DEDICATA

A volte canzoni anche vecchissime hanno testi attualissimi!

Come Colpa di Alfredo di Vasco Rossi!

Ascoltate le parole e ne capirete l’attualità!!!! ehehehehe

HO PERSO UN’ALTRA OCCASIONE BUONA STASERA
E’ ANDATA A CASA CON IL NEGRO, LA TROIA!
MI SON DISTRATTO UN’ATTIMO…
COLPA D’ALFREDO
CHE CON I SUOI DISCORSI “SERI” E INOPPORTUNI
MI FA’ SCIUPARE TUTTE LE OCCASIONI
E PRIMA O POI LO UCCIDO!…LO UCCIDO!
E LEI INVECE NON HA PERSO TEMPO
HA PRESO SUBITO LA PALLA AL BALZO
L’HO VISTA USCIRE, MANO NELLA MANO, CON QUELL’AFRICANO
CHE NON PARLA NEANCHE BENE L’ITALIANO, MA SI VEDE CHE
SI FA’ CAPIRE BENE QUANDO VUOLE…
TUTTE LE SERE NE ACCOMPAGNA A CASA UNA DIVERSA
CHISSA’CHE COSA LE RACCONTA,
PER ME E’ LA MACCHINA CHE C’HA CHE CONTA!

E QUELLA STRONZA NON SI E’ NEANCHE PREOCUPATA
DI DIRMI ALMENO QUALCHE COSA, CHE SO’, UNA SCUSA…
EEEEE! SI ERA GIA’ DIMENTICATA
DI QUELLO CHE MI AVEVA DETTO PRIMA….
“MI PUOI PORTARE A CASA QUESTA SERA?
ABITO FUORI MODENA, MODENA PARK”
TI PORTEREI ANCHE IN AMERICA
HO COMPERATO LA MACCHINA APPOSTA!
…E MI ERO GIA’ MONTATO LA TESTA…
AVEVO FATTO TUTTI I MIEI PROGETTI…
NON LA PORTAVO MICA A CASA,
BEH SE LA SPOSAVO NON LO SO, MA COSA CONTA!
SONO CONVINTO CHE
SE NON CI FOSSE STATO LUI MI ABREBBE DETTO SI!
SONO CONVINTO CHE
SE NON CI FOSSE STATO LUI MI AVREBBE DETTO SI!!!!

INFIBULAZIONE: IN LOMBARDIA L’ORRORE TOCCA IL RECORD

Dilaga con l’immigrazione anche la pratica tribale delle mutilazioni ai genitali femminili. Nelle città lombarde 40mila vittime potenziali. Spesso sono ragazze con meno di 17 anni

La Lombardia è la regione italiana in cui le mutilazioni genitali femminili sono più praticate. Sono quasi 40mila le possibili vittime dell’orrore.
Le mutilazioni genitali sono una terribile pratica tribale originaria dell’Africa, di recente «ripescata» da uno pseudo-Islam integralista e misogino. Si tratta della clitoridectomia, vale a dire l’escissione del clitoride, e dell’infibulazione, cioè la restrizione – o la chiusura – dell’apertura vaginale mediante cucitura. Una mutilazione che i maschi della famiglia praticano sulle bambine per preservarne la verginità, facendone un mero oggetto sessuale. Un intervento in genere eseguito oltretutto senza alcuna precauzione igienica o sanitaria, e carico di conseguenze tremende, fisiche oltre che psicologiche. Pericoli immediati, come infezioni, setticemie, tetano. E terribili conseguenze perpetue: complicazioni nel parto, rapporti sessuali dolorosi.
In Italia sono 110mila le donne provenienti da Paesi in cui le mutilazioni sono una «pratica culturale diffusa». La stima è contenuta in una ricerca commissionata dal ministero delle Pari opportunità. L’80 per cento di queste donne e delle bambine che in Italia hanno subito le mutilazioni genitali è concentrato in quattro regioni: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Lazio. In Lombardia si concentra il 35 per cento delle donne potenzialmente mutilate (38.970). A seguire Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Piemonte e Toscana. Il 4,2% di tutte queste donne è rappresentato da bambine e adolescenti con meno di 17 anni che subiscono la mutilazione nel nostro Paese o nei periodi di soggiorno nei Paesi d’origine. Entro il 2050 saranno 30-40mila le under 17 mutilate sessualmente. A quella data, si ipotizza che nel nostro Paese la pratica sarà estinta. Sono circa 35mila le donne immigrate vittime di questa pratica prima di venire in Italia o una volta giunte qui. Le loro figlie, circa 4.600 ragazzine che hanno meno di 17 anni, sono il «serbatoio» dal quale provengono le oltre mille sfortunate che porteranno per tutta la vita i segni delle mutilazioni e conseguenze sanitarie gravissime. Le adolescenti immigrate da Paesi africani che hanno già subito, o potrebbero subire nel nostro Paese, mutilazioni genitali.
L’eurodeputata del Pdl Cristiana Muscardini da anni è impegnata contro le mutilazioni genitali femminili. Nella scorsa primavera ha presentato a Strasburgo una relazione per chiedere agli Stati dell’Ue di armonizzare le legislazioni penali vigenti punendo l’infibulazione e le altre mutilazioni. «Non sono solo un’infamia che provoca menomazioni, dolore e umiliazione – dice la Muscardini – ma anche un marchio fisico e di emarginazione culturale per tante bambine. La Lombardia è stata la prima Regione a finanziare un progetto su questo, ma occorre riprendere la battaglia. Spesso i casi emergono a scuola o nel corso di ricoveri ospedalieri per altre cause. Gli sportelli e le strutture di sostegno all’immigrazione non sono attrezzate contro questa tragedia. Occorre che i permessi di soggiorno siano revocati in presenza di fatti del genere, ma occorre anche che il personale sanitario non mostri alcuna compiacenza, denunciandoli alle autorità».

UNA FOTO AL GIORNO: L’ISOLA BIANCA

In un sondaggio creato e realizzato sulla più visitata pagina di Facebook su Sharm, nel quale si chiedeva quale fosse la più bella spiaggia di Shaerm el Sheikh, la vincitrice è riuslata la spiaggetta dell’isola bianca e questa foto ha messo d’accordo tutti!

I caraibi ci fanno un baffo!!!!

UN LIBRO SOTTO L’OMBRELLONE: LA PROVA DEL MIELE

“Trovavamo il nostro ritmo, l’equilibrio tra la mia impazienza e il suo gustare lentamente il piacere. Il tempo passava senza che ci staccassimo. Senza che ci fermassimo. Sotto di lui, sopra di lui, al suo fianco, di pancia, in ginocchio. Tra una posizione e l’altra mi ripeteva la sua solita frase. “Mi è venuto un pensiero”. Non era mai a corto di idee, lui, ed io amo la filosofia, il mondo delle idee e dei pensieri.”

Noi che crediamo di vivere nella parte del mondo che vanta la massima apertura mentale, noi che pensiamo di poter occidentalizzare quel che resta al di là del nostro spazio, noi che desideriamo rendere tutto più simile ai nostri valori, ci troviamo prigionieri di una gabbia quando si parla dell’amore fisico.
È il mondo arabo che si immerge nel sapore intimo e passionale del sesso.
Ed è questo il pensiero dominante della protagonista de La prova del miele di Salwa Al-Neimi.
Una donna di origine araba trasferitasi a Parigi dove lavora in una biblioteca, dopo un incontro sessualmente appagante con un uomo da lei chiamato il Pensatore, si avvicina alla lettura di libri erotici che la porta a scoprire una realtà fino ad allora sconosciuta.

La lettura di questi testi l’induce a conoscere quello che tendenzialmente resta nascosto della cultura araba; comprende il vero rapporto che intercorre tra quella tradizione e il sesso, una relazione per nulla complessa e peccaminosa, ma di sublime godimento, un dono divino che anticipa i piaceri che attendono l’uomo nel Paradiso.
Per lei non esiste altro amore che quello fisico, legato ad desiderio, all’appagamento, alla fantasia.
Lei si porta addosso il ricordo del corpo, con gli odori, i gesti, le vibrazioni, non quello dell’anima. Lei – che lotta a suo modo contro il perbenismo imposto dall’educazione, dalla cultura e dalla società -, professa uno schieramento netto a favore dell’istintività che ci spingerebbe alla poligamia se non fosse per quel perbenismo che ha un peso maggiore rispetto alle nostre voglie e alle nostre esigenze.

Un libro che vuole sconvolgere i canoni che normalmente dettano le regole.
Una riflessione sul corpo e la passione, che deve essere appagata per soddisfare la nostra realizzazione nella vita di tutti i giorni.
Un punto di vista “nuovo” che mette a confronto il mondo arabo con la tradizione occidentale.
Anche se il punto centrale del libro è l’esaltazione di un piacere che va oltre, che non può essere spiegato, che ci offre una dose di felicità, che ci fa sentire diversi, che ci fa vivere meglio con noi stessi.

 

INTERVISTA ALL’AUTRICE

Salwa Al-Neimi è siriana e da anni lavora a Parigi come giornalista culturale. Il suo nome è diventato famoso in mezzo mondo quest’anno con l’uscita del suo libro “La prova del miele” edito in Italia da Feltrinelli: nei paesi arabi è quasi ovunque proibito, in Occidente scala le classifiche. Il motivo? Facile, basta dire che il miele di cui si parla nel titolo è qualcosa che ha a che fare con l’eccitazione femminile. Insomma si tratta di un best seller erotico come viene definito e tuttavia va dato atto all’autrice (e merito alla sua traduttrice italiana, la giovanissima Francesca Prevedello), che non vi è un solo passaggio in cui si sfiora la volgarità. Il racconto, in prima persona, è quello di una donna araba e musulmana che decide di vivere la propria sessualità fino in fondo e senza porsi limiti che non siano dettati dal suo stesso desiderio.

Incontro Salwa Al-Neimi a Torino Spiritualità dove è stata chiamata a raccontare – lei che scrive “non conosco la mia anima, conosco il mio corpo” – quanto la ‘carne’ abbia a che fare con il divino.

E’ come me l’aspetto: una donna sui quaranta anni, con una bocca carnosa e sensuale, occhi neri profondissimi, laghi inquieti in cui immagino gli uomini (Salwa è dichiaratamente e “per il momento” assolutamente etero) si perdano senza opporre resistenza.

–         La prima domanda è quella che, immagino, le fanno tutti: è un’autobiografia o è un romanzo?

“E’ un romanzo anche se parto dalle mie personali esperienze, del resto è quello che si fa sempre quando si scrive, qualsiasi sia il soggetto partiamo da noi stessi”.

–         La sua versione dell’erotismo nei paesi arabo-musulmani sembra in contrasto con ciò che ci si immagina in Occidente, soprattutto riguardo alle donne.

“Nel mio libro cito continuamente antichi testi arabi che parlano dell’amore e del sesso. Sono moltissimi, sono testi di teologia, giuridici, politici, religiosi: tutti concordano sul fatto che il sesso fa parte della religione, e non serve solo per la riproduzione, al contrario, lo scopo principale è il godimento, è un’anticipazione di quello che proveremo in Paradiso. Senza contare che il sesso è necessario per mantenere l’equilibrio psico-fisico, quindi uomini e donne vengono sollecitati a farlo e a farlo bene. Gli arabi sono gli unici al mondo per  i quali il sesso è una grazia di Dio”.

–         Eppure vi sono punizioni orribile per chi commette ‘peccati’ di sesso, in alcuni paesi le donne che hanno tradito il marito vengono lapidate…

“Il sesso è libero all’interno della coppia, nell’ambito di regole ben precise. Ma tra marito e moglie viene esaltato, non è gravato da sensi di colpa, da limiti del proibito. Da noi non c’è la dicotomia tra anima e corpo che si riscontra nel Cristianesimo. Per noi se il corpo sta bene, sta bene anche l’anima. Ringraziamo Dio per averci dato il sesso”.

–         La sua protagonista però fa molto sesso al di fuori del matrimonio e esige dai suoi amanti che l’eros non venga mescolato all’amore che lei rifiuta…

“E’ una donna araba che vive in Occidente, le ho messo a disposizione tutte le libertà perché volevo scrivere un romanzo che approfondisse l’argomento erotico evitando di nascondermi dietro il solito ‘amore’. Ma nel prossimo affronterò anche il sentimento e allora, inevitabilmente, le cose si complicheranno”.

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LE PRIME PAGINE

C’è chi porta con sé il ricordo degli animi. Io porto con me il ricordo dei corpi. Non conosco la mia anima né quella degli altri. Conosco il mio corpo, conosco i loro corpi. E mi basta.
Me li faccio tornare in mente e ritrovo le storie che ho vissuto. Esseri di passaggio in un corpo di passaggio. Non sono stati niente più di questo, per me. Patti chiari, orizzonti limitati fin dall’inizio. E allora?
Li ho usati? Ne ho fatto degli oggetti erotici? E perché no?
Amanti?
Una parola grossa. Non riuscirei mai a usarla, nemmeno tra me e me. L’unico a pronunciarla è stato il Pensatore. L’ha fatto una volta, e mi è venuto un colpo.
Amante? Io non ho Amanti. Bisognava trovare un’altra parola. Non mi sono affannata per cercarla. Quel giorno, mentre gli parlavo di un’amica che lo aveva incrociato a una festa, il Pensatore mi ha chiesto, serafico: “Ma lei lo sa che sono l’amante della sua amica?”. La nostra storia era il mio segreto, la domanda non mi ha turbata. Ma la parola sì. “Amante.”
Era il mio amante, il Pensatore? L’idea non mi aveva mai nemmeno sfiorata.
Potevo essere l’amante di un uomo, quando l’unica cosa che volevo da lui era che mi tenesse abbracciata dietro una porta chiusa a chiave? Potevo essere l’amante di un uomo dal quale non volevo altro che quelle ore rubate?
Non sono riuscita ad andare più in là con i miei ragionamenti perché il Pensatore, come accadeva ogni volta, mi ha detto: “Mi è venuto un pensiero”, e si è avvicinato al letto. Mi sono messa a pancia in giù, appoggiata sui gomiti, e ho inarcato la schiena. Lui è dietro di me, non lo vedo. Deciso, percorre con le mani i contorni del mio corpo dalle spalle alle cosce, si ferma sulle natiche. Mi stringe a sé e io gli aderisco contro per riempirmi di lui il più possibile. Affondo il viso nel cuscino per soffocare i gemiti di piacere che accompagnano i nostri movimenti e le nostre parole. So che più osceno è l’amplesso, più intenso è il piacere, ma cerco di reprimere persino i miei sospiri.
Mi stringe a sé. Questa è la posizione che mi piace di più, e che piace di più anche a lui. Stretti in questa posizione, i nostri sguardi si incrociano anche se non siamo uno di fronte all’altra. L’importante è che ci sia il punto di incontro. Soffoco la voglia di gridare, dimentico amiche, ragionamenti ed esegesi. Davanti alla perfezione della pratica, la teoria scompare.
Amanti?
Il Pensatore aveva sicuramente le sue ragioni per usare questo termine. È proprio un peccato che io venga da un altro pianeta linguistico, quello della lingua delle donne, che mi devo inventare. Di solito mi affido ai dizionari, ma non sempre mi soddisfano. Hanno il loro linguaggio, le loro definizioni, ma io credo che il termine “amante” significhi troppe cose per adattarsi a tutti gli uomini che ho conosciuto. Troppe cose anche per il Pensatore? Amanti?

L’ELEFANTE E LA FARFALLA

Appena arrivato a Sharm pubblico questo divertente post non con l’intento di criticare nessuno, ma perchè è carino e divertente e cmq in esso ci sono molte verità!
Il titolo invece l’ho reinventato: vuole indicare i delicati sentimenti di tante donzelle travolti come un elefante dal modo di fare di molti egiziani! Tratto da Machemoredegitto

E’ pari ad un’epidemia conclamata, un’emergenza, un olocausto. Ormai è reale ed incontestabile. Donne da ogni parte d’Europa, di ogni età e di ogni ceto sociale, da anni, raggiungono le vicine mete del Mar Rosso e rimangono folgorate dal mal d’Egitto. Complici tra gli altri, il sole, il mare, le spiagge, i fondali, i deserti, la cultura, il calore del vento, della luce, della gente, perdono l’equilibrio, vacillano, smarriscono la strada maestra dentro occhi penetranti, lustri come akoie. Alienano la ragione e i sensi, ipnotizzate da incantatori nel breve tempo di un attimo. In poche parole, come mai prima, s’innamorano perdutamente di un uomo.
All’inizio è l’idillio, la salvezza, la redenzione, la risurrezione… la felicità.
Poiché è facile seguire chi dà piacere e benessere al cuore, allo spirito e … alla carne, queste donne si lasciano docilmente prendere per mano e condurre…
Le stesse donne cominciano così il loro andirivieni dall’Europa all’Egitto. Sono viaggi a qualunque prezzo, per andarsi a prendere ciò che loro spetta, l’Amore.
A seconda dei casi sono spesso fughe dalla realtà, da sé stesse, dalla famiglia, dal lavoro, dalla noia, dalla propria casa, verso un uomo che è lì ad aspettarle: candele, erba, musica, champagne, luoghi da favola: c’è tutto, non manca nulla: pace, silenzio, tramonti infuocati, baci al buio sotto stelle cadenti, avventure e scenari inimmaginabili…
Studentessa, dottoressa, capo-ufficio, avvocata, casalinga, laureata in lettere e filosofia, operaia, disoccupata, professoressa, segretaria, donna manager, d’un tratto entra in un tourbillon d’emozioni così sconvolgenti che dimentica la sua identità e diventa “regina”…
Quand’ ecco che, sul più bello, quand’ella è lì, a toccare il turchese più turchese del cielo sereno con un dito, Harry Houdini batte violentemente le mani – Svegliati!
Un lampo e spariscono gli effetti speciali e l’incantatore di serpenti le presenta il conto.
Il primo schianto, di solito, è addosso ad una richiesta di denaro, spesso mascherata da una malattia, un parente che sta morendo, un’emergenza abitativa, una questione di vita o di morte. O semplicemente una richiesta molto più esplicita, per cambiare vita… bizness!… viza!
Oppure un macigno si stacca improvvisamente dal Monte Sinai per entrare in un cellulare e diventare sms … e un’altra donna avvisa: – Sono la moglie di Mohamed, fatti da parte…
O mentre la stessa sta cercando chissà che cosa: bam! un biglietto ancora caldo… di quella appena uscita dalla stessa porta dalla quale lei, l’ultima dell’harem è appena entrata: – Ti chiamo appena atterro in Italia. Mi mancherà tutto di te. Ti amo –
O ancora, il cellulare di lui lasciato incustodito per imprudenza… lei preme senza pensarci il tasto messaggi e giù numeri con prefissi da tutto il mondo… le frasi sono più o meno sempre le stesse, perfino le stesse che gli scrive lei
– I want hear your voice to night habibi
– I’m all, all for you, you are my all habibi
– I miss you so much habibi
HABIBI!!!
Maledetto habibi!
Dopo lo schiaffo morale e fisico il casello dell’autostrada, ritirare il biglietto e via verso i sotterfugi, la disperazione, la lotta, i compromessi, le corse furtive alla Thomas Cook, alla Western Union, al Bancoposta servizio Moneygram per il trasferimento di denaro all’estero, le notti davanti al computer, dentro i siti delle innamorate in Egitto, degli stranieri all’estero, del Ministero degli Interni, dei Consolati, delle Ambasciate, i tentativi di intraprendere percorsi, analisi, la ricerca affannosa dei perché, dei che cosa la tiene legata a un lui così diverso, così mascalzone, così impostore da stordire, da impazzire, la confusione di fronte agli stessi propri comportamenti irrazionali… le gocce per dormire, per affrontare, per non piombare, la ricerca disperata di un ospedale, di una comunità di recupero per dipendenza da “roba troppo pesante”, di un metodo innovativo, rapido, di successo per poter guarire.
Il fenomeno è vecchio, radicato ai Caraibi e, più vicino a noi, nel Nord Africa, soprattutto in Marocco e Tunisia; più recente ma più diffuso di quanto si possa immaginare in Egitto, si è sviluppato negli ultimi vent’anni nelle principali località turistiche: a Sharm el Sheik con un impatto tuttora devastante, imbruttente a Hurghada e, ultimamente, emergente in maniera preoccupante anche a Marsa Alam ed in altre località minori di più recente costruzione, dove, lo stesso impatto non viene apprezzato secondo il danno effettivo.
Il danno effettivo va da sé che è direttamente proporzionale all’ingenuità, alla dose di autolesionismo e alla capacità di difesa personale e autonomia della turista in questione. 

Avviso importante a tutte le turiste in partenza per l’Egitto:
A.A.A.: IN MAR ROSSO RICORDATI DI FARE ATTENZIONE A NON PESTARE IL CORALLO, A NON ENTRARE NELLE MOSCHEE A CAPO SCOPERTO E A BRACCIA E GAMBE IGNUDE E AGLI SHARMUTE.
-sharmute: gigolò, che si fa mantenere dalle donne.
(Ci spiace, ma nessun risultato “PROSTITUTO” è stato trovato nel VOCABOLARIO ITALIANO)

LE EGITTIAMO CARD: ESSERE NOSTRI AMICI CONVIENE!!!

Esistono due differenti tessere a disposizione degli amici di Egittiamo

Tessera gialla: la Egittiamo Friend Card è strettamente personale e dà diritto ad avere uno sconto del 20% su tutte le consumazioni fatte a Egittiamo Caffè oltre a poter usufruire di tutte le agevolazioni di Egittiamo

La tessera ha un anno di validità e va esibita, oltre che al Caffè, anche a tutti i partner di Egittiamo al momento della prenotazione di gite, escursioni e corsi suggeriti da Egittiamo e per i quali abbiamo stabilito delle convenzioni o delle agevolazioni per te. La Egittiamo Friend Card può essere acquistata direttamente da noi al costo di soli 10 euro! Se acquistata nel giorno dell’inaugurazione (primo novembre) da inoltre diritto ad accedere al buffet e alla spaghettata dell’una di notte, oltre ad avere validità per 14 mesi anzichè un anno. La sua scadenza è spostata al 31.12.2011 per un totale di 14 mesi!!!

Tessera rossa: Discount Card. La seconda tessera di Egittiamo Caffè è una tessera a consumo. Facendo 10 consumazioni dello stesso importo l’undicesima è gratis, pari ad uno sconto del 10%. La tessera non è personale, nel senso che se si pranza in due, verranno segnate due consumazioni, se si è in quattro verranno segnate 4 consumazioni e cosi via.
Esistono 4 tipi di differenti consumazioni possibili: Caffè, pranzo, cena e spaghettata.

La Egittiamo Discount Card viene rilasciata gratuitamente a semplice richiesta! Non da diritto ad usufruire di sconti ed agevolazioni e non è cumulabile alla Egittiamo Friend Card.

MA CON QUALE DIRITTO SEQUESTRANO I TURISTI?????

Vittime: turisti diretti a Marsa Alam
Sequestartori: le compagnie aeree!

Sempre più spesso le compagnie di voli charter dispongono dei passeggeri come fossero bestiame! Ci indigniamo, protestiamo, facciamo leggi per garantire il trasporto del bestiame e poi ci facciamo trattare peggio delle bestie!

Indignarsi e incazzarsi non basta! Egittiamo blog vorrebbe fare qualcosa, attivamente, pertanto chiedo che se tra i lettori c’è un legale che pensi di poter fare qualcosa di concreto per queste situazioni, mi contatti in privato su menevadoasharm@libero.it
Pubblicherò i suoi consigli e se lo desidera i suoi recapiti, in modo da sapere cosa fare in questi casi, come difendersi durante il disguido e come farsi valere in seguito!

Il blog lo gestisco io ma è di tutti, e sarà a completa disposizione di chiunque si offra per poter fare qualcosa di serio e concreto in questi casi, casi in cui tutti noi potremmo ritrovarci ogni volta che andiamo in vacanza!!!

L’articolo è ripreso da bergamonews.it, pubblicato il 24 ottobre

Dovevano partire per Marsa Alam e si sono ritrovati a vivere un’odissea in aeroporto. La brutta avventura è accaduta a 100 persone, ‘intrappolate’ dasabato pomeriggio all’aeroporto di Malpensa. Sarebbero dovuti salire su un volo della ‘Sky Bridge’ previsto in partenza alle 18 di sabato da Milano per le  spiagge sul Mar Rosso, in molti hanno prenotato l’intera settimana di permanenza ma purtroppo, alle 18 di oggi, non avevano ancora messo piede in aereo. Il volo e’ stato di ora in ora rinviato per problemi non ben definiti. I 100 passeggeri, tra cui bambini piccoli e donne incinte, hanno dovuto dormire in aeroporto, per terra senza alcuna informazione certa sul loro destino, e solo alle 6 di stamattina li hanno portati in albergo. La beffa, infatti, è che non possono nemmeno lasciare l’aeroporto perchè la compagnia non ha ancora deciso se annullare il volo o riprogrammarlo.

EGITTIAMO CAFFE’: MONDO INTERNET

Eccoci finalmente, come promesso, al primo post sulle attività che vorremmo portare avanti ad Egittiamo Caffè, simpatico locale che inaugurerà nel centro di Naama bay il primo novembre.

Innanzi tutto qui sopra puoi vedere il logo definitivo e completamente risistemato!
Carino vero??

Nato da un’idea mia e di Sharazad (colei che è stata designata PR del locale) ha visto la luce in una notte di qualche mese fa.
Mettiamo il cuore, la bandiera egiziana, il mare, il deserto. Metti e togli, cambia e prova, io che chiedevo e Sharazad che creava le bozze! E poi, il pesciolino, le piramidi, il cuore egiziano!
In pochi segni grafici le piramidi simbolo universale dell’Egitto, il pesciolino che ricorda la nostra infinita passione per il Mar Rosso. E ancora, il nome Egittiamo, crasi di Egitto ti amo. Siamo proprio soddisfatti del risultato ottenuto e siamo convinti che questo semplice logo diventerà presto molto conosciuto. Ovviamente alla fine anche noi abbiamo dovuto rivolgerci a un grafico professionista per ottimizzare il nostro lavoro, realizzare il logo in alta definizione, dare la corretta bilanciatura degli interspazi della parola Egittiamo. Ma alla fine il risultato ci piace moltissimo!!! E speriamo piaccia anche a te!

Ma veniamo alle iniziative. Ogni giorno ti parlerò di qualcosa, primo per avvicinarci nel modo migliore al momento dell’inaugurazione, secondo per non fare uno sterile elenco

Egittiamo Caffè e Internet: sarà disponibile la connessione wifi, a disposizione gratuitamente di tutti i nostri amici che dispongano del proprio computer. Potrete quindi navigare sul web senza problemi semplicemente chiedendo in cassa la password del giorno! E in più saranno a disposizione dei nostri amici un paio di computer fissi per mezzo dei quali, chi non avesse portato con se il proprio computer, potrete scaricare la posta, leggere e rispondere alle vostre mail, connettervi a facebook e a twitter.

Infine, prenotandola prima dall’Italia, potrete disporre di una chiavetta per navigare in internet senza limiti di tempo ne di download. La chiavetta viene consegnata a fronte di una cauzione di 150 euro che verranno restituiti al termine della settimana quando passerete a restituirla.  Se ne hai necessità contattami in pvt a menevadoasharm@libero.it

INCENDIO IN UNO DEGLI HOTEL PIU’ ANTICHI DEL MONDO

20 ottobre 2010
Brucia l’hotel che ispirò Agata Christie
Un incendio causato da un corto circuito nella lavanderia ha provocato danni in uno degli hotel più antichi del mondo, lo storico «Old Winter Palace» nella città egiziana di Luxor, oggi appartenente alla famosa catena Sofitel

I vigili del fuoco sono riusciti a spegnere l’incendio e non ci sono feriti

L’hotel è stato costruito nel 1886 e si trova lungo le rive del Nilo. Vi ha alloggiato il britannico Howard Carter quando, nel 1922, scoprì la tomba di Tutankhamon nella Valle dei Re. Anche la scrittrice Agatha Christie, autrice del giallo «Morte sul Nilo» è stata ospite dell’hotel.

 

FAUNA DELL’ANTICO EGITTO IN MOSTRA A ZURIGO

Il Museo Rietberg si trova immerso in uno splendido parco adagiato sulle dolci colline di Zurigo. Attraversarlo anche in una giornata uggiosa d’autunno è un piacere per gli occhi, in forte contrasto con gli scenari desertici che fanno da sfondo alla mostra Falchi, gatti e coccodrilli: la fauna nell’antico Egitto, ospitata nelle sue sale fino al prossimo 14 novembre. È una mostra piccola – presenta infatti appena 110 oggetti, in prestito dal Metropolitan Museum di New York e dal Museo Egizio del Cairo – ma vale assolutamente la visita perché fornisce un interessante resoconto sul complesso rapporto che gli Egizi intrattenevano con il mondo animale.
Ad accogliere i visitatori c’è una statua della terribile Sekhmet dalla testa di leonessa, dea della guerra e delle epidemie, ma anche protettrice delle donne e dei bambini. Alle sue spalle c’è un pannello che nasconde alla vista la prima sala dell’esposizione, in modo che gli oggetti possano essere scoperti un po’ per volta e non vengano svelati tutti in un colpo. Ecco allora il dio Anubis, accucciato in posizione vigile e regale, e una piccola stele in onore di Upuaut, un altro dio sciacallo particolarmente venerato ad Abido. Subito però l’attenzione viene attirata dallo splendido falco in rame rivestito d’oro, rinvenuto nei bendaggi della mummia di Pinedjem II, gran sacerdote di Amon, riportata alla luce nel 1881 Gaston Maspero ed Emile Brugsch a Deir el-Bahari, nei pressi di Tebe. La sua preziosità viene esaltata dalla teca quadrata con ampia cornice di colore grigio scuro che la custodisce, mentre l’illuminazione soffusa conferisce un’aura di mistero agli oggetti esposti nelle teche accanto.
fauna_egitto_ippopotamo
Siamo nella prima delle tre tappe in cui si snoda il percorso espositivo, ovvero in quella dedicata al deserto, che precede le sezioni dedicate alle acque e alle terre alluvionali. I pezzi non sono disposti secondo un criterio cronologico, così vediamo oggetti dell’Antico Regno accanto ad altri di epoca romana, tuttavia la rigidità propria dell’arte egizia rende difficile ai non esperti notare differenze stilistiche. Ma torniamo al deserto, che gli Egizi chiamavano Decheret, ovvero Paese Rosso, in opposizione al Paese Nero delle terre alluvionali ai bordi del Nilo, in cui vivevano. Il deserto era considerato il paese dei defunti e gli animali che lo abitavano divennero simboli della vita dopo la morte. Un discorso a parte merita il leone, a cui erano associati i valori positivi di forza e virilità, tanto da diventare presto emblema del faraone (a cui solo riservato il privilegio della sua caccia), ma che simboleggiava anche le forze del caos, mentre la scimmia rimandava alle sfere della sessualità e della fecondità. Il ricco mondo della fauna forniva agli Egizi un vasto repertorio per rappresentare i vizi e le virtù degli uomini, come risulta evidente nelle favole moraleggianti che avevano degli animali per protagonisti; in mostra è esposto un frammento di dipinto datato alla XVIII dinastia sul quale è sopravvissuta la testa di un asino e si intravede ancora quella di un gatto nero. Proprio questi lacerti di disegni e pitture sono molto interessanti perché restituiscono raffigurazioni più fresche e “naturalistiche” degli animali, compagni di vita quotidiani degli Egizi, scampati per una volta alle rigide regole dell’arte ufficiale. Un altro aspetto da sottolineare è che sono esposti animali che non siamo soliti collegare all’antico Egitto, come per esempio rane (ce ne sono diversi esemplari eseguiti in vari materiali, tra cui il lapislazzuli), mosche, cigni e lontre, accanto ai più “tradizionali” falconi, tori, gatti e scarabei. Una nota negativa è invece costituita dalle didascalie solo in tedesco (punto debole che avevo segnalato già nella recensione della mostra dedicata a Teotihuacan), ma per fortuna viene in soccorso del visitatore non germanofono il libretto in inglese e francese gratuitamente a disposizione all’ingresso della mostra. La lettura di questa guida è caldamente consigliata perché alcuni particolari altrimenti sfuggirebbero, come il cartiglio di Tutmosis III disegnato su un piccolo pesce in steatite (a indicare che l’oggetto era un dono di o per il faraone) o le tre tacche incise su una gazzella, segno che l’oggetto era in realtà un peso (pari a tre deben, l’unità di misura egiziana) per pesare l’oro, spesso impiegato come mezzo di pagamento.
fauna_egitto_coccodrillo
Tra i pezzi più significativi segnaliamo un coccodrillo in granito di epoca romana, in cui naturalismo e stilizzazione sono perfettamente amalgamati dalle mani dell’anonimo artista che l’ha realizzato; un agile cane slanciato nella corsa e un serpente in granodiorite raffigurante il dio Asclepio: si tratta molto probabilmente del coperchio di un grosso recipiente. Attraverso la fessura che si trova tra le sue spire i pellegrini in visita al tempio del dio della medicina deponevano le preghiere con le richieste di guarigione per sé o per i propri parenti malati. Quello che a prima vista sembra un gambaletto è invece la mummia di un gatto. Dalla guida si apprende che in alcune città, dove il culto del felino domestico era particolarmente sentito, esistevano veri e propri cimiteri in cui venivano depositate le mummie di questi animali, per esempio a Bubastis e a Saqqara. Le analisi condotte in laboratorio hanno però dimostrato che spesso queste mummie contenevano “frattaglie” di diversi animali. Quella in mostra, però, contiene davvero un micio! A sigillo dell’esposizione gli organizzatori hanno collocato un cippo con una stele di epoca tolemaica sulla quale i geroglifici descrivono formule magiche per proteggerei i fedeli da serpenti e scorpioni, pericolo quotidiano anche in epoca tolemaica, quando fu realizzato. Il catalogo a corredo è riccamente illustrato, nonostante sia molto snello (poco più di 100 pagine); purtroppo però è disponibile soltanto in tedesco.

VIVERE A IL CAIRO

La MEGALOPOLI CHE NON DORME MAI RACCONTATA DA CHI L’HA SCELTA COME DIMORA
di VINCENZO  MATTEI sul blog clubamicimondoarabo

Una cosa bisogna mettere in chiaro per chi viene a visitare Il Cairo: questa non è una città per rilassarsi e né tanto meno per passare un fine settimana romantico.

Mettiamo da parte tutti i luoghi comuni, la maggior parte dei turisti che capita da queste parti sono gli stessi che optano per il pacchetto completo Sharm el Sheik, Hurghada o Luxor, per poi venire nella capitale egiziana un paio di giorni, ricalcare le orme della guida turistica e rientrare in albergo per prepararsi al massacro del giorno successivo.

Inoltre mettiamo in conto che questi eroi del turismo devono sobbarcarsi un viaggio di 600 km da Sharm per vedere le piramidi e rimanere inesorabilmente delusi. Già, perché l’ultima Meraviglia del mondo antico, sopravvissuta alla storia dell’uomo e dei vari cataclismi naturali, risulta inesorabilmente sminuita dai continui venditori di bibite, cartoline e kefia, dai propinatori di cammelli e cavalli, e dalle false guide turistiche che sono sul chi va là per puntare il primo turista sprovveduto pronto a crederlo. Così l’incanto di trovarsi davanti a un’opera grandiosa d’ingegneria antica, che ancora cela i suoi segreti, perde colore e magia.

Per ritrovare quell’idea di misticismo bisogna recarsi a Dashur o a Menfi, che si trovano a circa 50 km dalla capitale. Lì veramente può capitare di trovarsi all’interno della piramide Rossa completamente soli; però in questo caso occorre affittare un’auto o un tassista, è sconsigliato appoggiarsi ai vari alberghi perché si rientrerebbe nuovamente nella spirale del turismo di massa.

Gli stessi turisti si trovano spiazzati davanti al perenne traffico congestionato del Cairo. La maggior parte di loro pensa di andare in una città dalle Mille e una Notte, come incastrata in un tempo sospeso nell’incanto e nel fascino di dieci o più secoli fa. Il Cairo è tutto e il contrario di tutto, ma niente a che vedere con l’immaginario – forse un po’ infantile – di molti europei che vengono a visitarla.

Il Nilo è costellato da grattacieli e ville in stile liberty dell’inizio del secolo scorso, che molti egiziani odiano perché simbolo di un periodo di occupazione straniera (Naghib Mahfuz, scrittore egiziano premio Nobel per la letteratura nel 1988, ci ricorda che negli anni ’30 era vietato l’ingresso agli egiziani all’opera di Alessandria), e da abitazioni fatiscenti e palazzi alti venti piani che sembrano uscire da un’architettura di stampo sovietico anni ’60. Quartieri poveri costruiti alla periferia della città con strade senza asfalto, palazzi di mattoni crudi, rivenditori di qualsiasi merce sui marciapiedi, un un’anarchia di esseri umani che si muovono in un via vai sincronizzato dai doveri giornalieri, bambini che puliscono le scarpe per uno o due lire egiziane, o cimentandosi come apprendisti meccanici, capre che ruminano nella spazzatura che ricopre le strade principali del rione. Quartiere Fatimita (o Islamico) dietro il bazar di Khan Al Khalili, un luccichio di moschee ristrutturate recentemente con la cooperazione dell’UNESCO, strade asfaltate con lastre di pietre ben levigate, pulite, i negozi offrono la loro mercanzia in piccole botteghe ben ordinate, vassoi e teiere d’antiquariato che sembrano uscire da un’altra epoca. I bambini in questo quartiere sfoggiano quei sorrisi che spezzano il cuore, le donne velate portano orgogliosamente le cesta sopra il capo. Qui, in via Al Mu’ezz il Din, forse è l’unico angolo in cui Il Cairo ricorda uno di quei luoghi narrati da Sharazad. Due quartieri agli antipodi, accomunati da quello strato di smog e polvere del deserto.

Il centro della città è un melting pot di popoli dell’Africa orientale e settentrionale, come di molti paesi del Medio Oriente ed i molti europei e americani. Gli italiani si trovano un po’ in tutte le zone della città, ma molti vivono a Zamalek, l’isola che nel secolo passato ospitava dignitari britannici, ma l’architettura ricorda più alcuni quartieri di Roma piuttosto che Londra. Ma questa è una peculiarità di tutto il Cairo, forse perché ad ogni modo rimane pur sempre un paese mediterraneo e forse anche perché agli inizi del ‘900 la comunità italiana era la seconda più grande dopo quella greca. Purtroppo il concetto di manutenzione della proprietà privata è molto debole, così alcune di queste antiche ville si salvano solo perché sono state trasformate in ambasciate, consolati, o scuole private. Gli egiziani non hanno un forte senso della comunità, l’interesse peculiare è sempre al di sopra di tutto. Così non esistono condomini con un amministratore, si entra in alcuni palazzi e non c’è la luce ai piani. Questo si traduce anche a livello statale dove per esempio non esiste una raccolta dei rifiuti se non da parte dei zibelin che sono clan di famiglie che organizzano la raccolta, differenziandola e rivendendola alle varie industrie di cartone, plastica, vetro … un sistema ingegnoso che garantisce il riciclaggio di materie prime e offre lavoro, l’unico risvolto negativo è che spesso ci sono bambini al di sotto dei dieci anni che ci lavorano. Per contro, una caratteristica degli egiziani è la loro innata simpatia e l’aiuto che sanno darsi reciprocamente e che danno volentieri anche agli stranieri, tuttavia, alcuni lo fanno solo per ottenere una lauta mancia. Questo atteggiamento di voler a tutti i costi aiutare, a volte può essere molto insistente, e spesso le donne bionde, ma non solo, del nord Europa non lo apprezzano particolarmente.

Le italiane forse sono più abituate, ciò è dovuto al comportamento tipicamente italico dei maschi che per certi versi ci accomuna ai cugini egiziani, sebbene in Italia quella d’importunare le straniere fosse più un atteggiamento tipico degli anni ’50 e ’60, dove la rivoluzione sessuale doveva ancora avere il suo corso. Il risvolto di quanto detto sopra ed altri aspetti della vita sociale egiziana, crea per lo straniero che vive al Cairo, il bisogno di evadere e di frequentare spazi e luoghi di aggregazione più familiari. Così si tende a riunirsi tra stranieri, cercando un proprio spazio isolato dentro la realtà cairota.

Ad ogni modo bisogna anche mettere in conto che ci sono molti europei, principalmente quelli che hanno fatto studi di lingua araba o sul Medio Oriente, che riescono a integrarsi maggiormente con il tessuto locale. Ciò è dovuto alla conoscenza della lingua, e della storia del paese che li ospita, che diventa un tramite e una facilitazione per conoscere i substrati del territorio e della cultura, delle abitudini e costumi locali. Spesso, questi studenti, riescono a trovare un lavoro che li aiuta a sostenere le spese per il soggiorno nel paese. Capita che diversi di loro rimangono a vivere al Cairo a tempo indeterminato.

Oggigiorno, vista l’attuale crisi economica in Europa, potrebbe essere una soluzione quella di ritornare all’emigrazione tipica dei nostri avi del XIX e XX secolo: emigrare all’estero per cercare un lavoro e altre possibilità di vita. Una differenza fondamentale rispetto alle emigrazioni di un secolo fa, è il know-how dei giovani europei: allora era soprattutto manodopera di bassa qualità che emigrava, mentre oggi sono professori, ingegneri, architetti, informatici… che possono competere maggiormente a livello internazionale. Gli europei, appena arrivano nella città, hanno bisogno di tempo per abituarsi a lavorare dalla domenica al giovedì e ad essere imbottigliati nel traffico come tutti i cairoti, sebbene chi lavora per grandi compagnie preferisce avere un autista, in modo tale da evitare di arrivare in ufficio già stressato, rimanendo comodamente seduto sul sedile posteriore con il suo palmare o portatile, rigorosamente connesso alla rete con una chiavetta internet.

All’inizio si approfitta dei fine settimana per visitare i monumenti della città. Poi a poco a poco si allarga il raggio di perlustrazione. Prima si visita il deserto (si rimane sempre affascinati da quello Nero e da quello Bianco che si trova a metà strada tra le due oasi di Bahariyya e Farafra), poi il mar Rosso e lo spettacolo di tuffarsi dentro un acquario.
Le mete diventano sempre più allettanti perché in un certo senso tutto sembra a portata di mano. Si possono pianificare viaggi verso nord-est: in Giordania, Siria, Turchia, Golfo Persico, Yemen; e verso il sud: Sudan, Eritrea e altri paesi cercando di evitare quelli più a rischio.

Inoltre calcolando che la vita in Egitto può costare fino a 6/7 volte meno che in Europa, i viaggi sono sicuramente alla portata di ogni europeo; chi non vuole rinunciare ai comfort e a un certo lusso, deve per forza di cose mettere mani al portafogli. Personalmente sono un fautore dello “slow-trip”, ma forse perché ho il tempo di permettermelo, penso che sia il modo migliore per assaporare il viaggio in tutti i suoi aspetti passando da una regione all’altra: cambiano le persone, le abitudini, i comportamenti, la lingua assume intonazioni diverse, il paesaggio è un contrasto tra terre brulle, steppose, montagnose, pianeggianti … Sinai, Giordania, Siria, fino ad arrivare alle porte di Damasco.
Qui si entra nella città antica, allora si respira quel sapore millenario di una città ininterrottamente vissuta da cinque millenni. Normalmente chi mette mano al portafogli compra direttamente il biglietto dell’aereo, perdendo l’occasione di assaporare il fascino del lungo viaggio.

Sono fautori del cosiddetto turismo “mordi e fuggi”, allo scopo di poter dire di aver visitato i posti importanti o conosciuti della regione. La causa principale di questo tipo di viaggi la si può ritrovare nell’ottica di molti residenti stranieri al Cairo di trascorrere la vera vacanza nella propria patria per un periodo di almeno tre settimane (la maggior parte delle mogli degli impiegati nelle multinazionali normalmente passano tutto il periodo estivo con la famiglia, da fine maggio a inizio settembre, in Italia). Spesso questo tipo di approccio crea a sua volta un malinteso, o forse un’ovvia verità, con gli operatori turistici egiziani, giordani o siriani: si vede il turista come un oggetto a cui spolpare più soldi possibili perché al turista interessa solo scattare fotografie e seguire la guida, e non conoscere la tradizione e la realtà del luogo che sta visitando.

Ritornando alla città del Cairo, per quanto confusionaria e caotica, ha le sue regole e i suoi codici non scritti. Lo Stato cerca di fare il possibile per fornire i giusti servizi e infrastrutture, ma deve districarsi con una popolazione di oltre 80 milioni di abitanti (statistiche ufficiose parlano di 100) e una forte corruzione nell’amministrazione statale, fatta di tangenti e conoscenze per ottenere favori o agevolazioni. Dove non arriva lo Stato, ci pensa il mutuo aiutarsi degli egiziani e spesso le moschee, le quali fungono da aiuto esterno che indubbiamente aumenta i proseliti. È simile alla funzione che esercita la chiesa cattolica in Italia: svolge sia un ruolo di aggregazione dei fedeli, ma anche di supporto alle famiglie meno agiate.

L’elevato numero di abitanti dell’Egitto non deve trarre in inganno. Infatti, per quanto si possa rimanere spaesati nella capitale egiziana dovuta alla sua estesa grandezza, il Cairo è una delle città più sicure al mondo, certo, spiacevoli inconvenienti possono capitare, ma ciò dipende anche dal proprio senso di responsabilità. Gli europei residenti, durante la settimana si dedicano al lavoro o alla studio, la vita notturna cairota può trascinare in un vortice dell’uscita quotidiana.

D’estate i cairoti rimangono svegli fino alle 3 del mattino per cercare un po’ di refrigerio sui ponti del Nilo, dove la brezza è piacevole ed è come se trasportasse i sogni delle coppiette e delle famiglie egiziane che vi passeggiano. Normalmente i primi mesi al Cairo si cerca di sperimentare il più possibile, anche perché la città offre divertimenti di tutti i tipi: dalle discoteche sui battelli ancorati sul Nilo, a quelle di altri quartieri più altolocati come Mohandeseen o Maadi; dai tipici caffè egiziani del centro, dove i giovani, gli artisti locali (o pseudo tali) e gli stranieri s’incontrano e conversano tra un tè e un narghilè, ai locali per andare a vedere la danza del ventre sulla strada di Giza; dai ristoranti più raffinati di Zamalek e Maadi, dove si può ordinare del cibo tipico mediorientale e internazionale, a pasteggiare nei caffè egiziani con gli amici con un take away dei cibi locali più popolari; dai party in casa a quelli organizzati nei club stranieri o nelle barche ormeggiate sulle sponde del fiume.

Gli stranieri più integrati nella società spesso s’incontrano con amici egiziani nei Nadi, club sportivi di diversi ettari quadrati. Ci si ritrova la sera o i fine settimana con tutta la famiglia o con quelle dei propri amici. Qui spesso i bambini instaurano rapporti d’amicizia che dureranno tutta la vita. Normalmente è obbligo di ogni capofamiglia egiziano iscrivere i membri del proprio nucleo familiare a un Nadi, dal tipo di club che si frequenta spesso si può risalire all’origine sociale della famiglia. Normalmente non ci sono differenze tra club cristiani e musulmani, sono sempre misti, con ovvia preponderanza dei secondi. Infatti, un aspetto che caratterizza la società egiziana, ma non è l’unica nel Medio Oriente, è la convivenza pacifica tra le due grandi religioni che dura da secoli. Non è inusuale, se non la regola, trovare moschee e chiese una a fianco dell’altra. Certo, a volte si assiste a episodi di intolleranza che capitano maggiormente nell’Alto Egitto (normalmente non coinvolgono gli stranieri).

Questi atti non turbano il quieto vivere dei cittadini. Al Cairo esistono molte chiese per le diverse ramificazioni della religione cristiana: cattoliche, anglicane, protestanti, armene …che permettono agli stranieri di poter esercitare il loro culto. A questo proposito è interessante notare come ognuno porti con sé parte del paese di provenienza, cercando di riprodurlo in quello ospitante, cercando di creare le stesse situazioni che avrebbe in patria: amici, escursioni, vacanze, interessi culturali, passioni, hobby e tempo libero. Perché l’allontanamento da casa, è solo un inganno del tempo e dello spazio, mentre il cordone ombelicale che ci riporta alla nostra nazione di nascita non può essere reciso. Un americano rimarrà sempre un americano, come l’egiziano e l’italiano, come quel contadino che da qualche angolo remoto dell’Egitto va al Cairo in cerca di lavoro e fortuna. Già, Il Cairo, megacity fatta di mille piccoli villaggi al suo interno che sembrano un qualsiasi comune sperduto nell’entroterra.

Cairo, una Spaccanapoli mediorientale che non si addormenta mai, punto d’incontro di genti e razze, crocevia della Via della Seta che di quell’epoca sono rimaste solo le moschee mammalucche e le leggende narrate.

SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA A IL CAIRO

A Il Cairo Stefania Craxi interviene alla Università statale per inaugurare la settimana della lingua italiana nel mondo

 

EGITTIAMO APRE IL PRIMO NOVEMBRE!!!

VOLANTINO DELL’INAUGURAZIONE FRONTE E RETRO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BUON FINE SETTIMANA

Buon fine settimana a tutti!

Come di consueto sospendo la pubblicazione dei post nel weekend

Ricomincerò a pubblicare lunedì da Sharm. Vi parlerò delle iniziative di Egittiamo Caffè, il nuovo locale che sto per aprire a Naama Bay.
Da lunedì vi proporrò iniziative, news, le intenzioni che con i miei validissimi collaboratori stiamo preparando per tutti voi, turisti e residenti, staff e divers
Egittiamo Caffè nasce per essere un punto di incontro di gente, amici, conoscenti, un locale dove fare nuove amicizie e divertirsi tutti insieme.

Buon weekend a tutti!!!

 

 

NOTIZIE IN PILLOLE

Siamo in centomila ogni mese!!!!!

Positivi i primi nove mesi dell’anno per gli Italiani in Egitto. L’Ente del Turismo annuncia un aumento del 7,3% rispetto al 2009 con oltre 891mila visitatori in arrivo dalla Penisola. “Siamo davvero soddisfatti deli risultati ottenuti dall’Italia – afferma Mohamed Abd El Gabbar, direttore dell’Ente del Turismo egiziano in Italia -; per mantenere questi risultati daremo vita ad un’importante campagna pubblicitaria mezzo stampa e ci impegneremo a promuovere le destinazioni meno note, come il Deserto Bianco, la New Valley e la costa del Mediterraneo, anche grazie al roadshow ‘the other egypt’ che inizieremo a partire dal Sud Italia da novembre”. Il progetto dell’Ente punta proprio a far conoscere le destinazioni meno note del Paese, oltre a creare un solida rete di rapporti tra le varie realtà locali egiziane. “Vogliamo creare un sistema di ospitalità e di offerta di prodotto turistici più ricca e articolata, che passi dalle attrattive storico-culturali, sino a quelle ambientali e naturalastiche per favorire la permanenza in egitto e la destagionalizzazione”. Ha concluso il direttore dell’Ente.

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Meno male che non è andata in Uzbekistan!!!

Nel 2007 Alicia Keys ha fatto il suo primo viaggio in Egitto ed è rimasta letteralmente conquistata dal fascino di quella terra. Al punto da decidere di chiamare Egypt il suo primo figlio. Egypt Daoud Dean, per dirlo tutto. Il bebè, venuto alla luce lo scorso 14 settembre a New Tork, è frutto del matrimonio con il rapper e produttore discografico Swizz Beatz, che ha altri tre rampolli nati dalla precedente unione con l’ex moglie Mashonda Tifrere.

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Il tumore è figlio del progresso

Gli studiosi dell’Università di Manchester, hanno eseguito degli studi “sulle mummie”; infatti in questo Ateneo è possibile laurearsi “nello studio delle mummie” seguito dalla professoressa Rosalie David. Lo studio è stato condotto su 1700 mummie provenienti dall’Egitto e dal Sud America, con il fine di capire e di scoprire quali malattie esistevano circa 3 mila anni fa. Alla conclusione della ricerca si è scoperto che le patologie che sono affiorate sono, soprattutto, quelle attuali o comunque rare per quei tempi, da un punto di vista della conoscenza, queste malattie sono: i tumori.

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Turismo sessuale?? No, matrimoni a tempo!!!

Tariq A. Al Maeena, commentatore sociopolitico che vive a Jeddah (emirati arabi sauditi), in un ampio articolo in gulfnews.com parla di un costume che si sta diffondendo fra i Sauditi in viaggio: il matrimonio di convenienza (“misfar”, turistico): un matrimonio di breve durata, anche una settimana, per Sauditi in visita in un paese straniero. La stampa saudita ha parlato recentemente del fenomeno in aumento di bambini concepiti da maschi sauditi durante i loro viaggi. In una conferenza in Egitto, il direttore della Maat Foundation for Peace and Development ha sottolineato che la maggior parte degli uomini che visitano l’Egitto in cerca di matrimoni “misfar” sono Sauditi, seguiti da Iracheni; in genere le donne sono più giovani di loro. In Egitto molte giovani hanno meno di 16 anni.
Queste donne in genere provengono da ambienti socioculturali poveri. Il divorzio avviene dopo una settimana o un mese. I parenti, in Egitto, ricevono fino a 4.000 pounds egiziani (circa 500 euro!!) per aver dato la loro approvazione al matrimonio “a tempo limitato”. Il problema non esiste solo in Egitto: in Marocco si parla di 5000 donne lasciate da mariti turisti.

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Scoperta tomba della V dinastia

La tomba di un sacerdote egiziano risalente alla quinta dinastia, circa 4500 anni fa, e’ stata scoperta a sud della necropoli dei costruttori di Piramidi nei pressi del Cairo. Si tratta della tomba di Rudj-Ka, che era responsabile per il culto del tempio della piramide di Kefren ed e’ contraddistinta da affreschi colorati che raffigurano Rudj-ka e la moglie e scene di vita quotidiana. La scoperta potrebbe portare al rinvenimento di altre tombe della stessa epoca.

UN LIBRO SOTTO L’OMBRELLONE: GLI OBELISCHI EGIZI

Si posso definire i grattacieli dell’antichità. Gli egizi erano ossessionati da questi monoliti dedicati alla divinità solare. I romani ne trafugarono così tanti dall’Egitto che , ad oggi, Roma risulta la città con più obelischi “innestati” nel proprio tessuto architettonico.

Di solito la cuspide ( pyramidion),rivestita di elettro, colpita dai raggi del sole trasformava questi enormi “falli” in tanti fari luminosi .Le vicende umane e storiche che girano attorno agli obelischi egizi sono numerosissime. Sono vicende di tenacia, fatica, fede, potere ma soprattuto di pazzia allo stato puro… leggere per credere.

UNA FOTO AL GIORNO: CAMMINANDO A RAS MOHAMMED

Non è chiaro se il titolo della foto è riferito al granchietto o a Denis,
il fotografo che ci ha regalato questo scatto.
Ma va bene comunque!!!! Grazie Denis, sempre gentilissimo!


 

NOTIZIE IN PILLOLE

Elezioni in novembre

Il secondo turno a dicembre – L’Egitto rende nota la data del primo turno di elezioni legislative: saranno il 28 di novembre. Il secondo turno è fissato per il 5 dicembre e il parlamento uscito dalle urne sarà effettivo già dal 13 di dicembre. Il rinnovo del parlamento precede le elezioni presidenziali dell’autunno 2011, quando Hosni Mubarak lascerà la poltrona su cui siede dal 1981. Queste elezioni rappresentano un evento che attira l’attenzione della politica internazionale; da più parti si è avanzata la proposta di inviare osservatori a supervisionare l’andamento delle operazioni di voto.

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Egyptair toglie i voli diretti dall’Italia per Sharm e Luxor

Una vera e propria rivoluzione quella dell’orario invernale di Egyptair. Il vettore infatti dal primo novembre cambierà il network potenziando i collegamenti su Il Cairo, cancellando al contempo i voli diretti verso Sharm El Sheikh e Luxor: tutti i collegamenti saranno effettuati infatti via Cairo e transiteranno per il Terminal 3 dell’aeroporto. “Questa scelta faciliterà le connessioni oltre Il Cairo – spiega Stephanos Michaelidis, direttore commerciale della compagnia egiziana -. Per accontentare però le richieste della clientela italiana, daI primo novembre, incrementiamo i nostri voli da Roma e Milano”. Dalle due città i collegamenti avranno frequenza giornaliera, con un doppio volo previsto nei giorni di domenica e lunedì, mentre i voli da e per Catania saranno confermati con la frequenza di tre collegamenti settimanali. Saranno poi annunciate a TTG Incontri le novità di Egyptair per la summer 2011, quando la compagnia avrà nuove operazioni e nuove frequenze.

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Buon lavoro, ne avrete parecchio da sbrigare!! 🙂

Sara’ presto varato in Egitto un Comitato nazionale per la lotta alla corruzione. L’organismo avra’ anche il compito di organizzare campagne nazionali di sensibilizzazione contro la pratica della corruzione. La bozza del decreto che lo istituisce e’ stata approvata da un comitato ministeriale presieduto dal sottosegretario con delega agli Affari legali e delle Commissioni parlamentari, Mufid Sehab.
L’Egitto e’ uno dei 30 Paesi che nel 2003 hanno approvato la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione.

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Divani italiani nei salotti egiziani

Il Gruppo Natuzzi annuncia l’apertura di due nuovi importanti Natuzzi Store: quello di Mosca e quello del Cairo. Per Mosca è già il terzo store aperto nel 2010, mentre per quanto riguarda lo store di Cairo si parla del primo in assoluto inaugurato in Egitto, primo passo importante verso l’espansione del Gruppo in Africa. «Il programma di investimenti previsti per quest’anno – fanno sapere dall’azienda – si completerà con l’apertura, a fine novembre, del quarto Natuzzi Store moscovita e del primo negozio monomarca di Nuova Delhi».

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Apertura di una università italo-egiziana a Il Cairo

La diffusione della lingua italiana non solo come strumento culturale, ma anche come occasione per trovare lavoro per i giovani egiziani. Questo il concetto che ha fatto da filo conduttore all’inaugurazione dello “Spazio Italia” e della decima settimana della lingua italiana nel mondo, curata dall’Istituto italiano di cultura, all’Università Ain Shams del Cairo. Alla cerimonia hanno partecipato il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi e l’ambasciatore d’Italia in Egitto, Claudio Pacifico, oltre al rettore dell’ateneo Mohamed Maged El Deeb.
Stefania Craxi, davanti a un auditorium affollato di studenti con i quali si è poi soffermata a parlare, ha messo in risalto la crescente domanda per lo studio dell’italiano, assicurando che questa verrà seguita dal governo italiano. Pacifico ha posto l’accento come l’Italia sia attiva in programmi di formazione e di insegnamento della lingua e della cultura italiana e come lo “Spazio Italia”, il primo del genere in una università non italiana all’estero, ha osservato, ospiterà iniziative per avvicinare gli studenti alla cultura e alla realtà italiana.
In questa prospettiva si sta lavorando al progetto della prima università italo-egiziana che aprirà i battenti al Cairo. Un progetto, ha annunciato Stefania Craxi a margine della cerimonia, che sarà pronto per febbraio, in occasione del quarto vertice bilaterale Italia-Egitto.

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UN APPLAUSO PER LA VOSTRA VOGLIA DI VIVERE!!!!!!

Le Talpe subacquee meritano un grosso applauso perchè insegnate a noi la gioia di vivere! Un applauso enorme a questi ragazzi e ai loro accompagnatori!!
In mezzo a tante notizie di cronaca che quotidianamente ci fanno accapponare la pelle, raccontare delle talpe subacquee mi ridà un po’ di fiducia nel genere umano!
GRAZIE TALPE SUB!

Con le pinne in una mano e il bastone bianco nell’altra, i subacquei del Gruppo sportivo dell’Associazione Disabili Visivi (ADV) – già simpaticamente ribattezzati “Talpe subacquee” – sono rientrati in Italia, dopo un soggiorno di una settimana a Wadi Gimal, splendida località del Mar Rosso, nell’omonima riserva marina protetta. E sono stati in tanti a poter godere della riposante sensazione di essere circondati e protetti dal mare amico e di potersi muovere nelle tre dimensioni senza l’ostacolo della forza di gravità, nel meraviglioso scenario della barriera corallina

Si è conclusa il 10 ottobre scorso la seconda “Settimana blu” all’estero dei subacquei non vedenti dell’ADV (Associazione Disabili Visivi), che ha avuto questa volta come meta la località egiziana di Wadi Gimal, nell’omonima riserva marina protetta . Quest’anno la comitiva si è accresciuta, fino a comprendere ben trentatré persone.
Più di un terzo dei non vedenti – già regolarmente muniti di brevetto di sommozzatore – hanno eseguito le dieci immersioni prenotate sulla meravigliosa barriera corallina e alcuni di essi, entusiasti per la scoperta di questo ambiente marino, del tutto differente rispetto a quello mediterraneo, non si sono accontentati e hanno voluto godere di alcune immersioni supplementari. Essi hanno potuto così toccare coralli duri e molli, spugne di varie forme e consistenze e persino nuotare insieme a delle simpaticissime testuggini, ciò che è stato possibile in virtù di una speciale dispensa che è stata sempre ottenuta in tutti i mari tropicali del mondo, dopo avere dimostrato ottime capacità di stabilità e di acquaticità, oltre che la conoscenza delle modalità di contatto con gli organismi marini necessarie per non danneggiarli e per non farsi male.
Va ricordato che – per coloro i quali non hanno mai avuto il senso della vista – questo è l’unico modo per poter godere dell’incredibile spettacolo della vita sottomarina e delle svariate forme che popolano la barriera corallina, a differenza di chi può farlo semplicemente guardando i meravigliosi documentari proiettati sul piccolo schermo.

Un altro terzo dei non vedenti ha preso per la prima volta confidenza con le bombole e con la riposante sensazione di essere circondati e protetti dal mare amico e di potersi muovere nelle tre dimensioni senza l’ostacolo della forza di gravità. I rimanenti, più pigri o meno avventurosi, si sono limitati a nuotare nelle caldissime acque tropicali e a prendere il sole su una lunga spiaggia di sabbia bianca. Gli istruttori che hanno accompagnato le persone nelle profondità del mare – in parte italiani e in parte locali – erano tutti preparati alla guida dei non vedenti per avere seguito specifici corsi tecnici.

Da ricordare anche che la scherzosa denominazione di “Talpe subacquee”, molto ben accolta dai partecipanti, è comparsa per la prima volta sulle t-shirt azzurre donate lo scorso anno dal Centro di Immersioni di Makadi Bay e si è ripetuta sulle magliette arancione predisposte quest’anno dall’Associazione.

Qualcuno potrebbe chiedersi come mai un cieco – il cui contatto con l’ambiente esterno è fatto soprattutto di indicazioni sonore e olfattive – possa trovarsi a suo agio in un ambiente in cui domina il silenzio rotto soltanto dal rumore delle bolle che escono dall’erogatore e nel quale gli odori sono del tutto banditi. In realtà,come spiega nel libro SOTT’ACQUA CON UN CIECO il presidente dell’ADV Giulio Nardone, «anche chi non vede avverte la bellezza quasi ipnotica del silenzio profondo ed è portato a concentrare la sua attenzione sulle sensazioni tattili, sullo scorrere dell’acqua sulle parti scoperte del proprio corpo, sul variare della temperatura, sull’infinita varietà di sensazioni trasmesse al cervello dai polpastrelli che accarezzano la flora e la fauna subacquea»
Durante il volo di ritorno, un intervistatore improvvisato ha registrato in audio le impressioni a caldo dei non vedenti e dei loro accompagnatori: fra i primi, le espressioni più ricorrenti sono state «un’esperienza arricchente», «sentirsi immersi nella natura», «sensazioni emozionanti», «la vacanza più bella della mia vita». E il commento di una guida subacquea che per la prima volta metteva in pratica con i non vedenti le teorie apprese: «Un’esperienza che mi ha spalancato un mondo».
C’è stato poi anche chi ha approfittato della giornata di stop dalle immersioni per la gita archeologica a Luxor e alla Valle dei Templi o per la “cammellata nel deserto” («impressionante il silenzio nella sua forma assoluta»). E ancora, alcuni non vedenti hanno sperimentato il senso di libertà che dà il poter guidare la “quod”, la moto da deserto su e giù per le dune. Alla fine tutti si sono detti ansiosi di poter ripetere questa bella esperienza. 

La seconda “Settimana blu” viene ad aggiungersi alle nove “Settimane verdi” già organizzate dall’ADV sulle Dolomiti e alle ventotto “Settimane bianche” che hanno portato nel corso degli anni parecchie centinaia di soci non vedenti a sciare sulle piste di discesa e di fondo del massiccio del Civetta.

Di Mirella Carlesi su Superando.it

LONELY PLANET EGITTO APPENA AGGIORNATA

Un capitolo dedicato alle immersioni per scoprire il meraviglioso mondo sommerso del Mar Rosso

Un viaggio nell’affascinante Antico Egitto con l’egittologa Joann Fletcher

Indice verde con le migliori strutture turistiche ecosostenibili

Terra Madre per scoprire le comunità del cibo

124 cartine e inserto a colori sulle crociere sul Nilo

In questa edizione, Lonely Planet vi condurrà dalle strade polverose del Cairo alle Piramidi di Giza e ai templi di Luxor, vi accompagnerà in feluca lungo il Nilo e a esplorare i magnifici fondali del Mar Rosso.

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sesta edizione
978-88-6040-600-2
Guide EDT/Lonely Planet
Ottobre 2010
624 pagine
€ 26.50

LINK

UNA MOSTRA DI ANDRE’ NAGGAR A PALERMO

Alto Egitto è il lavoro di un artista maturo innamorato della sua terra di origine – rivista dopo molti anni – delle sue luci abbaglianti, ma anche delle ombre profonde che celano e custodiscono le forme rivelandone solo i tratti essenziali. Fotografare è apprendere i limiti dell’inquadratura.
Lo sguardo del fotografo sembra procedere per sottrazione, scegliendo di nascondere più che mostrare.
Un lavoro metafisico che aumenta il fascino di una misteriosa civiltà millenaria. Una serie di fotografie che si dipana sul filo del sentimento e della memoria, capace di restituire all’osservatore le intense emozioni del fotografo.
In mostra dieci immagini in grande formato (40×60 cm) stampate nel 1998 in una serie limitata di due.

Andrè Naggar. Alto Egitto

Periodo: 23/10/10 – 05/11/10

LANTERNA MAGICA
via Goethe, 43
Palermo

Tel. 091 584193

Riferimenti e Note:

Andrè Naggar è nato il 21 Giugno del 1922 ad Alessandria in Egitto. Nel 1941 inizia a lavorare alla Borsa del Cairo, di cui suo padre è presidente. Dopo la creazione dello Stato d’Israele, anche Andrè è costretto nel 1952 ad abbandonare precipitosamente il Cairo, e parte assieme alla sua famiglia alla volta dell’Europa. Si stabilisce a Parigi dove inizialmente svolge diversi lavori, fino a quando, nel 1956, dopo un periodo di sei mesi di preparazione a New York, inizia a dirigere l’ufficio parigino di una compagnia americana operante in borsa. E’ l’attività che svolgerà fino all’età della pensione.
Assiduo frequentatore dell’ambiente artistico parigino e delle gallerie, pittore lui stesso, espone i suoi quadri in una personale nel 1965 alla Galerie Berggruen a Parigi. Nello stesso anno inizia a fotografare con la tecnica del mosso. Nel 1968 dipinge una cinquantina di tele dedicate al tema della Shoah. Continua a fotografare e nel 1974 presenta una scelta di sue immagini al suo amico John Lefèbvre di passaggio a Parigi.
Nel 1975, la sua prima personale fotografica alla galleria Lefèbvre di New York. Seguono negli anni una serie di importanti mostre in tutto il mondo.

UNA FOTO AL GIORNO

Egitto, Mastaba
La Mastaba a gradini di Saqqara,
monumento funebre di re Zoser della III dinastia,
è costituita da sei gradini rientranti di due metri ciascuno,
raggiunge un’altezza di oltre 56 metri

 

IMOLA (BO) 22 OTTOBRE – 5 NOVEMBRE

Venerdì 22 ottobre – ore 18
Sala delle Stagioni, via Emilia 25 – Imola
Alessia Amenta “La collezione Egizia dei Musei Vaticani”
Egittologa e Dottore di Ricerca in Egittologia presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Ha partecipato a diverse missioni di scavo in Egitto della medesima Università. E’ Curatore del Reparto di Antichità Orientali dei Musei Vaticani.

Venerdì 29 ottobre – ore 18
Biblioteca Comunale, via Emilia 80 – Imola
Christian Greco “La tomba di Meryneith a Saqqara”
Nostro connazionale all’estero, è Archeologo ed Egittologo. Ha lavorato al Museo Nazionale delle Antichità di Leida e ha preso parte alla Missione congiunta del Museo e dell’Università di Leida a Saqqara.

Venerdì 5 novembre – ore 18
Sala delle Stagioni, via Emilia 25 – Imola
Tito Orlandi “La nuova cultura dell’Egitto tardo antico: i Copti”
Ordinario di Lingua e Letteratura Copta. E’ direttore del settore scientifico “Egittologia e Civiltà Copta” presso la Facolta di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

INFORMAZIONI:
Cise Imola
Piazza Gramsci 21 – Imola
tel. 0542.27373
e-mail info@cise-imola.it
Il sito internet http://www.cise-imola.it sarà on line dal 18 ottobre 2010.

IN VIAGGIO NELLA STORIA: CAIRO – PETRA – WADI RUM

IN VIAGGIO NELLA STORIA: CAIRO- PETRA- WADI RUM

Tour speciale di 8 giorni. Partenze il 28 Novembre da Roma Fiumicino e Milano Malpensa. Proposto da Jasmine, collaboratrice di Egittiamo Blog

 

 

IL CAIRO:

Centro pulsante del Medioriente, e’ la piu’ grande Metropoli dell’Africa. Con I suoi 17 milioni di abitanti, affascina tutt’ora, per il suo mix tra moderno ed antico.. Con un soggiorno di 3 notti visiteremo le piu’ belle attrazioni storiche della Citta’ : La Piana di Giza con le Maestose Piramidi e l’enigmatica Sfinge, Il Museo Egizio che ospita I piu’ grandi repertori di storia Faraonica e la Cittadella e Moschea di Alabastro di Mohammed Ali. Immancabile passeggiata nel piu’ grande Mercato all’aperto del Cairo : Khan el Khalili.

 

PETRA:

La Citta’ Rosa scoplita tra le Rocce, bellezza e fascino orientale..Soggiorneremo una notte in questa citta’ visitando tutti i tesori nascosti dell’antica citta’ Nabatea : il Khazneh (il Tesoro), le Tombe Reali , la Tomba dell’urna, la Fontana Pubblica , la strada delle Colonne e del Qasr Al Bint..

 

WADI RUM:

Il Deserto dai mille colori ed il piu’ vasto della Giordania..descritto nelle famose narrazioni di T.E. Lawrence, offre distese di sabbia rossastra e vette di granito alte fino a 175 metri..In jeep 4×4 lo attraverseremo assaporandone tutte le sfumature..

Per chi lo desidera si potra’ estendere il tour con maggiori notti di pernottamento a Sharm el Sheik. Inoltre, a richiesta, e’ possibile scegliere di visitare il Mar Morto anziche’ Wadi Rum o aggiungere un ulterior pernottamento in Giordania

 

L’ITINERARIO:

Giorno 01 ITALIA/ CAIRO

Arrivo all’aereoporto internazionale del Cairo. Accoglienza e trasferimento in hotel. Sistemazione nelle camere prenotate. Cena e pernottamento.

 

Giorno 02 GIZA
Colazione in albergo. Incontro con la guida-egittologo ed inizio delle escursioni.Visita alla Piana di Giza, a pochi kilometri dal centro abitato dove si trovano le tre Piramidi di Giza dedicate ai tre Faraoni della IV dinastia : Kheope, Kephren e Micerino.Segue la Sfinge,maestosa guardiana della Piramidedi Kephren.Poi nelle campagne che contornano la Piramide a Gradoni nella zona di Sakkara, pranzo in tipico agriturismo all’aperto, dove si gusteranno piatti tipici con carne alla brace e pane appena sfornato. Dopo pranzo continuazione delle visite con la Necropoli di Sakkara dove si trova la grande Piramide a Gradoni e l’antica Capitale del Regno Faraonico , Memphis.Rientro in albergo. Cena e pernottamento
Giorno 03 CAIRO
Colazione in albergo. Incontro con la guida-egittologo ed inizio delle escursioni.In mattinata visita del Museo Egizio dove tra i numerosi reperti della storia faraonica si potra’ ammirare la camera mortuaria meglio conservata al mondo, quella di Tut ank Khamun. Pranzo in ristorante galleggiante situato proprio di fronte il Nilometro , vecchia misurazione delle acque del Nilo , risalente all’anno 880 d.c, sull’Isola di Roda.Dopo pranzo visita alla Cittadella e Moschea di Alabastro di Mohammed Ali , le cui grandi mura di cinta furono costruite con lastre di granito staccate dalle Piramidi di Giza.Per finire passeggiata tra i colori e le viuzze antiche del grande mercato all’aperto di Khan el Khalili .Rientro in albergo. Cena e pernottamento

 

Giorno 4 CAIRO/SHARM EL SHEIK

Colazione e trasferimento all’aereoporto nazionale del Cairo e partenza per Sharm El Sheik. Arrivo ed accoglienza. Trasferimento in albergo e sistemazione nelle camere prenotate. Resto della giornata a disposizione per relax e bagni in mare. Cena e Pernottamento

 

Giorno 5 PETRA
Prima dell’alba trasferimento via terra al porto di Nweba ed imbarco in aliscafo diretto ad Aqaba , porto della Giordania.Arrivo ed incontro con la guida.Accoglienza e trasferimento via terra a Petra .Intera giornata dedicata alla visita della città di Petra, detta ” la città rosa ” e dei suoi monumenti scavati nella pietra. Cavalcata per il Siq (canyon), una stretta gola, lunga più di 1 chilometro, fiancheggiata da ripide pareti rocciose alte 80 metri. Attraversare il Siq è un’esperienza unica: i colori e le formazioni rocciose lasciano il visitatore a bocca aperta. Alla fine del Siq trovera` finalmente il Khazneh (il Tesoro). Un’esperienza straordinaria. Un’imponente facciata, larga 30 metri e alta 43, creata dalla nuda roccia, color rosa pallido fa sembrare insignificante quello che c’è intorno. Poi la visita delle Tombe Reali , la Tomba dell’urna,la Fontana Pubblica , la strada delle Colonne e del Qasr Al Bint . Pranzo in locale tipico. Sistemazione in hotel. Cena e pernottamento.
Giorno 6 WADI RUM/MAR MORTO

Colazione in albergo.Partenza per Wadi Rum.Emozionante tour in jeep 4×4 tra il silenzio delle montagne e la bellezza del deserto colorato.Pranzo in tenda beduina.In pomeriggio trasferimento al porto per ritorno in Egitto.Arrivo e trasferimento in albergo a Sharm el Sheik. Cena e pernottamento

Giorno 7 SHARM EL SHEIK

Colazione in albergo. Giornata di relax in spiaggia. Pensione completa e pernottamento.

Giorno 08 ITALIA
Colazione in albergo. In base all’orario di partenza trasferimento all’aereoporto nazionale di Sharm el Sheik per volo diretto al Cairo. Accoglienza e trasferimento per la partenza finale. Fine dei nostri servizi.

 

COSTI A PERSONA IN CAMERA DOPPIA EURO 1550

PREZZO SPECIALE PER I LETTORI DEL BLOG “EGITTIAMO” EURO 1460

Il Prezzo include

· BIGLIETTI AEREI PER LE TRATTE ITALIA/CAIRO – CAIRO/ SHARM EL SHEIK – SHARM EL SHEIK/CAIRO/ITALIA DI LINEA EGYPTAIR O ALITALIA CLASSE ECONOMICA

·03 NOTTI AL CAIRO IN HOTEL 4*

.TRATTAMENTO DI PENSIONE COMPLETA AL CAIRO

.03 NOTTI A SHARM EL SHEIK IN RESORT 4*

.TRATTAMENTO DI PENSIONE COMPLETA + SOFT DRINKS A SHARM EL SHEIK

.01 NOTTE A PETRA IN HOTEL 4*

.TRATTAMENTO DI PENSIONE COMPLETA IN GIORDANIA

.BIGLIETTI DELL’ALISCAFO A/R

.VISTO DI INGRESSO PER LA GIORDANIA

TUTTI I TRASFERIMENTI A TERRA IN AUTO PRIVATA GT

CLIMATIZZATA SIA IN EGITTO CHE IN GIORDANIA

.ACQUA E FRUTTA FRESCA DURANTE I TRASFERIMENTI IN GIORDANIA

· EGITTOLOGO PARLANTE L’ITALIANO DURANTE LE VISITE IN EGITTO

.GUIDA PROFESSIONALE PARLANTE ITALIANO O INGLESE DURANTE LE ESCURSIONI IN GIORDANIA

· TUTTE LE ESCURSIONI CITATE

· I BIGLIETTI D’ INGRESSO DELLE VISITE SOPRA CITATE

· MASSIMO DELL’ASSISTENZA.

Il Prezzo esclude:

.VISTO DI ENTRATA IN EGITTO (EURO 13CIRCA ACQUISTABILE DIRETTAMENTE IN AEREOPORTO AL CAIRO ALL’ARRIVO)

. MANCE

. BEVANDE OVE NON CITATO

. EXTRA.

 

 

NOTARE CHE L’ENTRATA IN GIORDANIA SI EFFETTUA TRAMITE SOLO PASSAPORTO E NON CARTA DI IDENTITA’

 

 

NOTIZIE IN PILLOLE

Che stomaco!

Si tratta sicuramente della polpetta più cara del mondo, quella che i doganieri egiziani hanno confiscato all’aeroporto del Cairo.Nei guai è finito un viaggiatore proveniente da Atene nel cui bagaglio è stato trovato un pacco di carne macinata farcita d’oro, per un valore superiore a 43mila dollari.   Il stravagante nascondiglio non ha tratto in inganno i doganieri egiziani che hanno confiscato il lingotto e gettato la carne.  Il protagonista del curioso trasporto è stato posto in detenzione ma potrebbe essere rimesso presto in libertà.

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Impara a cucinare egiziano a Roma

«Per parlare di multiculturalismo non volevamo usare teorie, convegni o libri. Siamo passati da una cosa più immediata, una di quelle che fanno tutti in tutto il mondo, cioè cucinare e mangiare». Elena Dalla Massara, 36 anni, laureata in filosofia e specializzata in comunicazione interculturale, vive a Roma, dove lavora in un’agenzia di comunicazione e nel tempo libero presiede “Cucimondo”, l’associazione che ha fondato con alcuni amici nel 2008. Dallo scorso anno per due volte al mese organizzano corsi di cucina etnica tenuti da stranieri, che nei loro piatti, insieme agli ingredienti, mettono la loro cultura e le loro storie. Il 26 ottobre è il turno della cucina egiziana. LINK

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Scoperta nel Sinai una fortezza del tempo dei faraoni

Una missione egiziano-canadese ha riportato alla luce un Forte risalente all´Antico Regno nell´area di Fairuz nel sud del Sinai.  La missione, rappresentata da esperti del Supremo Consiglio di Antichità Egiziano, e dalla Toronto University, ha condotto operazioni di scavo al sito di Sahl El Markha, 160 km a sud di Suez, sulla Costa Occidentale del Sinai.  Il DR. Mohammed Abdel Maqsoud, direttore generale dei monumenti per il Basso Egitto ed il Sinai, ha dichiarato che il forte di pietra si ergeva per tre o quattro metri di altezza.  “Il Forte è stato scoperto all´interno delle miniere di turchesi e rame nell´area”

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Biglietti Alitalia online? L’antitrust indaga

Dalla News letter ADUC
Nel marzo scorso avevamo denunciato l’ingannevolezza della procedura d’acquisto dei biglietti sul sito di Alitalia, che solo a fine iter, caricava di ulteriori 5 euro l’addebito. Ora l’Antitrust ha aperto un’indagine per verificare ed eventualmente sanzionare Alitalia, oggetto anche di altro procedimento relativo agli ostacoli che frappone al rimborso dei biglietti inutilizzati.
In attesa della pronuncia dell’Antitrust, dal nostro punto di vista ci sono pochi dubbi sull’ingannevolezza della procedura di acquisto dei biglietti online, in quanto l’aggravio di 5 euro (ancora oggi richiesto), chiamato diritto amministrativo, altro non e’ che un balzello che resta nascosto fino al momento del pagamento: pagina principale del sito, regole tariffarie e condizioni generali di trasporto non ne fanno menzione.
Non tutti i consumatori sono costretti a pagare la soprattassa: possessori di alcune carte di credito, ed altre categorie sono esentati dalla spesa. Stando cosi’ le cose non si capisce perche’ si debba chiamare diritto amministrativo un qualche cosa che del diritto non ha nemmeno l’ombra: magie Alitalia!
L’istruttoria Antitrust valuterà anche un altro elemento, nello stesso procedimento d’acquisto, ha pubblicato le condizioni generali del contratto solo in inglese.
Ricordiamo che il decreto Bersani, in materia di trasparenza delle tariffe aeree, oltre che il codice del consumo, vietano simili condotte. Il Garante della concorrenza, proprio in materia di tariffe aeree, in piu’ occasioni, ha avuto modo di affermare che “l’indicazione della tariffa deve includere ogni onere economico gravante sul consumatore, il cui ammontare sia determinabile ex ante, o presentare, contestualmente e con adeguata evidenza grafica e/o sonora, tutte le componenti che concorrono al computo del prezzo” (provvedimento Antitrust 23 novembre 2005 n. 14919).

HAI 2 MINUTI E 40 SECONDI?

Un filmato godibilissimo realizzato da Marco Carè nella acque del Mar Rosso!

Bravi, bella idea, veramente divertente!!!

Anche il titolo del filmato denota fantasia: DIVER-tente!

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ALLA SCOPERTA DE IL CAIRO

Una galleria di immagini per uscire dai percorsi prestabiliti. E imparare a scoprire una città culla della storia e al tempo stesso megalopoli di 20 milioni di abitanti. E’ questo il consiglio che vorremmo dare a un viaggiatore più o meno esperto che si accingesse ad andare in Egitto.

Ogni anno migliaia di italiani si recano sulle sue coste per vedere la meravigliosa Barriera Corallina, ma non si fermano nella capitale: “E’ pericoloso. Al massimo potremmo visitare il Museo Egizio, ma non crediamo offri di più”, è il pensiero comune di questi turisti. I ripetuti attacchi terroristici degli ultimi anni hanno frenato le visite straniere, ma solo al Cairo, perché nelle località sul Mar Rosso, colpite più volte e tragicamente, si continua a registrare un boom di arrivi.

Ciò prova perché in Occidente si sappia molto poco del Cairo. I suoi abitanti la chiamano “Umm ad-Dunya”, Madre del mondo. C’è ancora qualcosa di originario in questa metropoli che si sta espandendo voracemente nel deserto, con i suoi ingorghi di auto e lo smog che brucia la gola. Come tutte le grandi città del Sud del mondo sopravvive ai contrasti. Basta un viaggio in taxi per passare dagli agglomerati incompiuti di cemento ad alcune delle moschee più belle del pianeta; dagli hotel lussuosi con le loro palme secolari, ai mercati del Cairo Islamico, rimasti quasi intatti nei millenni. Qui gli anziani, seduti nei vicoli, regalano sguardi senza tempo. Le vedove vendono ai banchi della verdura, stesi sui carri con cui sono arrivate dalla campagna. Una ragazzina, con le unghie dipinte, compra frutta inviando sms. Ragazzi robusti e intraprendenti svelano i segreti delle loro spezie: coriandolo, cumino, sesamo.

Le prime fondamenta urbane furono gettate nel 969 d.C. da una dinastia islamica, anche se non lontano i romani avevano già costruito una fortezza. La prima moschea di Amr ibn al-As dall’architettura allungata e razionale, risale al 642 d.C. Verso l’anno mille, invece, sorse l’imponente Al-Azhar, l’università più antica del mondo islamico dopo quella di Fez, in Marocco. E basta solo risalire la Cittadella per godere di un capolavoro ispirato ai canoni dell’architettura turca, la Moschea di Alabastro, incantevole quanto  la più nota Moschea Blu di Istanbul.

La vita pulsante del Cairo, però, è anche alle sue pendici, quelle stradine lungo i canali del Nilo, che portano a Giza, con la sua esplosione di visitatori, ma anche alle necropoli di Saqqara e Menfi, dove gli archeologi sono all’opera da secoli. Intorno a questi siti, e quindi al turismo d’arte, lavorano moltissimi egiziani: guide, interpreti, tassisti, ristoratori, addestratori di cammelli e guardiani. Proprio da qui, dalla periferia rurale e desertica, dove i campi di cavoli escono dalla terra arsa, si può risalire fino al cuore del Cairo. Laddove scorre il Nilo, stupefacente coi suoi grattacieli riflessi come in una Manhattan africana, e le sue barche a vela che ogni notte partono per mete più tropicali, dove comincia il Sudan, ovvero l’Africa Sub Sahariana.

Testo e foto di Francesca Lancini e Gaetano Scippa

ALL’OASI DI SIWA PER SCOPRIRE LA CUCINA DEL DESERTO

«I frutti della vittoria», come li chiamavano i latini che attribuivano alla palma da datteri valori simbolici di onore e vittoria, sono il filo conduttore del viaggio nella comunità berbera che custodisce il Presìdio dei datteri dell’oasi di Siwa.

Siwa, conosciuta come la città da un milione di palme è abitata da sempre dalla comunità berbera, dal 2007 è anche sede del Presidio dei datteri di Slow Food con l’ambizioso obiettivo di salvaguardare alcune varietà locali a rischio di scomparsa.
Scopriremo la cucina del deserto sotto la guida di un cuoco che ci condurrà agli acquisti e alla preparazione delle portate della cena. Sarà anche l’occasione per scoprire un angolo di Sahara occidentale tra natura, storia e tradizioni berbere al centro delle rotte carovaniere e antiche vestigia egizie e romane: Shali la città fortificata di fango e sale, la montagna dei morti Gebel Matwa che custodisce tombe egizie di epoche diverse e la collina di Aghurmi dove si trova il tempio dell’oracolo di Ammone, le piccole oasi nei dintorni e sulla via del ritorno il Great Sand Sea con il deserto bianco e il deserto nero nei pressi dell’oasi di Baharia. Possibilità di “assaggi” del Cairo. A Siwa l’alloggio è nel centro dell’abitato sede del vivace mercato anche serale.
L’Oasi si trova nella zona desertica dell’Egitto nord-occidentale, in una profonda depressione a 600 km ad ovest della valle del Nilo, dista 65 km ad est dal confine con la Libia e 300 km in direzione sud ovest da Marsa Matrouth.
L’abitato di Siwa si trova al centro della depressione, dove sono presenti alcune colline e nei dintorni quattro grandi laghi salati e circa 200 sorgenti naturali, dalle quali escono complessivamente 185.000 metri cubi d’acqua al giorno.
La terra coltivata nell’oasi si estende per circa 5000 ettari, suddivisi in unità produttive denominate “Gardens” irrigate da acqua salmastra idonea per colture tolleranti quali i datteri, le olive, la menta e il carcadé. Il partner principale è SCDEC (Siwa Community Development and Environmental Conservation) in rappresentanza dei 13 villaggi dell’oasi, che si occupa di sviluppo agricolo, educazione e alfabetizzazione informatica, commercializzazione dei prodotti dell’oasi. Hanno contributo anche COSPE (cooperazione italiana) e Scambi Sostenibili che opera nel settore del commercio equo e solidale. Un viaggio di cultura ed incontro con persone accoglienti e con ritmi di vita dolci e sorridenti, ma anche un viaggio di paesaggi straordinari con una luce magica e cieli che al tramonto diventano uno spettacolo unico. La scoperta del deserto e delle sue forme infinite. I grandi spazi e i silenzi…una settimana veramente in un altro mondo, in un altro ritmo, in un altro respiro.

PARTENZE
dal 6 al 14 gennaio 2011
dal 5 al 13 febbraio 2011

è una proposta di:
Il Nodo Infinito S.R.L.
Tour Operator Agenzia Viaggi
via Selmi 80 – Modena
www.nodoinfinito.com

UN LIBRO SOTTO L’OMBRELLONE: L’EGITTO TRA CIELO E NILO

Egittologo appassionato e autore di numerosi best-seller, Christian Jacq invita il lettore a una passeggiata fuori del tempo lungo il Nilo, illustrata da circa 200 immagini aeree di Philip Plisson. Evocando vari racconti storici, l’autore svela un Egitto talvolta misconosciuto e fa rinascere intere città, oggi scomparse. Il fotografo Philip Plisson ha seguito i meandri di questo fiume mitico partendo dalla città di Alessandria, nel cuore del Delta, volto dell’Egitto moderno, fino al tempio di Abu Simbel, sulle rive del lago Nasser, abbracciando i paesaggi più diversi e le vestigia più prestigiose.

In vendita nelle librerie a 39,90
Compralo online a 33,90

IN BATTELLO SUL LAGO NASSER

In crociera sul bacino artificiale più grande del mondo, tra edifici sacri, sfingi e le grandi dune del Sahara. Per finire ad Abu Simbel, celebre per il tempio sotterraneo voluto da Ramses II. Che, per costruirlo, fece scavare un’intera montagna

Intanto il nome: Nasser. Che deve al presidente egiziano Gamal Abdel. Fu lui a crearlo, facendo costruire sul Nilo la grande diga di Assuan. Poi, le dimensioni. Si perchè oggi il Lago Nasser è il più grande del mondo. E, per assurdo, non si trova in una regione settentrionale, temperata e verdeggiante, ma in un’arida zona dell’Africa settentrionale, nell’estremo sud dell’Egitto al confine con il Sudan, in pieno deserto del Sahara. Questo bacino artificiale ha allagato una superficie di 5.250 chilometri quadrati (grande come la Liguria), occupando tutta la valle del grande fiume tra la prima e la seconda cateratta. In realtà, un’altra diga a monte della prima cateratta era già stata edificata nel 1902, ma di dimensioni nettamente inferiori. Quella attuale, capolavoro di ingegneria completato nel 1971, è larga 3.600 metri e alta 111, ha richiesto il lavoro di 35 mila operai per 11 anni e una quantità di materiale 18 volte superiore a quello impiegato per erigere la piramide di Cheope. Questo è il biglietto da visita del Lago Nasser.

Ma quello che rende speciale una crociera che ne costeggia le rive non è solo la sua posizione sahariana, ma il fatto che, per salvarli dall’acqua, i monumenti più antichi vennero spostati in blocco e quelli più grandi – come lo stupendo tempio di Ramses II ad Abu Simbel – furono addirittura tagliati in decine di migliaia di pezzi numerati e ricostruiti in posizione più elevata. Un’operazione unica nella storia dell’umanità. Oggi il Lago Nasser si presenta con una sua austera bellezza: dagli straordinari monumenti che vi si specchiano alle dune del Sahara che ne lambiscono le rive. Nelle sue acque, diventate luogo di sosta per un gran numero di uccelli migratori, vivono pesci di eccezionali dimensioni, mentre tutt’intorno si trovano gazzelle, volpi, coccodrilli. E nei villaggi nati lungo le sponde si può incontrare una nuova etnia sahariana, quella dei beduini pescatori del Nasser, ex contadini e pastori che hanno dovuto abbandonare le loro ataviche professioni per inventarsi una nuova attività.

Il modo migliore per esplorare le coste del Lago Nasser è quindi navigare a bordo del Nubiana, un piccolo ma elegante battello (ha solo quattro cabine), capace per il suo ridotto pescaggio di arrivare anche negli angoli più remoti e incontaminati, visitando i siti archeologici meno battuti. Come il grande tempio di Amon a Wadi es Sebua, con la sua antistante sfilata di sfingi e costruito da Ramses II, il tempio di Thot, dio della Saggezza, il tempio di Serapis, dove si trova l’unica scala a spirale esistente in un edificio dell’antico Egitto; oppure il tempio di Amon-Ra ad Amada, il più antico della zona, ornato dai più bei rilievi di tutti i templi nubiani ed eretto da Tutmosis III; o Kasr Ibrim, localizzato su un’isola, inizialmente un tempio faraonico, poi trasformato in chiesa copta e quindi in moschea. E naturalmente Abu Simbel, la località celebre per il tempio ipogeo fatto costruire tra il 1290 e il 1224 a.C. da Ramses II scavando un’intera montagna, e fronteggiato da quattro statue del faraone alte 20 metri. Il tutto tra grandi dune di sabbia rosa che si smorzano nelle acque, promontori di roccia color ocra, spiagge e baie silenziose.

Con I Viaggi di Maurizio Levi (tel. 02.34934528).

DATE DI PARTENZA:
2010: 13 Nov / 26 Dic (a)
2011: 19 Feb / 19 Mar / 23 Apr (a)

QUOTA DI PARTECIPAZIONE:
da Milano/Roma:
6–8 partecipanti € 1.880
4 partecipanti € 2.220
(a) Suppl. alta stagione € 180
Suppl.Sgl. € 190

Altri operatori che propongono il Lago Nasser sono Metamondo, Eden Viaggi, Best Tours, Atacama Travel.

Articolo tratto da Il Sole 24 Ore

NOTIZIE IN PILLOLE

Egittiamo caffè verso l’inaugurazione

Mancano poco più di due settimane all’apertura di Egittiamo Caffè a Naama Bay.
L’inaugurazione è prevista per il primo di Novembre.
Nei prossimi giorni inizieremo a spiegare cosa vuole diventare esattamente Egittiamo Caffè. Non solo un posto dove mangiare ottima cucina italiana e bere qualcosa di fresco. Soprattutto un luogo dove trovare sempre amici, dove organizzare escursioni, dove connettersi a Internet, dove incontrare amici e persone conosciute su Facebook, dove essere aggiornati su cosa fare a Sharm nella settimana in cui sei in vacanza o dove frequentare la comunità italiana se sei un residente.
Inizia quindi ad iscriverti alla pagina di facebook di Egittiamo Caffè, una vera e propria piazza virtuale nella quale conoscere iniziative e promozioni del locale creato per conoscersi, incontrarsi e fare nuove amicizie!
Iscriviti alla pagina di Egittiamo Caffè cliccando qui

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Campionato del mondo di kart WSK World Series a Sharm

La prima stagione della WSK World Series si concluderà nel continente africano. Sul circuito egiziano di Sharm el Sheik, il Ghibli International Raceway di 1308 metri, si svolgerà il terzo e conclusivo appuntamento dal 28 al 31 ottobre. Uno spettacolo da non perdere per tutti quelli ch hanno la fortuna di essere  a Sharm in quei giorni. Ammirare campioni di kart che sfrecciano sul circuito Ghibli è sicuramente uno spettacolo che merita!

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Da Cuneo a Hurghada per tutto il 2011!!

La scorsa settimana i responsabili de I Viaggi del Turchese avevano tenuto una conferenza satmpa presso l’aeroporto di Levaldigi per presentare i risultati del primo mese del volo su Hurghada. Piena soddisfazione era stata espressa dai vertici del Tour operator che aveva lasciato i presenti, tra i quali tanti agenti di viaggio, con una promessa: se il grado di riempimento continuerà ad essere buono si potrà pensare di andare oltre la fine di novembre, data prevista per la sospensione dell’esperimento.  Ebbene, non solo il volo Cuneo-Hurghada de I Viaggi del Turchese proseguirà oltre quella data, ma è già stato calendarizzato a partire dal 20 dicembre e fino a tutto il 2011. Non resta quindi che programmare le prossime vacanze natalizie al caldo sole egiziano.

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Giustizia all’italiana

Libero per buona condotta. È tornato in Egitto, dopo aver scontato 10 dei 16 anni di pena della condanna definitiva, El Fil Amr Mahmud, 41 anni, uno dei tre marinai che il 4 aprile del 2000 assassinarono a coltellate nella sua casa di viale XX settembre il tecnico della Telecom Bruno Cosolo. E che furono incastrati dalle immagini filmate dalla telecamera che la stessa vittima aveva nascosto tra i volumi della libreria. Il delitto era maturato nel mondo gay e la telecamera era stata sistemata per riprendere le evoluzioni sessuali degli uomini. Sul nastro era rimasta incisa una voce che in arabo: «Finiamo questa storia che fa paura e andiamocene via. Che Allah sia con noi».
Fatto sta che tra rito abbreviato, sconti per buona condotta e ammenicoli vari, uccidere un uomo e essere beccati in flagranza costa solo 10 anni! Un vero affare!!! Se fossi un delinquente senza dubbio sceglierei l’Italia per darmi da fare!!! L’Italia è il paese ideale per i delinquenti!

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Il bagno di latte di Cleopatra ora anche a Ortisei (BZ)

Se quest’inverno avrai l’opportunità di passare un periodo di vacanza a Ortisei potrai fingere di essere Cleopatra per un paio d’ore!
Il Rituale Spa Indoceane proposto dall’Alpin Garden Wellness Resort di Ortisei (BZ) è un viaggio rilassante, alla scoperta di un mondo inaspettato, dal Mediterraneo all’Estremo Oriente. Attraverso i trattamenti corpo si percorrono le distanze che separano i diversi paesi, in un ideale selezione del meglio del benessere di ognuno, lasciandosi inebriare dai profumi e riempire dalle sensazioni piacevoli. Si parte dal Mediterraneo con un peeling per il corpo a base di zucchero e sale, per passare al favoloso Egitto (patria della regina Cleopatra che dà il nome alla Spa) dove si prova il pregiato bagno al latte arricchito con sabbia dorata. Ecco poi che si approda in India, per un massaggio ayurvedico rivitalizzante, per terminare l’esplorazione del mondo in Cina, per un sublime impacco rigenerante al riso e ai fiori di loto. Il viaggio, che dura circa due ore, è proposto a 150 euro per una persona, ma si può vivere questa emozione anche in coppia, a 250 euro.
www.alpingarden.com

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L’Egitto è il paese africano con il maggior numero di utenti Facebok

Per quel che riguarda il continente africano, si tratta dell’unico spazio geografico in cui la diffusione di Facebook è appena agli inizi. Anche perché – ça va sans dire – la maggior parte dei paesi africani ha problemi ben più grossi da risolvere, prima di preoccuparsi della Rete. In ogni caso, i paesi “pionieri” per quel che riguarda l’adozione di Facebook nel continente africano sono (in ordine decrescente per numero di utenti): Egitto, Sudafrica, Marocco, Tunisia, Nigeria, Kenya, Ghana.

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Lavorare in Egitto

Makamon Animazione in collaborazione con VILORATOUR T.O. ricerca per partenze Immediate i seguenti ruoli con o senza esperienza da inserire in equipe…di seguito i posti disponibili e le destinazioni:
animatrici mini-junior club – istruttrici fitness – ballerine – animatori di contatto- coreografe/i – sportivi
Destinazioni: Egitto
Requisiti: Passaporto; Bella presenza; Predisp. Personale al lavoro di squadra; Disponibilità minima 3/4 mesi fino a 6 mesi. Conoscenze di almeno una lingua straniera INGLESE / TEDESCO
Inviaci subito Curriculum e foto a figura intera (obbligatoria) su mail e contatti telefonici:
casting@makamon.it – 338.1235127 Nicola
irina.alecu@makamon.it – 346.1451087 Irina
Consulta il sito http://www.makamon.it e http://www.viloratour.it

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Le mummie egizie confermano: il cancro è figlio della rivoluzione industriale

Secondo i ricercatori della University of Manchester, il cancro è una malattia moderna e causata dall’attività umana e dalle sue conseguenze, come inquinamento o dieta sbagliata. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature, e include anche la prima analisi istologica di una mummia egiziana. La ricerca infatti si è svolta analizzando testi medici e antichi reperti, provenienti principalmente dall’Egitto e dalla Grecia. E si è scoperto che, su centinaia di casi analizzati, c’è un solo riferimento al cancro all’interno della raccolta di testi risalenti a millenni fa. La conclusione dei ricercatori è stata che il cancro dovesse essere estremamente raro nell’antichità, per poi iniziare a crescere nel numero di casi a partire dalla Rivoluzione Industriale, specialmente sotto forma di cancro giovanile.

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Gofitaliano cup verso al finale di Taba

Donato Ala, direttore di Golf Italiano, ha annunciato la 5° edizione della Golfitaliano Cup, divenuta un appuntamento imperdibile per migliaia di appassionati: dopo le 12 tappe in Italia (da maggio ad agosto), vedrà la finale estera tornare quest’anno a svolgersi in terra egiziana, dal 1° all’8 novembre nella prestigiosa Taba, situata nella penisola del Sinai all’estremità del golfo di Aqaba, una destinazione in piena fase di affermazione come meta turistica. La manifestazione vedrà L’Ente del Turismo Egiziano in veste di major sponsor ed il tour operator Viaggi del Turchese quale travel partner. L’evento pone in evidenza la ormai consolidata valenza del golf in Egitto, che vanta un totale di 20 green di standard internazionale – di cui 3 “storici” costruiti  oltre 100 anni orsono dagli inglesi, uno dei quali proprio alla base della Piramide di Cheope – ubicati in diverse aree, tra le quali Cairo, Alessandria, Sharm El Sheikh e Luxor, in location uniche. Ulteriori campi sono in fase di costruzione e progettazione su tutto il territorio.

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PER RIDERE UN PO’

UNA FOTO AL GIORNO. CAMMELLO AL MARE

NOTIZIE IN PILLOLE

Studenti egiziani si laureano in Italia studiando a distanza

Roma, 13 ott. – (Adnkronos/Aki) – Un doppio titolo di laurea, riconosciuto sia in Italia, sia in Egitto. E’ questo il risultato conseguito dai primi 15 studenti egiziani dell’Universita’ Telematica internazionale UNINETTUNO che, dopo aver terminato un tirocinio presso le aziende italiane di Information Technology, incontreranno domani all’ambasciata d’Egitto in Italia il rappresentante diplomatico del Cairo Ashraf Rashed. Il percorso di studi di questi studenti egiziani, iniziato a distanza al Cairo iscrivendosi al corso di laurea in Information and Communication Technologies Engineering dell’Universita’ Telematica Internazionale UNINETTUNO (UTIU), si è concluso in Italia con il tirocinio necessario per discutere la tesi di laurea

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Incendio nella sede della banca centrale del Cairo

Il Cairo, 13 ott. (Adnkronos/Dpa) – I vigili del fuoco sono al lavoro al Cairo per spegnere l’incendio divampato nella sede della Banca centrale egiziana. Non ci sono feriti e non si sa cosa sia stato a provocare l’incendio. Nel 2008 un incendio danneggio’ una parte della Camera alta del parlamento egiziano.

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Egittologia.net organizza in marzo 2011

Dal 3 al 16 marzo, il sito Egittologia.net organizza il tour Medio Egitto e tour delle oasi.
Al momento ti posto il link al programma di viaggio.

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L’Italia capofila a difesa del Mediterraneo

Rompendo gli indugi che avevano frenato negli ultimi tempi l’adozione di iniziative in campo marittimo, l’Italia ha finalmente imboccato con coraggio la via della protezione ecologica dei mari di propria giurisdizione. Il nostro paese si è infatti candidato ad assumere un ruolo guida, nel Mediterraneo, per la regolamentazione delle attività petrolifere offshore. A distanza di molti anni dalla stipula degli accordi sulla delimitazione della piattaforma continentale con la ex Jugoslavia, l’Albania, la Grecia, la Tunisia e la Spagna, l’Italia torna, con la prossima istituzione di una Zona di Protezione Ecologica (Zpe), sulla scena marittima mediterranea assieme alla Francia, che condivide le stesse priorità ambientali.
Leggi tutto l’articolo su DIRETTANEWS.IT

UNA BELLISSIMA POESIA SUL SINAI

Nel web si pesca di tutto!
E io come un pescatore che lancia la sua rete, oggi ho pescato anche una poesia!

SDRAIATO ALL’OMBRA DEL SINAI

Opacizzate dalla sabbia antica,
figlia del vento e del mistero,
sdraiato all’ombra del Sinai,
vorrò vedere le mie scarpe
ed anche questo mio orologio,
poggiato su resistente cardo
a far da specchio al serpente
pronto a ingoiare lui e il tempo

Sdraiato all’ombra del Sinai,
guarderò la quasi tonda vetta,
le nuvole a farle da sombrero
nel retro cuore del silenzio.
Rapinerò all’Onnipotente
le luci fatte disegnare al sole,
che scalfiranno rocce
e dolci a me si offriranno.
Velli d’oro non avanzeranno
e forse potrò starmene quieto
se su a Nord Est
l’eco delle bombe si prenderà l’infinita vacanza.

* Aurelio Zucchi – 2008 (tratta da “Appena finirà di piovere” – Global Press Italia 06/2010)

ANCHE LICIA COLO’ INTERVIENE SUI DELFINI DI HURGHADA

Forse ti sto un pochino rompendo con i post sui delfini di Hurghada! Ma sono un capricorno e non mollo! Spero vorrai perdonarmi!

Novità: Angelo Denti, un amico di Paola (la nostra collaboratrice ) ha preso carta penna e calamaio e ha scritto alla redazione di Animali e Animali, la trasmissione di Licia Colo’
Al momento anche sul sito della trasmissione c’è l’invito a firmare la petizione. Guarda il link!

L’affare si ingrossa, diceva quello, e sul sito Maldegitto gli aggiornamenti continuano. Se la vicenda ti sta appassionando, ti consiglio di dare un’occhiata qui dove vedrai le foto del trasferimento dei delfini e un filmato in inglese che documenta il trasporto.

Ma la cosa importante è che venga firmata la petizione: fallo se non l’hai ancora fatto!! Ti porta via un paio di minuti! Qui trovi il link alla petizione!

IL GAS EGIZIANO VENDUTO A ISRAELE: CHE CASINO!!

Settembre 2010: Il governo de Il Cairo, secondo la stampa locale, starebbe cercando di ricomprare dagli israeliani il gas naturale egiziano venduto a un prezzo stracciato allo Stato ebraico. Un miliardo e mezzo di metri cubi di gas necessari per far funzionare le centrali elettriche rimaste a secco, con il risultato che i centri abitati di 16 distretti provinciali sono rimasti senza energia. L’esecutivo del premier Ahmed Nazif ha negato con sdegno queste indiscrezioni che hanno immediatamente ridato fiato ai critici degli accordi raggiunti con Israele negli ultimi trent’anni, spesso sotto le pressioni degli Stati uniti. Le autorità di governo tuttavia ammettono il buco energetico dell”Egitto, che esporta gas verso lo Stato ebraico, e che al più presto importerà gas per i suoi bisogni interni, con ogni probabilità dall’Iraq.

Ma cerchiamo di capire meglio questo pastrocchio approfittando di un articolo di Micaela De Marco pubblicato nel maggio del 2008 su Limes, autorevole rivista di geopolitica.

La pace tra Egitto e Israele resta un “freddo” affare di stato. Il governo, nel tentativo di risultare credibile agli occhi del suo protettore occidentale, non nega le sue relazioni economiche e politiche con lo Stato ebraico, mentre invece gli egiziani contestano ogni minimo contatto.  L’opposizione al regime del presidente Muhammad Hosni Mubarak si rifiuta di riconoscere la pace tra i due paesi firmata a Washington nel 1979 e sia gli islamisti che i secolaristi fanno sapere che se l’attuale governo dovesse cadere sotto i colpi dell’opposizione, l’accordo contestato verrebbe immediatamente rescisso.

Nel marzo del 2008, l’Egitto ha iniziato a esportare gas naturale ad Israele, secondo quanto previsto da un accordo firmato nel 2005 dalla israeliana Israel Electricity Corporation e dall’egiziana East Mediterranean Gas Company (EMG). Una joint venture condotta da due investitori: l’israeliano Josef Maiman e un noto magnate egiziano, Hussein Salem, che ha poi immediatamente venduto le sue azioni EMG ad acquirenti stranieri. L’accordo prevede che l’EMG rifornisca Israele ogni anno con 1,7 miliardi di metri cubi di gas naturale per 15 anni. Il contratto prevede inoltre la possibilità di aumentare la quantità di gas esportato del 25% e di aggiungere altri 5 anni ai 15 previsti. Si mormora che l’accordo ammonti a 2,5miliardi di dollari, ma questi dettagli risultano ancora piuttosto vaghi. Nel rispetto dei termini dell’accordo, l’EMG si è impegnata nella costruzione e nella gestione del condotto sottomarino di 100 chilometri, attraverso il quale oggi il gas naturale egiziano del Sinai settentrionale giunge al porto di Ashold in Israele partendo dalla città egiziana di Al-Arish. Secondo i dati ufficiali, tra 10 anni oltre il 20% dell’elettricità generata in Israele sarà prodotta grazie al gas naturale egiziano.

La notizia dell’apertura del condotto, ha sollevato in Egitto un prevedibile polverone di polemiche. I primi a provocarle sono stati i Fratelli Musulmani, il partito egiziano islamista moderato che alle ultime elezioni nel 2005, nonostante i brogli e le manovre illegali del regime, ha ottenuto 88 seggi.

La Fratellanza ha infatti definito “scandalosa” e “cinica” la transazione in atto, guidata dalla logica del profitto senza alcuna considerazione per i “fratelli” palestinesi, “quotidianamente esposti alle ingiustizie perpetrate dalle autorità israeliane”.

“Come può l’Egitto vendere ad Israele il suo gas naturale, quando sulla Striscia di Gaza a un milione e mezzo di persone Israele nega cibo e medicine?”, ha provocatoriamente chiesto Essam Al-Arian, uno dei maggiori esponenti della Fratellanza.
L’opposizione parlamentare ha inoltre denunciato il fatto che il gas verrà venduto al governo sionista ad un prezzo più basso rispetto ai prezzi sul mercato internazionale, e ha richiesto che i termini delle negoziazioni siano resi pubblici.

“Perché a Israele vendiamo gas sottocosto?”, s’è chiesto Sabri Aamer, deputato della Fratellanza. Mahmud Ezzat, parlamentare dei Fratelli Musulmani, ha inoltre commentato al Daily News Egypt: “stiamo dando gas a un prezzo di favore a Israele negandolo a chi invece ne ha davvero bisogno”.

Il governo ha risposto difendendo la transazione, definita un affare “nell’interesse nazionale”.
“Il governo vede la vendita come una decisione economica e non politica”, ha spiegato Emad Ghad, analista del Centro di Studi Strategici e Politici di Al-Ahram, e ha aggiunto: “Cairo intende chiaramente inviare un messaggio agli Stati Uniti, per dimostrare che la pace con Israele è fuori da ogni discussione e che l’Egitto è pronto ad ogni tipo di cooperazione economica”.

Ma non solo gli islamisti, l’intera opposizione secolarista si è ribellata all’esportazione di gas in Israele, e ha organizzato una campagna sotto lo slogan “Not to Gas Setback”, lanciata dall’ex deputato Mohamed Anwar El-Sadat, cugino dell’ex presidente Anwar El-Sadat, artefice dell’accordo di pace con Israele firmato a Washington il 1979.

I primi giorni di maggio infatti, gli artefici della campagna si sono riuniti per denunciare la transazione e hanno emanato un documento contro l’accordo firmato nel 2005, definendolo un atto “illegale” ed “incostituzionale”. In occasione di una conferenza che s’è tenuta il 7 maggio, gli aderenti alla campagna hanno definito la transazione come “un prezioso regalo ad Israele per il suo sessantesimo anniversario”.

Al-Sadat ha sostenuto la necessità di bloccare le esportazioni di gas naturale egiziano non solo in Israele ma anche in altri paesi, e di rivolgere le risorse esclusivamente al mercato interno: “Le riserve egiziane di gas naturale sono pericolosamente scarse. Probabilmente nel giro di vent’anni si saranno quasi esaurite”, ha dichiarato El-Sadat, riferendosi all’iniziativa governativa di intraprendere accordi anche con Siria, Libano e Giordania, nel tentativo di vender loro il prezioso gas egiziano.

Il Ministero del Petrolio ha dichiarato che le riserve egiziane di gas naturale ammontano a 62 trilioni di metri cubi, un quarto dei quali venduti sul mercato internazionale. Ma l’esperto in risorse petrolifere Ibrahim Zahran, ha dichiarato che le stime presentate dal ministero sono assolutamente infondate: “Possiedo stime diverse, riconosciute a livello internazionale, che stimano le riserve egiziane a 28/36 trilioni di metri cubi”, e ha aggiunto: “E’ assurdo che il governo rifornisca Israele del suo gas mentre gli egiziani si ritrovano costretti ad acquistarlo sul mercato internazionale, inoltre le stazioni statali necessitano disperatamente di essere rifornite”.

Gli organizzatori della campagna hanno fatto sapere che i loro obbiettivi verranno comunicati in televisione, in radio e sui giornali, oltre ad essere trasmessi attraverso il noto sito di socializzazione telematica Facebook. Gli artefici della mobilitazione faranno inoltre circolare una petizione per raccogliere almeno un milione di firme sia in Egitto che in altri paesi arabi.

Al-Sadat ha concesso al governo un mese di tempo, che scadrà il 5 giugno (anniversario della “catastrofica” guerra “dei sei giorni” del 1967), per rivedere la sua posizione a riguardo: “Se il governo insisterà a procedere con l’accordo, la campagna si preparerà ad organizzare set-in di protesta di fronte al Ministero del Petrolio, agli uffici dell’EMG, nei pressi del condotto del Sinai e di fronte alle ambasciate egiziane all’estero”.

Persino da Al-Azhar, il noto centro del sunnismo internazionale, generalmente “al servizio” del governo, s’è levato un coro di proteste, e il grande shaikh di Al-Azhar, Mohamed Sayed Tantawi, ha messo in guardia: “Tutto il denaro guadagnato dall’esportazione di gas naturale ai sionisti è haram (peccato)”..

IL DIARIO DI ALESSANDRO RICCI

Aprile 2009

E’ stato ritrovato, dopo una caccia di quasi 200 anni e dopo circa 80 dall’ultimo avvistamento, il giornale di viaggio di Alessandro Ricci, medico e pittore senese, primo italiano che a inizio Ottocento si avventurò in zone inesplorate di Egitto e Sudan raccontando luoghi e popoli sconosciuti.
A darne notizia è il giornale dell’Università di Pisa, spiegando che il merito del ritrovamento va al dottor Daniele Salvoldi che ne ha riscoperto una copia lavorando al progetto Rosellini coordinato dalla professoressa Marilina Betrò del dipartimento di scienze storiche del mondo antico dell’Ateneo pisano. Il progetto riguarda la spedizione franco-toscana del 1828-29 guidata dal pisano Ippolito Rosellini insieme a Jean-Francois Champollion che di fatto ha contrassegnato, dopo la prima decifrazione del geroglifico ad opera dello stesso Champollion nel 1822, la nascita della moderna egittologia.
«Si tratta di un rinvenimento eccezionale per l’egittologia – spiega Betrò al giornale dell’Ateneo -: Ricci descrive e disegna siti che solo pochi anni dopo, al tempo della spedizione di Champollion e Rosellini a cui lui stesso partecipò, erano già andati distrutti. Ma accanto ai monumenti Ricci descrive gli usi e i costumi dei popoli che incontra, le tecniche di battaglia degli eserciti, la condizione delle donne e persino quella degli animali. Ora, a quasi due secoli di distanza la nostra intenzione è di poterlo finalmente pubblicare».
Che il diario di Ricci esistesse era un fatto noto, ma le ultime notizie risalivano al 1930. Ricci visita l’Egitto dal 1817 al 1822: l’oasi di Siiwa, il monte Sinai, quindi va a sud, sino alla confluenza del Nilo azzurro con quello bianco, Khartum e il Sennar. Torna a Firenze nel 1822 e scrive le sue memorie con l’idea di farne un libro. Cinque anni dopo è a Parigi e, così riporta il giornale dell’Università, probabilmente pensando sempre a una possibile pubblicazione, dà il manoscritto a Champollion. Ma il progetto non va in porto. Nel 1832 muore Champollion, due anni dopo anche Ricci. Del suo diario e dei suoi disegni si sa solo che Rosellini nel 1836 ne richiede la restituzione dalla Francia, ma in Toscana non torna niente. Nel 1928 Ernesto Verrucci, architetto di re Fuad I dell’Egitto, trova il manoscritto in una libreria antiquaria al Cairo: lo compra e lo segnala allo storico dell’Egitto Angelo Sammarco, autore anche del volume «L’opera degli italiani nella formazione dell’Egitto moderno». Sembra che lo stesso Sammarco voglia pubblicare l’opera completa di Ricci: nel 1930 esce un volume che contiene però solo i documenti e una breve ricostruzione della biografia di Ricci. Sammarco muore nel 1948 e le nuove ricerche del diario non danno risultati.

 

Lungo il Nilo. Ippolito Rosellini e la spedizione franco-toscana in Egitto (1828-1829)

"Lungo il Nilo. Ippolito Rosellini e la Spedizione Franco-Toscana in Egitto (1828-1829)" a cura di Marilina Betrò, GAMM Giunti Arte Mostre Musei, Firenze 2010Catalogo della mostra “Lungo il Nilo. Ippolito Rosellini e la Spedizione Franco-Toscana in Egitto (1828-1829)”, Pisa, Palazzo Blu, 28 aprile-25 luglio 2010. Un affascinante viaggio sulle orme della Spedizione, ricostruito attraverso oggetti, documenti e diari. E’ la riscoperta dell’Egitto antico con gli occhi sorpresi e affascinati di Rosellini e dei suoi compagni, attraverso le straordinarie immagini, opera dei disegnatori al seguito della Spedizione, che rappresentano vere opere d’arte, nonché esempi del gusto di un’epoca, capaci di affascinare anche i visitatori di oggi.
Acquistabile online qui a 35 euro

QUATTRO PASSI AD ALESSANDRIA

Tra poco avrà inizio il mite inverno del nord d’Africa. E’ un buon periodo per andare a visitare Alessandria d’Egitto, una delle più popolose città del Paese con i suoi oltre 3 milioni di abitanti. Si trova sulla costa del Mediterraneo, ed è il principale porto egiziano e la seconda città più estesa del paese. Fu la prima delle città omonime fondate da Alessandro Magno, tra il 332 e il 331 a.C. Si estende sulla costa per oltre 20 chilometri, come una città elegante e cosmopolita. Un tempo, duemilatrecento anni fa, era sede di una mitica Biblioteca voluta dal faraone Tolomeo. Essa rappresentava il più grande centro di raccolta e diffusione del sapere di studiosi e scienziati dell’antichità. L’edificio andò distrutto forse da un incendio ma la sua storia non finì lì…

Nel 2002 è risorto dalle sue ceneri, poco distante dalla vecchia sede. Il nuovo edificio è un’ardita e fantasiosa costruzione ispirata ad un sole che sorge sul mare. Si sviluppa su un’area di 80.000 metri quadrati e ospita sale di lettura, un istituto per il restauro dei libri antichi, una biblioteca per l’infanzia, una scuola di informatica, sale per congressi e raccoglie più di un milione di testi scientifici e, in tutto oltre cinque milioni di volumi.

La nuova Biblioteca del Mondo Mediterraneo è nata grazie ad un progetto congiunto di Egitto ed Unesco non è l’unico luogo degno di nota di questa bellissima città, un tempo sede di una delle Sette meraviglie del mondo, il celebre Faro di Alessandria, iniziato da Tolomeo I e completato da Tolomeo II che aveva un’altezza di circa 135 m e poteva essere visto già da ben 50 km di distanza! Era costituito da un alto basamento quadrangolare incui erano ospitate le stanze degli addetti all’accensione e le rampe per il trasporto del combustibile. A questo basamento si sovrapponeva una torre ottagonale e quindi una costruzione rotonda sormontata da una statua di Zeus o Poseidone, più tardi sostituita da quella di Helios. I resti della gigantesca costruzione, che crollò probabilmente a causa di un terremoto, sono oggi inglobati in un forte del XV secolo. Se volete camminare o fermarvi a mangiare, allora troverete molto piacevole la lunga strada del Porto Orientale, Sharia 26 luglio, con i numerosi ristoranti di pesce, piccoli ma dalla cucina eccellente. Se cercate bei negozi di antichità potete invece trovarli in Rue Attarine (vedi foto)

NOTIZIE IN PILLOLE

Ricordate il furto dei Papaveri di Van Gogh?

Un tribunale del Cairo ha condannato a tre anni di carcere undici funzionari del Ministero della Cultura egiziano per “grossolana negligenza e incompetenza” dopo il furto di un dipinto di Van Gogh dal museo Mahmoud Khalil della capitale, avvenuto il 21 agosto scorso. L’inchiesta della polizia accertò che le telecamere di sorveglianza e il sistema d’allarme del museo non funzionavano “da parecchio tempo” a causa della mancanza di pezzi di ricambio: non è così disponibile alcuna immagine del furto, avvenuto poco dopo l’apertura del museo. Tra in condannati – che potranno ricorrere in appello – vi sono anche il Viceministro della Cultura, Mohsen Shalan, il direttore del museo e il responsabile della sicurezza. Il quadro – intitolato “Papaveri” e del valore stimato di 50 milioni di dollari – era già stato oggetto di un furto nel 1977 e venne recuperato solo dieci anni dopo.
NOTA PERSONALE: il furto è avvenuto a fine agosto. A metà ottobre sono state emesse le prime condanne. Tra i condannati il Viceministro alla cultura. Come in Italia!!!

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Il mercatino delle attrezzature sub usate

Segnalo un sito nel quale si possono trovare offerte di attrezzature nuove ed usate: http://www.mercatinosub.com/

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La Magica Roma interessava al magnate egiziano Naguib Sawiris

Il miliardari egiziano, proprietario della Wind, era intenzionato ad acquistare la Roma, ma la banca Unicredit ha interrotto le trattative: “Avevo raggiunto le condizioni di vendita della società con i dirigenti della banca, ma all’ultimo momento loro si sono tirati indietro senza motivo e l’affare e’ sfumato”.

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I mercati emergenti sono quelli più attivi online.

La Cina e Egitto sono i mercati che hanno il miglior tasso di coinvolgimento di un utente nel sito che sta visitando. Giappone, Danimarca e Finlandia seguono Cina e Egitto. Il 56% degli utenti in Egitto e il 54% in Cina sono impegnati in attività digitali contro il 20% del Giappone, il 25% della Danimarca, e il 26% della Finlandia.

E’ TEMPO DI BIRDWATCHING

Grazie alla sua collocazione geografica la penisola del Sinai costituisce una sorta di “ponte” naturale per moltissimi uccelli durante le migrazioni da e per i quartieri di svernamento nell’Africa subsahariana. In particolar modo varie specie di rapaci, sorvolando la vicina Israele e la penisola arabica, sfruttano le termiche lungo costa prima di entrare, attraverso la Valle del Nilo, sul continente africano.

Se oltre a tutto questo consideriamo che il Sinai ospita come nidificanti alcune interessanti specie a distribuzione mediorientale, è facile comprendere come anche il birdwatcher più esigente e smaliziato troverà ampia gratificazione dall’osservare uccelli in quest’area. Nel contempo, cosa non da poco, anche mogli e figli avranno modo di poter ampiamente soddisfare la loro “voglia di mare”…

Praticamente in tutti i mesi dell’anno si possono fare ottime osservazioni. Dovendo scegliere, sono ovviamente da preferire quelli in cui è maggiore il flusso migratorio: marzo-aprile ,in particolare per i Passeriformi, e metà settembre-metà novembre soprattutto per i rapaci. Anche nei mesi invernali, comunque, si possono incontrare specie svernanti “di qualità”, così come dalla tarda primavera è migliore l’occasione per osservare alcune specie nidificanti, specialmente Laridi e Sternidi.

Occorre comunque sempre tenere a mente che, mentre tra dicembre e febbraio le giornate sono “più corte” e con meno ore di luce a disposizione, in Luglio-Agosto le temperature diurne raggiungono picchi a volte davvero elevati. Le migliori  osservazioni sono fatte alle prime luci dell’alba, per poter sfruttare al meglio sia le condizioni climatiche che il comportamento degli uccelli, solitamente più attivi durante le prime ore del mattino (soprattutto le specie deserticole).

Cercare di stilare una potenziale “check-list” del Sinai è un’impresa ardua: praticamente quasi tutte le specie paleartiche migratrici a lungo raggio passano più o meno numerose nell’area considerata. Tra i nidificanti, sicuramente la “palma” della specie più caratteristica e contattabile va al Falco pescatore, che si può osservare pescare a pochi metri dalla riva stando comodamente sdraiati sotto l’ombrellone. Seguono a ruota Garzetta schistacea e l’Airone striato. Tra i Laridi, sono tipici e ben diffusi il Gabbiano fuligginoso ed il Gabbiano occhibianchi.

Ma i rapaci occupano un posto di rilievo soprattutto tra i migratori: Aquile anatraie, Aquile delle steppe, imperiali, Aquile di Bonelli , Poiane, Falchi, Sparvieri passano più o meno numerosi a seconda del periodo migratorio. A questi si aggiungono Cicogne bianche e nere, Gru e Pellicani. Molti individui di queste specie, visibilmente affaticati, sostano in poche ristrette aree che concentrano sovente centinaia di esemplari.

Premettendo che qualsiasi area, anche microscopica, che raggruppi un po’ di acqua dolce e qualche cespuglio può ospitare le specie più disparate, esistono alcuni punti ormai “collaudati” che garantiscono in qualsiasi periodo dell’anno interessanti osservazioni. Aree come queste, dalle potenzialità enormi, potrebbero essere la base per lo sviluppo di un ecoturismo qui assolutamente assente che difendendo, aumentando e migliorando le zone di sosta per gli uccelli migratori, attirerebbe birdwatcher da ogni parte d’Europa. Partendo da uno dei numerosi hotel della zona turistica di Sharm-El-Sheik, sono tutte facilmente raggiungibili servendosi di uno dei numerosi pulmini che stazionano davanti agli alberghi. E’ utile e più sbrigativo contrattare il prezzo degli spostamenti sulla base di più “uscite”, di norma le cifre richieste non sono mai eccessive.

Segnaliamo il parco di Ras Mohammed, il Parco di Nabq, le Vasche sud (poco a sud di Naama Bay)

PER FAVORE LEGGI: ANCORA SUI DELFINI DI HURGHADA

Ho parlato varie volte dei delfini costretti in una piscina di Hurghada

Ieri sera una lettrice del blog mi ha informato dell’esistenza di un sito che aggiorna in continuazione la situazione dei delfini

Non vi dico altro, preferisco leggiate direttamente da questo sito.

Esiste anche una petizione da firmare: firmala per cortesia, forse servirà solo a fare casino, ma almeno proviamoci

Ecco il sito dove firmare la petizione

Ed ecco il sito nel quale leggere a storia di questi poveri animali e restare aggiornati il più possibile su questa penosa vicenda: I DELFINI DI HURGHADA

Se questo articolo ti è arrivato su Facebook, per cortesia condividi in modo da postare questa storia nella bacheca dei tuoi amici. Firma la petizione, il casino nato attorno a questa faccenda ha già smosso qualcosa, quantomeno si è arrivati ad avere l’attenzione dei media. Continuiamo a fare casino, forse non servirà a salvare QUESTI delfini, ma probabilmente potrebbe servire a ridurre un vergognoso mercato!!

UNA NUOVA PROPOSTA DI PAOLA PER I LETTORI DI EGITTIAMO

Chi è Paola: Paola Cimarosti da lettrice del blog, dopo avermi conosciuto di persona, ha deciso di collaborare col blog proponendo iniziative rivolte principalmente ai nostri lettori anche se ovviamente aperte a tutti. Ecco come si presenta:

Istruttore: Paola Cimarosti specializzata nell’utilizzo del Pranic Healing in Psicoterapia, studia medicina olistica e si occupa di ricerca spirituale da oltre 20 anni. Da 12 lavora come terapeuta e consulente spirituale e tiene seminari e corsi di auto guarigione volti a indirizzare i partecipanti verso la riscoperta della loro bellezza e indipendenza interiori. Attualmente residente in Egitto, ha studiato con selezionati Maestri di varie parti del mondo sia in Italia che all’estero. Collabora con siti di spiritualità ed è disponibile per canalizzazioni e consulenza privata anche via mail.

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DAL 22 AL 29 NOVEMBRE

I Viaggi dell’Anima sono una serie di Corsi di Autoguarigione e Realizzazione Personale pensati per chi desidera prendersi cura di se dal punto di vista spirituale e, allo stesso tempo, visitare L’Egitto in modo alternativo ed ecologico. I corsi sono volti all’apprendimento di alcune tecniche orientali di auto guarigione che si basano principalmente sull’utilizzo dell’energia, del respiro e della visualizzazione. Con il loro impiego si può migliorare la propria salute, ritrovare un buon equilibrio interiore e liberarsi dai vecchi meccanismi affinché la vita sbocci in tutta la sua bellezza e potenzialità.

Sotto l’attenta guida di Paola Cimarosti*, istruttore e guaritore esperto, imparerete sin dalle prime ore ad intervenire sulla vostra salute, a gestire e bilanciare le emozioni e a utilizzare il pensiero come fonte creatrice di positività.

Durante questo emozionante percorso verso il meglio di voi stessi, farete anche un’indimenticabile esperienza di viaggio nell’Egitto fluviale, quello degli antichi Templi, delle isolette e dei villaggi di pescatori. Navigando lungo il Nilo in felucca, la tipica barca a vela realizzata in legno e tutt’ora usata dai pescatori nubiani, avrete modo di visitare alcuni tra i principali Templi dell’Egitto dei Faroni, meditare su spiagge deserte e vedere antichi villaggi rurali con le case tutt’ora fatte di fango e paglia.

Le lezioni, per un totale di 10 ore distribuite in 3 giorni, si terranno per 2 ore al mattino e 1 ora verso il tramonto. In base alle condizioni del vento, il nostro unico motore, le lezioni avverranno sia in navigazione che in location scelte di volta in volta tra bellissime spiagge e deliziose isolette in mezzo al fiume. Scivolando lentamente sulle acque del fiume non mancheranno momenti dedicati alla meditazione e al relax.

Questo viaggio è l’ideale per chi desidera ritrovarsi e dare un’impronta più luminosa e solare alla propria vita e allo stesso tempo godere del contatto con la natura e i suoi ritmi salutari navigando lentamente sulle acque del Fiume Sacro tra paesaggi meravigliosi e la bellezza della gente del luogo, semplice e ospitale.

Attività correlate: oltre alle sedute di meditazione che sono facoltative e gratuite è possibile richiedere trattamenti olistici personalizzati e sedute private di consulenza spirituale sia per i partecipanti che per i loro accompagnatori. Preferibile la prenotazione anticipata.

IL PERNOTTAMENTO:

Il soggiorno sul Nilo e’ in felucca, tipica barca di legno a vela nubiana. L’imbarcazione e’ molto grande e può ospitare fino 10 persone escluso l’equipaggio. In inverno durante la notte la felucca viene coperta con tende al fine di riparare gli ospiti dal freddo e da insetti di fiume. Il pernottamento avviene in sacchi a pelo (che gli ospiti porteranno con se) o sui materassi e coperte di cui e’fornito l’equipaggio. Per la pulizia giornaliera e le docce, ogni viaggiatore avrà a disposizione circa 20 litri di acqua naturale, e per i bisogni si avranno a disposizione le dune e gli alberi.. e’ richiesto quindi un buon spirito di adattamento.

I PASTI:

I pasti sono cucinati al momento dall’equipaggio e cotti sulla brace. Solitamente si consumano in spiagge o ai piedi dei Templi.Si spazia da carne o pollo, riso, verdure, formaggi, uova, insalate, salse tipiche e l’immancabile pane arabo.

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PROGRAMMA di VIAGGIO dal 22 al 29 NOVEMBRE

Giorno 1: Cairo
Arrivo al El Cairo. Accoglienza e trasferimento alla stazione ferroviaria dalla quale si partirà per Edfu. Si viaggia in I classe, vagoni letto. Cena e pernottamento in treno.

Giorno 2: Edfu – Tempio di Horus / Isola di Fawaza
Colazione in treno. Arrivo alla stazione ferroviaria di Edfu. Visita del Tempio di Horus ad Edfu ed imbarco in felucca. Pranzo e inizio della navigazione verso Fawaza. Cena di benvenuto sull’Isola di Fawaza con briefing introduttivo al Corso, danze e musica tradizionale suonata con strumenti tipici dall’equipaggio. Barbecue in spiaggia e pernottamento.

Giorno 3: Villaggio El Ramadi – 1° giorno di corso
Meditazione e lezione. Colazione. Lezione.
Navigazione verso il Villaggio di El Ramadi,
antico villaggio per lo più abitato da pescatori. Passeggiata tra le case costruite con fango e paglia. Sosta per il tè in una casa ospitatrice e rientro in felucca. Pranzo e navigazione verso Gebel al Selsela. Lezione e Meditazione.
Cena e pernottamento.

Giorno 4: Gebel el Selsela e Isola di Maniha – 2° giorno di corso
Meditazione e lezione.
Colazione. Lezione.
Arrivo a
Gebel el Selsela. Proprio in questo punto il Nilo si ristringe attraversando scogliere rocciose. Durante il nuovo impero il periodo Greco-Romano, migliaia di uomini lavoravano nelle miniere di Selsela per estrarre l’arenaria con cui si costruiva il Tempio. Visita del santuario scavato nella roccia dedicato a Horemheb deificato, e delle sette cappelle dedicate al Nilo. Dopo pranzo navigazione verso l’Isola di Maniha a circa 2 ore a nord di Kom ombo. Splendida isoletta in mezzo al Nilo con una spiaggia ideale per bagni e relax.
Lezione e Meditazione.
Cena barbecue e pernottamento.

Giorno 5: Kom ombo, Isola di Herdiat e Aswan – 3° giorno di corso
Meditazione e lezione.
Colazione. Lezione.
Navigazione verso Kom ombo. Arrivo e visita del
Tempio tolemaico di Kom Ombo dedicato al Dio solare Haroeris e al Dio coccodrillo Sobek. Attualmente sono sempre visibili delle mummie di coccodrilli vicino al tempio dove sono stati allevati. Navigazione verso Aswan. Durante la navigazione sosta sull’Isola di Herdiat per relax e bagni. Si prosegue la navigazione fino a giungere in serata ad Aswan.
Lezione, Meditazione
e consegna attestati. Cena e pernottamento.

Giorno 6: Aswan – Diga, Tempio di Philae, Obelisco, Isola di Isis
Colazione e sbarco dalla felucca. Visita di
Aswan e dell’Alta Diga. Costruita tra il 1960 e il 1964 rappresenta un colossale sbarramento contro la dispersione della preziosa acqua del Nilo. Visita all’Obelisco Incompiuto e il Tempio di Philae, una piccola isola nel Nilo dedicata a alla Dea Isis che si trova a 7 km a sud di Aswan. Pranzo durante le escursioni. Dopo le visite sistemazione in albergo. Pomeriggio libero, possibilità di ricevere trattamenti e consulenza spirituale. Cena libera e pernottamento.

Giorno 7: Abu Simbel e Rientro al Cairo
Colazione in hotel.
Partenza in auto privata per il Tempio di Abu Simbel dedicato al Faraone Ramsete. Il grande tempio di Ramsete è affiancato da un altro più piccolo, detto “della dea Hator” e dedicato alla sposa del faraone, Nefertari. Entrambe le costruzioni, scavate nella roccia, furono realizzate da Ramsete II. Rientro a pranzo. Pomeriggio libero, possibilità di ricevere trattamenti e consulenza spirituale. In serata trasferimento alla stazione ferroviaria. Partenza per il Cairo in vagoni letto I classe. Cena e pernottamento a bordo.

GIORNO 8: Cairo e rientro in Italia
Colazione in treno. Arrivo al Cairo e trasferimento all’aeroporto. Assistenza e partenza finale.

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QUOTA A PERSONA: 1.355 euro

La quota include:

  • Biglietti aerei ITALIA/CAIRO/ITALIA con partenze da Roma e Milano. Voli di Linea Egyptair o Alitalia classe economica.
  • Biglietti del treno I classe Vagoni letto per le tratte CAIRO/EDFU ~ ASWAN/CAIRO con sistemazione di cabina doppia
  • 04 notti in felucca sul Nilo
  • 01 notte in hotel 3* ad Aswan con sistemazione di camera doppia
  • Trattamento di pensione completa per tutto il tour (dalla cena del giorno 1 alla colazione del giorno 8 è esclusa la cena giorno 6)
  • Bevande (tè, Nescafè, acqua e soft drinks) in felucca
  • Tutti i trasferimenti in auto privata climatizzata
  • Guida egittologo parlante italiano per tutto il tour
  • Biglietti di entrata per tutte le escursioni citate nel programma
  • Assistenza
  • Corso di Autoguarigione e Realizzazione Personale
  • Attestato di partecipazione

La quota esclude:

  • Visto di entrata in Egitto (acquistabile all’aeroporto al costo di euro 13 circa a persona)
  • Mance
  • Extra personali
  • Bevande dove non citato
  • Trattamenti olistici e consulenza spirituale
  • Tutto ciò che non e’ espressamente citato nella voce “La quota include”

QUOTA ACCOMPAGNATORI, escluso il corso: 1.110 euro

Numero minimo partecipanti al corso: 2

Numero minimo partecipanti al viaggio: 4

 

Buona Vita!

 

www.paolasole.cominfo@paolasole.com

skype: paolasole4 – Cell. +2 010 3972581

EGITTIAMO CERCA COLLABORATORI E PARTNER

Paola Cimarosti –  Silvia Liotta – Paola Lamacchia –
Pierpaolo Peluso  –  Marco Piva – Jasmine

in ordine alfabetico!!!

Sono amici che hanno deciso di collaborare con Egittiamo Blog e tra poco con Egittiamo Caffè per creare qualcosa di nuovo e di importante a Sharm!

Grazie al loro prezioso contributo realizzeremo serate, proposte turistiche scontate, presentazioni, offerte, iniziative e chi più ne ha più ne metta!!

Cerchiamo gente che voglia collaborare con noi ed aiutarci a fare in modo che Egittiamo Caffè diventi qualcosa di più di un locale dove bere o mangiare! Deve diventare un posto dove incontrarsi, conoscersi, partecipare, essere coinvolti in iniziative il cui primo scopo sia il divertimento e il gusto di fare cose insieme! I lettori del blog aumenteranno, le proposte aumenteranno di conseguenza e il nostro obbiettivo sarà, fatta salva la qualità ovviamente, avere prezzi scontati per i nostri tesserati!

Se anche tu vuoi proporti come collaboratore del blog, vuoi proporre tue iniziative, vuoi segnalare qualcosa di valido, contattami in privato alla mia mail menevadoasharm@libero.it


Egittiamo Caffè sta per aprire, niente più sarà come prima!!

IL NILO IN PERICOLO A CAUSA DEGLI HOTEL GALLEGGIANTI

Fonti ufficiali del Ministero dei trasporti, turismo ed ambiente dell’Egitto hanno avvertito di un potenziale rischio catastrofe causato dal numero sempre crescente di hotel galleggianti sul Nilo, tra l’altro caratterizzati pure da una scarsa manutenzione e da procedure operative incomplete: inquinamento e problemi sulla navigazione potrebbero rivelarsi davvero pericolosi per lo stato di salute del grande fiume, oltre che per la salute degli stessi turisti 

In particolare le acque del Nilo ad Assuan stanno soffrendo a causa dello scarico di rifiuti da parte delle barche da pesca e del trasporto fluviale che collega l’Egitto con il Sudan. Tali imbarcazioni producono un tipo di batteri che è difficile da sradicare a causa della sostanziale stagnazione delle acque. Da un recente studio sanitario è emerso che ogni anno circa 17.000 bambini muoiono di gastroenterite causate dall’acqua inquinata del Nilo. Lo stesso studio ha indicato che l’insufficienza renale, causato anche essa dall’acqua potabile inquinata, è quattro volte superiore in Egitto che nel resto del mondo.

Si calcola che siano circa trecento gli alberghi galleggianti che operano nel solo tratto tra Luxor e Assuan, e che questi hotel siano i responsabili dell’inquinamento delle acque del fiume, a causa della mancanza a bordo di efficienti sistemi di trattamento delle acque reflue. Il presidente del Turismo egiziano ha sottolineato l’importanza di proteggere l’ambiente, ribadendo che la questione è di particolare preoccupazione a causa dei suoi effetti sul turismo.

Il cattivo funzionamento e la manutenzione delle imbarcazioni turistiche e dei traghetti nel lago Nasser a valle della diga di Assuan è anch’esso di particolare preoccupazione, così come la mancanza di procedure di sicurezza. Il rapporto segnala che le sei navi da crociera che trasportano i turisti sul Lago Nasser fino ad Abu Simbel, hanno molti problemi per la mancanza di procedure di sicurezza,ed a causa della mancanza di metodi di comunicazione moderni.

LA CONDIZIONE FEMMINILE IN EGITTO

Liberamente tratto dall’articolo di Teresa Scerillo per Giornalettissimo.com

PICCHIATE, FOLGORATE, DECAPITATE – Robert Fisk ha pubblicato un’inchiesta sulle pagine dell’ Independent. Ufficialmente, l’Egitto non ha alcun omicidio “d’onore”. Le giovani donne possono suicidarsi, ma non sono mai uccise. Questa è la linea del governo. I fascicoli nel Centro di Azza Suleiman per l’assistenza legale delle donne egiziane – e  quelli di altre ONG del Cairo – dicono la verità.
Nel maggio del 2007, un agricoltore nel sud dell’Egitto ha decapitato la figlia dopo aver scoperto che aveva un fidanzato.
Nel marzo del 2008, un uomo identificato solo come “Mursi” ha folgorato e picchiato a morte la figlia di 17 anni, perché aveva ricevuto una telefonata dal suo ragazzo. “Mursi”, un contadino di Kafr el -Sheikh, nel Delta del Nilo, ha ammesso “di averla picchiata con un bastone grande” prima di ucciderla con scosse elettriche. L’omicidio è stato scoperto solo quando il corpo è stato portato presso l’ospedale locale.

L’INCESTO – Il lavoro di Azza Suleiman fornisce materiale molto più desolante.
L’incesto è un grave problema, che nessuno discute, secondo lei. Recentemente, un uomo egiziano ha ammesso di aver ucciso sua figlia perché era incinta. Ma era lui  il padre del nascituro di sua figlia. E’ stato un caso di incesto, ma lui l’ha uccisa per proteggere  l’onore della famiglia.
Altre quattro donne sono state recentemente assassinate dalle loro famiglie perché erano state violentate. La comunità cristiana copta – forse il 10 per cento della popolazione egiziana – si è tirata fuori da ogni tentativo d’indagine sul questo delitto d’onore, anche se le ragazze cristiane sono state uccise perché volevano sposare uomini musulmani. “I cristiani non possono parlare di questo al di fuori della chiesa“, lamenta Azza Suleiman. “Abbiamo cercato di aprire dei rifugi, ma il governo non lo permette. Dicono: “Per favore, non parlare di incesto”. E i crimini d’onore vengono spesso commessi in relazione all’eredità“.

GIUDICI INDULGENTI – In Egitto, secondo Amal Abdelhadi della New Woman Organisation, non vi sono dati per i crimini  d’ onore o incesto, perché questi casi non raggiungono nemmeno i tribunali. “Si può parlare più facilmente di stupro coniugale qui“, dice la donna. “Sono stata in case in cui intere famiglie vivono in una stanza – nonni, figli, la metà della famiglia dorme sotto il letto di notte e si sente tutto. E’ troppo vicino. Troppo. E tutte le giovani donne della famiglia devono sposarsi. Quindi, se uno pensa che si sia comportata male, allora può essere uccisa – in caso contrario, nessuna delle altre ragazze sarà in grado di sposarsi. Il delitto d’onore spiana la strada per le altre. Questo andrà avanti fino a quando le donne saranno considerate come oggetti sessuali, piuttosto che persone con cervello“.  “C’era un uomo condannato a sei mesi – a soli sei mesi – per aver ucciso la sorella“, afferma Amal Abdelhadi, “ma il giudice ha deciso che, poiché l’uomo dovrà vivere tutta la sua vita con il senso di colpa dell’ uccisione della sorella innocente, non dovrà andare in prigione!
In Egitto, il giudice ha una speciale autorità e l’articolo 17 della legge consente ai giudici di usare clemenza se lo desiderano, di ridurre le pene – da 25 anni, per esempio, a sei mesi. Si può dire che la vittima ha agito contro la tradizione. Gli assassini – il padre o il fratello – possono quindi essere considerati come qualcuno che ‘ha agito naturalmente’. Questo prevede clemenza per gli autori del delitto. Ma le nostre statistiche indicano che il 79 per cento delle ragazze vittime sono state uccise da puro sospetto – perché tornavano a casa tardi, o perché i vicini avevano detto di averle viste ridere rumorosamente per la strada”.

NOTIZIE IN PILLOLE

A Sharm nasce il Rugby

Da Infosharm

Da appena qualche giorno è stato fondato lo Sharm Rugby Football Club ma l’interesse suscitato è già tanto. Lo scopo iniziale del club è quello di far conoscere e far avvicinare anche chi non ha mai praticato questo sport. Verranno organizzate lezioni teoriche e partite di Touch Rugby che non prevede contatto fisico, l’avversario viene solo fermato toccandolo con due mani. Per ora settimanalmente c’è un appuntamento fisso: ogni Mercoledì presso Tower Country Club. Ai primi allenamenti erano presenti più di 30 persone, molti neofiti ma anche esperti giocatori, tutti con la stessa passione per questo sport tanto “maschio” quanto elegante. Per chi volesse partecipare il costo è di 15 le a sessione.
I soldi verranno usati per le divise e le attrezzature necessarie per l’acquisto delle quale concorrerà il  bar T2, sponsor del club. L’invito a partecipare e’ aperto a tutti, uomini e donne di tutte le nazionalità. In queste occasioni proprio le donne potranno dimostrare la loro “mascolinità” e la loro eleganza, questo sport è veramente adatto a tutte le ragazze e tutte saranno benvenute. Lo scopo per tutti e’ quello di divertirsi e stare insieme. Più si è e maggiore sarà il divertimento.

Chi fosse interessato puo’ contattare Simone Pelucchi
http://www.facebook.com/profile.php?id=549890870

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Da Roma a Hurgada con 91 euro Andata e Ritorno??

Si, è possibile, basta sbattersi un po’! Ma se l’obbiettivo è stringere la cinghia al massimo quetso è il prezzo più basso possibile, tasse INCLUSE! Come fare?? Si deve passare per Ginevra sfruttando i voli Easyjet!
Tutto è spiegato in un blog alla pagina qui indicata

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Donnavventura è arrivata a Petra!

Dopo aver attraversato Grecia, Turchia e Siria le ragazze di Donnavventura sono arrivate in Giordania. L’Egitto si avvicina. La programmazione di Donnavventura è prevista su Rete4 a gennaio.

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Dalla UE 449 Mln di euro per sostenere le riforme sull’economia

(AGI) Il Cairo – L’Unione europea si e’ impegnata a dare all’Egitto 449 milioni di euro, tra il 2010 e il 2013, per sostenere il processo di riforme e sviluppo economico. Lo ha affermato il Commissario europeo per l’Allargamento Stefan Fule dopo aver siglato l’accordo con il primo ministro egiziano, Ahmed Nazif. Dal 1995 l’Ue ha concesso al paese nord africano 2,26 miliardi di euro.

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Easyjet lancia il volo Londra – Luxor!

Il lancio da parte di easyJet di un volo Londra-Luxor potrebbe segnare una evoluzione dei viaggi verso l’Egitto. E’ la prima volta che una low cost collegherà questa città, punto di partenza per le crociere sul Nilo, all’Europa. I responsabili del Paese si aspettano che questa novità possa spingere gli short break e il dynamic packaging. “Questo è il futuro, ed è la mia strategia di sviluppo a medio e lungo termine”, ha dichiarato recentemente Amir Al Azabi, direttore dell’Egyptian Tourism Authority. Si apre dunque la strada ai viaggi individuali nel Paese.
Forse grazie alle mosse di Easyjet presto potremo finalmente vedere dei veri voli low cost per l’Egitto! Sarebbe ora!!!

NEFERTITI, CHI ERA COSTEI??

Nefertiti (1370 a.C. – 1330 a.C.) è stata una regina egizia.

Cambiò, come il marito, il suo nome in Nefer-neferu-Aton per onorare Aton.

Regnò a fianco del marito Akhenaton durante la XVIII dinastia, nel cosiddetto periodo Amarniano (da Tell el-Amarna, dove Akhenaton aveva portato la capitale). Poco si sa della vita di questa donna, anche se sembra improbabile che fosse di sangue reale. Alcuni studiosi ritengono che il padre fosse un ufficiale di nome Ay, al servizio di Amenofi III. Nefertiti diede ad Akhenaton sei figlie. Non ci sono tracce di eredi maschi, e la successione dopo di lei rimane incerta. I successori di Akhenaton, Smenkhkhara e Tutankhaton (che più tardi modificò il suo nome in Tutankhamon), sono figli di un’altra moglie, Kiya, che divenne regina principale per un breve periodo dopo l’anno 12 del suo regno.

Cosa sia successo in questo periodo non è noto. Sono state avanzate varie ipotesi sul perché la moglie principale sia cambiata. Si suppone che Nefertiti possa essere morta in questo periodo, o che sia caduta in disgrazia. L’ipotesi della caduta in disgrazia appare oggi meno probabile. Si ritiene che in realtà sia Kiya ad essere stata marginalizzata, e che alcuni documenti siano stati mal interpretati, portando a credere che ad essere allontanata fosse Nefertiti. Una terza ipotesi sulla sua scomparsa è legata all’improvvisa apparizione di un co-reggente al fianco di Akhenaton. Alcuni studiosi sostengono che questa persona altri non sarebbe che Nefertiti. Questa interpretazione appare dubbia, benché affascinante. In ogni caso, alcuni studiosi, tra cui Jacobus Van Dijk (responsabile della sezione amarniana del museo egizio di Oxford) si dicono certi di questo fatto. Sostengono che Nefertiti sarebbe anche salita al trono per un breve periodo dopo la morte del marito.

Dall’iconografia ufficiale amarniana, appare, in ogni caso, che Nefertiti aveva assunto una importanza senza precedenti. Spesso appare intenta ad effettuare offerte al Sole, e sembra pressoché equivalente al faraone in termini di status. La regina ha senz’altro giocato un ruolo cruciale nei cambiamenti religiosi e culturali attuati dal marito, al punto che, secondo alcuni, sarebbe stata lei l’iniziatrice di tale rivoluzione. È stata certamente legata ad Akhenaton da un rapporto di profondo affetto, che ha portato a numerose raffigurazioni della coppia reale in atteggiamenti intimi e affettuosi. Akhenaton volle persino che agli angoli del sarcofago nel quale avrebbe dovuto essere sepolto ci fosse il ritratto di lei, al posto delle quattro dee tradizionalmente deputate a proteggere la mummia (Iside, Nephthys, Selkis e Neith).

Come per Akhenaton, non si aveva traccia della sua mummia. Ma oggi, recenti studi su base genetica propongono l’identificazione della Regina nella mummia 61070 e del consorte nella mummia 61072. Queste mummie “anonime”, insieme ad una terza, furono trovate nella tomba di Amenhotep II KV35 nel 1898.

Alcuni gioielli col suo cartiglio sono stati trovati presso la sepoltura reale ad Akhetaton, ma non ci sono altri indizi che sia stata veramente sepolta lì.

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Il busto di Nefertiti, che la rappresenta di una bellezza straordinaria, è esposto dal 2006 al Neues Museum di Berlino dove è stata spostata la mostra Aegyptisches Museum und Papyrussammlung.

È in corso un contenzioso tra la Germania e l’Egitto che vorrebbe indietro il busto della regina per un’esposizone di qualche mese al Cairo. Il busto si trova da quasi cent’anni nella nazione tedesca, quando il responsabile dello scavo di Amarna, l’archeologo tedesco Ludwig Borchardt ve lo portò nel 1912.

Nel 2009 uno studioso svizzero, Henri Stierlin, ha sostenuto l’ipotesi che la celebre raffigurazione della regina sia un falso realizzato nel 1912 da Gerardt Marks, un artista chiamato da Ludwid Borchardt per realizzare una riproduzione di Nefertiti utilizzando anche pigmenti ritrovati nella tomba. Per giustificare tale tesi Stierlin parla di “resoconti assai lacunosi attorno a quella scoperta e a circostanze quantomeno controverse”, “descrizioni imprecise dove l’unica cosa sicura è il perfetto stato di conservazione del busto” e fa notare anche come le spalle siano tagliate in verticale mentre nell’antico Egitto sarebbero state più orizzontali e quanto il profilo del busto sia troppo moderno.

Nileen Namita, una casalinga inglese che ritiene di essere stata Nefertiti in una vita passata, si è sottoposta a oltre 50 operazioni di chirurgia plastica per somigliare quanto più possibile alla sovrana egizia, utilizzando come modello il busto in calcare esposto all’Altes Museum di Berlino

QUATTRO PASSI A IL CAIRO

Capitale brulicante di vita, Il Cairo è  una delle aree più popolate del mondo, con 8 milioni di abitanti. Situata lungo il fiume Nilo, offre al turista una grande quantità di luoghi da visitare, non solo relativi all’antico passato dei faraoni. Lungo le vie storiche più importanti sono collocati un gran numero di splendidi monumenti islamici, dalle fontane alle grandi moschee quali  El-Hakim, Beit Es-Suhaymi e  Bein El-Qasrein che sono, nella maggior parte dei casi, aperte anche ai non-musulmani, purchè provvisti di abbigliamento adeguato.

La parte antica islamica della città è costituita per lo più da edifici medievali, dove non esistono strutture ricettive per il turista. Tuttavia occorrono ore per percorrerla interamente se ci si vuole immergere nell’atmosfera più autentica della città, ad esempio visitando il grande bazaar di Khan el-Khalili, secondo al mondo per grandezza dopo quello di Istanbul.
Si possono visitare anche diverse chiese cristiane, tra le quali San Giorgio appartenente alla dottrina greco-ortodossa. Tra i musei, meritano di essere visitati il Museo Copto che ospita una vasta collezione di oggetti e tessuti dell’epoca cristiana in Egitto e il Museo dell’Arte islamica, che contiene oltre 10.000 oggetti in ceramica, legno, vetro, tessuto e stucchi provenienti dall’Egitto e da altri paesi del mondo islmico.

Il museo più grande e frequentato del Cairo resta, ovviamente, quello dedicato all’antico Egitto, situato nella centrale piazza Tahir. Costruito nel 1897 e aperto al pubblico nel 1902, contiene 100.000 reperti dell’antico Egitto suddivisi in diverse sezioni poste in ordine cronologico e 107 sale. A pianterreno sono collocate alcune enormi statue, mentre nel piano superiore sono esposte le statue più piccole, le mummie, i gioielli e il tesoro di Tutankhamon, ritrovato da Howard Carter nel 1922, con la famosa maschera in oro massiccio, perfettamente conservata. Sono ancora da catalogare numerosi altri reperti ed è in programma l’apertura di una nuova sede per ospitarli. Una grande biblioteca ed una sezione dedicata alla fotografia concludono la visita al museo egizio del Cairo.

Volendosi dedicare allo shopping, oltre al grande bazaar di Khan el-Khalili, ci si può recare al mercato di Wekala al-Balq e Tentmakers Bazaar, famosi per le stoffe. Particolarmente conveniente risulta l’acquisto di profumi, gioielli ed oggetti in oro, argento, ottone e rame, ceramiche, tappeti, articoli in pelle e vetro, soprattutto quando si può contrattare sul prezzo.

L’intrattenimento notturno al Cairo è assicurato recandosi nei molti locali, nei ristoranti, alcuni dei quali affacciati sul Nilo, oppure ascoltando musica araba nel cuore della parte islamica del Cairo, precisamente a El-Ghuriya, dove  si esibiscono gratuitamente musicisti e danzatori dervishi. Molto suggestivo è lo spettacolo notturno di luci e suoni alle piramidi di Giza, poste a soli 5 km dal Cairo. La piana di Giza comprende le tre piramidi edificate per celebrare i faraoni Cheope, Chefren e Micerino, oltre al gigantesco ed enigmatico monumento della Sfinge. La piramide di Cheope rappresenta  l’unica  delle Sette Meraviglie del mondo antico, tuttora sopravvissuta.  A conferma del mistero che avvolge la storia dell’antico Egitto e gli alti livelli delle applicazioni costruttive ed astronomiche, stupisce l’esattezza dell’allineamento delle piramidi che coincide esattamente con i quattro punti cardinali e le tre stelle della cintura di Orione comprese nella costellazione dell’Orsa Minore, la cui diversa luminosità è stata riprodotta nella diversa grandezza delle tre piramidi.

SUCCEDE IN EGITTO

 

TECNICO TELECOM LOCALE!!! Eheheheh