IL CORALLO DI FUOCO: UN PERICOLO SPESSO SOTTOVALUTATO

Maria Vittoria Savini – OK La salute prima di tutto
Se sei interessato al tema, leggi l’articolo in originale
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Il corallo di fuoco (Millepora dichotoma), specie molto comune nell’Oceano Indiano, nel Pacifico occidentale e nel Mar Rosso, contiene un veleno tossico anche per l’uomo.

Sintomi. «La persona che si ferisce con un corallo di fuoco avverte forte bruciore e dolore», spiega Maria De Giacomo , tossicologa al centro antiveleni del Policlinico Agostino Gemelli di Roma. «Subito dopo si formano piccole ustioni e talvolta un rash orticarioide. In qualche caso si può andare incontro anche ad astenia, agitazione, difficoltà a respirare, nausea, vomito. Tali sintomi possono essere complicati da ferite provocate da incrostazioni calcaree che possono causare sovra-infezioni con febbre anche molto alta e linfangite. L’ intossicazione, se non curata, può portare alla morte ».

Terapia. «Se si viene colpiti dalla sostanza irritante di un corallo di fuoco bisogna subito cercare un medico», spiega De Giacomo. «L’intervento immediato dovrebbe mirare ad asportare, possibilmente con un coltello dalla parte non tagliente, sia gli eventuali tentacoli del corallo attaccati alla cute e i frammenti calcarei, sia i filamenti velenosi (in realtà invisibili a occhio nudo). Subito dopo si deve lavare la ferita con acqua di mare, non dolce, e ricoprirla con pomate cortisoniche, antistaminiche e antibiotiche. In caso di lesioni molto estese si consiglia la somministrazione di antibiotici per via generale. Se subentrano difficoltà respiratoria e ipotensione, si passa ad antistaminici e corticosteroidi per via parenterale. In rarissimi casi di shock anafilattico sarà necessaria un’assistenza cardiorespiratoria».

Guarigione. La prognosi è estremamente variabile e va da qualche giorno a mesi in relazione alla gravità delle lesioni, all’entità della reazione individuale e all’ instaurarsi di sovra-infezioni.

Precauzioni. Nei mari in cui vive il corallo di fuoco, i sub dovrebbero sempre immergersi con pinne e guanti anche durante lo snorkeling e prestare estrema attenzione nei movimenti sott’acqua.

In Mar Rosso è assolutamente vietato immergersi con i guanti, proprio per evitare che ognuno  si porti a casa un pezzo di corallo!! Quindi girateci al largo e non rischiate nulla

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