UNA STORIA DA PELLE D’OCA SULLA VICENDA DELLO SQUALO DI SHARM

Finalmente il comunicato stampa tanto atteso è uscito!

Finalmente posso raccontare a tutti quello che sapevo da qualche giorno!

Ma prima un paio di sassolini che mi devo assolutamente togliere dalle scarpe:
come si legge nel comunicato ufficiale, il problema degli squali di Sharm è stato creato dall’abbandono di carcasse di pecora in mare senza che ne venissero assolutamente calcolate le conseguenze. Questa ipotesi cominciò a farsi largo nei primi giorni successivi all’attacco degli squali. La feci immediatamente mia da buon Mr Nessuno che valuta le cose con la sua testa. Più di uno mi diede del cretino e oggi si ha riscontro diretto e ufficiale.
La storia dell’ammoniaca: anche li appoggiai la tesi dell’ammoniaca contenuta nell’urina dei bagnanti e anche li venni preso per sprovveduto da chi si ritiene esperto di squali solo perchè in qualche immersione ha avuto la fortuna di incrociarne qualcuno.
Ho la fortuna di abitare a Sharm, di conoscere quattro persone, di aver parlato un pochino in giro e aver sentito varie campane. Gente che vive da anni in questa località, gente che col mare e i diving ci lavora da 15 anni ne sapeva meno di chi nel salotto di Milano o Napoli si considera un esperto sub per avere 100 immersioni registrate sul logbook. Strana faccenda no??
E tra le tante persone con cui ho parlato in questi giorni c’è anche il mio amico PierPaolo, che facendomi giurare di non parlarne immediatamente mi ha raccontato una storia da fare accapponare la pelle.

Si tratta di una storia di amore per il mare.
Di amore per la sua vita.
Di un imprenditore che con i diving ha fatto i soldi a Sharm a cominciare da quando Sharm in Italia nessuno sapeva cosa e dove fosse.
Di un imprenditore, che essendo imprenditore, ha forse anche visto la possibilità di fare del business facendo del bene a questo meraviglioso mare, e che male c’è??
Di un imprenditore che a sue spese, ha contattato un esperto italiano di segnali elettrici capaci di allontanare gli squali.
Sempre a sue spese l’ha fatto venire in Mar Rosso, l’ha portato a Ras Mohammed e insieme si sono messi ad attirare squali per testare la validità del dispositivo. Un dispositivo che impedisce allo squalo di avvicinarsi a meno di 20 metri dalla fonte dell’impulso elettrico.
E qui entra in scena un altro personaggio: un ragazzo, che ama il mare, il suo mare dato che è egiziano. Tamer (questo il suo nome) ha avuto il coraggio di buttarsi a più riprese nell’acqua dove erano stati attirati gli squali. Tamer brandeva in una mano un pezzo di carne sanguinolenta e nell’altra mano una telecamera. Tamer era protetto solo dalla sua muta, dal suo immenso coraggio e dal dispositivo IN FASE DI TEST.
Il coraggio di Tamer va di pari passo con il suo amore per il Mar Rosso!

So che le giornate in barca sono state parecchie, insieme all’imprenditore, all’esperto e a Tamer, sulla barca c’era un importante funzionario egiziano che seguiva con attenzione tutte le fasi dell’esperimento.

A quanto pare il governo del Sinai ha commissionato a questi uomini una fitta rete di dispositivi antisqualo, capaci di tenere lontani gli squali senza danneggiarli ea preservare la vita di snorkelisti e di sub

Nelle prossime settimane la rete di disturbatori verrà approntata, il mare di Sharm tornerà ad essere il più bel mare del mondo e tutto grazie all’iniziativa di un grande imprenditore al quale auguro di ricavare il giusto compenso alle sue fatiche, alla capacità di un esperto italiano e al coraggio di un ragazzo egiziano che spero tragga da tutta questa allucinate storia, fame e gloria in misura adeguata!

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10 Responses to UNA STORIA DA PELLE D’OCA SULLA VICENDA DELLO SQUALO DI SHARM

  1. Sharazad says:

    Magnifico articolo. Sono senza parole per il racconto dettagliato. Conosco personalmente Tamer e sapendo cosa rischiava per amore del mare e per il suo lavoro, ero veramente in ansia. Mitico, complimenti!

  2. stefania says:

    un applauso e un “bravi” !! sono d’obbligo 🙂 Meno male che esistono ancora persone con intraprendenza, coraggio e voglia di rischiare !

  3. Pierpaolo says:

    Grazie Marco per aver pubblicato questo articolo, grazie Tamer R. Dawa per l’amore per il TUO mare, grazie Wally per quello che avete fatto invece di cercar fama sulle tv italiane peggiorando la nostra situazione economica, grazie a quelli che hanno permesso tutto questo e che stanno permettendo di render migliore la terra dove ho scelto di crescere mio figlio.

  4. antonio Geraci says:

    Questo è il vero amore per il mare,grazie Tamer!!!!!

  5. LadySama says:

    ma questo comunicato stampa che hai detto che e’ uscito si puo leggere da qualche parte?

  6. marco63 says:

    @LadySama: se leggi l’articolo dopo c’è il comunicato!!!!!!!!

  7. Giusy.D. says:

    Ciao Marco, ci siamo conosciuti di persona ieri sera a Naama Baj all’egittiamo caffe’… Oggi finalmente ho fatto un bagnetto decente con snorkeling incluso, ma siamo dovuti andare con la barca all’isola di Tiran e finalmente abbiamo goduto del meraviglioso mare di Sharm.
    Certo che abbiamo avuto una bella fregatura perche’ la spiaggia dell’hotel il Melia SHarm ha tanto di bandiera nera con divieto assoluto di balneazione, la fregatura megagalattica e’ stata data soprattutto dalle agenzie di viaggio che in Italia continuano a dire che le spiagge sono aperte…….
    Che delusione e che tristezza vedere il mare vuoto e le spiagge quasi deserte…
    Siamo qui e al ritorno esporremo denunce a tutta forza nei confronti di chi ci ha preso in giro fino al nostro arrivo a Sharm dove abbiamo constatato amaramente , di persona, la vera realta’ dei fatti!!!

  8. Ambra says:

    Sono tornata ieri da Sharm. La situazione è questa: DIVIETO DI BALNEAZIONE oltre il reef. Fortunatamente nel nostro resort c’erano circa 200 metri di acqua alta circa 1.50 mt prima del reef ed è stato possibile fare snorkeling… al termine di quest’area balneabile c’erano delle boe che non potevano essere assolutamente superate. Due bagnini controllavano e richiamavano i bagnanti dalle torrette poste in spiaggia e delle imbracazioni subito dopo il reef monitoravano costantemente la situazione… Mi sono accontentata di un’escursione con la barca con il fondo di vetro anche se proprio quel giorno a Sharm ha piovuto tantissimo (29/12) ed ancora ieri c’erano per strada pozze d’acqua… comunque credo presto, tutto tornerà alla normalità.

  9. marta says:

    le barriere antisqualo elettroniche delle quali avevo letto saranno realmente realizzate? non ne ho letto più notizie

  10. marco63 says:

    appena avremo aggiornamenti li posteremo
    grazie per seguire il blog!

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