COSA SUCCEDE SE UN EGIZIANO DISPONE DI UNA FERRARI?

Tamarrologia applicata all’ennesima potenza!!!


UN BEL FILMATO SU MARSA ALAM

Purtroppo è ancora difficile trovare materiale decente su Marsa Alam

Oggi però ho trovato questo video decisamente godibile (20 sec iniziali di buio!)

MA I PESCI SALUTANO?? DA NON CREDERE

Posto questo filmato solo perchè possiate vedere un curioso comportamento di un gruppo di delfini che, prima di tornare al loro mare, sembra salutino il gruppo di turisti.

Ho anche dubbi siano delfini, ma la ripresa non consente di capire bene

** I pesci in questione sono stati identificati da Denis Zorzin, appassionato conoscitore di biodiversità marine!
Si tratta di GRAMPI. Grazie Denis!

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MACROECONOMIA: EGITTO IN POLE POSITION

Si chiama BRIC e sta ad indicare i paesi in cui convergono oggi i grossi investimenti (Brasile Russia India Cina)
Ma gli analisti del mercato globale non si fermano e dato che il BRIC è ormai consolidato ed operativo, hanno spinto le loro analisi fino al 2050. I risultati dello studio individuano nei paesi africani i prossimi terreni fertili dove investire. Al vertice tre nazioni completamente diverse tra di loro Sudafrica Egitto e Nigeria. Dopo il BRIC si comincia BRICS (il Sudafrica è pronto ad entrare da subito!!) in attesa di vedere che acronimo ci proporranno per gli stati africani

COSA C’E’ SOTTO IL BOURKA??

Molti dicono che le egiziane sono bruttine
Molti dicono che sono tutte grasse perchè agli egiziani piacciono molto in carne
A sharm e in genere nelle località turistiche le donne egiziane sono veramente mosche rare.
In effetti le poche che si vedono non sembrano proprio delle anoressiche a giudicare dall’ingombro

L’altro giorno ho postato un articolo su Miss Egitto che devo dire è molto meglio di qualche Miss Italia!!
Oggi ho trovato un filmato su ragazze egiziane! E se sotto il bourka fossero così???

MARINA EL ALAMEIN: NUOVO SITO ARCHEOLOGICO

Dopo anni di restauri e di assestamenti, il sito archeologico di Marina el-Alamein, sulla costa egiziana del Mediterraneo, finalmente potrà essere visitato dai turisti a partire da metà settembre.

L’annuncio dell’apertura del sito, è stato dato in una conferenza stampa dal segretario generale del Consiglio Supremo delle antichità egiziane, Zaki Hawass. (20/08/2010)

In questo luogo, a cinque chilometri ad est di el-Alamain, sorgeva una piccola cittadina romano-ellenistica, conosciuta col nome di Locassis. La cittadina fu scoperta accidentalmente nel 1986, quando iniziò la costruzione del resort Marina el-Alamein.

L’area archeologica abbraccia una sezione di almeno un chilometro di lunghezza per 500 metri di larghezza ed è il sito più grande della costa nord dell’Egitto. Il ministro per la cultura Farouk Hosni ha annunciato che l’area archeologica sarà aperta ai turisti per metà settembre, corredata di un sistema di illuminazione estremamente tecnologico che permetterà ai visitatori di godere di el-Alamein sia di giorno che di notte.

La cittadina di el-Alamein possedeva un porto ed un quartiere commerciale e, a sud di questi, un centro città che includeva bagni pubblici, mercati ed una basilica civile. Negli ultimi dieci anni l’Istituto Polacco di Archeologia del Cairo ed il Centro Ricerche Americano d’Egitto hanno riportato alla luce i resti di più di 50 differenti edifici e necropoli. Il complesso archeologico comprende un teatro e una serie di ville d’epoca romana oltre a terme, numerose statue, mercati, resti di basiliche cristiane, tombe e antiche pavimentazioni stradali. I resti archeologici più antichi rimandano al II secolo a.C. e sono stati individuati nella necropoli cittadina. Si pensa che il sito sia stato abitato sino al VII secolo d.C.

Il nome greco romano di el-Alamein era Locassis, che vuol dire “conchiglia“, e le fu dato a causa del colore bianco della sabbia. Qui veniva adorata Afrodite, la dea dell’amore e le statue della dea ritrovate sul luogo la mostrano mentre emerge da una bianca conchiglia, proprio in riferimento al nome dell’antica città.

UN LIBRO SOTTO L’OMBRELLONE: A’ISHA, L’AMATA DI MAOMETTO

Dopo il clamore che in questi giorni ha suscitato la decisione della casa editrice Random House di CENSURARE il libro a due giorni dalla pubblicazione. Arriva in Italia IL NUOVO CASO EDITORIALE INTERNAZIONALE — A’isha ha solo sei anni quando viene promessa in sposa a Maometto. Essendo ancora troppo piccola, trascorrerà tre anni chiusa nella sua casa prima di celebrare il matrimonio con il Profeta. Durante questo lasso di tempo e dopo il matrimonio, in attesa della pubertà, A’isha vivrà da reclusa, impossibilitata a vedere qualunque uomo che non sia un suo familiare o lo stesso Maometto. Prigioniera dei propri sogni, A’isha immagina spesso di vivere una vita diversa. In questa esistenza parallela, A’isha sposa il suo amichetto Sawfran e, per opporsi allo strapotere degli uomini, non esita a impugnare la spada. Sullo sfondo, si agitano gli intensi avvenimenti che caratterizzarono la diffusione dell’Islam, a partire dalla celebre fuga da La Mecca, quando A’isha è costretta a seguire il Profeta nelle sue battaglie per la diffusione della nuova fede. Ormai A’isha vive nella stessa casa di Maometto e, grazie alla fierezza del suo carattere, gode del rispetto di tutti e dell’amore del Profeta. Sarà nelle braccia di A’isha, infatti, che Maometto troverà rifugio dopo aver avuto le sue visioni e persino nel momento della morte. A’isha, ormai, non è più una bambina, ma una donna in grado di guidare la fazione che si oppone al cugino di Maometto nello stabilire le regole dell’Islam ortodosso: il culmine di un’avventura di amore e di fede capace di dare un volto e una storia alle figure più importanti del mondo musulmano.

IL PROBLEMA DELLE DONNE VELATE IN OCCIDENTE

E’ stata denunciata dai passanti perché passeggiava per le vie di Chivasso (Torino) con il velo integrale. Una donna egiziana di 34 anni rischia una multa per violazione di una legge del ‘75 che vieta di circolare con il volto coperto.

La donna è regolare in Italia e stava passeggiando insieme al marito. A segnalarla alla pattuglia a piedi sono stati diversi passanti, che hanno indicato ai militari la direzione in cui era andata. L’egiziana, subito dopo il controllo, ha rimesso il velo e ha continuato il suo giro in centro. Ha dichiarato che medita di tornare in Egitto!!!! (Che dispiacere!!!)

Il fatto, avvenuto il 12 agosto, è punito con l’arresto da uno a sei mesi e con “l’ammenda da lire cinquantamila a lire duecentomila”, rivista in euro. I magistrati, guidati dal pubblico ministero Raffaele Guariniello, stanno esaminando la giurisprudenza. I precedenti non sono numerosi ma l’attenzione, per adesso, si è concentrata su una sentenza emessa dal Consiglio di Stato nel 2008. I supremi giudici amministrativi, chiamati a pronunciarsi su un’ordinanza del Comune di Azzano Decimo (Pordenone), esclusero che l’uso del velo violasse quell’articolo della legge “Reale”. E’ possibile, dunque, che non ci siano gli estremi per continuare l’azione penale. In ogni caso, il nome dell’egiziana è stato iscritto nel registro degli indagati. Da quanto si è appreso, possiede una carta di identità rilasciata dal Comune di Chivasso.

Sull’argomento si può dire tutto e il contrario di tutto!

Personalmente mentre non provo nessun fastidio nel vedere una donna velata che passeggia in Egitto, mi da fastidio che lo faccia in Italia! L’integrazione è un valore importante, ma andare a vivere in un altro paese e trincerarsi dietro un burka non credo sia un passo verso l’integrazione. Lo vedo come un passo verso l’imposizione. Se non ti stanno bene le leggi e le regole di un paese non andarci a vivere!

Purtroppo in Italia siamo troppo garantisti e accomodanti. Nessun italiano con un filo di sale in testa si permetterebbe analoghi atteggiamenti in Egitto. Ne ricaverebbe solo casini, e devo dire giustamente!

Mentre noi non osiamo neppure sbuffare al cantilenate richiamo del muezzin che con altoparlanti si impongo a volte in modo insopportabile, spesso e volentieri i musulmani che vengono in Italia sono infastiditi dalla nostra religione (vedasi ad esempio polemiche sui crocifissi nelle scuole!)

Però le regole dovrebbero essere uguali per tutti. E se una cosa non la possiamo fare noi italiani in Italia, per quale motivo dovrebbe essere concesso a stranieri?? Non lo trovo giusto! Anzi, trovo che cedere sia pericoloso e sbagliato.

E qui faccio due esempi che vogliono solo essere una provocazione, ma che secondo me fanno pensare.

Primo esempio: perchè io non posso andare in giro per le strade della città dove sono nato con un lenzuolo in testa?? Dopo pochi minuti verrei fermato. E non mi sognerei neppure di dare del razzista a chi mi ferma! Quindi per quale misterioso motivo deve essere permesso a cittadini di altri stati?? Come io rispetto loro nel loro paese, pretendo lo stesso rispetto quando loro vengono nel mio. E se non riescono a girare senza lenzuolo in testa….. beh, che non vengano in Italia! Semplice!

Secondo esempio: cosa succederebbe se 5000 cristiani decidessero di trovarsi a pregare tutti i martedì dalle 17.00 alle 18.00 sul marciapiede di una strada italiana impedendo ai negozi di lavorare, ai cittadini di andare e venire dalle loro case e sbandierando accuse di razzismo se vengono fermati e identificati? E allora per quale motivo si tollera che lo facciano i musulmani?? Non possiamo noi, non possono loro! Ma non per razzismo, per normali regole del vivere comune secondo le quali la tua libertà finisce dove comincia la mia! Molto semplice! E trovo ingiusto invocare l’intolleranza religiosa, non c’entra nulla!!!

E vogliamo esagerare? Cosa succederebbe se dei cristiani lo facessero in una strada del Cairo?? Meglio non pensarci. Altro che intolleranza religiosa!

E allora non confondiamo la tolleranza con la coglioneria: ci stiamo comportando da coglioni!

PARLIAMO DI VELO, BURKA, HIJAB ECCETERA

Velo integrale donna denunciata ‘Torno in Egitto’

È STATA denunciata perché camminava per strada con il niqab, il velo integrale che lascia scoperti solo gli occhi. Un comportamento, quello di una donna egiziana di 33 anni, che va contro una legge del 1975. Una legge nata per ragioni di sicurezza e ordine pubblico, non certo per chi si copre il viso per un dettame religioso. «Ci sono rimasta malissimo – racconta lei – Mi ero informata, mi avevano detto che potevo girare liberamente. Adesso sto pensando di tornare in Egitto»

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Sara, l’infermiera con il velo che ha studiato dalle suore

È successo anche che una signora anziana avesse bisogno di aiuto, ma che con lei avesse finto di star bene: «Non riusciva neanche a guardarmi in viso», incorniciato dal hijab, il velo islamico. «Salvo poi cercare il sostegno di un’ altra volontaria». Sara s’ è scoraggiata? Macché. È tornata indietro e le ha chiesto: «Sicura che sia tutto a posto?». Non è ragazza da lasciarsi intimorire, Sara Al Meligey, 23 anni e già veterana di ospizi e ospedali.

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Si affaccia sul balcone senza velo: il marito picchia lei e il figlio

L’episodio è accaduto a Padova dove abita il fratello della donna. Lei, insieme al marito e al figlio, era venuta per qualche giorno a Padova da Torino dove abita (il marito è operaio) per stare con parenti. L’altra sera, dopo aver fatto il bucato, è uscita sul terrazzo per stendere la biancheria. Un gesto che ha scatenato l’ira del marito che prima l’ha rimproverata di essere uscita in pubblico senza il velo in testa come «consiglia» la loro religione. Così ha preso una scarpa e ha cominciato a percuoterla in testa. Poi l’ha schiaffeggiata e le ha pizzicato le guance. Stesso trattamento (pizzicotti) ha riservato al figlio che quattro giorni prima aveva punito mettendogli il braccio sopra il fuoco perché aveva «fatto ciò che non doveva fare». A differenza dell’altra volta, tuttavia, la donna ha deciso di chiamare i carabinieri e di farsi accompagnare in pronto soccorso insieme al bimbo

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Giocatrice Iran perde il copricapo, ‘salvata’ dalle compagne

Un colpo di testa e il copricapo cade a terra. E’ successo a Fatemeh Shirafkannejad, giocatrice della nazionale iraniana di calcio impegnata nella finale per il terzo posto del torneo femminile alle Olimpiadi giovanili di Singapore. Fatemeh ha subito recuperato il copricapo e con l’aiuto delle compagne di squadra lo ha sistemato sulla testa. Al posto dell’hijab, il tradizionale velo imposto dalla legge islamica, le ragazza della nazionale hanno giocato le partite coprendo i capelli con un semplice foulard. Un compromesso arrivato dopo che la Fifa aveva escluso l’Iran dalla competizione (chiamando in sostituzione la Thailandia) visto che le autorità di Teheran non sembravano transigere dall’obbligo di indossare l’hijab. Le ragazze sono scese in campo con la divisa del proprio paese e con copricapo bianco ma a viso scoperto. Niente pantaloncini ovviamente, ma una lunga tuta per le iraniane.

NILOMETRO: L’ALTEZZA DEL FIUME PER CALCOLARE LE TASSE

Uno degli strumenti arrivato fino a noi (oltre alle piramidi )  è il Nilometro, una struttura , (solitamente scale o pozzi), usata nell’antico Egitto per misurare l’altezza delle piene del fiume Nilo determinandone  il livello e poter così prevedere gli andamenti dei raccolti.

La particolarità del Il Nilo non forniva solo acqua ma anche il  fertilizzante contenuto al suo interno: il Limo. Ricco di sali minerali  rendeva il terreno molto fertile e  i contadini potevano piantare i loro prodotti e sfamarsi per l’intero anno.

Il Nilometro misurava la quantità di limo e quindi  la quantità di cibo.  Possiamo dire che  lo splendore dell’ antico Egitto è da collegare al prezioso limo. E che in base alle risultanze fornite dal Nilometro, venivano applicate direttamente le tasse, il che ci indica quanto fosse accurato quello strumento. Ad una data quantità di acqua corrispondeva un livello di irrigazione dei campi e da qui una previsione molto accurata dei raccolti che ne sarebbero derivati

IN EGITTO COCA COLA A SFONDO OMOSESSUALE??

Decisamente omoerotico questo spot della Coca Cola trasmesso in Egitto. Non è che lo spot sia gay in sé, ma ha una serie di messaggi che mai mi sarei aspettato di vedere in uno spot pubblicitario egiziano, e men che meno per la pubblicità di una multinazionale straniera come la Coca Cola: la mano del primo egiziano che prende quella del suo vicino, la guida fino a far stappare la bottiglia che porta voluttuosamente alla bocca sotto lo sguardo voglioso dell’amico… mah, sicuramente per noi occidentali ha significati ambigui, forse in Egitto è diverso

Considerato che in Egitto il clima verso le persone omosessuali è estremamente pesante, chissà se per gli egiziani il video è così omoerotico come per noi?