PARTIAM PARTIAM!! TORNIAM TORNIAM!!

Milano, 3 febbraio 2011 – Il sito della Farnesina, Viaggiare sicuri, avverte: non partite per l’ Egitto se non è strettamente necessario. L’appello è stato inserito il 29 gennaio e il charter con i vacanzieri dal terminal di Malpensa 2 è partito regolarmente il 31 gennaio. Fino a ieri nessun altro decollo, sia ad Orio al Serio sia a Malpensa 2. Al terminal 1 di Malpensa invece, la compagnia di linea Egyptair ha annullato i voli mentre è partita regolarmente Alitalia che sta facendo avanti e indietro ogni giorno per riprendere i 3000 turisti italiani sparsi tra le spiagge di Sharm, la valle del Nilo e le Piramidi.

E’ alta stagione per la magia dell’Egitto, ma è diventata bassa di colpo per i tour operator italiani che hanno dovuto appendere cartelli di questo tono: «Il gruppo Alpitour comunica che in seguito allo sconsiglio diramato dalla Farnesina nella serata del 29 gennaio sono state immediatamente sospese le partenze per l’Egitto dal 30 gennaio al 3 febbraio». L’alternativa? Capo Verde o le tranquille Canarie.

La debacle turistica è costata 250 mila euro perduti in un solo weekend, mentre ogni settimana prendono il volo 8 milioni di euro. In totale si calcola che sono già 11 i milioni di euro persi in pochi giorni di sommosse violente al Cairo. Non avevano spaventato, a gennaio, gli attacchi terroristici contro i cristiani copti ad Alessandria, nè gli squali killer di Sharm. Non si era pensato all’effetto domino delle rivolte di Tunisia e Algeria: chi è partito per otto giorni di relax si è trovato di colpo nel caos e con le comunicazioni interrotte. Dopo aver visto le immagini di scontri in televisione, sentito tesimonianze di saccheggi e auto fermate (gli accompagnatori egiziani al Cairo pagano per poter passare), i vacanzieri d’Egitto adesso hanno dato forfait, non prenotando la vacanza che immaginavano per questo mese o annullando quella che erano in procinto di fare. Il laconico comunicato della Farnesina ha convinto a desistere anche gli ultimi che si erano presentati in aeroporto: difficile sapere chi si occuperà di loro se finiranno nei guai volontariamente. La maggior parte degli operatori turistici intanto ha già stabilito che per almeno otto giorni non verranno emessi pacchetti e alcuni, nel dubbio, hanno già prolungato a 15 la sospensione. Per il momento la situazione a Sharm el Sheik, la più gettonata località turistica marina, è relativamente tranquilla. Sono state smentite le notizie che davano turisti italiani bloccati ed esercito in sommossa, ma che possa succedere qualcosa in qualsiasi momento è messo in conto.

Piangevano ieri gli addetti locali degli alberghi del Cairo che hanno accolto gli spaventatissimi turisti di ritorno dalle crociere sul Nilo e pronti a decollare per tornare a casa in fretta: «Senza di voi, come mangeremo?».

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