IL CAIRO VISTO CON GLI OCCHI DI CHI CI VIVE

Riporto un post di Jasmine, un’amica italiana che vive a Il Cairo
IL PERCHE’ DELLA RIVOLUZIONE..
In tanti, forse troppi nel mondo si chiedono perche’, dopo 30 anni , il popolo egiziano abbia improvvisamente deciso di dare un colpo finale al governo Mubarak.  Io, che per meta’ sono italiana e che per meta’ della mia vita ho vissuto in Italia – paese democratico – capisco perfettamente le motivazioni della gente e devo dire che sono molto, molto stupita della forza di sopportazione e della pazienza che il popolo egiziano ha mostrato per tutti questi anni.
Venire in vacanza in Egitto non e’ come viverci e se molte destinazioni ti portano leggermente a contatto con la realtà del Paese, tante altre la nascondono completamente dando un’idea fittizia e fantasiosa del popolo egiziano e della realtà che essi vivono giornalmente.
Ci tengo personalmente a dare voce ai problemi che affliggono da ormai 30 anni il 40% della popolazione egiziana che vive sotto il limite della sopravvivenza, senza possibilità di studiare, curarsi e purtroppo anche di mangiare.

ISTRUZIONE: Il sistema di istruzione egiziano e’ suddiviso, come la società stessa in categorie e classi. Ci sono le scuole private, dedicate alle classi sociali con reddito alto dove I bambini fortunati vivono l’istruzione in maniera completa e sana. Si tratta di scuole linguistiche, dove si parla come prima lingua o inglese o francese e dove la retta annuale oscilla dagli 8000 ai 15000 pound egiziani (pari a 1000/1500 euro annui).
Ci sono poi le scuole semipubbliche o semiprivate, finanziate da ambasciate estere e dallo stato egiziano. Il livello di istruzione e’ nettamente inferiore ed il numero minimo di bambini in classe e’ di 40. La retta annuale oscilla tra i 4000 e i 2000 pound egiziani ( pari a 750/400 euro annui).
Infine abbiamo le scuole pubbliche che sono per il 40% della popolazione. Il livello igienico e’ sotto il decente, ogni classe (elementare ad esempio) ha circa 85 alunni, i maestri che non ce la fanno a contenerli neanche fanno più lezione obbligando però gli studenti a salatissime lezioni private OBBLIGATORIE se si vuole passare l’anno.

SANITA’: Come per le scuole anche gli ospedali sono suddivisi per categorie, e anche qui abbiamo gli ospedali privati, pulitissimi e con ogni tipo di tecnologia. Si pagano a giornata ed un pernottamento (escluse cure e medicine) costa dai 1000 ai 700 pound egiziani (circa 150/100 euro giornalieri).
Le strutture pubbliche invece, non sono definibili ospedali ma agglomerati di microbi, dove le possibilità di ammalarsi superano di gran lunga quelle di guarire e dove virus come Epatite B o C colpiscono il 25% dei malati. Sporchi al limite dell’umano, in condizioni igieniche pietose e poi neanche proprio gratuiti perché anche se poco vanno comunque SEMPRE pagati.

ORDINE PUBBLICO: da quando e’ stata inserita nell’81 la legge relativa allo stato di emergenza, la classe povera della popolazione (pari al 40%) ha vissuto anni di vera e propria PAURA. Giornalmente, al fine di stilare rapporti, i poliziotti arrestavano ragazzi a caso nei quartieri poveri per poi sottoporli a violenze fisiche, sessuali, psicologiche inaudite..giornalmente chiunque portasse la barba lunga, a segno di convinto islamismo, veniva arrestato e sottoposto alle stesse violenze perché considerato terrorista.
Dimenticarsi la carta di identità a casa conseguiva arresti  e violenze.. I ragazzi potevano sparire per giorni e peggio per anni senza che nessuno potesse ne chiedere ne sapere dove si trovassero. Se poi qualcuno moriva in cella o durante le torture non era certo un problema. La polizia regnava SOVRANA e poteva fare tutto quello che voleva. Io stessa ho assistito più volte ad atti ignobili dei poliziotti che usavano i ragazzi come passatempo o peggio ancora ho visto picchiare selvaggiamente anziani perché avevano osato sorpassarli con l’auto..e chi si immischiava beccava una pallottola. Ed e’ per questo che nei primi giorni di Rivoluzione, la gente si e’ scagliata con ferocia su poliziotti e commissariati dando fuoco ad ogni traccia di polizia

ECONOMIA: Gli stipendi degli statali sono sotto il limite di sopravvivenza..un impiegato che lavora da 15 anni prende mensilmente 250 pound egiziani, uno spazzino 120 pound egiziani, un’infermiera in un ospedale pubblico 150 pound egiziani, un maestro di una scuola pubblica 200 pound egiziani..e la vita quanto costa?
Un kilo di spezzatino costa 50 pound egiziani, un pollo 30 pound egiziani, un kilo di mele 15 pound egiziani, un kilo di zucchine 5 pound egiziani, un pacco di pannolini per bambini anche 65 pound egiziani. E’ così che vive il 40% della popolazione egiziana.

LIBERTA’: Ci sono personaggi economici, giornalisti e scrittori ai quali e’ stato vietato di vivere in Egitto in quanto dicevano la verità. Ci sono libri che sono stati censurati  e personaggi politici arrestati solo perché si mettevano contro il governo e dicevano la loro opinione. Primo su tutti Ayman Nour che si azzardò nelle ultime elezioni a dire che si trattava di elezioni false e per questo fu arrestato e buttato in prigione per molti anni.
Dall’inizio della Rivoluzione ad oggi sono comparsi sul mercato moltissimi dei libri censurati e la televisione Statale (finora obbligata a dare solo le notizie passate da governo) non fa altro che intervistare personaggi a cui non era stato più permesso entrare nel Paese

Io vivo al Cairo da 13 anni circa, ho conosciuto gente di ogni religione e livello sociale, ho lavorato in scuole semipubbliche e centri di lingue per la gente povera, ho vissuto in quartieri poverissimi e mangiato con gente che definire povera e’ poco.. ho girato l’Egitto per intero, ho visitato villaggi sul Nilo nell’Alto Egitto dove bere acqua dai rubinetti e’ un privilegio e dove andare a scuola e’ rischioso perché bisogna attraversare il Nilo in barchette di legno che non resistono (ogni settimana li muoiono almeno 5 bambini annegati), e dopo tutto ciò che ho visto sono certa al 1000% che la caduta del vecchio governo sia solo un bene e che l’Egitto e gli egiziani meritano di vivere in condizioni umane, dove i diritti umani devono essere rispettati e dove le persone e la vita hanno un valore.
Mi spiace infinitamente per coloro che hanno perso la vita, ma mi spiace ancora di più per quegli egiziani benestanti e quegli stranieri che vivono in Egitto (grazie ad investimenti o proprie attività) che hanno considerato la Rivoluzione come inutile e come “un disastro economico”, pensando purtroppo solo a loro stessi e alla loro condizione privilegiata nello Stato egiziano.

Tutti dobbiamo metterci sempre nei panni dei meno fortunati, perché, chissà,  un giorno potremmo essere noi al loro posto..e per questo desidero ringraziare tutti i ragazzi egiziani, proprio i benestanti, le nuove generazioni, quelle di facebook e twitter che hanno spinto, guidato e lottato per il loro Paese e la loro gente nella prospettiva di un futuro dignitoso per tutti.

SKY FA POKER CON L’EGITTO

TUTANKHAMON – L’EREDITA’ MALEDETTA

Perchè il rito funebre e la sepoltura di Tutankhamon avvennero velocemente? Un gruppo di egittologi sostiene che alcuni personaggi importanti avevano fretta di prendere il suo posto.

National Geo HD Venerdì 25 feb ore 21:05 & 02:00

LA VERA STORIA DI NEFERTITI

Documenti scoperti di recente, indagini scientifiche e ricostruzioni svelano la vera storia di Nefertiti, la regina egiziana il cui nome è da sempre legato a scandali e misteri

National Geo HD Venerdì 25 feb ore 22:05 & 03:00

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IL FARAONE DIMENTICATO

La storiadi uno dei meno noti faraoni dell’antico Egitto che regnò intorno all’anno 1000 a.C. Psusennes I
Il ritrovamento della sua tomba fu messo in ombra dallo scoppio della seconda guerra mondiale

National Geo HD Sabato 26 feb ore 21:05

NEFERTITI E LA DINASTIA PERDUTA

Un team di archeologi è al lavoro nella Valle dei Re per trovare tracce della dinastia di Nefertiti e di suo marito Akhenaton

National Geo HD Sabato 26 feb ore 21:55

Tutti i programmi ovviamente sono visibili un’ora dopo su NATGEO+1

RIAPRE IL DOMINA CORAL BAY!!! RIPARTONO TUTTI!!!

Un evento per festeggiare il via libera della Farnesina a Sharm e la riapertura del Coral Bay: è l’idea di Ernesto Preatoni, realizzata con il contributo di Meridiana fly. L’imprenditore ha organizzato per domani (oggi ndr) il primo volo su Sharm el Sheikh dallo sconsiglio di fine gennaio. A bordo del volo, giornalisti di tutte le principali testate nazionali e internazionali. Il Domina Coral Bay verrà con l’occasione riaperto. Prevista per sabato 26 febbraio una conferenza in loco cui interverrà anche il Governatore del Sud Sinai, General Mohamed Abdel Fadeel Shousha.

Settemari riparte, già dal prossimo weekend del 26 e 27 febbraio, con la programmazione di Sharm El Sheikh e Marsa Alam. “Siamo assolutamente fiduciosi in una rapida ripresa della destinazione – commenta il direttore commerciale Guido Ostana -. L’ottimo rapporto qualità/prezzo, la distanza di sole 4 ore dall’Italia, l’ampia offerta di strutture, la bellezza del mare e dei suoi fondali, la rende una destinazione unica nel panorama turistico internazionale. Il Mar Rosso non può che ripartire alla grande e i primi a darcene conferma sono le agenzie che stanno ricevendo le richieste dei clienti”.

Futura Vacanze ha inviato oggi comunicazione che da 5 marzo riaprirà la destinazione Sharm el Sheikh. Rivolgendosi alle agenzie di viaggi Carlo Franchi, direttore vendite dell’operatore, ha affermato: “Ci auguriamo sinceramente che questa destinazione, tanto gradita alla clientela italiana, possa tornare in tempi brevissimi ad una normale e ancora più intensa attività. Il booking Futura Vacanze e i responsabili di zona sono a disposizione delle agenzie di viaggi per qualsiasi ulteriore chiarimento”.
Le partenze settimanali sono il sabato da Bergamo, Roma Fiumicino, Napoli e Bari. “Per le partenze fino al 26 marzo sono in distribuzione le nostre offerte per soggiorni al Radisson Blu Resort di Nabq Bay con formula Soft All Inclusive. Grazie alla collaborazione dei nostri corrispondenti egiziani, per le date indicate includeremo nelle quote un city tour e una escursione nel deserto con cena beduina e spettacolo”.

 

27 FEBBRAIO: LA GRANDE FESTA DI SHARM!!!

Il volantino della manifestazione - Clicca per ingrandire

Domenica 27 Febbraio, con partenza dal posteggio dei taxi all’inizio della pedonale di Naama Bay, partirà una festosa marcia finalizzata a festeggiare la ripresa delle attività turistiche a Naama  e a Sharm.
Centinaia di persone percorreranno la strada pedonale a partire dalle 14:00 egiziane (quindi verso le 15:00 eheheh)
Sono stati organizzati show di strada, folcloristici, musicali, giochi col fuoco, giocolieri, cantanti, equilibristi e chi più ne ha più ne metta. A Sharm sono arrivati oggi giornalisti dall’Italia e tutti vogliamo che si rendano conto che Sharm e Naama Bay non sono state bombardate, la vita scorre come sempre e siamo sempre pronti ad accogliere i turisti col sorriso sul viso!

Appuntamento quindi alle ore 14:00 al posteggio dei taxi di Naama Bay!!!! RESIDENTI DI SHARM, VENITE TUTTI!!!!

UNA FOTO AL GIORNO: PIAZZA TAHRIR DURANTE LE PROTESTE

SI RITORNA ALLA NORMALITA’

Milano, 24 feb. (TMNews) – Il gruppo Italcementi ha riattivato i cinque impianti in Egitto che fanno capo alla controllata Suez Cement, che ha diffuso oggi i risultati 2010. E’ quanto conferma il gruppo.

L’attività era stata fermata alla fine dello scorso gennaio dopo i primi disordini nel Paese dove ora stanno rientrando anche i dipendenti non egiziani, che erano allontanati per motivi di sicurezza.

Italcementi opera in Egitto attraverso Suez Cement, direttamente controllata da Ciment Francais: si tratta del primo produttore egiziano di cemento, con circa 4.000 dipendenti e una quota del mercato locale di circa il 30%.

Durante questo periodo di stop sono stati fermati i forni e smaltiti gli stock.

QUESTA SERA ALLE 21 SU NATIONAL GEOGRAPHIC CHANNEL

Zahi Hawass

L’ASSALTO AL MUSEO EGIZIO: VOLEVANO L’ORO

Un’anticipazione dell’intervista esclusiva al responsabile delle antichità egizie, all’indomani dell’assalto al museo del Cairo.
In onda venerdì 25 febbraio alle 21 su National Geographic Channel

Vedi un’anticipazione sul sito di Repubblica

IL MUSEO EGIZIO DI TORINO

Il Museo delle antichità egizie di Torino, meglio conosciuto semplicemente come Museo egizio, è considerato, per il valore dei reperti, il più importante del mondo dopo quello del Cairo, nonchè il più importante d’Italia seguito da quello di Firenze.
Ha sede nello storico Palazzo dell’Accademia delle Scienze, sede dell’omonima Accademia e che ospita anche la Galleria Sabauda, eretto nel XVII secolo dall’architetto Guarino Guarini.
Nel 2006 è stato visitato da 554.911 persone, con un aumento del 93,8% rispetto al 2005.
Il museo è stato fondato nel 1824 da Carlo Felice, che acquistò la Collezione Drovetti, composta dai ritrovamenti di Bernardino Drovetti, console francese in Egitto. Fu in seguito ampliato con i reperti provenienti dagli scavi di Ernesto Schiaparelli proveniente da Barbania.
Nel museo sono presenti circa 30mila pezzi che coprono il periodo dal paleolitico all’epoca copta.

 

I più importanti sono:
la tomba intatta di Kha e Merit
il tempio rupestre di Ellesija
il Canone Reale, conosciuto come Papiro di Torino, una delle più importanti fonti sulla sequenza dei sovrani egizi
la Mensa isiaca, che i Savoia ottengono dai Gonzaga nel XVII secolo
la tela dipinta di Gebelein
i rilievi di Djoser
le statue delle dee Iside e Sekhmet e quella di Ramesse II scoperte da Vitaliano Donati nel tempio della dea Mut a Karnak
il Papiro delle miniere d’oro

Il 6 ottobre 2004 è stato firmato un accordo trentennale tra la Fondazione Museo delle antichità egizie e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali per conferire i beni del museo alla Fondazione, presieduta dallo scrittore Alain Elkann e di cui fanno parte la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, la Città di Torino, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT.
In tal modo il Museo egizio verrà gestito dalle istituzioni locali e godrà dei finanziamenti delle fondazioni bancarie, godendo al tempo stesso di ampia autonomia gestionale.
Nel 2008 il raggruppamento Isolarchitetti vince la gara internazionale per scegliere i progettisti del nuovo museo con un progetto firmato insieme a Dante Ferretti. (vedi post successivo)

LA RISTRUTTURAZIONE DEL MUSEO EGIZIO DI TORINO

Clicca più volte sulle immagini di questo post per vederle a tutto schermo

Il lavori di realizzazione del progetto di ristrutturazione e rifunzionalizzazione del Museo Egizio di Torino, del raggruppamento Isolarchitetti, vincitore del bando di gara internazionale pubblicato a giugno 2007, si concluderanno nel 2013 e saranno strutturati in due fasi che consentiranno di non chiudere mai completamente il Museo.

Il primo museo nella storia interamente dedicato all’arte e alla cultura dell’Antico Egitto, va incontro ad uno straordinario e radicale rilancio che lo porterà a valorizzare e rendere pienamente fruibili i grandi tesori della sua collezione, in linea con i parametri internazionali più attuali.

Il cambiamento del Museo Egizio è stato avviato nel 2004 con l’istituzione della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino, primo esempio in Italia di gestione a partecipazione pubblico-privata che ha reso possibile il conferimento delle collezioni da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e lo stanziamento dei fondi necessari da parte degli altri soci fondatori quali Città di Torino, Provincia di Torino, Regione Piemonte, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT.

Il progetto prevede un profondo rinnovamento del Museo: dalla struttura architettonica interna ai servizi al pubblico, dai principi su cui si basa l’allestimento delle sale al numero e alla varietà degli oggetti esposti, per riportare uno dei gioielli dell’offerta culturale italiana in linea con gli standard richiesti a un museo d’avanguardia.

Il Progetto assegna al nuovo museo oltre 10.000 mq di spazi nuovi e restaurati, oltre mille metri lineari di nuove vetrine ad alta tecnologia pronte a ospitare, esporre e valorizzare circa 6.500 pezzi scelti tra gli oltre 26.000 conservati dal Museo.

Il disegno, in coerenza con le indicazioni della Fondazione, oltre a raddoppiare lo spazio del Museo risolve tutte le questioni fondamentali poste, tra le quali:
– i collegamenti verticali ed orizzontali;
– gli accessi e la sintassi dei flussi;
– il recupero dell’immagine dell’edificio;
– la rifunzionalizzazione degli spazi esistenti e l’invenzione di nuove superfici per il Museo;
– il rapporto con l’Accademia delle Scienze e la Città;
– l’individuazione delle aree corrispondenti alle diverse e complesse funzioni e all’ottimizzazione delle loro relazioni di uso e gestione;
– l’impostazione di uno schema di allestimento che preserva e valorizza l’edificio, restituendo dignità, spettacolarità e, ove necessario, senso del sacro alla collezione;
– l’impiego di tecnologie integrate con l’allestimento per la conservazione dei reperti e la climatizzazione degli ambienti;
– la realizzazione del nuovo Museo attraverso “inaugurazioni-evento” progressive nel tempo;
– la continuità di apertura del Museo in tutte le fasi di realizzazione.

Attraversato incessantemente da flussi di visitatori il Museo è movimento, e come tale è stato pensato. Il nuovo Museo Egizio sarà, mutevole e flessibile e costantemente aggiornabile. Il progetto nasce anche dall’intuizione di liberare il piano terra dalle funzioni ad alta frequentazione, portare gli ospiti attraverso la manica Schiaparelli nel ventre del Museo e da lì accompagnarli, con un’esperienza emozionale e culturale, velocemente verso l’alto delle gallerie restaurate.

La gestione dei flussi e degli ingressi è un importante traguardo: ci sarà la possibilità di fare entrare le scolaresche da Via Eleonora Duse, mentre i visitatori accederanno al Museo attraversando la spettacolare corte da Via Accademia delle Scienze.

Già dalla galleria attraverso la corte trasparente saranno anticipate al visitatore prospettive sulla collezione. Una grande sala ricavata all’interno manica Schiaparelli restaurata accoglierà i visitatori nel nuovo ingresso. Da qui con una rampa e con collegamenti verticali i visitatori saranno condotti alla nuova grande sala ipogea progettata sotto la corte.

Questo nuovo spazio flessibile conterrà le aree destinate all’accoglienza (informazioni, biglietteria, bookshop, laboratori didattici, servizi). Poi un veloce collegamento verticale (ascensori e scale mobili) permetterà ai visitatori di salire al secondo piano ed entrare nella grande sala a tre livelli lunga sessanta metri dove inizia il percorso Dagli ultimi piani i visitatori attraverseranno le sale e scenderanno verso il basso seguendo il percorso delle scale storiche dell’edificio, in questo modo si instaurerà un movimento circolare senza incroci di flussi pur conservando la possibilità di personalizzazione della visita. Parallelo al movimento verticale ed orizzontale del pubblico gli spazi necessari al management del Museo verranno dotati di accesso indipendente e occuperanno gli ultimi livelli della manica su Piazza Carignano. Gli uffici saranno direttamente collegati ai laboratori, alle sale e ai depositi. La manica Schiaparelli accoglierà anche la nuova biblioteca e una grande caffetteria con roof garden.

I depositi del museo saranno accessibili dai tre lati dell’edificio.

L’allestimento, l’architettura e la tecnologia concorrono a rappresentare, mettere in scena, storia, cultura e fascino della civiltà egizia. Il disegno degli spazi è studiato per ottenere un sapiente allontanamento dalla città e dal presente.

Il racconto dei reperti, la coralità delle collezioni finalmente esposte per intero, il lavoro di generazioni di archeologi sono accompagnati da profonde suggestioni sensoriali. Lo sguardo del visitatore è accompagnato dalla luce al buio e ancora alla luce in un movimento circolare. Lo spettatore, dagli spazi scuri e misteriosi della corte ipogea, viene portato alla luce che gradualmente cambia ai livelli superiori, e ancora alla penombra delle tombe in un percorso ciclico come la rotazione della notte sul giorno, della vita sulla morte, del silenzio sulla festa. Da sacri luoghi sotterranei alle sale, calde di colori e infinite come i deserti della storia, allo spazio verde dell’oasi di riposo: la scenografia in costante mutamento ci porta a sentire i luoghi per potere, dalla loro storia, trarne vantaggio.

L’allestimento permette, sempre con luce e trasparenza, la percezione del contesto architettonico di cui il museo è ospite, la visione d’insieme delle collezioni nella loro esposizione corale si alterna con la possibilità di uno studio attento e ravvicinato del singolo reperto, un Museo per la città che alla città regala squarci segreti attraverso la corte-piazza che, come fata Morgana, attira l’attenzione verso uno spazio reale e vivo.

Il progetto architettonico è firmato Isolarchitetti s.r.l., I.C.I.S. s.r.l., prof. arch. Carlo Aymonino, prof. arch. Paolo Marconi e dall’arch. Gabriella Barbini.

Il progetto del restauro architettonico porta la firma del prof. arch. Paolo MARCONI, arch. Giancarlo Battista e dell’arch. Marco Grimaldi, mentre quello del restauro artistico della dott.ssa Maria Gabriella De Monte.

Il progetto degli allestimenti è firmato dall’arch. Dante Ferretti, due volte Premio Oscar, da Isolarchitetti e da I.C.I.S.

LA MAGICA DAHAB

Dahab è una cittadina egiziana, conta 1300 abitanti ed è situata nella zona sud della Penisola del Sinai.

Fino a pochi anni fa si presentava come un piccolo villaggio di pescatori, adesso si presenta un centro turistico e balneare vero e proprio che si affaccia sul Mar Rosso.

Il nome Dahab in lingua araba significa oro. Questo fa riferimento al colore della sabbia e delle pietre del deserto che rendono il piccolo centro uno scenario imperdibile.

Lungo la costa si sviluppa la barriera corallina che partendo dall’estremità meridionale del Sinai (Ras Mohammed) arriva fino a Ras Abu Galum.

È una meta turistica frequentata in modo particolare dagli amanti del windsurf, delle immersioni e dello snorkelling.

Degna di nota è l’immersione conosciuta con il nome di Canyon. Ci si immerge in una suggestiva spaccatura profonda dagli 8 ai 50 metri. Il tratto oltre i 30 metri di profondità è molto angusto e spesso si sono verificati incidenti mortali. A breve distanza si trova un altro sito di immersione che si presenta ugualmente pericoloso, chiamato Blue Hole. È caratterizzato da un pericoloso passaggio subacqueo tra la laguna e il mare aperto, che varia dai 50 fino a giungere ai 110 metri circa.

Questa cittadina paradisiaca è costituita da due villaggi: il villaggio beduino di Assalah, si trova nella parte più a sud. Più a nord si sviluppa il centro economico e amministrativo di Dahab.

Una delle principali attrazioni di Dahab sono i ristoranti lungo-mare che sono un misto tra lo stile beduino e quello hippie. Larghi cuscini e tavoli bassi, decorati con coloratissimi tessuti sono situati proprio vicino al mare. La maggior parte di questi ristoranti mettono a disposizione grandi contenitori che raccolgono diversi tipi di pesce per soddisfare i gusti di tutti i clienti.

Questi ristoranti sono pensati per tutti coloro che desiderano trascorrere una serata in pieno relax dopo essersi gustati un piatto delizioso e genuino.

Link Utili (in inglese!)

Dove alloggiare

http://www.dahabholidayflat.com/home.htm

http://www.christinahotels.com/

http://www.inmodivers.de/

http://bluebeachclub.com/

http://www.swissinn.net/dahab/index.htm

http://www.orca-diveclub-dahab.com/e/location_dive_center_dahab_egypt_u601d.html

 

Attività sportive

http://www.penguindivers.com/index2.html

http://www.sunsplash-divers.com/eng/start_e.htm

http://www.dahabdivers.com/

http://www.reef2000.com/

http://www.octopusdivers.net/uk/

http://www.sinaidivers.com/english.htm

http://www.desert-divers.com/

http://www.crazy-camel.de/english.html

 

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GLI AMBIZIOSI PIANI TURISTICI EGIZIANI

Sviluppo di nuove destinazioni e itinerari turistici. Clicca per ingrandire

 

 

L’Egitto nei mesi che hanno preceduto la rivoluzione che ha portato alla caduta di Mubarak, aveva avviato un dettagliatissimo piano per incrementare il turismo puntando su varie pedine. La speranza è che chiunque vada al potere continui su questa strada che a mio modesto parere potrebbe far conoscere a queste straordinarie popolazioni un benessere fino ad oggi solo immaginato.
Faccio questo discorso con rabbia perchè sono italiano e noi italiani avremmo potuto fare da tempo un discorso globale di questo tipo. Purtroppo interessi personali, disinteresse dei governanti, e una serie di fattori hanno fino ad ora impedito all’Italia di avere una forte connotazione turistica. siamo uno dei paesi più visitati del mondo, ma lo dobbiamo a quello che hanno costruito i nostri antenati o alle meraviglie naturali.
Vediamo se l’Egitto, che ha un numero infinito di problemi in più dell’Italia, riuscirà in questa “faraonica” impresa! Nei prossimi giorni tornerò sull’argomento.

Storia, cultura e Mice. Sono tre gli asset su cui scommette l’Ente del Turismo egiziano per alzare la posta a livello mondiale. Obiettivo del Paese, infatti, è arrivare in un decennio a raddoppiare il numero degli arrivi internazionali, e per ottenerlo il canale scelto è valorizzare sia l’Egitto classico che le nuove possibilità di turismo, non solo leisure, che offre il Paese, alleggerendo il peso del Mar Rosso sullo share complessivo degli arrivi.

Una linea d’azione che si sviluppa in più mosse. Da un lato, un intervento promozionale forte sul consumer, con una campagna di impatto fortemente emozionale che ruota sul claim “L’inizio di tutte le storie. Anche la tua”. Dall’altro un rafforzamento del rapporto con tour operator e agenzie di viaggi, per cementare la partnership e offrire un pacchetto di nuovi prodotti da commercializzare. In particolare, sull’Italia si è concluso da poco il workshop dedicato al trade ‘The other Egypt’, un viaggio attraverso proposte alternative per  turisti, con itinerari inediti e circuiti in zone meno battute.

Accanto al turismo culturale, il Paese gioca la carta Mice. La sviluppo di nuove aree, da Luxor ad Aswan a Taba e la nascita di nuove strutture a 5 stelle dotate di sale per meeting e congressi sono il passaporto per attrarre il mercato degli eventi in Egitto. Il Paese si è inoltre dotato di nuovi spazi per accogliere congressi di livello internazionale, come il Congress center del Cairo, a cui si affiancano la rinata Biblioteca Alexandrina di Alessandria, il Maritim Sharm El Sheikh international congress center e il Port Ghalib international congress center.

Per far innamorare gli italiani dell’Egitto classico basta mandarli a Torino. La città ospita, infatti, il Museo Egizio più importante del mondo dopo quello de Il Cairo, e chi lo visita viene preso dal desiderio di conoscere meglio il Paese. A maggior ragione, questo accadrà a partire dal 2011, quando avrà termine la prima parte dei lavori per il rinnovamento del museo e si troverà nuovo spazio per i 4mila nuovi reperti che lo Stato ha conferito alla Fondazione Antichità Egizie di Torino, che si aggiungono ai 6.500 oggetti già esposti oggi.