I PIRATI SONO ANCHE NEL MAR ROSSO

A Nicolò Carnimeo con il libro “Nei mari dei pirati”  la giuria del premio “Casinò Sanremo Libro del mare” ha attribuito la menzione per la ricerca storica e il premio della Giuria.

I pirati moderni sono più vicini di quanto si possa immaginare. Nei mari dei pirati, il reportage-inchiesta di Nicolò Carnimeo dimostra non solo che la pirateria marittima è un fenomeno globale, diffuso in tutti gli mari del mondo e non solo in Somalia, ma che l’azione dei nuovi bucanieri può avere effetti diretti anche sulla nostra vita quotidiana. Se il prezzo del greggio schizza in alto, ciò può essere dovuto all’ennesimo assalto dei pirati – guerriglieri del MEND a petroliere o alle piattaforme in Nigeria, se i flussi migratori aumentano sulle coste italiane, una delle cause è la destabilizzazione del Corno d’Africa, del suo mare simile a una giungla, depredato dalle flottiglie pescherecce, discarica dei rifiuti tossici dell’Occidente, seppellito dalle armi in barba all’embargo dell’ONU.
I nuovi pirati non vengono dal mare – come scrive nella colta prefazione lo svedese Bjorn Larsson autore de La vera storia del pirata Long John Silver – sono “pirati di terra”, frutto di un mondo povero ed emarginato, di nazioni senza stato o con un alto livello di corruzione. A quelle latitudini dimenticate sempre più spesso gruppi terroristici – come avviene in Nigeria o nelle Filippine con Abu Sayyaf (la “Spada di Dio”) – compiono atti di pirateria per finanziare le attività eversive. L’indagine di Carnimeo (Bari 1968), docente di Diritto della Navigazione e dei Trasporti nell’Università di Bari, esperto di cultura del mare, giornalista e scrittore, è una analisi geopolitica dura, spesso cruda, distaccata, ma che fornisce uno straordinario strumento di comprensione di realtà lontane e vicine allo stesso tempo.
I pirati possono colpirci direttamente, magari in vacanza. Non sospettavano certo di essere attaccati i croceristi della Melody o i 161 passeggeri della Seaburne Spirit della Miami Seaburn Cruise Line. Anche un charter a vela nei Caraibi può trasformarsi in tragedia, e non certo in destinazioni sperdute, ma nell’isola Margarita in Venezuela, a Saint Vincent o a Santa Lucia nelle piccole Antille.
Carnimeo ricostruisce e analizza i casi più recenti a partire dall’omicidio del velista neozelandese Peter Blake ucciso dai ratos de agua (topi di fiume) a bordo della sua Seamaster all’imboccatura del Rio delle Amazzoni e raccoglie centinaia di dati e storie di pirateria moderna, che a tratti paiono sfiorare il romanzesco – navi fantasma, capitani pronti al sacrificio, equipaggi in preda allo scorbuto come nell’epoca d’oro della navigazione, una ciurma di piratesse nere, un pirata Robin Hood – e, invece, si tratta di episodi realmente accaduti e documentati.

Nicolò Carnimeo, “Nei mari dei pirati”, Longanesi, Milano 2009, pp. 250, € 17,50

FONTE: IL SOLE 24 ORE LIBRI

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