IL FUTURO DEL TURISMO EGIZIANO

Storia, cultura e Mice (turismo congressuale, meeting ecc). Sono tre gli asset su cui scommette l’Ente del Turismo egiziano per alzare la posta a livello mondiale. Obiettivo del Paese, infatti, è arrivare in un decennio a raddoppiare il numero degli arrivi internazionali, e per ottenerlo il canale scelto è valorizzare sia l’Egitto classico che le nuove possibilità di turismo, non solo leisure, che offre il Paese, alleggerendo il peso del Mar Rosso sullo share complessivo degli arrivi.

Una linea d’azione che si sviluppa in più mosse. Da un lato, un intervento promozionale forte sul consumer, con una campagna di impatto fortemente emozionale che ruota sul claim “L’inizio di tutte le storie. Anche la tua”. Dall’altro un rafforzamento del rapporto con tour operator e agenzie di viaggi, per cementare la partnership e offrire un pacchetto di nuovi prodotti da commercializzare. In particolare, sull’Italia si è concluso da poco il workshop dedicato al trade ‘The other Egypt’, un viaggio attraverso proposte alternative per  turisti, con itinerari inediti e circuiti in zone meno battute.

Accanto al turismo culturale, il Paese gioca la carta Mice. La sviluppo di nuove aree, da Luxor ad Aswan a Taba e la nascita di nuove strutture a 5 stelle dotate di sale per meeting e congressi sono il passaporto per attrarre il mercato degli eventi in Egitto. Il Paese si è inoltre dotato di nuovi spazi per accogliere congressi di livello internazionale, come il Congress center del Cairo, a cui si affiancano la rinata Biblioteca Alexandrina di Alessandria, il Maritim Sharm El Sheikh international congress center e il Port Ghalib international congress center.

Da Venezia sulla via del mare
ho già parlato di questa nuova possibilità per raggiungere l’Egitto

Un assaggio di antichità
Per far innamorare gli italiani dell’Egitto classico basta mandarli a Torino. La città ospita, infatti, il Museo Egizio più importante del mondo dopo quello de Il Cairo, e chi lo visita viene preso dal desiderio di conoscere meglio il Paese. A maggior ragione, questo accadrà a partire dal 2011, quando avrà termine la prima parte dei lavori per il rinnovamento del museo e si troverà nuovo spazio per i 4mila nuovi reperti che lo Stato ha conferito alla Fondazione Antichità Egizie di Torino, che si aggiungono ai 6.500 oggetti già esposti oggi.

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