L’ANTICO EGITTO A CUNEO

21 e 28 gennaio h. 17:00

Venerdì 21 gennaio, alle ore 17, presso la Fondazione Casa Delfino, in corso Nizza, 2, a Cuneo, gli autori Natale Barca, Alberto Elli e Gianluca Franchino dialogheranno sui temi a loro più cari inerenti l’Antico Egitto. Gli argomenti trattati spazieranno dalle origini della Civiltà Egizia, alla Stele di Rosetta, all’arte della mummificazione. Una tavola rotonda che vuole unire il fascino indiscutibile dell’Egitto, che anima una passione condivisa da molti, e la grande competenza e conoscenza degli interlocutori che da anni si interessano e studiano questi temi con grande dovizia e cura del dettaglio storico.

L’incontro sarà ripetuto venerdì 28 gennaio, con la partecipazione di altri autori della Casa Editrice Ananke. Moderatore e presentatore della serata sarà Sandro Trucco.

“EGITTO MAI VISTO” UN GRANDISSIMO SUCCESSO A FORLI’

Domenica 9 gennaio si è conclusa la mostra Egitto mai visto, allestita nel complesso museale di San Domenico a Forlì, con un notevole riscontro di pubblico che ha portato in mostra ben 35.000 visitatori (quasi 5.000 solo nell’ultima settimana) e una presenza notevole delle scuole (10.000 ragazzi hanno visitato la mostra e partecipato alle attività didattiche).
Ha così trovato positivo riscontro la nuova proposta culturale, voluta dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e dall’Amministrazione Comunale e organizzata da Civita con la collaborazione di Start, finalizzata ad ampliare la stagione espositiva dei Musei San Domenico: una mostra d’autunno su grandi temi della cultura e della civiltà artistica, un percorso ulteriore rispetto alle grandi mostre organizzate ormai tradizionalmente nella stagione invernale e primaverile, come quella su Melozzo da Forlì per cui fervono i preparativi.

Terza ed ultima sede di un tour iniziato a Trento e proseguito a Reggio Calabria, la mostra ha presentato a Forlì 400 straordinari reperti datati intorno al 2000 a.C. scoperti dal grande egittologo Ernesto Schiaparelli nella valle nel Nilo e in particolare nelle necropoli di Assiut e Gebelein e premurosamente conservati per un secolo nei depositi del Museo Egizio di Torino. A distanza di quasi 100 anni, dopo un accurato lavoro di studio e di restauro, grazie alla Soprintendenza Archeologica del Piemonte e delle Antichità Egizie, quei reperti sono stati esposti per la prima volta ed è stato finalmente possibile per tutti rivivere l’esperienza e le emozioni di quelle straordinarie scoperte, effettuate fra il 1908 e il 1920 dalla Missione Archeologica Italiana. I materiali archeologici esposti al pubblico torneranno ora a far parte dell’immenso patrimonio del Museo Egizio di Torino.

GENONI IN APNEA NEL BLUE HOLE DI DAHAB! A MAGGIO

EGITTO, DAHAB BLUE HOLE, 8-15 MAGGIO 2010

Gianluca Genoni

Progetto di sensibilizzazione alla tutela delle coste del Blue Hole di Dahab rivolto ad apneisti e subacquei.
Mission: promuovere un sistema strutturato di sensibilizzazione alla tutela dell’ ecosistema del Blue Hole di Dahab all’ interno di un contest di apnea.
Special Guest: GIANLUCA GENONI – pluricampione mondiale di apnea profonda.
Un contest creato per un duplice obiettivo:
–   ripulire la costa intorno al Blue Hole dai rifiuti abbandonati dai numerosi turisti, costituiti soprattutto da bottiglie di plastica, e lasciare un sistema strutturato di  sensibilizzazione alla raccolta dei propri rifiuti per i fruitori del luogo
–  riunire apneisti e appassionati del mare da tutta Italia per una settimana di allenamenti e confronti tecnico sportivi sulla disciplina dell’ apnea e sul suo possibile coinvolgimento nelle tematiche della tutela ambientale marina
Tutti gli apneisti che lo desiderano potranno essere monitorati nei loro parametri vitali dai ricercatori del Dan prima e dopo gli allenamenti
L’invito, quindi, a partecipare è per tutti, indifferentemente dal livello delle proprie capacità sportive perché la manifestazione sarà un happening per gli appassionati di apnea e i circoli subacquei di tutta Italia.
La settimana prevede allenamenti quotidiani in assetto costante, lungo un cavo di discesa, con shooting fotografico a cura di Alberto Balbi.
PER INFORMAZIONI:
GIANLUCA GENONI
info@genoni.com
tel. 348/7158881

Tratto da: http://www.ilmare24ore.com/it/subacquea-apnea/post.asp?id=apnea-ambiente_32570

“IL FASCINO DELL’EGITTO” A ORVIETO

Sarcofago antropomorfo

Una grande mostra sull’Egitto sarà allestita dal 12 marzo al 2 ottobre a Orvieto. La organizzano e propongono congiuntamente la Fondazione per il Museo “Claudio Faina” e la Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto nelle loro due sedi, una affacciata e l’altra in prossimità della piazza che accoglie il celebre Duomo della città umbra.

Va subito chiarito che non si tratta di una ulteriore tappa di una “mostra di giro”. Questa, coordinata da Giuseppe M. Della Fina, direttore scientifico della Fondazione per il Museo “C.Faina”, e curata dalle egittologhe Elvira D’Amicone della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo di Antichità Egizie di Torino e da Massimiliana Pozzi (Società Cooperativa Archeologica), è una mostra originale, studiata appositamente per Orvieto. Riunirà circa 250 reperti – molti davvero di grande importanza – concessi da una quindicina di musei e istituzioni culturali italiane.

Il sottotitolo evidenzia chiaramente il taglio che gli studiosi hanno voluto imprimere a questa ampia, importante rassegna: “Il ruolo dell’Italia pre e post-unitaria nella riscoperta dell’antico Egitto”, ovvero ciò che gli egittologi partiti dal nostro Paese hanno saputo fare intorno alle sponde del Nilo, lì attratti dallo spirito d’avventura, talvolta dalla sete di facili guadagni, molte altre dall’obiettivo di approfondire le conoscenze sull’antica Terra dei Faraoni.

“Il fascino dell’Egitto”, richiamato dal titolo della mostra, attraversa almeno tremila anni di storia dell’umanità. Dalla terra d’Egitto vennero tratte idee culturali, culti, divinità, usi e costumi; poi, quasi a voler catturare il senso di mistero e di eternità di quella magica civiltà, vennero asportate le testimonianze materiali: fossero i grandi obelischi che raggiunsero Roma, o ciò che veniva trafugato dalle tombe. Un fascino che dall’antichità contagiò il Medio Evo e incantò il Rinascimento quando principi e intellettuali si contendevano reperti considerati molto più che semplici curiosità archeologiche.

Statua Di Ptahmose, Museo Egizio di Firenze Nuovo Regno, XVIII dinastia, regno di Amenofi III. Collezioni Granducali

Ma è alla fine del Settecento e soprattutto durante l’Ottocento che oasi e sabbie d’Egitto vengono battute palmo a palmo da europei, e tra loro molti gli italiani, alla ricerca di quanto sopravviveva di una epoca trascurata dalla dominazione turca.
L’egittologia moderna ha una precisa data di nascita, l’anno 1822, quando Jean-François Champollion decifra, grazie alla stele di Rosetta, la scrittura geroglifica. Con lui, in una spedizione congiunta franco-toscana che percorse l’Egitto (1828-1829), c’era l’italiano Ippolito Rossellini.

In realtà, come la mostra documenta, protagonisti di una “corsa all’Egitto” furono uomini che al fascino dei Faraoni univano spesso quello del commercio antiquario. Due di loro hanno creato le basi per altrettanti musei. Giovanni Battista Belzoni, padovano, il primo ad entrare nella piramide di Chefren e nel tempio rupestre di Ramesse II ad Abu Simbel, trovò l’ingresso di sontuose tombe nella Valle dei Re e mise insieme, per il suo committente Henry Salt, il nucleo fondante della collezione egizia del British Museum, senza dimenticare la sua città cui legò alcuni importanti reperti. Il secondo, Bernardino Drovetti, piemontese, console di Francia in Egitto, riunì una collezione non meno vasta che venduta ai Savoia, è oggi il nucleo fondante di un altro museo, l’Egizio di Torino.

 

Orvieto, Museo “Claudio Faina” (piazza del Duomo, 19) e Palazzo Coelli, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto (Piazza Febei, 3)
12 marzo – 2 ottobre 2011
Orario: 9,30 – 18.
Informazioni e prenotazioni: tel. 0763-341511 e 0763-393835

QUALCUNO STA PROVANDO A CAMBIARE LE COSE – 1

Desertec

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
 

Mappa della possibile infrastruttura per il rifornimento energetico sostenibile per l’Europa, il Nord-Africa e il Medio Oriente (EU-MENA) (La super rete europea con connessione EU-MENA proposta da TREC)

Desertec è un progetto di una rete di centrali elettriche e infrastrutture per la trasmissione di energia elettrica a lunga distanza finalizzate alla distribuzione in Europa di energia prodotta da fonti rinnovabili (in particolare energia solare dai deserti del Sahara e del Medio Oriente tramite la tecnologia del solare termodinamico ed energia eolica prodotta sulle coste atlantiche), proposto dalla Desertec Foundation.

Il progetto verrà portato avanti dal consorzio DII GmbH/Desertec Industrial Initiative (composto da un gruppo di imprese europee e dalla Fondazione Desertec. Desertec è nato sotto gli auspici del Club di Roma e della tedesca Trans-Mediterranean Renewable Energy Cooperation (TREC)).

Il 22 marzo 2010 è stato annunciato che anche Enel Green Power, insieme ad altre aziende di Spagna, Francia e Marocco, è entrata nella joint venture[1][2].

Il 30 settembre 2010 Terna come gestore nazionale della rete di trasmissione elettrica nazionale entra a far parte in quota paritetica del Desertec Industrial Initiative.[3][4][5].