CHI E’ HOSNI MUBARAK

In questo blog ho stabilito di non occuparmi ne di politica ne di religione.
Tuttavia, visto che la cronaca di ogni giorno ci parla del presidente Mubarak, ritengo utile riportare questo breve articolo della Rai che spiega chi è e da dove viene il presidente egiziano

Mubarak, ascesa e caduta dell'ultimo faraone

IL CAIRO – Il presidente egiziano Hosni Mubarak, nato a Kafr el-Musilha nel 1928, è in carica da circa trent’anni: a partire dal 14 ottobre 1981. È il quarto presidente della Repubblica d’Egitto, incarico a cui è arrivato da vicepresidente dopo una brillante carriera militare nell’aeronautica egiziana, nella quale si distinse come generale durante la guerra del Kippur nel 1973. Assunse la presidenza succedendo a Anwar al-Sādāt, a seguito dell’assassinio di questi il 6 ottobre 1981. In quanto presidente dell’Egitto è considerato uno dei più potenti leader della regione vicino-orientale. Grazie alla Costituzione del 1971, Mubārak ha esercitato un forte controllo sul Paese.

LA CARRIERA MILITARE. Mubārak è nato nel governatorato egiziano di al-Manūfiyya. Dopo aver completato le scuole superiori, entrò nell’Accademia Militare Egiziana, dove ricevette il diploma in Scienze Militari nel 1949. Nel 1950 entrò nell’Accademia Aeronautica e alla fine conseguì un Diploma in Scienze Aeronautiche e fu assegnato agli Squadroni Bombardieri. Parte del suo addestramento da pilota che egli completò fu da lui ricevuto nella Scuola sovietica di Addestramento Piloti di Frunze (dal 1991 Bishkek), nella Repubblica Sovietica del Kyrgyzstan. Nella sua progressione militare di comando fu dapprima pilota, quindi istruttore, comandante di Squadrone Aereo e comandante di Base Aeronautica. Nel 1964 fu nominato capo della Delegazione Militare Egiziana in URSS. Negli anni 1967-1972, durante la Guerra d’Attrito fra Egitto e Israele, voluta da Jamāl Abd al-Nāṣir, Mubārak fu nominato Direttore dell’Accademia Aeronautica e Capo di Stato Maggiore delle Forze Aeree Egiziane. Nel 1972 divenne Comandante delle Forze Aeree Egiziane e vice-Ministro della Guerra. Nell’ottobre 1973, in seguito alla “Guerra d’Ottobre”, conosciuta anche come guerra del Kippur o guerra del Ramadan, Mubārak fu promosso al rango di Maresciallo dell’Aria.

LA NOMINA A VICEPRESIDENTE DOPO LA GUERRA DEL KIPPUR. Nell’aprile 1975 fu nominato vice-presidente dell’Egitto e, nel 1978, fu scelto come vice-presidente del Partito Nazionale Democratico (NDP). A seguito dell’assassinio del Presidente Anwar al-Sādāt da parte di fondamentalisti nel 1981, Mubārak diventò Presidente della Repubblica Araba d’Egitto e Presidente del Partito Democratico Nazionale (NDP). Mubārak è sfuggito a non meno di sei tentativi di omicidio.

IL RIENTRO DELL’EGITTO NELLA LEGA ARABA. L’Egitto è stato l’unico paese nella storia della Lega Araba a essere sospeso a causa della politica del Presidente al-Sādāt, che firmò un Trattato di pace con Israele, e che però fu riammesso nella Lega – otto anni dopo l’assassinio di Sādāt (6 ottobre 1981) – nel 1989, sotto la Presidenza Mubārak. La sede principale della Lega è stata ricollocata nel medesimo complesso di edifici al Cairo. Tuttavia Mubārak cominciò a perdere sostegni a metà degli anni ’90. La crisi economica dei primi anni ’90 fu imponente. Secondo l’indice che valuta l’attenzione garantita ai diritti umani, l’Egitto occupa il 119esimo posto su 177 nazioni e viene valutato con un indice di 0,659 su 1.

LE INCHIESTE SULLA CORRUZIONE CONTRO I FIGLI. Un duro colpo alla credibilità di Mubārak intervenne allorquando circolarono notizie sul fatto che suo figlio ‘Alā’ era stato favorito dal governo nei processi di privatizzazione avviati dal padre. L’organizzazione Transparency International (TI), che si occupa di valutare tra l’altro l’indice di corruzione politica di un Paese, colloca l’Egitto al 70esimo posto su 159 nazioni. Timori di una dittatura familiare. Oltre alle voci sul favoritismo che avrebbe avvantaggiato suo figlio Alā prima del suo defilarsi intorno all’anno 2000, un elemento di forte inquietudine è quello che deriva dall’ambizione politica dell’altro figlio di Mubārak, Jamāl, la cui ascesa all’interno del Partito Nazional Democratico si è accompagnata all’ingresso di una generazione di neo-liberisti, passo preliminare per il successivo ingresso nel governo. Voci sempre più insistenti parlano di una successione in pectore di Jamāl alla presidenza della Repubblica, secondo una tradizione nepotistica che spesso in Egitto ha avuto modo di manifestarsi pesantemente. Tale sospetto è stato smentito più volte ma questo non ha fatto diminuire i timori e le ansie di chi vorrebbe uno sviluppo in senso democratico del regime egiziano, finora caratterizzato dal forte peso dell’apparato militare.

IL RIMPASTO E LE NOMINE PER LA CRISI ECONOMICA. Nel luglio 2004, Mubārak accolse le dimissioni del Primo Ministro Atef Ebeyd e di tutto il suo Gabinetto. Mubārak nominò quindi Ahmed Nazif nuovo Primo Ministro. La nuova compagine ministeriale è stata accolta con un moderato ottimismo, anche per un miglioramento della declinante situazione economica dell’Egitto. Il mercato egiziano è diventato percentualmente il primo paese fra quelli emergenti nell’anno fiscale 2004/2005. Persiste però una forte disoccupazione e Mubārak è stato criticato per aver favorito il grande capitale e le privatizzazioni dell’imponente comparto pubblico dell’economia, avvilendo i diritti dei lavoratori.

L’EGITTO CONTRO LE GUERRA IN IRAQ. Il presidente Mubārak si è espresso contro la guerra in Iraq del 2003 voluta dagli USA e dalla Gran Bretagna, affermando che la situazione israelo-palestinese avrebbe dovuto essere affrontata per prima. L’Egitto era un membro della coalizione alleata nella I guerra del Golfo del 1991 (se non si considera il lungo conflitto fra Iraq e Iran che l’aveva preceduta) e i fanti egiziani erano stati tra i primi militari a sbarcare in Kuwait per impegnare le forze armate irachene, godendo per questo di grandi, ma non precisati, vantaggi economici elargitigli dagli USA. In questa sua partecipazione convinta si dice che l’Egitto abbia sofferto pesanti perdite in vite umane, anche se mancano conferme o smentite ufficiali in merito. Secondo Reporter Senza Frontiere i media egiziani sono collocati per libertà d’espressione al 143esimo posto su 167 nazioni considerate.

MUBARAK E LA CHIESA COPTA. Prima che Mubārak assumesse la presidenza, il predecessore Sādāt aveva ordinato a Papa Shenuda III, il capo della chiesa ortodossa copta, di ritirarsi in esilio nel monastero di San Bishoi. In aggiunta, otto vescovi, 24 sacerdoti e molti altri eminenti personalità copte furono posti agli arresti. Sādāt rimpiazzò la gerarchia ecclesiastica con un comitato di 5 vescovi e si riferì a Papa Shenūda come “all’ex-papa”. Più di tre anni dopo l’assassinio di Sādāt nel 1981 e la salita al potere di Mubārak, il presidente richiamò dall’esilio Papa Shenūda III d’Alessandria, il 2 gennaio 1985. Questi tornò al Cairo per celebrare la festività natalizia del 7 gennaio (secondo il calendario copto), e la folla che lo accolse fu valutata in più di 10mila persone. I cristiani hanno goduto di diritti umani e religiosi relativamente migliori sotto Mubārak, con la loro festività del 7 gennaio riconosciuta come festività nazionale nel 2002.

Fonte: http://www.tg1.rai.it

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