PARLIAMO DI VELO, BURKA, HIJAB ECCETERA

Velo integrale donna denunciata ‘Torno in Egitto’

È STATA denunciata perché camminava per strada con il niqab, il velo integrale che lascia scoperti solo gli occhi. Un comportamento, quello di una donna egiziana di 33 anni, che va contro una legge del 1975. Una legge nata per ragioni di sicurezza e ordine pubblico, non certo per chi si copre il viso per un dettame religioso. «Ci sono rimasta malissimo – racconta lei – Mi ero informata, mi avevano detto che potevo girare liberamente. Adesso sto pensando di tornare in Egitto»

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Sara, l’infermiera con il velo che ha studiato dalle suore

È successo anche che una signora anziana avesse bisogno di aiuto, ma che con lei avesse finto di star bene: «Non riusciva neanche a guardarmi in viso», incorniciato dal hijab, il velo islamico. «Salvo poi cercare il sostegno di un’ altra volontaria». Sara s’ è scoraggiata? Macché. È tornata indietro e le ha chiesto: «Sicura che sia tutto a posto?». Non è ragazza da lasciarsi intimorire, Sara Al Meligey, 23 anni e già veterana di ospizi e ospedali.

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Si affaccia sul balcone senza velo: il marito picchia lei e il figlio

L’episodio è accaduto a Padova dove abita il fratello della donna. Lei, insieme al marito e al figlio, era venuta per qualche giorno a Padova da Torino dove abita (il marito è operaio) per stare con parenti. L’altra sera, dopo aver fatto il bucato, è uscita sul terrazzo per stendere la biancheria. Un gesto che ha scatenato l’ira del marito che prima l’ha rimproverata di essere uscita in pubblico senza il velo in testa come «consiglia» la loro religione. Così ha preso una scarpa e ha cominciato a percuoterla in testa. Poi l’ha schiaffeggiata e le ha pizzicato le guance. Stesso trattamento (pizzicotti) ha riservato al figlio che quattro giorni prima aveva punito mettendogli il braccio sopra il fuoco perché aveva «fatto ciò che non doveva fare». A differenza dell’altra volta, tuttavia, la donna ha deciso di chiamare i carabinieri e di farsi accompagnare in pronto soccorso insieme al bimbo

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Giocatrice Iran perde il copricapo, ‘salvata’ dalle compagne

Un colpo di testa e il copricapo cade a terra. E’ successo a Fatemeh Shirafkannejad, giocatrice della nazionale iraniana di calcio impegnata nella finale per il terzo posto del torneo femminile alle Olimpiadi giovanili di Singapore. Fatemeh ha subito recuperato il copricapo e con l’aiuto delle compagne di squadra lo ha sistemato sulla testa. Al posto dell’hijab, il tradizionale velo imposto dalla legge islamica, le ragazza della nazionale hanno giocato le partite coprendo i capelli con un semplice foulard. Un compromesso arrivato dopo che la Fifa aveva escluso l’Iran dalla competizione (chiamando in sostituzione la Thailandia) visto che le autorità di Teheran non sembravano transigere dall’obbligo di indossare l’hijab. Le ragazze sono scese in campo con la divisa del proprio paese e con copricapo bianco ma a viso scoperto. Niente pantaloncini ovviamente, ma una lunga tuta per le iraniane.

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