UNA MAPPA SUL WEB PER DENUNCIARE GLI STUPRI IN EGITTO

Come accade in ogni buon grande media generalista, ci sono argomenti che passano spesso di moda per poi tornare alla ribalta dopo tempo, dopo soltanto avvenimenti eclatanti, che destano scalpore al momento per cadere subito dopo nel dimenticatoio, ma ciò non significa che non siano più all’ordine del giorno. Lo stesso accade per questioni delicate e importanti, come le violenze e gli stupri nei confronti delle donne, ma c’è chi cerca di tenere sempre alta l’attenzione dell’opinione pubblica, nella speranza di combattere questo abuso maschile nei confronti delle donne o anche dei gay e dei transessuali.

In Egitto, un gruppo di volontari ha dato il via ad un progetto che si basa sulla pubblicazione sul web di una mappa interattiva, Harass Map (http://harassmap.org/), dove vengono segnalati casi di abuso o di violenza, denunciati dalle vittime via sms.

Questo sistema, in uso già in molte città del mondo, darà voce e ascolto a chi subirà qualsiasi tipo di molestia: dallo stupro vero e proprio, allo stalking, alle molestie verbali e fisiche, e sulla mappa sarà riportato il luogo, l’ora e la descrizione dell’accaduto. Il servizio è collegato con la polizia locale e, su richiesta di chiunque, la mappa può essere inviata sul cellulare, così da poter informare le possibili vittime dei punti ‘caldi’ della città da evitare. “L’idea è di avere informazioni generate dagli utenti. – afferma Engy Ghozlan, uno dei volontari che partecipano al progetto – Il semplice fatto di non sentirsi sole, può aiutare tante donne indifese”.

velo_egitto.jpgIl Centro per i diritti delle donne egiziane (ECWR) ha pubblicato un’indagine nel 2008 secondo la quale circa l’83% delle donne egiziane e il 98% delle donne straniere presenti nel paese hanno subito una qualche forma di molestia e nel 62% di questi casi si è trattato di violenza sessuale.

Le teorie sulla causa di queste violenze sono varie e vanno dalla disoccupazione giovanile alla situazione economica povera e stagnante del paese, fino al crescente conservatorismo dei musulmani egiziani, che vorrebbero le donne relegate in casa, al di fuori della sfera pubblica. Il governo, nonostante le percentuali di stupri e molestie siano pubbliche da lungo tempo, tende a minimizzare, ad accusare i media di esagerare la questione e ad ammonire le donne di coprirsi di più.

Secondo il parere di Azza Suleiman, direttrice del Centro egiziano per l’assistenza legale alle donne, la Harass Map è uno strumento utile, ma c’è bisogno di molto tempo per poterne vedere gli effetti positivi. Purtroppo sono ancora tante le donne che con la tecnologia hanno molto poco a che fare e tante altre sono restie a dichiarare a terzi quanto gli accade, anche quotidianamente; “l’argomento è molto sensibile. La prima volta le donne non parlano, la seconda dicono qualcosa e la terza si aprono” afferma Suleiman.

di Maurizio Martone per Agenzia Radicale

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