LA PATATA EGIZIANA TIRA!!!

L’Egitto ha invitato l’Unione Europea a riaprire in modo permanente alle esportazioni di patate egiziane.

Il problema che a prima vista potrebbe sembrare “banale”, in realtà non lo è affatto perché ogni anno ingenti quantitativi di patate invadono i mercati europei per far fronte alle richieste di consumo, nell’arco dell’intero anno, che la produzione locale non è in grado di soddisfare.

Attraverso il porto di Trieste, ad esempio, e destinate al mercato Europeo, arrivano ogni anno circa 80.000 tonnellate di patate, più o meno il 40% della produzione egiziana, destinate all’UE.

Di conseguenza, il problema è fondamentalmente “economico”.

Le leggi fitosanitarie vigenti non consentono l’ingresso nella Comunità Europea di patate provenienti da Paesi Terzi in quanto i tuberi potrebbero essere infetti da un organismo nocivo, in particolare, dal batterio “Ralstonia solanacearum”, meglio noto con il nome di “marciume bruno” che causa l’avvizzimento del tubero e che potrebbe a sua volta contaminare e danneggiare seriamente, in caso di diffusione, le produzioni locali.

Gli ispettori fitosanitari controllano le patate a campione (campione costituito da 200 tuberi ogni 25 tonnellate di patate importate), sia con ispezioni visive che con analisi di laboratorio.

Pertanto, è anche una questione sanitaria, oltre che occupazionale.

Per questo motivo l’importazione dall’Egitto era ferma da 12 anni, anche se in deroga a tali divieti vengono emanate ogni anno disposizioni (sia comunitarie che ministeriali) che consentono l’importazione, a patto che si osservino scrupolose e attente regole per prevenire la possibile diffusione del patogeno, tanto nella fase di coltivazione in Egitto che al momento dell’importazione in Europa.

Per la stagione 2010-2011, l’Unione Europea ha già deciso di riaprire le porte all’importazione della patata egiziana, ma l’Egitto preme affinché l’apertura sia permanente.

La richiesta nasce dalla considerazione che l’Egitto ha adottato da anni procedure tecniche ed una linea dura per debellare il “marciume bruno”. Lo ha affermato il dottor Salah Youssef, capo dei servizi agricoli del Ministero dell’Agricoltura e Direttore del Progetto “marciume bruno”, durante un incontro con gli esportatori di patate egiziane, avvenuto in occasione della riunione preliminare relativa alla raccolta del prossimo ciclo estivo. Le esportazioni di questo ciclo prevedono circa il 20% del raccolto totale, mentre il resto viene immesso sul mercato egiziano.

L’Egitto ha, inoltre, ottenuto un prestito dalla UE di 10 milioni di Euro per assistenza ai piccoli agricoltori. Oltre alle esportazioni delle patate prodotte durante l’inverno, l’Unione Europea importerà, secondo Safwat Al Haddad, Sottosegretario Egiziano all’Agricoltura, l’intera produzione estiva.

 

PS scusate per il titolo ambiguo, ma diciamocelo chiaramente, chi se lo sarebbe letto un articolo sulla produzione di patate??? eheheheheh

One Response to LA PATATA EGIZIANA TIRA!!!

  1. valentina floris scrive:

    x cke l egitto ottiene prestiti dal UE ?!?! nn fa parte del UE ?!? scusate l ignoranza in materia….

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