SUCCEDE SOLO IN EGITTO

LA CONDIZIONE FEMMINILE NEL MONDO ISLAMICO

Continua l’impegno di questo blog nei confronti della condizione femminile.
Parlarne, riportare articoli della stampa nazionale, non lasciare che l’argomento cada nel dimenticatoio è quello che posso fare dalle pagine di questo piccolo blog.
Cosa puoi fare tu??? Oltre a leggere e a indignarti, se sei su facebook puoi ad esempio condividere, in modo che anche a tutti i tuoi amici arrivi questo articolo. Ogni post che pubblico sul blog ti arriva anche nella bacheca di facebook (se sei mio amico!)
Quindi ti basta cercare l’avviso e cliccare su CONDIVIDI per fare in modo che tutti i tuoi amici ricevano lo stesso avviso!

Tratto da LASTAMPA.IT

La storia della pakistana Begm Shnez, uccisa dal marito per aver difeso la figlia che rifiutava le nozze organizzate dal padre riporta alla ribalta l’usanza dei matrimoni forzati nelle comunità straniere. Cos’è un matrimonio forzato?
Uno studio delle Nazioni Unite del 2006 definisce il matrimonio forzato come un matrimonio tra bambini, tra adulti o tra un bambino e un adulto, nel quale manca il pieno e libero consenso di almeno uno dei coniugi: «Un matrimonio forzato viene contratto senza il consenso libero e non viziato di almeno uno dei coniugi». Nella sua forma più estrema, il matrimonio forzato può essere accompagnato da minacce, rapimento (come nel caso della fuitina nella Sicilia di mezzo secolo fa), violenza fisica, stupro e, in certi casi, assassinio. In Italia, dove si praticava fino agli anni ‘60, è oggi diffuso soprattutto tra le comunità straniere di origine asiatica (pakistani, bengalesi, indiani) e tra quelle provenienti dal Magreb.

Si parla talvolta anche di matrimonio combinato. Che differenza c’è?

Il matrimonio combinato, detto anche di compiacenza, viene organizzato da terzi, ma si conclude con la libera volontà di entrambi i coniugi. Contrariamente a quello forzato che rappresenta una violazione dei diritti umani, il matrimonio combinato lascia ai coniugi la libertà di dire l’ultima parola (le agenzie matrimoniali sono un esempio occidentale di questo tipo di unione).

Quanti sono i matrimoni forzati in Italia?

Non esistono statistiche ufficiali trattandosi di una degenerazione della conflittualità padre-figli che spesso resta sommersa. L’unica stima si deve al Centro nazionale di documentazione per l’infanzia secondo cui in Italia, dove le immigrate di seconda generazione sono circa 175 mila, ci sarebbero 2.000 spose bambine ogni anno. Nel nostro paese i minorenni non possono sposarsi, ma esiste una deroga: a 16 anni compiuti il tribunale dei minori può autorizzare le nozze per gravi motivi. Il problema è che nella maggioranza dei casi il matrimonio forzato non arriva davanti al giudice perché viene celebrato nei paesi d’origine degli immigrati.

Quanti sono i matrimoni forzati nel mondo?

Le Nazioni Unite calcolano che ogni anno nel mondo 60 milioni di ragazze sotto i 18 anni siano costrette ai matrimoni forzati. In 141 paesi, inoltre, lo stupro domestico è legale (il matrimonio forzato è considerato giuridicamente una forma di violenza domestica).

In quali paesi sono più diffuse le unioni forzate?

Almeno 49 nazioni del mondo ha un problema «significativo» con le «spose bambine». Tra loro ci sono Egitto, Afghanistan, dove il 70% dei matrimoni sono forzati, Bangladesh, Etiopia, Pakistan, India, paesi nelle cui zone rurali è difficile che una ragazza scelga alcunché autonomamente. Il problema è culturale: si tratta di famiglie analfabete che considerano le figlie undicenni già pronte al matrimonio. In alcuni casi estremi si organizzano nozze per bambine di 7 anni ma è comunque abbastanza difficile che una ragazza di 16 anni non sia ancora sposata.

In che misura il problema riguarda anche l’occidente?

Sebbene in occidente il fenomeno abbia dimensioni ridotte, le «spose bambine» non sono prerogativa di Asia e Africa. Basta pensare all’abuso sessuale di adolescenti in alcune sette poligamiche del Texas denunciato da un recente studio del Center for Law and Social Policy In generale però in occidente i matrimoni forzati riguardano gli immigrati (70 mila l’anno in Francia e 10 mila l’anno in Gran Bretagna il 20% dei quali maschi «sospettati» d’omosessualità). Secondo una ricerca dello Zonta Club Moncalieri questo tipo di unioni rappresenta il 20% di quelle celebrate all’interno delle comunità islamiche europee.

I matrimoni forzati sono più frequenti tra i musulmani?

Nulla nel Corano o nella sunna impone i matrimoni forzati. Si tratta di una pratica tribale e non religiosa diffusa infatti tra i musulmani ma anche tra gli indù, gli animisti, alcuni gruppi ortodossi. Tra le comunità immigrate presenti in Italia e in Europa però, quelle che provengono da paesi di religione islamica tipo Bangladesh, Pakistan, Marocco, Egitto, Algeria, ricorrono più frequentemente di altre a questo tipo di unioni».

Esiste una legislazione internazionale che regoli i matrimoni forzati?

Il 2 luglio 2002 le Nazioni Unite hanno creato una nuova entità che si occupa delle donne e delle bambine in tutto il mondo: UN Women. C’è poi l’articolo 12 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali secondo cui gli uomini e le donne in età adatta hanno diritto di sposarsi e di fondare una famiglia secondo le leggi nazionali regolanti l’esercizio di tale diritto. Questa garanzia contempla anche il diritto negativo di non contrarre matrimonio.

IN JEEP NEL DESERTO! DA PROVARE!!

Grazie alla mia personale PR Paola, oggi vi segnalo un’escursione con partenza da Sharm diversa dalle solite.

In sostanza ti metti alla guida di una jeep e ti spari 40 chilometri di deserto, fermandoti ad ammirare panorami e a scattare foto.

Si parte alle 14,30 e si rientra alle 20,30. Per concludere una bella grigliata di carne in spiaggia!
La faccenda costa 100 euro a testa, non pochissimo, io proverei a trattare un pochino!

Attendo commenti e foto dal primo che proverà di persona questa escursione

Ecco il link per prenotare e chiedere info! ESCURSIONE IN JEEP

LA CAMERA IPERBARICA DI SHARM

Tratto dal portale Sinaicity

Durante la notte dell’8 marzo 1993 un convoglio, composto da quattro camion portacontainer, varcò le porte di Sharm el Sheikh, dirigendosi lentamente verso la baia di Sharm el Mina. Quello era il posto designato per ospitare la prima camera iperbarica della nuova capitale della subacquea.

Quattro enormi container bianchi stavano per dare una forma al progetto del Dr. Adel Taher, uno dei massimi esperti mondiali in medicina subacquea e iperbarica.

Il lavoro di quattro tecnici specialisti, in quaranta ore, permise all’Hyperbaric Medical Center (HMC) di Sharm el Sheikh di vedere la luce il 10 marzo 1993, pronto ed operativo.

La struttura, realizzata negli Stati Uniti, fu donata dalla United States Agency for International Development (USAID) al Ministero del Turismo Egiziano, completamente accessoriata per una piena operatività sin da subito: compressori, bombole, computers, scrivanie, sedie. Una camera iperbarica “chiavi in mano”, del valore di oltre un milione di dollari.

Il progetto originario, sviluppato dal Dr. Adel stesso, in collaborazione con architetti americani specializzati in ambienti iperbarici, doveva tener conto di vari fattori, quali la localizzazione in un’area sperduta della penisola del Sinai, e la possibilità di gestire in tempi brevi eventuali interventi di manutenzione in loco.

A seguito di queste valutazioni, fu presa la decisione di realizzare una camera iperbarica con un livello di automazione minimo, privilegiando una gestione manuale-meccanica, sicuramente di più facile intervento in caso di guasti, nell’area geografica designata.

L’HMC fu da subito dotato di sistemi di ridondanza multipli in grado di far funzionare la struttura e renderla autosufficiente in ogni condizione: doppi generatori elettrici d’emergenza, doppie linee d’aria, doppi compressori, bombole di stoccaggio, doppi pannelli di miscelazione, per finire con la camera iperbarica vera e propria, che è una struttura modulare divisibile, progettata con un ampio accesso per il personale medico e di assistenza.

Dopo oltre 17 anni da quel lontano 8 marzo, l’Hyperbaric Medical Center di Sharm el Sheikh è ancora lì, con i suoi quattro container bianchi incorniciati tra le montagne e il mare, grazie all’opera instancabile del Dr. Adel che lo dirige, coadiuvato dal Dr. Ahmed Sakr.

Moltissimi medici provenienti da tutto il mondo collaborano con l’HMC di Sharm, e l’assistenza h24 fornita in caso di trattamenti iperbarici, viene garantita da un numeroso gruppo di tender (assistenti) volontari della comunità di istruttori e divemaster che lavorano in Sinai.

Una gran parte dei costi dell’HMC deriva infatti dai continui corsi di preparazione e aggiornamento svolti dai medici iperbarici del Centro, al fine di preparare validi assistenti da impiegare durante le sedute di ricompressione. Tutto il personale è altamente qualificato a lavorare in ambienti iperbarici e in situazioni d’emergenza.

Dalla sua inaugurazione l’HMC ha trattato oltre 1.600 casi gravi di malattia da decompressione (MDD), oltre a varie altre patologie correlate all’attività subacquea (otiti, barotraumi, blocchi inversi, punture di organismi velenosi, ecc.) per un totale superiore ai 45.000 casi.

L’Hyperbarical Medical Center è anche la sede del DAN Egypt.

Tra le tante cose che sono cambiate a Sharm, in questi anni, l’HMC è rimasto un punto di riferimento importantissimo, sia per la gestione delle emergenze mediche, sia per il suo valore scientifico, come centro di ricerca nel campo della medicina iperbarica a livello mondiale.

UN LIBRO SOTTO L’OMBRELLONE: IL CODICE ATLANTIDE

Egitto. Il professor Thomas Lourds, linguista di fama mondiale, si reca ad Alessandria per girare un documentario di alcuni reperti archeologici. Uno di questi colpisce subito la sua attenzione: un’antichissima campana con iscrizioni in una lingua sconosciuta. Mentre è intento a studiarlo, però, un gruppo di uomini armati irrompe negli studi televisivi e ruba il manufatto….

Russia. Julija Hapaeva sa di aver fatto una scoperta straordinaria: un cembalo preistorico decorato con iscrizioni indecifrabili. Ma, poco dopo aver mandato un messaggio al suo amico Thomas Lourds, l’archeologa viene uccisa.
Sconvolto dall’aggressione subita e dalla morte di Julija, Lourds parte per la Russia, convinto che i due furti siano collegati…
.
Città del Vaticano. Il cardinale Stefano Murani è ossessionato dalla decadenza della Chiesa. Anni di studi, però, lo hanno convinto che cinque strumenti musicali sono la chiave per svelare un segreto antichissimo e foriero di una straordinaria rinascita. E, quando una spedizione archeologica finanziata dal Vaticano porta alla luce una città sommersa nei pressi di Cadice, in Spagna, Murani è sicuro che quello sia il luogo dov’è nascosto il più grande dono che Dio ha fatto agli uomini…

UN LIBRO DI   Charles Brokaw
Charles Brokaw è lo pseudonimo dietro il quale si cela un rinomato professore universitario del Midwest.
Questo è il suo primo romanzo.
PUBBLICATO DA:   NORD, Narrativa

NOTIZIE IN PILLOLE

Nuovi voli per Sharm da Forlì e Catania

La Wind Jet annuncia un nuovo volo per Sharm El Sheikh.
Si partirà, ogni domenica e lunedi per Sharm, da Catania e Forli.
I voli inizieranno da Catania il 26 dicembre, e il 20 dicembre da Forli.
I biglietti sono acquistabili su: www.windjet.com

.

Egitto – Iran: riprendono i voli civili per la prima volta dal 1979.

Lo ha riferito ieri il ministero dell’aviazione civile egiziano. Un portavoce del ministero degli Esteri ha però lasciato intendere che un disgelo politico non è ancora all’orizzonte. La cautela è d’obbligo ma l’attenzione degli analisti è altissima.
Le relazioni bilaterali tra i due paesi sono interrotte dal 1980, in seguito alla rivoluzione islamica di Khomeini del 1979 in Iran e alla pace dell’Egitto con Israele.
Sameh Hefni, il capo dell’ente dell’aviazione civile, e Hamid Ghavabesh, vice direttore della compagnia iraniana dell’aviazione nazionale, hanno firmato un accordo che prevede fino a 28 voli alla settimana fra il Cairo e Teheran. Nessuna data per l’inizio dei voli è stata però fornita ma questo è molto meno importante.

.

In aumento i beni sussidiati per i poveri

Dal prossimo anno l’Egitto ampliera’ la lista dei prodotti sussidiati, che possono essere acquistati con una tessera distribuita alle fasce piu’ vulnerabili della popolazione. Per questo programma lo Stato stanziera’ l’equivalente di 13 milioni di euro, in parte tagliati dalle voci Istruzione e Sanita’. La smart card -di fatto una tessera annonaria- e’ stata introdotta da alcuni anni e con gradualita’ in Egitto: oggi se ne contano 11 milioni, tutte collegate a una banca dati pubblica. Dai dati delle Nazioni Unite, risulta che un quinto dei 78 milioni di egiziani vive con meno di un dollaro al giorno.

.

Continua il caldo anomalo in Medio Oriente e in Egitto

Gran caldo lunedì 4 ottobre anche in Sudan e nel sud dell’Egitto. In Sudan, Wadi Halfa 44,8°C, Dongola 44,7°C, Atbara 43,3°C, Abu Hamed 43,0°C, Khartoum 42,5°C. 36,1°, 38,4° e 39,3°C le medie delle massime di ottobre a Wadi Halfa, Dongola e Khartoum. In Egitto, Abu Simbel 44,4°C, Assuan 44,0°C (media di ottobre 38,2°C). Domenica, 45,2°C ad Abu Simbel, 45,0°C a Wadi Halfa.

.

Concorso Pagine Gialle.it – In palio un viaggio in Egitto

Partecipando al concorso indetto da PagineGialle.it puoi vincere un viaggio per due persone in Egitto.
Il concorso è abbinato al film di Luc Besson L’enigma del Faraone
per partecipare clicca qui

UNA FOTO AL GIORNO: I PAGLIACCI DI MARCO

Beh certo, le mie fotografie non saranno all’altezza di quelle dei professionisti tipo Silvia, PL, Denis eccetera!
Ma lasciatemi la soddisfazione di pubblicarle lo stesso, non sono poi così male anche se un occhio esperto troverebbe decine di cose che non vanno! Ma si sa, ogni scarrafone è bello a mamma sua!!!