PESCI DEL MAR ROSSO: LO SQUALO BALENA

Nel corso di quest’estate più volte Pierpaolo, uno dei collaboratori di questo blog, ha avuto la fortuna di incrociare uno squalo balena nel reef del Golfo di Aqaba.

L’incontro con questo pesce è una delle emozioni più forti che si possono fare nei mari di tutto il mondo. La sua immensa mole, unita alla sua placida navigazione, lo rendono un soggetto perfetto per le foto e le riprese subacquee se si ha la fortuna di essere abbastanza vicini.

Oggi voglio imparare insieme a voi qualcosa di più su questo meraviglioso animale!

Su wikipedia si trova la seguente scheda:
Lo Squalo Balena unico rappresentante della famiglia dei Rincodontidi è il più grande squalo e pesce esistente. Classificato nel 1828, quando fu localizzato lungo le coste del Sudafrica, venne inserito come unico rappresentante dei Rincodontidi solamente nel 1984, dopo lungo dibattito scientifico.

L’aspetto è quello tipico da squalo, tuttavia presenta un corpo maggiormente largo e appiattito sul dorso, con testa smussata e grande bocca larga, ma soprattutto per le enormi dimensioni. Lungo mediamente 12-14 metri, con un peso medio di 18 tonnellate, si stima che possa raggiungere anche i 20 metri di lunghezza e pesare fino 34 tonnellate. Le due pinne dorsali non sono molto grosse e sono inserite assai indietro, la pelle presenta piccole sporgenze a scacchiera evidenziate dalla livrea a punti bianchi su fondo blu-verdastro. Il ventre è biancastro. La coda ha i lobi simili (quantunque il superiore sia un po’ più lungo). La prospettiva di vita va oltre i 60 anni di età e si suppone possa arrivare fino a 100 o più anni.

Malgrado la sua bocca sia munita di 310 file di minutissimi denti, questo animale è inoffensivo per l’uomo. Lo squalo balena si nutre di plancton e di piccoli pesci (pesce azzurro principalmente), gamberetti e calamari. Quando si alimenta, questo squalo si avvicina alla superficie e apre la bocca, muovendo la testa ritmicamente da destra a sinistra per far defluire l’acqua e il nutrimento alle branchie, dove degli apparati filtranti simili a setacci fermano le prede. A questo punto l’animale compie dei singulti (da 7 a 28 al minuto), necessari per convogliare le prede all’esofago. Si stima che per nutrirsi filtri 2 milioni di litri d’acqua all’ora

Questi pesci hanno carattere solitario, tuttavia migrano annualmente nei luoghi di riproduzione, gli stessi che hanno visto gli esemplari adulti venire alla luce. Dopo l’accoppiamento le femmine covano le uova nell’utero e partoriscono avannotti vivi di 48-60 cm: sono quindi animali ovovivipari. In entrambi i sessi la maturità sessuale non viene raggiunta fino a quando non superano i 9 metri di lunghezza, anche se non ci sono studi accertati, si pensa ciò corrisponda ad un’età di 30 anni.

Lo squalo balena è un pesce che ancora oggi viene pescato da alcuni paesi dove è consumato sia crudo che cotto, a scopi alimentari (pinne, carni), industriali (olio di fegato) e popolari (è un ingrediente della medicina tradizionale cinese).
Nel 1982 la commissione ONU sul mare lo classifica come specie migratoria bisognosa di studi scientifici per capirne il rischio estinzione. Nel 1999 la Convenzione di Bonn sulle specie migratorie la considera specie con una condizione sfavorevole di conservazione e dal 2003 si cerca di proibirne diplomaticamente il commercio nei paesi che cacciano e consumano squali balena.

Dal 2005 tre esemplari sono ospitati in cattività nell’Acquario Churami di Okinawa (Giappone) mentre una coppia è ospitata nel Georgia Aquarium ad Atlanta.

UNO SCIOCCANTE DOCUMENTARIO DAL FESTIVAL DI VENEZIA

Zelal”, di Marianne Khoury e Mustapha Hasnaoui (Orizzonti)

zelalLe cronache di due manicomi del Cairo, dalle pareti mangiate dal degrado imperante, sondano temi scottanti per l’Egitto: la psichiatria e la pazzia. I pazienti che sono costretti a viverci sembrano non avere alternativa, non conoscono altra possibilità se non essere rinchiusi in un universo a sè stante, così lontano dalla quotidianità di un paese i cui problemi di diversità e integrazione vengono radunati in centri di igiene mentale. Ed i “matti” si adeguano, non perché siano realmente pazzi, ma perché non hanno altre alternative e sanno che non potrebbero mai vivere in quel mondo esterno che li ha respinti e ghettizzati. Il loro non è un percorso riabilitativo, questi centri non hanno come obiettivo quello del reinserimento del soggetto considerato malato nel “mondo civile”, ma sono strutture più simili a prigioni, a puro scopo contenitivo, come se dovessero proteggere la società reputata “sana” da individui che potrebbero contaminarla. Infatti non capita di rado che persone che vengono dimesse vi facciano ritorno, ancora una volta rifiutati dalla società.
Zelal sfonda il confine tra società sana e malata mostrando le vite degli emarginati sociali, lasciando che lo spettatore li possa incontrare da vicino, costringendolo a mettere in discussione convinzioni e preconcetti, dimostrando come sia effimera la libertà dove non viene tollerata la diversità.
Questa intolleranza non è quella di un piccolo gruppo sociale o solo di una parte della popolazione, è lo specchio di una nazione in crisi. 

L’intento degli affermati documentaristi Marianne Khoury e Mustapha Hasnaoui non è certamente quello di impietosire lo spettatore, la pietà è un sentimento che scaturisce spontaneo dalla visione delle condizioni in cui sono costretti a vivere i “pazzi”, i rifiutati di un paese. Infatti i due autori documentano questa triste realtà, ai più sconosciuta, con tutto l’amaro rigore che la situazione richiede. A parlare sembrano essere i luoghi stessi, le figure che vi abitano sono talmente dolorose che appaiono allo spettatore come fantasmi, caricature di quelli che una volta venivano considerati esseri umani.

UN LIBRO SOTTO L’OMBRELLONE: GEROGLIFICI

Questo libro è un viaggio nell’universo dell’antico Egitto visto attraverso lo specchio delle sue scritture. Il lettore viene guidato nei labirinti dell’interpretazione simbolica, anima della stessa cultura egiziana, e incuriosito dalle bizzarrie di segni apparentemente enigmatici. Circa 600 geroglifici – una selezione assai ampia dei 750 segni usati nella fase classica della “scrittura sacra” degli egiziani – sono presentati in schede che ne esplorano le origini remote, il contenuto figurativo e la stilizzazione grafica. Di questo lontano universo i geroglifici offrono un duplice chiave di lettura: come espressione grafica di una lingua di cinquemila anni fa e come fotografia dell’ambiente, del pensiero, dell’arte e della società del tempo. Nelle schede, accanto a ciascun segno geroglifico compaiono le eleganti grafie corsive, più rapide e pratiche dei laboriosi geroglifici, messe a punto dagli scribi: quella ieratica, utilizzata nell’ambito amministrativo e contabile dello Stato, e quella demotica, più tarda, abbreviata e semplificata, evolutesi entrambe dal simbolo geroglifico. Le illustrazioni che corredano le schede, tratte da scene dell’antico Egitto, evidenziano lo stretto rapporto tra i geroglifici e le manifestazioni artistiche. Un’ampia introduzione dischiude al lettore i segreti del sistema geroglifico, dala sua formazione alle caratteristiche strutturali, e ne sottolinea il potere sacrale ed evocativo nella sua immediata espressività, ben diversa da un astratto codice alfabetico.
Il volume è corredato dalla lista completa dei geroglifici, stilata dall’egittologo inglese A. Gardiner, nella sua Egyptian Grammar, da una bibliografia specialistica sulla scrittura geroglifica, da un glossario e da un indice analitico.

Autore: Maria Carmela Betrò
Formato: Brossura
Pagine: 251
Lingua: Italiano
Editore: Mondadori Electa
Anno di pubblicazione 2010
Codice EAN: 9788837073756

 

NOTIZIE IN PILLOLE

Collegamento Cuneo Hurgada

Viaggi del Turchese consolida la partnership con l’aeroporto internazionale di Cuneo Levaldigi. Fino all’8 novembre 2010 sarà attivo il collegamento tra lo scalo piemontese e Hurgada. L’aeroporto di Cuneo negli ultimi mesi è stato protagonista di una soprendente crescita in termini di traffico passeggeri: +58% rispetto al 2009, per un totale di 120 mila passeggeri trasportati tra gennaio e agosto 2010.

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All inclusive al Coral Bay, ma cosa include??

La formula ALL INCLUSIVE, propone ai suoi ospiti:
• Il trattamento di pensione completa con bevande ai pasti (soft drinks, birra e vino locali)
presso il Coral Restaurant, con servizio a buffet, che offre una vasta scelta di piatti della
cucina internazionale e piatti a tema. Inoltre propone l’Healthy Food Corner, l’angolo
dedicato a chi, anche in vacanza, desidera scegliere piatti cucinati senza grassi, leggeri e
naturali. Aperto per la prima colazione, il pranzo e la cena
• Quattro punti All inclusive dislocati nei punti focali del Resort:
Il Calabash Bar presso la piscina principale; l’All inclusive point sulla spiaggia principale; il
Bahia Bar; il Sultan Beach Bar che offrono tutti i giorni: dalle 10 al tramonto: acqua
minerale, soft drinks, birra locale, vino e alcolici locali, tè e caffe americano. Dalle 15 alle
17 invitanti snacks pomeridiani a base di frutta, dolci e gelato.
• Alla sera: Il Bahia Bar, aperto dalle 20 alle 24, propone soft drinks, birra, vino e alcolici
locali, tra cui vodka, gin, rum e whisky.
• Minibar contenente all’arrivo 1 bottiglia di acqua minerale e 2 soft drinks.
A pagamento è disponibile il servizio in camera 24 ore al giorno.
• Sconto 20% presso tutti i ristoranti a la carte del Domina Coral Bay (incluso il ristorante
Plaisirs solo previa prenotazione).
• Sconto del 20% sul prezzo del Gala Dinner Show, cena a buffet.
I nomi di bar così come gli orari di apertura, potrebbero essere soggetti a variazioni per
motivi operativi e sostituiti con alternative equivalenti alla proposta originale (Tutte le
bevande saranno servite in bicchiere).

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Cooperazione tra il Louvre e il Museo Egizio di Torino?

La proposta di creare sinergie tra il museo Egizio di Torino e il Louvre e la promessa di tornare a Torino nella primavera prossima, per partecipare alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Così ieri Frédéric Mitterrand, ministro della cultura francese ha salutato Torino dove sarà in visita ufficiale fino a questa sera. Due sono le ragioni di questo viaggio torinese del nipote dell’ex presidente Francois Mitterrand, come ha spiegato lui stesso ai giornalisti: l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Alliance Francaise e la visita, importante per lui grande appassionato di egittologia, al più famoso museo di Torino.

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Piano piano l’Egitto cresce

Il ministro dello Sviluppo economico egiziano, Osman Mohamed Osman, ha stimato che entro cinque anni il tasso di poverta’ del suo Paese potra’ “calare dall’attuale 20 al 15 per cento”. La valutazione dell’esponente dell’esecutivo e’ stata fatta nel corso di una conferenza stampa a Il Cairo. L’Egitto e’ il piu’ popoloso Paese arabo e ospita una popolazione stimata in 78 milioni di abitanti. Dati di fonte Onu hanno rilevato che un quinto dei cittadini del Paese dei Faraoni vive con meno di dollaro al giorno. In una conferenza stampa il ministro delle Finanze de Il Cairo, Youssef Boutros Ghali, ha affermato che nell’anno finanziario che terminera’ a fine giugno 2011, l’economia egiziana crescera’ del 6 per cento, lo 0,8 in piu’ rispetto alla crescita realizzata nell’anno finanziario conclusosi lo scorso giugno.

PROGETTO DI RICERCA DEI DELFINI NEL MAR ROSSO

Ti piacerebbe partecipare ad un progetto di ricerca sulla vita dei delfini?
Leggi questo articolo!

Un progetto di ricerca sui delfini del Mar Rosso che si prefigge di contribuire ad ampliare le conoscenze sui cetacei e raccogliere informazioni e dati sulla fauna associata alle barriere coralline per l’adozione di misure di gestione a lungo termine e strategie di conservazione per promuovere lo sviluppo sostenibile del turismo nella regione. Il progetto di ricerca si svolge su una imbarcazione di 37 metri e comprende lavoro su campo e lezioni teoriche in collaborazione con uno studio di monitoraggio del corallo, uno sulla mappatura delle alghe e uno sul censimento visivo dei pesci che comprenderà la costa egiziana di Marsa Alam fino al confine con il Sudan.

Tutti i ricercatori coinvolti nel progetto hanno precedentemente lavorato con volontari provenienti da varie formazioni e culture. Come parte integrante del team di ricerca, i partecipanti saranno coinvolti in tutti gli aspetti del progetto; avranno l’opportunità di approfondire le loro conoscenze sulla biodiversità marina (delfini, pesci, tartarughe, squali, coralli ma non solo) attraverso un’esperienza diretta sul campo. Lavorando gomito a gomito con i ricercatori, i partecipanti scopriranno i diversi aspetti della ricerca su campo, acquisendo capacità e competenze sui moderni metodi di ricerca, a partire dall’uso dell’equipaggiamento fino alla raccolta dei dati. 

Durante lo studio dedicato ai mammiferi marini, si alterneranno tra turni di osservazione e di lavoro al computer. In caso di avvistamento di cetacei, aiuteranno nella raccolta di dati contando gli animali, facendo particolare attenzione alla composizione e alla struttura del gruppo (ad esempio, il numero di neonati, di piccoli, di giovani ed adulti), osservando i comportamenti, determinando la posizione geografica dell’avvistamento e scattando fotografie. I volontari aiuteranno anche nella raccolta di campioni utili per indagini genetiche, ogni volta che questo tipo di procedura sarà possibile. Inoltre, poiché l’imbarcazione è equipaggiata con un idrofono, potranno ascoltare i suoni dei cetacei captati e registrati in tempo reale durante la navigazione, sia diurna che notturna.

Potranno inoltre familiarizzare ed esercitarsi con specifici programmi informatici che consentiranno un’analisi preliminare dei dati raccolti, in modo da capire come dati scientifici possano essere utilizzati ai fini della conservazione.

Negli ultimi due decenni le risorse naturali del Mar Rosso sono state esposte ad un ampio ventaglio di impatti dovuti alle attività umane, tra cui l’utilizzo sconsiderato del territorio e l’intensissimo sviluppo costiero, oltre a pesca intensiva, inquinamento e commercio di souvenir. Come se non bastasse, il Mar Rosso è inoltre considerato a grande rischio per le conseguenze dei cambiamenti climatici globali.

Purtroppo, a causa della scarsità di studi scientifici attualmente disponibili, l’effetto delle attività umane sulle risorse marine non può essere previsto con esattezza. Il valore dei tesori naturali del Mar Rosso è oggigiorno riconosciuto sia da un punto di vista ecologico che economico, ciononostante gli sforzi per comprenderlo anche da un punto di vista scientifico sono stati fino ad ora molto ridotti. Manca una solida base scientifica sulla quale organizzare programmi di conservazione e gestione sostenibile di tali tesori.

Il Mar Rosso egiziano a sud di Marsa Alam, una regione dove il turismo è ancora agli albori, sembra rappresentare un raro esempio di natura ancora incontaminata. Alcuni progetti di ricerca realizzati negli ultimi anni indicano che in questa vasta area vergine è ancora possibile trovare alcune tra le più belle e ricche barriere coralline, oltre a delfini, dugonghi, tartarughe, squali, mante ed altri grandi animali, riunibili sotto il termine “megafauna carismatica”.

Quota di partecipazione:
Euro 1150 a persona volo escluso
Sconto per gli studenti sotto i 26 anni Euro 650,00 volo escluso
Sconto per lunghi soggiorni (min 2 crociere) o per i locali Euro 950,00 volo escluso

Partenze
il 04/12/2010 durata 9 giorni
il 13/12/2010 durata 9 giorni

Affascinante vero??
Se stai già pensando come fare a partecipare clicca qui e leggi tutti i dettagli

UNA SCOPERTA VERAMENTE AFFASCINANTE

Nei giorni scorsi, attorno a Luxor, è stata scoperta una splendida statua di Amenhotep III, praticamente il nonno del famoso Thutankhamon!

Sono rimasto realmente affascinato dalla bellezza di questa statua che ha circa 3400 anni!

Provate a pensare, risalite al Medio Evo, poi andate a ritroso fino al periodo di Cristo! Siamo a  2000 anni fa! Ecco, ora andate indietro di altri 1400 anni! Inimmaginabile! Per quanto sia incredibile, questa è l’epoca in cui degli uomini, con i mezzi che potevano avere all’epoca, hanno scolpito questa meravigliosa statua! Per quanto sia possibile osservarne i dettagli, fallo! E’ assolutamente meravigliosa!

La porzione di statua è alta poco più di un metro e prevede uno sviluppo totale di circa 4 metri. Risale a 3.400 anni fa, e raffigura il faraone Amennhotep III, che indossa la doppia corona d’Egitto, che è decorata con un ureo (decorazione a forma di serpente)  e seduto su un trono vicino al dio Amon di Tebe.  Amenhotep III e’ stato il nono re d’Egitto, appartenente alla diciottessima dinastia, era figlio di Thutmose IV e di Mutemuia, che probabilmente doveva essere una concubina o una sposa secondaria che pero’ riusci’ a ottenere il titolo di Grande Sposa Reale, solo quando il figlio sali’ al potere. Nacque a Tebe e sali’ al trono quando era ancora un bambino. Sposo’ Tyi, che non era di sangue reale, ma figlia di Yuya, un nobile che ricopriva un’alta carica nell’esercito. Amenhotep III era il nonno del giovane re Tutankhamon, e governò l’Egitto nel XIV secolo, al culmine del medio  regno. Era padre di Amenhotep IV, meglio conosciuto come Akhenaton. «La statua è stata trovata vicino all’ingresso settentrionale del tempio di Amenhotep III e raffigura il re seduto su un trono con Amon, la principale divinità,» ha dichiarato Zahi Hawass. La statua è stata dissotterrata a Kom El-Hittan, nella West Bank di Luxor. Qui sorgeva il tempio di Amenhotep III, il più grande tempio sulla riva occidentale di Luxor.

Ho passato parecchio tempo cercando sul web una foto più dettagliata, con la statua in primo piano. Finalmente l’ho trovata e sono rimasto qualche minuto ad ammirarla quasi in estasi! Con questo spirito la pubblico sul blog, sperando che possa anche in te provocare la stessa emozione. Pensa, è rimasta sepolta per secoli e ora è riemersa raccontandoci muta la sua storia!


SUCCEDE SOLO IN EGITTO

QUANDO DI SERIE L’ARIA CONDIZIONATA NON C’E’ COSA SI PUO’ FARE?
INSTALLARE UN CONDIZIONATORE DA CASA!!!!!!

 

 

L’ANTICO EGITTO AD AREZZO FINO AL 30 APRILE

Ad Arezzo è stata inaugurata una importante mostra sulla civiltà egizia. Viene esposto il corredo quasi completo di Tjesraperet, nutrice di una principessa, figlia del faraone della XXV dinastia Taharqa, conservato nel Museo Egizio di Firenze.
L’appellativo di “nutrice” non tragga in inganno: accompagnato da quello di Signora della Casa designava una figura di alto livello sociale, legata all’ambiente di corte. L’uomo con lei sepolto, di nome Gedkhonsuefanekh, probabilmente il marito, apparteneva d’altronde al clero tebano.

Dal 25 settembre al 30 aprile 2011 presso il Museo Archeologico Nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” di via Margaritone 10 ad Arezzo.

Vengono messi in evidenza tre aspetti della civiltà dell’antico Egitto: il periodo storico della XXV dinastia dei cosiddetti “faraoni neri“, soprattutto dal punto di vista artistico, le usanze funerarie e la cura della bellezza. La XXV dinastia è stata molto spesso considerata come nient’altro che l’ultima fase del Terzo Periodo Intermedio, il momento storico di crisi che segue la grandezza del Nuovo Regno, prima di una rinascita dell’Egitto con l’avvento della XXVI dinastia.

In realtà la dominazione della valle del Nilo da parte dei “faraoni neri” fu un periodo di grandi cambiamenti storici e artistici. Durante la storia millenaria dell’antico Egitto, infatti, la regione chiamata Nubia, a sud di Assuan, fu in alcuni periodi indipendente, in altri soggetta al dominio dei faraoni. Con la XXV dinastia si ebbe al contrario la conquista dell’Egitto da parte dei re nubiani, detti “faraoni neri”. Tra questi, nel 690 a.C. salì al trono Taharqa, che si trovò a dover contrastare il tentativo di conquista dell’Egitto da parte degli assiri. Il lungo regno di Taharqa, durato 26 anni, fu il periodo più brillante della dinastia dei “faraoni neri”. Il figlio di Taharqa, Tanutamon, tentò di riconquistare il nord dell’Egitto rimasto sotto il controllo assiro, ma fu respinto in Nubia dal re Assurbanipal, che nel 664 a.C. mise a sacco la città di Tebe. Assurbanipal, prima di ritirarsi in patria, affidò il governo dell’Egitto al principe di Sais Psammetico I, che fondò la XXVI dinastia, restituendo l’indipendenza alla valle del Nilo.

Spiega la Soprintendente Silvia Vilucchi: “La mostra si articola in tre sezioni: la prima consiste nell’inquadramento storico-artistico del periodo della XXV dinastia, con una esemplificazione del ritorno al classico nell’arte faraonica, che in questo periodo riprende gli stili e le iconografie dell’Antico e del Medio Regno.
Il secondo gruppo di oggetti consiste nel corredo della nutrice con il suo straordinario sarcofago, la maschera funeraria e una esemplificazione dei reperti che facevano parte comunemente dei corredi funerari egizi. Il corredo di Tjesraperet, è stato portato al Museo Egizio di Firenze insieme al materiale raccolto in Egitto dalla spedizione franco-toscana del 1828-29. La tomba della nutrice, la cui esatta localizzazione è attualmente sconosciuta, fu scoperta nella necropoli di Tebe il 20 maggio 1829.
Nella terza sezione sono esposti oggetti da toilette, specchi, pettini, spilloni per i capelli, oggetti indispensabile per truccarsi e pettinarsi correlati a quelli trovati nella tomba della nutrice, approfondendo il discorso sulla cura della bellezza presso gli antichi egiziani. La cura del corpo ebbe sempre una notevole importanza: oltre al bagno, l’ungere il corpo con oli e balsami rappresentava una necessità per evitare screpolature e mantenere la pelle morbida ed elastica. I papiri medici riportano numerose ricette per la cura della pelle e per migliorare l’aspetto fisico. Trucchi, essenze aromatiche e profumi, usati sia da uomini sia da donne, davano il tocco finale”.

Purtroppo per questa interessante mostra, non sono rintracciabili foto sul web, a parte quella pubblicata che è più uno spot dei politici di turno che altro! 😦

UNA FOTO AL GIORNO: PESCI FARFALLA