IL CAIRO VISTO CON GLI OCCHI DI CHI CI VIVE

Riporto un post di Jasmine, un’amica italiana che vive a Il Cairo
IL PERCHE’ DELLA RIVOLUZIONE..
In tanti, forse troppi nel mondo si chiedono perche’, dopo 30 anni , il popolo egiziano abbia improvvisamente deciso di dare un colpo finale al governo Mubarak.  Io, che per meta’ sono italiana e che per meta’ della mia vita ho vissuto in Italia – paese democratico – capisco perfettamente le motivazioni della gente e devo dire che sono molto, molto stupita della forza di sopportazione e della pazienza che il popolo egiziano ha mostrato per tutti questi anni.
Venire in vacanza in Egitto non e’ come viverci e se molte destinazioni ti portano leggermente a contatto con la realtà del Paese, tante altre la nascondono completamente dando un’idea fittizia e fantasiosa del popolo egiziano e della realtà che essi vivono giornalmente.
Ci tengo personalmente a dare voce ai problemi che affliggono da ormai 30 anni il 40% della popolazione egiziana che vive sotto il limite della sopravvivenza, senza possibilità di studiare, curarsi e purtroppo anche di mangiare.

ISTRUZIONE: Il sistema di istruzione egiziano e’ suddiviso, come la società stessa in categorie e classi. Ci sono le scuole private, dedicate alle classi sociali con reddito alto dove I bambini fortunati vivono l’istruzione in maniera completa e sana. Si tratta di scuole linguistiche, dove si parla come prima lingua o inglese o francese e dove la retta annuale oscilla dagli 8000 ai 15000 pound egiziani (pari a 1000/1500 euro annui).
Ci sono poi le scuole semipubbliche o semiprivate, finanziate da ambasciate estere e dallo stato egiziano. Il livello di istruzione e’ nettamente inferiore ed il numero minimo di bambini in classe e’ di 40. La retta annuale oscilla tra i 4000 e i 2000 pound egiziani ( pari a 750/400 euro annui).
Infine abbiamo le scuole pubbliche che sono per il 40% della popolazione. Il livello igienico e’ sotto il decente, ogni classe (elementare ad esempio) ha circa 85 alunni, i maestri che non ce la fanno a contenerli neanche fanno più lezione obbligando però gli studenti a salatissime lezioni private OBBLIGATORIE se si vuole passare l’anno.

SANITA’: Come per le scuole anche gli ospedali sono suddivisi per categorie, e anche qui abbiamo gli ospedali privati, pulitissimi e con ogni tipo di tecnologia. Si pagano a giornata ed un pernottamento (escluse cure e medicine) costa dai 1000 ai 700 pound egiziani (circa 150/100 euro giornalieri).
Le strutture pubbliche invece, non sono definibili ospedali ma agglomerati di microbi, dove le possibilità di ammalarsi superano di gran lunga quelle di guarire e dove virus come Epatite B o C colpiscono il 25% dei malati. Sporchi al limite dell’umano, in condizioni igieniche pietose e poi neanche proprio gratuiti perché anche se poco vanno comunque SEMPRE pagati.

ORDINE PUBBLICO: da quando e’ stata inserita nell’81 la legge relativa allo stato di emergenza, la classe povera della popolazione (pari al 40%) ha vissuto anni di vera e propria PAURA. Giornalmente, al fine di stilare rapporti, i poliziotti arrestavano ragazzi a caso nei quartieri poveri per poi sottoporli a violenze fisiche, sessuali, psicologiche inaudite..giornalmente chiunque portasse la barba lunga, a segno di convinto islamismo, veniva arrestato e sottoposto alle stesse violenze perché considerato terrorista.
Dimenticarsi la carta di identità a casa conseguiva arresti  e violenze.. I ragazzi potevano sparire per giorni e peggio per anni senza che nessuno potesse ne chiedere ne sapere dove si trovassero. Se poi qualcuno moriva in cella o durante le torture non era certo un problema. La polizia regnava SOVRANA e poteva fare tutto quello che voleva. Io stessa ho assistito più volte ad atti ignobili dei poliziotti che usavano i ragazzi come passatempo o peggio ancora ho visto picchiare selvaggiamente anziani perché avevano osato sorpassarli con l’auto..e chi si immischiava beccava una pallottola. Ed e’ per questo che nei primi giorni di Rivoluzione, la gente si e’ scagliata con ferocia su poliziotti e commissariati dando fuoco ad ogni traccia di polizia

ECONOMIA: Gli stipendi degli statali sono sotto il limite di sopravvivenza..un impiegato che lavora da 15 anni prende mensilmente 250 pound egiziani, uno spazzino 120 pound egiziani, un’infermiera in un ospedale pubblico 150 pound egiziani, un maestro di una scuola pubblica 200 pound egiziani..e la vita quanto costa?
Un kilo di spezzatino costa 50 pound egiziani, un pollo 30 pound egiziani, un kilo di mele 15 pound egiziani, un kilo di zucchine 5 pound egiziani, un pacco di pannolini per bambini anche 65 pound egiziani. E’ così che vive il 40% della popolazione egiziana.

LIBERTA’: Ci sono personaggi economici, giornalisti e scrittori ai quali e’ stato vietato di vivere in Egitto in quanto dicevano la verità. Ci sono libri che sono stati censurati  e personaggi politici arrestati solo perché si mettevano contro il governo e dicevano la loro opinione. Primo su tutti Ayman Nour che si azzardò nelle ultime elezioni a dire che si trattava di elezioni false e per questo fu arrestato e buttato in prigione per molti anni.
Dall’inizio della Rivoluzione ad oggi sono comparsi sul mercato moltissimi dei libri censurati e la televisione Statale (finora obbligata a dare solo le notizie passate da governo) non fa altro che intervistare personaggi a cui non era stato più permesso entrare nel Paese

Io vivo al Cairo da 13 anni circa, ho conosciuto gente di ogni religione e livello sociale, ho lavorato in scuole semipubbliche e centri di lingue per la gente povera, ho vissuto in quartieri poverissimi e mangiato con gente che definire povera e’ poco.. ho girato l’Egitto per intero, ho visitato villaggi sul Nilo nell’Alto Egitto dove bere acqua dai rubinetti e’ un privilegio e dove andare a scuola e’ rischioso perché bisogna attraversare il Nilo in barchette di legno che non resistono (ogni settimana li muoiono almeno 5 bambini annegati), e dopo tutto ciò che ho visto sono certa al 1000% che la caduta del vecchio governo sia solo un bene e che l’Egitto e gli egiziani meritano di vivere in condizioni umane, dove i diritti umani devono essere rispettati e dove le persone e la vita hanno un valore.
Mi spiace infinitamente per coloro che hanno perso la vita, ma mi spiace ancora di più per quegli egiziani benestanti e quegli stranieri che vivono in Egitto (grazie ad investimenti o proprie attività) che hanno considerato la Rivoluzione come inutile e come “un disastro economico”, pensando purtroppo solo a loro stessi e alla loro condizione privilegiata nello Stato egiziano.

Tutti dobbiamo metterci sempre nei panni dei meno fortunati, perché, chissà,  un giorno potremmo essere noi al loro posto..e per questo desidero ringraziare tutti i ragazzi egiziani, proprio i benestanti, le nuove generazioni, quelle di facebook e twitter che hanno spinto, guidato e lottato per il loro Paese e la loro gente nella prospettiva di un futuro dignitoso per tutti.

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2 Responses to IL CAIRO VISTO CON GLI OCCHI DI CHI CI VIVE

  1. Molto bello, l’avevo linkato anch’io, dovevamo incontrarci finalmente stamattina ma è stata trattenuta dai casini nel Maadi, riproviamo domani 🙂 Piazza Tahrir è una festa che sembra non voler finire

  2. marna says:

    Spero che aiuti molte persone a comprendere la realta quotidiana di 30anni di abusi e sofferenze.
    Brava Yasmine.

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