UNA FOTO AL GIORNO: APNEA IN MAR ROSSO

Un’altra splendida immagine di Silvia: come sempre in alta definizione in modo che possiate salvarla, stamparla, insomma, licenza d’uso regalata da Silvia al nostro blog! Come sempre, cliccando due volte sull’immagine, potete ammirarne le qualità al massimo ingrandimento! Grazie Silvia!

PESCI DEL MAR ROSSO: IL GRAMPO

Ieri abbiamo visto un bel filmato su un pesce denominato GRAMPO: impariamone di più!!!

Il grampo o delfino di Risso (Grampus griseus Cuvier, 1812) è un cetaceo della famiglia dei Delphinidae, unica specie del genere Grampus.

I Cetacei (Cetacea, Brisson 1762) sono un ordine di mammiferi euplacentati, completamente adattatisi alla vita acquatica. Il nome cetaceo deriva dal greco κῆτος (kētos), che significa balena o mostro marino e fu introdotto da Aristotele per designare gli animali acquatici dotati di respirazione polmonare.

Il Grampo può avere una lunghezza da 2,5 a 4 m, ed un peso di 600-700 kg.

Il capo è senza rostro; la fronte bombata, ma non globosa, presenta un caratteristico solco a forma di V nel mezzo, con l’apice rivolto verso il basso. La mascella superiore sporge leggermente. Pinna dorsale a circa a metà del corpo, molto alta, appuntita e falcata. Pinne pettorali lunghe e appuntite.

La livrea è molto caratteristica: i neonati sono grigio chiarissimo uniforme, crescendo diventano prima di color brunastro e poi del grigio ardesia dell’adulto. Con il passare degli anni il corpo viene ricoperto da numerosissime ed estese graffiature chiare, che finiscono col fargli assumere una colorazione quasi bianca, soprattutto nella parte anteriore. Si ritiene che tali graffiature siano un effetto di interazioni sociali, ma l’eventuale ftinzione adattativa di questa particolarissima depigmentazione rimane un mistero. In alcuni esemplari è visibile una gualdrappa sottile e appena accennata. Sul lato ventrale è presente una macchia biancastra a forma di ancora, simile per forma e posizione a quella del globicefalo.

Anche se è capace di notevole agilità (può raggiungere i 25 km/h.), il grampo ha di solito movimenti lenti e rilassati. A differenza dei delfino comune e del tursiope, le barche non sembrano attrarre questo cetaceo, ma non è difficile avvicinarlo. Si ritiene che sia in grado di compiere buone immersioni, ma dati oggettivi al riguardo non esistono. Il grampo tira la coda fuori dall’acqua e rimane immobile per parecchi secondi, in verticale a testa in giù.

È una specie pelagica e di mare profondo, ma non è raro incontrarlo vicino a costa. È frequente nei mari tropicali e temperati caldi di tutto il mondo (Oceano Atlantico, Oceano Pacifico e Oceano Indiano), in estate si spinge anche in acque più fresche.

Nel Mar Mediterraneo è piuttosto comune, soprattutto in Mar Ligure, nell’Arcipelago Toscano e a nord della Sicilia. (FONTE WIKIPEDIA)

NOTIZIE IN PILLOLE

Sprintours presenta il nuovo Sprinclub Tiran Sharm

Sono già aperte le prenotazioni sul terzo villaggio a Sharm El Sheikh firmato Sprintours, lo Sprinclub Tiran Sharm. Dopo lo Sprinclub Royal Beach Rehana e il ClubPrestige Rotana, entra dunque in programmazione la terza new entry 2010-201, un cinque stelle situato a El Nabq. Come tutti gli Sprinclub offrirà agli ospiti animazione e assistenza Sprintours, cuoco italiano, trattamento “ultra all inclusive”, SprinDiving.

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Egitto, 15 miliardi di $ di investimenti privati nel 2009

Il Cairo, 30 ago. – Secondo i dati diffusi dal ministero degli Investimenti del Cairo, per l’anno fiscale 2009 sono ammontati a oltre 15 miliardi di dollari gli investimenti privati iniettati nell’economia egiziana. Commentando questi dati, il ministro degli Investimenti, Mahmoud Mohiedin, ha osservato che “l’anno scorso ha visto l’istituzione di oltre 7268 nuove compagnie per un capitale di quasi 2 miliardi di dollari, con una crescita pari al 15 per cento rispetto all’anno precedente”. Per numero di compagnie, il settore dei servizi la fa da padrone, seguito da quelli industriale e manufatturiero. In termini di investimenti invece, il settore delle costruzioni ha le quote piu’ alte, seguito da servizi e turismo.

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Furto Van Gogh, ministro Cultura sentito per tre ore

Il Cairo, 30 ago. (Ap) – Il ministro della Cultura egiziano ha annunciato di essere stato interrogato per tre ore da un rappresentante della procura sul furto di una tela di Vincent van Gogh, commesso lo scorso 21 agosto in un museo del Cairo. Farouk Hosni ha spiegato ai giornalisti di auspicare che le sue risposte alla magistratura dimostrino l’inconsistenza delle accuse di negligenza in merito al furto.

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Vacanze rovinate, condannato il tour operator.

Continuano le vittorie ottenute da Confconsumatori in materia di rimborsi per le vacanze rovinate. Sono due le sentenze che hanno riconosciuto, in tempi celeri, il diritto dei turisti ad essere rimborsati nelle somme pagate e risarciti dei danni subiti in seguito all’inadempimento del tour operator. Entrambi i consumatori avevano acquistato un pacchetto turistico “tutto compreso” per una vacanza in Egitto dal 28.12.2008 al 4.1.2009, denominato “Capodanno in Egitto con crociera sul Nilo”. Tuttavia la vacanza é stata ricca di spiacevoli sorprese a causa di numerose e rilevanti modifiche del programma e per il susseguirsi di gravi disservizi e inadempimenti rispetto a quanto contrattualmente previsto. I giudici hanno individuato nel comportamento del tour operator una responsabilità sia sotto il profilo patrimoniale, sia sotto il profilo non patrimoniale del danno da vacanza rovinata consistente nel pregiudizio collegato alla delusione ed allo stress causato dalla circostanza di non aver potuto godere totalmente dei benefici della vacanza. LEGGI TUTTO L’ARTICOLO

NOTIZIE IN PILLOLE

IN EGITTO PRESTO ANCHE UNA CENTRALE NUCLEARE

Dopo l’Iran, anche l’Egitto ha deciso di aprire al nucleare. Sarà costruita anche nel Paese delle piramidi la prima centrale che produce energia nucleare. E’ già stata decisa la localizzazione dell’impianto, che sorgerà a El-Dabaa, sulla costa del mare Mediterraneo, a circa 300 chilometri di distanza dal Cairo. La decisione è stata presa dal presidente Hosni Mubarak, secondo quanto riferisce l’agenzia ufficiale Mena.

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TRUFFATI: CACCIATI DALL’HOTEL NON PAGATO

Avevano pagato per una vacanza a quattro stelle a Sharm el Sheik, ma era una truffa: all’arrivo in Egitto hanno scoperto che il tour operator al quale avevano versato i soldi non aveva pagato il resort nella località sul Mar Rosso. Dunque, niente stanza in albergo, ore e ore sotto il sole a 40 gradi e di notte sono stati costretti a dormire per strada. Brutta disavventura per due famiglie irpine partite l’altro giorno insieme ad altre 4 coppie di Napoli alla volta dell’Egitto. Il tour operator, che ha sede in provincia di Salerno, ha incassato i soldi ed ha letteralmente chiuso battenti nel senso che la sede si presenta con la saracinesca abbassato mentre i responsabili sono irreperibili. Oltre alle due coppie irpine con bambini al seguito, anche l’agenzia in città – Sole giallo mare blu – dove è stata prenotata la vacanza, che è costata 1600 euro a famiglia, figura tra le vittime della truffe. “Abbiamo presentato regolare denuncia e ne verramo a capo presto – ha detto Salvo Scolaro del’agenzia Sole giallo mare blu – nel frattempo ci siamo subito attivati per trovare una sistema alle due coppie di Avellino che sono sbattute fuori dall’albergo in maniera anche poco civile”.

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MARSA ALAM? PENSACI PRIMA

A volte si riconosce la bravura di un collega blogger e non me la sento di fare un brutale copia/incolla senza prima ottenerne il permesso. In attesa di autorizzazione vi metto il link a questo post veramente ben fatto e godibilissimo!
Uno stile veramente ironico con il quale l’autore descrive le peripezie e gli incontri di chi si avventura a piedi nudi sulla barriera corallina a frangente, tipica tanto di Sharm che di Marsa. Se fosse così anche a Sharm molti passeggiatori sharmensi la smetterebbero in modo del tutto naturale e biologico!!! LINK

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MA QUANTI SONO 5,5 MILIARDI DI DOLLARI???

La Banca Mondiale finanziera’ con 5,5 miliardi di dollari i progetti di energia solare interessanti la regione Medio Oriente-Nord Africa (Mena) ed in particolare la Tunisia, l’Egitto, la Giordania, il Marocco e l’Algeria. Gli impianti dovranno essere operativi entro il 2015.

TELEFONARE DALL’EGITTO ALL’ITALIA SPENDENDO POCHISSIMO

Tra le mete preferite dei viaggi degli italiani, l’Egitto si trova sicuramente ai primi posti.
Vuoi per i viaggi culturali alla ricerca delle antichità nascoste nel deserto, vuoi per la temperatura ottima tutto l’anno e per la splendida barriera corallina, vuoi per i prezzi dei viaggi che sono fra i più accessibili sul mercato, i nostri connazionali scelgono sempre più spesso il Mar Rosso e le crociere sul Nilo per trascorrere le proprie vacanze.Ormai grazie ai cellulari, anche mentre si viaggia si può rimanere in costante contatto con i propri cari e amici, ma in molti casi, in particolare quando ci si trova fuori dall’Europa , le tariffe sono salatissime!

Purtroppo questo è anche il caso dell’Egitto, ma c’è una soluzione per telefonare verso fissi e cellulari in Italia e spendere pochissimo. Utilizzando il cellulare italiano, ogni volta è un vero e proprio salasso!! Per fare una chiamata vengono  scalati 1€ di scatto alla risposta più ben 3€ al minuto!In questo modo anche una breve chiamata per sapere se tutto è ok e per fare un saluto costa minimo 4€ e parlare per 3 minuti significava spendere 10 euro, praticamente una follia! Ma esistono le “Vodafone Holiday Line” ed hanno una durata complessiva di due mesi a partire dalla prima chiamata effettuata ed indipendentemente dall’ultima ricarica effettuata, perchè si presuppone che un turista non si trattenga per più di 60 giorni.Si possonoacquistare praticamente ovunque, infatti sul territorio ci sono molti punti vendita Vodafone (in particolare se andate a Sharm el Sheik le troverete a Nama Bay), ma vengono vendute anche dai negozi di fotografia e souvenirs, che in Egitto di certo non mancano…

Inoltre anche i negozi che solitamente si trovano all’interno degli Hotels ne hanno sempre un’ampia scorta.L’attivazione di uno di questi numeri è immediata e NON vengono richiesti i documenti per la registrazione.

E’ veramente molto semplice, si acquista la SIM, si inserisce nel telefonino e si inizia a telefonare e a messaggiare a prezzi veramente convenienti.Tenete presente che ad oggi 1€ vale circa 7 Lire Egiziane e che loro non hanno i centesimi, ma le “piastre”, quindi per fare una Lira Egiziana ci vogliono 100 piastre e per fare 1€ circa 700 piastre.

La tariffa della”Vodafone Holiday Line” permette di effettuare una qualsiasi chiamata internazionale, sia verso i numeri fissi, sia verso i cellulari al costo di 4LE al minuto (poco più di 50 centesimi).

Tuttavia, la cosa veramente conveniente è l’invio dei messaggi, infatti il costo degli sms internazionali inviati è pari a sole 80 piastre, ovvero circa 11 centesimi di euro!
A questo punto mi chiedo quanti di voi per mandare un sms con il proprio piano tariffario spendano meno di 15 cent. ovviamente dall’Italia verso l’Italia, e non dall’Egitto verso l’Italia, praticamente ci conviene inviare messaggi dall’Egitto…Se invece del classicosms volete inviare una cartolina virtuale con le immagini delle vostre vacanze tramite MMS, sappiate che il costo dei messaggi multimediali (MMS) internazionali è pari a 3LE ovvero circa 40 centesimi.

In tutto questo, il paradosso è che queste schede vengono vendute dalla Vodafone, quindi se telefonate dall’Egitto con la vostra scheda Vodafone italiana spendete una cifra improponibile, mentre se comprate una “Vodafone Holiday Line” pagate meno di quando state in Italia.

LE AREE PROTETTE DEL SINAI

La legge 102/1983 ha permesso la denominazione in Egitto di ben 27 aree protette che stanno aumentando considerevolmente all’interno di un processo previsto almeno fino al 2017.

Nella foto: il deserto si tuffa nel mare a Ras Mohamed

E’ la EEAA Agenzia Egiziana per l’Ambiente, istituita nel 1982, si occupa della gestione di questa rete di protettorati, denominata PAN. L’obiettivo è la protezione del patrimonio paesaggistico, geologico, faunistico di territori unici al mondo. Le aree protette non limitano la presenza dei turisti, ma semplicemente li coinvolgono in un atteggiamento di rispetto verso gli ambienti specifici di ogni area, promuovendo un eco-turismo fondato soprattutto su attività a basso impatto ambientale come:

Wilderness trekking
Eco-turismo archeologico
Turismo Religioso
Bird watching
Diving sulle barriere coralline nel Mar Rosso

C’è da dire che l’idea di rispetto delle risorse naturali in Egitto non è un’invenzione moderna. Tradizioni locali hanno permesso di conservare alcune zone, come ad esempio il Monte Sinai considerato “sacro” dalle comunità beduine, e il Gebel Elba, dove le comunità nomadi hanno imposto restrizioni sull’eccessivo sfruttamento delle risorse naturali attraverso regole tribali o religiose.

Le aree protette del Sinai meridionale, raggiungibili da Sharm, sono sei:

-Ras Mohammed: la località più amata dagli appassionati di immersioni. Oltre al promontorio corallino, si conserva un’area di mangrovie e un ambiente desertico interno.

-Isole settentrionali del Mar Rosso, facenti parti del protettorato di Elba. Sono importantissime perché sito di riproduzione di molti uccelli marini, tra cui una specie di gabbiano minacciata di estinzione, il Larus leucophthalmus, e la tartaruga verde, Chelonia mydas, anch’essa a rischio.

-Nabq: nel Golfo di Aqaba, ambiente importantissimo soprattutto per la grande concentrazione di mangrovie.

-Abu Galum: area protetta marina e costiera. Oltre alla barriera corallina si conserva un ambiente montagnoso dove vive lo stambecco della Nubia (Capra ibex nubiana) .

-Santa Caterina: 4.300 km² delle montagne del Sinai del Sud, dove sopravvivono piante e animali endemici.

-Taba: area protetta più a nord del Sinai meridionale, si conservano ambienti desertici e sorgenti d’acqua dolce, vi sono 480 specie di piante e diverse specie animali endemiche.

Tutte le strutture turistiche di Sharm offrono la possibilità di realizzare escursioni verso queste località che non dovete assolutamente perdervi!

COSA SUCCEDE SE UN EGIZIANO DISPONE DI UNA FERRARI?

Tamarrologia applicata all’ennesima potenza!!!


UN BEL FILMATO SU MARSA ALAM

Purtroppo è ancora difficile trovare materiale decente su Marsa Alam

Oggi però ho trovato questo video decisamente godibile (20 sec iniziali di buio!)

MA I PESCI SALUTANO?? DA NON CREDERE

Posto questo filmato solo perchè possiate vedere un curioso comportamento di un gruppo di delfini che, prima di tornare al loro mare, sembra salutino il gruppo di turisti.

Ho anche dubbi siano delfini, ma la ripresa non consente di capire bene

** I pesci in questione sono stati identificati da Denis Zorzin, appassionato conoscitore di biodiversità marine!
Si tratta di GRAMPI. Grazie Denis!

NOTIZIE IN PILLOLE

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MACROECONOMIA: EGITTO IN POLE POSITION

Si chiama BRIC e sta ad indicare i paesi in cui convergono oggi i grossi investimenti (Brasile Russia India Cina)
Ma gli analisti del mercato globale non si fermano e dato che il BRIC è ormai consolidato ed operativo, hanno spinto le loro analisi fino al 2050. I risultati dello studio individuano nei paesi africani i prossimi terreni fertili dove investire. Al vertice tre nazioni completamente diverse tra di loro Sudafrica Egitto e Nigeria. Dopo il BRIC si comincia BRICS (il Sudafrica è pronto ad entrare da subito!!) in attesa di vedere che acronimo ci proporranno per gli stati africani

COSA C’E’ SOTTO IL BOURKA??

Molti dicono che le egiziane sono bruttine
Molti dicono che sono tutte grasse perchè agli egiziani piacciono molto in carne
A sharm e in genere nelle località turistiche le donne egiziane sono veramente mosche rare.
In effetti le poche che si vedono non sembrano proprio delle anoressiche a giudicare dall’ingombro

L’altro giorno ho postato un articolo su Miss Egitto che devo dire è molto meglio di qualche Miss Italia!!
Oggi ho trovato un filmato su ragazze egiziane! E se sotto il bourka fossero così???

MARINA EL ALAMEIN: NUOVO SITO ARCHEOLOGICO

Dopo anni di restauri e di assestamenti, il sito archeologico di Marina el-Alamein, sulla costa egiziana del Mediterraneo, finalmente potrà essere visitato dai turisti a partire da metà settembre.

L’annuncio dell’apertura del sito, è stato dato in una conferenza stampa dal segretario generale del Consiglio Supremo delle antichità egiziane, Zaki Hawass. (20/08/2010)

In questo luogo, a cinque chilometri ad est di el-Alamain, sorgeva una piccola cittadina romano-ellenistica, conosciuta col nome di Locassis. La cittadina fu scoperta accidentalmente nel 1986, quando iniziò la costruzione del resort Marina el-Alamein.

L’area archeologica abbraccia una sezione di almeno un chilometro di lunghezza per 500 metri di larghezza ed è il sito più grande della costa nord dell’Egitto. Il ministro per la cultura Farouk Hosni ha annunciato che l’area archeologica sarà aperta ai turisti per metà settembre, corredata di un sistema di illuminazione estremamente tecnologico che permetterà ai visitatori di godere di el-Alamein sia di giorno che di notte.

La cittadina di el-Alamein possedeva un porto ed un quartiere commerciale e, a sud di questi, un centro città che includeva bagni pubblici, mercati ed una basilica civile. Negli ultimi dieci anni l’Istituto Polacco di Archeologia del Cairo ed il Centro Ricerche Americano d’Egitto hanno riportato alla luce i resti di più di 50 differenti edifici e necropoli. Il complesso archeologico comprende un teatro e una serie di ville d’epoca romana oltre a terme, numerose statue, mercati, resti di basiliche cristiane, tombe e antiche pavimentazioni stradali. I resti archeologici più antichi rimandano al II secolo a.C. e sono stati individuati nella necropoli cittadina. Si pensa che il sito sia stato abitato sino al VII secolo d.C.

Il nome greco romano di el-Alamein era Locassis, che vuol dire “conchiglia“, e le fu dato a causa del colore bianco della sabbia. Qui veniva adorata Afrodite, la dea dell’amore e le statue della dea ritrovate sul luogo la mostrano mentre emerge da una bianca conchiglia, proprio in riferimento al nome dell’antica città.

UN LIBRO SOTTO L’OMBRELLONE: A’ISHA, L’AMATA DI MAOMETTO

Dopo il clamore che in questi giorni ha suscitato la decisione della casa editrice Random House di CENSURARE il libro a due giorni dalla pubblicazione. Arriva in Italia IL NUOVO CASO EDITORIALE INTERNAZIONALE — A’isha ha solo sei anni quando viene promessa in sposa a Maometto. Essendo ancora troppo piccola, trascorrerà tre anni chiusa nella sua casa prima di celebrare il matrimonio con il Profeta. Durante questo lasso di tempo e dopo il matrimonio, in attesa della pubertà, A’isha vivrà da reclusa, impossibilitata a vedere qualunque uomo che non sia un suo familiare o lo stesso Maometto. Prigioniera dei propri sogni, A’isha immagina spesso di vivere una vita diversa. In questa esistenza parallela, A’isha sposa il suo amichetto Sawfran e, per opporsi allo strapotere degli uomini, non esita a impugnare la spada. Sullo sfondo, si agitano gli intensi avvenimenti che caratterizzarono la diffusione dell’Islam, a partire dalla celebre fuga da La Mecca, quando A’isha è costretta a seguire il Profeta nelle sue battaglie per la diffusione della nuova fede. Ormai A’isha vive nella stessa casa di Maometto e, grazie alla fierezza del suo carattere, gode del rispetto di tutti e dell’amore del Profeta. Sarà nelle braccia di A’isha, infatti, che Maometto troverà rifugio dopo aver avuto le sue visioni e persino nel momento della morte. A’isha, ormai, non è più una bambina, ma una donna in grado di guidare la fazione che si oppone al cugino di Maometto nello stabilire le regole dell’Islam ortodosso: il culmine di un’avventura di amore e di fede capace di dare un volto e una storia alle figure più importanti del mondo musulmano.

IL PROBLEMA DELLE DONNE VELATE IN OCCIDENTE

E’ stata denunciata dai passanti perché passeggiava per le vie di Chivasso (Torino) con il velo integrale. Una donna egiziana di 34 anni rischia una multa per violazione di una legge del ‘75 che vieta di circolare con il volto coperto.

La donna è regolare in Italia e stava passeggiando insieme al marito. A segnalarla alla pattuglia a piedi sono stati diversi passanti, che hanno indicato ai militari la direzione in cui era andata. L’egiziana, subito dopo il controllo, ha rimesso il velo e ha continuato il suo giro in centro. Ha dichiarato che medita di tornare in Egitto!!!! (Che dispiacere!!!)

Il fatto, avvenuto il 12 agosto, è punito con l’arresto da uno a sei mesi e con “l’ammenda da lire cinquantamila a lire duecentomila”, rivista in euro. I magistrati, guidati dal pubblico ministero Raffaele Guariniello, stanno esaminando la giurisprudenza. I precedenti non sono numerosi ma l’attenzione, per adesso, si è concentrata su una sentenza emessa dal Consiglio di Stato nel 2008. I supremi giudici amministrativi, chiamati a pronunciarsi su un’ordinanza del Comune di Azzano Decimo (Pordenone), esclusero che l’uso del velo violasse quell’articolo della legge “Reale”. E’ possibile, dunque, che non ci siano gli estremi per continuare l’azione penale. In ogni caso, il nome dell’egiziana è stato iscritto nel registro degli indagati. Da quanto si è appreso, possiede una carta di identità rilasciata dal Comune di Chivasso.

Sull’argomento si può dire tutto e il contrario di tutto!

Personalmente mentre non provo nessun fastidio nel vedere una donna velata che passeggia in Egitto, mi da fastidio che lo faccia in Italia! L’integrazione è un valore importante, ma andare a vivere in un altro paese e trincerarsi dietro un burka non credo sia un passo verso l’integrazione. Lo vedo come un passo verso l’imposizione. Se non ti stanno bene le leggi e le regole di un paese non andarci a vivere!

Purtroppo in Italia siamo troppo garantisti e accomodanti. Nessun italiano con un filo di sale in testa si permetterebbe analoghi atteggiamenti in Egitto. Ne ricaverebbe solo casini, e devo dire giustamente!

Mentre noi non osiamo neppure sbuffare al cantilenate richiamo del muezzin che con altoparlanti si impongo a volte in modo insopportabile, spesso e volentieri i musulmani che vengono in Italia sono infastiditi dalla nostra religione (vedasi ad esempio polemiche sui crocifissi nelle scuole!)

Però le regole dovrebbero essere uguali per tutti. E se una cosa non la possiamo fare noi italiani in Italia, per quale motivo dovrebbe essere concesso a stranieri?? Non lo trovo giusto! Anzi, trovo che cedere sia pericoloso e sbagliato.

E qui faccio due esempi che vogliono solo essere una provocazione, ma che secondo me fanno pensare.

Primo esempio: perchè io non posso andare in giro per le strade della città dove sono nato con un lenzuolo in testa?? Dopo pochi minuti verrei fermato. E non mi sognerei neppure di dare del razzista a chi mi ferma! Quindi per quale misterioso motivo deve essere permesso a cittadini di altri stati?? Come io rispetto loro nel loro paese, pretendo lo stesso rispetto quando loro vengono nel mio. E se non riescono a girare senza lenzuolo in testa….. beh, che non vengano in Italia! Semplice!

Secondo esempio: cosa succederebbe se 5000 cristiani decidessero di trovarsi a pregare tutti i martedì dalle 17.00 alle 18.00 sul marciapiede di una strada italiana impedendo ai negozi di lavorare, ai cittadini di andare e venire dalle loro case e sbandierando accuse di razzismo se vengono fermati e identificati? E allora per quale motivo si tollera che lo facciano i musulmani?? Non possiamo noi, non possono loro! Ma non per razzismo, per normali regole del vivere comune secondo le quali la tua libertà finisce dove comincia la mia! Molto semplice! E trovo ingiusto invocare l’intolleranza religiosa, non c’entra nulla!!!

E vogliamo esagerare? Cosa succederebbe se dei cristiani lo facessero in una strada del Cairo?? Meglio non pensarci. Altro che intolleranza religiosa!

E allora non confondiamo la tolleranza con la coglioneria: ci stiamo comportando da coglioni!

PARLIAMO DI VELO, BURKA, HIJAB ECCETERA

Velo integrale donna denunciata ‘Torno in Egitto’

È STATA denunciata perché camminava per strada con il niqab, il velo integrale che lascia scoperti solo gli occhi. Un comportamento, quello di una donna egiziana di 33 anni, che va contro una legge del 1975. Una legge nata per ragioni di sicurezza e ordine pubblico, non certo per chi si copre il viso per un dettame religioso. «Ci sono rimasta malissimo – racconta lei – Mi ero informata, mi avevano detto che potevo girare liberamente. Adesso sto pensando di tornare in Egitto»

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Sara, l’infermiera con il velo che ha studiato dalle suore

È successo anche che una signora anziana avesse bisogno di aiuto, ma che con lei avesse finto di star bene: «Non riusciva neanche a guardarmi in viso», incorniciato dal hijab, il velo islamico. «Salvo poi cercare il sostegno di un’ altra volontaria». Sara s’ è scoraggiata? Macché. È tornata indietro e le ha chiesto: «Sicura che sia tutto a posto?». Non è ragazza da lasciarsi intimorire, Sara Al Meligey, 23 anni e già veterana di ospizi e ospedali.

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Si affaccia sul balcone senza velo: il marito picchia lei e il figlio

L’episodio è accaduto a Padova dove abita il fratello della donna. Lei, insieme al marito e al figlio, era venuta per qualche giorno a Padova da Torino dove abita (il marito è operaio) per stare con parenti. L’altra sera, dopo aver fatto il bucato, è uscita sul terrazzo per stendere la biancheria. Un gesto che ha scatenato l’ira del marito che prima l’ha rimproverata di essere uscita in pubblico senza il velo in testa come «consiglia» la loro religione. Così ha preso una scarpa e ha cominciato a percuoterla in testa. Poi l’ha schiaffeggiata e le ha pizzicato le guance. Stesso trattamento (pizzicotti) ha riservato al figlio che quattro giorni prima aveva punito mettendogli il braccio sopra il fuoco perché aveva «fatto ciò che non doveva fare». A differenza dell’altra volta, tuttavia, la donna ha deciso di chiamare i carabinieri e di farsi accompagnare in pronto soccorso insieme al bimbo

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Giocatrice Iran perde il copricapo, ‘salvata’ dalle compagne

Un colpo di testa e il copricapo cade a terra. E’ successo a Fatemeh Shirafkannejad, giocatrice della nazionale iraniana di calcio impegnata nella finale per il terzo posto del torneo femminile alle Olimpiadi giovanili di Singapore. Fatemeh ha subito recuperato il copricapo e con l’aiuto delle compagne di squadra lo ha sistemato sulla testa. Al posto dell’hijab, il tradizionale velo imposto dalla legge islamica, le ragazza della nazionale hanno giocato le partite coprendo i capelli con un semplice foulard. Un compromesso arrivato dopo che la Fifa aveva escluso l’Iran dalla competizione (chiamando in sostituzione la Thailandia) visto che le autorità di Teheran non sembravano transigere dall’obbligo di indossare l’hijab. Le ragazze sono scese in campo con la divisa del proprio paese e con copricapo bianco ma a viso scoperto. Niente pantaloncini ovviamente, ma una lunga tuta per le iraniane.

NILOMETRO: L’ALTEZZA DEL FIUME PER CALCOLARE LE TASSE

Uno degli strumenti arrivato fino a noi (oltre alle piramidi )  è il Nilometro, una struttura , (solitamente scale o pozzi), usata nell’antico Egitto per misurare l’altezza delle piene del fiume Nilo determinandone  il livello e poter così prevedere gli andamenti dei raccolti.

La particolarità del Il Nilo non forniva solo acqua ma anche il  fertilizzante contenuto al suo interno: il Limo. Ricco di sali minerali  rendeva il terreno molto fertile e  i contadini potevano piantare i loro prodotti e sfamarsi per l’intero anno.

Il Nilometro misurava la quantità di limo e quindi  la quantità di cibo.  Possiamo dire che  lo splendore dell’ antico Egitto è da collegare al prezioso limo. E che in base alle risultanze fornite dal Nilometro, venivano applicate direttamente le tasse, il che ci indica quanto fosse accurato quello strumento. Ad una data quantità di acqua corrispondeva un livello di irrigazione dei campi e da qui una previsione molto accurata dei raccolti che ne sarebbero derivati

IN EGITTO COCA COLA A SFONDO OMOSESSUALE??

Decisamente omoerotico questo spot della Coca Cola trasmesso in Egitto. Non è che lo spot sia gay in sé, ma ha una serie di messaggi che mai mi sarei aspettato di vedere in uno spot pubblicitario egiziano, e men che meno per la pubblicità di una multinazionale straniera come la Coca Cola: la mano del primo egiziano che prende quella del suo vicino, la guida fino a far stappare la bottiglia che porta voluttuosamente alla bocca sotto lo sguardo voglioso dell’amico… mah, sicuramente per noi occidentali ha significati ambigui, forse in Egitto è diverso

Considerato che in Egitto il clima verso le persone omosessuali è estremamente pesante, chissà se per gli egiziani il video è così omoerotico come per noi?

PROFUMI E UNGUENTI NELL’ANTICO EGITTO

E’ noto che presso gli antichi Egiziani parti-colarmente stretta era la relazione tra la nettezza del corpo e quella dello spirito. Purificare il corpo equivaleva  a liberare lo spirito da ogni macchia, accattivandosi quindi la benevolenza degli dei. E’ per questo motivo che, secondo autorevoli studiosi del mondo egizio, sarebbe stato lo stesso dio  Toth a suggerire ai sacerdoti del suo culto le formule degli aromi più graditi agli dei, così come fece il dio Bes per quanto riguardava i cosmetici. Non è pertanto un caso, nè oggetto di meraviglia, se l’antico termine coniato per designare un profumo si incontrava sempre in una perifrasi che significava ” odore degli dei”, o se, i laboratori dove venivano lavorate le diverse sostanze odorose erano collocati all’interno di templi nei quali sono ancora scritti sulle pareti gli antichi ricettari.

Un’altra pratica, sicuramente connessa al culto e che richiedeva un’approfondita conoscenza delle tecniche di produzione e di distillazione delle essenze aromatiche, era quella dell’imbalsamazione delle salme. A tale proposito, per esempio, si ritiene che venissero preparati profumi appositi per ciascuna mummia, allo scopo non solo di caratterizzarla, ma anche di non smarrirne alcune parti durante il processo di imbalsamazione.

Uno straordinario porta unguenti in alabastro

Nei rituali religiosi, erano di norma utilizzati sette o dieci oli liturgici, i più famosi dei quali necessitavano di tempi di lavorazione molto lunghi, come per esempio ” l’unguento degli dei” veniva preparato in 93 giorni, oppure un olio di storace  in 180 giorni, oppure ancora l’Heken veniva preparato in 365 giorni, per un ricavato massimo di 400 gr di prodotto.

Se l’ambito sacro era certamente quello in cui gli oli e gli unguenti trovavano un largo impiego, ciò non escludeva anche un ampio uso profano, così come ci viene testimoniato da documenti scritti. Le suddette sostanze infatti, erano indispensabili per proteggere la pelle dal sole cocente o dal vento di sabbia, al punto che un loro mancato arrivo provocò un grandioso sciopero nel villaggio di Deir el-Medineh ai tempi di Ramesse III (1198-1167 a.C.), nonchè un’insurrezione delle truppe di Seti (1300 a.C. circa).

Ma quali erano gli aromi con cui gli antichi Egizi amavano cospargere il proprio corpo? In genere gli uomini e le donne delle piramidi predi-ligevano sostanze odorose molto forti, mescolate a grassi animali o ad oli di base, quali il “Balanos”, l’olio di oliva, l’olio di ricino, l’olio di rafano, l’olio di coloquintide e l’olio di sesamo. Di maggior pregio e raffinatezza erano il “Nenufar”, ottenuto con il loto dai fiori azzurri e molto apprezzato da Tutankamen; il “Qamdi”, ricavato dai gigli; il “Kuphty” di cui si fa menzione in un papiro della piramide Cheope e relativamente al quale Plutarco, elenca i 60 elementi che lo compongono. Il prodotto più a buon mercato era il “Chichi”, usato come protettivo solare e definito da Erodoto di “odore nauseabondo” in quanto preparato con olio di ricino.

Per quanto riguarda le tecniche estrattive in uso nei laboratori egiziani, possiamo individuarne tre tipologie:

  • enfleurage: cioè l’impregnazione di grasso, disposto a strati alterni con fiori o sostanze aromatiche che lo rendevano particolarmente odoroso

  • macerazione: cioè l’immersione di fiori in olio o grasso caldi

  • spremitura: che si ricollega ai processi di vinificazione

UNA FOTO AL GIORNO:LA TARTINA DI SILVIA

Ieri la mia amica Silvia mi ha inviato un po’ di splendide foto. Sono foto in altissima risoluzione, quasi impossibili da trovare sul web. Magari dovete aspettare qualche secondo che si carichino, ma poi potrete salvarle e stamparle anche in grande formato, usarle come sfondo del tuo desktop o anche solo fare doppio click e ammirarle a tutto schermo apprezzandole fin nei più piccoli dettagli!!!
Un consiglio: fai doppio click su questa foto, vedrai le singole scaglie della pelle!
UN APPLAUSO E UN CALOROSO RINGRAZIAMENTO A SILVIA

IN EGITTO ATTENTI AL PANDA

Un’azienda egiziana che produce formaggi è riuscita a trasformare uno degli animali più mansueti del mondo, il panda, in un personaggio diabolico per la TV.

Da mesi in Egitto circola infatti una serie di spot dal titolo “Don’t say no to the panda” (“Non dire no al Panda”) in cui le persone che si rifiutano di acquistare o mangiare il prodotto pubblicizzato vengono “punite” da un perfido panda gigante che rovesca carrelli della spesa, distrugge computer negli uffici e stacca la flebo al malato!

Insomma un vero incubo!
Ma se fossi un pubblicitario un pensierino
sull’opportunità di trasferirmi in Egitto ce lo farei!!
Il livello degli spot non è certo il massimo!

NOTIZIE IN PILLOLE

IMMERSIONI A DAHAB

Ti segnalo che un gruppo di amici iscritti a un forum sta organizzando dal 3 ottobre una settimana di immersioni a Dahab. Siccome la località non è delle più battute dagli italiani e magari ti piacerebbe visitarla con un gruppo invece che da solo/a ti posto il link al loro Forum. Se li contatti fammi sapere, seguiremo la vostra vacanza!

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CORAL BAY: PRODOTTO DI PUNTA DI DOMINA TRAVEL

Tenuta nei numeri e nel volume dei passeggeri per Domina Travel: “Prevediamo di chiudere l’anno con un fatturato di circa 15 milioni di euro, in linea con i risultati del 2009 – spiega Walter David, amministratore delegato del tour operator -, mentre i passeggeri dovrebbero essere 12-15mila”. Il prodotto principale resta Sharm el Sheik, destinazione sulla quale il t.o movimenta circa 250 pax alla settimana: “Restiamo ancorati e legati al nostro prodotto di punta, il Coral Bay – sottolinea David – mentre cerchiamo di migliorare anche i nostri prodotti più di nicchia, come i paesi baltici e l’offerta sull’Italia”

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SCOPERTO UN PORTO NEL DESERTO

Ennesima scoperta in Egitto. Gli archeologi hanno tratto dalle sabbie una grande struttura a nordest della piramide romboidale di Darshur (la famosa piramide a doppia pendenza, risalente a 4600 anni fa), probabilmente ciò che resta di un antico porto collegato ad uno dei templi che circondano la piramide attraverso una strada rialzata lunga 140 metri. La scoperta del porto e della strada è stata fatta da un team dell’Istituto Archeologico Tedesco (dipartimento del Cairo) e dalla Libera Università di Berlino. LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO

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ATTENZIONE AI COSTI DEL ROAMING: 5 MINUTI 604€

Salve a tutti, ho portato il mio iPhone con me in vacanza in Egitto per 2 settimane, ho un contratto di abbonamento Zero6 Top.
Dopo un giorno circa che ero li, dopo essermi collegato ad un gestore locale e navigato su internet per meno di 5 minuti e inviato 2 sms mi e’ arrivato un messaggio che mi avvisava che il mio contratto era a rischio di sospensione per aver superato i limiti tariffari.
Oggi, dopo il mio rientro a Roma, ho provato ad effettuare una chiamata ma un messaggio vocale mi avvisava che per problemi amministrativi non era possibile chiamare e di contattare il 133 per informazioni.
Ho contattato la 3 ed una operatrice mi ha detto che il contratto e’ stato sospeso poiche’ c’e’ un importo di 604 € !!!!!! da pagare per connessioni non bene specificate…
La stessa mi ha detto che probabilmente non ho disattivato il roaming ed il mio iPhone “da solo” ha effettuato traffico raggiungendo tale cifra.

TRATTO DA UN FORUM: SE SEI INTERESSATO A LEGGERE POST COMPLETO E VARIE RISPOSTE CLICCA SU QUESTO LINK

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OGGI ALLE 15,30 SU RAIUNO QUARK ATLANTE

Nella puntata odierna di Quark Atlante alle 15,30 su RaiUno un sevizio sulle barriera coralline
Martedì nelle trasmissione Passaggio a Nord Ovest viaggi nell’Egitto dei Faraoni alla scoperta dei segreti delle piramidi.

4 GIORNI AL CAIRO DA CATANIA, PALERMO E ROMA

COME SEMPRE SEGNALO MA NON CONOSCO,
NON GARANTISCO, NON RISPONDO DI NULLA!

Voli di linea da Catania ogni venerdì.

Voli di linea da Palermo o Catania via Roma.

Quota per persona in hotel 4**** da euro 585

Quota per persona in hotel 5***** da euro 605

La quota comprende:
– Passaggi aerei con voli di linea da Catania e Roma al Cairo in classe economica;
– 3 notti al Cario nell’hotel prescelto o similare;
– Trattamento di pensione completa dalla prima colazione del secondo giorno alla prima colazione del quarto giorno;
– Visita guidata al Museo Egizio;
– Visita guidata delle Piramidi di Cheope, Chefren e Micerino;
– Visita guidata della Sfinge;
– Visita guidata al museo all’aperto di Menphis;
– Visita dalla piramide a gradoni di Sakkara;
– Visita della cittadella, della moschea di alabasto di Muhammed Ali e al Bazar di Khan El Khalili;
– 1 cena su un bellissimo battello dove di assisterà ad uno spettacolo orientale e di danza del ventre;
– Trasferimenti;
– Assistenza da un corrispondente parlante italiano;
– Assicurazione medico/bagaglio.
OFFERTA VALIDA FINO AL 30/11.

LA PRESENTE OFFERTA E’ SEGNALATA SOLO N QUANTO DIVERSAMENTE DA TANTE ALTRE PREDìVEDE UN SOGGIORNO DI 4 GIORNI (WEEKEND LUNGO!) AL POSTO DELLA SOLITA SETTIMANA
QUESTO BLOG NON EFFETTUA PUBBLICITA’ A PAGAMENTO

LINK DIRETTO A QUESTA OFFERTA

Ragasss….me ve piente na saludada…..bye bye :) CIAO GIANPAOLO

IL GIORNO EDIZIONE BRESCIA

Annegato a Sharm El Sheik 28enne di Palazzolo

Giampaolo Cavalieri, 28enne, era in vacanza da due giorni nella rinomata località turistica egiziana. Dopo essersi tuffato in acqua per fare il bagno, un malore sembra aver causato l’annegamento. E’ morto ieri pomeriggio nella celebre località turistica egiziana di Sharm El Sheik, Giampaolo Cavalieri, ventottenne di Palazzolo sull’Oglio (Brescia). Il giovane si trovava in vacanza con la fidanzata da un paio di giorni e, dopo essere entrato in acqua per fare il bagno ha accusato un malore ed è annegato proprio sotto gli occhi della sua compagna. I familiari, titolari di un’agenzia immobiliare a Palazzolo, hanno preso ora contatti con il Ministero degli Esteri.

Non conoscevo Gianpaolo. Non era mio amico neppure su FaceBook.
Ma Gianpaolo era un ragazzo. Un ragazzo giovane. Sono entrato in punta di piedi nella sua pagina di FB. Non era un fanatico di FB, ci entrava poco, magari per lamentarsi del tempo e per dire che la sera usciva a farsi una birretta.
O per scrivere che mancavano pochi giorni alla vacanza sicuramente tanto attesa.
Un malore mentre nuotava nel fantastico Mar Rosso. Un malore e i suoi cari, i suoi amici, i suoi compagni si sono ritrovati di colpo senza di lui!

Non possiamo fare altro che riflettere, pensare! Siamo tutti legati a un filo sottilissimo. Godiamoci la vita, cerchiamo di non incazzarci per scemenze. Gianpaolo ha lasciato un messaggio sul suo profilo di FB: “ogni minuto che passa è un’occasione per cambiare tutto completamente “

Il suo ultimo messaggio in bacheca è stato un saluto agli amici prima di partire per la vacanza: Ragasss….me ve piente na saludada…..bye bye 🙂   postato il 23 agosto alle 21.21
Ora quel messaggio gioioso e felice assume un significato completamente diverso


Dedico questo post a un ragazzo che non conoscevo, ma che sento come appartenere al nostro gruppo, al gruppo di quelli che amano il Mar Rosso. E’ mancato facendo quello che molti di noi amano. Mi piace pensare che da lassù stia guardando quel favoloso mare e sia diventato un angelo dei sub.

Ma voglio almeno scrivere il suo nome in modo corretto: si chiamava Gianpaolo Cavalleri, non Cavalieri ! Ricordiamolo col suo vero nome, almeno quello!

UNA FOTO AL GIORNO: SILVIA SCENDE IN CAMPO! ANZI, IN ACQUA!!!

Silvia è una mia carissima amica! Non solo, è la mia compagna di immersioni preferita! Da un paio di anni ormai scendiamo in acqua insieme, direttamente dal diving del Coral, senza aver bisogno di allontanarci più di tanto e scendendo raramente sotto i 25 metri. I soggetti per le foto si trovano dietro l’angolo, se sai come fotografare!!!!
Silvia secondo me ha le branchie. Io dopo 50 minuti sto succhiando le ultime boccate di aria dalla mia 12 litri. Lei con la sua 10 litri sta sotto ancora una mezz’ora buona e riemerge con un buon 30% di aria residua!!!!
Silvia è uno scricciolo di donna, ma quando con le sue pinnette si mette a pinneggiare io con le mie pinne da competizione non riesco a starle dietro!!
Silvia ha un occhio di falco. Una capacità di scegliere l’inquadratura sorprendente, un istinto naturale per fare foto subacquee. Silvia lo faceva di mestiere di fare foto sott’acqua, quando gli scafandri erano prodotti artigianali e la pellicola regnava incontrastata.  Silvia ha imparato a fare le foto fidandosi di quello che vedeva nel mirino della macchina. Non aveva a disposizione lo schermo a colori che una frazione di secondo dopo lo scatto te lo mostra come se fossi davanti alla televisione di casa. Quando usciamo dal mare e ci mettiamo al pc lei scarica le sue foto e comincia a buttarle. Le butta quasi tutte. In ognuna vede un difetto. Io a ogni suo scatto resto allibito! Ogni suo scatto per me meriterebbe una gigantografia da appendere in soggiorno. Lei invece, implacabile cestina scuotendo la testa come se quello scatto fosse fatto da un cieco col delirium tremens.
Quando finalmente dice “CARINA” sorridendo beata, non è una foto: è un quadro! I colori sono bilanciati, l’inquadratura è perfetta, il soggetto è in primo piano come se fosse in posa per lei, la composizione cromatica sembra fatta da  un drogato di photoshop! Silvia non usa photoshop, il massimo che fa è di riquadrare un filo la foto, usa solo le forbici digitali!
Ecco chi è Silvia: una perfezionista dell’immagine subacquea, un mostro della fotografia con pellicola che sta imparando a usare la digitale! Lei dice che ancora non è soddisfatta, che con la pellicola si trovava meglio!! Ma io so che piano piano si sta intrippando e ci sta prendendo gusto! Oggi mi ha mandato uno dei suoi scatti. E’ molto pesante, ma in questo modo potete salvarlo, stamparlo, conservarlo, metterlo come sfondo del desktop. Oppure semplicemente potete fare doppio click e guardarlo al massimo della dimensione. Osservate tutto, la composizione, la perfetta messa a fuoco, l’armonia dell’immagine e capirete la sua passione!!! Se poi pensate che questa meraviglia è stata scattata a 30 metri di profondità e ve ne intendete di fotosub, beh, capite tutto quello che ho detto finora sulla mia amica Silvia!

LICIA COLO’ A DAHAB. UNA VERGOGNA PAGATA DA TUTTI

Spezzone di una puntata della seguitissima trasmissione Rai Alle Falde del Kilimangiaro

Il filmato è stato tagliato male, parte che è già cominciata un’immersione sul Tistlegorm e prosegue con Dahab
In fine si rientra in studio (chiudi pure e non perdere tempo!) Ma la colpa del taglio garibaldino non va certo imputato a mamma Rai, quanto a un volonteroso personaggio evidentemente poco pratico

Sinceramente vista la bellezza del luogo e tenendo conto che è pur sempre una produzione Rai (finanziata dal canone) ritengo che mandare una troupe e la pur sempre  bella Licia Colò a Dahab, avrebbe meritato molto di più!
Assolutamente insufficienti le immagini di Dahab, e addirittura insignificanti le riprese subacquee al Blue Hole!!
Uno qualunque dei cameramen che lavorano nei diving avrebbe potuto fare moooooolto meglio

Bocciato in tronco, lo posto solo per critica a un lavoro sicuramente ben pagato ma a livello di un qualsiasi filmato fatto da un turista neppure troppo esperto che a fine vacanza mette il filmatino su youtube per gli amici

VOTO 2

IL CORALLO DI FUOCO: UN PERICOLO SPESSO SOTTOVALUTATO

Maria Vittoria Savini – OK La salute prima di tutto
Se sei interessato al tema, leggi l’articolo in originale
dove hai numerosi link di approfondimento

Il corallo di fuoco (Millepora dichotoma), specie molto comune nell’Oceano Indiano, nel Pacifico occidentale e nel Mar Rosso, contiene un veleno tossico anche per l’uomo.

Sintomi. «La persona che si ferisce con un corallo di fuoco avverte forte bruciore e dolore», spiega Maria De Giacomo , tossicologa al centro antiveleni del Policlinico Agostino Gemelli di Roma. «Subito dopo si formano piccole ustioni e talvolta un rash orticarioide. In qualche caso si può andare incontro anche ad astenia, agitazione, difficoltà a respirare, nausea, vomito. Tali sintomi possono essere complicati da ferite provocate da incrostazioni calcaree che possono causare sovra-infezioni con febbre anche molto alta e linfangite. L’ intossicazione, se non curata, può portare alla morte ».

Terapia. «Se si viene colpiti dalla sostanza irritante di un corallo di fuoco bisogna subito cercare un medico», spiega De Giacomo. «L’intervento immediato dovrebbe mirare ad asportare, possibilmente con un coltello dalla parte non tagliente, sia gli eventuali tentacoli del corallo attaccati alla cute e i frammenti calcarei, sia i filamenti velenosi (in realtà invisibili a occhio nudo). Subito dopo si deve lavare la ferita con acqua di mare, non dolce, e ricoprirla con pomate cortisoniche, antistaminiche e antibiotiche. In caso di lesioni molto estese si consiglia la somministrazione di antibiotici per via generale. Se subentrano difficoltà respiratoria e ipotensione, si passa ad antistaminici e corticosteroidi per via parenterale. In rarissimi casi di shock anafilattico sarà necessaria un’assistenza cardiorespiratoria».

Guarigione. La prognosi è estremamente variabile e va da qualche giorno a mesi in relazione alla gravità delle lesioni, all’entità della reazione individuale e all’ instaurarsi di sovra-infezioni.

Precauzioni. Nei mari in cui vive il corallo di fuoco, i sub dovrebbero sempre immergersi con pinne e guanti anche durante lo snorkeling e prestare estrema attenzione nei movimenti sott’acqua.

In Mar Rosso è assolutamente vietato immergersi con i guanti, proprio per evitare che ognuno  si porti a casa un pezzo di corallo!! Quindi girateci al largo e non rischiate nulla

NOTIZIE IN PILLOLE

TURISTA LOMBARDO MUORE A SHARM

Un turista lombardo di 28 anni è morto a Sharm-el-Sheikh, durante un bagno in mare. Lo hanno riferito testimoni dalla località egiziana. Le cause del decesso non sono ancora chiare.Il giovane è stato portato a riva, ma quando sono arrivati i soccorritori hanno solo potuto constatare il decesso. Al momento del decesso, che da una prima ipotesi potrebbe essere dovuto a un attacco epilettico, il giovane stava facendo snorkeling vicino alla riva. Il console onorario a Sharm-el-Sheikh e l’ambasciata al Cairo stato stati subito attivati dalla Farnesina per assistere i familiari e per organizzare il rimpatrio dellla salma.

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UNA TAGLIA SUL VAN GOGH RUBATO

Un milione di sterline egiziane (poco meno di 140mila euro) andranno a chi rivelera’ informazioni utili al recupero del dipinto di Vincent Van Gogh, ‘Papaveri e Margherite’, rubato sabato scorso dal museo Mahmoud Khalil del Cairo. E’ la ricompensa offerta dal presidente di Weather, Orascom e Wind, Naguib Sawiris, stando a quanto riferisce il sito web dell’emittente ‘Europe1’.

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WEEKEND & VIAGGI DI SETTEMBRE

Su Weekend & Viaggi di settembre, già in edicola, un articola su Marsa Matrouh, la nuova località turistica egiziana che si affaccia sulla sponda mediterranea. La rivista è scaricabile su iPad

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VOLA A HURGADA CON 25 EURO

Easyjet si conferma un ottimo ponte per arrivare in Egitto, e dopo le offerte di qualche post precedente per Sharm El Sheik aggiunge ottime offerta verso Hurgada, città che offre un mare ed un clima stupendo, a soli 52€ andata e ritorno tasse incluse!!Inoltre Hurgada offre la possibilità di escursioni giornaliere verso Luxor, una delle città più importanti dell’Egitto. Peccato che le partenze siano solo dalla Svizzera!!!! Ma allora la favola che l’Egitto non accetta compagnie con voli low cost è proprio una favola! Ma non sarà per caso che le nostre belle compagnie nostrane……… nooo, non credo!!!

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E STEFANIA COLPISCE ANCORA!!!!

Un altro articolo sul blog di Stefania, un’amica di web che vive a Sharm. La sua lingua tagliente ancora una volta ha colpito! Vai a leggere il suo articolo!!!

DONNAVVENTURA 2010: PARTITE, DESTINAZIONE EGITTO

Dal Campo base di La Thuile sino ai piedi della Sfinge, attraverso un itinerario di circa 15 mila chilometri! Come ogni anno, il percorso sarà molto vario e le Donnavventura andranno alla ricerca di curiosità, dell’insolito, del “fuori rotta” senza trascurare i punti strategici e di interesse dei Paesi attraversati. Anche questa sarà una spedizione con una grande varietà di paesaggi, di gente, di cultura e di colori alla ricerca di immagini accattivanti da catturare.

Da molti anni, la Carovana di Donnavventura non partiva dall’Italia, dal lontano 2002 per il Raid del Marocco, e per la prima volta la prima tappa sarà italiana! Da La Thuile, dopo una tappa a Milano, al Touring Club Italiano per ritirare le guide di Viaggio, hanno raggiunto la città di Matera con i suoi “sassi”. “La Casa di Lucio” ha ospitero il Team per la prima notte e la mattina seguente è  “adrenalina pura” con “Il volo dell’Angelo” da Castelmezzano a Pietrapetrosa! Una delle teleferiche più lunghe del mondo, più di un chilometro che le neo-reporter affronteranno a circa 120km orari, imbragate in orizzontale a pancia in giù! Un’esperienza incredibile! Poi, in elicottero, sorvoleranno le Dolomiti Lucane, quindi via per un viaggio di oltre 100 giorni che toccherà 100 località differenti, dalla Grecia alla Turchia, forse la Siria, e ancora la Giordania e poi due mesi in Egitto.

LATEST NEWS

22/08/2010 –  La spedizione è entrata nel vivo! Matera ha accolto Donnavventura al relais Sant’Angelo, nella splendida location di fronte alla murgia nella città antica.

A breve il diario di viaggio con le prime emozionanti giornate.

Link al sito di Donnavventura

A PROPOSITO DI MISS EGITTO….

L’altro giorno vi ho parlato della nuova Miss Egitto.

Ma c’è un precedente illustre: Dalida!!!

Nacque in un piccolo sobborgo alle porte del Cairo  da genitori italiani,calabresi originari di Serrastretta.A diciassette anni vince il concorso di bellezza Miss Ondine e, successivamente, diventa  Miss Egitto,da questo momento le saranno aperte le porte del mondo del cinema.Desiderosa di affermarsi nel mondo dello spettacolo lascia l’Egitto contro il volere della madre che comunque la sosterrà,e si trasferisce a Parigi in un appartamento vicino agli Champs Elysées. Il primo anno a Parigi sarà difficile,ma Dalida è animata da un forte desiderio di dimostrare tutto il suo valore. Nel1956 registra il suo primo disco su vinile ” Madona” la curiosità attorno a questa nuova cantante dalla voce calda e sensuale,con timbri androgini è altissima,Dalida diventerà insieme ad Edith Piaf la più significativa cantante della musica leggera transalpina.

Continua a leggere l’articolo nel blog originale

500 POST IN 5 MESI!!! E SIAMO SOLO L’INIZIO!!!

Beh, per una volta i complimenti me li faccio da solo!

Il 5 marzo, un po’ per scherzo e un po’ per gioco ho iniziato a scrivere articoletti su Sharm. Ero appena rientrato e volevo trasmettere a tutti il mio amore per quel posto. L’idea era quella di dare dritte e suggerimenti, soprattutto a chi ancora non ci era mai stato.

Non avendo mai avuto un blog in vita mia era una specie di esperimento! Ma dire che ‘esperimento è riuscito.

In meno di 6 mesi ho pubblicato 500 post, realizzando oltre 50 pagine.

Ho parlato di tutto, riportando il più delle volte notizie trovate sul web, controllando il controllabile, cercando sempre immagini da mettere a corredo in modo di dare un aspetto piacevole al tutto.

E l’affetto che tu e altri lettori mi state dimostrando è la più bella gratificazione a tanto lavoro, che ti assicuro non è semplice.

La curva dei lettori risente di un periodo di 15 giorni in cui mi ero stancato, ma per il resto è impressionante.

Sono passato dagli 800 lettori del primo mese ai 600-700 lettori al giorno attuali. Nel mese di agosto, che certo non sarà il migliore dell’anno dato che molti sono in ferie, siamo oltre quota 15.000 e il mese ha ancora qualche giorno. Ricordo ancora quando mi stupii per essere stato visitato da 100 persone in un solo giorno! Mi sembrava impossibile!

Giorno per giorno le notizie si succedono, e più cerco più riesco a trovare. D’altra parte l’Egitto è un paese enorme e di cose di cui parlare ce ne sono sempre!

I prossimi sviluppi credo siano interessanti. Presto tornerò a Sharm e inoltrerò direttamente da la post  su locali e ristoranti, parlerò con gente che a Sharm ci vive per avere dritte e suggerimenti da postare sul blog

Quindi ancora parecchio lavoro davanti, ma la vostra fedeltà e il vedervi crescere costantemente mi stimola sempre di più

E chissà che prima di Natale il vostro blogger preferito non abbia in serbo una bella sorpresa per tutti voi!

Ora basta farmi complimenti da solo, devo andare a preparare il post numero 501!!!!! Perchè 500 post sono un ottimo punto di partenza, non di arrivo!!

PS Per festeggiare il post numero 500 ho in serbo un piccolo grande regalo! Resta connesso e questa sera potrai vederlo! Il nuovo logo del blog, fatto in collaborazione con Paola Sherhazad, frutto di ore di lavoro notturno per immaginarlo, realizzarlo, sistemare i dettagli, le sfumature. Abbiamo fatto del nostro meglio, speriamo ti piaccia!

PPS e non dimenticare la pagina Incontriamoci in Egitto su Facebbok

PAPAVERI? PAPAVERI E MARGHERITE? O PAPAVERI E PAPERE?

Prosegue la caccia al Van Gogh. Finalmente anche la stampa nazionale ha scoperto l’inghippo del quadro! Forse leggono il nostro bloggino anche loro!! Ecco Il Messaggero

ROMA (25 agosto) – Sabato scorso i siti internet di tutto il mondo hanno annunciato che in un museo egiziano era stato rubato il quadro I papaveri di Vincent Van Gogh, che gli autori del furto erano italiani e che il quadro era già stato ritrovato. Quattro giorni dopo, si comincia a capire che la notizia non era del tutto precisa. Nel senso che i ladri non sono italiani, il quadro rubato è un altro e non è affatto stato ritrovato. In pratica l’unica informazione corretta era il nome dell’autore.

La tela rubata pare sia quella chiamata Papaveri e margherite, un’opera meno conosciuta conservata fino alla settimana scorsa nel museo Mahmoud-Khalil del Cairo (al contrario dei Papaveri, che invece si trovano a Hartford, negli Stati Uniti). Il quadro è sparito sabato mattina, durante l’orario di apertura, senza che scattasse alcun allarme e senza che le telecamere interne riprendessero il momento del furto. Inevitabile che i responsabili del museo finissero fra i sospetti. Farouq al-Hosni, il ministro della Cultura, ha subito chiamato in causa il sottosegretario Mohses Shaalan, il direttore del museo e altri sette funzionari. A tutti e nove è stato in un primo tempo ritirato il passaporto. Ieri infine la procura ha ordinato l’arresto di Shaalan e di quattro addetti al museo. Sono accusati di «negligenza e mancato svolgimento dei propri compiti».

Il procuratore generale Abdel Meguid Mahmud ha sottolineato le «gravi carenze» del sistema di sicurezza. Tutti i quadri del museo sono protetti da un allarme, ma nessuno di questi è funzionante. Nelle sale sono installate ben 43 telecamere, ma soltanto 7 sono accese. Le telecamere in funzione hanno ripreso i (pochi) visitatori presenti nel museo al momento del furto: sono stati tutti rintracciati, interrogati, perquisiti, ma è stato escluso che qualcuno di loro potesse essere coinvolto nell’impresa. Pare ci fossero anche due turisti italiani, e forse da qui è nata la falsa notizia dell’arresto di due nostri connazionali. Oppure l’equivoco potrebbe essere stato generato da un controllo compiuto all’aeroporto su due cittadini statunitensi in partenza per Roma, che portavano con sé alcuni oggetti d’arte.

Sta di fatto che per ora, a parte l’arresto dei funzionari negligenti, le indagini non hanno portato grandi risultati. È un duro colpo per il ministro Hosni. Il quale si batte da anni per il ritorno in patria delle opere d’arte dell’antico Egitto custodite nei musei stranieri. Ora questo furto fa sorgere seri dubbi sulla capacità degli egiziani di difendere il loro patrimonio artistico.

C’è molta preoccupazione per le sorti del capolavoro rubato. La tela è stata staccata dalla sua cornice con un taglierino (anche se «in maniera professionale» precisano gli investigatori). Gli esperti avvertono che lo strato di colore steso da Van Gogh è molto fragile e potrebbe deteriorarsi. Il quadro oltretutto fu già stato rubato nel 1977, e venne ritrovato un anno dopo non senza aver subito diversi danni. C’è persino chi sostiene che il quadro recuperato sia una copia, e che l’originale ora si trovi chissà dove.

Papaveri e margherite ha un valore stimato intorno ai 40 milioni di euro. Come tutti i dipinti di questo livello, non può certo essere venduto sul mercato ufficiale. Il furto dunque potrebbe essere avvenuto su commissione di un collezionista, oppure potrebbe servire a chiedere un riscatto.

ANDATA E RITORNO PER SHARM A POCO PIU’ DI 100 EURO

E’ possibile ma…….
Bisogna prenotare con ampio anticipo e….
si deve partire da Ginevra!

Domanda: come mai la Easyjet ha dei veri voli Low Cost per l’Egitto??

Da Ginevra a Sharm Partenza alle 6.30 del 7 dicembre arrivo alle 11.50
Da Sharm a Ginevra Partenza alle 12.35 del 14 dicembre arrivo alle 16.40

Andata 36,28 Euro          Ritorno 42.01 Euro

Bagaglio 20 kg (costo opzionale) 22,00 Euro

TOTALE DA 100,29 A 111,04 a seconda della carta di credito utilizzata!!!

www.easyjet.com


STRETTAMENTE RISERVATO AGLI APNEISTI

Guillaume Nery, campione di apnea, ha realizzato questo emozionante filmato.

Base jumping subacqueo con arrampicata finale!

Il sogno di ogni apneista! Da vedere….

FAI NUOVI AMICI PER LE TUE VACANZE IN EGITTO

Da un paio di settimane su Facebook trovi la pagina Incontriamoci in Egitto!

Il funzionamento è semplicissimo: inserisci la località e le date della tua prossima vacanza in Egitto, controlla se altra gente ci andrà nella stessa settimana e aspetta di essere contattato per fare nuove amicizie online e conoscervi durante la vacanza!

Più semplice di così!!! ehehehehe

Link diretto alla pagina

NELL’OASI DI SIWA UN PARADISO ECOSOSTENIBILE

L’Ecolodge Adrere Amellal gode di una suggestiva quanto insolita posizione; infatti è situato ai piedi di uno spuntone di calcare bianco, a 16 km circa dal centro dell’oasi. In lingua siwi il suo nome significa infatti “Montagna Bianca”, da questa posizione è possibile ammirare bellissimi panorami e scorci del Lago di Siwa e del “grande mare di sabbia”. Il proprietario, l’ambientalista Mounir Naemetalla, ha realizzato questo resort nel 1997 nel pieno rispetto dell’ambiente circostante e lo ha reso un vero e proprio ritiro nel deserto, senza elettricità e senza telefono, un luogo ideale per evadere completamente dalla frenesia della moderna vita quotidiana ed apprezzare pienamente la magica atmosfera dell’oasi e del deserto circostante. A disposizione degli ospiti 39 camere arredate semplicemente ma con gusto ed eleganza in stile berbero, fedele alle antiche tradizione di Siwa. Il cibo è costituito da piatti di haute cuisine ed è preparato quasi esclusivamente con i prodotti dell’orto biologico del resort e spesso le cene vengono servite nel deserto sotto le stelle. L’ecolodge inoltre organizza per i propri ospiti escursioni giornaliere guidate nel deserto e nei dintorni dell’oasi. Grazie alla sua collocazione, alla semplice eleganza dei suoi arredi ed al benessere derivante dal suo lusso ecologicamente sano, Adrere Amellal è stato citato su numerose riviste di viaggi e di stile ed è una delle migliori strutture ricettive del Paese.

Quella sopra riportata è la descrizione di questo incredibile ecolodge tratta dal sito di Rallo Viaggi

Personalmente posso solo consigliarti di visitare direttamente il sito di questa struttura sospesa tra il fantastico e l’incredibile! Non ho indagato per scoprire i costi, lascio a te il piacere di farlo!! Difficilmente credo siano alla portata di tutti, ma potendoselo permettere rinunciarci sarebbe un sacrilegio!!! Ti lascio con alcune incredibili immagini di questa struttura. In fondo all’articolo il link al sito diretto. Entraci e lascia che le immagini delle varie pagine scorrano lentamente! Uno spettacolo! Buona visione!

ed ecco il link al sito di questa incredibile struttura!



UNA FOTO AL GIORNO: PESCATORI

NOTIZIE IN PILLOLE

MATRIMONI MISTI IN EGITTO

Il fenomeno dei matrimoni ‘misti’ si sta diffondendo in molti Paesi del Medioriente, primo fra tutti l’Egitto, dove un gruppo di deputati ha chiesto al governo di vietare ai concittadini di sposare donne cinesi, considerate una minaccia per la cultura del Paese arabo. Anche in Egitto il motivo principale per cui gli uomini preferiscono le straniere è che ormai in molti reputano troppo costosi i matrimoni con le proprie connazionali, le cui famiglie esigono doti spropositate.

TELECOM EGITTO VOLA CON INTERNET

Grazie soprattutto all’aumento della diffusione di internet, sono stati positivi i risultati di bilancio nel secondo trimestre per la linea fissa di Telecom Egypt. Il primo operatore di telefonia del Paese dei Faraoni ha registrato un utile netto pari a oltre  il 23 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2009

L’AUTOSTRADA CHE COLLEGHERA’ TUNISIA ED EGITTO

In Borsa rialzi per Impregilo ed Astaldi favorite soprattutto dalle indiscrezioni di stampa del fine settimana in base alle quali sarebbero sulla rampa di lancio due offerte per una gara indetta dalla Libia. Lo stato nordafricano ha infatti lanciato un bando di gara per la realizzazione del tratto libico dell’autostrada litoranea che colleghera’ Tunisia ed Egitto: 1700 km di strada a due corsie per ogni senso di marcia (più le corsie di emergenza) per un controvalore di circa tre miliardi di dollari (a proposito: avete notato che grazie all’accordo firmato dal governo Berlusconi con la Libia quest’estate non abbiamo sentito neppure parlare di profughi clandestini?? Un successo del Governo di cui nessuno parla!!!!)


IL DIAVOLETTO, UN MINI TORNADO

E’ stato immortalato a Luxor da  Gianluca Furnarotto, tra le meraviglie archeologiche dell’antico Egitto: è il classico vortice di polvere noto come dust devil, ovvero diavoletto di polvere. Si tratta di un piccolo vortice dovuto al particolare taglio di vento che si struttura durante il distacco dal suolo di una termica, ossia di una bolla di aria calda. Nonostante risulti di debole potenza, il risucchio verticale che si manifesta al suo passaggio può causare qualche danno e un certa apprensione tra i presenti.

NUOVO NOME E NUOVO LOGO AL NOSTRO BLOG

In teoria da domani (se tutto va bene e senza intoppi!) il nostro blog avrà un nuovo nome e un nuovo logo! Dopo una nottata di lavoro insieme a Paola, la PR ufficiale del blog, abbiamo creato qualcosa di cui andiamo molto orgogliosi e speriamo piacerà anche a te! Siamo ansiosi di proporvelo visto che domani per il blog si verifica un’importante scadenza! A domani quindi, e su Facebook riempiteci di commenti favorevoli (spero tanti) o contrari (spero pochi!) sia sul nome che sul nuovo marchio! Contiamo sulla tua partecipazione!

LA GROTTA DELLE BESTIE: DIPINTI DI 8.000 ANNI FA

Esploratori dilettanti si sono imbattuti nella scoperta della grotta che comprende 5.000 immagini dipinte o incise nella pietra, nel vasto deserto vicino al confine sud-ovest dell’Egitto con la Libia e il Sudan.
Rudolph Kuper, un archeologo tedesco, ha detto che il dettaglio dei dipinti nella “Grotta delle Bestie” indica una datazione del sito di almeno 8.000 anni fa, probabilmente ad opera di cacciatori-raccoglitori, i cui discendenti possono essere stati tra i primi coloni della Valle del Nilo, allora paludosa e inospitale.

La grotta si trova a 10 km dalla “Grotta dei nuotatori” romanzata nel film il “Paziente inglese”, ma con un numero molto maggiore di immagini, e meglio conservate.

Attraverso lo studio della grotta in pietra arenaria e altri siti nelle vicinanze, gli archeologi stanno cercando di costruire una linea temporale per confrontare la cultura e le tecnologie dei popoli che abitavano la zona.

Il Sahara orientale, una regione della dimensione dell’Europa occidentale che si estende tra Egitto, Libia, Sudan e Ciad, è il più grande deserto arido e caldo del mondo. Le precipitazioni medie nel centro del deserto sono di meno di 2 millimetri l’anno.

La regione era una volta molto meno arida.

Verso l’8500 a.C., la piovosità stagionale fece la sua comparsa nella regione, creando una savana e attraendo gruppi di cacciatori-raccoglitori. Intorno al 5300 a.C., le piogge si fermarono e gli insediamenti umani ritornarono sull’altopiano. Nel 3500 a.C., gli insediamenti erano scomparsi del tutto.

“Dopo 3-4000 anni di ambiente e vita da savana nel Sahara, il deserto tornò e la gente fu costretta a spostarsi ad est verso la valle del Nilo, contribuendo alla fondazione della civiltà egiziana, e verso sud sino all’Africa sub-sahariana”

L’esodo di massa corrisponde con la nascita della vita sedentaria lungo il Nilo che poi sboccia nella civiltà faraonica, che ha dominato la regione per migliaia di anni e la cui arte, architettura e il governo hanno contribuito a formare la cultura occidentale.

“Sembra che i dipinti della Grotta delle Bestie siano precedenti all’introduzione di animali domestici. Ciò significa che essi sono precedenti al 6000 a.C.”, ha detto Kuper, che ha condotto il suo primo viaggio sul campo alla grotta nel mese di aprile 2009. “Questo è ciò che riusciamo a dire”.

L’opera d’arte visibile copre una superficie di 18 metri di larghezza e 6 metri di altezza. Nel mese di ottobre, la squadra di Kuper ha rilevato e fotografato la grotta con il laser per acquisire immagini ad alta definizione, tridimensionali.

Un test di scavo di un paio di settimane fa, durante la terza visita della squadra alla grotta di arenaria, ha scoperto ancora più disegni che si estendono verso il basso, sino a 80 cm sotto la sabbia.

IL MATRIMONIO NELL’ANTICO EGITTO

Il matrimonio tra Nefertari e Ramses

A differenza delle tradizioni vigenti nell’antica Roma, nell’antico Egitto i giovani potevano trovare una persona da sposare senza che la famiglia facesse da tramite, nonostante il matrimonio fosse obbligatorio. Le donne egiziane si sposavano all’età di 13 anni, mentre gli uomini all’età di 15 anni.

Non è possibile sapere con certezza se l’unione nuziale veniva consacrata da una celebrazione di tipo religioso o da un atto di carattere ufficiale. Tra le informazioni di cui oggi siamo venuti a conoscenza, apprendiamo che la sposa veniva consegnata al marito insieme ad una dote più o meno generosa. Quest’ultimo, era tenuto ad offrire dei doni prima del matrimonio.

Il matrimonio nell’Antico Egitto era monogamico, ma nonostante tutto, si potevano avere una o più concubine,  a volte con il consenso della moglie, qualora non si avessero figli, soprattutto dal momento che per gli egiziani non avere figli era considerato un disonore.

DEDICATO AGLI SNORKELISTI

Molti non avendo brevetti sub, si dedicano allo snorkeling.

Ecco un bel filmato che illustra molto bene quello che è possibile vedere facendo del semplice snorkel

Il filmato si dilunga troppo nelle parti precedenti e seguenti la snorkelata, ma la parte interessante è di ottima qualità e merita senza dubbio!

Buona visione!

PROSEGUONO LE RICERCHE DEL VAN GOGH SPARITO A IL CAIRO

Il Cairo, 23 ago. – (Adnkronos/Aki) – Un funzionario del ministero della Cultura egiziano e quattro dipendenti del museo Mahmoud Khalil Museum del Cairo sono finiti in carcere nell’ambito dell’inchiesta per il furto di una tela di Vincent Van Gogh, sparita sabato dal museo.

E’ quanto riferisce l’agenzia di stampa ‘Dpa’, precisando che sono in prigione Mohsen Shaalan, responsabile della sezione per l’Arte del ministero della Cultura, e quattro dipendenti del museo, tutti accusati di negligenza.

LINK ALL’ARTICOLO CHE PARLA DEL FURTO
E ALLO SCOOP REALIZZATO DA QUESTO BLOG

GLI ANTICHI EGIZI GIOCAVANO A BOCCE!!!!

La scoperta è frutto della missione archeologica dell’Università di Pisa realizzata sul sito greco-romano di Narmouthis (a 100 km a sud-ovest del Cairo, nell’oasi del Fayum). Qui i ricercatori italiani hanno riportato alla luce quella che può essere considerata la più antica pista da “bowling” ossia il gioco con le grosse bocce che servono per abbattere dei birilli. Il divertimento si teneva all’aperto, su di un pavimento appositamente realizzato con mattoni di limo, il noto fango fertilizzante del Nilo.

Si è giunti alla conclusione che su di esso si giocava a bowling dove aver scoperto una scanalatura non molto larga che termina in un buco di 12 cm di diametro con una piastra in terracotta sistemata sotto di esso. A ciò si è aggiunto il ritrovamento di due piccole bocce di pietra levigata dello stesso diametro della scanalatura che venivano lanciate, proprio come si fa con la moderna boccia da bowling nello stretto corridoio. “E’ una costruzione unica; verosimilmente è il primo tentativo di praticare un gioco simile al moderno bowling”, afferma Edda Bresciani, egittologa a capo della missione. Il tutto risale ad un’età compresa tra il III e II secolo avanti Cristo

Sullo stesso scavo o nel corso di operazioni archeologiche su siti vicini sono stati in più occasioni rinvenuti giochi per bambini o per adulti: bambole (in legno o in pezza), piccoli palloni anch’essi di pezza, trottole o giochi con bastoncini. Erano tutti oggetti che allietavano la vita già di per sé vivace dei giovani egizi in quelle zone; e poi i dadi, gli strumenti per giocare alla morra o forme di intrattenimento ludico più complesse (come un antico backgamon, con regole a noi ignote).

I recenti scavi hanno infine rivelato particolari informazioni sulla vita delle guarnigioni romane, che di volta in volta si sono succedute a presidiare l’abitato e la zona. L’esplorazione degli alloggiamenti militari ha continuato a fornire con abbondanza i barilotti di forma ellissoidale destinati a contenere la razione quotidiana di vino. Un grande ambiente intonacato e decorato a motivi geometrici era forse il quartiere del capo del “castrum” (l’alloggiamento militare). Il villaggio cambiò fisionomia con l’avvento del cristianesimo e con il tramonto dell’Impero romano; tanto che nell’epoca del fiorire delle chiese prima e delle moschee poi, avvenne inesorabile lo smantellamento o la perdita di valore di molte strutture precedenti, come la cisterna o come il campo da bowling. In seguito, con l’avanzata del deserto, Narmouthis fu abbandonata

UNA FOTO AL GIORNO: UNA SPLENDIDA TARTARUGA

AL JADIDA AGROPOLIS: LA CITTA’ ECOSOSTENIBILE

In Egitto un progetto di eco-città per il futuro. Xeritown a Dubai e Masdar City a Abu Dhabi hanno già rappresentato progetti importanti in tal senso, e pare che la prossima realizzazione potrebbe essere egiziana. Il suo nome sarà “Al Jadida Agropolis”, una città autosufficiente che sorgerà tra le distese di sabbia egiziane.

Il rapido aumento della popolazione nel Delta del Nilo, in particolare intorno a Il Cairo e Alessandria, è oggi assolutamente insostenibile: la qualità di vita nelle città è in calo mentre le infrastrutture sono del tutto insufficienti rispetto ai fabbisogni, costringendo centinaia di migliaia di persone nelle periferie cittadine.

Inoltre come molti altri paesi del Medio Oriente, l’Egitto è anche di fronte a un forte aumento delle importazioni degli alimenti, che rende il paese sempre più dipendente dalle fluttuazioni dei prezzi dei mercati internazionali. Si tratta di beni di prima necessità troppo costosi per la maggior parte della popolazione. Proprio tali motivazioni hanno portato alla progettazione di Agropolis.

La proposta di nuove città lungo il Delta è ritenuto in grado di dare soluzione all’esplosione dei centri urbani attraverso la creazione di nuovi insediamenti agro-urbani che vivono grazie alle attività agricole locali. L’architetto italiano Marjan Colleti ha pensato ad una serie di insediamenti di tipo agro-urbano: Agropolis sarà autosufficiente, con i cittadini che avranno un ruolo da svolgere nei processi agricoli e semi-agricoli. Il risultato è la produzione diretta degli alimenti e di energia e un consumo ecosostenibile.

Essendo un sistema molto efficace, già utilizzato in zone aride del Medio Oriente, i cerchi irrigazione sono impiegati come mezzi per l’irrigazione di grandi superfici con pochissima acqua, che a sua volta viene estratta da falde acquifere esistenti. In questa parte d’Egitto, le falde acquifere sono regolarmente riempite con l’acqua del Delta del Nilo, trasformando questo sistema in una prassi ecologicamente equilibrata ed economica.

Le infrastrutture di questa nuova città saranno negli interstizi tra gli ambienti di irrigazione e campi  creando nuclei urbani nel bel mezzo di terreni agricoli. La prossimità della produzione alimentare e il consumo va naturalmente a vantaggio della popolazione che non sarà costretta a ricorrere ad acquisti dall’esterno, ma soddisferà il proprio fabbisogno alimentare in modo autonomo.

L’energia elettrica sarà ottenuta con l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti e nei campi.

GRAZIE A TUTTI!!!! UN RISULTATO INCREDIBILE!

Nella giornata di ieri il nostro bloggino ha stabilito il nuovo incredibile record di milleottocentoventitre visitatori, polverizzando il precedente record che era attorno ai 1200!

Probabilmente questo strepitoso (almeno per me!) risultato è dovuto al fatto che molti sono rientrati dalle ferie proprio ieri, ma è altrettanto bello constatare che al rientro dalle vacanze vi siate ricordati del blog!

Purtroppo non posso fare altro che ringraziarvi tutti (ma tutti insieme però!) per l’incredibile segno di stima che giorno per giorno mi regalate!

Siete il miglior stimolo a crescere!!!

UNA CILIEGIA TIRA L’ALTRA!!! BELLISSIMA MAPPA DEGLI HOTEL DI SHARM E NON SOLO

Girellando nel web per preparare il post sul Pacha, proprio nel sito di questo locale ho trovato una bellissima mappa di Sharm e zona limitrofa con indicati tutti gli hotel!

La mappa è fatta molto bene e prevede due possibilità di consultazione:
La prima conoscendo il nome dell’Hotel che appare nel menù in ordine alfabetico in basso a sinistra. Si clicca sul nome dell’hotel e immediatamente la mappa si centra sull’albergo richiesto. Ottimo per chi deve prenotare e vuole verificare se l’albergo proposto dall’agenzia è realmente sulla spiaggia ad esempio, o per visualizzare la vicinanza di altri alberghi, o solo per rendersi conto di dove si è rispetto alle varie località. Molti purtroppo non si rendono conto che l’Hotel prescelto non è sul mare se non quando ci arrivano!

La seconda possibilità prevede di scorrere la mappa e vedere quali sono gli hotel più lontani o più vicini a determinati punti di riferimento o al proprio albergo

La mappa permette di visualizzare tutte le località comprese tra Ras Mohammed e Nabq comprese

Veramente ben fatta!

Ecco il link

I LOCALY PIU’ TRENDY DEL MONDO: C’E’ ANCHE IL PACHA DI SHARM!!!

USA – Nevada  – Black Rock Desert

USA – Miami – Space

USA – New York – Randall’s Island Park

Thailandia – Koh Phangan – Full Moon Party

Tunisia – Hammam Sousse – Bora Bora

Brasile – Praya Brava – Warung Beach Club

Egitto – Sharm el Sheikh –  Pacha

Roba da non credere! Tuuti conosciamo il Pacha e nessuno ha mai detto che sia meno che spettacolare, ma ritrovarlo elencato tra i 7 migliori locali extraeuropei a livello mondiale mi ha piacevolmente sorpreso!

La classifica non è stilata da un giornalino locale di Sharm che cerca di fare pubblicità ai suoi locali, ma addirittura da Panorama, uno dei più accreditati magazine italiani (Panorama n33 del 12 agosto 2010!)

Pacha – House Nation Party – Ogni giovedì sera – E’ talmente famosa questa serata, da essere inserita persino nelle guide turistiche. E’ il rito del Giovedì sera, la festa di tutta Sharm. Lo slogan? “Eleva il tuo spirito”

E se lo dice Panorama, qualcosa di vero evidentemente ci sarà!

Entra nel sito del Pacha

La pagina del Pacha su Facebook

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE!!


UNA FOTO AL GIORNO: SNORKELING CON IL BURKA

LO SCANDALO DELLE MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI: INFIBULAZIONE, CLITORDECTOMIA

(ANSA) -IL CAIRO, 20 AGO- Aveva solo 13 anni e, in Egitto, e’ stata l’ultima vittima delle mutilazioni genitali femminili.

Arrestata la dottoressa che l’ha eseguita.La polizia e’ stata informata della morte della bambina, sepolta in grande fretta per celare il crimine, con una chiamata anonima a una linea telefonica dedicata, creata dal governo egiziano per denunciare casi di mutilazioni femminili. Secondo una ricerca del governo, circa il 95% delle egiziane, cristiane o musulmane che fossero, ha subito questa pratica.

ALLIBITO DI FRONTE A QUESTE NOTIZIE , PURTROPPO NON POSSO FARE ALTRO CHE RIPROPORRE L’ARTICOLO CHE SCRISSI TEMPO FA SU QUESTO BLOG INERENTE QUESTO DRAMMA

L’infibulazione femminile è a tutt’oggi molto praticata in molti paesi, in particolare nell’Africa sub-sahariana. Una pratica barbarica, ancora lontana dall’essere debellata. Nel mondo si contano tra i due e i tre milioni di donne che la subiscono ogni anno. Dopo aver trattato il dramma dei “Bambini al rogo” , Sabrina Avakian dedica a questo tema il suo prossimo libro, che si intitolerà “Donne cucite”. Ne pubblichiamo una piccola anticipazione.

A tutt’oggi praticata in molti paesi dell’Africa sub-sahariana, la mutilazione genitale femminile è una forma di violenza sulle donne ancora poco conosciuta: in Uganda si pratica alle adolescenti, nel sud della Nigeria alle neonate, in Somalia invece alle bambine. Sono pochi i paesi che considerano questa pratica barbarica un crimine, condannando i trasgressori con multe considerevoli o con l’incarcerazione in base alla gravità del reato.

Il fenomeno è ancora fortemente presente in Egitto, dove oggi la percentuale delle donne che hanno subito la mutilazione genitale varia tra l’85% e il 95%.

La Mutilazione Genitale Femminile affligge le donne che la subiscono con gravissimi effetti collaterali. Oltre a perdere completamente la possibilità di provare piacere sessuale a causa della rimozione del clitoride, i rapporti diventano dolorosi e difficoltosi, spesso insorgono cistiti, ritenzione urinaria e infezioni vaginali. Inoltre ulteriori danni si hanno al momento del parto: il feto deve attraversare una massa di tessuto cicatrizzato e non elastico reso tale dal taglio, pertanto il protrarsi della nascita toglie ossigeno al cervello, rischiando di causare danni neurologici. E’ frequente la rottura dell’utero durante il parto, con conseguente morte della madre e del bambino.

Nonostante tutto questo, nel mondo si contano tra i 2 ed i 3 milioni le donne che subiscono simili mutilazioni ogni anno. Tale pratica non riguarda solamente i paesi africani, ma anche alcune zone dell’India, dell’Iraq e dell’Arabia Saudita. In relazione a questa atroce pratica, l’Italia ha fatto grandi passi in avanti con la legge n. 7 del 9 gennaio 2006,

Da un punto di vista legislativo, per mutilazione si intende, oltre all’infibulazione, anche la clitoridectomia, l’escissione, nonché qualsiasi altra pratica che cagioni i medesimi effetti. Non dimentichiamo, inoltre, che molti genitori italiani che adottano bambine da paesi, come la Somalia, dove l’infibulazione è praticata, riescono solo con grandi difficoltà a comprendere da cosa dipendono i dolori ed il malessere, ad esempio mestruale, della bambina.

Il trauma è quasi sempre superabile poiché si tratta di situazioni dove è possibile intervenire chirurgicamente per de-infibulare, eliminare queste forme di cicatrizzazioni e ricostruire con la chirurgia plastica, tenendo conto dell’età, poiché se sussiste un’ulteriore fase di sviluppo è necessario rioperare in un secondo tempo.

Molte sono le scuse utilizzate per giustificare la mutilazione: per essere accettate dall’altro sesso e sposarsi; per andare incontro ai desideri dell’uomo, che preferisce come moglie una ragazza vergine; per tenere sotto controllo il desiderio sessuale della ragazza ed impedire che possa mettere in pericolo l’onore della famiglia; per “pulire” una parte del corpo della donna considerata impura e sporca; per rendere la donna più bella; per rimuovere una parte maschile del corpo, il clitoride, impropriamente posta sul corpo femminile, e far diventare la bambina una vera donna; il terrore che il clitoride possa crescere e diventare un pene.

È storia nota: le bambine vengono mutilate per non essere rifiutate dalla famiglia o dalla comunità ma soprattutto dai loro futuri mariti. Sono le stesse donne che non si ribellano alle regole culturali imposte dalla comunità per poi imporle a loro volta. Bambine sane, belle, creative ed entusiaste di vivere vengono sottoposte a questa pratica barbarica che invade la loro profonda intimità. Nella maggior parte dei casi le famiglie, di solito le nonne anche contro la volontà delle mamme, accompagnano le bambine alla mutilazione genitale. Le bambine vengono portate dalle mammane dell’infibulazione in una stanza buia e lugubre e sottoposte ad una sorte spaventosa: la mutilazione. Subito dopo vengono legate con delle corde per settimane intere. A volte vengono lasciate morire dissanguate per via delle emorragie e abbandonate a loro stesse. Vengono prese con l’inganno, a loro insaputa, ignare delle conseguenze.

Il termine “infibulazione” rende bene la violenza di questa pratica. Deriva dal latino “fibula”, che significa spilla. La vagina, che è il fulcro della sessualità ed il contenitore delle passioni, viene chiusa parzialmente circa all’altezza della metà delle grandi labbra attraverso una sutura che lascia solo un piccolo passaggio per l’urina e il sangue mestruale. A discrezione delle mammane dell’ infibulazione, la rimozione del clitoride può essere inclusa o meno. La sola descrizione di questa pratica fa rabbrividire.

Vi sono specifici tipi di mutilazioni dei genitali femminili nelle diverse aree culturali: la sunnah, più lieve, che incide solo su una parte del clitoride; l’escissione, che comporta una clitoridectomia totale. Questa pratica è presente almeno in quaranta paesi. In Italia vivono alcune decine di migliaia di donne infibulate e, ogni anno, numerose bambine ,figlie di genitori provenienti soprattutto dai paesi dell’Africa sub-sahariana, rischiano di essere sottoposte alla pratica. La sunnah è la meno ‘’traumatizzante’’ e conserva un suo significato rituale quasi simbolico. L’ escissione o clitoridectomia, in arabo classico chiamata khefad, che significa “riduzione”, o tahara, cioè “purificazione” è molto usata nei paesi islamici. E’interessante ricordare che la mutilazione genitale femminile non sia un fatto religioso poiché colpisce donne di diverse religioni. (nella cartina sopra in grigio escissione e in nero infibulazione)

Questo libro, metaforicamente insanguinato, cercherà di dare voce alle vittime di ogni tipo di mutilazione. Non possiamo chiudere gli occhi. Il nostro ruolo, come donne e ancor più come donne africane, è di proteggere le altre donne e guidarle verso la consapevolezza ed il rispetto del loro corpo e della loro psiche.

Qui finisce la presentazione del libro “Donne cucite” di prossima uscita
Di seguito riporto la voce di Wikipedia
Le immagini sono state inserite da me secondo il concetto che un’immagine vale più di 1000 parole! Scandalizzare aiuta a far ricordare e a far riflettere!
Mi scuso per il post un po’ pesante, ma se dovesse servire a far prendere coscienza di un fenomeno diffuso in Egitto al 95% ben venga! Spero di essere riuscito ad informare qualcuno e a far riflettere molti!

Infibulazione

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

L’infibulazione (dal latino fibula, spilla) è una mutilazione genitale femminile. Consiste nell’asportazione del clitoride, delle piccole labbra, di parte delle grandi labbra vaginali con cauterizzazione, cui segue la cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere la fuoriuscita dell’urina e del sangue mestruale.
Ha nascita esclusivamente culturale, ma oggi è adottata e praticata soprattutto in molte società in Africa, nella penisola araba e nel sud-est asiatico

Le origini delle mutilazioni sessuali femminili sono legate a tradizioni dell’antico Egitto (da qui il nome di infibulazione faraonica). Si calcola che in Egitto, nonostante la pratica sia vietata, ancora oggi tra l’85% e il 95% delle donne abbia subito l’infibulazione

L’infibulazione e l’escissione del clitoride non sono menzionate dal Corano: non è dunque islamicamente lecita alcuna forma di manipolazione dei genitali (tra cui l’infibulazione) che rechi danno fisico alla donna. Né è considerato accettabile nell’Islam che sia limitato il piacere sessuale della donna. Di qui il fatto che la giurisprudenza coranica ammette, fra le cause di divorzio, difetti fisici della sposa, come ad esempio una circoncisione mal riuscita.


4SHABAB: LA RISPOSTA EGIZIANA A MTV

L’altro giorno abbiamo scoperto insieme che esiste un mercato egiziano per le telenovelas. Ma anche nel campo della musica, o meglio dei video musicali, l’egitto dice la sua, fornendo la risposta islamica a Mtv. In Egitto 4Shbab, che significa “per la gioventù”, trasmette video musicali che esaltano Allah, varietà e reality. Lo scopo di 4Shbab è quello di trovare una via di mezzo tra la “licenziosa” musica occidentale che comunque piace ai ragazzi islamici e la tradizione religiosa. Una vi di mezzo tra le dure e rigide leggi islamiche e i video sexy e allusivi che imperversano su Mtv e altre televisioni giovanili occidentali.

E’ nata nel febbraio 2009 ed è il tentativo di arginare i circa 50 canali televisivi di musica occidentale che si possono vedere nei paesi arabi. L’ideatore è Ahmed Abu Haiba, che ha convinto i finanziatori ad aderire al progetto mostrando loro i video che i ragazzi arabi vedevano tutti i giorni. I gruppi che si possono invece vedere sulla sua televisione non mostrano mai ragazze seminude o altre immagini licenziosi, piuttosto giovani ragazzi in blue jeans che fanno l’elemosina e pregano Dio.

La scommessa di Abu Haiba è una televisione pop e moderna ma che allo stesso tempo possa preservare e promuovere i valori religiosi islamici. C’è anche un reality sulla falsariga di XFactor, così come inchieste sul problema della disoccupazione o sulle relazioni sentimentali fra giovani. Ma nonostante la sede del canale televisivo sia al Cairo, si trasmette dal Bahrain perché le autorità egiziane hanno sempre negato la licenza.

Motivo? La televisione non piace né agli integralisti, che considerano ogni forma di musica pseudo occidentale contraria ai dettami dell’Islam, ma non piace neanche ai musulmani liberali che criticano lo spazio negato alle donne. Replica Abu Dhaiba: “Non abbiamo problemi a mostrare le donne, purché vengano rispettate le norme islamiche. Non le presenteremo mai come un oggetto”