L’ITALIA, L’EGITTO E IL COMMERCIO DI ARMI

di Valentina Verdini per Mediapolitika.com

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali […]” L’articolo 11 della Costituzione italiana delinea uno dei basilari principi di convivenza nazionale ed internazionale. Tuttavia, la disposizione costituzionale sembrerebbe contrastare con la realtà dei fatti.

Secondo il rapporto Conventional Arms Transfers to Developing Nations 2002-2009 infatti, l’Italia  si attesterebbe tra i cinque più importanti fornitori internazionali di armi convenzionali dirette per circa il 90% ai paesi in via di sviluppo. A detta del rapporto quindi, redatto da Richard F. Grimmett e consegnato qualche settimana fa al Congresso degli Stati Uniti d’America, il nostro paese avrebbe migliorato le proprie perfomance registrando un netto aumento dei contratti stipulati dalle aziende italiane.

L’aspetto interessante del rapporto predisposto dal Congressional Research Service per fotografare annualmente il commercio internazionale di armi, sta nel fatto che destinatari dei trasferimenti sono soprattutto i Paesi in via di sviluppo. Le cifre poi prendono in considerazione sia i contratti stipulati, sia le consegne effettuate: per quanto riguarda i primi, questi avrebbero superato i 45,1 miliardi di dollari, le seconde invece sono ferme ai 53,1 miliardi.

Tra i paesi con il maggior numero di consegne effettive nel 2009 è possibile riscontrare la presenza dell’Arabia Saudita, Cina, Corea del Sud, Egitto, India, Israele, Pakistan, Venezuela, Algeria, Iraq. Per i contratti stipulati invece, Brasile, Venezuale, Arabia Saudita, Taiwan, Emirati Arabi, Iraq, Egitto, Vietnam, India, Kuwait.

Per quanto riguarda gli stati esportatori, capofila rimangono sempre gli Stati Uniti nonostante una riduzione dei contratti passati dai circa 38 miliardi del 2008 ai 22,6 miliardi del 2009. Al primato statunitense seguono Russia, Francia, Gran Bretagna, Cina, Germania ed Italia.

Nella classifica mondiale quindi, anche quattro nazioni europee. Tra queste l’Italia che sembrerebbe voler tenere stretto questo trend “positivo”.

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2 Responses to L’ITALIA, L’EGITTO E IL COMMERCIO DI ARMI

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