UN LIBRO SOTTO L’OMBRELLONE: BAMBINI AL ROGO

Oggi voglio consigliarvi un libro da leggere sotto l’ombrellone diverso dal solito. Un libro crudo, tragico e drammaticamente reale. Per chi durante la vacanza riesce a trovare tempo per riflettere, per meditare, per conoscere un aspetto del nostro mondo che vorremmo far finta non esistesse. Un libro di denuncia sociale allucinante, un libro pesante, dai contenuti volgari per la loro indecenza.  Questa secondo me è la vera volgarità!

Sabrina Avakian – Bambini al Rogo – 127 pag. 12 euro
COLLANA I GARANTI – SALANI EDITORE
Articolo/Intervista di Stefania Zanda
tratto dal sito LINKONTRO
“Bambini al rogo” è il titolo del libro di Sabrina Avakian, che  in poche pagine ci conduce all’interno di un inferno tutto africano dove i torturati sono bambini. Lo scenario di riferimento è l’Angola dove ancora è presente la tradizione secondo la quale in presenza del “male” si deve trovare un capro espiatorio, che non è il Signor Malaussene, ma sono per lo più i bambini, spesso piccolissimi, che una volta accusati subiscono ogni genere di soprusi: dai maltrattamenti agli abusi, dall’allontanamento dalle proprie famiglie e dalla comunità di appartenenza, allo sfruttamento fino ad arrivare, in casi troppo spesso frequenti, anche alla loro uccisione. La parola che viene alla mente scorrendo le varie vicende narrate è “orrore”. Il tema affrontato e denunciato è la fetiçaria (stregoneria). Abbiamo incontrato Sabrina Avakian, 40 anni nata in Etiopia e  laureata in Scienze della formazione a Perugia. E’ interessante parlare con Sabrina, è un vero bagaglio culturale ambulante, parla 9 lingue, da venti anni è attiva nella cooperazione internazionale ed è una grande conoscitrice dell’Africa avendo partecipato a numerose missioni umanitarie ONU. Sabrina ci racconta che il libro è sostenuto dalla Fondazione Movimento Bambino per cui il ricavato della vendita andrà totalmente alla Fondazione.

Che cos’è esattamente la fetiçaria ?

Per capire il concetto di fetiçaria è necessario osservare la cultura bantu, sorta nell’XI secolo in Africa subequatoriale,  che concepisce la notte come mondo dei morti e il giorno come quello dei viventi. In poche parole è la pratica o la celebrazione di riti da parte di adepti dell’occultismo che mirano a ottenere un risultato personale e non a favore della comunità. Le vittime di queste pratiche sono per lo più i bambini. La fetiçaria è a volte anche un pretesto per le famiglie numerose di  disfarsi dei bambini  sieropositivi o epilettici. I bambini accusati di stregoneria diventano spesso bambini di strada quando non sono oggetto di una sorte peggiore fatta di soprusi e violenze sessuali. La cosa peggiore è che il bambino demonizzato si autoconvince di essere stregato, perde l’autostima e si lascia abusare.

Come reagisce l’Angola a questo fenomeno?

Il governo non ha voluto dar molto peso alla fetiçaria come crimine ma ha scelto di colpire chi compie gli abusi sui minori. Oggi occorre lavorare soprattutto sul recupero psicologico del bambino abusato, sui genitori e sulla comunità per svolgere prevenzione. Ho visto mamme impazzire di dolore ma costrette a consegnare il proprio figlio perché credono nelle disgrazie e sono convinte che il figlio potrebbe portare agli altri membri della famiglia altre disgrazie.

Dal libro emerge che la fetiçaria non colpisce solo i bambini ma anche le donne anziane?

In un contesto di povertà, la vecchiaia arriva in fretta e le donne anziane sono una bocca da sfamare ma non sono necessarie. E poi gli anziani sono i saggi e possono dare fastidio perchè non hanno paura ad opporsi a ciò che è malvagio per la comunità.

Cosa hai voluto ottenere scrivendo questo libro?

Ho voluto innanzitutto dar voce ai bambini che hanno subito violenza e far conoscere il fenomeno al mondo occidentale mettendo in luce gli effetti devastanti del colonialismo e del periodo postbellico. Oggi in Angola su circa 13,6 milioni di abitanti, più del 40% ha meno di quindici anni; 90.000 bambini sono affetti da traumi postbellici e handicap, circa 800.000 sono orfani di guerra. Tra questi rientrano i “bambini di strada” esposti al rischio dello sfruttamento sessuale, delle violenze, del lavoro forzato controllato dai feticeiros.

Se ti interessa puoi acquistare il libro online con lo sconto del 10%

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3 Responses to UN LIBRO SOTTO L’OMBRELLONE: BAMBINI AL ROGO

  1. lucia lucarlli says:

    un libro meraviglioso di ottima scrittura.

  2. dorina losada says:

    Ho letto con grande interesse il testo e mi ha colpita la maniera realista e colorata con cui tratta l’ argomento l’ autrice.

  3. Pingback: DONNE CUCITE. INCHIESTA SULLA MUTILAZIONE GENITALE FEMMINILE « Egittiamo "Blog sull'Egitto e località del Mar Rosso"

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