IMPRESSIONI SU DAHAB

Come sapete passo molto tempo a leggere, a spulciare in internet per trovare informazioni e notizie ghiotte da dare in pasto a voi, miei affamati lettori (sempre in aumento, grazie!!)

A volte leggo resoconti penosi, roba non pubblicabile! (a meno di non rinunciare in breve a molti di voi!)
A volte invece leggo resoconti carini, ben fatti, senza particolari pretese, ma capaci di trasmettere qualcosa! Non sempre si può parlare di massimi sistemi, a volte credo che anche leggere delle semplicissime riflessioni di chi commenta solo un’esperienza, possa essere utile!

Eccovi quindi delle belle (a mio parere) riflessioni su Dahab

Torno a dahab dopo vent’anni, per molti aspetti irriconoscibile.
La baia, che era tutta una spiaggia, è ora ricoperta da ristorantini e baretti.
I camp sono stati quasi completamente soppiantati da hotel.
C’è una “strada” pedonale, da una parte i ristoranti, dall’altra shop e alberghetti.
Spesso sei importunato dai locali per inviti ad entrare in questo o quell’esercizio o per prenotare un’escursione nel deserto.
Pullulano i centri diving, con una ventina di siti di immersioni, raggiungibili direttamente dalla riva.
Detto questo, la barriera corallina è sostanzialmente intatta, con coralli di tutti i colori ed ancora tanti pesci.
La “clientela” si è globalizzata, inglesi, tedeschi, giapponesi, molti russi, pochi gli italiani (sarà a causa della nostra abitudine di acquistare i pacchetti delle agenzie, piuttosto che scegliere davvero la vacanza?)
Siamo stati invitati a bere il tè in casa da ragazze beduine (ma chi lo ha detto che sono arretrate?), nei negozi si contratta duramente, poi si conclude tutto con una stretta di mano, dappertutto stanno costruendo resort fuori dal villaggio.
Dal punto di vista pratico, siamo riusciti ad organizzare con un’agenzia locale il tranfert dall’aeropoto di sharm ( 90 chilometri) con un limousine taxi elegantissimo, che ci ha atteso per due ore causa ritardo del volo (erano le tre di notte) e ci ha condotto a destinazione per la spesa complessiva di 35 euro (per il ritorno abbiamo trovato persino di meglio).
La spesa per una cena media è di circa 10-15 euro in due; attenti a non ordinare troppe cose, perchè molti piatti vengono serviti già accompagnati da contorni, salsine e persino zuppe.
Una stanza decente, con aria condizionata per due persone e colazione, costa 30 euro.
Per gli squattrinati, è possibile spendere molto meno; così’ come si può arrivare a spendere fino a 60 euro per la sistemazione top.
Ci sono poi dei resort fuori dal paese, alcuni dei quali davvero di lusso.
Il costo non è eccessivo (intorno ai 100 euro), però per recarsi in paese è necessario un taxi ( 4 euro); anche i prezzi delle consumazioni risentono del livello dell’hotel, per cui bevande e pasti costano quasi come in Italia; per le immersioni sei quasi costretto a servirti del diving dell’albergo che approfitta della situazione di monopolio.

Cosa mi piace di dahab?
Il fatto che è ancora un paese vero, con molta animazione e frequentato da gente di tutto il mondo.
La barriera corallina, ideale per snorkeling e sub, la possibilità di passare le giornate sdraiato nei bar, chiacchierando e – per chi vuole- fumando il narghilè (qui chiamato shisha), la dimensione davvero internazionale (abbiamo incontrato europei che lavorano in Thailandia, ragazzi francesi giunti in autostop dopo aver traversato Turchia, Siria e Giordania), una coppia di israeliani che -contro le indicazioni del proprio governo- sono venuti in vacanza nel Sinai.
Mi sarebbe piaciuto fare escursioni nel deserto, dove ci sono dei canyon con iscrizioni antichissime ed oasi magnifiche, raggiungibili in jeep o con i cammelli, ma essendo in agosto il caldo era eccessivo.
A proposito di cammelli, abbiamo incrociato un accampamento con un centinaio di cammelli, mentre in molti siti di immersione ( Blue hole, Canyon) vedi in continuazione ragazzini beduini “a cavallo” che ti invitano.
Volendo, si può salire fino al Monte Sinai (quello dei 10 comandamenti); ci sono stato anni fa, in genere si sale la sera e si aspetta in vetta per vedere l’alba.
L’esperienza è irripetibile.
In conclusione, per chi vuole andare sul mar rosso ed è stanco di sharm e dei villaggi turistici, andate a DAHAB (ancora per poco).

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