NEFERTITI, CHI ERA COSTEI??

Nefertiti (1370 a.C. – 1330 a.C.) è stata una regina egizia.

Cambiò, come il marito, il suo nome in Nefer-neferu-Aton per onorare Aton.

Regnò a fianco del marito Akhenaton durante la XVIII dinastia, nel cosiddetto periodo Amarniano (da Tell el-Amarna, dove Akhenaton aveva portato la capitale). Poco si sa della vita di questa donna, anche se sembra improbabile che fosse di sangue reale. Alcuni studiosi ritengono che il padre fosse un ufficiale di nome Ay, al servizio di Amenofi III. Nefertiti diede ad Akhenaton sei figlie. Non ci sono tracce di eredi maschi, e la successione dopo di lei rimane incerta. I successori di Akhenaton, Smenkhkhara e Tutankhaton (che più tardi modificò il suo nome in Tutankhamon), sono figli di un’altra moglie, Kiya, che divenne regina principale per un breve periodo dopo l’anno 12 del suo regno.

Cosa sia successo in questo periodo non è noto. Sono state avanzate varie ipotesi sul perché la moglie principale sia cambiata. Si suppone che Nefertiti possa essere morta in questo periodo, o che sia caduta in disgrazia. L’ipotesi della caduta in disgrazia appare oggi meno probabile. Si ritiene che in realtà sia Kiya ad essere stata marginalizzata, e che alcuni documenti siano stati mal interpretati, portando a credere che ad essere allontanata fosse Nefertiti. Una terza ipotesi sulla sua scomparsa è legata all’improvvisa apparizione di un co-reggente al fianco di Akhenaton. Alcuni studiosi sostengono che questa persona altri non sarebbe che Nefertiti. Questa interpretazione appare dubbia, benché affascinante. In ogni caso, alcuni studiosi, tra cui Jacobus Van Dijk (responsabile della sezione amarniana del museo egizio di Oxford) si dicono certi di questo fatto. Sostengono che Nefertiti sarebbe anche salita al trono per un breve periodo dopo la morte del marito.

Dall’iconografia ufficiale amarniana, appare, in ogni caso, che Nefertiti aveva assunto una importanza senza precedenti. Spesso appare intenta ad effettuare offerte al Sole, e sembra pressoché equivalente al faraone in termini di status. La regina ha senz’altro giocato un ruolo cruciale nei cambiamenti religiosi e culturali attuati dal marito, al punto che, secondo alcuni, sarebbe stata lei l’iniziatrice di tale rivoluzione. È stata certamente legata ad Akhenaton da un rapporto di profondo affetto, che ha portato a numerose raffigurazioni della coppia reale in atteggiamenti intimi e affettuosi. Akhenaton volle persino che agli angoli del sarcofago nel quale avrebbe dovuto essere sepolto ci fosse il ritratto di lei, al posto delle quattro dee tradizionalmente deputate a proteggere la mummia (Iside, Nephthys, Selkis e Neith).

Come per Akhenaton, non si aveva traccia della sua mummia. Ma oggi, recenti studi su base genetica propongono l’identificazione della Regina nella mummia 61070 e del consorte nella mummia 61072. Queste mummie “anonime”, insieme ad una terza, furono trovate nella tomba di Amenhotep II KV35 nel 1898.

Alcuni gioielli col suo cartiglio sono stati trovati presso la sepoltura reale ad Akhetaton, ma non ci sono altri indizi che sia stata veramente sepolta lì.

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Il busto di Nefertiti, che la rappresenta di una bellezza straordinaria, è esposto dal 2006 al Neues Museum di Berlino dove è stata spostata la mostra Aegyptisches Museum und Papyrussammlung.

È in corso un contenzioso tra la Germania e l’Egitto che vorrebbe indietro il busto della regina per un’esposizone di qualche mese al Cairo. Il busto si trova da quasi cent’anni nella nazione tedesca, quando il responsabile dello scavo di Amarna, l’archeologo tedesco Ludwig Borchardt ve lo portò nel 1912.

Nel 2009 uno studioso svizzero, Henri Stierlin, ha sostenuto l’ipotesi che la celebre raffigurazione della regina sia un falso realizzato nel 1912 da Gerardt Marks, un artista chiamato da Ludwid Borchardt per realizzare una riproduzione di Nefertiti utilizzando anche pigmenti ritrovati nella tomba. Per giustificare tale tesi Stierlin parla di “resoconti assai lacunosi attorno a quella scoperta e a circostanze quantomeno controverse”, “descrizioni imprecise dove l’unica cosa sicura è il perfetto stato di conservazione del busto” e fa notare anche come le spalle siano tagliate in verticale mentre nell’antico Egitto sarebbero state più orizzontali e quanto il profilo del busto sia troppo moderno.

Nileen Namita, una casalinga inglese che ritiene di essere stata Nefertiti in una vita passata, si è sottoposta a oltre 50 operazioni di chirurgia plastica per somigliare quanto più possibile alla sovrana egizia, utilizzando come modello il busto in calcare esposto all’Altes Museum di Berlino

QUATTRO PASSI A IL CAIRO

Capitale brulicante di vita, Il Cairo è  una delle aree più popolate del mondo, con 8 milioni di abitanti. Situata lungo il fiume Nilo, offre al turista una grande quantità di luoghi da visitare, non solo relativi all’antico passato dei faraoni. Lungo le vie storiche più importanti sono collocati un gran numero di splendidi monumenti islamici, dalle fontane alle grandi moschee quali  El-Hakim, Beit Es-Suhaymi e  Bein El-Qasrein che sono, nella maggior parte dei casi, aperte anche ai non-musulmani, purchè provvisti di abbigliamento adeguato.

La parte antica islamica della città è costituita per lo più da edifici medievali, dove non esistono strutture ricettive per il turista. Tuttavia occorrono ore per percorrerla interamente se ci si vuole immergere nell’atmosfera più autentica della città, ad esempio visitando il grande bazaar di Khan el-Khalili, secondo al mondo per grandezza dopo quello di Istanbul.
Si possono visitare anche diverse chiese cristiane, tra le quali San Giorgio appartenente alla dottrina greco-ortodossa. Tra i musei, meritano di essere visitati il Museo Copto che ospita una vasta collezione di oggetti e tessuti dell’epoca cristiana in Egitto e il Museo dell’Arte islamica, che contiene oltre 10.000 oggetti in ceramica, legno, vetro, tessuto e stucchi provenienti dall’Egitto e da altri paesi del mondo islmico.

Il museo più grande e frequentato del Cairo resta, ovviamente, quello dedicato all’antico Egitto, situato nella centrale piazza Tahir. Costruito nel 1897 e aperto al pubblico nel 1902, contiene 100.000 reperti dell’antico Egitto suddivisi in diverse sezioni poste in ordine cronologico e 107 sale. A pianterreno sono collocate alcune enormi statue, mentre nel piano superiore sono esposte le statue più piccole, le mummie, i gioielli e il tesoro di Tutankhamon, ritrovato da Howard Carter nel 1922, con la famosa maschera in oro massiccio, perfettamente conservata. Sono ancora da catalogare numerosi altri reperti ed è in programma l’apertura di una nuova sede per ospitarli. Una grande biblioteca ed una sezione dedicata alla fotografia concludono la visita al museo egizio del Cairo.

Volendosi dedicare allo shopping, oltre al grande bazaar di Khan el-Khalili, ci si può recare al mercato di Wekala al-Balq e Tentmakers Bazaar, famosi per le stoffe. Particolarmente conveniente risulta l’acquisto di profumi, gioielli ed oggetti in oro, argento, ottone e rame, ceramiche, tappeti, articoli in pelle e vetro, soprattutto quando si può contrattare sul prezzo.

L’intrattenimento notturno al Cairo è assicurato recandosi nei molti locali, nei ristoranti, alcuni dei quali affacciati sul Nilo, oppure ascoltando musica araba nel cuore della parte islamica del Cairo, precisamente a El-Ghuriya, dove  si esibiscono gratuitamente musicisti e danzatori dervishi. Molto suggestivo è lo spettacolo notturno di luci e suoni alle piramidi di Giza, poste a soli 5 km dal Cairo. La piana di Giza comprende le tre piramidi edificate per celebrare i faraoni Cheope, Chefren e Micerino, oltre al gigantesco ed enigmatico monumento della Sfinge. La piramide di Cheope rappresenta  l’unica  delle Sette Meraviglie del mondo antico, tuttora sopravvissuta.  A conferma del mistero che avvolge la storia dell’antico Egitto e gli alti livelli delle applicazioni costruttive ed astronomiche, stupisce l’esattezza dell’allineamento delle piramidi che coincide esattamente con i quattro punti cardinali e le tre stelle della cintura di Orione comprese nella costellazione dell’Orsa Minore, la cui diversa luminosità è stata riprodotta nella diversa grandezza delle tre piramidi.

SUCCEDE IN EGITTO

 

TECNICO TELECOM LOCALE!!! Eheheheh

IL MAR ROSSO SUGGERITO DA IL SOLE 24 ORE

Snorkeling sulla barriera corallina di Abu Qifan, nei pressi di Safaga.

Dal Blue Hole allo Stretto di Gobal, i migliori fondali al largo delle coste egiziane, tra canyon, mante e delfini. Perché non c’è solo Sharm El Sheikh

Se un esercito di cinque milioni di sub dà ogni anno del tu a pesci napoleone, pesci pipistrello e amene giganti, un motivo ci sarà, eccome. E’ il fascino dei fondali del Mar Rosso – che gli arabi chiamano l’Acquario di Allah – duemila chilometri di barriera corallina impossibile da dimenticare. Basta scegliere il punto giusto, il diving più attrezzato. Per questo abbiamo selezionato i siti delle immersioni più belle, da Sharm El Sheikh a Marsa Alam, seguendo il corso delle correnti lungo la costa orientale dell’Egitto. 

CANYON E BLUE HOLE
Solo quindici chilometri separano l’aeroporto di Sharm dall’Oriental Hotel Rivoli, a due passi dall’isola di Tiran, luogo esclusivo. Qui, il centro immersioni Diving Ocean, all’interno del Sea Club Resort, offre un’alternativa: la possibilità di immergersi all’interno di un canyon, 22 metri di profondità, dove poter scoprire un giardino di coralli, o un Blue Hole con un arco grandioso che comunica con la parete esterna.
Si resta dalle parti di Sharm, per tuffarsi a ridosso di Ras Umm Sid dove le immersioni parlano benissimo italiano dal momento che Hesham el Deeba, responsabile del Ras Umm Sid, conosce alla perfezione la nostra lingua.

LO STRETTO DI GOBAL
Hurgada o la comodità di farvi scalo – è uno degli aeroporti di Sharm – prima di tuffarsi dal Diving World Hurgada, tra i primissimi centri di immersione sul Mar Rosso egiziano. Nei pressi di Hurgada, c’è lo stretto di Gobal dove è possibile avvistare i relitti Rosalie Moller e la nave inglese Thistlegorm, entrambi affondati nel 1941. Il Thistlegorm venne scoperto e documentato dal regista ed esploratore Jacques Cousteau durante le riprese del suo film Il mondo del silenzio (1955). Da Hurgada si raggiungono, oltre al Carnatic (un piroscafo a propulsione mista affondato nell’Ottocento) alcuni mercantili più moderni ma molto interessanti per i sub, e il sito noto come Giftun. Nella vicina baia di Makadi, invece, ci si imbarca direttamente dal pontile del Crab Fort Arabesque Makady Bay.

DIREZIONE MARSA ALAM
Proseguendo in direzione di Marsa Alam si arriva a Safaga. Chi conosce bene il Mar Rosso, sostiene che le immersioni al largo del reef siano tra le migliori al mondo: qui si possono incontrare gli affascinanti protagonisti degli abissi, come mante, trigoni e murene multicolori.
Superati i fondali di El Quiseir, finalmente Marsa Alam. Impossibile non rimanere affascinati della naturale bellezza dell’Elphinstone Reef: una struttura corallina che emerge dal mare per centinaia di metri. Le sue pareti sono ricche di coralli e gorgonie, ma gli abitanti più celebri sono i delfini della specie Stenella longirostratis. Due sono i centri diving consigliati per godersi lo spettacolo: il Diving Ocean Marsa Alam e il Red Sea Diving Safari Shagara. Nel primo, che fa parte di una Ong per la tutela dei delfini, è possibile incontrare il dugongo, tra gli animali più rari del Mar Rosso: mentre il Saafari Shagara è il posto giusto per conoscere i grandi pesci.

L’ASSOCIAZIONE 4 GATTI OPERA AL DOMINA CORAL BAY

Egittiamo Blog sostiene e approva il progetto qui descritto.
Invito personalmente tutti i lettori del Blog che frequentano il Coral Bay a dare il loro contributo a questa associazione che da un lato evita una morte orrenda a dei poveri gatti e dall’altra, mantenendoli curati e controllati, impedisce che al Coral ci siano in giro topi come in altri villaggi!!! Un contributo prezioso, sostieni anche tu l’Associazione 4 gatti!!!

All’interno del Domina Coral Bay opera l’Associazione 4 gatti.
Il proliferare dei gatti all’interno del resort, aveva indotto la direzione a sistemare esche avvelenate per eliminare la colonia di felini che stava crescendo indisturbata all’interno del Coral, approfittando ovviamente degli scarti delle cucine dei numerosi ristoranti situati nel comprensorio.

Un gruppo di ospiti abituali del villaggio, capitanate da Cristina, hanno trovato una soluzione che permette ai gatti di vivere e al Coral di non venire invaso dai gatti. Ecco quello stampato e diffuso nel volantino che gira per il Coral:

L’Associazione 4 gatti si propone di far si che la convivenza con i gatti domestici all’interno del Coral Bay sia gradevole ed igienicamente sicura.
A tale scopo si impegna a censirli e sterilizzarli così da ottenere molti vantaggi quali:
1) i gatti sterilizzati formano una colonia chiusa
2) impediscono l’ingresso nel loro territorio ad altri gatti
3) riducono drasticamente la presenza di topi e di scarafaggi

Aiutateci con un contributo per le spese sanitarie
Socio sostenitore 20 Euro, socio benemerito offerta libera

Info e versamenti presso la signora Silvia presso la boutique del Diving

La Direzione del Coral condivide e sostiene questo progetto, poichè comprende l’importanza di avere una colonia controllata

I gatti sterilizzati si possono facilmente riconoscere per la mancanza di un pezzettino di orecchio tolto in anestesia durante l’intervento

RESPONSABILI DEL PROGETTO:
Maria Cristina Piantanida alloggio 32016 tel 0164593576
Annamaria Pilenga alloggio 45113
Raccolta fondi c/o Silvia Boutique Diving

SI E’ CONCLUSO IL PHARAONS 2010

Un’ultima speciale, 240 chilometri attraverso la Depressione di Qattara, e il Pharaons 2010 si è lanciato verso le rive del Mediterraneo per il proprio epilogo. L’Hotel Porto Marina di El Alamein ha accolto i piloti impolverati dopo l’ultima fatica, non troppo difficile sulla carta, ma comunque non indenne da sorprese.
Marc Coma vince per la quarta volta il Pharaons e per la quarta volta è campione del Mondo. Schlesser capotta tre volte all’inizio della speciale, ma riesce a finire e a gestire il vantaggio. Tra le moto completano il podio Chaleco Lopez ed Helder Rodrigues. Tra le auto Traglio/Lurquin e Mitsuhashi/Guhennec. La categoria quad è tutta per Marcos Patronelli. Luisa Trucco e Corrado Pattono, unico campion in gara, sono tredicesimi assoluti.

Tra le moto la quarta vittoria di Marc Coma al Pharaons Rally era quasi scontata. Passato in testa ieri, il catalano in una tappa così veloce avrebbe potuto perdere la gara solo per un errore grave o un inconveniente tecnico, ma così non è stato: Marc ha voluto festeggiare l’ultima gara con la KTM 690 con una vittoria ed è andato ad eguagliare il record di quattro successi al Pharaons detenuto da Fabrizio Meoni.

Francisco “Chaleco” Lopez ci ha provato, pur sapendo che l’impresa era impossibile. Il cileno dell’Aprilia anche oggi è stato secondo, a otto minuti da Coma. Non ha avuto nulla da recriminare, ha corso una gara perfetta restando in testa per quattro tappe, ma nelle ultime due, velocissime, si è dovuto piegare alla maggior potenza della 690 di Coma. Sua comunque la vittoria nella 450. Sul terzo gradino del podio assoluto ha chiuso Helder Rodrigues, altra dimostrazione della competitività ormai raggiunta dalle 450.

Tra gli italiani il migliore è stato Matteo Graziani, sesto assoluto e terzo della 450, seguito da Ivan Boano. Ottima gara anche per Stefano Turchi, dodicesimo assoluto e per Nicola Colombo, quindicesimo.

Tra i quad era quasi scontata la vittoria di Marcos Patronelli. L’argentino vincitore della Dakar ha dominato tutte le tappe tranne l’ultima, nella quale ha lasciato spazio a Rafal Sonik. Il vantaggio di due ore e mezzo di Patronelli sul polacco la dice lunga su come abbia affrontato in maniera impeccabile il suo primo Pharaons. Terzo posto per il russo Dmitri Pavlov, quarto per Camelia Liparoti che si laurea nuovamente campionessa del Mondo femminile.

Tra le auto la tappa di oggi è quasi costata la vittoria a Jean Louis Schlesser. Il francese dopo soli tredici chilometri ha preso una cunetta e si è capottato. Molto sportivamente Eric Vigoroux lo ha aiutato a mettere il suo buggy sulle quattro ruote, pur se i due si stavano contendendo la Coppa del Mondo due ruote motrici. Schlesser è così andato a vincere il suo primo Pharaons Rally.

La tappa è stata così vinta nuovamente da Maurizio Traglio/Fabian Lurquin, la terza consecutiva per l’equipaggio italo francese. Traglio ha guadagnato un’ora nella tappa su Schlesser, ma non gli è stata sufficiente per scalzare il francese dalla vetta della classifica. Ottimo risultato comunque per il milanese, assente al Pharaons dal 2002.

NOTIZIE IN PILLOLE

Egittiamo Blog: 1149 lettori in un giorno!

Non è il record storico, ma superare i 1000 lettori in una giornata è comunque degno di rilievo e per questo affetto devo ringraziarvi con tutto il cuore. Grazie perchè dimostrate che il lavoro che faccio per fornirvi notizie aggiornate e sempre diverse viene ripagato nel migliore dei modi dalla vostra costanza nel seguire questo piccolo blog

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Recuperata la statua rubata la scorsa settimana

Traduco a braccio da un giornale venezuelano in quanto sulla stampa italiana non c’è traccia della notizia!!!
E’ stata recuperata la statua rubata settimana scorsa dal museo Serabit el Jadim. La custodia del museo è affidata a una tribù di beduini, i quali, collaborando con la polizia, hanno reso possibile il recupero della statua.
Pare che le statue esposte in questo museo siano sei e che le autorità le abbiano trasportate tutte al Cairo per restaurarle ed esporle prossimamente in un’apposita struttura che verrà creata a Sharm el Sheikh.

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La Banca Mondiale presta 270 milioni di dollari per una centrale elettrica

Roma, 8 ott. (Apcom-Nuova Energia) – Dopo aver concretamente avviato con i progetti eolici di Zafarana e Hurghada (430 MW) la nuova politica di sviluppo nel settore delle rinnovabili, il governo egiziano guarda con grande interesse anche alle tecnologie solari. L’obiettivo è quello di generare con le tecnologie rinnovabili il 20% della produzione elettrica al 2020. E questo in una situazione di deficit di capacità elettrica che ha portato il Governo del Cairo a programmare investimenti per 100-120 miliardi di dollari per triplicare l’attuale potenza installata nel Paese (25.000 MW) entro il 2027. Un primo progetto solare da 20 MW è quasi ultimato a Koraymat, a sud del Cairo. La prossima realizzazione sarà la centrale da 100 MW di Kom Ombo (nel sud del Paese, presso la diga di Assuan). Si tratta  di un progetto a concentrazione che ha appena ricevuto un prestito di 270 milioni di dollari da parte della Banca Mondiale. L’avvio dei lavori è previsto per il 2012 e dovrebbe essere completato in quattro anni con un investimento di 4 miliardi di lire egiziane (circa 506 milioni di euro).

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Con i bambini in Mar Rosso? Preparali con Barbapapà!

Scopri le meraviglie del Mar Rosso con Barbapapà! Barbapapà è uno stravagante prodotto della natura nato nel giardino dei fratelli Francesco e Carlotta. A causa delle sue grosse dimensioni viene rinchiuso nello zoo dove fa amicizia con gli altri animali. Non riuscendo a vivere in gabbia Barbapapà si ritrova solo e senza un posto per dormire. Quando riesce a salvare gli inquilini di un palazzo in fiamme grazie ad uno dei suoi meravigliosi trucchi, Barbapapà diventa una celebrità e Francesco e Carlotta riescono a convincere la mamma a farlo tornare a vivere nel loro giardino. L’episodio sul Mar Rosso costa 8,90 euro e lo trovi qui

 

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Cleopatra non era egiziana, ma greca!!!!

Nata nel 69 a.C. in Egitto, Cleopatra VII non era egiziana, ma greca. Era l’erede dei Tolomei, sovrani ellenici che governavano il Paese dei Faraoni dalla conquista di Carlo Magno, avvenuta due secoli prima. Il suo nome significa “gloria di suo padre”. La giovane principessa dal destino leggendario parlava greco in casa, ma era appassionata di civiltà e lingua egizie. Salì al trono nel 51 a.C. e da sovrana ebbe modo di dimostrare il suo coraggio e il suo straordinario potere seduttivo.

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Il Papa ha aperto il Sinodo speciale per il Medio Oriente

Una processione solenne di 180 vescovi e patriarchi cattolici provenienti da tutta l’area della Bibbia, dall’Iran all’Egitto, e una Messa presieduta dal Papa a San Pietro hanno aperto il Sinodo speciale per il Medio Oriente.
Fino al 24 ottobre, l’Assemblea affronterà il problema dei circa 6 milioni di cattolici su 20 milioni di cristiani e una popolazione di 356 milioni di persone, che vivono nei luoghi dell’ Antico e Nuovo Testamento.
Il Sinodo speciale, ha detto il Papa, “intende ravvivare la comunione della Chiesa cattolica in Medio Oriente” al suo interno e “con le altre Chiese”.

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