IL MUSEO EGIZIO DI TORINO

Il Museo Egizio costituisce un vero vanto per la città di Torino: è stato infatti il primo al mondo per fondazione e cede il passo solo al Museo del Cairo per dimensione e importanza delle collezioni. La storia del Museo ha inizio ufficialmente nel 1824 quando Carlo Felice di Savoia acquistò dal console di Francia in Egitto, Bernardino Drovetti, un’ampia collezione di opere che grazie a un’equipe di studiosi e archeologi si è ampliata ulteriormente fino a raggiungere ben 30.000 pezzi. In realtà i Savoia avevano dimostrato uno spiccato interesse per l’affascinante cultura egizia già da prima: nel 1630 questa famiglia aveva acquistato il Gabinetto di curiosità dei Gonzaga, che venne sistemato nell’Università di Torino. Questo nucleo originario si arricchì ulteriormente di pezzi nel ‘700 per interessamento di un professore di Botanica dell’Università di Torino, Vitaliano Donati, la cui opera venne proseguita da Drovetti. La collezione di Drovetti acquistata dai Savoia con gli anni aumentò sempre più grazie all’interessamento di Ernesto Schiaparelli che divenne direttore del Museo nel 1894. Schiaparelli e dopo di lui Farina fino agli anni ‘30 promossero numerosi scavi in loco che hanno portato alla scoperta e all’acquisizione di reperti risalenti al periodo tra il 4000 e 31 a.C., anno in cui l’Egitto passò all’impero romano e provenienti da Giza, Gebelein, Eliopoli, Assuan, Valle delle Regine….
Così sono passati al museo i meravigliosi reperti rinvenuti nella tomba violata della regina Nefertari, la donna prediletta di Ramses II,  e il naos di Sethi I un monumento per il culto del Ra a Eliopoli.

Nel 1966 il Museo si è arricchito del tempietto scavato nella roccia da Thutmosi III nel 1430 a.C. a Ellesjia:  l’Egitto intendeva ringraziare l’Italia per essersi adoperata perché i monumenti nubiani non fossero sommersi dal lago Nasser. E attualmente il museo è un vero e proprio santuario della civiltà egizia. Il percorso espositivo è stato studiato appositamente per consentire una migliore e più agevole comprensione di questo mondo affascinante e ricco di mistero. Le raccolte, infatti, affrontano diversi argomenti e sono distribuite su tre piani: al pian interrato si trovano esposti reperti degli scavi ad Assiut, Gebelein, Qau El-Kebir. Al piano terra è stato collocato il tempio di Ellesiya e i numerosi reperti relativi alla statuaria, tra cui autentici capolavori come le statue di Ramses II, dei faraoni Thutmosi III e Amenhotep II. Qui ammirerete la statua della principessa Redi, risalente al 2800 a.C, la più antica del museo. Al primo piano troverete interessanti testimonianze sulla pittura funeraria: tra gli esempi più significativi sono le pitture di Iti, tesoriere del re nel 2100 a.C. o il ciclo pittorico della tomba di Maia (XVIII dinastia). Troverete numerosi vasi canopi utilizzati per la conservar le viscere dei defunti, numerosi amuleti per l’aldilà, statuine funerarie.
Particolare attenzione meritano i sarcofaghi, finemente lavorati, dentro i quali sono state ritrovate numerose mummie di dignitari e gente comune,, ma anche di animali sacri (falchi, pesci, tori, ibis, gatte, babbuini, coccodrilli).

Troverete infinite testimonianze di varie attività che quotidianamente si svolgevano: dalla tessitura alla caccia, alla pesca, al gioco.
Ovviamente una delle più importanti testimonianze della civiltà egizia è rappresentata dalla scrittura:ammirerete l’affascinante sistema di geroglifici dipinti su papiri, sulle bende delle mummie. Potete leggere atti di processi, vendite di beni, formule sacre per propiziarsi il regno dei morti come si evince dal libro dei morti). E dato che la maggior parte dei reperti proviene da tombe, non vi stupirete di incontrare numerose steli funerarie.

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One Response to IL MUSEO EGIZIO DI TORINO

  1. shahrazad says:

    Fantastico articolo. Provvederò presto a fare di nuovo una visita a questo meraviglioso museo.

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