PRESTO VERRANNO APERTE AL PUBBLICO ALTRE PIRAMIDI

Una visita obbligatoria per i turisti di tutto il mondo è l’Egitto, terra del Nilo, dei  faraoni e  delle piramidi.  Sono numerose  le piramidi che si trovano  in questo  territorio,  disseminate qua e là alle quali è  possibile accedere.

Presto saranno visitabili non solo le famose piramidi di Giza e Saqqara, ma saranno aperte  al pubblico una serie di piramidi alle quali  non si  poteva  accedere in  precedenza. Si fa  riferimento a quelle che si trovano ad Abusir e nella zona di Dahshur, dove si è sviluppata un’ampia necropoli reale, sulla riva occidentale del Nilo a solo 40 chilometri a sud de Il Cairo.

Le  piramidi  di questa  zona sono state edificate in un periodo anteriore  a quello della costruzione delle piramidi della piana di Giza. Queste piramidi, visitabili dalla fine dell’anno, sono quelle  costruite durante la quarta dinastia dal 2613 al 2494 a.C. . Di questa epoca sono quelle di Acodada, Rossa, Meidum e di  Seila. In particolare Acodada  è  ritenuta una di quelle meglio conservate dell’antico Egitto.

Con 105 metri d’altezza la  sua caratteristica  principale è la  doppia  pendenza, prodotta da  un cambiamento di impianto  durante la sua costruzione: ha  due  entrate  indipendenti,  una per ciascuna  delle  due camere  funerarie. Questi passaggi saranno  aperti  a partire da dicembre. Esiste anche  un terzo passaggio, che va dall’ Acodada ad un’altra piramide più  piccola nella quale avrebbe riposato, secondo la tradizione, il  faraone Seneferu e  si credeva che il  motivo  fosse il consentire le  visite coniugali dopo  la morte. Un altro dato interessante è che nel lato  orientale esiste un piccolo tempio  funerario per le offerte.

La Piramide rossa  è già aperta  al pubblico ed ha  la particolarità  di essere la prima al  mondo con forma triangolare, ed è  considerata  la terza più  grande con 104 metri d’altezza.

IN EGITTO NUOVE OPERE IDRICHE DEGNE DEI FARAONI

A metà agosto è stata completata la costruzione del Canale Sheick Zayed, che porta l’acqua dal Nilo al Lago Nasser, a ovest delle oasi di Toshka, e permetterà lo sviluppo agricolo di quarantamila ettari e l’insediamento di tre milioni di persone. Il principale canale di trasferimento corre per oltre 50 km verso ovest dalla Stazione di Pompaggio Mubarak, presso il Lago Nasser. Questa gigantesca pompa, completata nel 2005, è considerata uno dei mega-progetti ingegneristici del mondo.

Quattro canali ausiliari di 22 km si dipartono dal canale principale e corrono da nord a sud per irrigare terra agricola. Si stanno collaudando le tre stazioni di pompaggio sul canale principale, che preludono agli esperimenti agricoli che stabiliranno come la sabbia del deserto possa trasformarsi in terra agricola.

Il progetto egiziano, con i suoi canali, le sue pompe, i suoi insediamenti abitati e la conquista di nuove aree agricole, si muove nello spirito della geoingegneria e sfida la mentalità da “risorse limitate” dell’era della globalizzazione, che ha i giorni contati. L’intero “progetto Toshka”, inaugurato nel gennaio 1997, mira a “uscire dalla valle del Nilo” per costituire nuove città agro-industriali in quello che viene anche chiamato progetto del “nuovo Delta”.

La gigantesca stazione di pompaggio Mubarak

NAGUIB MAHFOUZ: PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 1988

L’articolo è tratto da Wikipedia: nel caso desideraste approfondire, sulla pagina di Wiki sono presenti infiniti link!!

Nagib Mahfuz (Il Cairo, 11 dicembre 1911 – Il Cairo, 30 agosto 2006) è stato un romanziere egiziano. Premio Nobel per la letteratura nel 1988, Nāǧīb Maḥfūẓ (arabo: نجيب محفوظ, Najīb Maḥfūẓ) diede forma a una narrativa araba di portata universale[1]. Proveniente da una famiglia piccolo-borghese, si laureò in filosofia presso l’università del Cairo e venne assunto nell’amministrazione pubblica.

Dopo aver esordito nel romanzo storico, Mahfuz inaugurò il filone narrativo del realismo sociale, ambientando le sue opere nei luoghi più tradizionali del Cairo. A tal proposito vanno citati Khan el-Khalili (nome dell’antico bazar della città) e Zuqāq al-Midaq (il “Vicolo del mortaio”, da cui prende il titolo un suo romanzo). Nel 1956 pubblicò il primo volume della trilogia: Bayn al-Qasrayn (Tra i due palazzi), Qasr al-Shawq (Il palazzo del desiderio) e al-Sukkariyya (nome di una strada del Cairo). Al 1959 risale Figli del nostro quartiere; al 1967 Mīrāmār. Nel 1975 pubblicò Storie del nostro quartiere, il suo romanzo più autobiografico.

Dal 1971 continuò la sua prolifica attività di scrittore e di editorialista del celebre quotidiano al-Ahrām.

Scrisse molti libri, celebre fu Canto di nozze, da cui fu tratto un film e che affronta temi come quello della gelosia e della passione.
Mahfuz scriveva ciò che conosceva. In particolare storie ambientate al Cairo. Libri in grado di evocare, anche a grande distanza di tempo dall’epoca narrata, la medesima atmosfera che ancora oggi si assapora, rendendo così la sua opera sempre attuale. In Notti delle mille e una notte racconta cosa accade dopo che il Sultano della nota raccolta favolistica araba delle Mille e una Notte, sposa Shahrazad. Malgrado il libro racconti avvenimenti fantastici, l’ambientazione e i personaggi acquistano una rilevanza del tutto attuale e realistica.
Nagib Mahfuz ha vissuto nella zona di Khan el-Khalili, una delle più suggestive del Cairo dove si trovano bazar e mercati, dove turisti e gente locale si riversa in gran numero quotidianamente nella strada e nell’aria si sente quel particolare odore di spezie e caffè, che fanno da sfondo ideale ai suoi romanzi che in quel suq sono spesso ambientati. Mahfuz ha scritto anche per il cinema, del quale egli ha detto: “Sono diventato un poeta, perché sono un impiegato”, come i personaggi del libro Il giorno in cui fu ucciso il leader, libro che scrisse nel 1985 ma che è stato tradotto in italiano solo nel 2005, ambientato nel 1981 quando il Presidente Anwar al-Sadat venne assassinato dai fondamentalisti.
Tra gli scritti per il cinema si ricordano: La battaglia di Tebe, Akhenaton e La maledizione di Cheope.

Mahfuz ha pubblicato una cinquantina di romanzi, tra cui la Trilogia del Cairo (1956-57), Il rione dei ragazzi (1959), a lungo censurato per blasfemia in Egitto, Il ladro e i cani (1961) e Il nostro quartiere. Nei suoi romanzi, egli descrive in maniera molto approfondita gli aspetti della vita popolare cairota. L’unico romanzo non ambientato nella capitale egiziana è Mīrāmār, testo incentrato su Alessandria d’Egitto.

OPERE

  • Old Egypt (1932) مصر القديمة

  • Whisper of Madness (1938) همس الجنون

  • Lo scherzo dei destini (1939) عبث الأقدار

  • Rhadopis. La cortigiana del faraone (1943) رادوبيس

  • La battaglia di Tebe (Kifāh Tība) (1944) كفاح طيبة

  • Per le strade del Cairo (Al-Qāhira al-jadīda) (1945) القاهرة الجديدة

  • Khan El-Khalili (1945) خان الخليلي

  • Vicolo del mortaio (Zuqāq al-Midaq) (1947) زقاق المدق

  • Il miraggio (al-Sarāb) (1948) السراب

  • Principio e fine (Bidāya wa nihāya) (1950) بداية ونهاية

  • Trilogia del Cairo (1956–57) الثلاثية

  • Tra i due palazzi (Bayn al-qasrayn) (1956) بين القصرين

  • Il palazzo del desiderio (Qasr al-shawq) (1957) قصر الشوق

  • La via dello zucchero (al-Sukkariyya) (1957) السكرية

  • Il rione dei ragazzi (Awlād hāritnā) (1959) أولاد حارتنا

  • Il ladro e i cani (al-Liss wa al-kilāb) (1961) اللص والكلاب

  • Autunno egiziano (al-Summān wa al-kharīf) (1962) السمان والخريف

  • Il mondo di Dio (Dunyā Allah) (1962) دنيا الله

  • Zaabalawi (1963)

  • La ricerca (1964) الطريق

  • Il mendico (al-Shaḥḥādh) (1965) الشحاذ

  • Chiacchiere sul Nilo (Tartara fawq al-Nīl) (1966) ثرثرة فوق النيل

  • Mīrāmār (1967) ميرامار

  • La taverna del gatto nero (Khammārat al-qitt al-aswad) (1969) خمارة القط الأسود

  • A story without a beginning or an ending (1971) حكاية بلا بداية ولا نهاية

  • The Honeymoon (Shahr al-ʿasl) (1971) شهر العسل

  • Gli specchi (al-Maraya) (1972) المرايا

  • Love under the rain (1973) الحب تحت المطر

  • The Crime (1973) الجريمة

  • Il caffè degli intrighi o Karnak Café (Al-Karnak) (1974) الكرنك

  • Storie del nostro quartiere (Hikāyat Hāritnā) (1975)

  • Vossignoria illustrissima (Hadrat al-muhtaram) (1975) حضرة المحترم

  • L’epopea dei Harafish (Malhamet al-Harāfīsh) (1977) ملحمة الحرافيش

  • L’amore sopra il Plateau della Piramide (1979) الحب فوق هضبة الهرم

  • The Devil Preaches (1979) الشيطان يعظ

  • Il tempo dell’amore (ʿAsr al-hubb) (1980) عصر الحب

  • Notti delle mille e una notte (Laylā min layali alf layla) (1981) ليالي ألف ليلة

  • Canto di nozze (Afrah al-qubba) (1981) أفراح القبة

  • One hour remains (1982) الباقي من الزمن ساعة

  • Il viaggio di Ibn Fattuma (Rihlat Ibn Faṭṭūma) (1983) رحلة ابن فطومة

  • Akhenaton, il faraone eretico (al-ʿāysh fī l-haqīqa) (1985) العائش فى الحقيقة

  • Il giorno in cui fu ucciso il leader (Yawm maqtal al-zaīm) (1985) يوم مقتل الزعيم

  • Speaking the morning and evening (1987) حديث الصباح والمساء

  • Fountain and Tomb (1988)

  • Echi di un’autobiografia (Asda al-Sira al dhatiya) (1994) أصداء من السيرة الذاتية

  • Sogni nel tempo della convalescenza (2004) أحلام فترة النقاهة

  • Il settimo cielo (Al-hubb fawqa hadabat al-haram) (2005)

MARATONA DEL DESERTO: GRANFONDO CICLISTICA DI SHARM

Ufficializzata la data della 1^ GranFondo Ciclistica Internazionale MARATONA DEL DESERTO, che si disputerà venerdì 28 gennaio 2011 ed avrà come contorno il suggestivo paesaggio  del Mar Rosso.

Una irripetibile  occasione per svernare e preparare la nuova stagione al caldo  della Perla d’Egitto, alternando bicicletta e mare.

I partecipanti raggiungeranno il DOMINA CORAL BAY Hotel, Resort, Spa & Casino – Red Sea, situato  a Sharm El Sheikh, con voli dall’Italia, sabato 22 e domenica 23 gennaio.

Previsti allenamenti giornalieri sulle strade intorno alla località balneare, in assoluta sicurezza per la scorta  garantita dai  mezzi dell’organizzazione. Ad accompagnare i partecipanti,  ciclisti professionisti in attività.

Al vincitore  pacchetto volo + soggiorno di 8 giorni e 7 notti per 2 persone presso il Domina Coral Bay Prestige di Sharm. Numerosi  altri premi messi a disposizione dagli organizzatori.

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LA TORRE INTELLIGENTE PROGETTATA A IL CAIRO

Per la città del Cairo, in Egitto, è stata concepita una struttura che può essere considerata un’opera d’arte architettonica ed un pilastro dell’ecosostenibilità: si tratta di un grattacielo progettato per la produzione di energia rinnovabile e mira a rendere il quartiere Maadi, situato al sud del Cairo, un esempio di ecologia e innovazione.

Il “grattacielo” sarà costituito da tre torri, che meritano l’appellativo di opere d’arte del mondo dell’architettura, proprio per la particolarità che le caratterizza. Le tre torri si innalzano con un movimento di torsione che consente loro di interconnettenrsi così da formare livelli pronti ad accogliere uffici, hotel a 5 stelle, centri commerciali e tanto altro.

Collegandosi tra loro andranno una struttura sferoidale, la geo-sfera, che, secondo il progetto, dovrà ospitare un centro benessere, piscine ed aree fitness. La seconda torre dovrà ospitare un hotel ma la sorte della prima e della terza è ben diversa.

Quest’ultima infatti fornirà uno spazio per l’accomodamento di residenze mentre nella prima sono previsti uffici e abitacoli lavorativi.

L’idea è nata dal designer Mohamed Abdel-Aziz che ha battezzato il suo “grattacielo a tre torri” con il nome di I-Space Skyscraper.

Ma in che modo l’I-Space Skyscraper produrrà energia rinnovabile? Mohamed Abdel-Aziz, ha ben pensato di sfruttare l’altezza per un triplice scopo: avere maggiore spazio senza occupare troppo suolo, offrire un panorama suggestivo con il fiume Nilo e le Piramidi del vicino Egitto e soprattutto, raccogliere le forze della natura per trasformarle in elettricità.

L’I-Space Skyscraper sarà munito di turbine eoliche e pannelli solari, pertanto sarà in buona parte autosufficiente. In più, per quanto riguarda i problemi idrici, sono stati progettati una serie di sistemi per la raccolta e la conservazione dell’acqua.

Trattandosi di un concept non ci sono tempi ne’ certezze. L’I-Space Skyscraper di Mohamed Abdel-Aziz potrebbe restare un progetto a vita e non trovare mai una reale applicazione. Certamente sarebbe una bella svolta per il turismo, l’ambiente e soprattutto l’economia del sud del Cairo.