NOTIZIE IN PILLOLE

Diving Center di Marsa Alam cerca receptionist

Pubblicato il 17/08/2010 alle ore 13:49

Compenso: da stabilire
Quartiere/zona: Egitto

L´azienda Coraya Divers e ´alla ricerca di una receptionist per il nostro diving center sito in Marsa Alam, Egitto.
Offriamo vitto e alloggio e contratto minimo di un anno.
Richiediamo eta´ compresa tra i 18 e i 30 anni, conoscenza della lingua inglese e francese a livello buono parlato e scritto, la conoscenza della lingua tedesca o russa a titolo preferenziale.
Pregasi astenersi senza requisiti.
Inviare il curriculum vitae in inglese con foto, i curriculum non in lingua inglese non verranno presi in considerazione

Contatti diretti: Coraya Divers Marsa Alam Egitto
Tel 0020107670808
info@coraya-divers.com

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L’Egitto punta su Sharm El-Sheikh e la rende green

Sharm El-Sheikh si tinge di verde. Il governo egiziano ha  varato nei giorni scorsi un piano volto al  rafforzamento della normativa sulla conservazione dell’ambiente a Sharm El-Sheikh, la più nota località turistica egiziana del Mar Rosso.
Il piano prevede investimenti  per iniziative dedicate alla protezione dell’ambiente e del paesaggio, in particolar modo della barriera corallina. Sharm El-Sheikh, in quanto principale centro turistico della penisola del Sinai, viene visitata ogni anno da milioni di turisti – soprattutto europei – ed è diventata il volano per l’economia delle località sul Mar Rosso. Per questo motivo,  l’espansione edilizia derivata da questa situazione,  unita al problema dell’impatto ambientale che milioni di turisti hanno sull’ambiente, rischia di devastare uno dei panorami e degli ecosistemi marini più importante del Nord Africa. Il problema più sentito è quello dello smaltimento dei rifiuti, che, da questo momento in avanti, dovrà avvenire nel rispetto delle più rigorose norme di salvaguardia ambientale. In questo senso gli investimenti e il nuovo paino varati dal governo egiziano, presieduto  dal primo ministro, Ahmed Nazif,  intendono imprimere un’impronta eco-sostenibile al turismo nella regione.

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Secondo Shenuda III, tutti i telefoni in Egitto sono potenzialmente sotto controllo

Il capo della chiesa copta egiziana, papa Shenuda III, secondo il quale qualsiasi telefono in Egitto può finire sotto controllo dei servizi di sicurezza, ha affermato al quotidiano Al-Masri Al-Youm: “Fate attenzione a non ammettere i vostri peccati al telefono perchè tutte le conversazioni telefoniche vengono registrate, altrimenti dovrete chiedere l’assoluzione alla polizia, dal carcere, invece che al vostro parroco”. Si è largamente diffusa l’abitudine tra i fedeli del papa di confessarsi al telefono. Molti infatti sono i religiosi copti emigrati in Europa o in America che continuerebbero a confessare i loro peccati al parroco in Egitto via telefono. Due anni fa Shenuda III aveva lanciato un allarme simile sulle confessioni on line: “Chiunque può riuscire a leggerle, a quel punto non sono più segrete”.

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BERENICE: SHARM COME ERA 20 ANNI FA, SI TROVA A SUD DI MARSA ALAM

Oggi nota come Medinet-el Harassi, si trova a sud del parco nazionale di Wadi el Gemal ed è senza dubbio uno dei luoghi più belli del Mar Rosso. E´ l´ultima zona turistica del profondo sud ed è paragonabile alla Sharm el Sheikh di 15/20 anni fa. La sua remota posizione rende questa località l´ultimo paradiso non cementificato di tutto il Mar Rosso. Una perla rara che probabilmente resterà tale ancora per poco tempo.

Conosciuta come una remota ed intatta destinazione subacquea, la zona di Berenice è l´ultima destinazione di vacanze del Mar Rosso. Lo sviluppo turistico è molto limitato, con un solo hotel 5 stelle che offre una vasta gamma di servizi nella tranquilla e bellissima zona di Lahami Bay.
Nelle vicinanze sorgono le altre due uniche sistemazioni della zona, principalmente indirizzate agli amanti della subacquea: un hotel tre stelle e un eco-lodge. Questa destinazione è l´ideale per coloro che sognano una vacanza lontano da tutto e da tutti e a pieno contatto con la natura Gli hotel di Berenice ospitano centri subacquei ben attrezzati.

Berenice si trova a 130 km dal nuovo aeroporto di Marsa Alam (circa 200 km a sud di Hurgada), aperto a febbraio 2002. Per raggiungere questa località ci vogliono circa 2 ora e 30 minuti di pullman.
Berenice è dotata anche di un piccolo aeroporto che attualmente accoglie solamente pochissimi voli interni. Non è sicuramente escluso che in un prossimo futuro lo scalo potrà accogliere anche voli internazionali.

Wadi Hammamat: A circa metà strada fra Quseir e Qena, si trova Wadi Hammamat. Attraverso la sua valle corre un´antica strada, la più breve dal Mar Rosso al Nilo. Centinaia di iscrizioni rupestri ornano le pareti della secca. Alcuni disegni, come quelli delle antiche barche egizie di canne, risalgono al 4000 a.C. Ciò che rese veramente famoso Wadi Hammamat nell´antichità, fu la pietra di Bekheny, una roccia ornamentale di colore verde, ritenuta sacra. La pietra fu attivamente estratta dai tempi faraonici fino a quelli romani, per la produzione di coppe, statue e sarcofagi. Numerosi oggetti realizzati con pietra di Bekheny sono stati rinvenuti nelle piramidi, nelle tombe e nei templi di questi periodi. Ci sarà modo di ammirare i resti di cave, miniere, fortezze, torri di guardia e pozzi, che giacciono sparsi lungo la strada principale.

Il tempio di Seti I: A Kanais, a est di Edfu, lungo la strada del deserto per Marsa Alam, si trova un piccolo tempio tagliato nella roccia, costruito da Seti I (1305-1290 a.C.) Purtroppo è possibile visitare soltanto l´ingresso del tempio. La camera posta dentro la rupe, con i magnifici disegni di Seti I che colpisce i nemici ed offre un dono al dio Amun, è chiusa al pubblico per ragioni di conservazione. Non lontano dal tempio, si trova un antico pozzo. Superba arte rupestre di epoca pre-dinastica, risalente a 6000 anni fa, decora le ripide pareti del wadi, con barche a remi, divinità danzanti, gazzelle dalle lunghe corna, grassi ippopotami e scene di caccia.

Bir Umm Fawakhir: Un pò più a nord di Wadi Hammamat, nella porzione centrale del deserto orientale, si trova un insediamento minerario (per l´estrazione dell´oro), del quinto e sesto secolo, noto con il nome di Bir Umm Fawakhir. Un grande comunità di cristiani copti vivevano in questa città di circa duecento edifici. L´oro estratto dalle montagne circostanti era lavato e trasportato verso la Valle del Nilo per la raffinazione. La miniera più grande di Bir Umm Fawakhir si estende orizzontalmente per un centinaio di metri nella montagna ed è alta circa due metri. Oggi si può visitare il sito ed osservarne gli edifici di accurata progettazione, e le antiche iscrizioni incise sui massi di granito presso le postazioni di guardia della città.

Le antiche miniere di smeraldi: a sud-ovest di Marsa Alam, identificate più tardi come Miniere di Cleopatra o Mons Smaragdus (Montagne di smeraldo), l´area divenne il più famoso complesso minerario del mondo antico. Le miniere di Wadi Gimil, Wadi Sikeit, Wadi Nuqrus e Gebel Zabara furono intensamente sfruttate durante i periodi romano e tolemaico. Lo sfruttamento delle miniere continuò anche nei secoli seguenti, finchè furono abbandonate dopo che gli Spagnoli scoprirono gli smeraldi in Colombia nel 1545. Oggi le rovine degli insediamenti minerari di Zabara e Sikeit sono ancora evidenti così come i resti delle strutture di un tempio e delle miniere crollate

UN LIBRO SOTTO L’OMBRELLONE: L’ULTIMA PROFEZIA

L’ULTIMA PROFEZIA DI ZECHARIA STICHIN ediz . Piemme aprile 2010

L’Ultima Profezia

Dai segreti del Vaticano al Giudizio Universale per squarciare il velo della storia

Quando Michelangelo raffigura il Serpente tentatore intrecciato all’Albero della Conoscenza e gli dà fattezze umane, rivela un’inaspettata familiarità con fonti non ortodosse e molto antiche. Perché il disegno ricorda il geroglifico che indica il dio egizio Ptah, composto da due serpenti intrecciati, e molto simile alla doppia elica del DNA.

Sono molti altri gli elementi che, nella Cappella Sistina, rimandano ad antiche conoscenze perdute. E dove, se non nelle più segrete stanze del Vaticano, Michelangelo poteva aver attinto a quei misteri?

Un filo rosso unisce il cuore della cristianità e le piramidi, la Sacra Sindone e Nazca, un filo che conduce alle origini divine dell’uomo.

Adamo, che in ebraico vuol dire “che già esisteva”, riceve dal Creatore il segreto per elevarsi al di sopra delle altre creature. Quale sia quel segreto Zecharia Sitchin lo ha svelato nei suoi studi, e ora ripercorre i luoghi chiave della sua ricerca, dalla Grande Piramide di Giza, dove è stata scoperta l’esistenza di una camera segreta mai svelata prima, alle vette delle Alpi, passando dalla culla dell’antichità, Roma.

Zecharia Sitchin è nato a Bacu in Russia ed ha vissuto in Palestina, dove ha studiato la Bibbia ebraica scritta in ebraico antico. Ha inoltre studiato l’archeologia del Medio Oriente, prima di trasferirsi definitivamente negli Stati Uniti.
Ha dedicato tutta la sua vita allo studio delle lingue semitiche ed è un’esperto di civiltà Sumera, tanto da essere uno dei pochi studiosi in grado di poter decifrare le iscrizioni scritte nei caratteri cosiddetti “cuneiformi”, che ricoprono bassorilievi e le tavolette di argilla ritrovate in tutto il Medio Oriente.
Nei suoi libri traduce i testi sumerici ed evidenzia le somiglianze tra i miti religiosi Sumeri, Greci e Cristiani…
La sua visione è semplice ma sconvolgente: i testi sacri dei popoli antichi non è creazione fantastica, ma confusa memoria di fatti realmente avvenuti!

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UNA FOTO AL GIORNO: SIESTA!!

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