INVESTIRE IN EGITTO? SECONDO IL SOLE 24 ORE PROBABILMENTE SI

Fonte:  Guido Tabellini per  www.ilsole24ore.com

Fino a un mese fa, alcune banche di investimento si chiedevano se l’Egitto dovesse essere incluso tra i Bric, i paesi emergenti con le migliori prospettive economiche. Nei tre anni precedenti la crisi finanziaria mondiale, l’Egitto era cresciuto in media del 7% all’anno, e negli ultimi due trimestri la crescita era tornata intorno al 5,5 per cento. Secondo la banca spagnola Bbva, l’economia egiziana avrebbe presto superato quella del Sudafrica, per diventare la più grande economia del continente africano entro il 2013. E ora?

Vi sono due incognite. Il primo interrogativo riguarda la transizione politica. Come sarà il nuovo regime? Sarà più simile all’Iran o alla Turchia? O magari al Pakistan? È ancora troppo presto per rispondere. Tuttavia il livello di sviluppo economico, la vicinanza geografica all’Europa, i legami economici e culturali con l’Occidente, il comportamento seguito finora dai militari, rendono probabile una genuina e significativa trasformazione verso un regime democratico, in cui i cittadini scelgono chi esercita il potere politico nell’ambito di procedure aperte e competitive.

L a seconda incognita riguarda gli effetti economici della democrazia. Se davvero l’Egitto riuscirà a diventare un regime democratico, ciò contribuirà a rinforzare o invece a indebolire le prospettive di sviluppo economico? Anche qui la risposta è tutt’altro che certa. In molti hanno studiato le conseguenze economiche delle transizioni democratiche. Tipicamente, gli anni della transizione sono accompagnati da turbolenze economiche, con un rallentamento della crescita. Ciò è la conseguenza inevitabile dell’interruzione dell’attività produttiva e dell’incertezza che accompagna le trasformazioni politiche. Dopo qualche anno, l’instaurarsi della democrazia porta in media a un’accelerazione dello sviluppo economico, a un tasso di crescita anche superiore a quello precedente il cambiamento di regime. Tuttavia, l’esito è molto diverso a seconda delle situazioni e del contesto economico.

Una variabile importante nel determinare l’effetto delle transizioni democratiche è il grado di apertura dell’economia alle forze di mercato nel momento della transizione. Se la trasformazione politica avviene in un contesto di controllo statale dell’economia, prevalgono gli aspetti negativi: la democrazia accentua l’instabilità economica. Se invece l’economia è aperta agli scambi con l’estero, integrata nell’economia mondiale, e se la concorrenza e i diritti di proprietà sono ben tutelati, allora la transizione democratica riesce a dare un forte ulteriore impulso allo sviluppo economico.

Da questo punto di vista, l’Egitto non è paragonabile ai paesi asiatici, dove l’economia di mercato funziona con grande efficacia. Tuttavia, l’apertura dell’economia egiziana agli scambi con l’estero e la sua integrazione nell’economia mondiale non sono un fatto recente. Inoltre, liberalizzazioni e privatizzazioni si sono intensificate negli ultimi anni. Tutto questo lascia ben sperare circa il futuro economico di un Egitto democratico (un discorso analogo vale anche nei confronti della Tunisia).

L’evidenza empirica rivela anche un altro nesso: quello tra liberalizzazioni economiche e liberalizzazioni politiche. L’apertura dell’economia al commercio estero e alle forze di mercato rende più probabile la transizione verso regimi democratici. Da questo punto di vista, non è sorprendente che la democrazia nel mondo arabo cerchi di spuntare proprio nei paesi, come Egitto e Tunisia, che prima di altri avevano imboccato la strada delle liberalizzazioni economiche.

Ciò pone i regimi autocratici degli altri paesi arabi di fronte a un dilemma: per facilitare lo sviluppo economico e la crescita dell’occupazione, essi dovrebbero aprire le loro economie alle forze di mercato. Ma così facendo, essi pongono le basi per la fine del loro potere politico. Non è un caso se molti paesi arabi, di fronte agli eventi di questi giorni, sono andati nella direzione opposta, aumentando la presenza dello Stato nell’economia attraverso l’espansione di sussidi e prezzi controllati, e assunzioni nel settore pubblico. Queste misure populiste e assistenziali possono effettivamente allungare la sopravvivenza dei regimi autocratici. Purtroppo ciò avviene a scapito del vero benessere economico dei cittadini.

NAVI IRANIANE ATTRAVERSANO SUEZ! PROVOCAZIONE A ISRAELE?

Due navi da guerra iraniane, una fregata ed un’unità d’appoggio, attraverseranno il canale di Suez oggi per poi dirigersi alla volta della Siria. Lo hanno reso noto fonti ufficiali egiziane, gestori dell’importante via d’acqua. Israele ha già condannato come “una provocazione” il passaggio delle due unità, il primo dal 1979, dall’avvento del regime dell’aytollah Ruollah Khomeini.

Ma La Stampa riporta:
E’ mistero sull’esatta posizione delle due navi da guerra iraniane che hanno chiesto all’Egitto l’autorizzazione ad attraversare il Canale di Suez.

Secondo quanto riferito dalla televisione iraniana Al Alam, citata dal quotidiano israeliano Haaretz, le due navi iraniane hanno attraversato oggi il Canale di Suez e sarebbero dirette in Siria. «Le due navi iraniane hanno attraversato il canale e si stanno dirigendo verso un porto siriano», ha riferito al Alam.

Ma l’agenzia Fars, citando un responsabile del Canale, ha smentito la notizia ed ha precisato che le navi attraverseranno il Canale di Suez solo nella giornata di domani. Israele, si legge su Haaretz, ha già definito il passaggio delle due navi come “una provocazione”. La marina militare israeliana è già entrata in fase di allerta ed è pronta all’intervento nel caso in cui le due navi di Teheran dovessero compiere un movimento sospetto verso le coste dello Stato ebraico.

IL G20 AIUTA EGITTO E TUNISIA

(AGI) Parigi – Il G20 tende la mano a Egitto e Tunisia, sconvolti da gravi crisi politiche, e si dice pronto a sostenere i due paesi nell’attuazione di riforme economiche.
“Siamo pronti ad aiutare Egitto e Tunisia per accompagnare riforme studiate a beneficio dell’intera popolazione e della stabilizzazione delle due economie”, si legge nel comunicato diffuso al termine del summit parigino .

FORZA EGITTO, CE LA PUOI FARE ALLA GRANDE!!!

(ANSA) – IL CAIRO, 20 FEB – I siti archeologici egiziani, incluse le Piramidi, oltre ai musei del Cairo, Luxor e Assuan sono stati riaperti questa mattina al pubblico. Lo riferisce il ministro per le Antichità Hawass, spiegando che la polizia turistica presidia i siti. Anche le banche egiziane hanno riaperto oggi dopo una settimana di chiusura e si sono formate lunghe code di clienti. E’ ripresa l’attività di due grandi industrie tessili statali, dove l’attività era stata interrotta da scioperi dalla scorsa settimana.

Decine di turisti stranieri, tra cui alcuni italiani, sono stati i primi visitatori a varcare la soglia del museo egizio del Cairo. Accolti da rose, mentre gli artigiani stanno riparando i danni subiti durante i giorni piu’ caldi della rivolta, hanno trovato lunghi saloni insolitamente vuoti. Per garantire la sicurezza le sale sono controllate da soldati. .

UNA MURENA IN VACANZA AL DOMINA CORAL BAY

Più di un mese! E’ più di un mese che nessuno fa il bagno in mare al Domina Coral Bay!
Gironi fa ho avuto la fortuna di vedere un bellissimo pesce Napoleone nuotare indisturbato prorpiro sotto la floating (la piattaforma galleggiante) situata di fronte al diving center

Ieri una murena sguazzava pigramente sotto il pontile delle barche, sempre al diving. Tutti i turisti presenti (non più di una decina) si sono accalcati sul pontile ad ammirare quello splendido esemplare lungo circa 170 cm

La murena si è avvicianata alla spiaggia fino quasi ad uscire dall’acqua. Qualcuno si è anche preoccupato per la sua salute dato che sembrava quasi agonizzante. Poi di colpo, con un colpo di coda, si è girata ed è scomparsa nuotando in direzione della floating!

Non tutto il male viene per nuocere e questo prolungato blocco della balneazione, ci fa capire che il mare non muore per la presenza dell’uomo. Semplicemente i pesci, infastiditi da quel bipede lento e rumoroso, si spostano più in la!

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LA COPERTINA DEL NUOVO TIME

UN FILMATO STRAORDINARIO DI DENIS ZORZIN

Denis ama il mare!
Denis sott’acqua padroneggia la videocamera come un 15enne padroneggia il joistick della playstation!
Denis è capace di fare filmati come questo

Denis è su Facebook

 

 

DOMANI A MILANO IL PROGETTO MAR ROSSO

Una meravigliosa foto del Sinai e del Mar Rosso visti dal satellite

Il 22 febbraio a Milano si terrà un incontro fra i Paesi che hanno finanziato lo studio di fattibilità sull’opera che porterà acqua dal Mar Rosso al Mar Morto, avveniristico progetto della Banca Mondiale: organizzato dal Ministero Italiano degli Affari Esteri. Ancora una volta un’azienda italiana di cui essere orgogliosi!!

Thetis è stata incaricata ad esaminare il potenziale impatto ambientale dell’infrastruttura transnazionale sul Golfo di Aqaba/Eilat (Mar Rosso). Durante la giornata verranno presentati i primi risultati dello studio arrivato circa al 70% del suo svolgimento. Iniziato a marzo 2010, i lavori si concluderanno quest’estate. Il ruolo di Thetis è stato quello di coordinare il gruppo di lavoro operando in collaborazione con istituti ed esperti nello studio del Golfo di Aqaba, quali “Interuniversity Institute for Marine Science in Eilat e Israel Oceanographic and Limnological Research” (Israele), la “Marine Science Station in Aqaba” (Giordania) ed il Prof. S. Monismith della Stanford University (USA).
La portata dell’opera che trasferirà acqua nel Mar Morto è ingente, pari a circa due milioni di metri cubi l’anno, avrà un costo di circa 10 milioni di dollari e per costruirla si renderà necessaria una significativa opera di infrastrutturazione del territorio interessato. La task force di Thetis, coordinata dal dott. Andrea Barbanti, responsabile della Divisione di Ingegneria Ambientale e del Territorio, sta ultimando in questi mesi la valutazione sull’impatto dell’opera, sulla circolazione delle acque e sull’ambiente marino del reef.
Per lo sviluppo dello studio, Thetis ha messo a frutto le sue consolidate competenze, maturate in anni di esperienza nell’ambito di progetti internazionali: l’azienda italiana è stata infatti protagonista anche dell’analisi per la valutazione delle sostenibilità delle isole nella Contea di Chongming (Cina), ha realizzato uno studio per la gestione della mobilità sostenibile a New Delhi (India) ed ha partecipato a numerosi progetti in paesi quali Croazia, Romania, Libia e Thailandia.

Quasi un anno fa in questo blog avevo già parlato di questo “faraonico” progetto! Ecco il link al mio articolo di aprile

UNA FOTO AL GIORNO: LE PIRAMIDI DALLO SPAZIO

Una delle poche opere dell’uomo visibili dallo spazio, sono le Piramidi della piana di Giza!

Ma vi siete mai chiesti come potrebbero vedere gli extraterrestri queste sbalorditive costruzioni??

Clicca più volte sull’immagine, fino a vederla in alta risoluzione! E’ impressionante!!!

Le Piramidi della piana di Giza viste dallo spazio

TI CHIAMERANNO FACEBOOK!!

20 febbraio 2011

In onore delle manifestazioni che hanno costretto Mubarak alle dimissioni una piccola egiziana si chiamerà come il social network più famoso

Il web, si sa, ha avuto un ruolo determinante nelle rivolte scoppiate nelle ultime settimane in nordafrica. In Algeria prima, e in Tunisia, Egitto, Iran poi, i manifestanti hanno avuto modo grazie ai social network di organizzarsi, tenersi informati, far espandere il focolaio delle proteste, tenersi aggiornati sull’evolversi della situazione.

UNA BAMBINA DI NOME “FACEBOOK” – Una rivoluzione mediatica, e democratica, così importante che qualcuno, nel paese che fu di Mubarak, ha deciso di dare a sua figlia il nome “Facebook”. Un ventenne egiziano ha deciso di rendere omaggio in questa originale maniera a quel ruolo determinante assunto dai nuovi media nell’ambito delle manifestazioni scoppiate in Egitto e che hanno avuto come epicentro piazza Tahrir, nel cuore del Cairo. A dare la notizia è stato uno dei quotidiani più popolari del paese, Al-Ahram. Facebook Jamal Ibrahim si chiamerà la ragazza. La piccola ha già ricevuto molti doni da tanti giovani entusiasti per la sua nascita.

BOOM DEI SOCIAL NETWORK – In Egitto ci sono circa 5 milioni di utenti del social network fondato da Mark Zuckerberg, più di ogni latro paese africano o del Medio Oriente. Il mese scorso, in conocmitanza con le proteste, il numero degli iscritti è aumentato più del previsto. Dopo il 25 gennaio sono sorti 32mila nuovi gruppi e 14mila nuove pagine. Paradossalmente YouTube, Twitter, Google, o anche “fotocamera cellulare”, sarebbero stati nomi altrettanto efficaci da dare alla bambina. Sono i tanti protagonisti tecnologici delle manifestazioni. Ma è Facebook ad essere diventato il vero emblema di come i social media possano trasmettere un messaggio di libertà.

MARTEDI’ ASTA IN FAVORE DEGLI ANIMALI DI SHARM

Nei giorni scorsi è nata a Sharm Hachiko, un’associazione che si prefigge di aiutare le centinaia di cani e gatti che vivono a Sharm senza alcun controllo sanitario
Ecco l’annuncio dell’apertura

Oggi 12 febbraio 2011 nasce l’associazione Pro-Animali a Sharm el Sheikh “HACHIKO”
La nostra intenzione e’ quello di ridurre il problema della sovrappopolazione di cani e gatti,sterilizzandoli con tutte le cure necessarie e aiutando tutti gl…i animali bisognosi.Chiunque volesse aiutarci a realizzare questo progetto,puo fare donazioni sia in denaro o cibo!!
La nostra associazione affida i suoi animali alle cure del Dr.Albert Gabra della clinica veterinaria situata in zona Alrwisat!!!
Per info chiamare
Carlo 0109203576
Marika 0169696975
Katia 0121384307
Lello 0127312972
Noi e i nostri amici cuccioli vi ringraziamo tutti di cuore!!!!!!!!!

Per sostenere l’iniziativa, martedì 22 febbraio, alle ore 21:00 si terrà presso Roma Antica di Delta Sharm un’asta con decine di oggetti offerti da privati per sostenere la neonata associazione.
Marika, titolare di Roma Antica, fa parte del gruppo di promotori

Link alla pagina Facebook dell’associazione Hachiko

FROM EGYPT WITH LOVE

Niente da dire, solo da guardare con simpatia
questo video fatto da ragazzi egiziani

GIOVEDI A CENA AL DELTA DA NAPOLI CAFFE’

Ecco una dritta interessante tanto per gli staff (chi vive e lavora a Sharm) che per chi ci viene in vacanza e desidera cenare fuori dall’hotel spendendo poco e avendo la possibilità di conoscere residenti italiani

Tutti i Giovedì sera, al Napoli Caffè sito in Delta Sharm, una ricca cena a buffet
La formula è semplicissima: si paga il mangiare a buffet 60 Pound e il bere si paga a parte.

Ecco il menù del 24 febbraio:

Lasagne con ragù ai funghi
Pasta coi ceci
Risotto con porri e limone
Polpettine saporite
Millefoglie di melanzane
Purea di patate allo zafferano
Terrina di broccoli siciliani e patate
Zucchine trifolate
Tartelles di frolla con frutta
Tiramisù

E’ consigliata la prenotazione perchè i posti non sono poi tantissimi: 0165778168

Il buffet della scorsa settimana