UNA FOTO AL GIORNO: IL PAGLIACCIO DI SILVIA

L’ITALIA, L’EGITTO E IL COMMERCIO DI ARMI

di Valentina Verdini per Mediapolitika.com

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali […]” L’articolo 11 della Costituzione italiana delinea uno dei basilari principi di convivenza nazionale ed internazionale. Tuttavia, la disposizione costituzionale sembrerebbe contrastare con la realtà dei fatti.

Secondo il rapporto Conventional Arms Transfers to Developing Nations 2002-2009 infatti, l’Italia  si attesterebbe tra i cinque più importanti fornitori internazionali di armi convenzionali dirette per circa il 90% ai paesi in via di sviluppo. A detta del rapporto quindi, redatto da Richard F. Grimmett e consegnato qualche settimana fa al Congresso degli Stati Uniti d’America, il nostro paese avrebbe migliorato le proprie perfomance registrando un netto aumento dei contratti stipulati dalle aziende italiane.

L’aspetto interessante del rapporto predisposto dal Congressional Research Service per fotografare annualmente il commercio internazionale di armi, sta nel fatto che destinatari dei trasferimenti sono soprattutto i Paesi in via di sviluppo. Le cifre poi prendono in considerazione sia i contratti stipulati, sia le consegne effettuate: per quanto riguarda i primi, questi avrebbero superato i 45,1 miliardi di dollari, le seconde invece sono ferme ai 53,1 miliardi.

Tra i paesi con il maggior numero di consegne effettive nel 2009 è possibile riscontrare la presenza dell’Arabia Saudita, Cina, Corea del Sud, Egitto, India, Israele, Pakistan, Venezuela, Algeria, Iraq. Per i contratti stipulati invece, Brasile, Venezuale, Arabia Saudita, Taiwan, Emirati Arabi, Iraq, Egitto, Vietnam, India, Kuwait.

Per quanto riguarda gli stati esportatori, capofila rimangono sempre gli Stati Uniti nonostante una riduzione dei contratti passati dai circa 38 miliardi del 2008 ai 22,6 miliardi del 2009. Al primato statunitense seguono Russia, Francia, Gran Bretagna, Cina, Germania ed Italia.

Nella classifica mondiale quindi, anche quattro nazioni europee. Tra queste l’Italia che sembrerebbe voler tenere stretto questo trend “positivo”.

VESTIRSI ALLA MODA NELL’ANTICO EGITTO

L’abbigliamento maschile era costituito dal “Pano”, una sorta di perizoma avvolto intorno ai fianchi, mentre le donne indossavano vesti trasparenti e succinte, plissettate, come la “Kalasiris”, spesso molto scollata tanto da lasciare il seno scoperto.
Per ragioni igieniche, gli Egizi si radevano il cranio, indossando parrucche formate da numerosissime trecce, realizzate in crine, tinte in nero o in blu, spesso decorati da fiori di loto.
L’ “Hosckh” era il tipico collare piatto che copriva il collo fino al petto, e gli uomini di alto rango indossavano il “Klaft”, un copricapo.
Il Faraone indossava tiare di differenti colori per simboleggiare la sovranità sull’ Alto Egitto (tiara bianca) e Basso Egitto (tiara rossa).
L'”Uraeus” era il diadema reale per eccellenza, che raffigurava la testa di un cobra affiancata dalla testa di un avvoltoio.
Sia gli uomini che le donne si truccavano gli occhi con il “Kohl” nero, ombreggiandosi le palpebre con la malachite.

AREZZO: IL CORREDO DI UNA NUTRICE ALLA CORTE DEL FARAONE

Nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2010, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, nella collaborazione tra Museo Archeologico Nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” di Arezzo e Museo Egizio di Firenze, dedica (prima volta ad Arezzo) una importante mostra sul tema della civiltà egizia, esponendo il corredo quasi completo di Tjesraperet, nutrice di una principessa, figlia del faraone della XXV dinastia Taharqa, conservato nel Museo Egizio di Firenze. L’appellativo di “nutrice” non tragga in inganno: accompagnato da quello di Signora della Casa designava una figura di alto livello sociale, legata all’ambiente di corte. L’uomo con lei sepolto, di nome Gedkhonsuefanekh, probabilmente il marito, apparteneva d’altronde al clero tebano.
Dal 25 settembre al 30 aprile 2011 presso il Museo Archeologico Nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” di via Margaritone 10 ad Arezzo.
“Negli ultimi anni – tiene subito a sottolineare l’assessore alla cultura del Comune di Arezzo Camillo Brezzi – le ‘giornate del patrimonio’ hanno sollevato grande interesse e una degna cornice di pubblico. Anche quest’anno l’esposizione si presenta particolarmente stimolante ed è ospitata nella sede adeguata. Il museo archeologico è infatti il fulcro e l’inizio di un percorso all’insegna dell’archeologia che stiamo mettendo in piedi grazie anche alle iniziative degli ultimi anni: percorso di prestigio che prosegue con il caveau della banca Monte dei Paschi, il sottosagrato di San Francesco, i mosaici di Palazzo Lambardi di proprietà della famiglia Angiolini e, in futuro, speriamo, Piazzetta San Niccolò”.
Immagine Vengono messi in evidenza tre aspetti della civiltà dell’antico Egitto: il periodo storico della XXV dinastia dei cosiddetti “faraoni neri”, soprattutto dal punto di vista artistico, le usanze funerarie e la cura della bellezza. La XXV dinastia è stata molto spesso considerata come nient’altro che l’ultima fase del Terzo Periodo Intermedio, il momento storico di crisi che segue la grandezza del Nuovo Regno, prima di una rinascita dell’Egitto con l’avvento della XXVI dinastia. In realtà la dominazione della valle del Nilo da parte dei “faraoni neri” fu un periodo di grandi cambiamenti storici e artistici. Durante la storia millenaria dell’antico Egitto, infatti, la regione chiamata Nubia, a sud di Assuan, fu in alcuni periodi indipendente, in altri soggetta al dominio dei faraoni. Con la XXV dinastia si ebbe al contrario la conquista dell’Egitto da parte dei re nubiani, detti “faraoni neri”. Tra questi, nel 690 a.C. salì al trono Taharqa, che si trovò a dover contrastare il tentativo di conquista dell’Egitto da parte degli assiri. Il lungo regno di Taharqa, durato 26 anni, fu il periodo più brillante della dinastia dei “faraoni neri”. Il figlio di Taharqa, Tanutamon, tentò di riconquistare il nord dell’Egitto rimasto sotto il controllo assiro, ma fu respinto in Nubia dal re Assurbanipal, che nel 664 a.C. mise a sacco la città di Tebe. Assurbanipal, prima di ritirarsi in patria, affidò il governo dell’Egitto al principe di Sais Psammetico I, che fondò la XXVI dinastia, restituendo l’indipendenza alla valle del Nilo.
Spiega la Soprintendente Archeologia Silvia Vilucchi: “La mostra si articola in tre sezioni: la prima consiste nell’inquadramento storico-artistico del periodo della XXV dinastia, con una esemplificazione del ritorno al classico nell’arte faraonica, che in questo periodo riprende gli stili e le iconografie dell’Antico e del Medio Regno.
Il secondo gruppo di oggetti consiste nel corredo della nutrice con il suo straordinario sarcofago, la maschera funeraria e una esemplificazione dei reperti che facevano parte comunemente dei corredi funerari egizi. Il corredo di Tjesraperet, è stato portato al Museo Egizio di Firenze insieme al materiale raccolto in Egitto dalla spedizione franco-toscana del 1828-29. La tomba della nutrice, la cui esatta localizzazione è attualmente sconosciuta, fu scoperta nella necropoli di Tebe il 20 maggio 1829.
Immagine Nella terza sezione sono esposti oggetti da toilette, specchi, pettini, spilloni per i capelli, oggetti indispensabile per truccarsi e pettinarsi correlati a quelli trovati nella tomba della nutrice, approfondendo il discorso sulla cura della bellezza presso gli antichi egiziani. La cura del corpo ebbe sempre una notevole importanza: oltre al bagno, l’ungere il corpo con oli e balsami rappresentava una necessità per evitare screpolature e mantenere la pelle morbida ed elastica. I papiri medici riportano numerose ricette per la cura della pelle e per migliorare l’aspetto fisico. Trucchi, essenze aromatiche e profumi, usati sia da uomini sia da donne, davano il tocco finale”.
La mostra si realizza grazie alla gentile concessione di Aboca S.p.A., che ha messo a disposizione le vetrine e gli arredi, nonché alla collaborazione del Comune e della Provincia di Arezzo che hanno consentito l’edizione di una elegante brochure in italiano e in inglese, quale strumento di divulgazione.
Correlati all’evento, per l’anno scolastico 2010-2011, l’attività e i laboratori della Sezione Didattica della Fraternità dei Laici di Arezzo, distinti per fascia d’età, anche prescolare, rivolti alle scolaresche e a gruppi di famiglie.

CORSO DI AUTO GUARIGIONE E REALIZZAZIONE PERSONALE

Egittiamo Blog, sta raccogliendo attorno a se un certo numero di persone in grado di proporti soluzioni e esperienze assolutamente al di fuori dalle normali proposte effettuate dai tour operator. Di volta in volta ti presenterò le loro proposte, certo di aver svolto una selezione a monte conoscendo personalmente le persone che collaboreranno con il Blog.
Oggi è la volta di Paola Cimarosti, un personaggio straordinario, esperta di discipline olistiche e non solo. La sua proposta è molto esclusiva, leggi con calma!
Per info e dettagli contatta direttamente Paola, trovi la mail in fondo al post!

Corso di Auto Guarigione e Realizzazione Personale
Livello 1   con Paola Cimarosti

Organizzato dal 18 al 21 ottobre

Durata: 10 ore (2 ore circa al mattino e 1 ora al tramonto) distribuite in 3 giorni consecutivi. Tra una lezione e l’altra sole, mare escursioni e relax.

Partecipanti: da 2 a 6

Descrizione e Contenuti:

Questo corso intensivo e’ volto all’apprendimento di alcune tecniche orientali di auto guarigione e al loro utilizzo per migliorare la propria salute, ritrovare un buon equilibrio interiore e liberarsi da vecchi meccanismi affinché la vita possa sbocciare e svilupparsi in tutta la sua bellezza e potenzialità.

Partendo dalla conoscenza di un’appropriata respirazione ci si muove alla scoperta del linguaggio e dei segnali che il corpo ci invia. Con l’ausilio di varie tecniche come l’utilizzo dell’energia, la visualizzazione creativa, l’auto massaggio e dei principi base dello Yoga, si viene iniziati verso una maggiore consapevolezza di se e dei metodi più efficaci per coltivare un sentimento di gioia e pace interiore.

Sotto la guida di un istruttore e guaritore attento, imparerete sin dalle prime ore ad intervenire sulla vostra salute, a gestire e bilanciare le emozioni e a utilizzare il pensiero come fonte creatrice di positività.

Vivrete un’avventura generosa ed entusiasmante che non mancherà di stupirvi e regalarvi conoscenze ed emozioni indimenticabili.

Al termine del seminario verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Su richiesta durante i giorni di corso, sono effettuabili anche sedute private di consulenza spirituale e trattamenti olistici. Tutte le attività indicate sono consigliate a persone di ogni età e non è richiesta nessuna preparazione specifica.

Location: Baia di Nabq si trova nella parte meridionale della Penisola del Sinai.

Conosciuta per la bellezza del paesaggio e la più grande foresta di mangrovie a questa latitudine dell’emisfero, la baia di Nabq offre un habitat ideale per numerose specie di uccelli e animali marini che nidificano tra i rami e le radici di queste interessanti piante tropicali.

Tra una lezione e l’altra non mancheranno lunghi momenti di relax, scambio culturale e tanti, tantissimi bagni in mare in baie dai colori caraibici.

IL SOGGIORNO

Di base alloggeremo presso una vera tenda beduina affacciata sul mare.

Le lezioni verranno tenute in località sempre differenti, pertanto anche i pernottamenti potrebbero avvenire anche in altre tende simili se non direttamente in spiaggia sotto le stelle o nel deserto attorno al fuoco.

Portate con voi i sacchi a pelo o, se preferite un’esperienza più originale, dormite alla “beduina”, avvolti in calde coperte appoggiate al terreno.

La scelta dei luoghi dove pernottare avverrà in base alle condizioni meteorologiche e alla temperatura del momento.

I pasti verranno cucinati al momento dalla nostra guida beduina secondo i metodi di cottura tradizionali come per esempio sotto terra o sotto le braci stesse.

Al fine di rispettare la naturalezza del luogo e offrire al visitatore un vero contatto con la vita del deserto, abbiamo scelto di non avere ne’ acqua corrente, ne’ luce elettrica. L’illuminazione avviene tramite candele mentre l’acqua viene portata di volta in volta in adeguati contenitori.

Il bagno e’ costituito da una semplice struttura “separé”che ospita una toilette turca e dove si può fare una doccia naturale con i secchi. A tal proposito invitiamo i nostri ospiti ad utilizzare il più possibile detergenti altamente biodegradabili e poco schiumosi. La bellezza della natura e del luogo e’ strettamente legata al rispetto che noi umani abbiamo per lei, pertanto vi ringraziamo anticipatamente per la vostra sensibilità e contributo.

Partecipando a questo corso sosterrete il progetto “Al Dalil, incontri tra il deserto e il mare..” volto al supporto della comunità Beduina e ad una corretta diffusione della loro cultura.

PREZZO A PERSONA 390 Euro

ll prezzo include:

– CORSO AUTOGUARIGIONE e REALIZZAZIONE PERSONALE di 10 ORE

– ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE AL CORSO

– TRANSFER DA E PER L’ALBERGO

– INGRESSO NELLA RISERVA NATURALE

– TUTTI I TRANSFER ALL’INTERNO DELLA RISERVA NATURALE

– 04 NOTTI PRESSO TENDA BEDUINA CON TRATTAMENTO FB

– 3 BOTTIGLIE D’ACQUA AL GIORNO (bottiglie extra: 1,5 euro)

– ESCURSIONI GUIDATE NEL DESERTO

Il prezzo esclude :

– CONTRIBUTO 15 EURO AL PROGETTO AL DALIL

– MANCE

– EXTRA PERSONALI

– ASSICURAZIONE

– TUTTO CIO’ CHE NON E’ ESPRESSAMENTE MENZIONATO

Info: info@paolasole.com – Tel: +2 010 3972581

VITA DEI BEDUINI DI DAHAB

Ho trovato su youtube una serie di scatti che descrivono in modo straordinario una location vicino a Dahab dove vivono alcuni beduini. A soli 80 chilometri da Naama Bay sembra impossibile trovare uno stile di vita così diverso da quello delle insegne luminose, la musica a tutto volume e la marea umana che in determinate settimane rende perfino difficile camminare o trovare un posto libero nelle decine e decine di locali dove consumare qualcosa.

Trascorrere qualche giorno o anche solo qualche ora in compagnia di questa gente e di questa natura, potrebbe diventare il miglior ricordo della tua vacanza in Mar Rosso. Guarda con calma questi scatti, cerca di immedesimarti in chi li ha effettuati. Personalmente ci ho trovato una gran calma e una gran pace. Come colonna sonora un paio di canzoni della tradizione beduina! Una full immersion nella natura, nel silenzio, nella pace, allontanando la frenesia delle nostre città, muovendosi con ritmi incredibilmente lontani dai nostri!

Tra qualche minuto pubblicherò un post che potrebbe interessarti molto se avessi voglia di vivere un’esperienza assolutamente al di fuori delle tradizionali proposte turistiche a pacchetto!

NASCE LA PAGINA FACEBOOK DI EGITTIAMO

Egittiamo Blog e Egittiamo Caffè

Oggi ho aperto una pagina dedicata su Facebook!

Apri la pagina e metti MI PIACE, in modo che resterai aggiornato in tempo reale di tutte le iniziative del Blog e del Caffè che verrà inaugurato a Naama Bay il primo novembre!!!

CLICCA QUI, METTI MI PIACE CONDIVIDI E AIUTAMI A FAR CONOSCERE
QUESTA NUOVA PAGINA DI FACEBOOK!

PIU’ SAREMO E PIU’ AVREMO LA POSSIBILITA’ DI RICEVERE
PROPOSTE CONVENIENTI ED ESCLUSIVE

VI DICO COME SI PICCHIANO LE MOGLI

Martedì 28 settembre 2010 – Il Giornale.it – di Gian Micalessin

In tv il predicatore egiziano Saad Arafat spiega serafico che “Allah ha onorato le donne istituendo la punizione delle bastonate”. Che però vanno date secondo regole precise: senza lasciar segni visibili e solo per una buona causa. Ad esempio se lei si nega

Pestatela, ma non sfiguratela. Bastonatela, ma non rompetele le ossa. Ficcatevi in testa queste due regolette e vivrete felici con la vostra signora ed in pace con il Signore. Lei, onorata di tante attenzioni, vi considererà un autentico maschio. Lui, soddisfatto per la vostra fede, vi aprirà la strada per il Paradiso dei sant’uomini. Uomini musulmani ovviamente. Uomini tutti d’un pezzo. Uomini ben diversi da quei rammolliti di cristiani sempre pronti a discutere con la moglie prima ancora di averla randellata a dovere.

Non ci credete? Andate su You Tube, regalatevi i tre imperdibili minuti e mezzo d’intervista in cui il predicatore Saad Arafat, ospite della televisione egiziana Al Naas, chiarisce come suonarle alla gentile consorte, quando farlo e perché quello sfogo risulterà sacrosanto sia agli occhi di lei che a quelli di Allah. Incominciamo dalla premessa. Dalla statistica, spiattellata dal presentatore in studio, secondo cui il 90 per cento delle donne britanniche si lamenta per l’eterna indecisione di quelle mammolette dei loro mariti. E il giornalista si chiede perché il mondo continui a riversare «accuse a non finire sui musulmani», perché tutti mettano in croce la santa abitudine di «bastonare le consorti». Per il pio Saad Arafat è come andar a nozze. «Allah istituendo la punizione delle bastonate – spiega serafico – ha voluto rendere un onore e privilegio alle donne». Vi chiedete come le mazzate possano essere un onore? Non siete i soli. Persino quel buon musulmano d’un giornalista nello studio sembra esitare. Ma son tentennamenti degni d’un infedele. Saad Arafat ha già pronta la citazione, il verbo capace di rendere sacra e incontrovertibile ogni spiegazione.

«Il Profeta Maometto ha detto: “non colpitele in faccia e non sfiguratele”. Ecco il modo in cui vanno onorate». Per andar d’accordo con il Corano insomma basta far attenzione, colpire con metodo e precisione. Potete riempirla di calci nel sedere, scudisciarla sulla pancia o farle nera la schiena. L’importante è che non si veda. La poveretta il giorno dopo potrà anche camminar piegata in due, ma dovrà esibire una faccia bella e pulita. La regola numero due del pestaggio familiare è altrettanto fondamentale. «Anche quando la sta colpendo il marito non deve mai insultarla, mai maledirla perchè – illustra quel sant’uomo d’un Saad Arafat – non la batte per farle del male, ma per regalarle disciplina». Come con gli asini insomma. Ci discutereste mentre gli raddrizzate la schiena a forza di scudisciate? Certo che no. Con la mogliettina va allo stesso modo. Cambiano solo le precauzioni. Ad un asino potete dargliele dove volete e quante volete. Alla consorte è meglio di no. «Mi raccomando non potete mai andar oltre i dieci colpi e non potete nemmeno rompergli le ossa, spaccargli i denti, insultarla o ficcarle le dita negli occhi», chiarisce il premuroso Arafat. Anche perché «esiste un’etichetta persino per le percosse…Se il marito bastona la moglie per renderla più disciplinata dovrà sempre ricordarsi di non calcar troppo la mano e di colpirla dal petto in giù… queste son le uniche botte che onorano le donne».

Donna onorata mezza salvata verrebbe da pensare, ma il galateo delle busse benedette dal Profeta non finisce qui. Ci sono anche i ragguagli sugli strumenti da usare. Sarà meglio conciarla a pugni e schiaffi o sarà meglio usare un bel bastone nodoso? Davanti alla domanda dall’intervistatore il buon Arafat si dichiara fermo ed irremovibile. «Quando si colpisce non di deve mai colpire troppo duro e soprattutto non si devono lasciar segni». La cosa migliore, spiega, «è colpirla con un corto bastone… i colpi devono arrivare sul corpo e non devono mai arrivare uno di seguito all’altro». Per educare al meglio la mogliettina è meglio dunque picchiarla con metodo, lentamente, centellinando uno dopo l’altro i dieci colpi concessi. E ovviamente farlo per una santa ragione. Se non vi ha aperto il frigo per offrirvi qualcosa da bere, se non vi ha fatto trovare la cena in tavola le bastonate son eccessive. Se invece non vi vuole più, fa la neghittosa e si rifiuta di soddisfarvi a letto allora ecco la sacrosanta occasione per educarla e onorarla.

«In un caso come questo cosa – sostiene Arafat – un marito non ha scelta. Lui la vuole e lei si rifiuta… lui la chiama e lei si nega… potrebbe riprenderla e minacciarla, ma quei metodi van bene quando ci sono di mezzo il mangiare o il bere. Quando arriviamo a cose di cui il marito non può far a meno allora le botte sono concesse». Alla fine insomma la regola è semplice: la moglie onorata è quella prima bastonata e poi violentata.

NOTIZIE IN PILLOLE

Forlì: visita guidata a Egitto mai visto

E’ in svolgimento presso i Musei San Domenico di Forlì la mostra “Egitto Mai Visto” promossa dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. Per l’occasione la Cooperativa Amphora organizza una visita guidata alla mostra accompagnati dall’Archeologo Stefano Mini
Domenica 17 ottobre – ore 15
Costo euro 13,00 a persona – max 25 persone (comprensivo di biglietto di ingresso, prenotazione, radioguida e auricolari, visita guidata). Per motivi organizzativi si richiede l’adesione entro e non oltre venerdì 1 ottobre (la visita si svolgerà con un minimo di 15 partecipanti).
Prenotazioni: tel. 333 7204218 – e-mail: cooperativa.amphora@yahoo.it

.

L’Egitto invade Macfrut 2010

L’Egitto farà registrare una presenza record alla fieraMacfrut di Cesena, candidandosi al primo posto tra le realtà emergenti. In particolare, dal Paese nordafricano esporranno a Macfrut 2010 le principali aziende produttrici di molte varietà orticole, tra cui piselli, fagiolini, pomodorini cherry, aglio, cipolle e peperoni, ma non mancheranno specialisti della frutta che proporranno ai tanti operatori internazionali in visita fragole, uva, agrumi, banane, melograni e altro ancora.

.

L’omicidio della cantante libanese Tamin: epilogo

E’ stato condannato a 15 anni di carcere l’imprenditore edile egiziano Hisham Talaat Mustafa, riconosciuto colpevole di aver pagato due milioni di dollari a un ex agente della sicurezza, Mohsen al-Sukkari, per l’uccisione della cantante libanese Suzanne Tamim, avvenuta il 28 luglio 2008 a Dubai. Lo riferisce la tv satellitare ‘al-Arabiya’. La condanna e’ avvenuta in sede di appello e ha riguardato anche l’esecutore dell’omicidio, al-Sukkari, per il quale la pena prevista e’ di 25 anni di carcere. Lo scorso anno i due imputati erano stati condannati alla pena di morte dalla Corte d’Assise del Cairo.

.

GRAZIE MADRE NATURA! GRAZIE DENIS

E la Madre Natura cui mi riferisco non è quella pur rispettabilissima del buon Paolo Bonolis, ma quella ringraziata dall’amico del Blog Denis Zorzin alla fine del suo intervento di ieri su Facebook! Buona giornata a tutti con queste bellissime immagini! Grazie Denis di averle condivise

..quando meno te l’aspetti…sosta di decompressione alla fine della prima immersione al THG (3 minuti), poca aria in bombola (15 bar) e visibilità così così (come sempre)…Ahmed mi guarda con occhi sbarratii e mi fa cenno di voltarmi..mi giro ed eccoli..eleganti,sontuosi,fluidi e fottutamente vicini.. 7 delfini. 7, n…on uno…7 enormi delfini si mettono a voltaggiarci attorno quasi si beffassero dei subacquei vergognosamente aggrappati alla cima in attesa di finire i 3 minuti di sosta…Non ci penso un attimo,fanculo se non ho aria,fanculo se c’è corrente…accendo la videocamera,sfodero il filtro e via in mezzo a loro con i lacrimoni agli occhi che quasi mi impedivano di mettere bene a fuoco cosa stavo inquadrando..non se ne vanno,restano lì…mi guardano..allungo una mano e uno di loro si volta,mi si avvicina e mi da la pancia..ma “guardare e non toccare” è la parola d’ordine! e mantiene giusto quei 3-4 cm di distanza dalla mia mano.. ma l’emozione è forte,unica,ineguagliabile!Va bene così!E’ un sogno e ben presto l’ultima difficile e amara boccata d’aria mi riporta alla triste realtà…è tempo di svegliarsi…la bombola è vuota e io sono nel blu…fanculo, ho pensato…quale morte migliore?Ma il GAV mi da l’ultimo respiro utile.. e triste e felice al tempo stesso, raggiungo la superficie..Grazie Madre Natura!

DI DENIS ZORZIN

.

CLICCA PER VEDERE  IL BELLISSIMO FILMATO DEI DELFINI

.

Alla fine di questo meraviglioso spettacolo, non posso non pensare che 4 di questi magnifici animali sono tenuti prigionieri in una piscina di una villa di Hurgada, e che centinaia di delfini sono tenuti in cattività nei delfinari di mezzo mondo, in particolare a Sharm e a Riccione! E’ ora che la nostra voce si faccia sentire e che questi lager per delfini vengano chiusi per sempre! Se ami il mare, se sei amico di questo blog, non andare ad assistere a spettacoli che non rispettano la natura e i suoi splendidi animali! GRAZIE!

Se non hai ancora letto gli articoli che ho dedicato ai delfini, clicca qui sotto:

Il massacro dei delfini

4 delfini in piscina

Liberate quei delfini!!