LA FINE DEL LONGIMANUS

Due giorni fuori dal normale. Uno squalo a Sharm! Uno squalo che aggredisce, che sventra, che sbrana!
Uno squalo che minaccia i turisti, il turismo, l’economia, l’essenza del paradiso di Sharm, la sua barriera corallina. Voci incontrollate, palle colossali, allarmi e rientrati allarmi, commenti che definire idioti è fin riduttivo, gente che ha scritto di tutto su Facebook, omertà, silenzio, notizie incontrollate.
Alla fine l’hanno preso. No, era uno piccolo, stanno facendo una mattanza, non l’hanno preso…………
Tutti avevano la verità in tasca oggi!
Volevo lasciar passare la notte prima di parlare dello squalo di Sharm.
Poi ho letto quello che ha scritto PierPaolo. Il suo sfogo.La sua reazione da persona che conosce veramente il mare, il mare di Sharm….. e ho capito che non avrei potuto scrivere di meglio.
Vi lascio quindi al suo scritto….. meditateci!!

Facciamo un sunto per capire la situazione e prima di fare i tuttologi, i biologi marini, gli animalisti, i “chi se ne frega degli squali” o ….. questi sono i fatti che stanno coinvolgendo migliaia di famiglie che sul turismo di Sharm ci vivono, persone che per Sharm hanno mollato una vita “normale”, persone che quando incontrano uno squalo in acqua piangono di commozione e sentono un dolce brivido che coinvolge ogni cellula del loro corpo.

Siamo gli sharmesi, dei buffi strani individui che vivono una vita non normale, che amano questo posto a costo di litigare fino ad arrivare alle mani per proteggere un centimetro di corallo.

Sono uno di loro, uno di quelli che annuisce a tutte le cazzate del turista che viene a Sharm da 20 anni e sa tutto lui, anche se ci viene una settimana all’anno e vive rintanato in un villaggio….

Vivo qua, e vivo qua perchè amo Sharm e amo i sorrisi della gente che riesco a rendere felice.

Ora che mi sono presentato voglio raccontarvi i fatti e non le cavolate sentite da 4000 Km di distanza come hanno fatto i nostri serissimi giornali italiani.

Due giorni fa, cosa che qui a Sharm non avveniva da anni e con modalità che non si erano mai viste, uno squalo pinna bianca oceanico ha attaccato una ragazza che nuotava, le ha staccato un braccio e i muscoli della schiena. Dopo meno di un’ora una guida subacquea sotto la floating del Coral Bay vede arrivare lo squalo e tutto contento lo mostra al cliente: normalmente gli squali qui si tengono a distanza, questa volta invece si è avvicinato al suo cliente strisciando letteralmente il muso sulla gamba nuda del subacqueo che indossava una muta corta, Hassan, questo il nome della guida, nonché mio buon amico, ha notato lo strano comportamento e, messo il cliente dietro di sé, ha iniziato a dar colpi di pinna sul muso dell’animale e ad erogare bolle d’aria dall’erogatore d’emergenza.

Lo squalo a quel punto ha deciso di cambiare preda e ha puntato due ragazzi che facevano snorkeling, che si sono rifugiati immediatamente sul reef mettendosi in salvo.

E’ stato a questo punto che ha puntato un’anziana signora, l’ha morsa subito sotto il ginocchio portandola giù fino a che il distacco della parte dell’arto le ha permesso di tornare verso la superficie. La cosa che Hassan ha subito notato e poi riportato è che non ha solo morso, non ha staccato una parte e poi l’ha risputata, lui ha ingoiato soddisfatto, tanto da volersi servire con un altro arto e 3 dita della mano rimanente, a quel punto tra casino e bolle di Hassan si è allontanato.

Abbiamo fatto un tamtam e tirato fuori tutti dall’acqua da tutti gli hotel vicini.

L’indomani alcuni hotel con la spiaggia chiusa alcuni no… no comment!!!

Verso le dieci del mattino, dalle parti di Sharks Bay, un padre mostrava le meraviglie della barriera corallina al suo bimbo e vede arrivare lo squalo che , senza giri, senza quella valutazione preventiva della scena che pare loro facciano prima di sferrare l’attacco, ha puntato il piccolo. Il padre glielo ha letteralmente tolto da davanti e trovandosi in posizione laterale ha iniziato a dare pugni e calci all’animale con quella forza della disperazione che solo un animale che difende il suo cucciolo può trovare, lo squalo ha pensato bene di mangiarsi un “pasto” più tranquillo ed ha propeso per le due braccia di un altro uomo che cercava di guadagnare la riva, prima uno e poi l’altro. Un gommone dell’acquasport, visto quello che stava succedendo, è accorso ed ha tirato fuori il malcapitato salvandogli la vita.

A questo punto stamattina, dopo il divieto di balneazione e di qualunque altra attività acquatica sulle rive di Sharm diramato dal Ministero del Turismo, sono state piazzate delle trappole con la speranza di catturarlo.

Oggi è stato catturato uno squalo oceanico che sembrerebbe lui, si confronteranno le foto e si andrà ad indagare sul contenuto dello stomaco.

Vi garantisco che a tutti piange il cuore, che amiamo gli squali e che la gente di qui ha saputo cautelare il proprio mare sicuramente meglio di “noi superiori uomini bianchi supertecnologici” che abbiamo fatto del nostro Mediterraneo un’immensa fogna morta a cielo aperto. In Italia ho visto strascichi, tonnare volanti, veleni, bombe, aree marine protette a 50mt da un porto dove scaricano le fognature di un intero paese e ….

Uno squalo ucciso per noi è una tragedia, ma il suo comportamento non è normale, e va abbattuto come facciamo noi con qualunque animale “impazzito”.

Smettiamola con la stronzata dell’ambiente non nostro, lo accetterò solo da chi non usa alcun tipo di combustibile per alimentare un’automobile, da chi viaggia solo a piedi, da chi non usa un telefonino o una tv o un computer (dai quali si hanno inquinanti incredibili) da chi mangia solo quello che la natura gli dona … lo accetterei solo da San Francesco e non da noi fighettini ipertecnologici.

Dobbiamo cautelare il nostro mondo, dobbiamo anche e giustamente conformarci al comportamento degli animali liberi, ma se un animale da di matto va eliminato, piangerò vedendolo eliminare, ma vivo qui e voglio star tranquillo domani quando mio figlio andrà a nuotare con i suoi pescetti colorati, più fortunato del tuo e di me quando ero bambino che visiterà pesci in galera con sbarre di vetro o animali in gabbia che cinguettano disperazione…

Pierpaolo Peluso

GRAZIE PIERPAOLO!!!

SQUALO A SHARM: COMUNICATO UFFICIALE

Mi scuso per non avere il tempo materiale di tradurre il testo in italiano: Questo è il comunicato ufficiale del CDWS, l’ente preposto alla sorveglianza delle acque del mar Rosso per quanto riguarda le attività subacquee e di sport marini

Press release
1 December 2010

CDWS statement on shark incident in Sharm el Sheikh

Egypt’s Chamber of Diving and Watersports (CDWS) has today (1 December) been instructed by the Ministry of Tourism (MoT) that all diving and watersports activities are to be suspended in Sharm el Sheikh, with the exception of the Ras Mohammed National Park, following reports of three shark attacks.

Authorities informed the CDWS that three Russian tourists have been attacked in three separate incidents in the last 24 hours in an area north of Naama Bay. The victims, one male and two females, are currently being treated in hospital. One of the injured is reported to be in a critical condition. All were snorkelling at different times of the day on local reefs when the attacks happened. No names have been officially released.

The MoT has instructed all beaches to be closed to the public and all diving and watersports activities to be suspended until the end of the day tomorrow (2 December) across the whole of the Sharm el Sheikh coast, with the exception of the Ras Mohammed National Park.

Officials from the South Sinai National Park have tracked down the shark in question – confirmed to be an adult oceanic white tip shark. The South Sinai National Park, led by head marine biologist Mohammed Salem, is currently attempting to capture the shark with the aim of releasing it back into the wild in a remote area in the Gulf of Suez. The chosen location will be a safe distance from any tourist resorts in the Red Sea.

CDWS is working together with officials and shark experts to determine the causes behind such unusual behaviour, including possible indications of illegal fishing or feeding in the area.

Appealing for calm, CDWS chairman Hesham Gabr underlined the extreme rarity of such an incident, particularly in the Red Sea where around three million people each year enjoy water activities without incident.

Mr Gabr said: ‘We are monitoring the situation very closely and working together with all authorities to ensure the safety of all members and visitors in the Red Sea. Our thoughts are with the victims and their families.

‘This is an extremely unusual incident. However, with such a frequency of attacks in the last 24 hours, measures have been taken by the MoT to close the sea to give teams working the sufficient time to track down and capture the shark safely.’

Richard Peirce, the chairman of the Shark Trust in the UK, confirmed that such behaviour is extremely unusual and said it was highly likely this may have been provoked by possible illegal fishing in the area.

Mr Pierce said: ‘The Shark Trust understands that the animal thought to be responsible for the attack in Sharm el Sheikh is an oceanic white tip shark. It is probable that the tragic attacks were triggered by a specific activity or event, and the Trust further understands that the Egyptian authorities are carrying out investigations. Attacks on humans by sharks are extremely rare and this species would normally not be found close to shore on bathing beaches. The Trust has been informed that a single animal is thought to be responsible for all three incidents and that attempts are being made to catch the shark.’

Figures from the International Shark File, which has a global database dating back to 1580, show that there have only been nine reports of attacks by oceanic white tip sharks on humans since records began. Of these attacks, five were registered as ‘unprovoked’, three ‘provoked’ and only one fatal.

CHI HA MANDATO LO SQUALO A SHARM?

A Sharm non si parla d’altro. Tre persone attaccate da uno squalo Longimanus in soli due giorni sono un evento più unico che raro. In un mare dove giornalmente migliaia di persone galleggiano nelle acque del Mar Rosso per ammirare quella che è considerata dai più la miglior barriera corallina del mondo, armati solo di pinne e maschera, l’evento squalo era dato quanto meno altamente improbabile.

Migliaia di subacquei, vanno a caccia di squali. Caccia fotografica beninteso, caccia all’emozione. I siti considerati più probabili sono battuti quotidianamente nella speranza, quasi sempre vana, di avvistare anche da lontano uno degli incubi dell’uomo.

Eppure, nonostante tutto, un Longimanus in questi giorni sembra aver deciso di sfidare tutti: il primo attacco lo ha sferrato a pochi metri dalla piattaforma galleggiante del diving del Domina Coral Bay. Una vasta chiazza di sangue ha arrossato le acque di uno dei punti più frequentati del Mar Rosso. Non passa minuto o secondo senza che nel raggio di una ventina di metri da questa piattaforma, non ci siano almeno 5 o 6 persone immerse nell’acqua, per un semplice tuffo o per dare il via ad un’immersione sotto costa. Un attacco eclatante, sfrontato. La presenza di umani in quel particolare punto è tale che lo squalo è stato visto, allontanato da un subacqueo che ha avuto la prontezza e la freddezza di soffiargli aria sul muso,  fotografato.

Allarme si o allarme no?? Mentre il ferito volava verso l’ospedale del Cairo, si decideva di minimizzare l’incidente. Incoscienza? Paura per il danno che potrebbe riportare l’imminente stagione turistica di Natale e Capodanno?
Come è venuto se ne andrà deve aver pensato qualche brillante cervello. Meglio minimizzare, lievi ferite e episodio da dimenticare quanto prima.

Ma se fare i conti senza l’oste è rischioso, farli senza il Longimanus può costare la vita.
Persone esperte, gente che sott’acqua praticamente ci vive , hanno notato che lo squalo non ha sputato la carne strappata dal corpo della vittima. L’ha masticata e ingoiata. Pessimo segno. Mentre quasi sempre la carne dell’uomo non è gradita a questo predatore, allo squalo di Sharm evidentemente è piaciuta. E pochi minuti dopo, a un paio di miglia di distanza se ne procurava una seconda razione. E anche questa volta non ha disdegnato il sapore della carne umana.
Se mentre dopo il primo attacco, diffondere un allarme sarebbe potuto sembrare eccessivo (anche se l’ingestione di carne avrebbe dovuto far suonare mille campanelli!!) dopo il secondo attacco la decisione sarebbe dovuta essere scontata.

Negli uffici si tentenna, la drastica decisione tarda, i responsabili temporeggiano. Il danno turistico che deriverebbe da un allarme è evidente, diving vuoti, prenotazioni in calo. In fondo durante la notte lo squalo probabilmente se ne sarà andato, ha pensato qualcuno. E al mattino la conferma, dura, inappellabile. Lo squalo è ancora in zona. Il problema è che la conferma della sua presenza è data dal fatto che ha attaccato di nuovo.

Tre persone gravemente mutilate! Forse due si sarebbero potute salvare. Ma del senno del poi sono piene le fosse. Obbiettivamente la decisione dei responsabili non era da prendere a cuor leggero. Uno squalo a pochi metri dalla barriera è un evento più unico che raro. Uno squalo che attacca l’uomo a pochi metri da un punto così frequentato e rumoroso è un evento quasi impossibile. Non giudico chi ha tentennato, avremmo fatto tutti lo stesso. Avremmo tentennato. Poi magari avremmo deciso di lanciare l’allarme. O forse no. Ma chi giudica (ribadisco, del senno del poi sono piene le fosse!) non deve dimenticare che siamo in Egitto, un paese per il quale il turismo è una risorsa primaria! E chi doveva prendere quella decisione avrebbe sicuramente perso il posto e forse avrebbe avuto conseguenze anche peggiori se avesse preso una decisione così impopolare.

E così, la vita di altre due persone ha rischiato gravemente di essere compromessa tra un tentennamento e un’indecisione.
Ora le spiagge sono chiuse, il divieto di balneazione è ovunque. Anche se pare che stamattina le barche cariche di sub diretti al parco di Ras Mohammed siano uscite ugualmente.

La caccia allo squalo è cominciata. Gommoni della polizia e una nave oceanografica munita di apposito sonar, pasturano le acque, tendono reti e trappole.
Lo squalo probabilmente verrà catturato, la stagione sarà salva, gli umani potranno tornare a galleggiare placidi sopra la barriera corallina, cosparsi di dannosissimo olio solare, portando letali bocconi di pane ai pesci, lasciando che sacchetti e bottiglie insozzino il mare più bello del mondo. Pensate quanto la natura ci metterebbe poco a evitare tutto questo: un paio di Longimanus alla settimana e la conservazione della barriera sarebbe assicurata!