PRIMA CHE SUCCEDA UN DISASTRO!

Il governo egiziano sta valutando l’ipotesi di ridurre il numero delle piattaforme petrolifere nel golfo di Suez, dopo la comparsa, a metà giugno, di alcune chiazze di petrolio a nord della stazione balneare di Hurghada, sul Mar Rosso. Il ministro del Petrolio Fami ha assicurato che i responsabili delle perdite di petrolio, una volta individuati, saranno puniti a norma di legge. Secondo il ministero in mare sarebbe finito l’equivalente di 30 barili di petrolio, ma secondo l’Ong Hurghada Enviromental Protection and Conservation Agency (Hepca) la cifra è sottostimata. Inoltre, nota il responsabile della stessa ong Amr Ali, solo una parte delle perdite è stata ripulita e solo in prossimità della popolare stazione balneare. L’Egitto produce quasi 700 mila barili di petrolio al giorno e, secondo fonti ministeriali, vi sono 188 piattaforme tra il Mar Rosso ed il canale di Suez.

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