UN GIORNALISTA A SHARM PER PARLARE DI SQUALI

Taglio professionale, da vero giornalista. Nomi e cognomi. Fatti precisi. Un po’ di colore forse eccessivo, ma ci sta. Un crudo resoconto dei giorni della follia dello squalo. Che forse adesso sarà in Sudan o a 100 metri da Sharm. Lui conosce il mare meglio di qualsiasi esperto, lui rappresenta la forza della natura che spezza un uomo in pochi secondi. Sempre! Sia uno squalo o un’inondazione, un terremoto o del semplice vento. Dobbiamo imparare a rispettare la natura.

PIERANGELO SAPEGNO

INVIATO A SHARM EL SHEIK SCRIVE PER LA STAMPA
Davanti all’hotel Hyatt Regency, sono rimasti un bel po’ a guardare il mare, anche adesso che viene la sera, come se si guardasse il cielo aspettando l’attacco del nemico.
Ogni tanto arriva qualche bambino correndo, con le parole che escono nel fiatone, «sono tornati, sono tornati gli squali…».
Paul Simmons, 36 anni, da Newcastle, dà appuntamento al Bar Taverna, un posto pieno di fumo e birra, con la musica che ti spacca le orecchie e le partite di calcio sugli schermi. Dice: «Tanto i bagni non si possono fare». Allarga le mani nell’aria: «Lo sa come si chiama questa baia? Si chiama Sharks Bay, la baia degli squali. Ci sarà un motivo se non l’hanno chiamato il golfo d’oro, no?».
Andando là, Na’ama Bay ha un’aria strana, con le sirene che suonano e la gente che guarda le pantofole alle vetrine. Giù al pontile, beccheggia l’ultima vedetta delle guardie, e c’è una sfilata di barche all’attracco, gozzi, golette, motoscafi, e un mucchio di marinai che scrutano il mare come noi, senza sapere cosa fare. Yussef Eissa è uno di quelli che è tornato dalla caccia e brontola di star tranquilli, che adesso si risolve tutto: «È arrivata una task force, ci sono americani, svedesi, italiani…». Sulla strada, piena di rumori, vendono giornali inglesi. Lui si siede su un muretto di calce, e cerca di spiegare che è stata una cosa rarissima, che è già finita. Paul, però, riparte lo stesso oggi, perché lui c’era l’altro giorno, quando Ellen Barnes è tornata sulla spiaggia che piangeva, mentre lo squalo sbranava una signora tedesca di 70 anni sotto i suoi occhi, lui c’era e non ne può più. «Eravamo accanto», ha detto Ellen. «E lei urlava help me!, help me!, in inglese. Io la sentivo, ma faticavo a tenere la testa fuori dall’acqua: era diventata tutta rossa. Nuotavo in mezzo al sangue. E vedevo lo squalo che le tornava addosso. L’acqua frullava come se fosse una lavatrice. Mai avuto un terrore così».
Lo squalo ha strappato con un morso solo la gamba e il braccio della poveretta. L’hanno detto i medici: è morta perché ha perso sangue «in maniera catastrofica», l’hanno spiegato così ai cronisti. Ellen Barnes, 31 anni, di Horsham, West Sussex, madre di due figli, ha visto tutto questo: «Era grande il doppio di noi. Sarà stato di tre metri. L’ha azzannata davanti a me, andava indietro e ritornava. E quando si muoveva mi buttava contro l’acqua e tutto quel sangue». Suo marito, Gary Luce, era anche lui lì, a pochi passi: «Ho gridato ai bagnini di intervenire, ma non c’è stato niente da fare. Non riuscivano a reagire. Erano paralizzati. Vedevo lo squalo strappare a morsi la donna e tornare all’attacco. Stavo cercando di portare Ellen e gli altri fuori dal mare. Loro non facevano niente».
Vedi, dice Paul, il problema è tutto qui: «La disorganizzazione, la superficialità. Gli squali ci sono sempre stati, ma non sono mai arrivati così vicini a riva. Qualche giorno prima un altro pescecane aveva già ferito quattro turisti. E loro cos’hanno fatto? Hanno riaperto i bagni e i bagnini ci ripetevano di star tranquilli. Penso sia una vergogna quello che è successo». È la stessa cosa che racconta Roberto Rambaldi: «Non sono preparati. Loro usano un fischietto e ti richiamano. È tutto quello che fanno». Per la verità, hanno fatto qualcos’altro. Ma forse non è stato un bene. Perché l’incubo degli squali a Sharm el Sheik era cominciato una settimana fa, l’1 dicembre, quando Viktor Kolly era stato attaccato sempre nella stessa baia, riportando diverse ferite. Adesso ha una camicia azzurra, un’aria sudaticcia, e l’aria del sopravvissuto: «Ricordo d’aver visto un enorme corpo grigio che si muoveva verso di me. Ho cercato di colpirlo e di scappare». A Olga Martsenko va peggio perché perde una mano, divorata dallo squalo. Il giorno dopo tocca a Ludmila Stolyarovoy: via la mano destra e il piede sinistro. E a Evgeny Trishkin, che se la cava con qualche ferita alla gamba destra.
Da questo momento comincia il pasticcio. All’inizio i bagni vengono vietati, ma quasi sommessamente, senza farlo sapere troppo in giro. Poi parte una squadra di 12 cacciatori di squali, che tornano a riva con la preda, mostrandola alle telecamere, a muso spalancato. Il ministro dell’Ambiente Maged George annuncia che è stato preso lo squalo killer: «Verrà imbalsamato ed esposto», ripete tronfio, dichiarando riaperti i bagni. Solo che il vero pescecane era stato ripreso da un sub e non è lo stesso, perché quello assassino ha una ferita sulla pinna caudale. Come se non bastasse, pochi giorni dopo, viene uccisa la turista tedesca davanti all’hotel Hyatt Regency. Questa volta è una tragedia: il turismo rappresenta da solo un terzo dell’economia egiziana, un crollo per Natale sarebbe un disastro. Però, le disdette cominciano a fioccare, e la gente inizia ad andarsene. Allora l’Egitto chiama a raccolta tre esperti – George Borgess, Marie Levine e Ralph Collier – e Hisham Gabro, presidente dell’ente attività subacquea di Sharm, ce ne aggiunge pure degli altri. Ahmed Saleh, portavoce del governo del Sud Sinai, proclama il loro arrivo. Si mette al lavoro anche una nave oceanografica svedese. George Borgess dice che in effetti sono molto strani questi episodi, che gli squali siano arrivati così vicini alla riva. «Dev’essere successo qualcosa che li ha attirati». Che cosa? «Lo studieremo». Forse il cibo buttato dalle barche. Gli assassini sarebbero due: «Il primo dovrebbe essere uno squalo oceanico di pinna bianca», un Longimano. «E il secondo un mako».
Yussef giura che li stanno prendendo. Dice che forse li hanno già presi. Seduto sul muretto guarda la strada che si svuota. Il Buddha Bar è ancora mezzo vuoto. E Paul ora ha una gran fretta. Scappa via.

LA PRUDENZA NON E’ MAI TROPPA

Ho letto da qualche parte che l’acido urico attira gli squali in quanto l’acido urico è la sostanza che emettono i pesci in condizioni di stress. La teoria vorrebbe che un pesce vedendo lo squalo si agita, si stressa, emette acido urico e a sua insaputa fornisce allo squalo una scia odorosa perfettamente identificabile dall’olfatto del predatore che ne fa un solo boccone!
Io pipi in mare non la farò mai più!!!! E voi??

Gira voce, ma è solo una voce, come quella qui sopra riportata, che presto a Sharm verranno installate delle boe sulle quali un generatore di frequenze ne emetterà una che terrà lontano gli squali dalle zone balneabili. Una misura che potrebbe essere interessante consentendo al contempo di garantire al sicurezza dei bagnanti senza danneggiare questi splendidi animali

CROCIERE E SHARM TRA LE PREFERITE DEI SINGLE

Sono in aumento i single che in vista del Capodanno 2011 prenotano la loro vacanza con pochissimo anticipo, affidandosi alle offerte last minute per avere il tempo di trovare le proposte maggiormente interessanti e vantaggiose.

Secondo Speed Vacanze a prenotare last minute per Capodanno 2011 sono soprattutto gli uomini single che si decidono solo poche settimane prima della partenza e che stanno iniziando a prenotare i viaggi per San Silvestro solo in questi giorni.

Questo perchè o si viene risucchiati dal vortice delle fatiche quotidiane e non si trova spazio per organizzare la propria vacanza se non a ridosso delle ferie oppure perchè si cerca di coinvolgere gli amici ottenendo scarsi risultati.

I viaggi per single maggiormente prenotati per Capodanno 2011 sono soprattutto le crociere che piacciono a ben il 36% dei viaggiatori e che sono preferite rispetto ad altri tipi di vacanza perchè consentono di visitare più località e di conoscere più persone anche se si parte da soli.

Seguono le Capitali con Londra sempre al primo posto seguita da Praga e Barcellona.

Quanto al mare, Sharm el Sheikh piace al 21% dei single per via del caldo e del sole mentre l’Italia al 15% di chi viaggia da solo a Capodanno, con Toscana e Lago di Como a farla da padroni.

RIAPRONO LE SPIAGGE A SHARM

Le autorità egiziane hanno deciso di riaprire ai bagnanti la spiaggia di Sharm el-Sheikh teatro di mortali attacchi di squali negli ultimi tempi. Le autorità hanno aggiunto che al largo ci sarà un costante lavoro di pattugliamento e che una bandiera rossa avvertirà prontamente i bagnanti della presenza di eventuali squali nelle vicinanze.

«Abbiamo acconsentito alla riapertura della spiagga a condizione che i proprietari degli Hotel della zona aderiscano alle nuove misure di sicurezza per garantire la sicurezza dei turisti durante i bagni o le immersioni», ha detto oggi il governatore della regione del Sinai del Sud Mohamed Abdel Fadil Shousha.

Fonte: La stampe.it il corriere.it

Mi piacerebbe sapere in cosa consistono le misure di sicurezza. Se qualcuno ne sa qualcosa mi contatti.
Io vedrò di informarvi

MAREGGIATA A DAHAB

Curiose ed insolite immagini della mareggiata che si è abbattuta ieri su Dahab

NOTIZIE IN PILLOLE

Maltempo causa 3 morti ad Alessandria

(ANSA) – IL CAIRO, 12 DIC – Il maltempo che imperversa da ieri su tutto l’Egitto ha provocato tre vittime ad Alessandria. Lo riferisce la tv pubblica egiziana, spiegando che una trentina di abitazioni sono state danneggiate dai forti venti che soffiano da ieri. La tempesta di vento ha anche provocato la chiusura di alcune strade desertiche, come quella di Wadi Natrun,a meta’ strada fra Il Cairo e Alessandria. Alcune compagnie aeree hanno cancellato i voli da e per il Cairo. Chiusi i porti di Alessandria e El Dekheila.

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I soccorsi alla nave italiana in ritardo a causa delle condizioni del tempo

Genova, 12 dic. – (Adnkronos) – Ritarda di qualche ora il rimorchiatore in viaggio per soccorrere la nave Jolly Amaranto della compagnia Messina, da ieri mattina in balia della tempesta e senza motori funzionanti 50 miglia al largo della costa egiziana, con 21 membri di equipaggio. Simoon, il rimorchiatore inviato dal gruppo di salvataggio Smith, ha dovuto ridurre la velocita’ a 7 nodi dagli 11-12 previsti a causa del beccheggio eccessivo provocato dalle onde alte di prua. La Jolly Amaranto si trova ora a 31° 36′ Nord e 28° 15 ‘ Est. L’incontro tra i due mezzi era previsto intorno alle 18.

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Insomma, ne più ne meno che quello che noi italiani chiamiamo tempo di m…

(AGI) – Il Cairo, 12 dic. – Una tempesta di sabbia, vento forte e piogge si e’ abbattuta sull’Egitto, tanto che sono stati chiusi numerosi porti ed il traffico nel canale di Suez ha subito ripercussioni. Misure precauzionali anche all’aeroporto del Cairo, dove la visibilita’ si e’ ridotta a 300 metri.
Difficolta’ alla navigazione nel Canale di Suez: a 26 navi e’ stato bloccato l’accesso, altri 29 mezzi navali hanno subito ritardi anche di tre ore prima di poter entrare nello specchio d’acqua che collega il Mediterraneo al Mar Rosso. Il mare grosso (con venti che soffiavano a 40 nodi all’ora) ha costretto alla chiusura, per il secondo giorno consecutivo, tutti i principali otto grandi porti sul Mar Rosso e anche due sul Mediterraneo, Alessandria e Dekheila. I meteorologi, secondo cui il maltempo dovrebbe durare fino a lunedi’, hanno consigliato di rimanere chiusi in casa, anche per evitare la tempesta di sabbia che ha creato grandi disagi nella capitale egiziana. Temperature in calo da venerdi’, temporali e violenti piogge hanno sferzato la costa settentrionale, la regione del Mar Rosso e la penisola del Sinai.

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Il dramma degli eritrei prigionieri nel Sinai

Si fa sempre più drammatica la situazione di circa 250 eritrei, picchiati e tenuti in ostaggio da oltre un mese in condizioni disumane nel deserto del Sinai da bande di predoni. I malviventi sperano di ottenere un riscatto da parte dei parenti dei prigionieri. Per i profughi si sono mobilitati Ong cattoliche e anche papa Benedetto XVI. Secondo un sacerdote che tiene i contatti, otto di loro sarebbero stati uccisi.

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Della serie: ma chi se ne frega??

Torniamo a parlare di Naomi Campbell, la top model famosa col soprannome di Venere nera per la sua eleganza e bellezza, finita ultimamente nel mirino del gossip a causa di alcuni problemi con la propria capigliatura. Proprio questo gran parlare circa una presunta calvizia avanzata della ex top model, avrebbe fatto desistere Naomi Campbell dallo sposare il suo illustre fidanzato, il magnate russo Vladimir Doronin.

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Anche Alessandro Gassman premiato al festival de Il Cairo

L’Egitto ha vinto cinque premi alla cerimonia di chiusura del “Cairo International Film Festival” che si è svolto ieri sera. Ad aprire il Festival è stato un documentario delle attività del festival, a seguire un esame del progettista e direttore del concerto e Walid Awni sul Festival.
Il film “Avatar“, diretto da Khalid Al- Haggar della Golden Pyramid Award, è stato premiato il come miglior film. L’attrice Sawsan Badr è stata premiata come Miglior Attrice per il suo ruolo nel film “Nostalgia”, lo stesso premio è stato consegnato all’attrice francese Isabelle Hubert per il suo ruolo nel film “Copacabana”. Il premio al Miglior Attore è stato consegnato ad Amr Waked, per il suo ruolo nel film italiano “Il padre e lo straniero”. Anche l’attore italiano Alessandro Gassman, grazie al suo ruolo nel film “Come non ho”, ha ricevuto il premio come miglior attore straniero.

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Al Museo Egizio di Torino aumentano le iniziative per i più piccoli

Il Museo Egizio di Torino moltiplica, in vista del Natale, l’offerta per i piccoli visitatori che potranno trascorrere un pomeriggio in compagnia di faraoni e regine. Domani e giovedi’ 30 dicembre saranno svelati i segreti dei sacerdoti dell’antico Egitto mentre il giorno di Santo Stefano e’ in programma un percorso dedicato alle famiglie sulle abitudini alimentari degli antichi egizi che non trascuravano di nutrire anche divinita’ e defunti.
Per gli adulti, invece, il 28 dicembre prendera’ il via una nuova iniziativa, ‘Viaggio in Egitto’, un percorso che consente di scoprire le collezioni del Museo Egizio anche attraverso resoconti e diari di viaggio di studiosi e appassionati dell’800. In calendario, per tutto il mese di dicembre, infine, anche i percorsi piu’classici,’A casa di Kha’, ‘Animali o dei?’ e ‘La famiglia egizia’, quegli piu’ amati dai piccini perla capacita’ di illustrare la vita di tutti i giorni nell’Egitto di oltre duemila anni fa.