EGITTO: NAVE ITALIANA IN AVARIA

Una nave mercantile italiana in navigazione nel Mediterraneo, la Jolly Amaranto, 10mila tonnellate per 145 metri di lunghezza, ha inviato una richiesta di soccorso alle autorità egiziane dopo un’avaria al motore e dopo aver perso alcuni container. Il capitano ha reso noto che il natante sta affondando. L’incidente, secondo la Guardia Costiera italiana, è avvenuto a circa 50 miglia a nord delle coste egiziane.

La nave, partita da Genova e diretta, dopo una sosta a Malta, al porto di Alessandria d’Egitto, ha perso in mare otto o dieci container del proprio carico. Il tutto mentre condizioni atmosferiche avverse si stanno abbattendo su quello specchio d’acqua.

Dopo aver ricevuto l’sos, la marina militare egiziana si sta attivando per raggiungere il mercantile fuori dal porto di Alessandria. A bordo ci sono 21 uomini di equipaggio. La centrale operativa delle Capitanerie di Porto si mantiene in contatto costante con le corrispondenti autorità egiziane.

La Jolly Amaranto, costruita nel 1977, è una portacontainer della Linea Messina, dell’armatore genovese Ignazio Messina.

L’armatore: “Nessun rischio di disastro ecologico”
Secondo quanto riferito dall’armatore, la nave trasporta vernici, pitture, resina, inchiostro da stampa, pneumatici pressurizzati, alcol, pitture speciali, liquidi infiammabili, sostanze chimiche, chimici farmaceutici, liquido corrosivo e lacca. Per l’amministratore delegato della “Ignazio Messina”, Stefano Messina,
non c’è rischio di ”disastro ambientale”. “Nessuna delle sostanze di questi container (39 in tutto ndr) può scatenare un disastro ambientale. Non stiamo parlando di una petroliera”.

DELFINI A MARSA ALAM

Un amico di Egittiamo ci ha regalato questo bellissimo filmato di delfini girato con una normale fotocamera sub a settembre a Marsa Alam. Spettacolo!!

IMPERO DI ALBERTO ANGELA: PARLA ANCHE DEL MAR ROSSO

Con il suo primo romanzo, ‘Una giornata nell’antica Roma’ (bestseller Mondadori da oltre 400 mila copie e traduzioni in inglese, francese, tedesco, spagnolo, russo, cinese, giapponese e coreano) ci aveva guidato per 24 ore tra il Colosseo e il cuore dell’impero di Traiano, in un ipotetico martedi’ del 115 dopo Cristo.

Ora Alberto Angela riparte dal giorno successivo, un mercoledi’, per la sua seconda prova da romanziere che esce in questi giorni edito da Mondadori e Rai Eri. ”E’ il libro che avrei sempre voluto leggere e che ho spesso consigliato di scrivere”, racconta il paleontologo-conduttore, che come protagonista di questo racconto fitto oltre 500 pagine ha scelto un sesterzo di bronzo, moneta del valore di poco piu’ di due euro, ma ”veicolo straordinario perche’ passa di mano in mano”, dal marinaio al signore, dalla prostituta al filosofo fino al gladiatore.

Frutto di tre anni di ricerche, il viaggio immaginario di Angela salpa da Roma, dove si tornera’ piu’ volte e dove assisteremo alla corse delle quadrighe al Circo Massimo, puntando prima verso il nord dell’Impero, tra la Londra tutta costruita in legno, la Provenza e le vigne del Mosella (dove si scopre che lo spumante lo inventarono i romani ben prima dei francesi). E poi ancora da Milano, gia’ regno dello shopping delle belle romane, giu’ per la via Emilia ”il piu’ grande monumento che ci e’ stato lasciato”, con i suoi 80mila chilometri scanditi gia’ al tempo da Statio e Mansio (gli equivalenti degli autogrill e motel) fino a Ostia. E poi in Spagna, tornando nella tentacolare e scandalosa Baia alle porte di Napoli, dove il vulcano Somma aveva ricoperto Pompei. E ancora Alessandria d’Egitto, dove la moneta entra in un prostribolo e ne esce per visitare le tombe dei faraoni in mano a un filosofo, puntando dritta al Mar Rosso e all’india.

Un viaggio lungo piu’ di due anni, durante il quale ogni elemento, vicenda, personaggio e’ vero, o al massimo verosimile, con numerosi dialoghi e persino barzellette ripresi da Ovidio, Marziale, Tacito e Giovenale. Si scopre cosi’ che Roma riusci’, quasi duemila anni fa, a realizzare il primo esempio di globalizzazione, in un impero che aveva un’unica lingua parlata ovunque, il latino, una sola moneta e dove, in ogni luogo, si poteva trovare lo stesso olio o la stessa tunica, magari con una stoffa tinta a est e cucita a ovest. Una societa’ multietnica dove chiunque poteva diventare imperatore, con un altissimo tasso di alfabetizzazione e un ottimo codice legislativo e dove spesso le donne avevano molta piu’ liberta’ di quella che possiamo immaginare. E tra barbari che sognano di diventare cittadini romani, legionari allenati come macchine da guerra, maghe pratiche del voodoo, ricche e viziate patrizie e un truffatore come Fronteius, che accumulo’ ricchezze tra appalti e clientelismo, anima di questo viaggio e’ Traiano: ”il piu’ grande imperatore di Roma”, il cui profilo campeggia sul sesterzio, ”uomo umile e coraggioso, che porto’ l’impero alla sua massima espansione e ricchezza”. Molto di questo racconto, conclude Angela, ”e’ rimasto fuori, con ben tre capitoli che ho dovuto tagliare. Chissa’ – conclude – magari saranno utili per un terzo romanzo”.

LA FARNESINA SU SHARM

Torniamo ad occuparci del divieto di di balneazione a Sharm El Sheikh, evidenziando che la Farnesina ha diffuso una nota, con data 10 dicembre 2010, nella quale viene ribadita la chiusura delle spiagge egiziane nella zona in cui si sono verificati gli attacchi di squalo.

 

Riceviamo il comunicato divulgato dall’Ente per il Turismo Egiziano, espressosi in merito alla vicenda che ha purtroppo visto la morte di una turista tedesca nei giorni scorsi, azzannata da uno squalo arrivato in acque balneabili.
Molti i dubbi che attanagliano i turisti che, in occasione del Ponte dell’Immacolata e per le prossime festività, hanno prenotato una vacanza a Sharm El Sheikh. Il tragico episodio rischia di mettere in ginocchio l’economia della regione basata sul turismo, tuttavia le autorità hanno preso la decisione di chiudere alcune spiagge. Ecco il comunicato diramato che, per dovere di cronaca e per precisione, pubblichiamo al fine di informare chi si appresta a partire per Sharm.
“Le spiagge di Sharm El Sheikh sono temporaneamente chiuse alla balneazione poiché la sicurezza dei turisti rappresenta la priorità per il Ministero del Turismo fin quando il problema non sarà risolto. Inoltre esperti internazionali incaricati dal Ministero dell’Ambiente stanno analizzando le motivazioni della presenza dello squalo in questa zona, considerato un fenomeno del tutto anomalo. Nel frattempo diverse spiagge a Sharm El Sheikh sono comunque utilizzabili per le attività balneari, tra cui la riserva protetta di Ras Mohamed.
Sarà nostra curata tenervi informati man mano che la situazione evolve”.

ALESSANDRIA D’EGITTO

Alessandria è spesso proposta dai tour operator come meta ideale per un weekend sotto il sole, in ogni stagione dell’anno, oppure come visita giornaliera per chi si reca per un soggiorno balneare nella sempre più famosa località di El Alamein. In entrambi i casi vale davvero la pena di visitare questa città-mito nell’antichità che, dopo alterne fortune, oggi sta tornando a splendere.

Fondata da Alessandro Magno – che infatti le diede il suo nome, intorno al 330 a.C. – Alessandria vide il trionfo e la caduta della regina Cleopatra, ospitò un porto il cui faro era annoverato tra le Sette meraviglie del mondo antico, e fu sede della più importante biblioteca del mondo per ben 600 anni. Poi tutto il suo glorioso passato cadde per secoli nell’oblio.

Quando Napoleone vi sbarcò nell’800, Alessandria era solo un villaggio di pescatori, con tante palme e qualche rudere antico. Ma Bonaparte decise di riportarla all’antico splendore e ne fece uno dei principali porti commerciali del Mediterraneo, dove si stabilirono mercanti ricchissimi (costruendovi sontuose ville e palazzi) e la città iniziò di nuovo ad attirare viaggiatori e intellettuali da tutto il mondo.

Negli anni ’60, per via delle scelte politiche dell’Egitto, Alessandria si richiuse nuovamente al mondo. Ma negli ultimi decenni, la città è rinata, anche un po’ per caso: quando si decise di radere al suolo gli edifici più disastrati del centro della città, si ebbe la sorpresa di trovare nel sottosuolo molti resti archeologici, tra cui anche dei frammenti dell’antico faro. Tutto ciò contribuì a fare rinascere l’orgoglio degli alessandrini e la ricostruzione. Così oggi si può veramente dire che Alessandria è diventata un polo culturale e turistico di grande importanza.

Ecco dunque le principali attrattive della città:
* Il Museo Nazionale (situato nel Al-Saad Bassili Pasha Palace): contiene una collezione di 1800 pezzi risalenti all’Egitto dei Faraoni e a quello dei Cesari, con splendide statue e mosaici.
* La nuova Biblioteca Alessandrina, un modernissimo edificio di pietra e vetro a forma di cilindro inclinato, inaugurato nel 2003 e vero simbolo della rinascita di Alessandria; contiene anche un piccolo museo di arte antica.
* Il Forte Qaitbay, costruito nel Trecento sulle rovine dell’antico faro: in questa zona si trovano variopinti mercatini alimentari e, nei suoi pressi, la Moschea di Abu Abbas Al-Mursi (di costruzione relativamente recente), nonché le tombe della necropoli di Anfushi, risalenti al II secolo a.C.
* La piazza della Liberazione (Midan Tahrir), da cui si entra in un enorme suk dove odori e profumi di pane e di spezie riempiono l’aria e le narici.
* Dal suk si raggiungono poi le grandiose catacombe di Shouqafa, anche queste ritrovate per caso nei primi anni del Novecento. il visitatore può accedere alle sontuose camere mortuarie colme di statue fregi del periodo egizio.
* Vicino al sito delle catacombe svetta la Colonna di Pompeo, in granito rosso, risalente al terzo secolo.
* Infine, l’Anfiteatro romano, il cui sito include le rovine delle terme e molti reperti recuperati in mare, tra cui alcuni frammenti del famoso faro dell’antichità.

PRENOTARE A MARSA MATROUH??

Marsa Matruh (tenete presente che il nome arabo può anche essere trascritto Marsa Matrouh o Mersa Matruh) è la nuova frontiera del turismo balneare in Egitto. Per dare delle coordinate geografiche, la città è situata sulla costa mediterranea, relativamente vicino alla Libia, precisamente 240 kilometri a ovest di Alessandria, 500 km a nordest del Cairo, e non lontano da un’altra nuova perla del Mediterraneo egiziano, El Alamein.

Si tratta di un porto marittimo di antichissime origini, già attivo a partire dal periodo tolemaico. Gli egiziani da sempre la apprezzano come località turistica, ma negli ultimi tre-quattro anni Marsa Matruh è stata scoperta anche dal turismo internazionale, soprattutto dagli operatori turistici italiani che con l’Egitto – si sa – hanno giustamente stretto rapporti molto intensi. E c’è già chi dice che le spiagge di sabbia bianchissima, il mare turchese, caldo e pulito ne faranno un temibile concorrente delle località turistiche sul mar Rosso.

E così a Marsa Matruh sono già attivi vari tour operator italiani come Villaggi Bravo (del gruppo Alpitour Word), i Viaggi del Ventaglio e Veraclub, i cui villaggi si trovano nella splendida baia di Almaza.

Oltre che le sopraccitate importanti città egiziane, da Marsa Matruh si può anche viaggiare per 300 kilometri attraverso dune, spianate e oasi che ricorderete come un miraggio. Oltre al sale di Sitra che sbianca dune e falesie, il lago di Nuwamisa in mezzo ai palmeti, e Farafra, con le case pennellate d’azzurro nel cuore del Deserto Bianco, potete visitare la rigogliosa oasi di Siwa.

Inoltre a pochi kilometri dalla città di Marsa Matruh c’è quella che viene definita ‘la spiaggia di Cleopatra’, dove secondo la tradizione avrebbero fatto il bagno Cleopatra e Marco Antonio.

Aspettiamo altri commenti da parte dei fortunati che hanno già avuto modo di visitare l’area di Marsa Matruh!