NOTIZIE IN PILLOLE

Ancora un incidente che vede coinvolti italiani!

Padre, madre e due figli, in vacanza, viaggiavano su un piccolo bus diretto ad Abur Dis quando c’è stato lo scontro con un’altra vettura. Il piccolo ora è ricoverato all’ospedale internazionale di Sharm el-Sheikh in gravi condizioni, gli altri a el-Tor.
Non mi stancherò mai di chiederti di importi, di chiedere la riduzione della velocità! Mai come in questo caso vale il detto “Io pago, tu fai come voglio io!!” Non avere paura di alzare la voce, di pretendere la riduzione della velocità, a costo di far fermare il mezzo e scendere! E’ vero, il pericolo spesso viene dai guidatori delle altre vetture, ma se ti rendi conto che il tuo autista corre troppo fatti valere, ne va della tua incolumità, della tua vacanza e a volte anche della tua vita! Non accettare compromessi con la tua sicurezza e quella dei tuoi cari!

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La bella Naomi si sposerà in Egitto??

Ancora indiscrezioni sul matrimonio da favola tra Naomi Campbell e il magnate russo Vladislav Doronin. Fino a qualche mese fa i siti di gossip davano per scontata una cerimonia in Italia, alla Reggia di Caserta o alla Scala di Milano. Oggi invece sembra che l’esigente top model abbia rinunciato all’idea di sposarsi nel Belpaese, cui dice di essere molto legata, per spostarsi invece in Egitto.
Naomi e Vladislav vorrebbero celebrare le nozze al Cairo e andare in luna di miele tra le piramidi egizie. Almeno secondo il quotidiano locale Al Ahram, che fornisce tutti i dettagli del caso. Il matrimonio sarebbe fissato per il prossimo 7 dicembre a Luxor. Dopo il fatidico “sì” i due soggiornerebbero nel lussuoso Winter Palace, costruito nel 1886 in un giardino tropicale nel cuore di Luxor. La cerimonia, invece, dovrebbe essere celebrata in un “antico tempio egizio”, ma la notizia non è confermata dal Consiglio Supremo delle Antichità, l’organo responsabile della gestione e l’utilizzo dei templi. Per il ricevimento, che sarà organizzato il 7 e l’8 dicembre, assicura Al Ahram, sono attese molte star di Hollywood sulle sponde del Nilo.

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BIT punta su mediterraneo e Egitto, che cavalca l’onda italiana

Nel 2010 l’area del Mediterraneo ha saputo ben cavalcare la timida ripresa del turismo internazionale. In base alle stime dei primi sei mesi dell’anno di Unwto, i Paesi del Nord Africa hanno fatto registrare un + 12% mentre la Banca d’Italia ha evidenziato un aumento delle visite nei Paesi del Mediterraneo del 4,5%. Dai dati dell’Isnart per il primo semestre 2010, risulta evidente la posizione di privilegio occupata, oltre che dalle nostre regioni quale meta privilegiata per le vacanze degli italiani, anche da Francia e Spagna. In più viene riconfermato il successo di Croazia e Grecia. Degno di nota, inoltre, il risultato ottenuto dall’Egitto che si conferma destinazione di primo piano per i vacanzieri italiani all’estero.
Sull’onda della ripresa e dei positivi indicatori di gradimento da parte del viaggiatore italiano, la quasi totalità dei Paesi dell’Area del Mediterraneo si presenterà a Bit 2011. Particolarmente significativa la presenza di Egitto, Slovenia, Siria e Israele, che per il prossimo anno puntano molto sul mercato italiano.

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Anche l’Egitto oggi in prima fila contro la caccia alle balene

Fermare una volta per tutte la caccia alle balene che, nonostante la moratoria decisa nel 1986 dalla Commissione Internazionale Baleniera, continua con l’escamotage del prelievo per scopi “scientifici”. E’ quanto chiederanno migliaia di attivisti che scenderanno in piazza oggi 5 novembre, in più di 150 città di tutti i continenti, da San José (Costa Rica) a Il Cairo (Egitto), da Pretoria (Sudafrica) a Caracas (Venezuela), da New York (USA) a Karachi (Pakistan). In Italia il testimone è stato raccolto dalle associazioni animaliste Enpa (che coordina la campagna internazionale nel nostro Paese), Bairo, LAV e Leal: appuntamento di fronte all’ambasciata del Giappone a Roma (Via Quintino Sella, 60) a partire dalle ore 11.00 di oggi, 5 novembre. “La moratoria internazionale non ha evitato, dal 1986 a oggi, la morte di oltre 35mila cetacei cacciati soprattutto da imbarcazioni nipponiche”, spiegano le associazioni che proseguono: “chiediamo di fermare questa strage, compiuta sotto il falso e infondato pretesto della ricerca scientifica.” La manifestazione di oggi sarà anche occasione per rendere noti al grande pubblico non soltanto i numeri della caccia alle balene e il giro d’affari del commercio internazionale, ma anche alcuni retroscena che getterebbero una luce sinistra sulla riunioni della Commissione Internazionale Baleniera.

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Oggi, Festa del Mare ad Alessandria d’Egitto

La Fondazione Euromediterranea “Anna Lindh” ha organizzato, per oggi e domani 5 novembre, la Festa del mare ad Alessandria di Egitto, che quest’anno è capitale del turismo arabo.  Sponsorizzato dall’Ente del turismo egiziano, insieme alla ambasciata di Spagna, al ministero degli Esteri belga, al Goethe Institute, al British Council, all’Istituto culturale francese e all’Unesco, il festival Farah el Bahr 2010. La rassegna culturale accoglierà artisti e spettacoli provenienti dall’Egitto e dall’aerea mediterranea per dare vita a spettacoli, workshop, concerti live e proiezioni di film, oltre ad una parata con gruppi musicali e artisti di strada.

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Per orientarsi al Museo Egizio de Il Cairo

Strutturato organicamente come una guida ma dotato di un apparato iconografico di prim’ordine, questo volume suggerisce un itinerario semplice ed esauriente attraverso le sale del Museo Egizio del Cairo, dove sono ospitate le più importanti e complete collezioni di reperti provenienti dalla terra dei faraoni. Suddividendo cronologicamente la trattazione in capitoli dedicati alle tappe più importanti della storia egizia, come un succedersi di finestre aperte sul remoto passato dell’Egitto, testi e immagini, corredati da carte planimetriche e da schede riassuntive, aiutano il lettore ad addentrarsi lungo i corridoi, alla scoperta di un patrimonio unico al mondo per ricchezza e varietà, sulle tracce dei più grandi personaggi della storia nilotica.
Di Alessandro Bongiovanni e Maria Sole Croce
Edizioni White Star € 18.90 ISBN 978-88-8095-532-0

I LIBRI DEI MORTI – BRITISH MUSEUM 4 novembre – 6 marzo


Nakht e sua moglie adorano il dio Osiride- Dettaglio del libro dei morti

Londra – British Museum – 4 novembre 2010 -> 6 marzo 2011

Il viaggio nell’aldilà secondo gli antichi Egizi. Si annuncia come una delle mostre più affascinanti dell’anno ed è pronta a svelare i segreti del misterioso mondo ultraterreno di una delle civiltà più importanti dell’antichità. Ieri al British Museum di Londra è stata inaugurata l’esposizione Viaggio nell’aldilà: il Libro dei morti nell’antico Egitto: gli appassionati di egittologia oltre a contemplare splendidi sarcofagi, antiche statue e inimitabili gioielli, possono ammirare per la prima volta decine di inediti papiri che raccontano il percorso che secondo la religione egiziana ogni defunto doveva compiere per guadagnarsi l’immortalità. Non è una «copia unica». Un analogo libro dei morti, infatti, è esposto al Museo Egizio di Torino ed è una delle attrattive più importanti del museo italiano. E’ tuttavia la prima volta che il «libro» in possesso del British Museum viene messo a disposizione del pubblico.

La grande cupola del British Museum é stata trasformata in un luogo magico, un percorso concentrico dalla morte alla vita eterna, la porta di ingresso verso l’aldilá. Gli Egizi davano grande importanza alla vita dopo la morte e una grande mostra su «I Libri dei morti dell’antico Egitto» rivela i brillanti colori e le forti emozioni del viaggio, irto di pericoli e di avventure, ma anche ricco di gioia, dell’uomo dalla morte terrena verso la vita eterna.

I Libri dei Morti, per anni erroneamente considerati una sorta di Bibbia egizia, sono in realtà una raccolta di testi funerari, formule magiche, inni e preghiere con lo scopo di proteggere il morto nel suo viaggio verso l’aldilá. I primi erano scritti sulle bende utilizzate per avvolgere il corpo del defunto o incisi direttamente sul legno del sarcofago o sulle maschere posate sul volto. La maggior parte peró sono papiri ricoperti di geroglifici e immagini, che venivano arrotolati e messi nella tomba o nel sarcofago del morto per accompagnarlo nel suo viaggio, assieme a gioielli, maschere, tesori, amuleti e suppellettili utili nel percorso dopo la vita terrena.

«Gli Egizi non erano ossessionati dalla morte, come dicono alcuni, – spiega John Taylor, direttore della mostra, – erano ossessionati dalla vita e volevano che continuasse anche dopo la morte.» Ogni libro dei morti è unico, creato ad hoc per la persona di alto rango che lo richiedeva, con suoi ritratti e una scelta personalizzata di immagini e di formule. Le immagini che illustrano i papiri sono spesso di uomini con teste di animale, perché i morti potevano proseguire il viaggio sotto qualsiasi forma, trasformandosi in uccello, serpente o anche fiore di loto.

L’alto rango di Anhai, una sacerdotessa morta nel 1100 AC, è dimostrato dal fatto che è stata seppellita con una statua di Osiride e un prezioso papiro di grandi dimensioni e decorato in oro che la ritrae mentre, presa per il polso dal dio falco Horus, si avvia verso l’aldilá. Il piú spettacolare dei papiri è il Libro di Nesitanebisheru (Greenfield Papyrus), il piú lungo mai esistito, che ha una lunghezza di 37 metri e viene mostrato al pubblico per la prima volta. Nesitanebisheru era la figlia del sommo sacerdote di Amon a Tebe, morta nel 930AC, e il suo papiro contiene formule e incantesimi che non si trovano in alcuno degli altri 200 Libri dei morti e che quindi con ogni probabilità erano state richieste dalla stessa committente.

Il percorso inizia con la mummificazione del corpo, che serviva a purificare il morto rendendolo piú simile a Osiride, dio dell’aldilá, e finisce con la Sala del giudizio. Qui il cuore del defunto – considerato centro della vita e sede della mente – viene pesato da Anubi, signore degli inferi, sotto lo sguardo di Osiride. Un cuore pesante è segnale di peccato e viene dato in pasto al «divoratore», una creatura con testa di coccodrillo, corpo di leone e zampe posteriori di ippopotamo. Questa è la vera morte.

Chi ha il cuore leggero invece puó entrare nel «campo di canne», il nostro Paradiso, che altro non è che una versione idealizzata dell’Egitto, terra fertile e ricca di acqua, dove la vita scorre uguale ma senza problemi, senza malattie e dolori e naturalmente senza lo spettro della morte. Tracciando passo passo il cammino del defunto dopo la morte, i Libri hanno lo scopo di perpetuare la vita rendendola eterna. Per questo la ricchissima mostra del British Museum dedicata ai morti si rivela essere una trionfale celebrazione della vita.

Immagine 1) Il sarcofago di Hunefer e la preghiera a Osiride

Il Libro dei morti non era un testo unico, ma una raccolta di opere diverse su papiro e lino che avevano lo scopo di guidare il defunto nell’oltretomba. Alcune di queste illustrazioni furono usate per oltre mille anni e le più antiche risalgono a oltre 3.500 anni fa. Attraverso suggerimenti e ammonimenti, le illustrazioni e i geroglifici presenti sui rotoli raccontano i pericoli del mondo dei morti. Molti papiri furono acquistati dal British Museum alla fine del XIX secolo, ma sono stati per molti anni custoditi in diversi caveau perché ritenuti troppo fragili. Tuttavia grazie alle nuove scoperte scientifiche e alle più moderne tecniche di conservazione adesso gli esperti del British Museum assicurano che i preziosi documenti non rischiano più di essere danneggiati e finalmente hanno deciso di presentarli al grande pubblico. Tra i documenti più famosi in mostra c’è anche Il Libro di Hunefer, un papiro del XIII secolo a. C. che racconta il viaggio nell’oltretomba del potente scriba Hunefer vissuto a Tebe durante la diciannovesima dinastia. Lo scriba sarebbe stato al servizio del faraone Seti I e avrebbe goduto di grande rispetto e stima.

Immagine 2) La pesata del cuore: sull’altro piatto della bilancia una piuma

IL VIAGGIO DELLO SCRIBA – Il papiro di Hunefer, celebre per i suoi incredibili colori e per la sua chiarezza, misura 5,50 metri. In una delle prime illustrazioni si può ammirare, accanto al sarcofago che conserva il corpo dello scriba, una stele funeraria su cui è impresso il nome del defunto e una preghiera a Osiride, dio della morte e dell’oltretomba (immagine 1).
Nella preghiera si chiede che l’anima dello scriba possa raggiungere l’aldilà. Dopo aver illustrato i tanti sacrifici offerti agli dei per ottenere l’immortalità, arriva la prova della psicostasia: la cerimonia della pesatura del cuore nella «stanza delle due verità» alla quale ogni defunto doveva sottoporsi per poter accedere all’aldilà. Secondo gli egiziani essa serviva a stabilire la purezza d’animo del defunto: il cuore di Hunefer è posto su un piatto di una bilancia da Anubi, il dio dell’imbalsamazione. Sull’altro piatto vi è una piuma che rappresenta Maat, simbolo dell’ordine cosmico e della giustizia. Se il cuore del defunto risulta più pesante della piuma, sarà dato in pasto ad Ammit, il mostro che si trova ai piedi della bilancia e che racchiude in sé gli animali più pericolosi dell’Egitto: il coccodrillo, il leone e l’ippopotamo. (Immagine 2)
Ma come mostrano le successive illustrazioni, il cuore dello scriba è più leggero della piuma e supera la prova. L’ultima scena del papiro mostra un trionfante Hunefer pronto ad accedere all’Aaru, il Paradiso degli antichi egizi. (Immagine 3)

Immagine 3) Superate le prove Hunefer accede all’Aaru, il paradiso degli antichi egizi

Collegamento al sito del British Museum