EGITTO MAI VISTO A FORLI’ FINO AL 9 GENNAIO

Quattromila anni ci separano dalle «dimore eterne» splendidamente conservate per secoli nei deserti di Assiut e Gebelein, nel Medio Egitto; cent’anni, invece, sono passati dai rinvenimenti della Missione Archeologica Italiana condotta da Ernesto Schiaparelli (1856-1928), longevo direttore del Museo Egizio di Torino. Le magnifiche necropoli, che raccontano la vita nella terra dei faraoni tra il 2100 e il 1900 a.C., hanno un grande fascino e soddisfano la curiosità. Anche nei visitatori della mostra Egitto mai visto in corso fino al 9 gennaio ai Musei di San Domenico a Forlì.
L’esposizione raccoglie oltre 400 reperti di un’epoca storica poco approfondita, la fine del primo Periodo Intermedio, una sorta di medioevo egiziano a cavallo tra il III millennio a.C., l’età gloriosa della costruzione delle piramidi di Giza e Saqqara (Antico Regno), e il II millennio a.C., dove ci fu una generale rinascita politica ed economica (Medio Regno). (clicca sulla foto qui sotto per ingrandirla)
Nelle due località periferiche di Assiut e Gebelein, non lontane dalla grande Tebe e dalla regione della Nubia, si sono conservati per secoli importanti corredi funerari, a testimonianza di una vitalità artigianale e commerciale, trasferitasi in quell’epoca dai grandi centri alle province. Archi e frecce, cassette decorate, vasellame, barche con equipaggi, modellini di animali, sandali, specchi, poggiatesta, attrezzi per lavori manuali, oggetti raffinati in legno: copioso è il materiale estratto dalle sepolture, con la sorpresa di alcuni sarcofagi che conservano intatta la mummia, a riprova della perfetta capacità degli egiziani nell’inumazione.
Queste scoperte risalgono al 1908-’20, quanto l’egittologo Schiaparelli, nome italiano di fama internazionale, s’impegnò in un’indagine più profonda della vita in Egitto, percorrendo sentieri non calcati dagli studiosi precedenti. Ecco quindi che, se la storia ufficiale ha dichiarato il primo Periodo Intermedio una parentesi di crisi politica del potere centralizzato dello Stato faraonico, il tessuto vitale delle province con le piccole attività artigianali ha fatto ridimensionare il giudizio di un’epoca buia e infelice. Anzi, proprio nelle autonomie locali e nei legami commerciali di alleanza tra piccoli centri, l’Egitto ha mostrato una coesione significativa di popoli nel segno dell’unità. Ma il sogno di Schiaparelli di «mostrare e pubblicare» l’ingente lavoro svolto da quella missione è rimasto per lungo tempo insoddisfatto: per quasi un secolo, infatti, questi reperti sono rimasti sepolti nei caveau del più rinomato museo egiziano d’Italia, pur non abbandonando gli studi, ultimamente svolti con perizia certosina. Ora finalmente si è potuta creare una mostra itinerante, in grado di rappresentare un evento irrinunciabile per gli appassionati di storia antica. L’emozione è già scenografica: passato un tunnel con le pareti di sarcofago, il visitatore viene idealmente accolto nella falesia del deserto di Assiut, dove vennero alla luce quattromila anni fa splendide tombe rupestri.
Seguendo poi il corso del Nilo lungo il corridoio centrale, si entra nelle camere funerarie con statue dei «signori di Assiut», dignitari con scettri e bastoni, insegne del potere locale. Nella «sala delle stele» si illustra il significato dei simboli legati all’autorità; nelle cosiddette «case dell’anima» sono esposte tavole in argilla che riproducono le abitazioni con le offerte alimentari; nelle sale delle sepolture private femminili risalta il sarcofago di Nebetemkhis con la mummia avvolta nelle bende di lino e accompagnata da un cofanetto per la toeletta; nell’ultima sala ci sono due maschere funerarie e tre sarcofagi antropomorfi del 700 a.C. e d’epoca romana.
Non mancano varie stele da poco restaurate, due rotoli di papiro ben conservati con alcuni capitoli del Libro dei Morti in ieratico, e i geroglifici incisi e dipinti che testimoniano la varietà del politeismo egiziano.

Sotto: il particolare da cui è stato ricavato il logo della mostra

Abbiamo parlato della mostra di Forlì anche qui e qui!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: