NON CI SONO PIU’ LE MEZZE STAGIONI!!!!

Tra il weekend e l’inizio di questa settimana fenomeni estremi hanno interessato alcune aree del nostro pianeta, tra cui California ed Egitto, ove si sono verificate piogge intense accompagnate da raffiche di vento, alluvioni lampo e purtroppo anche qualche vittima. L’origine di queste fenomeni è da ricercarsi nell’influenza di alcuni dei principali “attori” che influenzano il nostro clima, e in particolare del “bambinello cattivo” (El nino) per quanto riguarda le tempeste sulle zone occidentali degli States, e dell’Orso delle steppe russe (ovvero l’anticiclone russo-siberiano) per le alluvioni egiziane.
Durante lo scorso fine settima un’intensa perturbazione ha raggiunto latitudini insolitamente meridionali, recando una severa fase di maltempo tra Egitto ed Israele, zone solitamente aride e desertiche anche nei mesi invernali. Qui i danni provocati dalle forte precipitazioni sono risultati ingenti poiché queste regioni sono caratterizzate da suoli aridi e impermeabili e quindi poco capaci di assorbire l’acqua piovana. Sono oltre 200 i millimetri caduti nel giro di 24 ore a Nekhel, nel Sinai; le piogge hanno interessato anche la nota località turistica di Sharm-el-Sheik dove avrebbero danneggiato l’aeroporto e provocato una vittima, e si sono spinte fin in pieno deserto (3 mm a Hurgada e 2 a Luxor). Anche in Israele piogge abbondanti, fino a 60-80 mm, si sono abbattute sul deserto del Negev. La Giordania è stata coinvolta da allagamenti, in particolare nel sud del paese con 202 mm cumulati ad Al-Aqabah. Questa situazione è figlia di depressioni mediterranee che sono obbligate a transitare a latitudini molto basse in seguito alla forza e all’estensione dell’anticiclone Russo, seguendo una “Storm track” che va dalla Sicilia/Mar Libico, attraverso l’Egeo, fino al bacino orientale del Mediterraneo. In questo caso la fenomenologia è stata anche esaltata da una goccia fredda di -25°C a 500 hPa, che si è posizionata davanti alle coste egiziane, favorendo una situazione di spiccata instabilità atmosferica, dato l’intenso gradiente termico alle varie quote. Fenomeni alluvionali hanno interessato e stanno coinvolgendo tuttora California, Nevada e Messico settentrionale, in seguito a un vortice collegato al ciclone delle Aleutine che si è spinto fino a latitudini molto basse. Questa situazione non è inusuale durante gli eventi intensi de “Il Nino”, cioè l’anomalo riscaldamento delle acque superficiali delle coste sudamericane del pacifico, come quello che è in corso durante quest’Inverno. Durante tali eventi le precipitazioni cumulate sulle coste sudoccidentali degli U.S.A. superano di oltre il 100% la media. In questo frangente piogge alluvionali hanno interessato Los Angeles, San Diego e San Francisco con oltre 50 mm in poche ore e raffiche di vento fino a 80/100 Km/h, senza contare gli oltre 50 cm di neve caduti sulle montagne. La “città degli angeli” è stata interessata anche da un tornado che ha provocato una vittima, danni ingenti e oltre 800 abitazioni evacuate. Qui l’allerta rimane sempre elevata poiché un’ulteriore intensa perturbazione è attesa dalla mattinata di giovedì su zone già provate da quattro giorni di forte maltempo.

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