COMPRATI UNA GELATERA A NABQ

Nabq è la nuova località che sta sorgendo vicino a Sharm
Se te ne intendi di gelato, se vorresti cambiare vita, se… se… se…
potrebbe interessarti questa opportunità!
Di quel poco che so il valore dei macchinari supera di gran lunga la cifra richiesta!
E poi in Egitto si tratta sempre!!!!!

PS: se poi grazie a questo post combinate l’affare, contattatemi per la fornitura di gelato omaggio!!!!!

Causa l’urgenza di rientrare in Italia abbiamo ulteriormente abbassato la richiesta a 30.000 euro.
L’opportunità è imperdibile, a Sharm el Sheikh dove il turismo dura 365 giorni all’anno e splende sempre il sole; nella zona più esclusiva Nabq Bay dove si trovano più di 35 resort da circa 500 camere l’uno siamo attualmente l’unica gelateria artigianale della zona. Ci troviamo lungo la strada principale in un center che ospita diversi negozietti tipici locali, un caffè ed una pizzeria italiana con cui condividiamo un ampio spazio esterno. Disponibilità di circa 40 posti a sedere. La cucina è equipaggiata esclusivamente di macchinari italiani importati. Tutti i mobili sono in acciaio Inox. La nostra attrezzatura:
– un pastomantecatore Trittico 610
– un pastorizzatore da 60lt
– doppia vetrina-freezer ISA (30 gusti in totale)
– un freezer 600lt negativo da stoccaggio
– un freezer 600lt positivo
– un abbattitore di temperatura da 5 vaschette
– tavoli da lavoro in acciaio, lavello e mobili in acciaio
– 42 vaschette in acciaio
– un frullino
– un montapanna da 2lt
– bilance, frullatore ad immersione ed utensili vari
– un granitore a 3 campane
– una scultura pubblicitaria esterna in vetroresina alta 150 cm
– un depuratore per l’acqua del rubinetto
– un climatizzatore da 2cv e un quarto
– più altre attrezzature che riceverete a contratto con i fornitori di zona (macchina del caffè, vetrina frigo per bibite, ecc)
Includiamo anche le nostre ricette per il gelato (il migliore di tutta Sharm!).
Ci teniamo a precisare che stiamo vendendo solo per seri problemi familiari che ci costringono a rientrare in Italia in tempi brevissimi. Da nessun’altra parte con una cifra così si ha già tutto il necessario per produrre gelati e cucinare tutto quello che si vuole immediatamente in un locale veramente carino e molto accogliente. Per qualsiasi altra info o foto contattatemi. PER FAVORE ASTENERSI PERDITEMPO.
Tel: (002) 0190834203
(002) 0196028483
Email: obis01@tiscali.it

LINK DIRETTO ALL’INSERZIONE

UN POST CARINO SU MARSA ALAM

Non avendo mai visto personalmente Marsa Alam, mi devo basare sulle considerazioni di chi ci è stato! E che posta sui vari blog impressioni e considerazioni! Tra la marea di vaccate che leggo, ogni tanto leggo qualcosa di intelligente e ben fatto e condivido con voi!

Con la testa ancora tra le nuvole, sono da poco rientrato dall’Egitto dove ho trascorso una settimana sulla costa del Mar Rosso. Sono stato a Marsa Alam, quindi niente Sfinge e Piramidi, niente Valle dei Re, niente Il Cairo, né Luxor. Non avevo il tempo per tutto questo, sarà una buona ragione per rimettere piede in Egitto in futuro.
Marsa Alam (tradotto significa porto della montagna e/o porto della bandiera), in origine, era un piccolo villaggio di pescatori divenuto poi un’importante meta turistica grazie alla presenza della barriera corallina. Al momento, tuttavia, scordatevi un turismo in stile Sharm el-Sheikh (non ci sono mai stato in verità, parlo per sentito dire). A Marsa Alam ci sono il mare e il deserto. In alternativa il deserto e il mare. È tutto in costruzione, divertimenti notturni pari a zero. Bisogna spostarsi verso l’aeroporto per quelli, a Port Ghalib. Non a caso le guide del posto esaltano la bellezza di questo tratto di mare rispetto a Sharm poiché il territorio risulta ancora selvaggio e incontaminato ma, con ogni probabilità, nel giro di cinque-dieci anni anche Marsa Alam avrà il suo bel via vai di notte.
Di Port Ghalib, dicevamo. Questa è una cittadina nuovissima, è stata fondata recentemente ed è tuttora in via di sviluppo. Si tratta di un progetto, insieme a quello dell’aeroporto internazionale, voluto da un Emiro (forse del Kuwait o almeno così vogliono le cronache locali) che sta investendo parecchio sul Mar Rosso. Rappresenta l’orgoglio degli abitanti della zona perché offre notorietà al luogo e soprattutto lavoro. L’anno scorso Beyoncé ha tenuto un concerto a Port Ghalib.
Più a nord si trova El Quesir, porto fondato circa cinquemila anni fa dagli egiziani, ma preso d’assalto agli inizi del ‘900 dagli italiani che vi trovarono il fosfato. A El Quesir, ma probabilmente in gran parte dell’Egitto, non si comprano le case bensì pezzi di terra su cui poi edificare le abitazioni. Se i soldi a disposizione non sono sufficienti ci si ferma al primo piano. Si fa quel che si può, insomma. Volendo gli appartamenti si possono affittare, non arredati costano 70 euro al mese. Da quando è cresciuto il turismo, specie quello italiano, qualcuno ha pensato bene di abbattere i muri delle proprie abitazioni e riadattare lo spazio ricavato a mo’ di negozi e botteghe in cui è possibile acquistare un po’ di tutto. Contrattando, ovvio. Chi opera nel commercio è assai probabile che non se la passi così male da quelle parti, anche se l’apparenza può spesso ingannare. L’italiano (escluso l’inglese) è la seconda lingua per quanti gestiscono i negozi. Pure i bambini per strada conoscono qualche parola. Poche, ma efficaci: “Ciao amico, dammi un euro”.
Nel tardo pomeriggio, udire la preghiera proveniente dagli altoparlanti posti sul minareto della moschea fa un certo effetto. In Egitto ho appreso che gli egiziani non amano essere definiti arabi come spesso per ignoranza gli occidentali tendono a nominare tutti coloro di religione islamica. Anzi, precisano sempre: i beduini, seminomadi in costante ricerca dell’acqua, sono arabi e non egiziani. Da non confondere, perciò. Ma pur rivendicando ognuno le proprie origini, egiziani ed arabi non si sono fatti troppi scrupoli a collaborare una volta compreso che dal turismo avrebbero potuto guadagnare entrambi.
Il mare, grazie alla barriera corallina, è ricco di pesci di tutti i tipi e colori. Sono presenti tartarughe e delfini, mentre il famoso dugongo, animale in via di estinzione, è piuttosto improbabile che si riesca ad ammirare.
Siamo rientrati in Italia con non pochi dubbi sulle reali condizioni climatiche della zona. Per intenderci: secondo una guida nel deserto orientale (a est del Nilo) piove ogni 14-15 anni, ma quando c’è la pioggia viene giù che Dio la manda, cinque giorni ininterrottamente. L’ultima risalirebbe a febbraio di quest’anno. A detta di una seconda guida sono già tredici anni che non piove. Allora, per completezza di informazione, abbiamo chiesto a un negoziante il quale ci ha spiegato che nel deserto piove ogni anno, in inverno, due o tre ore al mese. Troppo poco per il fabbisogno del territorio. L’ultima grande pioggia risalirebbe a circa due anni fa, se non ricordo male. Chissà come stanno davvero le cose. In compenso ho scoperto che sahara significa deserto, perciò dire deserto del Sahara è un errore perché è come dire “deserto del deserto”, che non ha senso.

UN PERFETTO ESEMPIO DI CHI DOVREBBE RESTARE A CASA SUA

A proposito di vaccate che mi tocca leggere nella mia continua ricerca di notizie, ecco un esempio che calza alla perfezione!
Ignoranza, supponenza, supposta superiorità (so io che ne farei della supposta!!!!) assoluta mancanza di conoscenza di quello che vedi e che stai vivendo!
Il perfetto turista borioso che si incazza se non gli si rivolge la parola in italiano, che crede che il suo euro sia una cosa preziosa da elargire solo se ricambiato da un inchino!
Il perfetto occidentale che visita il terzo mondo! Il prototipo del turista che non vorrei mai vedere in Mar Rosso! Sarebbe bello che in aeroporto potessero montare un razzistometro che sniffasse questi individui in modo da non farli neppure entrare! Un italiano che purtroppo ricorda molti i russi!

Diffidate dei prezzi fissi.
Sharm El Sheikh è un bazar completo. Tutto va contrattato. Non abbiate vergogna di tirare sul prezzo, perché pensano che i turisti siano vacche grasse da macellare.
All’aeroporto fate molta attenzione, non fidatevi di nessuno, agite con il vostro istinto di persone civili, perché si tratta di un aeroporto internazionale. Una nota dolente è il peso dei bagagli, perché avete diritto a 15 chilogrammi per valigia e a 5 chilogrammi per il bagaglio a mano. Vi pesano tutto. La penale è dieci euro per ogni chilogrammo superfluo. Le loro bilance non sono tarate bene, ci sono errori anche di quattro chilogrammi, il personale probabilmente pagato sotto banco dalle autorità locali mette anche il braccetto o il piedino sopra le valigie per farle pesare di più, e l’eventuale interprete, sempre probabilmente pagato dalle autorità locali, vi traduce la penale che può arrivare dopo contrattazione anche a un terzo del totale.
Non so se la multa viene divisa fra il personale dell’aeroporto o se incassata dallo Stato.
Non pagate la penale contrattatela, perché è il prezzo che dovete elargire per portarvi a casa i regali regolarmente acquistati e stipati nel bagaglio a mano, altrimenti dite addio ai regali fragili, tipo vasi, porcellane, terracotta e quanto altro non possa essere messo in valigia. Fate quindi molta attenzione. Vi faccio notare che applicano tariffe internazionali, ma trattano i loro connazionali come animali. Lo chef di un albergo a cinque stelle guadagna trecento lire egiziane al mese (circa quaranta euro).
Ulteriore consiglio, anche se ho dato molte mance, infatti occorre dare mance per farvi pulire bene la stanza, mance per l’eventuale manutenzione, mance per ottenere teli mare puliti, mance al ristorante, mance per il personale di qualche escursione, mance per tutto insomma, (badate che nel prezzo del tour operator è già compreso tutto), con il senno di poi vi dico di trattenervi dal darle, perché chi è causa del suo male pianga se stesso, e non deve essere il turista, pollo da spennare, a fargli acquisire, solo economicamente, quell’autonomia che da soli non sono in grado di conquistarla.
L’Egitto contemporaneo ha solo due cose da offrire: la storia e il mar Rosso. Il resto per un occidentale è da non prendere in considerazione, perché contro la nostra civiltà.

Spesso leggo anche di peggio! Se volete togliervi lo sfizio di rispondergli, lo trovate qui
Io mi astengo! Ma visto che questa mente eccelsa si permette di intitolare il suo delirante post: Piccola guida per il turista a Sharm, merita tutto il nostro disprezzo! La sua ignoranza illimitata e sconfinata va bacchettata!!!!

INCONTRIAMOCI IN EGITTO: UNA NUOVA PAGINA DI FACEBOOK

Ciao a tutti!
Ho appena creato un gruppo su Facebook che spero possa essere di aiuto a tutti!
Il gruppo si chiama INCONTRIAMOCI IN EGITTO
L’idea è semplicissima: inserisci la località dove andrai in vacanza e le date in cui ci andrai
Chi va nella tua stessa località e nel tuo stesso periodo potrà contattarti, potrete conoscervi su FB e se lo ritenete opportuno conoscervi direttamente in Egitto.

Credo sia un modo semplice e simpatico per conoscere nuova gente e fare nuove amicizie per condividere la vacanza e magari proseguire l’amicizia su FB!

Se ti piace condividi su Facebook!!!!

VAI DIRETTAMENTE ALLA PAGINA DI FACEBOOK INCONTRIAMOCI IN EGITTO

UN TURISMO MENO COMMERCIALE A TABA

Se amate le atmosfere medio-orientali e volete una vacanza sul mare ma cercate qualcosa di più intimo e selvaggio di Sharm el Sheik e Mars Alam, allora la vostra meta ideale è Taba sul Mar Rosso.  La città di Taba sorge all’estremità del Golfo di Aqaba, di fronte alla penisola arabica, al confine tra  Israele e l’Egitto, nel punto di incontro tra tre contienti, Europa, Africa e Asia. Un posto incantato dove il deserto e antiche catene montuose color granito (tra le quali spicca il monte Sinai) si gettano in un mare turchese che custodisce una delle barriere coralline meglio conservate della costa egiziana.

Cosa vedere a Taba

Taba, per la sua posizione strategica, nei secoli è stato un crocevia delle carovane di pellegrini ancora oggi conserva importanti tracce delle varie popolazioni che da qui sono passate.  Intorno al centro abitato, nel deserto del Sinai, sorgono ancora oggi diversi accampamenti di beduini.

L’Isola del Faraone: si tratta di un’isola di granito che si trova a pochi chilometri di distanza da Taba, circondata da una splendida barriera corallina.  Qui nel XII secolo venne costruita la fortezza di Salah al Din. Era qui infatti che il califfo Saladino aveva posto la sua base per il controllo dei commerci e dei pellegrini diretti alla Mecca.

Il canyon colorato: a circa 70 chilometri da Taba gli appassionati di trekking e natura potranno concedersi una passeggiata nel Canyon CoLorato: un labirinto di sentieri scavato nella roccia arenaria fatto di sfumature che vanno dal viola al rosa al giallo al blu che riportano affascinanti fossili marini.

30 SECONDI PER SOGNARE CON I DELFINI

Un brevissimo filmato di soli 30 secondi che mostra uno o due snorkelisti letteralmente circondati da delfini a Hurgada!

Che invidia!!!!!!

Si ringrazia Andrea Cossu che postando questo filmato su youtube ha permesso a tutti noi di goderne!

UNA FOTO AL GIORNO: TINTARELLA DI LUNA

Photo by snsk

 

UN LIBRO SOTTO L’OMBRELLONE: IO, NOJOUD, 10 ANNI, DIVORZIATA

“C’era una volta una terra magica, dalle leggende incredibili quanto le sue case, che sembrano fatte di marzapane e sono ornate di piccole linee sottili simili a tracce di zucchero a velo. Una terra posta all’estremo sud della penisola arabica, lambita dal Mar Rosso e dall’Oceano Indiano. Una terra ricca di una storia millenaria, irta di torri di argilla appollaiate sulle creste di aspre montagne. Una terra in cui l’odore di incenso fluttua lieve agli angoli delle stradine lastricate di pietra.”

Con queste parole inizia l’introduzione del libro “Io, Nojoud, dieci anni, divorziata”

Un’introduzione che potrebbe trarre in inganno se il titolo fosse un altro, che potrebbe indurre il lettore a pensare di avere tra le mani una fiaba, un racconto fantastico dove la fantasia vola tra le pagine. Niente di tutto questo.

Il libro  è la testimonianza di una bambina di dieci anni nata nello Yemen e della sua battaglia per ritrovare la libertà. Una bambina che ha avuto il coraggio, nonostante la giovanissima età, di recarsi in tribunale, dove grazie all’aiuto di persone che hanno deciso di aiutarla, è riuscita ad ottenere il divorzio e quindi a liberarsi dal giogo di un marito trentenne imposto dal padre. Un marito che non ha esitato a toglierle la libertà, negandole l’infanzia e l’istruzione, per farla vivere in una realtà di percosse ed abusi anche sul piano sessuale.

Nel 2008 Nojoud ha ricevuto a New York il premio “Donna dell’anno” ed il suo gesto è stato un grande messaggio di speranza in un paese dove il matrimonio delle bambine fa parte di una tradizione intoccabile. La sua battaglia è servita a dare il coraggio ad altre spose bambine di ribellarsi e chiedere a loro volta il divorzio per ritrovare la propria libertà e ha anche permesso alle associazioni per la difesa delle donne nello Yemen, di far pressione sul Parlamento, con la speranza di poter fare aumentare il limite legale di età per il matrimonio.

Una testimonianza la sua, che sta facendo il giro del mondo e ha sollevato il velo di silenzio che ha sempre coperto questa pratica dei matrimomi precoci e delle violenze coniugali in molti altri paesi, come Egitto, Iran, Mali, India e altri ancora.

Titolo : Io,Nojoud, dieci anni,divorziata

Autore : Ali Nojoud; Minoui Delphine

Editore : Piemme

DISPONIBILE ONLINE COL 10% DI SCONTO