INVESTIRE IN EGITTO

Una ricerca della Gallup International misura le aspettative economiche dei cittadini di 53 nazioni .
I più pessimisti? Quelli del G7

MATTIA BERNARDO BAGNOLI

LONDRA
Il 2011 è alle porte, la prima decade del XXI secolo è ormai trascorsa: dieci anni sono un buon lasso di tempo per iniziare a stilare qualche bilancio. Gli anni zero, battezzati in inglese «naughties», ovvero «birichini», di marachelle e sconvolgimenti ne hanno portati in effetti parecchi: gli attacchi alle Torri Gemelle di New York, le guerre in Iraq e Afghanistan, l’inarrestabile avanzata di Internet (con annessi social network, iPad e smartphone), il più grande crac finanziario a partire dagli Anni 30, quindi la Grande Crisi, ora il terremoto Wikileaks. Eppure l’evento forse più gravido di conseguenze inizia a manifestarsi appieno proprio ora: la migrazione della ricchezza da Occidente a Oriente. Un processo che, per quanto graduale, già si può misurare nell’umore delle persone. I Paesi ricchi, infatti, pur essendo ancora ricchi sono depressi e vedono nero; quelli emergenti – molto più poveri, a conti fatti – sentono invece che il loro momento sta per venire e guardano all’anno nuovo con speranza. Il futuro non è davvero più quello di una volta. Per nessuno.

Ad aver fatto accomodare il mondo sul lettino di Freud è una équipe di ricercatori coordinati dalla Gallup International – che dal 1977 tiene sott’occhio «l’umore del pianeta». Il risultato è il Global Barometer of Hope and Despair, il «barometro globale della speranza e della disperazione». I ricercatori della Gallup hanno intervistato, tra ottobre e novembre, 64 mila persone sparse in 53 nazioni del mondo chiedendo loro un pronostico sul 2011. Come andrà l’economia nell’anno nuovo? Ci sarà più lavoro o più disoccupazione? Le cose andranno meglio o peggio?

Le risposte dei Paesi del G7 – Canada, Stati Uniti, Giappone, Francia, Italia, Germania, Regno Unito – non potrebbero essere più diverse da quelli del Bric – Brasile, Russia, India e Cina, il blocco di nazioni emergenti. All’interno del G7, infatti, solo il 17% degli intervistati vede il 2011 come un anno di «prosperità economica»; la maggioranza – il 41% – crede che sarà «come il 2010», mentre il 36% prevede «un periodo di difficoltà». Tutt’altra musica nel blocco emergente e nei paesi che aspirano ad entrare nel BRIC tra cui l’Egitto!

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: