VIAGGI DEL VENTAGLIO: UNA SCHIFEZZA TUTTA ITALIANA

Todomondo, Myair e adesso I Viaggi del Ventaglio: le vacanze per migliaia di turisti quest’estate rischiano di diventare un amaro ricordo. Sì, perché con il fallimento dei Viaggi del ventaglio dichiarato l’altro ieri dal Tribunale di Milano, saranno in molti a dover ricorrere a lettere e moduli per le richieste di risarcimento sia del pacchetto intero per chi non è ancora partito sia dei disagi e delle spese per la vacanza rovinata nel caso dei clienti del gruppo che, invece, sono già partiti ma potrebbero incontrare numerosi problemi per rientrare a casa.

Se infatti le compagnie aeree non sono state pagate dal gruppo fallito, potrebbero rifiutarsi di trasportare i passeggeri sul volo di ritorno, ma lo stesso discorso vale anche per gli albergatori che potrebbero rifiutare di ospitare i turisti. Così per tornare a casa i turisti sventurati dovranno organizzare il rientro a spese loro e con altri sistemi, come spiega Mauro Zanini, vicepresidente nazionale di Federconsumatori e responsabile del settore Turismo e trasporti.

In ogni caso, i clienti dei Viaggi del ventaglio, potranno rivolgersi al Fondo nazionale di garanzia istituito dal 1999 proprio per tutelare chi acquista un pacchetto turistico consentendo al consumatore, in caso di insolvenza o di fallimento del tour operator o del venditore, di ottenere il rimborso del prezzo versato, nonché l’eventuale rimpatrio nel caso di viaggi all’estero.

In effetti, in questa situazione, gli unici soggetti ai quali i consumatori possono chiedere risarcimenti sono I Viaggi del ventaglio e il Fondo, visto che le agenzie di viaggio che potrebbero aver venduto i prodotti del gruppo fallito non hanno alcuna responsabilità.
Dunque, dichiarato il fallimento, si può partire con le richieste. «Inviteremo i cittadini che hanno acquistato un pacchetto con I Viaggi del Ventaglio a inviare una lettera di diffida al gruppo affinché venga restituita la somma versata per il pacchetto» spiega Zanini. Ma la vera azione sarà quella successiva: «Appena la sentenza sarà pubblicata – continua Zanini – si potrà fare domanda di “insinuazione allo stato passivo” che dovrà essere indirizzata al curatore dello stato fallimentare per chiedere il risarcimento utilizzando il ricavato della vendita degli asset della società fallita». Il terzo passo è la domanda al Fondo di garanzia. «Sul nostro sito – aggiunge Zanini – inseriremo i moduli da utilizzare per tutte le richieste così come abbiamo fatto per Todomondo e Myair con l’indicazione dei documenti, ricevute di pagamento e quant’altro che vanno allegati»

Ma l’iter per ottenere i rimborsi si preannuncia piuttosto lungo basti pensare «che il Fondo di garanzia ogni anno esaurisce 3-400 domande contro le migliaia che sono arrivate per Todomondo e che non sono ancora state smaltite e quelle che arriveranno per I Viaggi del ventaglio» conclude Zanini.

Il Fondo infatti è “fino a esaurimento” e non riuscirà a coprire tutte le richieste entro l’anno. «Il Fondo – afferma Francesco Granese, direttore di Assotravel – viene alimentato annualmente con una quota pari allo 0,5% dell’ammontare del premio delle polizze assicurative obbligatorie».

MORALE DELLA FAVOLA:
COL CERINO IN MANO
COME AL SOLITO
CI RESTANO I CONSUMATORI!

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