ALLA SCOPERTA DE IL CAIRO

Una galleria di immagini per uscire dai percorsi prestabiliti. E imparare a scoprire una città culla della storia e al tempo stesso megalopoli di 20 milioni di abitanti. E’ questo il consiglio che vorremmo dare a un viaggiatore più o meno esperto che si accingesse ad andare in Egitto.

Ogni anno migliaia di italiani si recano sulle sue coste per vedere la meravigliosa Barriera Corallina, ma non si fermano nella capitale: “E’ pericoloso. Al massimo potremmo visitare il Museo Egizio, ma non crediamo offri di più”, è il pensiero comune di questi turisti. I ripetuti attacchi terroristici degli ultimi anni hanno frenato le visite straniere, ma solo al Cairo, perché nelle località sul Mar Rosso, colpite più volte e tragicamente, si continua a registrare un boom di arrivi.

Ciò prova perché in Occidente si sappia molto poco del Cairo. I suoi abitanti la chiamano “Umm ad-Dunya”, Madre del mondo. C’è ancora qualcosa di originario in questa metropoli che si sta espandendo voracemente nel deserto, con i suoi ingorghi di auto e lo smog che brucia la gola. Come tutte le grandi città del Sud del mondo sopravvive ai contrasti. Basta un viaggio in taxi per passare dagli agglomerati incompiuti di cemento ad alcune delle moschee più belle del pianeta; dagli hotel lussuosi con le loro palme secolari, ai mercati del Cairo Islamico, rimasti quasi intatti nei millenni. Qui gli anziani, seduti nei vicoli, regalano sguardi senza tempo. Le vedove vendono ai banchi della verdura, stesi sui carri con cui sono arrivate dalla campagna. Una ragazzina, con le unghie dipinte, compra frutta inviando sms. Ragazzi robusti e intraprendenti svelano i segreti delle loro spezie: coriandolo, cumino, sesamo.

Le prime fondamenta urbane furono gettate nel 969 d.C. da una dinastia islamica, anche se non lontano i romani avevano già costruito una fortezza. La prima moschea di Amr ibn al-As dall’architettura allungata e razionale, risale al 642 d.C. Verso l’anno mille, invece, sorse l’imponente Al-Azhar, l’università più antica del mondo islamico dopo quella di Fez, in Marocco. E basta solo risalire la Cittadella per godere di un capolavoro ispirato ai canoni dell’architettura turca, la Moschea di Alabastro, incantevole quanto  la più nota Moschea Blu di Istanbul.

La vita pulsante del Cairo, però, è anche alle sue pendici, quelle stradine lungo i canali del Nilo, che portano a Giza, con la sua esplosione di visitatori, ma anche alle necropoli di Saqqara e Menfi, dove gli archeologi sono all’opera da secoli. Intorno a questi siti, e quindi al turismo d’arte, lavorano moltissimi egiziani: guide, interpreti, tassisti, ristoratori, addestratori di cammelli e guardiani. Proprio da qui, dalla periferia rurale e desertica, dove i campi di cavoli escono dalla terra arsa, si può risalire fino al cuore del Cairo. Laddove scorre il Nilo, stupefacente coi suoi grattacieli riflessi come in una Manhattan africana, e le sue barche a vela che ogni notte partono per mete più tropicali, dove comincia il Sudan, ovvero l’Africa Sub Sahariana.

Testo e foto di Francesca Lancini e Gaetano Scippa

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