A EILAT, IN ISRAELE, FIERA SULL’ENERGIA RINNOVABILE

Il 22-24 febbraio si terrà a Eilat, sul Mar Rosso, la quarta Conferenza e Fiera internazionale Eilat-Eilot sull’energia rinnovabile, il più importante appuntamento del settore in Israele, e una delle vetrine internazionali più conosciute.

L’evento punta a far incontrare gli attori locali e internazionali che operano nel campo dell’ambiente e dell’energia pulita in modo da offrire opportunità di business nel mercato locale e globale. Ma non ci sono solo gli affari: sul Mar Rosso si ragionerà molto anche di politica. Gli organizzatori – che parlano già di migliaia di partecipanti, provenienti da Israele e dall’estero – hanno annunciato che nel corso di questi tre giorni all’insegna dell’energia pulita il governo israeliano presenterà, tra le altre cose: un piano decennale di investimenti sui carburanti alternativi, un progetto per ridurre le emissioni delle serre, metodo di coltivazione diffusissimo in Israele, e un nuovo fondo nazionale battezzato “Capital Nature” istituito per finanziare future imprese legate alle energie rinnovabili. Registrarsi alla Conferenza-Fiera è ancora possibile: informazioni sono reperibili nel sito http://www.eilatenergy.org.

PARTIAM PARTIAM!! TORNIAM TORNIAM!!

Milano, 3 febbraio 2011 – Il sito della Farnesina, Viaggiare sicuri, avverte: non partite per l’ Egitto se non è strettamente necessario. L’appello è stato inserito il 29 gennaio e il charter con i vacanzieri dal terminal di Malpensa 2 è partito regolarmente il 31 gennaio. Fino a ieri nessun altro decollo, sia ad Orio al Serio sia a Malpensa 2. Al terminal 1 di Malpensa invece, la compagnia di linea Egyptair ha annullato i voli mentre è partita regolarmente Alitalia che sta facendo avanti e indietro ogni giorno per riprendere i 3000 turisti italiani sparsi tra le spiagge di Sharm, la valle del Nilo e le Piramidi.

E’ alta stagione per la magia dell’Egitto, ma è diventata bassa di colpo per i tour operator italiani che hanno dovuto appendere cartelli di questo tono: «Il gruppo Alpitour comunica che in seguito allo sconsiglio diramato dalla Farnesina nella serata del 29 gennaio sono state immediatamente sospese le partenze per l’Egitto dal 30 gennaio al 3 febbraio». L’alternativa? Capo Verde o le tranquille Canarie.

La debacle turistica è costata 250 mila euro perduti in un solo weekend, mentre ogni settimana prendono il volo 8 milioni di euro. In totale si calcola che sono già 11 i milioni di euro persi in pochi giorni di sommosse violente al Cairo. Non avevano spaventato, a gennaio, gli attacchi terroristici contro i cristiani copti ad Alessandria, nè gli squali killer di Sharm. Non si era pensato all’effetto domino delle rivolte di Tunisia e Algeria: chi è partito per otto giorni di relax si è trovato di colpo nel caos e con le comunicazioni interrotte. Dopo aver visto le immagini di scontri in televisione, sentito tesimonianze di saccheggi e auto fermate (gli accompagnatori egiziani al Cairo pagano per poter passare), i vacanzieri d’Egitto adesso hanno dato forfait, non prenotando la vacanza che immaginavano per questo mese o annullando quella che erano in procinto di fare. Il laconico comunicato della Farnesina ha convinto a desistere anche gli ultimi che si erano presentati in aeroporto: difficile sapere chi si occuperà di loro se finiranno nei guai volontariamente. La maggior parte degli operatori turistici intanto ha già stabilito che per almeno otto giorni non verranno emessi pacchetti e alcuni, nel dubbio, hanno già prolungato a 15 la sospensione. Per il momento la situazione a Sharm el Sheik, la più gettonata località turistica marina, è relativamente tranquilla. Sono state smentite le notizie che davano turisti italiani bloccati ed esercito in sommossa, ma che possa succedere qualcosa in qualsiasi momento è messo in conto.

Piangevano ieri gli addetti locali degli alberghi del Cairo che hanno accolto gli spaventatissimi turisti di ritorno dalle crociere sul Nilo e pronti a decollare per tornare a casa in fretta: «Senza di voi, come mangeremo?».

ALLARME CORALLI NEL MAR ROSSO SUDANESE

E’ allarme per una delle barriere coralline meglio conservate al mondo, quella del Sudan, sul Mar Rosso. Lo ‘Sha’ab Suedi’, a nord di Porto Sudan, noto come il ‘Giardino dei coralli’ e’ apparso grigio e senza vita, in due reef dei dieci monitorati dalla spedizione dei ricercatori dell”Alma Mater Studiorum’ Universita’ di Bologna, a bordo di ‘Felicidad II’, l’imbarcazione di Aurora Branciamore e sede itinerante di Marevivo in Sudan. ”Solo pochi mesi fa, i coralli e gli animali che vivevano in simbiosi nel meraviglioso reef erano in buona salute: nulla faceva presagire – ha commentato la presidente nazionale di Marevivo, Rosalba Giugni – il disastro dovuto all’aumento della temperatura delle acque che fa vittime eccellenti.

Lo stato di salute dei coralli desta in noi molta preoccupazione”. ”Nel Mar Rosso finora non c’e’ mai stato alcun fenomeno di mortalita’ di massa dei coralli, come invece avvenne alle Maldive nel 1998 quando andarono persi l’80% dei coralli in acque profonde da zero a 30 metri. La morìa osservata e’ un segnale importante perche’ la prima nel Mar Rosso”, ha sottolineato Stefano Goffredo, capo spedizione Ste (Scuba Tourism for the Environment -Turismo Subacqueo per l’ambiente), progetto dell’Universita’ di Bologna. ”L’ultima estate sudanese e’ stata caratterizzata – ha precisato Goffredo – da un periodo anomalo e prolungato di caldo. Per lo ‘sbiancamento’ della barriera bastano pochi gradi, 1 o 2, al di sopra della massima media storica dello specchio d’acqua per far morire l’alga simbiotica con cui i coralli si nutrono di giorno. I coralli, infatti, sono animali predatori che di giorno, alla luce, si nutrono tramite la fotosintesi attivata dalle alghe microscopiche al loro interno; mentre di notte estroflettono i tentacoli attorno alla bocca a caccia di gamberetti e piccoli animali che nuotano nel blu, lo zooplancton.

Col caldo – ha detto il capo spedizione Ste – il corallo si stressa per il minor apporto energetico delle alghe che muoiono, e a sua volta muore letteralmente di fame”. Se l’anomalia termica e’ limitata a qualche giorno, il corallo puo’ riprendersi. ”Abbiamo osservato lo sbiancamento del reef in alcune zone costiere della costa settentrionale del Sudan, un paio di siti in particolare, mentre la situazione migliora off-shore” ha precisato il ricercatore dell’Universita’ di Bologna, ricordando come la comunità scientifica internazionale tenti di sensibilizzare gli organi politici sul grande pericolo rappresentato dai cambiamenti climatici per la sopravvivenza delle barriere coralline di tutto il mondo.

Fonte: http://www.ansa.it

UNA FOTO AL GIORNO: SHARKS BAY

Una foto  della spiaggia di Sharks Bay.
Domenica parlerò di questa spiaggia sconosciuta a molti, ma veramente carina!!!

LA CRISI EGIZIANA E IL TRASPORTO DEL GREGGIO

Tratto da http://www.terranews.it

Non sono solo le preoccupazioni per i legittimi diritti del popolo egiziano che hanno spinto Europa e Stati Uniti a invocare per l’Egitto una transizione immediata verso un governo che goda di un ampio consenso popolare. Accanto a queste, infatti, ne esistono altre di natura decisamente più pratica e strategica, che guardano alla posizione occupata dal Paese delle piramidi sulle rotte mondiali del greggio e del gas.

Sono oltre due milioni i barili di petrolio che ogni giorno transitano attraverso il Canale di Suez, diretti verso l’Europa, l’Asia e l’America. Una percentuale più o meno pari al 5 per cento dell’intero traffico mondiale, e che raggiunge il 14 nel caso del gas naturale liquefatto (indicato con l’acronimo Lng in inglese). Se per una qualche ragione Suez venisse bloccato, anche solo per pochi giorni, i danni sarebbero considerevoli e il prezzo di queste materie prime subirebbe un immediato aumento, che i governi interessati all’acquisto dovrebbero pagare di tasca propria.

Naturalmente il governo egiziano ha già provveduto ad aumentare la sicurezza e la presenza dei militari nella zona del canale, vicino alla quale passano anche delle importanti pipeline, la principale delle quali è la Sumed, che collega il Mar Rosso con il Mediterraneo. Ma il rischio che il controllo della situazione sfugga di mano alle autorità è stato comunque sufficiente a spingere numerose compagnie navali a ordinare ai propri bastimenti di evitare lo scalo nel Paese, mentre le interruzioni nei servizi portuali dovute alle proteste scoppiate nella città di Suez hanno già rallentato le operazioni di scarico del greggio nel porto di Ain Sukhna, presso l’ingresso meridionale del canale.

Per il momento secondo le fonti egiziane il traffico navale non ha subito alcun rallentamento anche se sono in molti a temere che l’imposizione del coprifuoco, obbligando gli addetti ai servizi portuali ad abbandonare le proprie postazioni, finirà inevitabilmente per allungare i tempi di transito dei cargo. Intanto già la scorsa settimana alcuni parametri di riferimento del prezzo del petrolio hanno subito un impennata di quasi il 10 per cento, portando il costo di un barile oltre la soglia psicologica dei 100 dollari.

PARTIRE O NON PARTIRE??

(AGI) Roma – Gli italiani che hanno prenotato vacanze in Egitto, con partenza nei sette giorni successivi alla pubblicazione di un avviso della Farnesina che sconsiglia di recarsi nel Paese, potranno rimandare il loro viaggio a una data successiva senza pagare penali o usufruire di soluzioni alternative concordate tra i tour operator e i consumatori. E’ l’intesa siglata tra l’associazione tour operator italiani (Astoi), Confindustria Assotravel e le associazioni di consumatori Adiconsum, Federconsumatori e Movimento consumatori. I viaggiatori potranno anche scegliere un’altra destinazione programmata, o optare per un buono viaggio o un rimborso del valore del pacchetto. Circa le partenze programmate oltre i sette giorni dall’avviso del ministero degli Esteri, “si consiglia ai clienti – si legge in una nota congiunta – di attendere l’evoluzione della situazione e, qualora entro i sette giorni dalla partenza programmata permanesse l’avviso, valgono le condizioni su esposte. Qualora i clienti non volessero attendere l’evoluzione della situazione e la partenza fosse programmata oltre sette giorni dalla vigenza dell’avviso, saranno soggetti alle normali condizioni generali di contratto. Stanti le indicazioni di cui sopra, sono fatte salve le condizioni di miglior favore che ogni tour operator associato vorrà offrire, comprese le soluzioni alternative”.    “Astoi, Assotravel, Adiconsum, Federconsumatori e Movimento Consumatori – si precisa -, sono in continuo contatto con l’Unita’ di crisi della Farnesina, con l’ambasciata italiana al Cairo e con i consolati al fine di monitorare in modo costante e tempestivo l’evolversi della situazione”. “Eventuali contenziosi – si conclude – potranno essere risolti rivolgendosi allo strumento della conciliazione paritetica, indirizzando la domanda agli indirizzi” di Astoi, Assotravel, Adiconsum, Federconsumatori e Movimento consumatori. (AGI)

UNA FOTO AL GIORNO: AQUA PARK DI HADABA

Sopra Old Sharm c’è Hadaba, e ad Hadaba c’è l’Aqua Park dove ieri,
complice una luce particolare,

ho scattato questa foto che spero vi piaccia!

LEGGERE CERTE COSE MI RIEMPIE DI SDEGNO!!!!

Ecco quanto letto oggi sul sito La Nuova Ferrara:

Una storia allucinante. Paolo Fogli, 32 anni, nato a Codigoro, per 30 anni residente a Mesola, da 2 ad Ariano Polesine, e da circa 2 mesi animatore all’Hotel Sea Magic nella località egiziana più conosciuta dai turisti, Sharm El Sheik, da alcuni giorni è bloccato in Egitto e non riesce a partire per fare rientro in Italia. Ieri sera alle 20,30 (le 21,30 in Egitto) siamo riusciti a raggiungerlo telefonicamente.

Questo è il testo della telefonata. Ciao Paolo, com’è la situazione laggiù? «Definirla drammatica è riduttivo. Non va nulla: internet è oscurato, telefonare è quasi impossibile, non vanno le carte di credito». Quanti soldi hai con te? «Appena 25 euro». Perché non riesci a tornare in Italia? «Il motivo è semplice: chi è arrivato con un tour operator è già in Italia. Ma io, e l’amico genovese che lavorava con me, non possiamo appoggiarci a nessuno. Siamo disperati!». Hai avuto contatti con la nostra ambasciata al Cairo? «Sì, mi hanno appena telefonato. Gentilissimi. Mi hanno un po’ tranquillizzato. Forse domenica prossima riuscirò a partire, forse con un aereo della Farnesina (il ministero degli esteri italiano; ndr). Ma qui è tutto un forse…». Perché dici…lavoravo? «Perché l’hotel, quando qui in Egitto la rivolta contro Mubarak è precipitata, mi ha sbattuto fuori». Dove dormi? «Per strada, è un incubo. Facciamo i turni di sorveglianza». Riuscite a mangiare? «A stento. Qualche aiuto da qualche egiziano. Abbiamo fame, non riusciamo più a vivere così!». La tua descrizione ci illustra un inferno. E’ così? «E’ esattamente così, purtroppo. Sono bloccato, mi sento uno zingaro. E girare per le strade è rischiosissimo». Avete assistito a scontri armati? «Qui no, ma nella parte vecchia della città ci sono stati dei morti». Dove vi lavate? «Nel Mar Rosso».

Sono profondamente indignato, schifato, allucinato da queste menzogne e patacche possano essere scritte su un sito!
Se questo bel giovanotto è così disperato, eviti almeno di sparare enormi stronzate!!!
E mi spiego: La situazione è drammatica???? Gli unici disagi che abbiamo avuto fino ad ora a Sharm sono: scarsità di benzina (basta fare la coda e si fa agevolmente il pieno, ma credo non sia un problema di questo elemento dato non credo abbia una macchina!) Si fa fatica a trovare Marlboro, ma tutte le altre sigarette si trovano. Oggi non si trovava carne fresca nei supermercati, ma i banchi freezer sono pieni di hamburgher surgelati che non saranno il massimo ma impediscono la morte di fame.

Dorme in strada e fa i turni di guardia??? E se è elcito saperlo di guardia a che cosa che in Sharm regna la pace incontrastata??
E’ vero, hanno oscurato Internet per qualche giorno, ancora ora non funzionano gli sms, ma definire tragica questa situazione è assolutamente ridicolo!!

A Sharm vive una folta comunità di Italiani, molti di noi hanno bar e ristoranti e credo che nessuno si rifiuterebbe di dare un piatto di minestra a un connazionale in difficoltà!

Nella parte vecchia della città ci sono stati dei morti?? Si, forse qualcuno in questi giorni si è spento di vecchiaia o per malattie!!! Roba da non credere!!! Si lava nel Mar Rosso??? Ma sei scemo???? Ma se è pieno di spiagge con la doccia!!

Girare per le strade è rischiosissimo???? Ma che film stai guardando??? Ma non ti vergogni ad aprire la bocca per vomitare simili idiozie????

Caro Paolo Fogli, smettila di raccontare stronzate (scusate l’eufemismo, ma non trovo termine più appropriato)  e vedi di toglierti dalle palle prima possibile!!! L’unica emergenza che ad oggi vedo a Sharm è la tua bocca che le spara talmente grosse da lasciare senza parole chiunque conosca la reale situazione di Sharm! E ti ricordo che in Italia, vittime della disinformazione che fai appoggiato da La Nuova Ferrara, ci sono genitori, parenti e amici di persone che a Sharm ci vivono o ci lavorano e certamente leggere le tue farneticanti affermazioni non genera tranquillità! Per usare una frase fatta “CAMBIA SPACCIATORE!” quello che hai adesso ti vende roba scaduta!!!!