UNA FOTO AL GIORNO: PESCE LEOPARDO

Due pesci leopardo nascosti tra i coralli!
Il loro mimetismo è perfetto

IN MAR ROSSO NON CI SONO I TURISTI???

Si, in Mar Rosso mancano i turisti!
Ma….
Non manca il sole!

Non manca il mare!
Non manca la barriera corallina!
Non mancano i pesci!

Mancano i russi!
Mancano gli squali!

Un ringraziamento a Paola Lamacchia che seleziona e segnala questi bellissimi filmati!

Nel filmato qui sotto notate un paio di cose
Il filmato è diviso in due parti
Nella prima parte, colori stupendi, musica azzeccatissima, qualità ottima!
Ma c’è un ma! Notate la tecnica di ripresa. La maggior parte degli spezzoni sono realizzati piazzando probabilmente su un cavalletto la videocamera. Un effetto bellissimo. Basta scegliere un bel corallo colorato che faccia da elemento fisso e lasciare che i pesci facciano il resto. Probabilmente il sub si è anche allontanato per non disturbare troppo i pesci! Bellissimo e originalissimo!

Nella seconda parte gli attacchi ripetuti di un Balestra Titano. Ne ho già parlato in questo blog qui e anche qui.
E’ uno dei pesci più aggressivi e territoriali che possiate incontrare. Memorizzatelo e se vi capita di vederlo non scappate, ma non infastiditelo e se vedete che vi punta allontanatevi. Con un morso trancia una pinna, immaginatevi un dito! E poi ha la pessima abitudine di puntare volto e maschera, meglio lasciarlo tranquillo!

UNA FOTO AL GIORNO: MISTER DUGONGO

COMINCIAMO BENE LA GIORNATA!!

A volte basta alcune belle fotografie e un po’ di buon gusto nel mettere il tutto insieme per creare dei video toccanti e piacevoli da guardare!
In questo caso ad esempio, musica, scritte e fotografie creano un video semplice ma a mio parere molto carino, che fa venire voglia di tuffarsi!! Spero piaccia anche a voi!

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UNA MURENA IN VACANZA AL DOMINA CORAL BAY

Più di un mese! E’ più di un mese che nessuno fa il bagno in mare al Domina Coral Bay!
Gironi fa ho avuto la fortuna di vedere un bellissimo pesce Napoleone nuotare indisturbato prorpiro sotto la floating (la piattaforma galleggiante) situata di fronte al diving center

Ieri una murena sguazzava pigramente sotto il pontile delle barche, sempre al diving. Tutti i turisti presenti (non più di una decina) si sono accalcati sul pontile ad ammirare quello splendido esemplare lungo circa 170 cm

La murena si è avvicianata alla spiaggia fino quasi ad uscire dall’acqua. Qualcuno si è anche preoccupato per la sua salute dato che sembrava quasi agonizzante. Poi di colpo, con un colpo di coda, si è girata ed è scomparsa nuotando in direzione della floating!

Non tutto il male viene per nuocere e questo prolungato blocco della balneazione, ci fa capire che il mare non muore per la presenza dell’uomo. Semplicemente i pesci, infastiditi da quel bipede lento e rumoroso, si spostano più in la!

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UN FILMATO STRAORDINARIO DI DENIS ZORZIN

Denis ama il mare!
Denis sott’acqua padroneggia la videocamera come un 15enne padroneggia il joistick della playstation!
Denis è capace di fare filmati come questo

Denis è su Facebook

 

 

UNA FOTO AL GIORNO

LA MERAVIGLIA DELLA NATURA

UNA FOTO AL GIORNO: IL RICCIO MATITA

Visto il successo che ha riscosso
la foto del riccio matita l’altro giorno,
ecco una bella variante!

Clicca più volte per ingrandire al massimo!!!

Riccio Matita: particolare

 

UNA FOTO AL GIORNO: IL PESCE BALESTRA PICASSO

Un difficile scatto fatto stando fuori dall’acqua!
Mi piace il mimetismo apparente di un pesce che è tutto tranne che mimetizzato!!!

 

NAPOLEONE AVVISTATO AL CORAL BAY!!!

Dopo anni in cui un Napoleone non veniva avvistato davanti al Domina Coral Bay, questa mattina un bellissimo esemplare di questo elegante pesce si è presentato direttamente sotto alla floating del Diving del Coral!

Evidentemente dopo settimane di tranquillità, senza persone schiamazzanti e cosparse di olio solare, anche la natura si riprende i suoi spazi!!

E’ un chiarissimo segnale a tutti e soprattutto a coloro che sostengono che la presenza umana in Mar Rosso abbia irrimediabilmente compromesso la vita della barriera! Evidentemente la natura è molto più veloce di quello che possiamo immaginare!!


UNA FOTO AL GIORNO: IL PESCE PICASSO

I bellissimi colori e le incredibili geometrie del pesce Picasso.
Un pesce particolarmente difficile da fotografare a causa della sua diffidenza e velocità.
Uno scatto come questo è abbastanza raro, in quanto il pesce è ripreso di fronte e sullo stesso piano verticale della camera.
Solitamente questo pesce si riesce a fotografare solo dall’alto e da dietro!!

SQUALI NEL MAR ROSSO?? MA VA’??

Un bellissimo filmato che ci deve far riflettere sulla bellezza di questo animale!!

A GATTINARA LE FOTO DI FRANCO GUALA

Nell’ambito dell’iniziativa “ALLA SCOPERTA DEI PARADISI TERRESTRI”, venerdì 12 novembre, alle ore 21.00, presso la sala conferenze dell’Istituto Alberghiero “Mario Soldati” di Gattinara, saranno proiettate straordinarie immagini su “WEST PAPUA E I DELFINI DEL MAR ROSSO” a cura di Franco Guala, campione mondiale di fotografia subacquea.

«Queste immagini – commenta l’Assessore all’Ambiente Mario Mantovani, promotore dell’iniziativa – permettono di scoprire l’affascinante mondo sottomarino. Sarà un viaggio fotografico attraverso luoghi e persone
Franco Guala, vincitore Festival internazionali come quello di Antibes e di Strasburgo di fotografia subacquea, regalerà attimi emozionanti dove i presenti avranno la possibilità di scoprire le meraviglie del mondo sommerso.
Guala è capace di esprimere attraverso le sue fotografie, che sono vere e proprie opere d’arte, sensazioni ed emozioni di un particolare momento, trasmettendo nel pubblico un insolito coinvolgimento.
Si potranno, quindi, apprezzare le immagini, anche nei dettagli, grazie al commento dell’autore, che accompagnerà i presenti attraverso questo percorso figurativo, sottolineando le peculiarità di ogni foto e dando quindi particolare risalto alla bellezza dell’immagine.
Gi altri appuntamenti dell’iniziativa “ALLA SCOPERTA DEI PARADISI TERRESTRI” sono programmati per venerdì 26 novembre con “Viaggio in Alaska – storie di un ambiente incontaminato” e venerdì 3 dicembre con “Sotto il sole del Capricorno – viaggio alla ricerca dei grandi mammiferi”.



PESCI DEL MAR ROSSO: LO SQUALO BALENA

Nel corso di quest’estate più volte Pierpaolo, uno dei collaboratori di questo blog, ha avuto la fortuna di incrociare uno squalo balena nel reef del Golfo di Aqaba.

L’incontro con questo pesce è una delle emozioni più forti che si possono fare nei mari di tutto il mondo. La sua immensa mole, unita alla sua placida navigazione, lo rendono un soggetto perfetto per le foto e le riprese subacquee se si ha la fortuna di essere abbastanza vicini.

Oggi voglio imparare insieme a voi qualcosa di più su questo meraviglioso animale!

Su wikipedia si trova la seguente scheda:
Lo Squalo Balena unico rappresentante della famiglia dei Rincodontidi è il più grande squalo e pesce esistente. Classificato nel 1828, quando fu localizzato lungo le coste del Sudafrica, venne inserito come unico rappresentante dei Rincodontidi solamente nel 1984, dopo lungo dibattito scientifico.

L’aspetto è quello tipico da squalo, tuttavia presenta un corpo maggiormente largo e appiattito sul dorso, con testa smussata e grande bocca larga, ma soprattutto per le enormi dimensioni. Lungo mediamente 12-14 metri, con un peso medio di 18 tonnellate, si stima che possa raggiungere anche i 20 metri di lunghezza e pesare fino 34 tonnellate. Le due pinne dorsali non sono molto grosse e sono inserite assai indietro, la pelle presenta piccole sporgenze a scacchiera evidenziate dalla livrea a punti bianchi su fondo blu-verdastro. Il ventre è biancastro. La coda ha i lobi simili (quantunque il superiore sia un po’ più lungo). La prospettiva di vita va oltre i 60 anni di età e si suppone possa arrivare fino a 100 o più anni.

Malgrado la sua bocca sia munita di 310 file di minutissimi denti, questo animale è inoffensivo per l’uomo. Lo squalo balena si nutre di plancton e di piccoli pesci (pesce azzurro principalmente), gamberetti e calamari. Quando si alimenta, questo squalo si avvicina alla superficie e apre la bocca, muovendo la testa ritmicamente da destra a sinistra per far defluire l’acqua e il nutrimento alle branchie, dove degli apparati filtranti simili a setacci fermano le prede. A questo punto l’animale compie dei singulti (da 7 a 28 al minuto), necessari per convogliare le prede all’esofago. Si stima che per nutrirsi filtri 2 milioni di litri d’acqua all’ora

Questi pesci hanno carattere solitario, tuttavia migrano annualmente nei luoghi di riproduzione, gli stessi che hanno visto gli esemplari adulti venire alla luce. Dopo l’accoppiamento le femmine covano le uova nell’utero e partoriscono avannotti vivi di 48-60 cm: sono quindi animali ovovivipari. In entrambi i sessi la maturità sessuale non viene raggiunta fino a quando non superano i 9 metri di lunghezza, anche se non ci sono studi accertati, si pensa ciò corrisponda ad un’età di 30 anni.

Lo squalo balena è un pesce che ancora oggi viene pescato da alcuni paesi dove è consumato sia crudo che cotto, a scopi alimentari (pinne, carni), industriali (olio di fegato) e popolari (è un ingrediente della medicina tradizionale cinese).
Nel 1982 la commissione ONU sul mare lo classifica come specie migratoria bisognosa di studi scientifici per capirne il rischio estinzione. Nel 1999 la Convenzione di Bonn sulle specie migratorie la considera specie con una condizione sfavorevole di conservazione e dal 2003 si cerca di proibirne diplomaticamente il commercio nei paesi che cacciano e consumano squali balena.

Dal 2005 tre esemplari sono ospitati in cattività nell’Acquario Churami di Okinawa (Giappone) mentre una coppia è ospitata nel Georgia Aquarium ad Atlanta.

UNA FOTO AL GIORNO: PESCI FARFALLA

UNA FOTO AL GIORNO: I PAGLIACCI DI MARCO

Beh certo, le mie fotografie non saranno all’altezza di quelle dei professionisti tipo Silvia, PL, Denis eccetera!
Ma lasciatemi la soddisfazione di pubblicarle lo stesso, non sono poi così male anche se un occhio esperto troverebbe decine di cose che non vanno! Ma si sa, ogni scarrafone è bello a mamma sua!!!

I DELFINI DI DENIS

Un altro breve filmato realizzato da Denis!

Quanta bellezza, che meraviglia, che senso di pace ammirando questi favolosi animali che assolutamente innocui e gioiosi danzano intorno a un fortunato gruppo di sub!

Grazie Denis!!!

GUARDA IL FILMATO

UNA FOTO AL GIORNO: IL PAGLIACCIO DI SILVIA

GRAZIE MADRE NATURA! GRAZIE DENIS

E la Madre Natura cui mi riferisco non è quella pur rispettabilissima del buon Paolo Bonolis, ma quella ringraziata dall’amico del Blog Denis Zorzin alla fine del suo intervento di ieri su Facebook! Buona giornata a tutti con queste bellissime immagini! Grazie Denis di averle condivise

..quando meno te l’aspetti…sosta di decompressione alla fine della prima immersione al THG (3 minuti), poca aria in bombola (15 bar) e visibilità così così (come sempre)…Ahmed mi guarda con occhi sbarratii e mi fa cenno di voltarmi..mi giro ed eccoli..eleganti,sontuosi,fluidi e fottutamente vicini.. 7 delfini. 7, n…on uno…7 enormi delfini si mettono a voltaggiarci attorno quasi si beffassero dei subacquei vergognosamente aggrappati alla cima in attesa di finire i 3 minuti di sosta…Non ci penso un attimo,fanculo se non ho aria,fanculo se c’è corrente…accendo la videocamera,sfodero il filtro e via in mezzo a loro con i lacrimoni agli occhi che quasi mi impedivano di mettere bene a fuoco cosa stavo inquadrando..non se ne vanno,restano lì…mi guardano..allungo una mano e uno di loro si volta,mi si avvicina e mi da la pancia..ma “guardare e non toccare” è la parola d’ordine! e mantiene giusto quei 3-4 cm di distanza dalla mia mano.. ma l’emozione è forte,unica,ineguagliabile!Va bene così!E’ un sogno e ben presto l’ultima difficile e amara boccata d’aria mi riporta alla triste realtà…è tempo di svegliarsi…la bombola è vuota e io sono nel blu…fanculo, ho pensato…quale morte migliore?Ma il GAV mi da l’ultimo respiro utile.. e triste e felice al tempo stesso, raggiungo la superficie..Grazie Madre Natura!

DI DENIS ZORZIN

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CLICCA PER VEDERE  IL BELLISSIMO FILMATO DEI DELFINI

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Alla fine di questo meraviglioso spettacolo, non posso non pensare che 4 di questi magnifici animali sono tenuti prigionieri in una piscina di una villa di Hurgada, e che centinaia di delfini sono tenuti in cattività nei delfinari di mezzo mondo, in particolare a Sharm e a Riccione! E’ ora che la nostra voce si faccia sentire e che questi lager per delfini vengano chiusi per sempre! Se ami il mare, se sei amico di questo blog, non andare ad assistere a spettacoli che non rispettano la natura e i suoi splendidi animali! GRAZIE!

Se non hai ancora letto gli articoli che ho dedicato ai delfini, clicca qui sotto:

Il massacro dei delfini

4 delfini in piscina

Liberate quei delfini!!

UNA FOTO AL GIORNO: INCONTRO CON L’AQUILA DI MARE

Debitamente stuzzicato su FB, Mister Pierluigi Baldazzi, universalmente noto come PL, ha deciso di regalare una bellissima foto al nostro blog!

Conoscendo la paranoia che ha PL per i credits e la citazione delle fonti, mi tocca dilungarmi un attimo!

La fotografia è stata scattata da Helen Cowie, al tempo della foto istruttrice allo Sharm Scuba Diving
Potete chiedere la sua amicizia su Facebook a questo indirizzo:
http://www.facebook.com/profile.php?id=521435195&ref=ts

Il soggetto che ha il fortunato incontro con l’aquila di mare è Andrea Basilio, Manager del Diving, pure lui contattabile su FB al seguente indirizzo: http://www.facebook.com/andrea.basilio?ref=ts

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Come detto prima la foto è stata gentilmente offerta da PL Pierluigi Baldazzi, che aspetta con ansia migliaia di richieste di amicizia sulla sua pagina di Facebook:
http://www.facebook.com/andrea.basilio?ref=ts#!/profile.php?id=696194594
Non è certo una bellezza, ma è simpatico, anche se un pochino paranoico su certe cose!!!! E’ l’ideatore e protagonista del matrimonio bufala di cui vi ho parlato in questo blog qualche settimana fa!

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Fortunatamente l’Aquila di mare non è stata meglio identificata! Di lei sappiamo solo che:

La forma del disco è rombica col diametro orizzontale molto più largo di quello verticale. Al disco segue una coda a frustino lunga almeno il doppio e munita di una spina nel suo lato dorsale. La pelle è liscia e ricoperta di muco scivoloso. La testa, sporgente sul piano del dorso, sporge anche col muso, che ha il bordo anteriore semicircolare, sull’asse centrale del disco. Gli occhi sono in posizione laterale e sono seguiti dagli spiracoli. Il disco formato dalle pinne cefalico-pettorali è largo quasi il doppio dell’altezza e ha margini anteriori convessi mentre quelli posteriori sono concavi cosicché le pinne assumono un aspetto di ali falcate. Le aperture nasali sono in posizione ventrale e collegate alla bocca da due solchi laterali. Nelle mascelle esistono delle piastre dentarie formate da denti poligonali appiattiti e disposti in serie. Le pinne pelviche sono quadrangolari col margine posteriore rettilineo. Esiste una sola pinna dorsale che è inserita sulla coda, assai indietro alle pettorali e poco prima dell’aculeo, che è robusto e coi margini seghettati.

Per tutti quelli che con pazienza e dedizione son arrivati a leggere fino a qui, è doveroso a questo punto pubblicare la fotografia!

GRAZIE A PL PER AVERLA MANDATA,
A HELEN PER AVERLA SCATTATA,
A ANDREA PER AVERLA RESA UNICA!
E SOPRATTUTTO GRAZIE A VOI LETTORI CHE MI SOPPORTATE!

UNA FOTO AL GIORNO: TRIGONE

UNA FOTO AL GIORNO: LA MURENA

I PESCI DI SILVIA

Ho già parlato altre volte del negozio che Silvia gestisce al diving Del Coral Bay
Oltre a trovare abiti e magliette, felpe e calzature perfette per il mare, da Silvia potete anche acquistre libri nuovi italiani a prezzi da bancarella dell’usato (2 libri 5 euro!)

Ma oggi vi voglio parlare di un’altra opportunità per i vostri acquisti:
con solo 10 euro potete portare a casa 4 stampe fotografiche che misurano circa 50×70. Una volta incorniciate arrederanno con gusto un appartamento al mare o una cameretta per ragazzi.

Nelle foto che seguono, i 4 diversi soggetti in vendita, incorniciati in una semplice cornice rossa reperibile a pochi euro in ogni ipermercato!!! Un’idea originale anche per i vostri regali, al posto dello scontato papiro delle belle foto dei pesci del Mar Rosso, foto fatte da Silvia ovviamente!!!

PS nn fare caso a riflessi e angolazioni strane per evitare il riflesso! Ero di corsa e una delle cose più difficili da fotografare è un quadro con vetro soprattutto se devi usare il flash!!!


UNA FOTO AL GIORNO: GUARDARE E NON TOCCARE

In 15 giorni sono riuscito a fare solo 3 beach dive! 😦

Ma mentre ero sotto non ho dimenticato il nostro blog e ho fatto qualche scatto che spero possa piacerti!
Ovvio, non sono un professionista, ma dai, per essere un pivello qualcosa di carino mi è venuto!!

Il Pesce Leone della foto non va toccato! Sugli aculei della schiena è contenuto un pericoloso veleno!

La foto è in alta risoluzione, cliccaci due volte per ingrandirla quanto credi!

PESCI DEL MAR ROSSO: LO SQUALO MARTELLO

Un impressionante essere marino che potreste incrociare a Sharm è lo squalo martello: questa famiglia è notoriamente caratterizzata proprio dalla particolare forma a “martello” della testa, che è il risultato di un ampliamento dei vertici laterali del cranio dove alloggiano i bulbi oculari. Anche lo squalo martello è purtroppo sotto osservazione per la riduzione di molti esemplari in diverse zone del mondo, ed è stato infatti dichiarato oggetto di minaccia globale d’estinzione dal World Conservation Union (IUCN). Le specie di squalo martello sono nove. Tra Maggio e Settembre a Sharm, e tra Maggio a Luglio a Hurgada, potreste avere fortuna ed incontrare nel corso della vostra immersione un gruppo di squali martello festonati (Sphyrna lewini). Questa specie vive in branchi di più di quaranta individui, in acque generalmente profonde, ed ha una lunghezza di 2-4 m. A detta dei sub, uno degli spettacoli più emozionanti da vivere in immersione è rappresentato proprio dall’avvistamento di queste insolite aggregazioni…

PESCI DEL MAR ROSSO: IL GRAMPO

Ieri abbiamo visto un bel filmato su un pesce denominato GRAMPO: impariamone di più!!!

Il grampo o delfino di Risso (Grampus griseus Cuvier, 1812) è un cetaceo della famiglia dei Delphinidae, unica specie del genere Grampus.

I Cetacei (Cetacea, Brisson 1762) sono un ordine di mammiferi euplacentati, completamente adattatisi alla vita acquatica. Il nome cetaceo deriva dal greco κῆτος (kētos), che significa balena o mostro marino e fu introdotto da Aristotele per designare gli animali acquatici dotati di respirazione polmonare.

Il Grampo può avere una lunghezza da 2,5 a 4 m, ed un peso di 600-700 kg.

Il capo è senza rostro; la fronte bombata, ma non globosa, presenta un caratteristico solco a forma di V nel mezzo, con l’apice rivolto verso il basso. La mascella superiore sporge leggermente. Pinna dorsale a circa a metà del corpo, molto alta, appuntita e falcata. Pinne pettorali lunghe e appuntite.

La livrea è molto caratteristica: i neonati sono grigio chiarissimo uniforme, crescendo diventano prima di color brunastro e poi del grigio ardesia dell’adulto. Con il passare degli anni il corpo viene ricoperto da numerosissime ed estese graffiature chiare, che finiscono col fargli assumere una colorazione quasi bianca, soprattutto nella parte anteriore. Si ritiene che tali graffiature siano un effetto di interazioni sociali, ma l’eventuale ftinzione adattativa di questa particolarissima depigmentazione rimane un mistero. In alcuni esemplari è visibile una gualdrappa sottile e appena accennata. Sul lato ventrale è presente una macchia biancastra a forma di ancora, simile per forma e posizione a quella del globicefalo.

Anche se è capace di notevole agilità (può raggiungere i 25 km/h.), il grampo ha di solito movimenti lenti e rilassati. A differenza dei delfino comune e del tursiope, le barche non sembrano attrarre questo cetaceo, ma non è difficile avvicinarlo. Si ritiene che sia in grado di compiere buone immersioni, ma dati oggettivi al riguardo non esistono. Il grampo tira la coda fuori dall’acqua e rimane immobile per parecchi secondi, in verticale a testa in giù.

È una specie pelagica e di mare profondo, ma non è raro incontrarlo vicino a costa. È frequente nei mari tropicali e temperati caldi di tutto il mondo (Oceano Atlantico, Oceano Pacifico e Oceano Indiano), in estate si spinge anche in acque più fresche.

Nel Mar Mediterraneo è piuttosto comune, soprattutto in Mar Ligure, nell’Arcipelago Toscano e a nord della Sicilia. (FONTE WIKIPEDIA)

MA I PESCI SALUTANO?? DA NON CREDERE

Posto questo filmato solo perchè possiate vedere un curioso comportamento di un gruppo di delfini che, prima di tornare al loro mare, sembra salutino il gruppo di turisti.

Ho anche dubbi siano delfini, ma la ripresa non consente di capire bene

** I pesci in questione sono stati identificati da Denis Zorzin, appassionato conoscitore di biodiversità marine!
Si tratta di GRAMPI. Grazie Denis!

IL CORALLO DI FUOCO: UN PERICOLO SPESSO SOTTOVALUTATO

Maria Vittoria Savini – OK La salute prima di tutto
Se sei interessato al tema, leggi l’articolo in originale
dove hai numerosi link di approfondimento

Il corallo di fuoco (Millepora dichotoma), specie molto comune nell’Oceano Indiano, nel Pacifico occidentale e nel Mar Rosso, contiene un veleno tossico anche per l’uomo.

Sintomi. «La persona che si ferisce con un corallo di fuoco avverte forte bruciore e dolore», spiega Maria De Giacomo , tossicologa al centro antiveleni del Policlinico Agostino Gemelli di Roma. «Subito dopo si formano piccole ustioni e talvolta un rash orticarioide. In qualche caso si può andare incontro anche ad astenia, agitazione, difficoltà a respirare, nausea, vomito. Tali sintomi possono essere complicati da ferite provocate da incrostazioni calcaree che possono causare sovra-infezioni con febbre anche molto alta e linfangite. L’ intossicazione, se non curata, può portare alla morte ».

Terapia. «Se si viene colpiti dalla sostanza irritante di un corallo di fuoco bisogna subito cercare un medico», spiega De Giacomo. «L’intervento immediato dovrebbe mirare ad asportare, possibilmente con un coltello dalla parte non tagliente, sia gli eventuali tentacoli del corallo attaccati alla cute e i frammenti calcarei, sia i filamenti velenosi (in realtà invisibili a occhio nudo). Subito dopo si deve lavare la ferita con acqua di mare, non dolce, e ricoprirla con pomate cortisoniche, antistaminiche e antibiotiche. In caso di lesioni molto estese si consiglia la somministrazione di antibiotici per via generale. Se subentrano difficoltà respiratoria e ipotensione, si passa ad antistaminici e corticosteroidi per via parenterale. In rarissimi casi di shock anafilattico sarà necessaria un’assistenza cardiorespiratoria».

Guarigione. La prognosi è estremamente variabile e va da qualche giorno a mesi in relazione alla gravità delle lesioni, all’entità della reazione individuale e all’ instaurarsi di sovra-infezioni.

Precauzioni. Nei mari in cui vive il corallo di fuoco, i sub dovrebbero sempre immergersi con pinne e guanti anche durante lo snorkeling e prestare estrema attenzione nei movimenti sott’acqua.

In Mar Rosso è assolutamente vietato immergersi con i guanti, proprio per evitare che ognuno  si porti a casa un pezzo di corallo!! Quindi girateci al largo e non rischiate nulla

PESCI DEL MAR ROSSO: IL PESCE PAPPAGALLO

Ogni inverno migliaia di turisti abbandonano la fredda Europa per rifugiarsi a più miti latitudini. Alcune delle mete preferite sono le coste del mar Rosso, Capo verde, Malindi e Zanzibar. Ci si sdraia sulle spiagge a prendere il sole, mentre i bambini costruiscono castelli di sabbia. Una delle attrazioni principali è proprio la sabbia: bianca, finissima, simile a farina. Molti pensano che sia portata verso il mare dai fiumi, ma non è così. Questa sabbia è di origine corallina e viene prodotta dal pesce pappagallo.

Questo strano pesce possiede un becco, formato dalla fusione dei denti anteriori, con il quale raschia le rocce del fondo marino. Si ciba di alghe e di piccoli molluschi, come quelli che formano il corallo. Con i denti tritura il tutto che poi viene ingerito. Qualche ora e quel che viene espulso è una sabbiolina fine che galleggia nell’acqua e viene trasportata dalle onde fino a riva.

Il processo è molto lento. Un esemplare di pesce pappagallo può produrre un chilo di sabbia all’anno. Il suo lavoro inarrestabile e i secoli hanno fatto il resto.

Durante la notte il pesce pappagallo si ricopre di uno strato di muco per non essere fiutato dai predatori

Un’altra caratteristica bizzarra di questo pesce è che durante la notte, per schermare il suo odore ai predatori, si avvolge con uno strato di muco. Questa barrierea viene prodotta da alcune ghiandole poste sotto le branchie. Sostanza che al mattino galleggia in superficie, verso riva.

Meglio non far sapere ai turisti l’origine delle meravigliose spiagge tropicali, potrebbero preferire i freddi inverni europei.

Tommaso Cinquemani

UNA FOTO AL GIORNO: IL PESCE NAPOLEONE

UNA FOTO AL GIORNO: PESCE FARFALLA

UNA BELLA FOTO DI IOANNIS SPANOS FATTA A RAS MOHAMMED
Eccezionale il contrasto dei colori!!!

UNA FOTO AL GIORNO

Oggi ne pubblico due

A mio giudizio sono due foto eccezionali, guardatele e poi vi dirò una cosa che mi ha lasciato a bocca aperta!!!

La prima foto ritrae un trigone, soggetto molto semplice sia da trovare che da fotografare

Il secondo scatto coglie invece una ben più rara Murena stellata le cui eccezionali capacità di mimetismo ne fanno un sogggetto molto difficile da individuare

La cosa che mi ha stupito p che entrambe le fotografie sono stata scattate con una Nikon mentre il fotografo era fuori dall’acqua!!!

Veramente eccezionali!! Complimenti a guma57 che ha realizzato questi scatti! Sembrano addirittura in una pietraia e non sulla barriera corallina!

UN PESCE INVISIBILE: IL PESCE RANA

Nonostante abbia al mio attivo centinaia di immersioni in Mar Rosso, non mi è mai capitata la fortuna di incontrare questo buffissimo pesce. O meglio, molto probabilmente l’ho incontrato, lui sicuramente mi ha visto, ma finché resta immobile è praticamente impossibile vederlo.

La cosa bella è che se si è così fortunati da riuscire a vederlo, è facilissimo da fotografare in quanto, sicuro di essere invisibile, non accenna a muoversi.

E’ un incontro abbastanza raro nelle acque del Mar Rosso sebbene la presenza di questo tipo di animale sia ormai documentata da alcuni anni, Helmut Debelius ne recensisce 4 specie diverse nel suo famoso libro sulla Guida alla fauna corallina del Mar Rosso.
Un pesce dal nome singolare e dalle abitudini alquanto sedentarie. Buffo, con le sue pinne pettorali a forma di zampe palmate, da quil il nome di Frog Fish, se ne sta in agguato per ore. Aspetta paziente il momento migliore per sferrare, alle sue piccole prede, un attacco micidiale.
Appartiene alla genere Antennarius ed associa alle eccezzionali doti mimetiche anche elevate capacità predatorie.
E’ un animale stanziale dotato di un temibile apparato predatorio. L’illicio è una speciale antenna frontale, lunga e trasparente. In cima all’illicio penzola l’esca, un piccolo frammento di tessuto carnoso che l’animale agita con grande maestria per attirare piccoli pesci e predarli con una velocità impressionante. La tecnica è semplice ma nello stesso tempo molto efficace: l’esca si muove attirando l’ignara vittima che lentamente si avvicina, la bocca del pesce rana si apre in una frazione di secondo ed inghiotte il malcapitato risucchiandolo ed ingoiandolo in un solo boccone. Il movimento della bocca è così rapido e lo spostamento dell’acqua così veloce che durante l’attacco viene emesso uno schiocco.
E’ un animale davvero particolare, non solo nel modo tutto personale di procurarsi il cibo, ma anche nel modo in cui si muove: spesso non nuota, si sposta saltellando con le sue buffe pinne pettorali. Una speciale articolazione. Le femmine depongono ogni anno migliaia di uova plantoniche inserite all’interno di una massa gelatinosa, alcune specie restano a difenderle altre invece le abbandonano al loro destino.

IL PESCE PAPPAGALLO

Uno degli abitanti più visibili in Mar Rosso è il Pesce Pappagallo. Quasi sempre nei primi sei metri di profondità, spesso nuota, sempre vicino alla barriera, a pochi centimetri dalla superficie.
Deve il suo nome al fatto che la bocca è formata da un vero e proprio becco osseo formato dai denti saldati!
Gli esemplari presenti in Mar Rosso sono spessissimo di una tonalità verde-azzurra.
Si nutre prevalentemente di alghe e piccoli invertebrati che raschia dalle rocce con i denti modificati.

La nutrizione è semplice: il pesce con il becco, grazie ai denti, gratta via dai coralli la patina di alghe e la fa finire in gola dove verrà ridotta in poltiglia. In una zona di dimensioni pari a quella di un campo di calcio un banco di pesci pappagallo può in un anno ingerire e defecare oltre una tonnellata di alghe.
Il pesce pappagallo è un elemento fondamentale della catena alimentare delle zone della barriera corallina: egli infatti è una sorta di macchina che trasforma materiale organico vegetale in tessuto animale, alimento principale di predatori come squali e anguille.

Un pesce pappagallo avvolto nel muco per la notte

Tutta la sua giornata è spesa per procurarsi cibo, si ferma esclusivamente per mettersi in mostra, riprodursi o dormire. Questo pesce trascorre la notte in un’insenatura e si avvolge di un muco prodotto da ghiandole poste sotto le branchie. Il muco gli permette di non essere odorato dai predatori e quindi di riposare in pace. Spesso accade che un maschio dominante entri in conflitto con altri esemplari dello stesso sesso per difendere il proprio territorio. In genere il pesce pappagallo si muove in branchi, così da potersi difendere da predatori e non doversi preoccupare di altri animali dalla dieta simile.

La riproduzione del Pappagallo prevede che il maschio dominante fecondi i membri femmina a turno, mentre i maschi subordinati invece vengono allontanati; dopo alcune settimane la femmina fecondata cambia sesso e le ovaie vengono sostituite dai testicoli. In seguito si comporterà proprio come un maschio dominante riproducendosi con altre femmine. In un certo periodo i pesci pappagallo della zona si riuniscono e depongono uova galleggianti in massa (ovideposizione di massa) così da avere maggiori possibilità di sopravvivenza.

CURIOSITÀ: se in immersione o facendo snorkeling vi capita di vedere un Pesce Pappagallo che “rosicchia” la barriera, restate immobili e ascoltate! Sentirete distintamente il rumore del poderoso becco che rosicchia e sminuzza pezzi di corallo!

FOTOSUB: Il Pesce Pappagallo è un soggetto molto fotogenico per i suoi colori. E’ mediamente sfuggente, pertanto non facilissimo da fotografare. La foto diventa relativamente facile se scattata mentre rosicchia, ma inevitabilmente lo fotograferete di spalle o meglio di coda!

CURIOSITÀ BIS: Girellando nel web ho trovato questo link dal quale potete scaricare sfondi per il vostro pc (ossia foto in alta definizione!)  in cui il soggetto è il Pesce Pappagallo:
http://www.superedo.it/sfondi/sfondi_mare-sfondi_pesce_pappagallo-p1.htm

PESCI DEL MAR ROSSO: IL PESCE PICASSO

Oggi vorrei parlarvi di un dei pesci più particolari del Mar Rosso. Si tratta del Pesce Picasso, appartenente alla famiglia dei pesci balestra. Presenta un forma più allungata rispetto agli altri e la testa, completamente integrata, è di grandi dimensioni. Il pesce inoltre ha la capacità di muovere gli occhi in modo indipendente riuscendo così ad avere un maggior controllo dell’ambiente circostante potendosi concentrare su eventuali prede e predatori contemporaneamente. La bocca, che con i suoi disegni gialli accesi dà l’illusione di essere più grande, ha una dentatura potente

La livrea è molto interessante e ricorda vagamente un’opera di arte moderna, da qui il nome comune “Picasso”

La bocca è gialla, con una linea dello stesso colore che si allunga orizzontalmente fino alla pinna pettorale, raggiunta verticalmente anche da tre linee azzurre che decorano l’occhio attraversando la parte superiore della testa.

Questo pesce sfrutta i suoi aculei per agganciarsi a fessure in formazioni coralline per poter riposare anche in zone con forti correnti.

Interessanti le tecniche di caccia di questa specie che vanno dall’emettere un forte getto d’acqua per individuare prede nascoste nel fondale, al rovesciare ricci di mare facendoli cadere ripetutamente dopo averli sollevati con la bocca per poter colpire la parte meno protetta.

Nonostante centinaia di immersioni e innumerevoli tentativi, non sono quasi mai a fotografare questo pesce velocissimo e timidissimo. Infatti due sono le possibilità: o lo si fotografa da dietro perché si sta allontanando da te, o lo si fotografa di fronte perché vi sta attaccando anche se arrivato a dieci centimetri schizza via. Il problema è che la sua velocità è così elevata che è difficilissimo inquadrare e mettere a fuoco il soggetto mentre vi viene addosso!

E’ molto facile da vedere, anche da vicino per apprezzarne la splendida colorazione che sembra addirittura finta. Spesso si muovono in coppia

Nel filmato che vi invito a guardare un Pesce Picasso particolarmente collaborativo. Notate le bellissime pennellate di colore, notate i rigonfiamenti nella parte caudale, per mezzo dei quali si ancora per riposarsi.
A questo operatore interessava particolarmente il Picasso tanto che pare non accorgarsi neppure dello squaletto che gli entra perfettamente in inquadratura senza che lui se ne accorga (al secondo 30!)
Tra l’altro ho l’impressione che lo stesso squaletto, probabilmente incuriosito da tanta indifferenza, gli passi vicinissimo pochi secondi dopo!!

NEMO: IL PESCE PAGLIACCIO

Sicuramente il più famoso abitante della barriera corallina visto che la Walt Disney gli ha dedicato un lungometraggio animato che lo ha reso praticamente immortale.
E’ un soggetto favoloso per i fotografi subaquei in quanto non si muove dal suo anemone. Una volta individuato ci si può avvicinare senza alcun problema e scattare decine e decine di fotografie sperando di cogliere il guizzo giusto!
Consiglio di posizionarsi a circa due metri dal soggetto e di agire sullo zoom della macchina per evitare che il flash “spari” riflettendosi sull’anemone ospitante.

Il pesce Pagliaccio è molto territoriale e se vi avicinate lo vedrete attaccare per scacciare l’intruso dal suo territorio. In pochi minuti si calma e riprende la sua attività senza mai perdervi d’occhio

Il nome scientifico è  Amphiprion Bicinctus ed è il Pesce Pagliaccio più comune del Mare Rosso.Vive a profondità da 1 a 30 m.
Di colore arancio-giallo ha 2 fasce trasversali bianco-azzurrine: la prima dietro la testa, la seconda tra la pinna dorsale e l’addome, (una terza fascia sul peduncolo caudale, è visibile solo negli animali giovani e sparisce con l’età adulta) La dimensione massima che può raggiungere è di 14 cm. I pesci pagliaccio sono molto longevi! Possono infatti arrivare fino agli 11 anni d’età!
Ambiente
Lo si trova nell’Oceano indiano ed occidentale in particolare nel Mare rosso e nell’arcipelago di Chagos. Il Pesce Pagliaccio vive in simbiosi con con gli anemoni (per questo a volte è detto “pesce Anemone”) come Entacmaea quadricolor, Heteractis aurora, e Stichodactyla gigantea. I tentacoli dell’anemone proteggono il Pesce Pagliaccio dai predatori. L’anemone a sua volta, trae profitto dal movimento del pesce fra i suoi tentacoli i quali aumentano il riciclo dell’acqua e perciò dell’ossigeno. L’anemone inoltre può alimentarsi anche degli escrementi del pesce. In età adulta il Pesce Pagliaccio si “trasferisce” dall’anemone al corallo anche se alcuni non si muovono mai dai loro anemoni.
Riproduzione:
Una caratteristica affascinante degli A. Bicinctus è che loro cominciano le loro vite come maschi, ma quando una femmina muore il maschio dominante può “trasformarsi” in una femmina. A quel punto un maschio non dominante lo sostituirà divenendo dominante.
Fecondazione e Alimentazione
Le uova vengono deposte alla base dell’anemone, ed il genitore strofina l’anemone per provocare il movimento dei tentacoli e di conseguenza la loro estensione così da fornire maggior protezione alle uova. Si nutre prevalentemente di plancton.


Nel video una coppia di pesci pagliaccio nel loro anemone a Sharm

IL PESCE LEONE o VOLITANS

Da oggi voglio inaugurare un post quotidiano sui meravigliosi pesci che puoi incontrare nelle acque del Mar Rosso.
Documentandomi sul web, pubblicando foto realizzate da me o da amici, o trovando anche le foto nel web, ogni giorno prima di andare a nanna vi posterò alcuni scatti su un particolare pesce. Cercherò anche di documentarmi per fornirti notizie sul pesce del giorno e così facendo imparerò un sacco di cose su questo meraviglioso mare!
Spero l’iniziativa ti piaccia. Graditi commenti

Il pesce leone è a mio giudizio uno dei più begli abitanti della barriera. E’ lungo circa una quarantina di centimetri e nuotando con le lunghe e variopinte pinne distese ha un aspetto elegantissimo. Durante il giorno spesso potete vederlo capovolto nascosto in anfratti rocciosi. Di giorno è quasi sempre fermo o si muove molto lentamente. Vederlo nuotare nel blu è abbastanza raro, quasi sempre si muove aderendo alle rocce. Spesso è in gruppi di 4 o 5 pesci. Si ciba di piccole prede animali. E’ molto frequente incontrarlo nelle ore notturne mentre si ciba di molluschi che vivono nascosti sotto la sabbia.
Altamente spettacolare, è tuttavia pericoloso, quindi non toccatelo assolutamente! Non toccare nulla sottacqua è comunque una delle regole principe di subacquei e snorkelisti!
Nella pinne dorsale ci sono delle spine che contengono delle ghiandole velenifere che rendono questo pesce tra i più pericolosi e temuti dai subacquei.

Le ghiandole velenifere di questo pesce sono contenute negli aculei che formano la pinna dorsale. Si tratta di un veleno di tipo proteico e quindi termolabile (l’effetto del veleno si neutralizza somministrando calore nella parte del corpo lesa). In caso di puntura: chiamare il medico, sciacquare la parte in acqua salata (MAI in acqua dolce) , immergere la parte colpita in acqua molto calda (40-45 gradi per un’ora o più)  e togliere gli eventuali aculei dalla pelle con una pinzetta…disinfettare la parte.

Una difficile foto realizzata da F.Velez

E’ abbastanza facile realizzare un bello scatto di un pesce leone data la sua fotogenicità! Più difficile è fotografare questo splendido animale di fronte dato che è estremamente sfuggente! La foto qui sopra trovata nel web è assolutamente difficile! In anni di immesioni non mi è mai capitato di vedere un Pesce Leone in questa posa, men che mai riuscire a fotografarlo con corretta messa a fuoco! E giustamente questa incredibile foto è valsa il primo premio ad un concorso fotografico!

Nel breve filmato qui sotto lo scatto di un pesce leone in un’immersione notturna


BARRIERA CORALLINA: IL PESCE BALESTRA TITANO

Da oggi inizierò a parlarvi dei coloratissimi pesci della barriera corallina e delle favolose immersioni che potete fare a Sharm.

Prima premessa: non toccate nulla quando siete in acqua. Innanzi tutto perchè la barriera corallina è molto fragile e delicata, in secondo luogo perchè in essa si annidano pericoli da cui è meglio stare lontani. La barriera non è pericolosa se si usa il buon senso. Non toccate il corallo, se avete la sfortuna di toccare o solo sfiorare il corallo di fuoco, passerete due o tre giorni con intensi bruciori. Non toccate la barriera ma osservatela da un metro o due di distanza: se mai doveste avere la sfiga di toccare qualcosa di fianco alla tana di una murena vi assicuro che il suo morso ve lo ricordereste a lungo. E non fate i fighi dicendo “io guardo bene prima”: vi assicuro che a volte noi sub facciamo fatica a vedere una murena anche se ci è stata indicata dal compagno di immersione. D’altra parte la murena vive predando gli altri pesci, se fosse visibile morirebbe di fame! Volete un altro motivo per tenere le zampacce lontane dalle rocce? Potreste imbattervi in un pesce pietra, che possiede aculei velenosissimi! Il suo nome la dice lunga: è un pesce che passa fermo il 90% del tempo e che è IMPOSSIBILE da vedere se non quando si muove! Mi diletto di fotografia subacquea e vi assicuro che più di una volta si vede che il compagno di immersione sta fotografando qualcosa che noi per decine e decine di secondi facciamo fatica a vedere nonostante abbiamo gli occhi posati proprio sopra il pesce. Non avete idea del mimetismo che certi pesci riescono ad ottenere, vi posterò delle foto in cui vi farò capire cosa intendo dire!
Quindi come si suol dire, sia che facciate immersioni che facciate snorkeling, le mani tenetele ferme se non volete pesanti conseguenze!

Dopo questo pistolotto iniziale, oggi voglio parlarvi del pesce dell’immagine. E’ il PESCE BALESTRA TITANO, molto bello, lungo circa 70 centimetri. Lo riconoscete per la sua livrea gialla e blu. Solitamente sta sul fondo e scava nella sabbia a ricerca di cibo. Quindi spesso potreste vederlo col muso a frugare nella sabbia e la coda in alto. Se per caso lo vedete che vi si avvicina rapidamente girategli molto al largo. Depone le uova in nidi circolari nella sabbia e per difendere le sue uova non esita ad attaccare anche l’uomo.  I suoi incisivi fanno molto ma molto male. Quindi se vedete un Balestra Titano osservatelo da almeno 5 0 6 metri di distanza, non avvicinatevi oltre e men che meno non cercate di toccarlo. Primo non ci riuscireste mai, secondo potrebbe staccarvi un dito dato che è velocissimo e mordace! Insieme al pesce pietra è considerato uno dei pesci più pericolosi del reef!

La barriera corallina è favolosa, ma bisogna sapere come comportarsi.

A detta di molti vi immergerete in uno dei mari più belli del mondo. I fondali migliori si trovano in Mar Rosso e alle Maldive. Per coralli e piccoli pesci il Mar Rosso probabilmente è più bello e colorato mentre le Maldive offrono molte più emozioni se volete vedere pesci di grosse dimensioni come squali, mante, tartarughe che ci sono anche in Mar Rosso, ma sono più difficili da vedere.

Nel filmato che potete vedere qui sotto, girato alle Maldive, avete l’opportunità di vedere una serie di comportamenti idioti da evitare assolutamente. Lo scemo è stato fortunato a perderci un pezzo di pinna e non un pezzo di dito!

http://www.youtube.com/watch?v=z66dGbfrDpw

se non si carica il filmato lo puoi vedere su youtube a questo link http://www.youtube.com/watch?v=z66dGbfrDpw

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