SULLA STRAGE DI CAPODANNO AD ALESSANDRIA

Un interessante e lucido articolo a firma Giacomo Galeazzi è apparso ieri su Lastampa.it


Al Qaeda ha rivendicato l’attentato di Capodanno ad Alessandria d’Egitto e l’Italia chiederà l’intervento dell’Unione europea. «Questo vile gesto di morte, come quello di mettere bombe ora anche vicino alle case dei cristiani in Iraq per costringerli ad andarsene, offende Dio e l’umanità intera, che proprio ieri ha pregato per la pace e ha iniziato con speranza un nuovo anno – ha evidenziato ieri il Pontefice -. Davanti a questa strategia di violenze che ha di mira i cristiani, e ha conseguenze su tutta la popolazione, prego per le vittime e i familiari, e incoraggio le comunità ecclesiali a perseverare nella fede e nella testimonianza di non violenza che ci viene dal Vangelo. Penso anche ai numerosi operatori pastorali uccisi nel 2010. Rimaniamo uniti in Cristo». Ai funerali delle vittime e nella provincia meridionale di Assiut, ieri i copti hanno manifestato la loro rabbia accusando il governo di abbandonarli alla furia distruttrice dei fondamentalisti. Migliaia di copti, provenienti dal quartiere popolare a maggioranza cristiana di Shubra e da altre zone, sono scesi in piazza al centro del Cairo e hanno occupato il lungo Nilo per un chilometro tra l’edificio della tv statale e il ministero degli esteri. Durante le proteste sono stati scanditi slogan contro «la carenza di polizia», appelli alla «vendetta» e all’« uguaglianza con i musulmani». La polizia è intervenuta e negli scontri dieci copti sono rimasti lievemente feriti.Le tensioni tra le comunità confessionali in Egitto sono aumentate negli ultimi mesi. I copti, che rappresentano il 10% della popolazione, stimata in 80 milioni, si sentono marginalizzati e minacciati. La Santa Sede mette in guardia dalla «cristianofobia». Missioni, nunziature, Comunità di Sant’Egidio, parrocchie, in terra d’Islam la Chiesa in prima linea racconta di sangue innocente, discriminazioni, intolleranze ma anche tentativi di convivenza e pacificazione.La mappa delle persecuzioni anticristiane è al tempo stesso un martirologio globalizzato e un «patchwork» di situazioni locali. «La grande differenza di territori e circostanze della persecuzione è dovuta al fatto che non esiste un solo Islam, anche negli stessi Paesi islamici – spiega il teologo Gianni Gennari -. In Iraq, per esempio, le tensioni tra sunniti e sciiti sono forti e anche violente. Non c’è, anche nelle diverse versioni dell’Islam, un’autorità riconosciuta unica, ma spesso sono diverse e in conflitto tra loro».Ciò fa sì che ovunque, anche approfittando di situazioni sociali e politiche diverse (povertà, tirannie più o meno fondamentaliste o più o meno laiche) «il malcontento popolare possa facilmente essere indirizzato verso le fasce di popolazione religiosamente “diverse”, il che da sempre comporta anche delle diversità sociali», evidenzia Gennari.Ad accomunare i fronti della violenza, è l’escalation di tensioni attorno alle minoritarie «cittadelle» cristiane, il generale clima di ostilità verso i discepoli di Gesù, spesso costretti a fuggire dal terrore degli attentati e da condizioni di vita insostenibili. Nell’Egitto di fine regime Mubarak migliaia di emigranti tornano dall’Arabia Saudita con la mentalità wahabita di voler islamizzare la società. E per le famiglie copte la vita si è fatta dura soprattutto al Sud, come dimostrano gli attentati a Luxor. Ad Alessandria i cristiani non si erano mai nascosti, invece adesso è diventato pericoloso mangiare o bere in pubblico durante il digiuno del Ramadan ed è considerato «atto insolente» indossare abiti non abbastanza larghi.

Sul problema dei copti in Egitto pubblico anche il link ad un articolo sicuramente ben scritto, ma da cui prendo le distanze in quanto non sono a sufficientemente a conoscenza dei fatti e credo che le versioni su questa storia siano talmente tante e talmente diverse che difficilmente si potrà mai arrivare alla verità! Pubblico il link solo affinchè ci si possa almeno in parte rendere conto del livello di esasperazione che raggiungono i temi religiosi in Egitto! In Italia certe cose non si potrebbero forse neppure pensare!!

LA VERITA’ SULLA GUERRA TRA CRISTIANI E MUSULMANI IN EGITTO….


GIACOMO GALEAZZI
Al Qaeda ha rivendicato l’attentato di Capodanno ad Alessandria d’Egitto e l’Italia chiederà l’intervento dell’Unione europea. «Questo vile gesto di morte, come quello di mettere bombe ora anche vicino alle case dei cristiani in Iraq per costringerli ad andarsene, offende Dio e l’umanità intera, che proprio ieri ha pregato per la pace e ha iniziato con speranza un nuovo anno – ha evidenziato ieri il Pontefice -. Davanti a questa strategia di violenze che ha di mira i cristiani, e ha conseguenze su tutta la popolazione, prego per le vittime e i familiari, e incoraggio le comunità ecclesiali a perseverare nella fede e nella testimonianza di non violenza che ci viene dal Vangelo. Penso anche ai numerosi operatori pastorali uccisi nel 2010. Rimaniamo uniti in Cristo». Ai funerali delle vittime e nella provincia meridionale di Assiut, ieri i copti hanno manifestato la loro rabbia accusando il governo di abbandonarli alla furia distruttrice dei fondamentalisti. Migliaia di copti, provenienti dal quartiere popolare a maggioranza cristiana di Shubra e da altre zone, sono scesi in piazza al centro del Cairo e hanno occupato il lungo Nilo per un chilometro tra l’edificio della tv statale e il ministero degli esteri. Durante le proteste sono stati scanditi slogan contro «la carenza di polizia», appelli alla «vendetta» e all’« uguaglianza con i musulmani». La polizia è intervenuta e negli scontri dieci copti sono rimasti lievemente feriti.Le tensioni tra le comunità confessionali in Egitto sono aumentate negli ultimi mesi. I copti, che rappresentano il 10% della popolazione, stimata in 80 milioni, si sentono marginalizzati e minacciati. La Santa Sede mette in guardia dalla «cristianofobia». Missioni, nunziature, Comunità di Sant’Egidio, parrocchie, in terra d’Islam la Chiesa in prima linea racconta di sangue innocente, discriminazioni, intolleranze ma anche tentativi di convivenza e pacificazione.La mappa delle persecuzioni anticristiane è al tempo stesso un martirologio globalizzato e un «patchwork» di situazioni locali. «La grande differenza di territori e circostanze della persecuzione è dovuta al fatto che non esiste un solo Islam, anche negli stessi Paesi islamici – spiega il teologo Gianni Gennari -. In Iraq, per esempio, le tensioni tra sunniti e sciiti sono forti e anche violente. Non c’è, anche nelle diverse versioni dell’Islam, un’autorità riconosciuta unica, ma spesso sono diverse e in conflitto tra loro».Ciò fa sì che ovunque, anche approfittando di situazioni sociali e politiche diverse (povertà, tirannie più o meno fondamentaliste o più o meno laiche) «il malcontento popolare possa facilmente essere indirizzato verso le fasce di popolazione religiosamente “diverse”, il che da sempre comporta anche delle diversità sociali», evidenzia Gennari.Ad accomunare i fronti della violenza, è l’escalation di tensioni attorno alle minoritarie «cittadelle» cristiane, il generale clima di ostilità verso i discepoli di Gesù, spesso costretti a fuggire dal terrore degli attentati e da condizioni di vita insostenibili. Nell’Egitto di fine regime Mubarak migliaia di emigranti tornano dall’Arabia Saudita con la mentalità wahabita di voler islamizzare la società. E per le famiglie copte la vita si è fatta dura soprattutto al Sud, come dimostrano gli attentati a Luxor. Ad Alessandria i cristiani non si erano mai nascosti, invece adesso è diventato pericoloso mangiare o bere in pubblico durante il digiuno del Ramadan ed è considerato «atto insolente» indossare abiti non abbastanza larghi.

IL MAL TEMPO DEI GIORNI SCORSI AD ALESSANDRIA

Vedere per credere!!!
Il maltempo e le piogge dei giorni scorsi si sono abbattute su Alessandria di Egitto, città non strutturata e progettata per far fronte a simili eventi climatici!
Purtroppo si sono registrati parecchi morti, tra i quali 14 operai di una fabbrica di abbigliamento!!!

Ma siamo sicuri che a livello mondiale il clima non stia preparando strani scherzi???

 

QUATTRO PASSI AD ALESSANDRIA

Tra poco avrà inizio il mite inverno del nord d’Africa. E’ un buon periodo per andare a visitare Alessandria d’Egitto, una delle più popolose città del Paese con i suoi oltre 3 milioni di abitanti. Si trova sulla costa del Mediterraneo, ed è il principale porto egiziano e la seconda città più estesa del paese. Fu la prima delle città omonime fondate da Alessandro Magno, tra il 332 e il 331 a.C. Si estende sulla costa per oltre 20 chilometri, come una città elegante e cosmopolita. Un tempo, duemilatrecento anni fa, era sede di una mitica Biblioteca voluta dal faraone Tolomeo. Essa rappresentava il più grande centro di raccolta e diffusione del sapere di studiosi e scienziati dell’antichità. L’edificio andò distrutto forse da un incendio ma la sua storia non finì lì…

Nel 2002 è risorto dalle sue ceneri, poco distante dalla vecchia sede. Il nuovo edificio è un’ardita e fantasiosa costruzione ispirata ad un sole che sorge sul mare. Si sviluppa su un’area di 80.000 metri quadrati e ospita sale di lettura, un istituto per il restauro dei libri antichi, una biblioteca per l’infanzia, una scuola di informatica, sale per congressi e raccoglie più di un milione di testi scientifici e, in tutto oltre cinque milioni di volumi.

La nuova Biblioteca del Mondo Mediterraneo è nata grazie ad un progetto congiunto di Egitto ed Unesco non è l’unico luogo degno di nota di questa bellissima città, un tempo sede di una delle Sette meraviglie del mondo, il celebre Faro di Alessandria, iniziato da Tolomeo I e completato da Tolomeo II che aveva un’altezza di circa 135 m e poteva essere visto già da ben 50 km di distanza! Era costituito da un alto basamento quadrangolare incui erano ospitate le stanze degli addetti all’accensione e le rampe per il trasporto del combustibile. A questo basamento si sovrapponeva una torre ottagonale e quindi una costruzione rotonda sormontata da una statua di Zeus o Poseidone, più tardi sostituita da quella di Helios. I resti della gigantesca costruzione, che crollò probabilmente a causa di un terremoto, sono oggi inglobati in un forte del XV secolo. Se volete camminare o fermarvi a mangiare, allora troverete molto piacevole la lunga strada del Porto Orientale, Sharia 26 luglio, con i numerosi ristoranti di pesce, piccoli ma dalla cucina eccellente. Se cercate bei negozi di antichità potete invece trovarli in Rue Attarine (vedi foto)

MARINA EL ALAMEIN: NUOVO SITO ARCHEOLOGICO

Dopo anni di restauri e di assestamenti, il sito archeologico di Marina el-Alamein, sulla costa egiziana del Mediterraneo, finalmente potrà essere visitato dai turisti a partire da metà settembre.

L’annuncio dell’apertura del sito, è stato dato in una conferenza stampa dal segretario generale del Consiglio Supremo delle antichità egiziane, Zaki Hawass. (20/08/2010)

In questo luogo, a cinque chilometri ad est di el-Alamain, sorgeva una piccola cittadina romano-ellenistica, conosciuta col nome di Locassis. La cittadina fu scoperta accidentalmente nel 1986, quando iniziò la costruzione del resort Marina el-Alamein.

L’area archeologica abbraccia una sezione di almeno un chilometro di lunghezza per 500 metri di larghezza ed è il sito più grande della costa nord dell’Egitto. Il ministro per la cultura Farouk Hosni ha annunciato che l’area archeologica sarà aperta ai turisti per metà settembre, corredata di un sistema di illuminazione estremamente tecnologico che permetterà ai visitatori di godere di el-Alamein sia di giorno che di notte.

La cittadina di el-Alamein possedeva un porto ed un quartiere commerciale e, a sud di questi, un centro città che includeva bagni pubblici, mercati ed una basilica civile. Negli ultimi dieci anni l’Istituto Polacco di Archeologia del Cairo ed il Centro Ricerche Americano d’Egitto hanno riportato alla luce i resti di più di 50 differenti edifici e necropoli. Il complesso archeologico comprende un teatro e una serie di ville d’epoca romana oltre a terme, numerose statue, mercati, resti di basiliche cristiane, tombe e antiche pavimentazioni stradali. I resti archeologici più antichi rimandano al II secolo a.C. e sono stati individuati nella necropoli cittadina. Si pensa che il sito sia stato abitato sino al VII secolo d.C.

Il nome greco romano di el-Alamein era Locassis, che vuol dire “conchiglia“, e le fu dato a causa del colore bianco della sabbia. Qui veniva adorata Afrodite, la dea dell’amore e le statue della dea ritrovate sul luogo la mostrano mentre emerge da una bianca conchiglia, proprio in riferimento al nome dell’antica città.

LA BIBLIOTECA DI ALESSANDRA DI EGITTO

Biblioteca di Alessandria d’Egitto: biblioteca dell’antichità presso la quale era conservata la più vasta collezione di libri del mondo antico. Fondata da Tolomeo I Sotere, sovrano d’Egitto, nella città di Alessandria, fu ampliata dal figlio Tolomeo II Filadelfo agli inizi del III secolo a.C. Ambizione del progetto era radunare qui tutte le opere scritte dall’umanità sino ad allora.

La cura della biblioteca fu affidata a importanti letterati, tra i quali Zenodoto di Efeso, che ne fu il primo direttore; il poeta Callimaco, che produsse il primo catalogo generale; Aristofane di Bisanzio (257-180 ca. a.C.) e Aristarco di Samotracia (217-145 ca. a.C.), filologi e grammatici greci.

Sotto Tolomeo II la biblioteca di Alessandria conteneva presumibilmente 500.000 volumi o pergamene, mentre il Serapeion ne ospitava circa 43.000. Dall’immenso patrimonio di testi in lingua originale furono ricavate copie che vennero poi diffuse nelle biblioteche di tutto il mondo antico; la biblioteca intraprese infatti un importante lavoro di diffusione e traduzione degli stessi. Accanto alla ricca collezione di opere, l’antica biblioteca comprendeva un osservatorio astronomico, un giardino zoologico e botanico e diverse sale da riunione.

La biblioteca di Alessandria venne parzialmente o interamente distrutta più volte: nel 47 a.C., durante la guerra civile tra Cesare e Pompeo, un incendio divorò il porto cittadino e si estese anche ad alcuni depositi della biblioteca, distruggendo circa 40.000 volumi. Secondo la leggenda, la biblioteca subì altri tre incendi che la devastarono definitivamente: nel 272 d.C. per ordine dell’imperatore Aureliano, nel 391 dall’imperatore Teodosio e nel 640 dai musulmani guidati dal califfo Omar I.

Tra il 1988 e il 2002 sul sito dell’antica biblioteca è stata eretta, grazie all’azione congiunta dell’UNESCO e del governo egiziano, la nuova Bibliotheca Alexandrina. L’avveniristico edificio, che ha la forma di un lungo cilindro tagliato obliquamente, si sviluppa su undici piani e copre un’area di circa 80.000 m². In grado di ospitare fino a 8.000.000 di volumi, la nuova biblioteca di Alessandria d’Egitto include sale di lettura, un istituto per il restauro di libri antichi, una biblioteca per l’infanzia, una scuola d’informatica, sale per riunioni e congressi. Sulle mura esterne di granito sono incisi i caratteri che rappresentano tutti gli alfabeti del mondo.

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VENEZIA – ALESSANDRIA VIA MARE: PARTE COL BOTTO IL NUOVO COLLEGAMENTO VIA MARE

Ha fatto il pieno di prenotazioni per luglio e agosto Visemar Line, che dal 20 maggio scorso collega Venezia con Tartous (Siria) e Alessandria d’Egitto. Il traffico è per lo più etnico – tra il 70% e il 60% dei passeggeri trasportati, ma si registrano anche numerosi turisti che viaggiano con camper e moto al seguito. «Sono particolarmente soddisfatto delle prenotazioni – dichiara Stefano Tositti, presidente di Visemar Line -. Le nostre stime indicano ben 5 mila auto private che ogni anno attraversano la frontiera turca in direzione del Medioriente: a tutte queste persone noi offriamo una valida alternativa al lungo viaggio in auto, garantendo un tempi di percorrenza rapidi e una grande puntualità». Il servizio Venezia-Alessandria-Tartous prevede partenze da Venezia ogni giovedì con scalo a Tartous dopo 68 ore. Tappa successiva Alessandria d’Egitto 20 ore dopo la partenza da Tartous. A disposizione dei passeggeri sulla Visemar One 67 cabine quadruple interne ed esterne, bar, ristorante, self-service, cinema e negozi. Per la tratta Venezia-Alessandria d’Egitto, prezzi a partire da euro 300 a persona con sitsemazione in cabina quadrupla. Auto al seguito a 700 euro, camper a mille 250 euro.

PER GLI APPASSIONATI DI ASTROLOGIA

FONTE: ARMONICS

Chi ha voglia di passare una settimana di vacanza al mare godendo di sole e  astrologia? Da 20 anni il Cida organizza ogni settembre una settimana di vacanza-studio in posti sempre suggestivi e turisticamente interessanti. Di giorno mare, chiacchiere, relax ed escursioni. Prima di cena due ore di incontri astrologici con argomenti per tutti i gusti e per tutti i livelli.Quest’anno la meta è l’Egitto, la costa vicino ad Alessandria, il periodo dal 24 settembre al 1 ottobre.Ecco che cosa scrivono i nostri due intrepidi organizzatori, Arturo Zorzan e Nadia Paggiaro:“Dallo splendore di Alessandro Magno e delle sue opere monumentali alla lussureggiante meraviglia dell’Oasi di Siwa, abitata da una popolazione con costumi e tradizioni di origine berbera, ad Alessandria d’Egitto, città storica e centro culturale e artistico, arricchito di recente dalla nuova Biblioteca Alessandrina.Dal momento che ad Alessandria non ci sono strutture per vacanze balneari, anche se è una città marinara, abbiamo preso come punto di riferimento stabile l’Hotel Almaza Beach a Marsa Matrouh, in provincia di Alessandria, a soli 30 km dall’aeroporto.L’Almaza Beach è una struttura di recente costruzione, confortevole, curata e raffinata. Un gioiellino adagiato in una baia con spiaggia molto ampia di sabbia bianca e accesso diretto al mare. Lettini, ombrelloni e teli mare sono gratuiti.
Molti i servizi a disposizione per sport e relax: 4 piscine, di cui una coperta, sauna, bagno turco, idromassaggio e palestra, acquagym, ginnastica aerobica e altro ancora.A pagamento inoltre: centro benessere con massaggi, trattamenti rilassanti e antistress.La quota è particolarmente interessante tenendo presente che il trattamento è in formula “all inclusive”.Possibilità di escursioni facoltative a: Alessandria a ca. 200 km, al Cairo, all’Oasi di Siwa, una delle più affascinanti di tutto il deserto occidentale, con 200 sorgenti naturali, il tempio di Ammone e il famoso oracolo dove Alessandro Magno fu dichiarato Faraone.”
La quota è di 810 euro tutto compreso.
Per informazioni contattare Nadia Paggiaro nadiarp@libero.it o Arturo Zorzan zorart@libero.it
Agenzia La Giara 041 5346979

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I TESORI SOMMERSI DI ALESSANDRIA D’EGITTO

Nel 1996 un gruppo di archeo-sub egiziani e francesi hanno scoperto nel porto di Alessandria di Egitto reperti risalenti al terzo secolo dopo Cristo, presumibilmente appartenenti alla mitica Alessandria. Si parla dei ritrovamenti archeologici più significati mai fatti, in grado probabilmente di far passare in secondo piano i ritrovamenti di Luxor!!

La città di Alessandria era considerato il faro della cultura del mondo antico, celebre per la sua biblioteca, il museo e l’enorme faro. Fondata nel 332 a.C. da Alessandro Magno (da cui prese il nome), divenne in breve tempo la più grande città del mondo conosciuto, colma di edifici di marmo e di colonnati paragonabili solo a quelli dell’antica Roma Imperiale.

Alessandria venne distrutta da terremoti avvenuti nel IV, nel XII e nel XIV secolo d.C.  che fecero crollare e sprofondare in mare la città.

Ora, a soli 6 metri dalla costa, il gruppo di archeosub ha scoperto che sul fondo giacciono migliaia di statue, di obelischi, di sfingi e di reperti in generale.

Sono stati individuati i resti del Palazzo di Cleopatra, mentre ancora si stanno cercando le tombe di Alessandro Magno, di Antonio e della stessa Cleopatra.

Purtroppo difficilmente si troveranno resti della famosa biblioteca che conteneva oltre 700.000 papiri, dato che venne distrutta da un incendio.

Ne si ritroveranno resti del faro, in quanto sembra che dopo il suo crollo, avvenuto nel 1307, gli enormi blocchi di pietra vennero riutilizzati per altre costruzioni. Pensate che questa costruzione, sorta sull’isola di Pharos da cui tutti i fari presero poi il nome, aveva al suo interno 300 stanze, la sua luce si poteva vedere da una distanza di 30 miglia (quasi 40 chilometri!!) e che per trovare un edificio in grado di superarlo in altezza si dovette aspettare la Tour Eiffel costruita alla fine del 1800!!!

Ad Alessandria oltre al termine faro, dobbiamo anche il termine museo. Il Museum (casa delle Muse) era un edificio in cui i sapienti dell’epoca si ritrovavano per discutere di cultura e di scienza. Oltre alla vite di Archimede che usiamo ancora oggi, in queste sale per la prima volta si parlò del fatto che la terra fosse rotonda, del fatto che la terra ruotava intorno al sole e non viceversa! Chissà dove sarebbe ora la nostra civiltà se Alessandria non fosse stata distrutta dai terremoti!

Il filmato che segue è composto da 4 parti di circa 10 minuti l’uno.
Al termine di ogni filmato apparirà automaticamente la finestra che ti consentirà di visionare la parte successiva
Ti ricordo che nel blog trovi anche un bellissimo filmato sul progetto del Museo Subacqueo di Alessandria. Per trovarlo digita Alessandria nel riquadro search in alto a destra

CONTINUANO LE SCOPERTE NEL PALAZZO DI CLEOPATRA

La settimana scorsa, alcuni esploratori subacquei si sono immersi al largo dellle coste di Alessandria per studiare le rovine sommerse del palazzo e del complesso templare di Cleopatra, che ora si trova incastrato tra blocchi di calcare creatisi più di 1600 anni fa in seguito a terremoti e tsunami. Il team sta scavando accuratamente uno dei siti subacquei più ricchi del mondo, recuperando meravigliosi manufatti appartenuti all’ultima dinastia che regnò sull’antico Egitto prima dell’annessione a Roma, avvenuta nel 30 a.C.

Usando una tecnologia avanzata, la squadra di esploratori sta esaminando gli antichi Quartieri Reali di Alessandria, incassati in profondità nei pressi del porto; i dati confermano l’accuratezza delle descrizioni della città lasciate più di 2000 anni fa da geografi e storici greci.

Fin dall’inizio degli anni ‘90, gli esami topografici hanno permesso al team, guidato dall’archeologo subacqueo francese Franck Goddio, di superare il problema della scarsa visibilità delle acque del porto e di scavare sotto il fondale. Gli oggetti scoperti vanno da monete e oggetti di uso quotidiano a enormi statue in granito di sovrani d’Egitto e templi dedicati ai loro dèi.

“E’ un sito unico al mondo,” dice Goddio, che ha passato 20 anni a cercare relitti e città perdute sotto il mare.

I ritrovamenti provenienti dalla costa egiziana saranno esposti al Philadelphia’s Franklin Institute dal 5 giugno al 2 gennaio in una mostra intitolata “Cleopatra: alla ricerca dell’ultima regina d’Egitto”. La mostra sarà ospitata da numerose altre città nord-americane.

A differenza di molti siti archeologici distrutti dalla mano dell’uomo, i Quartieri Reali di Alessandria – porti, un promontorio e isole piene di templi, palazzi e avamposti militari – semplicemente scivolarono nel mare in seguito a devastanti terremoti nel IV e nell’VIII secolo. La squadra di Goddio l’ha scoperto nel 1996. Molti dei suoi tesori sono completamente intatti, avvolti nei sedimenti che li hanno protetti dall’acqua salata del mare. “E’ proprio come era al momento dell’affondamento,” ha affermato Ashraf Abdel-Raouf del Consiglio Supremo delle Antichità egiziane, che fa parte della squadra di ricerca.

Nel palazzo esplorato martedì, Cleopatra sedusse il generale romano Marco Antonio prima di suicidarsi in seguito alla sconfitta contro Ottaviano, il futuro imperatore romano Augusto. Le immersioni hanno permesso a Goddio e alla sua squadra di studiare alcuni momenti chiave della vita drammatica della coppia, compreso il Timonium, commissionato da Antonio dopo la sua sconfitta per avere un posto dove ritirarsi dal mondo, ma si uccise prima che fosse completato.

E’ stata anche ritrovata la testa di una statua colossale che si ritiene essere quella di Cesarione, figlio di Cleopatra e di Giulio Cesare, e due sfingi, una delle quali rappresentante forse il padre di Cleopatra, Tolomeo XII.

Gli esploratori hanno fotografato una sezione di fondale eliminando i sedimenti con un potente apparecchio di aspirazione. Hanno fotografato rovine di un tempio dedicato a Iside e collocato vicino al palazzo di Cleopatra sull’isola sommersa di Antirodi.

Tra i grandi blocchi di calcare caduti nel quarto secolo c’era anche un enorme blocco di quarzo con un incisione rappresentante un faraone, Seti I padre di Ramses II. “Abbiamo trovato molti oggetti appartenuti ai faraoni, che furono portati da Eliopoli, l’odierna Cairo. Quindi, i sovrani tolemaici riutilizzarono oggetti tolemaici per costruire i loro edifici”, dice Abdel-Raouf.

Tra gli oggetti esposti sul ponte della barca, c’erano ceramiche importate e copie locali, la statuetta di un faraone, vasi rituali bronzei, amuleti poco più grandi di un’unghia, e piccoli vasi in piombo gettati in mare oppure sepolti nel terreno da parte dei poveri in segno di devozione verso gli dèi.

Il porto orientale di Alessandria fu abbandonato dopo un altro terremoto, nell’VIII secolo, e fu lasciato intatto come baia aperta, eccetto per alcuni frangiflutti del XX secolo, mentre la costruzione del moderno porto proseguì presso il porto occidentale. In questo modo, l’antico Portus Magnus (Grande Porto) rimase indisturbato nelle profondità del mare.

Che filmato straordinario! Il sogno di ogni sub!!!

PROGETTO DEL MUSEO SOTTOMARINO DI ALESSANDRIA

Sono al momento riuscito solo a trovare un filmato francese che descive il meraviglioso progetto che sta per prendere vita ad Alessandria!

Sono più che convinto che le immagini che potete vedere saranno più che esaustive anche per chi non comprende il francese

La realizzazione di questo museo sicuramente darà all’Egitto un nuovo incredibile impulso al turismo! Un progetto faraonico e in nessun paese del mondo meglio che in Egitto questo termine ha un significato ben preciso!

Nota polemica: l’Italia non ha assolutamente nulla a che invidiare all’Egitto in termini di patrimonio artistico e archeologico. Resto allibito di fronte a quello che una nazione molto più povera e tecnologicamente arretrata dell’Italia sta realizzando. Sono convinto che l’Italia potrebbe vivere di turismo, se solo avesse il coraggio di investire e valorizzare il proprio patrimonio, eredità lasciata dai nostri antenati, scarsamente valorizzata e divulgata.

Ma lasciamo le polemiche e ammiriamo quello che sta per essere realizzato in Egitto