LIRICA: MOSE’ E IL FARAONE DI PIER’ALLI

”L’Egitto che fa da sfondo al dramma del popolo ebraico -sottolinea il regista- e’ di oggi e di ieri. E’ un paese moderno dove il mito si fonda con l’attualita’. I miracoli operati da Mose’ vengono reinterpretati alla luce di una citta’ moderna. Ho voluto raccontare -spiega- la citta’ contemporanea con i simboli che racchiudono tutto, dal vecchio al nuovo”.

Pier’Alli assicura di essersi mantenuto fedele al libretto, scritto per la prima parigina del 1827 da Luigi Balocchi e Victor Joseph Etienne de Jouy, ”ma lo faccio rivivere nella modernita’. Anche i costumi sono moderni, ma non come fanno molti costumisti che mettono addosso ai cantanti vestiti modesti dei nostri tempi, sono delle sculture fatte con tessuti nuovi ma che possiedono una simbolicita’ molto forte”.

La difficolta’ registica di quest’opera, secondo Pier’Alli, sta nella massiccia presenza del coro. ”Ho dovuto fare un grande lavoro -sottolinea- per farlo partecipare all’azione. Nel ‘Moise’ il coro, che rappresenta il popolo, e’ protagonista piu’ che in altre opere. Io per fortuna sono un movimentatore di masse e cerco di trasmettere ai cantanti e al coro l’idea del movimento scenico”. Quanto alla collaborazione con Muti e alla lettura che del capolavoro di Rossini da’ il maestro napoletano Pier’Alli non ha dubbi: ”E’ bellissima e la condivido completamente. Muti -conclude- rende alla perfezione la sacralita’ dell’opera”.

nella foto:
Pierre-Luc-Charles Cicéri (1782-1868)
schizzo per la prima scena di Moïse et Pharaon di Gioachino Rossini
per la prima rappresentazione all’Académie Royalde de Musique, 1827

SPLENDIDE IMMAGINI DAL LAGO NASSER

In vacanza sul Lago Nasser. Situato al confine con il Sudan, l’immenso specchio d’acqua scaturito dalla creazione, negli anni Cinquanta-Sessanta, della diga di Assuan, è oggi diventato (anche) una meta turistica, circondato com’è di memorie storiche Egizie (e non solo). L’attrazione principale è Abu Simbel, la città del tempio di Ramses II, che ai tempi della costruzione della diga è stata riposizionata a monte per non essere sommersa. Ma rovine (anche romane) si vedono anche dal lago. E c’è anche chi sul Lago Nasser va a pescare…

E allora gustati queslte eccezionali immagini che arrivano proprio da questo bellissimo lago!

Sopra: Il tempio di Ramses II a Abu Simbel, la città egizia “spostata”ai tempi della costruzione della diga di Assuan

Sopra: Il ponte di un’imbarcazione da crociera che fa servizio sul Lago Nasser

Sopra: Rilievi che mostrano popolazioni nubiane in schiavitù alla base del tempio di Ramses II

Sopra: Rilievi nel tempio di Kalabsha, Lago Nasser

Sopra: Le colonne romane del tempio di Kertassi, vicino al Lago Nasser

Sopra:  Un “incantatore di scorpioni”

NOTIZIE IN PILLOLE

Il canale di Suez tira parecchio

Conti a gonfie vele per il Canale di Suez, un termometro importante per monitorare l’andamento dei traffici commerciali internazionali e per misurare lo stato di salute dell’economia mondiale. La societa’ che gestisce l’infrastruttura da qualche trimestre continua a inannellare buoni risultati e riesce ad archiviare ottobre con ricavi in crescita a oltre 427 milioni di dollari, contro i 399 milioni dello stesso mese del 2009 e i 410 milioni di settembre. Per l’Egitto stesso il Canale di Suez rappresenta una delle voci piu’ importanti dell’economia nazionale e per l’ingresso di valuta estera, insieme a turismo, all’export di prodotti petroliferi e alle rimesse

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I terroristi usano il blackberry

Gli esperti del Sint hanno segnalato che lo smartphone trova sempre più estimatori nell’universo jihadista grazie al suo sistema di crittografia dei dati. L’esperto: “Lo fanno per evitare di essere individuati e identificati”.
Nei mesi scorsi, alcuni paesi tra cui Egitto e Arabia Saudita avevano impedito le comunicazioni con questi telefoni. Questo nuovo allarme potrebbe riproporre il problema!

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Corso di Egittologia in Lomellina: a Gambolò

Niente come la letteratura di un popolo ci parla di esso. I testi egizi non solo ci raccontano di fatti, persone, divinità, conoscenze, ma lasciano trasparire il pensiero dell’uomo egizio, il suo sentire, i mali della sua epoca, le gioie e le paure che afflissero il paese durante la sua lunghissima storia. Il corso si limita a considerare alcuni testi, arrivando fino al Nuovo Regno e tralasciando l’epoca tarda -pure ricca di testi interessantissimi. La lettura darà spunto per la trattazione di argomenti differenti, dagli avvenimenti storici, alla vita quotidiana, alla società. Corsi a partire dal 17 novembre
Link diretto

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Rinvenute vicino a Luxor 12 Sfingi!!!

Dodici statue della sfinge risalenti al periodo del faraone Nectanebo I, che regnò dal 380 al 362 a.C., sono state scoperte nei pressi dei templi di Karnak, nella regione di Luxor. Lo ha annunciato oggi il Consiglio supremo egiziano delle antiquità (Csa). Le statue sono state ritrovate lungo una vecchia strada di 600 metri di lunghezza, che parte dal Nilo e che è denominata strada di Nectanebo I, ha indicato il Csa in un comunicato. Questa via porta al settore del Viale delle Sfingi, circondato da centinaia di statue con teste umane e corpi animali. Durante gli scavi sono stai ritrovati anche oggetti risalenti all’epoca romana, tra cui un frantoio da olio e delle ceramiche. (fonte Afp)