UN LIBRO IN SPIAGGIA: UNA BOTTIGLIA NEL MARE DI GAZA

Una giornata qualsiasi a Gerusalemme. Un attentato: un kamikaze in un caffè, sei morti, due giorni di telegiornali continui. Dopo una speranza di pace, la Città Santa sembra andare dritta all’inferno. Tal, proprio non riesce ad accettare la situazione, ama troppo la sua città e la vita. Vorrebbe morire molto vecchia e saggia.

Un giorno un’idea le illumina la mente: un messaggio in bottiglia potrebbe avvicinarla a una ragazza ”dell’altra parte”, in modo da superare, insieme, illusioni e disillusioni e cercare finalmente un’unità. Tal immagina già questa nuova amica, sogna di specchiarsi in lei.

E intanto chiede al fratello di lasciare la bottiglia su una spiaggia di Gaza. Dentro, il suo indirizzo email e tante speranze. A inviarle una risposta è Gazaman, e non sembra certo un messaggio di pace.

Considerato un successo editoriale in Francia, è stato tradotto anche in tedesco, inglese, spagnolo, polacco e coreano. Età di lettura: da 12 anni.

L’AUTRICE – Valerie Zenatti è nata a Nizza nel 1970 da una famiglia ebrea. All’età di 13 anni è emigrata in Israele con la sua famiglia e ha vissuto a Beer Sheva, città nel sud di Israele. Dal 1988 al 1990, ha svolto il servizio militare come tutti le giovani israeliane della sua età.

Tornata in Francia per studiare la storia e l’ebraico, è stata prima giornalista, poi professoresssa di ebraico. Dal 1999, scrive romanzi in francese per i giovani e ha tradotto i lavori della scrittore israeliano Aaron Appelfed.

Nel libro ‘Una bottiglia nel mare di Gaza’ (Une Bouteille dans la mer de Gaza) di Valérie Zenatti, pubblicato in Italia da Giunti Editore, sono raccontate l’amicizia e la corrispondenza tra una ragazza israeliana di nome Tal, e un ragazzo palestinese di nome Naim, nel tempo in cui la guerra sta martellando la Striscia di Gaza: i due, per riuscire a comunicare, si inviano messaggi in bottiglia.

Il romanzo, vincitore del Prix Tam-Tam/Je bouquine 2005, ambientato in pieno conflitto israelo-palestinese, nel quale non manca una punta di sano sentimentalismo, è stato presentato nel corso del festival ‘Un Mare di Libri’  (Rimini 12 – 14 giugno.)

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RAS SITAN E ABU GALLUM: PER ESPLORATORI E NOSTALGICI!

Sinai, terra sacra di storie e legende. Negli ultimi decenni si è sempre più elevata a meta di un turismo irresponsabile: luoghi paradisiaci com’erano Sharm El Sheikh e Dahab, si sono trasformate in succursali del mondo occidentale.

Questa colonizzazione, però, non ha ancora raggiunto posti come Ras Shitan e Abu Gallum, situati tra Taba e Noweba sulla costa orientale del Sinai, di fronte alla Giordania. Avevo sentito molto parlare del Sinai in passato, ma nessun racconto ha mai fatto giustizia a questi posti sul Mar Rosso, ancora incontaminati dall’uomo e dalla sua sete di profitto, che offrono paesaggi mozzafiato di sublime bellezza, la cui quiete è difficile da immaginare.

Ras Shitan, in arabo significa “testa del diavolo”. E’ abitato principalmente da popolazioni beduine originariamente nomadi, ma ormai stanziate. Per raggiungere Ras Shitan e poi Abu Gallum occorrono circa sei ore in auto: partendo dal Cairo, passando per il canale di Suez fino a Taba, per poi discendere sulla costa. Il viaggio in pullman richiede invece circa otto ore.

Non esistono alberghi, bar o ristoranti se non un paio: le strutture che ospitano i turisti sono capanne costruite con palme e legno, arredate e adornate con tappeti e cuscini in stile orientale. E’ uno dei pochi luoghi che permette l’alloggio condiviso tra uomini e donne anche non sposati. Nei paesi arabi, infatti, dove la legge vigente è quella islamica, spesso non è possibile occupare la stessa stanza senza contratto di matrimonio. Alcune eccezioni sono possibili se entrambi i viaggiatori sono stranieri.

La gestione di questi luoghi è quasi totalmente nelle mani dei beduini, i quali costruiscono i camping, cucinano cibo tipico della zona, squisito e a poco prezzo e provvedono a qualunque servizio il visitatore richiede: dalle passeggiate con cammelli, o cavalli, alla fornitura di droghe leggere.

Aspetto molto interessante di quest’area, che colpisce particolarmente, è la presenza di individui di etnia araba e israeliana: sebbene sia sancito un accordo di pace tra Israele ed Egitto, né gli israeliani hanno vita facile durante i loro soggiorni nel paese delle piramidi, né gli egiziani hanno valide ragioni per andare nel paese di David.

In forza della “Legge di Emergenza” potrebbero essere prelevati dalla polizia per indagini in qualunque momento, causa “sospetti di complotto contro il governo”. A Ras Shitan, invece, i giovani provenienti dai due paesi convivono pacificamente negli stessi camping senza alcun tipo di problema.

Il clima è caldo e secco durante tutto dell’anno. Per questo è meglio scoprire la regione nelle mezze stagioni: d’estate la temperatura arriva facilmente a 50 gradi, e questo rende il soggiorno pericoloso per chi non fosse abituato a climi così caldi. In inverno c’è una grande escursione termica: di giorno, nonostante la mite temperatura, l’acqua del mare rimane molto fredda.

Se Ras Shitan è raggiungibile in auto o in pullman, più difficile è invece arrivare ad Abu Gallum, situato poco sotto in direzione Noweba. Per entrare ad Abou Gallum occorre una jeep. Il viaggio si snoda per due ore nella sabbia: sconsigliato a chi non sia esperto a orientarsi tra dune identiche.

Altra opzione è arrivare alla Laguna Blu, vicino Noweba e da lì noleggiare un cammello col quale, dopo circa un’ora, si arriva a destinazione. Quest’ultima scelta, meno agevole, si rivela mezzo un po’ più doloroso di un’autovettura ma è una modalità più sicura, in quanto i cammelli sono condotti da beduini che conoscono il deserto come i palmi delle loro mani. Sebbene arrivare in questi posti sembri oltremodo faticoso, chiunque ci sia stato può confermare che ne vale assolutamente la pena.

Ad Abu Gallum l’energia elettrica è disponibile solo per il minimo indispensabile: la notte si fa luce solamente con candele fornite dai gestori beduini del camping. Anche se ogni capanna è costruita di materiali naturali come palme e legna. Una notte ad Abu Gallum è un’esperienza unica e suggestiva, ma per chi è abituato ai confort del terzo millennio potrebbe trasformarsi in un’avventura difficile ed emotivamente frustrante.

E’ sensazione recente e diffusa che anche questi posti stiano purtroppo per essere “scoperti dall’uomo”: ed esiste quindi il rischio che vengano trasformati in altre oasi di solo divertimento. Purtroppo l’espansione industriale e la globalizzazione di questi paradisi terrestri sono pressocché inarrestabili.

Pertanto, se hai voglia di vedere l’Egitto non turisticizzato, se sei un nostalgico della Sharm di vent’anni fa, se passi le tue giornate a dire che era meglio quando si stava peggio….. alzati e cammina! Ras Sitan e Abu Gallum ti aspettano!

Testo modificato e riadattato e foto di Laura Zunica

MAPPA DELL’EGITTO DETTAGLIATISSIMA E CON ECCEZIONALE RISOLUZIONE

Molto bella e dettagliata questa mappa dell’Egitto!

Per vederla bene clicca due volte sull’immagine! In tal modo la puoi vedere al massimo ingrandimento!

Per ingrandire ulteriormente, data l’alta risoluzione della mappa, puoi anche premere contemporaneamente Ctrl e il tasto +