UN FILMATO CHE FARA’ RIFLETTERE MOLTI

Il filmato di Giuseppe Di Grande, un mio nuovo amico di FaceBook

E’ un bellissimo filmato che credo molti condivideranno!

Belle immagini, belle parole, bella musica! Un filmato in cui molti si ritroveranno!

INDAGINE SUL DISASTRO DEL VOLO FSH 604

Nei giorni scorsi National Geographic ha pubblicato un documentario che ricostruisce l’incidente aereo di Sharm e le indagini durate due anni che ne sono seguite. Cosa è successo al volo Flash Air FSH604?

3 gennaio 2004 Tragedia dell’aria nei cieli dell’Egitto: un charter con 148 persone a bordo è precipitato nelle acque del Mar Rosso. I passeggeri sono tutti morti.
Le vittime sono 133 turisti francesi e tredici egiziani: sei membri dell’equipaggio e sette membri dell’equipaggio di riserva.

L’aereo, un Boeing 737 della compagnia privata egiziana Flash Air, proveniva da Venezia, ed aveva appena sbarcato a Sharm un gruppo di turisti italiani. Poi, aveva ripreso il volo per Parigi. Ma dopo due minuti è sparito dai radar.

Non c’è stata ancora nessuna dichiarazione ufficiale circa le cause dell’incidente, ma in base alle indagini preliminari il ministero egiziano dell’Aviazione ha parlato di un “guasto tecnico”. Il segretario generale del ministero, Abo Ghanima, ha ribadito che si tratterebbe di un incidente e che “fino ad ora non c’è alcun segnale che possa far pensare ad un atto terroristico”.

L’aereo era decollato dalla località balneare alle 4.44 ora locale, e sarebbe dovuto arrivare alle 9 all’aeroporto Charles De Gaulle di Parigi, dopo un breve scalo al Cairo. E’ stato l’ultimo viaggio del Boeing 737 che, prima di precipitare, aveva coperto quattro tratte tra l’Italia e l’Egitto in meno di 24 ore.

Il Boeing è precipitato da un’altezza di 1,500 metri in 17 secondi. Lo ha spiegato il ministro dell’aviazione civile egiziano Ahmed Shafik: “E’ decollato in modo impeccabile ed ha raggiunto i  1,500 metri quando ha virato verso sinistra come era previsto. Poi qualcosa è successo e ha cominciato a tremare”, ha detto Shafik sulla base dei dati forniti dalla torre di controllo di Sharm el Sheikh.

“L’aereo ha allora effettuato una virata non prevista verso destra e in quel momento ha avuto un problema. Diciassette secondi dopo si schiantava in mare”, ha raccontato Shafik, aggiungendo che “la fusoliera era ancora intera quando ha toccato la superficie del mare, stando alle testimonianze della Forza multinazionale di osservatori”.

Il pilota, ha continuato il ministro, non ha lanciato alcun S.o.s. Ciò può spiegarsi col fatto che fosse troppo impegnato a cercare di riprendere il controllo del velivolo o che la radio era in panne. Data la profondità del mare nel punto dell’impatto non sarà facile secondo Shafik recuperare i corpi delle vittime.

I rottami sono stati trovati una quindicina di chilometri a Sud di Sharm el Sheikh. Sul luogo della sciagura sono confluite in tempi rapidissimi imbarcazioni con squadre di soccorso. Ma ben presto è apparso chiaro che non c’era alcuna speranza di trovare dei superstiti.

Il documentario ha una durata totale di 47 minuti
Viene proposto in 5 spezzoni di 10 minuti l’uno
Fai doppio click sul tasto PLAY per visionare il filmato direttamente su youtube. Al termine di ogni spezzone apparirà automaticamente una serie di finestre.
Per proseguire la visione clicca sul rettangolo centrale sotto la scritta UP NEXT

25 marzo 2006: Le autorità egiziane hanno pubblicato oggi il rapporto definitivo dell’incidente del volo Flash Airlines FSH 604 del 3 gennaio 2004, quando 148 persone persero la vita a bordo del Boeing 737-300 SU-ZCF precipitato in mare davanti Sharm el Sheik circa tre minuti dopo il decollo. Il rapporto identifica la causa nel fattore tecnico, del quale elenca tre possibilità (difetto degli alettoni, blocco temporaneo di un cavo o rinvio dello spoiler sinistro, malfunzionamento dell’autopilota). Nel testo si dice che non sono state trovate «prove conclusive» sufficienti per determinare la causa più probabile ma che «qualsiasi combinazione di queste evidenze potrebbe aver causato l’incidente od avervi contribuito».

UNA FOTO AL GIORNO: TARTARUGA A RAS MOHAMMED

Bellissimo scatto di PippoPluto

BREVE STORIA DEL PAESE DOMINA CORAL BAY

La storia del Domina Coral Bay, uno dei più prestigiosi resort di Sharm El Sheikh, è la storia di un amore a prima vista tra un imprenditore italiano, Ernesto Preatoni, e l’incredibile scenario naturale della costa meridionale della penisola del Sinai, dove il deserto roccioso digrada sul Mar Rosso per formare una delle più straordinarie barriere coralline esistenti al mondo.

Oggi 1600 camere in sei alberghi, con ville private, ristoranti, bar, campi sportivi e servizi in spiaggia e il successo di ospiti di 17 diverse nazionalità, con una grande predominanza di italiani, testimoniano il successo di questa idea visionaria.

Qualche volta la storia si colora di leggenda. Correvano i primi anni ’90, il nome Sharm El Sheikh non era ancora noto, il centro di Naama Bay, la località principale di questo tratto di costa che si estende per una quarantina di km intorno all’aeroporto offriva soltanto un paio di vecchi alberghi israeliani reduci dai tempi dell’occupazione del Sinai.

Ernesto Preatoni, sorvolando con l’elicottero tutto il tratto costiero, individuò e scelse proprio questa baia desertica, con due chilometri di barriera corallina assolutamente intatta e delimitata da due promontori, con acque cristalline e tranquille.

Mai nome è stato più adatto: i coralli che scendono verso il fondale sono di una bellezza seducente, con colori vivissimi e una fauna ricca di centinaia di specie diverse di pesci anch’essi coloratissimi.

Acquistare i terreni da una sessantina di piccoli proprietari non è stato semplice, come non lo è stato farsi approvare i progetti e cominciare la costruzione, con maestranze locali, di un primo lotto che nel 1994 venne aperto al pubblico con l’hotel Oasis.

Coral Bay

Il successo è stato tale da portare a rinomanza internazionale tutta la località di Sharm, oltre a far crescere il resort con i successivi alberghi Aquamarine (dove le camere standard sono sempre dotate di terzo letto per un ragazzo), El Sultan (dall’arredo più semplice), Harem (con alcune gradevoli camere su due piani), King’s Lake (con una spiaggia di sabbia su un lago salato adatto per i bambini) e da ultimo il Prestige, lussuoso cinque stelle superiore con grandi suite con patio e grande privacy.

Oggi questi sei alberghi, formano una specie di paese integrato in un grande centro per più di 4000 ospiti e 3000 dipendenti, sotto la direzione unica dell’italiano Guido Gessati.

Le attrattive sono tante, con piscine, negozi, ristoranti, animazione, locali come il casinò e lo Smaila’s Club, ma anche con le proprietà private del Domina Club, 280 appartamenti e 100 ville, alcune spettacolari con 4 stanze da letto, 4 bagni, patio e giardino, che costituiscono un investimento che si è ben rivalutato nel tempo.

Se il mare con lo snorkeling e le immersioni è la ragione stessa del successo di Sharm El Sheikh, con una stagione che dura 12 mesi all’anno (l’acqua è un po’ più fredda in gennaio e febbraio e i mesi migliori sono settembre e ottobre), da fine 2008 il Domina Coral Bay ha trovato una nuova attrazione nella rinnovata Spa Elisir con un’ala di albergo ad essa dedicata: le camere Prestige Elisir arredate in stile tailandese, con cabine armadi e televisori con video piatti, sono appartate e tranquille con accesso diretto alla Spa. La ristorazione è naturalmente uno dei punti di forza del resort, con 11 ristoranti e 15 bar e oltre 100 chef.

Una particolarità unica, nel vasto spazio del complesso, è la “Ernesto’s Farm”, dove vengono organizzate sovente visite guidate: è una grande iniziativa per la coltivazione biologica di verdura e frutta su 34.000 mq: i prodotti vengono serviti poi sulle tavole dei ristoranti à la carte più esclusivi del resort.

Altro punto di forza per gli appassionati di subacquea è il diving interno, dotato di barche di proprietà e soprattutto dell’unico pontile privato del Sinai che consente ai sub di imbarcarsi direttamente dal diving evitando lunghi e faticosi trasbordi dall’hotel al porto di Sharm!