BERENICE E’ ANCORA VERGINE!!!

L’ultima consacrazione delle vacanza usa e getta nel Mar Rosso arriva dal cinepanettone Sharm el Sheikh, applaudito dai milioni di italiani che ogni anno sbarcano nel Tropico a quattro ore da casa. Ma sono in molti a cercare un altro Egitto , senza venditori di tappeti e boutique di paccottiglia, discoteche e casinò, alberghi mastodontici.

A 90 chilometri dal confine con il Sudan, tra la solitudine infinita del deserto orientale e il Mar Rosso più selvaggio, c’è Berenice. Un’Africa accarezzata dal vento, a due ore di strada da Marsa Alam, l’aeroporto internazionale più vicino, fino a qualche anno fa in mano ai militari e vietata ai turisti.

Finiva qui la via carovaniera che dall’antica Coptos, oggi Qena (poco più a nord di Luxor), attraversava in 12 giorni il deserto per portare coi cammelli le merci destinate ad Alessandria, alla costa araba e alle antiche Indie. La costa è una sfilata di baie incontaminate, con incastonata la riserva naturale di Wadi Gimal, una distesa di rocce multicolore e canyon. Alle spalle le montagne e le dune del Gebel Elma, davanti si aprono il mare e la barriera immersa in acque trasparenti e calde, coralli variopinti (e quindi vivi), tartarughe, delfini, pesci pagliaccio, napoleone, palla e barracuda.

Questo è l’ultimo Mar Rosso vergine, anch’esso riaperto al turismo dopo un lungo periodo di divieto. Un paradiso per appassionati di snorkeling e diving, ma anche una meta ideale per fare surf e kitesurf, grazie ai venti costanti tutto l’anno. Lungo la strada accampamenti di cammellieri, garitte di militari, unica presenza umana. Poi, il nulla, fino al Sudan. Per poco ancora. I tycoon del cemento non hanno perso tempo. E si sono accaparrati i 90 chilometri fino alla frontiera, dove è probabile che in qualche anno sorgano nuove Hurghada e Sharm.

Per ora si è immersi in un’atmosfera da ultima frontiera marina soggiornando nei due resort sulla baia di Lahami, il TClub Berenice, aperto l’anno scorso, e il Lahami Bay Beach Resort, oasi tra le dune, l’unico modo per godersi una vacanza qui. Anche se la prima impressione è deludente perché la sabbia è grigia e la bassa marea costringe a camminare con l’acqua alle caviglie per un centinaio di metri prima di riuscire a immergersi in una piscina naturale o nuotare lungo il reef. Ma basta infilarsi una maschera e un boccaglio per entrare in un paradiso naturale.

Le due strutture sono l’avamposto per andare alla scoperta di un territorio selvaggio. Il vero spettacolo è al largo, smarriti in una sinfonia di azzurro e blu. In mezza giornata, o un giorno intero, a bordo delle comode barche del Barakuda Diving Center si raggiungono gli spot più entusiasmanti, circa una trentina, labirinto di grotte e pinnacoli. Un caleidoscopio di colori, bassifondi turchese, smeraldo che non hanno nulla da invidiare alla Polinesia.

Come Sataya, più noto come Dolphin Reef, poche miglia a nord del grande promontorio di Ras Banas, lungo 3 chilometri e largo 200 metri, dove si passano ore nuotando in una laguna sabbiosa circondati da una colonia di un centinaio di delfini che si esibiscono in tortuose acrobazie. Ma si può anche prendere il largo per Sha’ab Maksur, un reef di forma allungata con la parete più ripida sulla costa sud, costellata di spaccature, alcionari viola e rossi, candelabri ocra dei coralli di fuoco tra cui nuotano le tartarughe. Mentre Sha’ab Claudio, a un’ora e un quarto di navigazione, è quasi un parco giochi per subacquei, con labirinti di corallo, canyon, spaccature e grotte illuminate da giochi di luce.

Sempre scegliendo tra le escursioni organizzate dai due resort di Berenice, si va con la jeep nel cuore del deserto orientale e si avanza tra sfilate di dune, wadi, accampamenti beduini dove si assaggia un profumato tè allo zenzero. Quando scende la notte, soprattutto se non c’è la luna, seduti in cerchio sui cuscini, circondati dalle montagne, si sorseggia il tè offerto dai beduini e si alzano gli occhi per guardare il Carro, si fruga il firmamento inseguendo una nebulosa, si vede sorgere Venere. Il tutto nel buio assoluto, senza l’inquinamento luminoso delle case. Succede affidandosi a Thomas Krakhofer, un astronomo austriaco che per conto dei due resort organizza l’Astrotour e punta una pistola laser verso il cielo per illustrare le costellazioni (www.astronomy-egypt.com).
Tratto da DOVE

Annunci

One Response to BERENICE E’ ANCORA VERGINE!!!

  1. marta says:

    wow sembra proprio un’esperienza unica, proprio quello che sto cercando per il mio prossimo viaggio. Dopo un’immersione nella grande barriera corallina non vedo l’ora ti riperterla ma l’australia e’ un po’ lontana per tornarci per una settimana e sharm troppo turistica per i miei gusti. berenice sembra invece fare al caso nostro, grazie per avere condiviso la tua esperienza e tutte queste info molto utili a noi viaggiatori.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: