DOMINA CORAL BAY: UN BEL FILMATO AMATORIALE

Un bel filmato che mostra molti aspetti e molti scorci
del Domina Coral Bay di Sharm e Sheikh

PER VIAGGIATORI PIU’ CHE PER TURISTI

Per chi dalla propria vacanza vuole qualcosa di più della spiaggia e dell’ombrellone, ecco una proposta di viaggio che prevede una full immersione nella realtà egiziana.
Lussi e comodità vengono abbandonate per preferire il contatto con le popolazioni locali, per capire le difficoltà di chi veramente fatica a campare, per conoscere dal vivo i progetti di un’organizzazione che fa della solidarietà la sua bandiera.
Da questo genere di viaggi si torna generalmente con poca abbronzatura e con molto arricchimento. I ricordi saranno i sorrisi delle persone incontrate più che i pesci della barriera. Un modo diverso di trascorrere le proprie vacanze

La cultura e la storia dell’Egitto non hanno certo bisogno di presentazione, il paese che conosceremo nel nostro itinerario di turismo responsabile è però anche quello di oggi: incontreremo i protagonisti dei progetti della cooperazione internazionale, quelli della rete del commercio equo e solidale e tanti altri, portandoci a casa un Egitto ancora più intenso.
Il benvenuto dal paese lo avremo a Il Cairo, quella islamica è la zona più densamente popolata dell’intero Egitto. Nell’intrico di vicoli, aleggia il sentore della curcuma e del cumino. Seguendo il profilo dei minareti arriveremo alla Moschea di Al-Azhar, una delle più antiche della città. Visiteremo il complesso di Al-Ghouri, di rara bellezza, che riunisce la moschea madrasa, il mausoleo ed il suggestivo minareto a scacchi rossi, nonché la cittadella, una grandiosa fortezza che fu sede del potere egiziano per 700 anni.
Trovarci all’improvviso davanti alle grandiose piramidi di Giza, sarà veramente uno spettacolo emozionante: custodi dei segreti della vita ultraterrena degli antichi Egizi e sopravvissute alla nascita e alla caduta di potenti dinastie e di grandi conquistatori, le piramidi condividono il deserto che le circonda con l’enigmatica Sfinge e con una quantità di templi di dimensioni inferiori, riuscendo a creare un paesaggio dall’atmosfera irreale, nonostante le migliaia di turisti che ne affollano il sito.

Con un lungo trasferimento in 4X4 faremo rotta verso l’interno e ci inoltreremo nel Deserto Occidentale libico-egiziano, per raggiungere la grande oasi berbera di Siwa. Lungo la strada, una breve sosta ad El Alamein ci consentirà di visitare i monumenti ed i sacrari della Seconda Guerra Mondiale.
I laghi salati che la circondano, l’incredibile ricchezza d’acqua dolce delle oltre trecento sorgenti in cui è possibile bagnarsi, la rigogliosità dei giardini e la dolcezza dei suoi famosi datteri ci faranno da subito innamorare perdutamente di Siwa. Rallenteremo il passo ed il respiro, per metterci al suo fianco e cogliere lo spirito più autentico della vita delle oasi del deserto. Visiteremo la cittadella antica, Shali, dall’architettura irreale costruita quasi tutta con i materiali salini del luogo, e l’antico villaggio di Aghurmi con il tempio dell’oracolo di Ammone, la piscina in cui si bagnava Cleopatra, e le tombe della necropoli romana di Gebel Matwa, la “montagna dei morti”.

Non paghi di tanta bellezza, ci saranno ancora il Deserto Bianco ed il Deserto Nero a stupirci, sulla strada per l’oasi di Baharya. Ci perderemo in paesaggi lunari punteggiati da formazioni calcaree erose dal vento che formano bizzarre figure e che, al variare della luce, esplodono in una gamma stupefacente di colori, passando dall’arancio e dal viola del tramonto alla luminosità lattea della notte, quando la luce della luna e delle stelle le investono creando un’atmosfera magica di cui certo ci riempiremo gli occhi ed il cuore.

Un viaggio di turismo responsabile incredibilmente ricco di opportunità per entrare in contatto con le persone che abitano i suggestivi luoghi in cui ci fermeremo e per fare un pezzo di strada insieme.
Al Cairo incontreremo i volontari del COSPE – Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti, ed un gruppo di artigiani che hanno aderito al programma  “Marketing Link“, nato con l’obiettivo di sostenere e rafforzare gli artigiani egiziani nello sviluppo della loro produzione e delle loro capacità imprenditoriali. Visiteremo l‘Egypt Crafts Center/Fair Trade Egypt, creato per fornire ai produttori anche un canale di marketing e di vendita, regolato secondo i principi del commercio equo e solidale. Con il progetto si è cercato di preservare la ricchezza culturale egiziana, i modi di produzione e di favorire l’uso di materie prime naturali nella produzione.
Sempre al Cairo, conosceremo anche APE – Association for the Protection of the Environment, che si occupa di educazione e assistenza nel quartiere di Moquattam, abitato dagli Zabaleen, i “raccoglitori di rifiuti”.
Durante il nostro incantevole soggiorno all’oasi di Siwa, saremo spesso accompagnati dai volontari dell’associazione  Native Siwan Association for Tourist Services and Environment Protection (NSA), fondata per aiutare i Siwani ad avviare piccoli progetti ed attività nel settore del turismo sostenibile che contribuiscano a preservare le tradizioni culturali e la bellezza dell’ambiente del deserto e a migliorare le condizioni di vita.
Ancora a Siwa, SCDEC – Siwa Community Development and Environmental Conservation, un’ONG locale che rappresenta al suo interno tutte le tribù della società siwana e lavora a beneficio della comunità su diversi fronti: sviluppo e marketing di prodotti agricoli, micro-credito, supporto alle donne in attività generatrici di reddito,  formazione ed educazione sanitaria.

PROSSIMA PARTENZE PREVISTE:
30/10/2010
28/11/2010
3/12/2010
Durata 10 giorni – Prezzo 1260 volo escluso – Disponibilità attuale 10 posti

VIAGGI SOLIDALI
C.so Regina Margherita, 205/a Torino

info@viaggisolidali.it  tel 0114379468

LINK AL SITO VIAGGI SOLIDALI

UN DISCENDENTE DEI DINOSAURI VIVE A DELTA SHARM

A Sharm c’è il Delta Sharm un conosciuto complesso residenziale nel quale si aggira, non visto, un discendente dei dinosauri!!

Ecco il filmato che ho trovato per voi oggi su Youtube! Bellissima realizzazione che dimostra che con un po’ di fantasia e di passione si possa realizzare un gradevole filmato anche nel giardino di casa! Se si ha la fortuna di abitare vicino a Spino ovviamente!

Grazie Pierluigi PL per permetterci di godere anche di piccole cose!!! e complimenti, veramente ben fatto!

Spino, un Rettile appartenente alla Famiglia dei SAURI, della Specie UROMASTYX AEGYPTYA, se ne va a zonzo per il Delta Sharm, il Complesso Residenziale dove vivo io a Sharm el Sheikh. Grazie alla meravigliosa cornice naturale che lo circonda, e alle incedibili note della Colonna Sonora che ho scelto (“Battle Without Honor or Humanity” scritta da Tomoyasu Hotei, tratta da “Kill Bill Vol. 1” di Quentin Tarantino), vi racconto la sua avventurosa storia.
Riprese e Post-Produzione: Pierluigi (PL) Baldazzi
Info: plegitto@hotmail.it

UNA FOTO AL GIORNO: SHISHA

UNA BELLA SEQUENZA DI IMMAGINI PER CHI AMA IL DESERTO

Se oltre al mare cristallino ami anche i colori intensi del deserto, i suoi silenzi e i suoi immensi spazi, la serie di immagini qui sotto riproposta sicuramente ti piacerà!

QUELLO CHE NON MOLTI SANNO SUL RAMADAN


Il Ramadan è un grosso giro d’affari
Il Ramadan è secondo solo al Natale per il livello di consumismo che ormai ha sviluppato. Certo, la produttività durante il mese del digiuno diminuisce, ma i supermercati a Istanbul sono strapieni e per gli autonoleggio di macchine di lusso di Ryad è uno dei periodi migliori dell’anno. Le catene di fast-food offrono pasti speciali durante la notte e in Egitto si compra quasi il doppio del cibo rispetto al solito. Inoltre, visto che durante la notte migliaia di persone sono a casa per celebrare l’interruzione giornaliera del digiuno, i canali televisivi trasmettono i loro programmi più importanti: tra il 25 e il 30 per cento dei guadagni legati alla pubblicità arrivano proprio durante il mese del Ramadan. Persino l’Australia ne risente: durante il periodo immediatamente precedente al Ramadan, le esportazioni di pecore – un lusso che si concedono durante quel mese – schizza fino ad aumentare del 77 per cento.

Il Ramadan è il più grosso prodotto d’esportazione dell’Arabia Saudita
Fino agli anni settanta, la stretta osservanza del Ramadan era limitata ai paesi del mondo musulmano. Poi arrivò la crisi petrolifera del 1973. I petrodollari iniziarono ad affluire nelle casse dei paesi del Golfo Persico, ricoprendo d’oro le monarchie del deserto, che con quei soldi iniziarono anche a costruire moschee e realizzare seminari in tutto il mondo. Regole rigidissime nel trattamento delle donne, nell’educazione e nelle pratiche religiose iniziarono a estendersi anche nelle regioni più remote delle montagne pakistane e nelle pianure del Bangladesh. Oggi ad Aceh, in Indonesia, chi non osserva il Ramadan può essere punito con bastonate. E nel 2009, in Egitto, il Ministro dell’Interno iniziò a inasprire le leggi che fino ad allora consideravano la violazione del digiuno durante il giorno un reato minore.

Il Ramadan è un periodo di pace, ma è stato usato anche come strumento di guerra
La contemplazione religiosa non è sempre stata sinonimo di pace. Il profeta Maometto diede inizio alla battaglia di Badr – la prima vera guerra musulmana contro gli infedeli – durante il mese del Ramadan del 624. E il conflitto del 1973 che gli israeliani chiamano la Guerra del Kippur, è conosciuto come la Guerra del Ramadan in Egitto, Giordania e Siria, che lanciarono il loro attacco a sorpresa durante il digiuno. Più di recente, in Iraq, il mese del Ramadan è stato caratterizzato dagli attacchi dei ribelli contro le truppe dell’esercito americano, raggiungendo il picco di oltre 1.400 attentati nel 2007. Ma ci sono stati anche dei casi in cui il Ramadan ha complicato le operazioni militari: durante la battaglia di Tora Bora, alcuni combattenti afgani anti-talebani che erano ormai alle costole di Osama bin Laden decisero di tornare a casa al tramonto per spezzare il digiuno.

La globalizzazione ha cambiato il Ramadan
Per i circa 45 milioni di musulmani che vivono nei paesi occidentali, la stretta osservanza dei precetti religiosi è ormai diventata una questione soprattutto personale. Il lavoro non rallenta in Occidente durante il Ramadan, e quelli che decidono di digiunare devono comunque lavorare a fianco di persone che continuano a mangiare e a bere come se niente fosse. In rete si trovano diverse guide che dispensano consigli su come affrontare la sensazione di solitudine e isolamento, e in alcuni casi sono state previste delle eccezioni per le persone che non vivono in un paese musulmano. Per esempio, le persone che vivono in quei paesi in cui per motivi geografici il sole non tramonta mai durante il mese del Ramadan possono iniziare e finire il digiuno seguendo i ritmi della Mecca, o di qualunque altra città vicina che abbia una successione di alba e tramonto più regolare.

Il Ramadan è il migliore amico dei tiranni
I dittatori di alcuni paesi musulmani fondamentalisti hanno usato spesso il Ramadan per rafforzare la legittimità del loro regime. Turkmenbashi, l’ultimo dittatore neo-stalinista del Turkmenistan, decise di graziare 8.415 prigionieri durante il Ramadan nel 2005; un esempio che più tardi è stato cinicamente seguito anche a Damasco e Algeri. Anche Saddam Hussein – che cercò di vendersi come un fervente musulmano durante gli ultimi anni del suo regime – durante la guerra contro l’Iran offrì per due volte una richiesta di cessate il fuoco nel mese del Ramadan. E nel 2008 – quando l’allora segretario di stato americano Condoleezza Rice andò in visita in Libia – Gheddafi si rifiutò di stringerle la mano prendendo a scusa l’obbligo di non sfiorare una donna durante il periodo di digiuno pur essendo come al solito circondato da uno stuolo di amazzoni, la sua guardia privata tutta al femminile.