CHIUDE LA TOMBA DI TUTHANKAMON

Zadi Hawass nella tomba di Tuthankamon

Il segretario generale del consiglio supremo delle antichità egiziane Zahi Hawass ha annunciato che la tomba di Tutankhamon, nella Valle dei Templi di Luxor, sarà presto chiusa ai visitatori per evitare che questi la distruggano. La misura sarà applicata anche ad altre due celebri tombe di Luxor, quelle di Seti I di Nefertari, padre e moglie di Ramses II, che regnò dal 1314 al 1304 a.C.

Hawass ha spiegato che altrimenti «queste tombe sarebbero totalmente distrutte nel giro di 200 anni». Secondo l’egittologo Basaam el Shamaa «l’umidità causata dalla respirazione e dal sudore dei turisti» – in agosto le temperature superano i 50 gradi – «danneggiano le tombe».

Gli egiziani prevedono di realizzare a breve una «valle delle riproduzioni». Esperti sono già al lavoro con i laser per preparare immagini e copie esatte di interni, decorazioni e dipinti, delle tre tombe, che saranno ricostituite nei dintorni per i turisti. Le tombe originali potranno essere ancora visitate da pochissimi privilegiati, specialisti di egittologia, che però, avverte Hawass, pagheranno «biglietti d’ingresso carissimi». Scoperta nel 1922 dall’archeologo britannico Howard Carter, la tomba di Tutankhamon è ritenuta quella meglio conservata. È una delle principali attrazioni turistiche del paese. Ma, spiega Hawass, ora «è più importante proteggere la storia che il turismo».

LA CURA DELLA PELLE NELL’ANTICO EGITTO

La cura della pelle era alla base del concetto stesso di bellezza nell’antico Egitto.

I papiri ci hanno tramandato ricette millenarie di cui colpisce, prima di ogni altro aspetto, il binomio tra modernità (alcuni ingredienti di allora sono adoperati anche nella cosmesi odierna) e ripugnanza, dato l’uso massiccio di “materie prime” da far accapponare la pelle.

In alcuni post precedenti, questo blog aveva chiarito l’importanza della depilazione fra le donne egizie, attuata con vari metodi; per perfezionarla, lenire la pelle ed attenuare inevitabili rossori provocati dall’ operazione, si applicavano creme dalla preparazione a dir poco bizzarra, a base di ossa di uccelli bollite, succo di sicomoro, cetriolo e gomma, con l’aggiunta di…sterco di mosca.

In un Paese dal clima particolarmente caldo come l’Egitto, la profumazione della pelle con sostanze odorose e balsamiche era indispensabile; veri e propri deodoranti si ottenevano dalla scorza macinata di carrube o palline di farina d’avena, un ingrediente talmente efficace e portentoso da costituire la base di molte creme e preparati anche oggi.

Ovviamente, la pelle del viso costituiva il fulcro delle quotidiane cure di bellezza delle signore egiziane; essa doveva essere sempre liscia, morbida e levigata, anche per essere preparata nel modo migliore al trucco, piuttosto elaborato e pesante.

Un peeling efficace e comune, era costituito da un preparato a base di polveri di alabastro e carbonato di soda, insieme a miele e sale marino, dal noto effeto “scrub” naturale e meccanico.

Infine, non potevano mancare gli antirughe; i segni del tempo sul volto venivano contrastati da cere, olio di moringa, incenso e calamo, pianta palustre dai molteplici effetti benefici usata a tutt’oggi in erboristeria.

UNA FOTO AL GIORNO

La vita notturna di Naama Bay

DOMANI LA PRIMA PUNTATA DI DONNAVVENTURA: EGITTO!!

Il viaggio su strada è finito, ma l’avventura in televisione comincia. Da domani per 10 Domeniche consecutive andrà in onda su Rete 4 Donnavventura 2010, “Dalle Alpi alle Piramidi”, il Grand Raid d’Egitto che, partito dall’Italia il 20 agosto, ha attraversato Grecia, Turchia, Siria e Giordania per raggiungere il Medio Oriente. Le sei ragazze protagoniste – Clotilde (test driver di OmniAuto.it), Stefania, Ana, Valentina, Chiara e Laura – sono arrivate in Egitto a bordo dei quattro Mitsubishi L200 e delle due ASX ed ora sono tornate a casa, mentre sono ufficialmente iniziate le selezioni per il team del 2011.

La prima parte del viaggio “Dalle Alpi alle Piramidi” ha permesso al team di abituarsi ai veicoli percorrendo strade asfaltate fino all’arrivo in Siria dove è iniziato il primo deserto, l’apprendimento della guida su sabbia e piste non asfaltate non è stato immediato, ma alla fine tutte hanno dimostrato di sapersela cavare. La carovana ha viaggiato da Milano a Matera passando per Atene, Meteore, Alexandropolis (dove è avvenuta una prima parte di navigazione a bordo di un catamarano, tra le isole greche), Istanbul, Kusadasi (seconda parte di navigazione per la costa turca), Aleppo, Palmira, Damasco, Amman, Mar Morto, Petra, Aqba, Wady Rum ed Egitto. “Se chiudo gli occhi vedo un infinità di cose, tantissimi fotogrammi che faccio fatica a riordinare a classificare, 4 mesi di viaggio, 110 giorni di certo non sono facili da racchiudere in poche righe – scrive Clotilde -. Se chiudo gli occhi però due episodi mi vengono alla mente, non sono momenti piacevoli, ma comunque hanno fatto parte di questo viaggio e di questa storia, sono le due volte che sono stata male.

Due volte in cui avrei voluto veramente essere a casa e invece ero qui. Due volte in cui per colpa di un maledetto malessere non sono riuscita ad uscire dalla stanza e vedere ciò per cui per me valeva la pena il viaggio: Petra e Abu Simbel. Momenti di paura, momenti belli, se chiudo gli occhi vedo immense distese di deserto, infiniti chilometri di sabbia e una carovana bianca che avanza. Se chiudo gli occhi vedo troppe cose, ma per ora i miei occhi sono ancora spalancati per vedere queste poche settimane della fine poi terminerà tutto e anche senza chiudere gli occhi questo viaggio lo ricorderò per sempre…”.

Prima puntata: Domenica 9 gennaio su Rete4 dalle 13,55 alle 14,50