue. Alcuni uomini vestiti da cavalieri medievali stanno per sacrificarla su un altare. Salvare la ragazza per Bastien è una scelta imprescindibile che gli cambierà la vita.

Lei si chiama Ourida, non sa il francese ed è spaventata a tal punto, da aver paura anche di lui, che l’ha salvata. I suoi lunghi capelli neri e i suoi grandi occhi scuri, però, stregano Bastien. Ma una volta ritornato al Cairo con Ourida, Bastien non ha tregua.

Di giorno si accorge di essere seguito dai falsi cavalieri, mentre di notte gli incubi lo riportano al tempo delle crociate, quando nei panni del cavaliere Rolando de Giraud combatteva contro gli infedeli per salvare la Vera Croce di Cristo.

Sollecitato da questi strani sogni, Bastien indaga sui cavalieri del tempio e scopre di essere il prescelto, colui che dovrà ritrovare la Vera Croce, segretamente custodita nel tempio da centinaia d’anni. Sarà Ourida, sempre al suo fianco, ad aiutarlo in quest’impresa, che contribuirà a unirli per sempre …

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COSTA CROCIERE IN MAR ROSSO DAL 2011

Molte le novità 2011 per Costa Crociere. La compagnia ha avviato nelle settimane scorse notevoli investimenti pubblicitari mirati sui diversi target, allo scopo di generare sulle adv e sulla clientela una notevole domanda. Nel 2011 ci sarà il debutto invernale del prodotto mar Rosso.
«L’offerta comprende 7 giorni – commenta Andrea Tavella, direttore sales & marketing Italia – per scoprire la destinazione mar Rosso in maniera totalmente innovativa». Il 2011 di Costa include anche un rafforzamento del prodotto Dubai reduce dal successo nell’inverno 2009-2010. «Tra le novità anche Costa Magica, 7 giorni nel Mediterraneo in inverno – aggiunge Tavella – per arrivare al battesimo di Costa Favolosa previsto per luglio 2011».

In realtà spulciando il sito della Costa pare che le crociere in Mar Rosso cominceranno già a novembre 2010.

Se siete interessati potete consultare il sito di Costa Crociere alla pagina sull’Egitto

DA HURGADA A EL GOUNA: DOCUMENTARIO RAI

Un eccezionale filmato della Rai pescato su You Tube

Il filmato è diviso in due parti per un totale di 17 minuti! Poco più di una pausa caffè!!!!

BUONA VISIONE!!!!!

MASTER DI VELA IN MAR ROSSO

Una proposta inedita dedicata a chi di vela se ne intende e vuole cimentarsi con venti importanti e manovre ardite.
Skipper, naviganti “scafati”, lupi di mare che si sentono pronti al grande salto: ecco per voi un master di vela nel Mar Rosso a settembre, quando il vento è a 30 nodi effettivi, a bordo di DeciBel, una barca tecnica, scattante e “opportunamente” spartana.
Il Mar Rosso, per condizioni meteo e morfologia, è l’ideale per perfezionare le varie manovre di bordo e prendere dimestichezza con la navigazione d’altura. A quattro ore di aereo c’è una realtà tropicale fatta di vento, sabbia dorata e un reef ricchissimo che vi attende.

DeciBel è partita nel 2002 per un giro del mondo che non si è ancora concluso e ora si trova in Egitto. Horace Costa, lo skipper/istruttore, è sempre entusiasta di trasmettere la sua esperienza di navigante giramondo e illustrare i vari aspetti della navigazione a lungo raggio a chi sale a bordo.
Per partecipare, è’ necessaria comprovata esperienza velica; gli equipaggi, di massimo 4 persone, saranno formati in base al grado di preparazione velica.
Per la peculiarità del corso non è consentito avere accompagnatori a bordo.
Base imbarco e sbarco: Hurgada.
Itinerario: arcipelago di Gubal (area marina protetta) e, in due settimane, Safaga .
Partenze master: 12 e 18 settembre 2010
Prezzi: a partire da € 850,00 a settimana per persona escluso volo, cambusa, assicurazioni.
Possibilità di noleggio della barca con skipper per corsi privati a partire da € 3.200,00

Se sei interessato compila la richiesta informazioni che trovi in fondo alla pagina di questo link

DOMINA CORAL BAY: SCONTI A LUGLIO E A SETTEMBRE

Per  le settimane di luglio e settembre potete acqustare un pacchetto al Domina Coral Bay al prezzo scontato di 575Euro a persona.

Un’ottima occasione per soggiornare in quello che viene da tutti riconosciuto come il miglior resort del Sinai

Trovate la descrizione dell’offerta, valida per partenze da Milano, Verona, Bergamo, Bologna, Roma a questo link:

VISUALIZZA L’OFFERTA

Un pochino più complicato scoprire come prenotare dato che avevo solo la pagina con l’offerta che non prevede possibilità di prenotare online ne di risalire a contatti!! L’offerta è proposta da G40, un network di Agenzie di Viaggio consociate.
Per vedere l’elenco delle agenzie convenzionate seguite il link qui sotto e chiedete della proposta della G40!

ELENCO AGENZIE CONVENZIONATE

UN GRAZIE DI CUORE A TUTTI I MIEI LETTORI

Devo assolutamente ringraziare voi tutti per lo stimolo che ogni giorno mi date nel cercare di gestire al meglio delle mie possibilità questo blog iniziato quasi per scherzo.

Per circa un mese ho dovuto trascurarlo ma appena ho ripreso ad occuparmene devo darvi atto che mi state incoraggiando moltissimo, e nessuna mail o complimento vale quanto la straordinaria progressione avuta in questa settimana.

Ogni giorno riuscite a stupirmi:
16 giugno 101 lettori
17 giugno 113 lettori
18 giugno 135 lettori
19 giugno 153 lettori
20 giugno 248 lettori
21 giugno 312 lettori

Ogni giorno spero in un numero di lettori e voi puntualmente superate la mia speranza

Il vostro silenzioso apprezzamento al mio impegno è il mio più grosso stimolo a continuare!!!

GRAZIE DI CUORE

In pubblicazione oggi:
Sconti per il Domina Coral Bay
Un master di vela in Mar Rosso
Un bellissimo filmato girato tra Hurgada e El Gouna
…. e altro ancora!
Quindi restate connessi!!!!

PHARAONS RALLY 2-10 OTTOBRE 2010

Definito il percorso del Pharaons Rally 2010, che conterà su 2600 chilometri divisi in sei tappe. Partenza come di consueto dalle Piramidi di Giza, ma quest’anno l’arrivo sarà sul mare di El Alamein. Tante le novità per la tredicesima edizione della gara egiziana, prova conclusiva dei Mondiali auto e moto.

Il Pharaons Rally ha ormai definito nei dettagli il percorso dell’edizione 2010, che si presenta profondamente rinnovato rispetto al passato. Quest’anno la gara di JVD International sarà l’appuntamento conclusivo sia del Campionato Mondiale Cross Country Moto, che della Coppa del Mondo FIA per le Auto. Quindi JVD ha voluto compiere un ulteriore sforzo per rinnovare e migliorare ancora un po’ un rally che è già universalmente riconosciuto come il migliore del calendario iridato. Senza contare che i deserti egiziani e la perfetta collocazione in calendario, rendono il Pharaons il perfetto banco di prova in vista dei grandi rally di fine 2010, inizio 2011.
Partiamo dalle tappe della tredicesima edizione del rally organizzato da JVD International, sei anziché le consuete sette, per permettere lo svolgimento delle verifiche tecniche e amministrative su due giornate. Quello che non cambia è invece la lunghezza complessiva, circa 2600 chilometri con i trasferimenti ridotti al minimo, come da tradizione nella gara egiziana. Il team dei ricognitori di JVD è da poco rientrato dall’Egitto, mettendo in pratica l’imperativo imposto alla partenza: un percorso spettacolare, vario, mai monotono e con tutte le difficoltà e gli splendidi scenari che solo il Deserto Libico-Egiziano sa offrire. E la promessa è stata mantenuta, fin dalla prima tappa che non terminerà come nel passato a Baharija, ma attraverso un tragitto più a nord arriverà tra le dune di El Rammak. Nella seconda giornata si punterà decisamente verso sud, con 352 chilometri che presenteranno una tale varietà di terreni che non lasceranno certo il tempo di annoiarsi, per terminare a Bir Karaween, a est dell’Oasi di Farafra.
La terza tappa sarà divisa in due prove speciali, la prima delle quali porterà nel punto più a sud del Pharaons 2010, fino alla città vecchia di El Quasr nell’Oasi di Mut. La seconda ripunterà verso nord fino al bivacco di Abu Mingar, sede lo scorso anno del fantastico “Gran Premio” del deserto.
La quarta giornata del Pharaons sarà forse la più bella per i piloti, ma anche le assistenze saranno ripagate per la loro lunghissima giornata dall’attraversamento del Deserto Bianco attraverso il vecchio asfalto che porta alla minuscola Oasi di Ain Dalla. Per i piloti ci saranno invece 434 chilometri di prova speciale, tanta sabbia, falesie da salire e un finale tutto dune che porterà questa difficile ma spettacolare giornata all’ormai tradizionale bivacco di Sitra, in riva all’omonimo lago nato da una prospezione petrolifera… mancata.

E non poteva certo mancare il ritorno a Siwa, con la quinta tappa di 419 chilometri, altra giornata che si preannuncia una vera indigestione di dune che porterà nella fantastica Oasi di Ammon, della quale i fedelissimi del Pharaons sentiranno certamente la mancanza…

Ma le novità non finiscono qui: la sesta ed ultima giornata non riporterà al Cairo, ma punterà sulla costa nord dell’Egitto fino ad El Alamein, luogo dai profondi significati storici. L’attraversamento della Depressione di Quattara, cento metri sotto il livello del mare, sarà l’ultimo scoglio prima di vedere il sospirato arrivo del Pharaons 2010 sul mare cristallino di El Alamein.
Insomma, tante novità per il percorso della tredicesima edizione del Pharaons Rally, ma il nuovo tracciato significherà anche tanta navigazione in più. Quest’anno, dopo otto anni di collaborazione con Alain Lopes, la stesura del road-book è stata infatti affidata all’esperto Stephane Le Bail, che ha decisamente privilegiato la navigazione a CAP (direzione bussola) riducendo al minimo i WPT (waypoint, punti GPS). Un ulteriore elemento che rende il rally egiziano unico, perché… “Pharaons is different”.

IMMERSIONE A RAS UMM SID

Difficolta’ : 2
• Corrente da 1 a 2
• Splendida foresta di gorgonie
• Ricca fauna di scogliera e pelagica (Carangidi, barracuda, tonni).
• Interessante immersione notturna che permette di osservare i Pesci pappagallo che dormono in tana.
• Sito ottimo per lo snorkeling.
• Possibilita’ di forti correnti soprattutto in prossimita’ della punta.
• Per determinare il momento dell’alta marea e’ sufficiente osservare un blocco roccioso che si trova sul reef e verificare che sia quasi completamente coperto dall’acqua.

Ras Umm Sid e’ il nome del promontorio sormontato da un grande faro che segna l’inizio dello Stretto di Tiran sulla costa occidentale.
Il sito subacqueo, facilmente accessibile via terra, si trova immediatamente a est del faro di fronte al celebre ristorante italiano El-Fanar ed e’ caratterizzato da una straordinaria proliferazione di gorgonie (Subergorgia hicksoni) che qui formano una vera e propria foresta, la piu’ bella dell’intero Mar Rosso settentrionale.
L’entrata in acqua dalla spiaggia, facilitata dalla presenza di una scaletta metallica, e’ possible solo quando la marea e’ sufficientemente alta da permettere di oltrepassare a nuoto la bancata del reef che qui e’ molto sviluppata.
Il percorso classico, sia che l’entrata avvenga dalla spiaggia che dalla barca, preveda una discesa fino alla profondita’ di 25 metri per attraversare la celebre foresta di gorgonie con risalita sul pianoro situato a 14 metri dove, tra numerosi pinnacoli madreporici ricoperti da Alcionacei, volteggiano centinaia di pesci di barriera, Pesci leone (Pterois volitans) e pesci pappagallo (Scarus sp.).
Da qui chi e’ entrato dalla spiaggia effettua il percorso di ritorno con il reef alla destra mantenendosi a una profondita’ di 5-6 metri per esplorarne le anfrattuosita’ e in particolare una piccola grotta popolata da una colonia di Pesci vetro (Parapriacanthus guntheri) e Pesci accetta (Pempheris vanicolensis), mentre chi e’ in barca puo’ proseguire in direzione di Paradise.

GROSSI PROBLEMI PER BLUVACANZE E GOING

Pacchetti di viaggio destinazione Egitto: una vacanza che si trasforma in fonte continua di disservizi, con costi superiori a quelli pubblicizzati ma soprattutto con variazioni continue dei programmi di viaggio e con il pagamento di una polizza presentata come obbligatoria ma in realtà facoltativa. L’Antitrust è intervenuta e ha deciso sanzioni nei confronti della società attiva nella vendita di pacchetti viaggio Bluvacanze SpA e della società di tour operating Going Srl con multe per complessivi 385 mila euro. In particolare, per Bluvacanze sono state decise tre sanzioni amministrative pari rispettivamente a 36 mila euro, a 189 mila euro e a 90 mila euro, mentre a Going va una sanzione di 70 mila euro.

Sotto accusa ci sono una locandina di pubblicizzazione di un viaggio per due che doveva costare 699 euro e invece finisce per avere un costo di 1200 euro, ma soprattutto due pratiche ritenute scorrette: la continua variazione dei programmi di viaggio e il pagamento della polizza “Viaggio Sicuro”. Nel primo caso, si contesta a Bluvacanze la pratica di modificare condizioni di viaggio e modalità di trasporto aereo (vettori, orari di partenza e di arrivo, perfino scali) nei viaggi per l’Egitto, comunicati ai turisti solo poco prima della partenza o durante il soggiorno. “Secondo quanto segnalato – denuncia l’Antitrust nell’odierno bollettino – le variazioni delle condizioni di trasporto avrebbero comportato significativi disagi a carico dei consumatori in termini di riduzione dei periodi di soggiorno effettivo e per effetto dell’assenza di adeguate misure di assistenza durante il soggiorno”. L’altra pratica riguarda l’uso da parte di Bluvacanze di un contratto-tipo nel quale risultera inserita una cosiddetta “polizza assicurativa obbligatoria” chiamata “Viaggio Sicuro” per la quale l’adesione sarebbe invece facoltativa.

Le segnalazioni sono giunte dall’ACU, dal Codacons e dai singoli consumatori. L’Antitrust ha rilevato che “risulta accertata una reiterata variazione dei programmi di viaggio con destinazione Egitto: “In tal senso, va in primo luogo ricordato che non è stata garantita ai consumatori la fruizione dei voli delle compagnie aeree Eurofly ed Air Italy, pubblicizzati nel catalogo e come tali parte integrante del contratto; diversamente sono stati successivamente indotti a volare, nella generalità dei casi, con Air Memphis, e cioè con una compagnia che, secondo la percezione dei consumatori, non presentava garanzie qualitative analoghe a quelle inizialmente indicate; pertanto, la scelta dei consumatori è stata alterata inducendoli ad avvalersi di un servizio che, altrimenti, non avrebbero scelto”.

Risulta inoltre che si tratta di variazioni non episodiche, ma di una pratica largamente diffusa. Rileva l’Antitrust: “In tutti i casi esaminati, si è infatti accertato che il professionista ha posto in essere, nella fase post-vendita, una prassi caratterizzata da significative modifiche dei programmi di viaggio concordati, determinate da ripetute e immotivate variazioni degli operativi dei voli con destinazione Egitto, comportanti ritardi prolungati, effettuate con comunicazioni trasmesse ai consumatori a ridosso della partenza e basate su dati non veritieri, con conseguente ostacolo all’esercizio dei diritti dei consumatori”.

Le diverse pratiche commerciali hanno portato dunque a sanzioni complessive per 385 mila euro, con l’obbligo per le società Bluvacanze S.p.A e Going S.r.l. di presentare, entro sessanta giorni dalla notifica del provvedimento, una relazione nella quale siano illustrate le misure adottate per porre fine alla continuazione delle pratiche ritenute scorrette di variazione dei programmi di viaggio e di pagamento della polizza “Viaggio Sicuro”.

FONTE: HELPCONSUMATORI.IT

SHARM EL SHEIKH: MA CHE POST DE MERDA! ANTONIO ALBANESE

FUGA DI PETROLIO NEL MAR ROSSO ZONA HURGADA

FONTE VIRGILIO

Egitto/ Cairo conferma fuga di petrolio nel Mar rosso

Potrebbe avere inquinato circa 160 chilometri di coste

Il Cairo, 21 giu. (Ap) – Il governo egiziano ha confermato la fuga di petrolio da una delle piattaforme situate al largo della località balneare di Hurgada, sul Mar rosso. Il portavoce del governo, Magdy Rady, ha tuttavia assicurato che la fuoriuscita è “limitata”, ma non ha fornito precisazioni. Rady ha aggiunto che la fuga, individuata la settimana scorsa, è stata in gran parte contenuta, secondo l’agenzia di stampa ufficiale Mena. Secondo responsabili di compagnie petrolifere a Suez, la fuoriuscita proviene da una piattaforma situata a nord di Hurgada e ha inquinato circa 160 chilometri di coste, fra cui quelle di alcune stazioni turistiche.

FONTE CORRIERE.IT

Inquinamento: fuoriuscita di petrolio nel Mar Rosso

21 Giugno 2010 22:01

IL CAIRO – Perdita di petrolio su una delle piattaforme al largo di Hurgada, nel Mar Rosso. Lo rende noto il governo egiziano. Il portavoce ha assicurato che la fuoriuscita e’ limitata, ma non ha fornito precisazioni. Secondo responsabili di compagnie petrolifere a Suez, la fuoriuscita proviene da una piattaforma situata a nord di Hurgada e ha inquinato circa 160 chilometri di coste. (RCD)

FONTE GREENREPORT.IT

Anche il Mar Rosso diventa nero

Il governo egiziano ha assicurato che sta facendo ogni sforzo per scoprire la fonte dell’inquinamento petrolifero che ha interessato le coste del Mar Rosso. Secondo Magdi Radi, il portavoce del governo egiziano, la fuoriuscita di petrolio potrebbe provenire da una delle piattaforme offshore nel Mar Rosso a nord di  Hurghada o anche da una petroliera. Il ministro del petrolio egiziano, Sameh Fahmi, ha sottolineato che «Sono stati prelevati dei campioni nelle zone petrolifere vicino a delle piattaforme per identificare la provenienza».

Secondo i media egiziani la fuga di petrolio si sarebbe prodotta sabato interessando da subito  20 km delle coste di Hurghada. Intanto l’Egitto ha mobilitato 2.000 operai (con mezzi decisamente poco adatti, come sembrerebbe dalle  foto che arrivano dalla costa di Hurgada) per cercare di arginare la piccola marea nera e ripulire le coste. Magdi Gubisy, il responsabile del governatorato del Mar Rosso, assicura che l’inquinamento è contenuto. Il rischio di sporcare l’immagine dell’area e la gallina  dalle uova d’oro del turismo è altissima e il governo si è subito precipitato ad assicurare che «Esperti  di istituti di ricerca si sono uniti ai lavori di pulizia» che però potrebbero essere disturbati dai forti venti e dal mare mosso, come ha messo in guardia il ministro dell’ambiente egiziano, che ha ordinato di velocizzare i lavori di contenimento e pulizia e di valutare al più presto i danni ambientali.

SHERATON SHARM EL SHEIKH

Date le numerose richieste che pervengono quasi quotidianamente su sistemazioni alberghiere, comincio da oggi a scandagliare il web alla ricerca di filmati, foto e siti in grado di presentare una parte dei numerosissimi hotel del Mar Rosso.

Ovviamente il mio non vuole essere un suggerimento o un consiglio, ma solo una semplice analisi delle location.

Ove riesca a trovare segnalerò anche il tour operator al quale eventualmente rivolgersi per informazioni dettagliate ed eventualmente prenotare

Se siete a conoscenza di filmati pubblicitari degli hotel o dei tour operator, o anche se volete segnalare dei filmati amatoriali, sarò lieto di concedere spazio ove ritenga che dal filmato si possano trarre utili indicazioni sulla struttura alberghiera.

Come sempre le segnalazioni sono fatte senza alcun fine di lucro, traendo informazioni direttamente dal web

L’hotel che vi descrivo oggi è lo Sheraton di Sharm el Sheikh

Le informazioni sono tratte dal catalogo online di Violatour

Descrizione Generale
Il ViloraClub Sheraton Villas, è parte del complesso alberghiero Sheraton Sharm, situato in prossimità della spiaggia e del Main Hotel.
Ubicazione
E’ posizionato nell’area denominata Al Pasha Coast, in splendida posizione panoramica sulla bella spiaggia sabbiosa lunga 800  m, di fronte all’isola di Tiran. Dista circa 05 km da Naama Bay e 10 km dall’aeroporto.
Servizi
Reception. Galleria negozi con bazar, gioielleria, parrucchiere ed Internet Cafè. Il complesso dispone di sale per conferenze che possono  ospitare seminari e meeting. Numerosi bar (Nubian Tent bar, Stars Studio bar, etc.) sono collocati nei vari punti del complesso, con orari di apertura diversificati, e propongono atmosfere diverse ed internazionali. La ristorazione prevede luoghi tematizzati dislocati nel corpo centrale:  ilWithe Cruiser con servizio a buffet e menù internazionale, il Portofino, aperto sia a pranzo che a cena con piatti tipici italiani e Pizza (a  pagamento); Il Pool restaurant (a pagamento); Hugo’s restaurant in spiaggia (su prenotazione); il Vilorarestaurant La Vista collocato nell’aera  delle Villas, con servizio a buffet, dove è possibile gustare piatti della cucina italiana preparati dallo Chef italiano e piatti della cucina  internazionale con cene tematizzate. Per coloro che alloggiano nelle Villas i pasti sono previsti esclusivamente presso il Vilorarestaurant collocato nell’area delle Villas o presso il ristorante Capri.
Sistemazione
Nell’area Villas sono disponibili 112 camere , ben arredate e dotate di servizi privati, asciugacapelli, aria condizionata regolabile, telefono,  cassetta di sicurezza, frigobar, TV satellitare con ricezione di programmi italiani, balcone o terrazzo.
Il Main Hotel sorge direttamente sulla spiaggia mentre  l’area del Dolphin Resort dista circa 300 metri percorribili attraverso una passeggiata tra i giardini scalanti verso il mare oppure con comodi  “taftaf” (minibus gratuiti), che collegano i vari punti del resort.
Animali Non ammessi.
Spiaggia
Il complesso si affaccia direttamente sull’incantevole spiaggia lunga 800 metri. La spiaggia è attrezzata con ombrelloni e lettini prendisole ad  uso gratuito dei clienti fino ad esaurimento. Un pontile galleggiante consente di attraversare la barriera corallina.
Sport e attività
11 piscine dislocate in varie aree del complesso Sheraton, ne troviamo una anche nell’area delle Villas, alcune arricchite con piccole cascate  ed una adatta per le immersioni. Campo da tennis, campo da beach-volley e Discoteca. In spiaggia c’e’ un Diving Center specializzato in corsi  di immersione ed escursioni marine. L’animazione è curata da un’equipe di animatori ViloraClub che propone intrattenimento esclusivamente  in italiano e dedicato ai nostri ospiti. Garantisce un esauriente programma di attività diurne con: giochi, balli di gruppo, tornei sportivi, etc.Alla  sera spettacoli,  cabaret, giochi e tanta musica anche in spiaggia. Il Miniclub per bambini da 4 a 12 anni, organizza durante il giorno: giochi ed  attività manuali. Tutte le sere: baby-dance presso l’anfiteatro Viloratour. Il centro di Thalassoterapia utilizza l’acqua  marina ed i Sali minerali che abbondano nella costa meridionale della Penisola del Sinai. Ospite sedici sale di trattamenti, jacuzzi, hammam,  vichy-shower, piscine con percorsi terapeutici e salone di bellezza.
Da un altro sito una serie di brevi filmati: finito di vedere il primo potete vedere altri dettagli nei filmati visibili cliccando sulle finestrelle che appaiono alla fine CLICCA QUI PER VEDERLI

SCOPERTI ANTICHISSIMI CIMITERI EGIZI

A Lahoun, nell’oasi del Fayyum, in Egitto, sono state riportate alla luce ben 45 sepolture. Ognuna di esse conteneva un sarcofago ed una mummia.
La missione archeologica, guidata dall’archeologo Abdel Rahman el-Aydi, ha scoperto ben 4 cimiteri, il più antico dei quali è datato all’epoca delle prime dinastie faraoniche, per un periodo compreso tra il 2750 ed il 2650 a.C.. Il secondo cimitero appartiene al Medio Regno (2030-1660 a.C.). Il terzo ed il quarto cimitero sono datati, rispettivamente, al Nuovo Regno (1550-1070 a.C.) ed al Periodo Tardo (724-343 a.C.).
Il cimitero più antico contiene 14 sepolture, gli altri contengono le restanti 31, la maggior parte delle quali è datata alla XI e XII Dinastia (2030-1840 a.C.). Ogni sarcofago è decorato con pitture tratte dai testi sacri. Vi compaiono le divinità principali del pantheon egizio, che hanno il compito di indirizzare il defunto nel mondo dell’oltretomba.
Una sepoltura della XVIII Dinastia ha restituito ben 12 sarcofagi lignei ordinatamente impilati uno sopra l’altro.

CHE FINE HA FATTO OSAMA BIN LADEN?

E’ uscito nelle sale lo scorso weekend il film  “Che fine ha fatto Osama bin Laden?” girato parzialmente in Egitto

prodotto nel 2008 dal regista e attore americano Morgan Spurlock, famoso per aver prodotto il documentario “Super Size Me”. Nel nuovo film documentario si mette alla ricerca dell’uomo più pericoloso del mondo, iniziando da New York, proseguendo per l’Egitto, il Marocco, Israele, la Palestina, l’Arabia Saudita, l’Afghanistan e il Pakistan. Il film contiene brevi interviste a persone riguardo Bin Laden e il fondamentalismo islamico, e riguardo gli Stati Uniti d’America e la guerra al terrorismo. Spurlock è alla ricerca di Bin Laden, e chiede anche a persone fermate a caso per strada dove si trovi il terrorista.  In Afghanistan, scortato da 20 soldati afgani, visita Tora Bora.

Chi fosse andato a vederlo ci faccia sapere il suo giudizio commentando questo post. Grazie!

PERCHE’ SOLO IN ITALIA IL VELO E’ UN PROBLEMA?

IL CAIRO – L’Alta corte egiziana ha respinto il ricorso di alcune studentesse e ha sancito in modo definitivo il divieto a presentarsi agli esami con volto completamente coperto dal niqab, il velo integrale islamico che lascia scoperti solo gli occhi.
La più alta istanza amministrativa egiziana ha dato così ragione ai rettori delle tre principali università statali del Cairo, che hanno proibito l’accesso agli esami a circa 200 studentesse velate.
Un’analoga iniziativa era stata presa all’inizio dell’anno anche dalle autorità accademiche dell’università islamica di Al Azhar, scatenando un braccio di ferro giudiziario.

GOSSIP – PARIS HILTON

Era vestita di bianco e, naturalmente, non ha rinunciato a foto sul cammello e pose “turistiche”. Paris Hilton fa rumore ovunque si trovi e gli scatti di venerdì 4 giugno arrivano da Giza dove l’ereditiera ha trascorso qualche ora. E’ bastato, naturalmente, ai feroci siti di gossip statunitensi per sottolineare lo scarso rispetto mostrato da Paris di fronte a una delle meraviglie della Terra.
Lei, candidamente, ha ammesso a fine giornata al celebre night club Tamorai del Cairo di essersi “molto divertita” ma di non poter fare alcun commento perché “troppo stanca per il viaggio”.

UN PROBLEMINO PER SETTEMARI

FONTE: L’ECO DI BERGAMO.IT

Vacanze rovinate per un gruppo di vacanzieri bergamaschi partiti da Malpensa per l’Egitto, destinazione l’Iberotel Borg El Arab, struttura a cinque stelle sulla costa mediterranea del Paese, nuova meta di grido. Il complesso è fresco di ristrutturazione, ma i lavori sembrano non essere ancora terminati. La segnalazione arriva dalla figlia di una vacanziera che, da casa, fa sapere: «Ci sono 180 italiani in questo hotel, che ha aperto domenica 13 giugno, senza i comfort previsti. Vi sembra corretto pagare all’incirca mille euro a testa per una settimana e non potere usufruire della struttura pagata? O non essere trasferiti in una struttura di cortesia?», chiede la ragazza.

«Effettivamente qualche disagio c’è stato – risponde Federico Gallo, direttore prodotto Settemari, tour operator che gestisce il complesso –. Da domenica sera abbiamo iniziato a lavorare per mitigare il disagio dei visitatori alla situazione per noi inattesa e inaspettata».

«All’arrivo del gruppo, verso mezzogiorno, ai clienti sono state assegnate le camere ed è stato servito il pranzo. Non abbiamo avuto alcuna lamentela fino alle 17. Quando i clienti sono andati nelle stanze hanno iniziato a notare piccole magagne: condizionatori che funzionavano male e problemi simili. In tutto erano occupate 100 camere per un totale di 236 ospiti – continua il direttore –. Di questi, la metà non ha avuto nulla da ridire, gli altri hanno avanzato qualche perplessità e solo un ristretto gruppo si è lamentato pesantemente».

Oltre ai disguidi nelle camere, anche alcuni altri servizi non sono ancora pronti come il campo da calcio, il campo da tennis, il centro benessere e il miniclub per i bambini. «Ci siamo scusati con gli ospiti – conclude il direttore – proponendo un pacchetto che comprendeva bevande alcoliche da aggiungere al loro “all inclusive”, un’escursione di una giornata ad Alessandria del valore di 85 euro e un rimborso di 150 euro a testa, che è circa il 20% del costo della vacanza». Nonostante la proposta, alcuni turisti non hanno accettato e hanno chiesto il trasferimento in un’altra struttura.

TROVARE UN VOLO LOW COST

Qualunque sia la vostra meta per l’estate che sta arrivando, la prima cosa che solitamente fate, è quella di cercare il volo, possibilmente low cost. Se amate i viaggi fai da te, quelli organizzati da voi stessi, è molto importante cercare le offerte per i voli convenienti. Molto spesso, cercare un volo per una meta diventa confusionario perchè tanti sono i siti che offrono voli con offerte particolari.

A tal proposito, se dovete cercare un volo low cost per le vacanze estive, potete anche provare un motore di ricerca che vi segnalo nel link alla fine dell’articolo, in cui troverete tutte le offerte raccolte per i voli. A questo punto, sarà molto più facile trovare un volo per le vostre vacanze e raffrontare le varie offerte presenti.

Personalmente ho fatto una ventina di prove e ne ho tratto qualche risultatoi interessantei anche se la maggior parte delle volte sono stati trovati voli con scali assurdi e durate bibliche

Spesso inoltre i prezzi non sono assolutamente interessanti. Se per andare da Milano a Sharm devo passare per Londra e viaggiare per 9 ore non ha senso che spenda 490 euro!!!!!

Tuttavia, come detto, nelle simulazioni ho anche trovato voli economici e diretti, a prezzi decisamente interessanti!

Insomma, tentar non nuoce! Come la maggior parte di questi motori di ricerca, più cercate una data lontana nel tempo, più è probabile trovare l’occasione. O anche il contrario, a volte il prezzaccio lo si trova sotto data.

Se lo usate e postate un commento a questo post rendete un servizio a tutta la community 🙂

Per accedere direttamente al sito volilowcost.it clicca qui

UNA CANZONCINA EGIZIANA SU BERLUSCONI!

Questa non potevo non pubblicarla!!! Una canzona satirica fatta in Egitto su Berlusconi!
E come direbbe il fido Emilio Fede…… “Che fffigura di mmmmerda!!!

Si tratta di un videoclip che sta riscuotendo un certo successo in Egitto e diversi paesi arabi, ma che i media italiani hanno ignorato, almeno fino a questo momento. Si tratta di “Presidente italiano” di Yussam Abdel-Rahman, presenza costante della TV egiziana, che ha dedicato una canzoncina satirica a Silvio Berlusconi e alle sue ossessioni sessuali
Trattasi di satira all’acqua di rose, senza particolari affondi nè battute da ricordare; gli eccessi priapei del Cavaliere, raffigurato con l’immancabile bandana, vengono guardati con indulgenza. Si ignora chi voglia raffigurare il tizio che fa da contrappunto alle esternazioni del Presidente del Consiglio, mentre la biondina col bikini a righe è una sosia quasi perfetta di Noemi Letizia